Skip to main content

Full text of "MC microcomputer 108 1991"

See other formats





Hewlett Packard 95LX 

(300 grammi di Lotus...) 


La guerra dei chip 


386/33: AMD vs Intel 




OA Scoi. HS-9100A 
Turbo Pascal Windows 
Superbase 4 Windows 
Apple Matintesh 
System 7.0 
Windows 3: 
l'uso dei font 
DTP: teiere e stampanti 
INMOS T9000 transputer 
San Franelsce: Turbe Languages 
International Users Conferente 
Cittadino e computer: 
la provincia elettronica 





Non comprare 
un computer! 



Non comprarlo subito, almeno. 

Perché se gli altri spendono il tuo tempo per convincerti a comprarlo, 
Unibit e i suoi Concessionari hanno deciso invece di regalarti otto ore 
preziose per un corso che ti darà la possibilità di capire cosa puoi fare 
con un computer, ancor prima di deciderne l'acquisto. 

I corsi, completamente gratuiti e non legati all'acquisto di alcuna 
macchina, si svolgono su prenotazione presso i Concessionari elencati 
alla pagina seguente. 


PROGRAMMA DEL CORSO 

1* fase: • Componenti di un computer: Hardware: Software. • Definizione e 
funzioni di un Sistema Operativo: Interfaccia a carattere, a icone: Gestione di 
periferiche: Memoria centrale e unità di massa, 

2 • fase: • Applicazioni: Archiviazione dati: Gestione testi: Tabelle di simulazione; 
Grafica; Editoria; Gestione aziendale: Gestione professionale. • Scelta dei 
programmi: Analisi del problema da informatizzare: Criteri di scelta del software. 
• Scelta del computer. Cnten di scelta del processore: Criteri di dimensionamento 
(memoria, unità di massa): Criteri di scelta del video e delle periferiche. 



L/n/b/t Computer 

MEGLIO UN CORSO GRATIS OGGI E UN COMPUTER UTILE DOMANI. 

(PROVERBIO UNIBIT) 


Concessionari Unibit 


• ABRUZZO Apuano Carnali 

: ■ Fiancatila a! mare r- : •• 

4910533:L'Aqulla 3DCci'-r..'t i le 6255S.Pe«ara:ProgeRolnfonr.ifta.:ei.63721, 
Teramo : Comootronic. lei 240702 

• BASILICATA: Pollcoro Roteila 


• CALABRIA: Calamaro Ctnaiavalle Centrale Ci Se 

■ Crotone . •• - . Lamella Teme- ; ; e • 

£•: Ci 'e 29081. Melilo RC V, «otta Toc aira.le 771109, PalmlRC 

45690 Reggio Calabria Ve-.! wtomatea. », 524360 Scalea ICS)- 


Fncoi»U*.ro •« 9620815. ItarnSO Va» ai ' V I Vlllasanta 

• MARCHE: AkoII Piceno Scolpi. 

M 6608042: Urolito iPS' «'ocre tei 32T454 


* MOUSE: Campobaseo 





Unib/t Computer 

MEGLIO UN CORSO GRATIS OGGI E UN COMPUTER UTILE DOMANI. 


I PROVERBIO UNIBITI 


Appk II mutililo Appli e ilaiinlusli nomi inarchi reglsirail di Apftli Coi 



Da Apple II a Macintosh LC. 
Ecco l’anello mancante. 


Nessun utente di personal computer è mai stato tanto soddisfatto e 
così fiero del suo hardware come chi ha comprato un Apple* II. 
Ancora oggi, migliaia di Apple II sono utilizzati con profitto nei più 
diversi ambiti con un'ampia biblioteca di programmi. Un patrimo- 
nio software a cui nessuno vorrebbe rinunciare. Per questo Apple 
ha pensalo a un'offerta davvero speciale per tutti gli utenti vecchi e 
nuovi di Apple II: una possibilità irripetibile perennare nel mondo 
di Macintosh 1 ^ condizioni eccezionali. Mantenendo la compatibilità 
con la propria raccolta di applicazioni, utility e giochi per Apple II. 


Possiedi un Apple II di qualunque tipo, anche non funzionante? 
Telefona immediatamente al numero verde Apple.- scoprirai tutti i 
vantaggi di questa fantastica opportunità ( l'offerta è valida solo 
fino al 12 luglio). Con Macintosh, oggi, puoi legare.il passato e il 
futuro del tuo personal computing. 


/ 



NEL 


AMD 

vs 

INTEL 



N U 


M 


R 0 


GIUGNO 1991 


108 


mkracampiMf 


* 


■tetì rin iti *'i 



AMD vs INTEL: 
la compatibilità scende u 

dì Andrea de Prisco 


IntelliGIOCHI 

Il primo torneo di Crobots d 
di Corrado Giustozzi 



Prova: Precision Software Superbase 4 
per Windows 
di Francesco Petroni 


Windows 3 

I foni di Windows 1 teoria e | 
di Francesco Petroni 
Win 4 Tips: il Multitasking 


i Fernando Piolo 


Computer & Handicap 

Computer & Handicap Psichico: avviamento alla 
soluzione di semplici problemi aritmetici 
di Fabio Celi 

Computer 8t Video di Bruno Rosati 
Immagini: tecniche di acquisizione 
Usi ed abusi dei PC nelle produzioni TV 
Archimedes di Massimo Miccoli 
Watford Digitiser e Lingenuity Color Converter 

Risc-OS; Sprites Module III) 

Macintosh di Raffaello De Masi 
FullWrite Professional 

La programmazione del Macintosh 


Hand Scanner Golden Image JS-105-1M + Touch-Up 

di Andrea Suatoni 2 

Walt Disney The Animatron Studio 

di Massimo Novelli 2 

ARexx il linguaggio REXX per Amiga 

di Marco Ciuchini e Andrea Scaloni 2 

Programmare in C su Amiga (34) 


6 

34 

MCmicroCAMPUS -u- T ■ ■. 

a cura di Gaetano Di Stasio 

256 



48 

PD Software 

MS-DOS Forza Italia 1 
a cura di Paolo Ciarderelli 

263 


Amiga Piatto ricco mi ci ficco 



a cura di Enrico Ferrari 

268 


MAC 7 sistemi per 7 fratelli 



a cura di Valter di Dio 

272 


MC-Link di Corrado Giustozzi 



Preparare 

276 

144 

Networking 

di Leopoldo Ceccarelli e Gerardo Giardino 



X.25: livelli uno e due 

281 


Reti Neurali di Luciano Macera 



Reti neurali di Konhenem (2) 

287 

124 

Multitasking di Luciano Macera 



Il modello CSP 

292 


Smalltalk di Tommaso Masi 



Smalltalk/V l'ambiente di sviluppo 

297 


C++ di Corrado Giustozzi 



L'eredità (2) 1 meccanismi di protezione 

302 

142 

Turbo Pascal di Sergio Pohni 
Le collezioni indicizzate 

307 


Guidacomputer a cura di Rossella Leonetti 

312 

148 

Micromarket - micromeeting 

330 

Microtrade 

336 

153 

Moduli per abbonamenti - arretrati - annunci 

337 


MCmicrocompuler n 108 (numerazione editoriale) 


Indice degli Inserzionisti 


85 

44/45/46/47 

92 

71 

78 


76/311 

59 

14/15/77/79 

74 



285 


331 

inserto 

64 

113 

24/25/51 

73 

107 

63 

94/95 

84 

271 

275 

75 

62 

205 

72 

194 

58 

141 

280 

151 
193 

68 

169 

80 

239 

219 

152 
212 
147 

33 

60 

178 


A.P.C. Via Magenta, 13/1 5r - 50123 Firenze 
Aashima Italia srl - Via degli Orefici, 175 
40050 Centergros - Funo 
Acca srl - Via Michelangelo Cianciulli, 41 
83048 Montella (AVI 

Alpha Microsystems Italia spa - Via Faentina 175/a 
48010 Fornace Zarattmi (RAI 
Antea SHD sas - Via Ogliaro, 4 - 10137 Torino 
Apple Computer spa Via Milano. 150 

20093 Cologno Monzese IMI! 

AR Computer srl - Via Malta, 8 • 00198 Roma 
Armonia Computers srl V,le Carducci, 16 
31015 Conegliano (TVI 

Atari Italia spa Via Bellini, 21 - 20095 Cusano Milanino 
Bit Line srl - C.so Casale, 245- 10132 Tonno 
Borland Italia srl - Via Guido Cavalcanti, 5-20127 Milano 

Brother Office Equipment spa - C. Dir. Lomb, Pai 
CD3. Via Roma, 1 08 - 20060 Cassina De' Pecchi 
C.B.M. Informatica srl - Via Paolo Di Dono 3/a 
00143 Roma 

Città Studi srl - P zza Leonardo da Vinci. 7 
20133 Milano 

Colby Video Srl - Via Manganelli. 13 - 95030 Catania 
CO.E.S.S.E. srl - V.le Regina Margherita. 8/a 
95123 Catania 

Computer Center - Via Forze Armate 260/3 
20152 Milano 

Computer Discount Srl 
Computer Discount Srl Torino 
Computers e azienda Srl - Via C. Mirabello, 12 
001 95 Roma 

Computersysteme GmbH - Falterstrasse, 51-53 

D7101 Flein - Germany 

D-Mail srl - Viale Corsica, 92 - 50127 Firenze 

Dado System srl - Via Benedetto Croce, 97-001 42 Roma 

Dany Italiana srl - Via Manara, 7 

1 5033 Casale Monferrato (AL) 

Data Automation srl - Milano Fiori Strada 4 pai A2 

20094 Assago 

Datastar Srl - Via Guicciardini, 29 - 50047 Prato 
Dee Sistemi srl - Via Lucarelli 62/d - 70124 Bari 
Dela Italia srl - Largo Municipio, 2 - 39044 Egna (BZ) 
Digicomp sne - Via L Da Vnci, 199 - 00145 Roma 
Digitek srl Via Valli, 28 - 4201 1 Bagnolo in Piano (RE) 
Digitron srl - Via Lucio Elio Seiano, 15 - 00174 Roma 
Ditta Stefano Nicola - Via S. Caterina da Siena, 38 
66054 Vasto (CHI 

E.GI.S. - Via Castro de' Volsci, 42 - 00179 Roma 
Easy Data - Via Adolfo Omodeo, 21/29 - 00179 Roma 

Elettronica Monzese sne - Via Azzone Visconti. 37 
20052 Monza 

Età Beta Computers Center Via San Francesco. 30 
57123 Livorno 

Eurosoft sne - Via del Romito. ID-r - 50134 Firenze 
Executive Service sas - Via Savigno, 7 - 40141 Bologna 

Express Office Automation srl - Via Cavallotti. 22 
40200 Reggio Emilia 

FCH srl - Via L Kossuth 20/30 - 57127 Livorno 
Flopperia srl - Via Monte Nero, 15 - 20135 Milano 
Gexpo - Via Domenichmo. 1 1 - 20149 Milano 
Help Italia srl - C.so del Mezzogiorno. Km 1 
71100 Foggia 

Hewlett Packard Italiana spa - Via G Di Vittorio, 9 

20063 Cemusco sul Naviglio 

Il grillo parlante - Via Stefano Canzio, 13/15/17R 

16149 Genova - Sanpierdarena 

Informatica Italia srl - Via Piazzi. 18 - 10129 Torino 


10/11 

67 

69 


16 

296 

333 

229 

301 

101 

20 

295 

12/13 

291 

8/9/26/ 

27/129 

102 

Inserto 

18 

61 

22/23 

38/39/41 

108/109/111 

279 

65 

81 

54 

54 

50 

165/167 

286 

52 

17/19/21 

86/87 


70 

56 

170 

53/55 

158/179/234 

306 

III cop. 


Il cop. 3/28/ 
29/30/31/32/ 
49/57 
42/43 
66 
262 


Intercomp spa - Via della Scienza, 27 - 37139 Verona 
Jepssen - Taipei, Taiwan 

Laser Computer Italia spa - Via Ronchi, 39 
20134 Milano 

Lifeboat Associates Italia srl Via Frua 1 4 
20146 Milano 

Lucky sas - Via Adige, 6 - 20135 Milano 
M3 Informatica sas Via Porli, 82 - 10149 Torino 

Master Elettronica sne - Via Valentini. 96/c 
50047 Prato 

Media Disk - Via Ciociaria. 12 - 00162 Roma 
Mega Byte - Via Castello, 1 - 25015 Desenzano del 
Garda 

Megasoft srl - Via Filandia, 12 - 20100 San Pietro 
all'Olmo (MI) 

Microforum - 944 St. Clair Ave. West - 00000 M6CIC8 
Toronto Ont Canada 

Microlink srl - Via Luigi Morandi, 29 - 50141 Firenze 
Microport Srl - Via Villani, 42 - 50124 Firenze 
Microsoft spa - Via Cassanese 224 Pai Tiepolo 
20090 Segrate (MI) 

Microwide srl - Via G Borsi, 8/A - 20143 Milano 

Misco Italy Computer Supplies spa il Girasole U.D.V 
2-01 - 20084 Lacchiarella (MI) 

Non Stop spa - Via Galileo Galilei, 5/13 - 20090 Segrate 
Peripherals sas P.zzle della Vittoria, 4 - 80078 Pozzuoli 
Philips spa - P zza IV novembre 3 - 20124 Milano 
Power Computing srl - Via delle Baleari. 90 
00121 Ostia Lido 

Quotha 32 srl - Via Giano della Bella, 31 - 50125 Firenze 

Ready Informatica srl - Via Pineta, 14 
22060 Sirtori (CO) 

Roland DG Italia srl - Via Ischia - Villa Rosa 
64010 Martinsicuro (TE) 

S.C. Computers - Via Ennco Fermi. 4 

40024 Castel S Pietro T (BOI 

S.E.T.I. Toscana srl Via Sproni, 14 - 57125 Livorno 

S.T.E. srl - Via Casamari, 29 - 00142 Roma 

Service Plus - Via C,A, Dalla Chiesa. 7 

47010 S. Martino in Strada 

Simulmondo srl - Via Berti Pichat, 26 - 40127 Bologna 

Sistemi e tecnologie srl - P.zza Matteotti, 2 
20020 Arese 

Soft Team srl - Via Croce Rossa, 5 - 35129 Padova 
Softcom srl - Via Zumaglia. 63/a - 10145 Torino 
Softland - C.so Mazzini, 80 
50063 Figline Val d'Arno (FI) 

Software Solution srl V a Toscamni. 4 
20020 Cesate (MI) 

Spem Via Ponchielli, 26/c - 10154 Torino 
Studio Due Metri - Via C, Colombo. 226 
18011 ArmadiTaggia 

Tandom Computer spa - Via E. Fermi, 20 
20094 Assago (MI) 

Target Effe Ci srl - Via Giulio Cesare. 21 /A 
241 00 Bergamo 

Technimedia srl - Via Carlo Perder, 9 - 00157 Roma 

Tecnoinf - V ie della Repubblica, 250 

00040 S. Maria delle Mole 

Titan Computer srl Via Rimembranza. 1 " traversa 

84085 Mercato S Severino (SA) 

Unibit spa Via di Torre Rigata, 6 - 00131 Roma 


Unidata srl - Via San Damaso. 20 - 00165 Roma 

Uniware srl - Via Matera, 3 - 00182 Roma 

Urania Nelcom srl - Corso Casale, 120 • 10132 Tonno 


MCmicrocomputer n. 107 - maggio 1991 



Se ti abboni o rinnovi l’abbonamento 
a MCmicrocomputer, puoi ricevere due minifloppy, 
oppure due microfloppy Dysan doppia faccia doppia 
densità, con un supplemento di sole 3.500 lire. 

Non perdere quest’occasione! 

Ritaglia e spedisci oggi stesso il tagliando per 
sottoscrivere l’abbonamento pubblicato nell’ultima 
pagina della rivista. I dischetti ti saranno spediti in una 
robusta confezione a prova di danneggiamenti postali. 


IN REGALO 

DUE MINIFLOPPY DA 5.25" 
OPPURE 

DUE MICROFLOPPY DA 3.5 
DOPPIA FACCIA DOPPIA DENSITÀ 

Dysan 

ano distribuiti in Italia dalla Dalamatic, Via Agordat 34, 20127 Milano. 






Sapendo che 
l’ambiente grafico 
è il preferito 
da chi usa un PC, 
qual è 

il foglio elettronico 
preferito 

daM’ambiente grafico 


I problemi sono finiti. 

Semplicità + potenza + facilità d’uso: con Microsoft 
Excel 3 troverai la soluzione a tutti i problemi dei 
fogli elettronici. 

Non a caso è nato proprio per l'interfaccia grafica e 
per presentarsi con il medesimo "look and feel” nei 
tre ambienti (Windows, OS/2 Presentation Manager, 
Macintosh®]. E, ovviamente, per integrarsi alla per- 
fezione con le altre applicazioni Microsoft. 

Semplice come fare clic. 

Ti basta un clic del mouse sulla barra degli strumenti 
per accedere a tutte le operazioni che ti servono, 
senza bisogno di imparare procedure complesse: 
penseranno le icone di Excel 3 a guidare il tuo lavoro. 

Microsoft Excel 3: chiedi e ti sarà dato. 
Per ricevere materiale su Excel 3 e la sua famiglia, 
puoi chiamare lo 02/2690.1359. Oppure provalo 
direttamente da un rivenditore Microsoft o nel 
Microsoft Excellence Center della tua città. 
L’assistenza Microsoft, in ogni caso, ti seguirà anche 
dopo l’acquisto: il numero è 02/2690.1351. 


Microsoft Excel 3. 
Il foglio 
elettronico 
preferito 
da tre ambienti 
su tre. 



Microsoft 


Software aiobaie, soluzii 


li reali. 





TV il 


i r- 



1 


/\ 


— j 


A 


Marchi registrali 


Se per essere i primi della classe 
bisogna avere gli occhi 
a mandorla, eccovi accontentati. 


Nel mondo dei computer, 
la consuetudine vuole che solo i 
giapponesi o gli americani siano 
considerati i primi della classe . 

In effetti non tutti sanno 
che in questi anni dei “pionieri” 
della computeristica italiana 
hanno perfezionato la pro- 
pria tecnologia a tal 
punto da entrare a far 
parte di questo gruppo. 

Un bel risultato se si pensa 
che per arrivare a tanto hanno 
impiegato solo otto anni. 

Tutto cominciò nel 1983, 
anno di fondazione dell’azienda 
Intercomp. Da qui i primi felici 
esordi con personal computer 
compatti e flessibili. 

Mail progresso si sa è in- 
arrestabile e, oggi, questi 
instancabili “pionieri", lusingati 
dai successi, continuano a svi- 
luppare e a realizzare computer 
caratterizzati da una avanzata te- 
cnologia, e compatibili con tut- 
ti i sistemi presenti sul mercato: 



MS-DOS*. Windows*, Unix*, 
Xenix*, OS/2*. Lan Manager*. 
Novell*, ecc. 

Otto anni di continua ri- 
cerca che non si è limitata al solo 
apporto tecnologico ma si è este- 
sa anche all'aspetto formale. 

Studiando e ideando nuo- 
ve soluzioni ergonomiche, rivo- 

Per ulitnori informazioni inviare questo coupon a 
Intercomp SpA- Via della Scienza. 27 - 37159 Verona 
Tri (OR) 8510535 r a - Fax (OISI 8S10S39 
Nome e Cognome 


Ingegno e ingegneria italiana. 


luzionando il design della strut- 
tura così da garantirle una stra- 
ordinaria compattezza. A questo 
si aggiunge la capacità di man- 
tenere un'elevatissima qualità di 
prodotto frutto di un processo 
costruttivo accurato e rigoroso. 

Tutti i prodotti Inter- 
comp inoltre, prima di 
mm—m essere commercializza- 
ti, sono sottoposti a severi con- 
trolli di qualità. 

E infine, altra importante 
prerogativa di Intercomp è la vo- 
cazione a porsi come interlo- 
cutore flessibile e disponibile, 
così da essere in grado di trovare, 
di volta in volta, le soluzioni 
operative più funzionali e 
convenienti. 

Tutto questo avviene at- 
traverso una rete di consulenti 
specializzati che operano su tut- 
to il territorio nazionale. 

Anche per i computer gio- 
care in casa è sempre un bel van- 
taggio. 



Microlink, l’originale in tutti i sensi 

È iniziato il nostro terzo anno di presenza sul mercato del software italiano. È quindi tempo di bilanci e 
considerazioni. Microlink ha da sempre una imma g ine pubblicitaria bellissima , orig inale , colorata e 
coerente, con messaggi incisivi e molto chiari; ed è proprio in questa ottica che il nostro messaggio si 
rinnova per dar modo a tutti voi di poter acquistare, ai prezzi sempre più bassi , con la qualità che da sempre 
ci contraddistingue e con un servizio ancora mi g liore. Aspettiamo le vostre telefonate ed i vostri messaggi 
al BBS ed a pagina 4229 del Videotel. . . a presto! 


igenda « v .M mollila I ^ Vetsione italiana, e = Versione inglese 

Benvenuti nel nostro Club 

-SonCAM)' Microlink 

Q 

m m • Evasone ordmito 

Otiti I I ^rtag^del'la -S oftCabd- 
0RD . Sconto 3% su tutti gli acquisti 
• to nto 5% ^acquisii oltre 2 milii 


o‘, o raggiungere nel tempo un ordinato 
30 000 ottenere la -VipCAiroj Telelor 




Vetrina 

e - 

Norton Antivlrus « 185000 

Tutto Pascal 60 i 205.000 

Lotus Simphony 22 i 660 000 

Norton Utility 5.0 e 165.000 


Norton Commander I 220.000 
Quick Basic 4.5 i 199000 
PC Toois Deluxe 6.0 r 185000 
Borland Otrject Vision r «0000 
ABor 3 per Windows e 390 000 
Lotus 123 31 r 699.000 
Pascal ter Windows l 360.000 
MS Winlop il 090 000 




Per questo mese con le nuove 

SonCAflD" e per ordini superiori a 
lit. 750.000 uno straordinario 
omaggio estivo ed inoltre per 
qualsiasi acquisto in regalo la 
bellissima T-shirt Microlink 


Microlink, una scelta di qualità 


Floppy Disk 



AGGIORNAMENTI A NUOVE VERSIONI 

isoli Word (lutti) — MS Word 5.5 i 250.000 

UBI) — Excel 3.0 e 250 000 

— PCTools6.0 i 110.000 
.ulti) — WinWord 11 i 400.000 

Per informazioni su aggiornamenti non elencati telefonateci 

£ AMBIENTI OPERATIVI 

MS Windows 3.0 I 240.000 

Offerta Windows 3.0 più: 

Microsot! Mouse i 380.000 

Microsoft Excel 2.1c i 850.000 

Microsoft WinWord i 970.000 

Microsoft PowerPoint i 990 000 

Microsolt Project 
Corel Draw 1.2 
Supetbase4 1.2 

♦ Windows 3,0 

vis Windows 3 .u looikit 

* DR DOS 5.0 

* Borland Sideckick 2.0 
sCO Xenix 0| AT ir utenti 

iw2,3 
!W 386 2.3 

£ COMUNICAZIONE 


Il programma più venduto per il Irasle- 
rimenio dall ira Personal Computer e 
lapTopporta'ili oggi finalmente ir 


DBase IV Developer Edilion 1 1 
AskSam 

DB Fasi 155 per Windows 3.0 


l/e 1 790.000 
i 870 000 
e 670 000 



Clipper 5.0 e 950.000 Funcky e 490 000 
Blinker e 570.000 NelLib e 570.000 
SilverComm e 570.000 SilverPainl e 330.000 
Overlay e 330.000 Subnix e 140 000 


Aldus PageMaker 4.0 

Lo standard di riferimento nei pro- 
Ttammi DTP, lilialmente nella versione 
.0 per Windows 3.0 1.340.000 

PageMaker 4,0 e 1 190 000 

PageMaker 3.01 i 1 190.000 

PageMaker 3.01 e 990.000 

PageMaker 301 OS/2 i 1190.000 

PageMaker 4.0 5 pack 14 490.001) 
PageMaker 3.0 15 pack I 3.990.000 



ira Gold Senes per Windows 3.0 

w Adobe Type Manager per Windows 3.0 

* Adobe Type Manager Plus Pack 
Ventura 2.0 
Fonts Bitstream 
FaceLitt per Windows 3.0 
Freedom o! Press 

Caere Ommpage 386 3.0 per Windows 3.0 
Z-Sott Sottype per Windows 30 


1550.000 

150.000 

290.000 
1,550 000 

250.000 
260000 
650 000 


GRAFICA 



Lotus Freelance Graphics 

Il programma di grafica della Lotus che 
permette diagrammi, disegno a mano 
libera, inserimento di loto, logo, illu- 
strazioni e lesti, vastissima libreria di 
oltre 1700 immagini (TASK FORCEl 
inclusa nel prezzo I 799.000 


Freelance Graphics Node 


720.000 

680.000 
845000 
770 000 


PC PainlOrush IV plus 


£ li 


L 


<» 


r 


M 


V 



O INTEGRATI 


O 



Microsoll Excel 3.0 

Il loglio elettronico che strutta piena- 
mente le caratteristiche dell'ambiente 
WlndÒWSS 0 con upgrade gratuito alia 


*• Microsott WorRs 20 
* Lotus Symphony 2.2 
Frameworlt III 1 1 

C LINGUAGGI 


Borland Object Vision 1.0 

sssss 

Windows 3.0 i 720.000 

Promozione «alida Ima al IO 
giugno '91: Borland Object 
Vision 1.0 italiano 299.000 


* Borland Turbo Pascal por Windows 3.0 



ì'a'iswJHss 31 

• Actor 3.1 prolossional per Windows 3.0 
Q MEMORY MANAGEMENT 

* Manitest 


QEMM 50, 60 
Heltx Headtoam 
Turbo EMS 

C PERSONAL management 

* Microsoll Project por Windows 3.0 



Autosketch 2.0 

Il CAD più tale al preno più tasso de 
mercato oggi finalmente in versione 
italiana. i 295.000 


* Diati* CAD 1 1 per Windows 30 
Design CAD 3-D 3.1 
Design CAD 2-0 4.0 



MS Excel 2,1c 
MSExceltMouse 
MS Excel & Q*t 
MS Excel OS/2 i 
MS Excel Macintosh 


Lotus 123 3.1 
Lotus 123 3.1 
Lotus 123/6 (per OS/21 
Lotus 123 2 2 
Lotus 123 22 

Informix Wlnoz pet Windows 3.0 

* Borland Quattro Protessional 3.0 

• Borland Quattro Profess. 3.0 (Scart oli) 

Q STATISTICA • MATEMATICA 

• STSC Statgraphics 4.2 « upgrade gratis 5.0 

Maihcad2S4 

* SPSS/PC Plus 4 0 
SPSS/PC Moduli 
MalLab 3.5 


820000 
720 000 

750.000 

650.000 

799.000 

720.000 

835.000 

710.000 
630 000 


650.000 
1.090.000 
chiamare 
1 750.000 


G UTILITY 


PC Tools Deluxe 6.0 

Il sotlware di utilità più ditluso oggi in 

I 195.000 



* Word 5.5 

* Word PM 

Word pet Windows 1 l * Windows 3,0 
Word per Windows 1 1 

* Ami Pro Itom Lolus 1 2 Windows 3.0 

* Wordstar Professional 6.0 

Worastar 2000 plus 3S 



ADD-IN PER PC 



0 


o 


LETTORI CD-ROM E SOFTWARE 



SCANNER MANUALI • SOFTWARE OCR 




IpiT” 


Logitech Catchworo 1 1 

Image-ln pacchetto complelo per scanner A4 




690 000 
890.000 


730.000 

450.000 
650000 


240.000 
1 990.000 



rr Telefono 055/4250112 v„ IK Telata* 055/4250143 

; Videotel Pagina *42294 latamiii 

0574/607505 a pt > mw - r.«,t 
t BBS 057 4/3801 3 suolilo rami - v 2 i V22 v ?2 bis 

f Posta Mictolink Faenze srl via I. Morandi, 29 50141 (FI) 

Come ordinare a Milano 

» Direilamenle in negozio in via Siflori, 15 

w T-« • 0? 29515610 li 02 29515611 



Firenze>Milano 


AATARr ST. 

IL TERZO GRANDE STAND 



Un vero standard 

L'Atari ST è noto in Italia soprattutto per il 
grande successo ottenuto nel campo musi- 
cale: perché chi fa musica col computer in 
Italia, nove volte su dieci fa musica con 
Atari. 

Ma questo immenso successo "verticale" 
non deve farci dimenticare che l'Atari ST è 
uno standard : ossia un personal computer 
per il quale è disponibile una ricca serie di 
periferiche e uno spettro di applicazioni 
completo, capace di soddisfare le esigenze 
più varie dell'utenza di oggi. Dai pacchetti 
di editoria elettronica alla grafica più sofisti- 
cata, dalle soluzioni per l'ufficio alle appli- 
cazioni didattiche, dagli scanner ad alta ri- 
soluzione ai videodigitalizzatori economici. 


I nostri hardware 

Come è lecito attendersi da uno standard. 
Atari offre una gamma di computer e peri- 
feriche per le esigenze più diverse, tutte ca- 
ratterizzate da un imbattibile rapporto qua- 
lità/prezzo. Vogliate queste proposte: 

- 1040ST f , 1 Mb RAM, la macchina base 
per lavorare, studiare, far musica o gio- 


Conoscere Atari ST 

Forse non tutti sanno che Atori ST è uno dei grandi standard dell'informatica mondiale: 
oggi oltre 3.000.000 di persone nel mondo lavorano, studiano e si divertono con i perso- 
nal computer Atari ST! Sono computer potenti, basati sul processore 68000 e su un genia- 
le sistema operativo, il TOS, dotato di un'interfaccia grafica intuitiva, che li rende imme- 
diatamente utilizzabili anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo del computer. 

Perché Atari ST 

- Perchè Atari ST è in assoluto il computer più facile da usare, l'unico che offre un incon- 
tro senza traumi con il mondo dell'informatica; 

- Perché Atari ST, a differenza degli altri standard, consente di risolvere su un unico com- 
puter le esigenze informatiche della famiglia: lavoro, studio e, perchè no, intelligente 
divertimento; 

- Perché Atari ST propone spesso applicazioni verticali potenti e innovative che mancano 
negli altri standard; 

- Perché Atari ST rispetta il consumatore proponendogli sempre un rapporto prestazio- 
ni/prezzo assolutamente entusiasmante. 


care; 

- 1040ST' Professional, 4 Mb RAM, la 
macchina estesa per le applicazioni più 
spinte; 

- il TT030/4, il vertice della gamma Atari, 
un computer a 32 bit dotato di micro- 
processore 68030 a 32 MHz, copro- 
cessore matematico 68882, RAM mini- 
ma di 4Mb espandibile a 26Mb, hard 
disk SCSI incorporato e grafica evoluta; 
un mostro di potenza per gli applicativi 
del futuro che preserva totalmente la 
compatibilità con la serie ST. 


DYNACADD, CAD PROFESSIONALE 



ATARI COMPUTER. LA 


ATARI ITALIA S.p.A. 

Vio V. Bellini, 2 1 - 20095 Cusano Milanino (MI) 
Tel. (02) 61 .34.141 Tele* 325832 ATARI I 
Telefax (02) 61 .94.048 
Hot Line: Tel. 02/61 .96.462 
BBS: Tel. 02/61.93.757 

DI UN GRANDE STANDARD. 




ARD DELL’INFORMATICA 


CAIAMUS, DTP PROFESSIONALE 




AATARI . 


Calatogli Software ST 19! 


ADIMENS, DATABASE PROFESSIONALE 


I nostri software 

Di sicuro avete in mente i nomi dei 
software che vanno per la maggiore ne- 
gli altri standard: ma quello che forse 
ancora non conoscete è SIGNUM, il Do- 
3 eumeni Processor che vi permette di scri- 
vere in oltre 100 alfabeti diversi; RE- 
DACTEUR, un sofisticato word processor 
dalla velocità mozzafiato; CALAMUS, un 
pacchetto di Editoria Elettronica dotato 
!;! di specifiche impressionanti; ADIMENS, 
il Data Base di riferimento nel mondo 
Atari; DYNACADD, un CAD professiona- 
le, compatibile con gli standard MS- 
DOS, ma di prezzo ridottissimo; NOTA- 
TOR, uno straordinario software di scrit- 
tura e stampa della musica; LDW 
POWER, un velocissimo spreadsheet Lo- 
tus-compatibile; NEODESK, l'interfaccia 
grafica per computer più sofisticata e 
tanti altri incredibili prodotti che rappre- 
sentano o il massimo della qualità o il 
massimo del rapporto qualità/prezzo. 

Un computer "multistandard" 

Atari ST è forse il primo computer "multi- 
standard" al mondo. Non solo la formattazione dei dischetti Atari è identica a 
quella dei dischetti MS-DOS ma, addirittura, esistono degli straordinari emulatori 
hardware che trasformano l' Atari ST in un vero MS-DOS compatibile o Macintosh"' 
compatibile. Se vi tenta l'idea di poter avere due o tre computer in uno, scegliete 
Atari ST e uno di questi sensazionali prodotti: 



- PC SPEED e SUPERCHARGER per l'emulazione 8088; 

- AT SPEED e AT-ONCE per l’emulazione 286; 

- DELTA MODUL per l'emulazione 386SX; 

- SPECTRE GCR 3.0 per l'emulazione Macintosh . 


LA NOSTRA PROPOSTA-CONOSCENZA: IL PACCHETTO ST BASE 

Gli altri standard vi propongono abitualmente una macchina nuda. 

Il nostro standard vi dà invece la macchina più quello che vi serve per la- 
vorare subito. Naturalmente, senza alcun aggravio di costi. 

Allo straordinario prezzo di Lit. 1.290.000 + IVA avrete infatti il pacchetto 

ST BASE comprendente: 

□ ATARI 1040STE: il modello standard della serie ST, un potente computer 
da 1 Megabyte su cui far girare senza problemi la totalità del software 
professionale e, grazie al modulatore TV incorporato, la totalità dei gio- 
chi esistenti per ST; 

□ SMI 24: un monitor monocromatico ad "effetto libro", la cui ecceziona- 
le definizione e comfort visivo trasformeranno letteralmente il vostro mo- 
do di lavorare; 

□ CALAMUS: il software di Editoria Elettronica più veloce e professiona- 
le, utilizzabile anche come Word Processor grazie al potente editor 
di testi incorporato; 

□ ADIMENS: il Database di riferimento nel mondo ST, flessibile e potente. 


MS-DOS è un marchio registrato da Microsoft Corp., Macintosh é un marchio registrato da Apple Computer Corp. 


Il bello dell'Atari ST: Consulenza & Servizio 

Atori non vi lascia soli. Perché acquistare Atari ST signifi- 
ca si scegliere un grande standard informatico ma anche 
e soprattutto acquisire il diritto ad essere seguiti e consi- 
gliati nel tempo. 

Grazie al pacchetto Consulenza & Servizio, una serie di 
iniziative, per la maggior parte gratuite, con cui ci augu- 
riamo di rendere il vostro cammino nell'informatica più 
facile, piacevole e fruttuoso. 

■ La Hot Line Atari ST (tei. 02/61 .96.462): un servizio 
gratuito a vostra disposizione ogni giorno dalle 9.30 
alle 1 3 e dalle 1 4.00 alle 1 7.30 con personale tecni- 
co qualificato per rispondere a ogni vostro quesito, 
fornirvi una preziosa consulenza tecnica personaliz- 
zata, suggerirvi il nome del rivenditore o del Punto 
Consulenza Atari più vicino; 

■ Il Filo Diretto Sviluppatori Atari ST, riservato a Softwa- 
re House che desiderino conoscere gli strumenti di 
sviluppo esistenti nel mondo ST per cogliere le grandi 
opportunità esistenti in questo mercato; 

■ La BBS Atari ST (tei. 02/61 .93.757), un modo tempe- 
stivo per essere sempre al corrente delle ultime novità 
Atari, un'area di messaggistica ben curota, la possibi- 
lità di lelecaricare software di pubblico dominio; 

■ La rivista mensile Atari News (a partire da maggio): 
una rivista non solo di informazione ma anche di in- 
contro con voi. Per capire meglio le vostre esigenze e 
per guidarvi olla scelta dei migliori hardware e 
software nel mondo Atari ST con recensioni attente e 
documentate; 

■ Il supplemento trimestrale Atari&Musica per conoscere 
tutte le novità dei software e delle periferiche musicali, 
area in cui Atari ST é leader in continuo incremento; 

■ I Club Atari ST: un modo di condividere una passio- 
ne, di crescere insieme, di imparare dagli altri; 

■ I Punti Consulenza Atari ST: negozi specializzati dove 
trovare assistenza e servizio oltre che un ricco assorti- 
mento di macchine e software; 

■ Le Scuole Atari ST; corsi e seminari a pagamento su 
software di base (WP, database, spreadsheet, DTP e 
musico) organizzati da enti indipendenti sotto il con- 
trollo di qualità dell’Atari Italia. 




Parliamo 
tutti i 
linguaggi 



Mbi roBopHM Ha Bcex jmmax 


We speak all languages 



IBir aprcchcn alle spracbni 



Hablamos todos lenguajes 



Nous parlons tous les languages 




We speak all languages 



4 * ìitSr-cfl- 
® t ii i V L r 
7 



Uiljye 


United Languages of Lifeboat 


Ebbene sì, noi parliamo tutti i linguaggi, proprio 
perché... li distribuiamo tutti ! Abbiamo così ma- 
turato una lunga esperienza che ci vede vicino ai 
programmatori di tutte le "razze": da quelli che 
amano il C a quelli che preferiscono il Cobol, da 
quelli che sono vicini al Pascal a quelli che 
parteggiano per il BASIC, senza dimenticare gli 
"appassionati" dell’ Assembler, i "patiti" di RPGI1 
e gli "scienziati" del Fortran. Quindi, a qualsiasi 
latitudine abbiate deciso di scrivere la vostra 
applicazione, ricordatevi che noi della Lifeboat 
parliamo il vostro lingua gg io. 

E se per caso siete in difficoltà, chiamateci: vi 
tireremo fuori dai guai. Noi siamo distributori 
specializzati nei linguaggi Acucobol, Borland, 


Lattice, Microsoft, Ryan McFarland - LP1, Word- 
Tech e Zortech. Perciò, se volete un "pezzo" di 
questa ricca collezione "United Languages of 
Lifeboat", non vi resta che posizionarvi sulle 
nostre coordinate. 

Lifeboat 

^ASSOCIATES ITALIA 

IL GUSTO DELLA DISTRIBUZIONE 

Via G. Fraa, 14 - 20146 Milano - Tel. 02/48193440 - Fax 02/4812370 
Via Paolo Frisi, 14 - 00197 Roma - Tel. 06/879694 





PC Waster 



PC Master 386/33 


pc Master 286 


• CPU 286/12 (L.A 21 MHZ) 
1 MB 

• SCHEDA VGA 800x600 
16 BIT 

• DRIVE 1.2 MB 5 1/4 

• HARD DISK 40 MB 3 1/2 

• TASTIERA 102 TASTI 


pc Master 386 SX 

• CPU 386/16 SX (L.A 21) 

1 MB 

• SCHEDA VGA 800x600 
16 BIT 

• DRIVE 1.2 MB 5 1/4 

• HARD DISK 40 MB 
3 1/2 

• TASTIERA 102 TASTI 

L. 1.790.000+ IVA 


L. 1.290.000+ IVA 


• CPU 386/33 CACHE 64K 
(L.A 58) 1 MB 

• SCHEDA VGA 1024x768 
16 BIT 

• DRIVE 1.2 MB 5 1/4 

• HARD DISK 212 MB 3 1/2 

• TASTIERA 102 TASTI 


SOFTCOM srl V. Zumaglia, 63/A 10145 Torino Tel. 


L'evoluzione nelle All-in-One Add-On per A-2000 

68030 P0WER+16MB RAM+SCSI CONTROLLER 

Sostituisce fino a 4 upgrades “NORMALI” 


Ji 







&S 5 

■SS*»"»» 

/ ‘filfP” 


£X! BUs} Piazza J^ndó /, 




aas§?s 

Ctfe.,7 

S resi »er j *sc/,// 


■PT Rettore 

«a® 1 ' 1 


«/?g»e. Cop . 

"> SAfT- 


' CU Sto. 

jiSf“ 

•ISSI' 

“mw/ì; 

a» 


lo ,2* o 4^b Jp.^orU 

(«Vie dT" dil »& ] 32 




’r^oi 

Pia „ peri. 


NON STOP ELECTRONICS DIVISION SPA 
VIA BUOZZI, 1 1 - 40057 CADR1ANO (BO) 
TEL. 051/765299 - FAX. 051/765252 


etectronics dwitìon 



PICCOLO MA GRANDE 



ASTER 


386SX 



A SOLE L. 3.980.000 + IVA 


CPU 

80386 SX 16 MHZ - 80387SX (OPZIONALE) 

HARD DISK 

40MB AT BUS 25 ms. 

DISK DRIVE 

1 FLOPPY 1.44 

FLOPPY ESTERNIO 5"1/4 (OPZ) 

DISPLAY 

VGA/EGA/CGA/HGA 
10" LCD CCFT 640x480 
32 SCALE DI GRIGIO 

INTERFACCE 

2 SERIALI + 1 PARALLELA 

PORTA PER KEY PAD 

PORTA PER MONITOR ESTERNO 

ALIM. 

DA RETE 220V 
BATTERIA RICARICABILE 
CON 2.5 ORE DI AUTONOMIA 


POCKET MODEM - FAX 


— FAX 9600 & MODEM 2400 BPS 

— FAX: G3, CCITT V.27, V.29 

— MODEM: CCITT V.21, 

V.22, V.22 BIS 

— TRASMISSIONE IN DIFFERITA 

— TRASMISSIONE E RICEZIONE 
ANCHE IN BACKGROUND 

— PER TUTTI I PORTATILI 


L. 490.000 + IVA 


/ 


PER INFORMAZIONI CONSULTARE MICROCOMPUTER 
N° 105 MARZO 1991 


SOFTCOM srl - Via Zumaglia, 63/A - 10145 TORINO - Tel. 011/77.111.77 (5 linee r.a.) - Fax 011/77.113.33 
FILIALE LIGURIA V. Magenta. 1 - 17020 BORGHETTO S. S. /SAVONA) - Tel. 0182/95.01.00 r.a. - Fax 0182/95.01.04 


Tel. 02-93568708 


oppure 02-93568714 


Megasoft, e il Software diventa più facile. Finalmente il vostro fornitore di 
fiducia che opera in sintonia con la propria consorella negli Stati Uniti 
formando un team imbattibile, e più importante ancora prezzi imbattibili. 







ULTRASCRIPT 

STAMPARE IN POSTSCRIPT DIVENTA ECONOMICO CON OUASI 
TUTTE LE STAMPANTI STAMPA RLES POSTSCRIPT CON TESTO DI 
ALTA QUALITÀ 0 CON GRAFICA DIRETTAMENTE DALLA MAG- 
GIORANZA DEGÙ APPLICATIVI COME WORDPROCESSORS E FOGLI 
ELETTRONKI. ORA INCLUSO UN DRIVER PER WINDOWS ULTRA- 
SCRIPT PC HA 13 FONT SCALABIU MENTRE ULTRASCRIPT PLUS 
HA TUTTI 35 FONT POSTSCRIPT. 





Per Tutti i Nuovi Clienti SCONTO DEL 10% 


Desidero ricevere gratuitamente il vostro catalogo 

1 PAGAMENTO 



1 'Per pagamento anticipato tramite assegno c/c o 



1 oppure vaglia postale SCONTO DEL 5%. 



1 •Cartasi-American Express-Visa 






J Spedizione mezzo corriere espresso con addebito di 

Telefono 


1 Tutti i prezzi si intendono al netto di iVA-franco 
- I nostro magazzino, salvo il venduto 


MEGASOFT-L'AMICO FLESSIBLE 
Tel 02-93568708 oppure 02-93568714 - Fax 02-93568696 

20010 - SAN PIETRO ALL'OLMO (MI) - Via filanda, n» 12 




SOFTCOM IMPORTAZIONE DIRETTA! 

PERIFERICHE & ACCESSORI GARANTITI j^ASTER 



SCANNER HANDY A4 

Nuovo modello A4 Handy * Base 

• 100/400 dpi di risoluzione 

• 64 tonalità di grigio 

• Tempo di scansione: 3.5 mm/sec. 

• Compatibilità con tutti i principali 
pacchetti grafici 

• possibilità di salvavernici formati: 
Tifi. Img, .Fax, OCR 


SCANNER + SCHEDA + BASE + SOFTWARE OCR 


L. 1.290.000 



HANDY SCANNER COLORI 

• 256 Colori (Mode Color) 

• 64 tonalità di Grigio (Mode 
Monocrome) 

• Compatibile scheda Vga/Cga 
Ega/Hga 

• Possibilità di salvare nei formati: 
-Vmg, Scf. o formati Colorix 

• Funzioni Multiscan e Multi-Merge 

• Compatibile con i principali 
Software DTP 


SCANNER + SCHEDA + SOFTWARE A 4 BASE 

L. 690.000 + IVA 


MASTER XT 12 mhz L. 99 000 

Cpu 8088-12 Mhz-Ok Esp 1 Mb 
MASTER AT 12 mhz L. 169.000 

Cpu 80286-12 Mhz-Ok Esp 4Mb EMS 
MASTER AT 16 mhz L. 229.000 

Cpu 80286-16 Mhz-Ok Esp 4Mb EMS 
MASTER 386 16 SX L. 598.000 

Cpu 80386-16 SX-Ok Esp 4Mb EMS 
MASTER 386 25 mhz L. 998.000 

Cpu 80386-20 Mhz-Ok Esp 4Mb 
MASTER 386 25 cache L 1.298.000 
Cpu 80386-25 Mhz-64k Cache-Ok 
MASTER 386 33 cache L. 1.450.000 
Cou 80386-33 Mhz-64k Cache-Ok 
MASTER 486 25 Cache L. 2.980 000 

Cpu 80486-25 Mhz • 128 k Cache-Ok . 


HARD DISK 20M8 3 1/2 L. 259.000 

22 Mb 3”1/2 39 ms 

HARD DISK 40MB 3 ”1/2 L. 399000 

44 Mb Al Bus 25 ms 

HARD DISK 90MB 3 ”1/2 L. 680.000 

90 Mb Al Bus 25 ms 

HARD DISK 105MB 3' 1/2 L. 790.000 

105 Mb At Bus Conner 25 ms 

HARD DISK 136MB 3"1/2 L. 890000 

136 Mb AI Bus Fu|itsu 25 ms 

HARD DISK 180MB 3"1/2 L 1 250.000 

180 Mb Al Bus Fujitsu 25 ms 

HARO DISK 212MB 3 1/2 L 1 390 000 

212 Mb Al Bus WOC 14 ms 

FRAME PER HARD DISK L. 15.000 





§ 

P# 

1 

1 

* 

PERIFERICHE 




\ 



VGA 800«600 L. 99 000 


HANDY SCANNER L. 249 000 


800x600 256K 16 Brt 


400 dpi/105 rrm/Sottware OCR 


VGA 1024 x 768 L. 147000 


SCANNER DESK A4 l. 990 000 


1024x768 512K 16 Bit 


400 dpt/32 scale di gngio/OCR 


VGA 1MB ET4000 L. 259.000 


TAVOLETTA GRAFICA 1212L. 450.000 


1024 x 768 1M8 '6 Su 256 Colon 


12x12/1000 dpi/senaie 


MONITOR VGA 14” M L. 250 000 


TAVOLETTA GRAFICA 906 L 290000 


Vga Mcrocromalico Paoer Wh.te 


9x6/1000 dpi/ser ale 


MONITOR VGA 14" C. L. 590 000 


TAVOLETTA GRAFICA 1812L 890.000 


Vga Colore •024 x 768-0.28 Pitch 


18x12/1000 dpi/senaie 


MONITOR MSYNC 14” L. 740.000 




Multisync Colore 1024 x 768-0 28 Pitch 




MONITOR VGA 19 L 1 790000 


SCONTI PER RIVENDITORI 


Vga Colore 19” 1024x768-0.28 Pitch 


RICHIEDERE IL LISTINO 



199.000 


INTEL 8087 5MHZ 
INTEL 8087 8MHZ 
INTEL 8087 10MHZ 
UT 80C287 10MHZ 
UT 80C387 SX 16 
UT 80C387 16MHZ 
UT 80C387 20MHZ 
UT 80C387 25MHZ 
UT 80C387 25MHZ 
UT 80C387 33MHZ 


MODEM 1200 ESTERNO L 169 000 
300/1200 Hayes Com-Auto Answare 
MODEM 1200 INT. 1-2-3 L. 199000 
300/1200/75 Videotel) 

MOOEM 1200 EST. 1-2-3 L 219.000 
300/1200/75 Videotel) 

MODEM 2400 INTERNO 
2400 Hayes Corno-Auto Answare 
MODEM 2400 ESTERNO L 220.000 
2400 Hayes Comp-Auto Answare 
MODEM 2400 EST. 1-2-3 L. 339.000 
2400/75 Videoteii 

MODEM 2400 MNP 5 L. 399.000 
2400/4800 Correzione di errore 
MODEM 9600 MNP 5 L. 1.200 000 

9600/19200 MNP 5 1-2-3 


COPROCESSORI 


169.000 
249000 
299000 
199000 
459000 

499.000 

549.000 
689000 
698 000 


SOFTCOM srl V. Zumaglia, 63/A 10145 Torino Tel. 011/77.111.77 (6 linee r.a.) - Fax 011/77.113.33 
FILIALE LIGURIA V. Magenta. 1 • 17020 Borghetto S. S. (SAVONA) - Tel. 0182/95.01.00 r.a. • Fax 0182/95.01.04 



SCEGLI E PROVA SUBITO IL 
PERSONAL COMPUTER PHILIPS 
PIÙ ADATTO ALLE TUE 
NECESSITÀ DI LAVORO: 

SEI CERTO DI FARE CENTRO! 
NEL CASO CONTRARIO 
(MA NON ACCADRÀ) 

POTRAI RESTITUIRLO 
ENTRO DUE SETTIMANE, E 
SARAI SUBITO RIMBORSATO! 


PROVA. 


Chiama subito il numero A 

verde per l'elenco 

aggiornato dei rivenditori W f f ~~7 


PCD 101 

8088 a 10 MHz • 640 Kb RAM • Alloggiamento coprocessore 
matematico • Floppy Disk Drive 3.5", 720 KB • 2 slot di 
espansione • Scheda CGA/Hercules • Kit VGA a richiesta • 
Tastiera estesa a 101 tasti • 1 porta parallela + 1 porta seriale 
+ 1 porta mouse • Porta per FDD 5.25" esterno • MS-DOS 4.01 
a corredo 
(Monitor escluso) 


PHILIPS 


Prezzo (IVA esclusa) 

Lit. 549.000 





LA PROVA! 



80286 a 1 2.5 MHz • 1 MB RAM • Alloggiamento coprocessore 
matematico • Floppy Disk Drive 3.5", 1 .4 MB • HD 40 MB, 28 
ms. • 3 slot di espansione a 16 bit • Scheda VGA integrata • 
Tastiera estesa a 101 tasti • 1 porta parallela + 2 porte seriali 

• Possibilità di montare un Drive 5.25" interno • MS-DOS 4.01 

• Serratura di sicurezza • Supporto LIM/EMS su Hardware 
(Monitor escluso) 


80C286 a 12.5 MHz • 1 MB RAM espandibile a 8 MB • Floppy 
Disk Drive 3.5", 1 .44 MB • HD 20 MB • Scheda VGA integrata 
• Display a LCD 640x480 con 32 livelli di grigio • T astierà 80 tasti 
con 12 tasti funzione • Uscite Monitor VGA esterno, seriale, 
parallela e mouse PS/2 • Accomulatore al NiCd ricaricabile • 
Alimentatore esterno 95 - 240 V - 50/60 Hz con selezione 
automatica • MS-DOS 4.01 a corredo • Dimensioni: (I x a x p) 
cm 22x28x5.2 • Peso Kg 3.6 


Prezzo (IVA esclusa) 

Lit. 2.000.000 


Prezzo (IVA esclusa) 

Lit. 3.600.000 


PERSONAL 


PHILIPS 






Microsoft MS-DOS 
Sistema operativo versione 4D1 






Affare fatto 

Tu che sei un professionista , certamente sai circondarti dei migliori alleati e con HYPER DEX 
386-33 e 386-40 farai ancora una scelta di valore . Grazie alla loro eccezionale potenza, pos- 
sono essere utilizzati per qualsiasi applicazione che richieda un'elevata capacità di elabora- 
zione. Sono dotati del Controller ad altissima capacità di trasferimento (1 700 KB/s) HS-400 
HYPERSTORE e 2 MB RAM Cache (espandibili a 4 MB) con tempo di accesso incredibil- 
mente basso: solo 0,4 ms. 

Questi potenti strumenti di lavoro sono corredati di memoria RAM di 4 MB, Hard Disk da 1 80 
MB , oltre ai 2 Floppy (1,44 - 1,2 MB) , Scheda Video ET-4000 1 024 x 768 e Monitor a colori 
ad alta risoluzione 1024x768. 

HYPER DEX 386-33 e 386-40 sono costruiti con criteri d'avanguardia e con i migliori mate- 
riali garantiti dalla più grande catena di distribuzione presente in Italia. 

HYPER DEX 386-33 e 386-40 sono in grado di fornire risposte rapide e sicure tali da diveni- 
re i partner ideali per studi professionali ed aziende, a fianco di professionisti che si distin- 


guono scegliendo il meglio sul mercato. 


A partire da L. 5.980.000* 


La scelta di valore 



COMPUTER 

DI SCOUNT 

la catena italiana 
dell'informatica 


BARI 

080 416044 

BOLOGNA 

051 /555371 
CAGLIARI 
070/307237 
FIRENZE 
055 1 5000101 
FIRENZE 
055 716888 
GENOVA 
010/564003 


LIVORNO 

0586/210230 


PALERMO 

091 300229 




Ispira il direttore, ma 
anche lo studente. 

Ispira il copywriter, ma 
anche la segretaria. 

Ispira il poeta, ma anche 
il giornalista. 


Microsoft Word 
ispira anche te. 






Per farti scrivere meglio, Microsoft non 
ti offre un solo word processor, ma 
quattro. Microsoft Word 5.5, Microsoft 
Word per Windows, Microsoft Word 
per OS/2 Presentation Manager e Mi- 
• crosoft Word per Macintosh®. 

Via libera in qualsiasi ambiente. Microsoft Word 
5.5, una novità, è il word processor ideale per chi 
preferisce l’interfaccia carattere, ma non disdegna di 
compiere con facilità anche le funzioni più difficili. 
Microsoft Word per Windows è la scelta delle nuove 
generazioni di PC MS-DOS perché sfrutta appieno il 
nuovo ambiente Windows. Microsoft Word per Pre- 
sentation Manager è quello per coloro che vogliono 
avere il meglio dalla potenza eleborativa di OS/2. 
Microsoft Word per Macintosh®, nel mondo Apple® è 
il favorito da chi ama le cose facili, ma non per questo 


il righello. Tutti ti permettono di accedere a funzioni 
complesse come strutturare documenti, definire 
nuovi stili, inserire grafici, registrare macro, con un 
semplice clic del mouse. Tutti hanno il Thesaururs in 
italiano, un dizionario dei sinonimi con 16.000 parole 
chiave e oltre 1 50.000 vocaboli, che ti dà tutte le 
alternative che cerchi, selezionando semplicemente 
una parola. Tutti vanno d'accordo tra loro, ma anche 
con altri programmi, così non dovrai mai buttare via 
né un dato né una parola. 

02/26901359, Microsoft risponde. Per avere 

una guida completa alla famiglia Micro- 

soft Word basta una telefonata. Se ■— — ~ 

invece vuoi provare direttamente quello ^ A. 

che più ti ispira, vai da un rivenditore 

Microsoft o nel Microsoft Excellence 

Center della tua città. 





| 

Pv. .. ..... r 

■m 

□ 

“1, :| 


vuole rinunciare alla potenza di uno strumento raffinato. 
Da un ambiente all’altro senza più ripartire da 
zero. Anche se sono fatti per soddisfare ambienti e 
persone molto diversi tra loro, i word processor 
Microsoft hanno moltissime doti in comune. Tutti 
hanno un'interfaccia così facile che basta solo il tuo 
intuito per utilizzarla. Tutti hanno i menu a discesa, le 
finestre di dialogo, le barre di scorrimento, il nastro e 


02/26901351, l'assistenza è in linea. Microsoft 
ti dà una mano anche dopo l’acquisto. Dall'installazione 
in poi, potrai risolvere qualsiasi dubbio con una 
semplice telefonata al nostro servizio assistenza, un 
"software" che nessuno può copiare. 

Microsoft 


Software globale, soluzioni reali. 




Dado System 

il tuo appuntamento 
con Unibit 

Dado System 

Roma, via B. Croce 97. tel.06.5404849/5413152/3 
Genzano (RM), Via Don Minzoni 53, tel.06.9396815 
Frascati (RM). via D. Seghetti 24/28, tel.06.9416676 
concessionario Unibit 



computer italiani 


SELARGIUS 


S.C.R.I.IN. 

il tuo filo diretto 
con Unibit 

S.C.R.I.I.N. 

Selargius (CA), via S. Martino 97 
tei. 070.841388/852778 
concessionario Unibit 



computer italiani 



I11.S.E.A. 

il tuo incontro 
con Unibit 

ln.S.E.A. 

Gaeta (LT), Lungomare Caboto Vico 10, n°2 
tei. 0771.465921/465922 
concessionario Unibit 



computer italiani 




fr 



CALTANISSETTA 

Delta Computers 


il tuo contatto 
con Unibit 

Delta Computers 

Caltanissetta, via Canonico Pulci 9/9 
tei. 0934.83856 
concessionario Unibit 



computer italiani 


CATANIA 


Elettronica Delta 

il tuo appuntamento 
con Unibit 


Elettronica Delta 
Catania, via Pensavalle 26 
tei. 095.436955/438279 
concessionario Unibit 


VT 


computer italiani 


BUSTO ARSIZIO 


Magnetic Media 

il tuo incontro 
con Unibit 


Magnetic Media 

Busto Arsizio (VA), via Tolmino 35, tei. 0331.686328 
Milano, via Valvassori Peroni 86, tei. 02.26413626 
concessionario Unibit 




computer italiani 




^ V 




R.C.E. Elettronica 

il tuo filo diretto 
con Unibit 

R.C.E. Elettronica 
Volla (NA), via Sambuco 54 
tei. 081.7741432 
concessionario Unibit 


Generaloffice 

il tuo incontro 
con Unibit 

General Office 

Scalea (CS), via T. Campanella 71 
tei. 0985.90069 
concessionario Unibit 


A 


B/T 

computer italiani 




f ^ 

BAGHERIA 


SIRACUSA 

Paper System 


Magis General Soft 

il tuo appuntamento 


il tuo contatto 

con Unibit 


con Unibit 

Paper System 


Magis General Soft 

Bagheria (PA), via Cesareo 47/49 


Siracusa, via Torino 131 

concessionario Unibit 


concessionario Unibit 

àHf 





ÉKW ì e 






Microland Italia 


il tuo filo diretto 
con Unibit 

Microland Italia 

Roma, via E. Monaci 21. tei. 06.4241 102/428179 
via Tuscolana 350a, tei. 06.7843980/7843919 
Unibit House: Roma, via Bafile 1. tei. 06.3723338 
concessionario Unibit 



computer italiani 


SEZZE SCALO 


Stema Computers 

il tuo incontro 
con Unibit 

Sterna Computers 

Sezze Scalo (LT). via Vercelli 2 
tei. 0773.877087 
concessionario Unibit 



computer italiani 


Technoesis 

il tuo appuntamento 
con Unibit 


Technoesis 

Roma, via Tiburtina 907 
tei. 06.4072151/4072349/4072428 
concessionario Unibit 


B/T 


L’AQUILA 


3D Computers 

il tuo contatto 
con Unibit 


3D Computers 
L'Aquila, via Sallustio 57/59 
tei. 0862.62558 
concessionario Unibit 


B/T 

JV 

computer italiani 







LAINATE 


Master Bit 

il tuo filo diretto 
con Unibit 


Master Bit 

Lainate (MI), via Mengato 65 
tei. 02.9371531 
concessionario Unibit 


À/B/T 


computer italiani 


TRIESTE 


T.H.E. 90 

il tuo incontro 
con Unibit 


T.H.E. 90 

Trieste, via Morpurgo 13 
tei. 040.824974 
concessionario Unibit 




QUALIANO 


V.C.O. Soft Italia 

il tuo appuntamento 
con Unibit 

V.C.O. Soft Italia 
Qualiano (NA), via Rosselli 52 
tei. 081.8185901/8184867 
concessionario Unibit 



computer italiani 


CITTA' DI CASTELLO 


Uniservices 

il tuo filo diretto 
con Unibit 

Uniservice 

Città di Castello (PG), v. Morandi 27/F (zona ind.le) 
tei. 075.8555401 
concessionario Unibit 



computer italiani 


CASTELVETRANO 


Punto Sistemi 

il tuo contatto 
con Unibit 

Punto Sistemi 

Castelvetrano (TP), via Savonarola 2 
tei. 0924.904691 
concessionario Unibit 

ÙM 

B/T 

computer italiani 




fc 



PALERMO 


Microdata 

il tuo incontro 
con Unibit 

Microdata 

Palermo, v.le Regione Siciliana 3414 
presso Interoffice Marbela, tei. 091.229798/228730 
concessionario Unibit 



computer italiani 


V S 'J 


WordPerfect e stampanti HP LaserJet. 

La combinazione più sicura per chi guarda lontano. 




Per scrivere e per 
stampare. Per 
ogni 
di 

documento, dalle 


alle relazioni complete 
di tabelle e grafici, 
con la più vasta 
scelta di caratteri che 
tu possa immaginare. 
WordPerfect e 
HP LaserJet sono il 
pacchetto per word 
processing e la stampante laser 
più venduti del mondo, segno 
inequivocabile della loro totale 


compatibilità con i personal 
computer e gli ambienti e sistemi 
operativi più diffusi. 

Ma 9 milioni di pacchetti 
WordPerfect e 3 milioni di 
stampanti HP LaserJet venduti in 
tutto il mondo vogliono 
anche dire un bel po’ di 
utenti pienamente 
soddisfatti. Anche 
perchè questi prodotti 
non hanno problemi di 
lingue e linguaggi: 
dall’italiano al russo, dal PCL 
al PostScript, sai di poterti 
sempre intendere con loro. E 
grazie al servizio WordPerfect di 
supporto tecnico gratuito e alla 


competenza dei Rivenditori HP, chi 
usa i nostri prodotti può davvero 
stare tranquillo, anche per il futuro. 
Per maggiori informazioni sui 
prodotti WordPerfect, telefona allo 
02/33106200, mentre per saperne 
di più sulle stampanti 
HP LaserJet, chiama lo 
02/95300134. 

WordPerfect 

ITALIA 

HEWLETT 
PACKARD 




CD Interactive 


In coincidenza con quello che noi consideriamo l'inizio della distribuzione su base nazionale di 
MC-link, mi ero ripromesso, mesi orsono, di proporre alcune riflessioni sullo stridente divano 
tra i costi telefonici da sostenere per l'accesso alla nostra rivista telematica ed il costo della 
rivista stessa Dopo un primo periodo di familiarizzazione, gli abbonati più accorti potranno 
contenere I legalmente , non saremo certo noi ad incentivare la pirateria ai danni di Itapacl la 
spesa per l'accesso ad MC-link in funzione della modalità di impiego prevalente: Itapac Easy 
Way è ragionevolmente conveniente per quanti sono interessati essenzialmente al chat. 
mentre chi opera molto file transfer potrà abbattere i costi di accesso vuoi sfruttando a fondo 
tutta la convenienza della funzione Xlpress vuoi impiegando modem ad alta velocità con 
correzione di errore e compressione dei dati. 

Di fronte all'ignobile balzello della Imposta di Concessione Ministeriale per i telefoni portatili, 
la cui puzza di già visto non deve certo essere sottolineata a quanti, lettori di questa rivista, si 
sono sorbettati per diversi anni le mie filippiche contro l'anacronistica "tassa sul macinato 
telematico " abolita solo 6 mesi orsono, ho ritenuto di rinviare ad altra data la 
presentazione di MC-link. 

Per una "concessione" che va. una concessione che viene : se poi aggiungiamo l’obbrobrio 
della mdetraibilità fiscale del 50% dei consumi effettuati con telefoni mobili o portatili (il che, 
come ho sottolineato il mese scorso, equivale ad ammettere l'uso per scopi personali del 
telefono dell'uffico purché democraticamente esteso a tutti i lavoratori), c'era di che 
"indignarsi" quanto basta. 

Senonché, di fronte ad una scatoletta nera, corredata di mouse, che si attacca al televisore e 
volendo al proprio impianto hi-fi, credo che sia il caso di avvisare i lettori di questa rivista che, 
con ogni probabilità, nell'arco di pochi anni, le case di tutto il mondo saranno invase da un 
potentissimo computer collegato ad un lettore di CD-ROM in grado di portare a livello 
popolare quella multimedialità ( audio + video + computer) che finora, dati i costi, è stato 
possibile ipotizzare solo in ambito professionale. 

Musica di qualità 13 formati compressi ADPCM + il normale formato CD), grafica fino a 768 x 
560 pixel con una palette di 32.000 colon, animazione in tempo reale per i formati grafici in 
bassa risoluzione e tra breve anche per quelli alla massima risoluzione, cuore del sistema un 
microprocessore derivato dal 68030 coadiuvato da DSP specializzati per il video ed il suono, 
un sistema operativo (CD-RTOS o OS-9) specificamente sviluppato per questa applicazione. 

Tutto questo si chiama CD-I ( Compact Disc Interactive) e discende da un accordo tra Philips 
(principale detentore dei brevetti e diritti sul CD), Sony (cosviluppatore, a suo tempo, del 
sistema CD) e Matsushita (il maggior costruttore giapponese di elettronica di consumo) per la 
definizione di uno standard unificato a livello mondiale. 

Se aggiungiamo che parallelamente è stato stipulato un accordo di collaborazione tra Philps e 
Motorola per lo sviluppo di una serie di famiglie di chip dedicati, che il prezzo della macchina 
CD-I (circa 1.000 dollari al suo ingresso, nel prossimo autunno, sui mercati americano e 
giapponese I è destinato a scendere precipitosamente (a Londra, durante la seconda 
"Multimedia Conference on Interactive CD" si è parlato, come possibile obiettivo, di 100 
dollari tra 4 anni), che Philips è pesantemente impegnata, attraverso Polygram ed una serie di 
joint venture (dalla piccola software house al grande editore) nella produzione di software, è 
fin troppo facile prevedere che per la metà degli anni '90, la CD-I sarà uno dei più popolari 
apparecchi elettronici di grande consumo. 

Col CD-I sarà finalmente possibile dare al pubblico quel che abbiamo sempre sognato (ma non 
avuto, finora) da CD-ROM e derivati: programmi educativi e di intrattenimento interattivi per 
ragazzi, adulti e bambini che fanno esattamente quel che uno si attende dalla visita guidata al 
museo o alla città con immagini e suono di alta qualità, al video juke-box. dal videogioco con 
immagini in alta risoluzione, al cartone animato che può essere modificato nei colori, nelle 
parole e nella colonna musicale dal bambino ; dal corso di chitarra personalizzabile, alla storia 
della musica. 

Ah. dimenticavo : la macchina CD-I, la cui presentazione in Europa è prevista per la metà del 
1992. non ha tastiera, T utilizzatore non ha alcuna possibilità di accesso al potentissimo 
elaboratore che essa contiene ; tutto quel che può fare è infilare il disco nel cassetto ed 
interagire col programma attraverso il mouse. Insomma, una sorta di console videogioco 
enormemente più potente. E allora, quanto può interessare ai lettori di questa rivista ? Poco o 
molto, a seconda dei motivi per i quali leggono MCmicrocomputer: certamente la CD-I 
rappresenta un nuovo, grande gioco per grandi e piccini, ma anche l'innesco di una elevata 
richiesta di specialisti (creativi e tecnici) per lo sviluppo professionale dei sofisticatissimi e 
costosissimi programmi CD-I. 

Paolo Nuti 


Anno XI - numero 1C 


Direttore: 

Paolo Nuli 

Condirettore: 


Andrea de Pnsco 


ssi mo Trosce Ili. 

Paolo Ciardeili. 

Giorgio Amone. Manlio Cammarata. 
Francesco Carlà. Francesco F 


Leopoldo Ceccarelli. Fabio Celi. 
Marco Ciuchmi. Antonio d'Aciemo, 
Raffaello De Masi. 

Dario de Judicibus, Renato Del 

Gaetano Di Stasio. 

Ennco M Ferrari. 

Mauro Gandmi. Gerardo Giardino. 
Corrado Giusto». Rossella 
Leonetti, Luciano Macera. 
Tommaso Masi. Massimo Miccoli. 

Francesco Petroni. Elve2io Petrozzi 
Sergio Polmi, Fernando Rido, 
Bruno Rosati. Andrea Suatom 
Pietro Tasso, Stefano Tona 
Segreteria di redazione: 
Paola Pujia (responsabilel. 
Giovanna Mòlìnari 
Massimo Albarello, 

Francesca Bigi, 

Rita Fidam. Paola Nesbitt 

Grafica e impaginazione: 

For.-.'- ■ v : i.i-j 

Grafica copertina: 

Paola Fu - 


Amministrazione: 

Maurizio Ramaglia 


Anna Rita 
Pma Salvatore 

Abbonamenti ed arretrati: 

Ivano Bruno. Antonella lai 



la distribuzione 

ei 06-6840731 


34 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



A 

ICA 




C'os’è 

MC-link è una rivista telematica interattiva che traila di informatica 
e cultura varia, consultabile per telefono utilizzando un modem e il 
proprio computer 


Clu* cossi la 

Le rubriche 

MC-link offre la possibilità di scambiare informazioni con altre 
persone fisicamente distanti: un piccolo club con la disponibilità di 


.e rubriche trattano dì tutto: dai di 1 


rs. tipi di co 


tualità. dalle arti allo sport, agli hobby (cucina, foto, alta fe 
Chiunque può scrivere in una rubrica: quesiti, repliche, idee 


X)press 

Se preferite leggere con comodo le novità, senza l'assillo del 
contascatti . potete prelevare in un unico file tutto ciò che vi interessa, 
e o concentrare > vostri interventi in un unico file lasciando a MC-link 
il compito di smistarli secondo le vostre indicazioni 


I programmi 

Qualunque cosa facciate con il vostro computer, sicuramente 
qualcuno ha scritto un programma che può esservi utile e forse l'ha 
messo a disposizione del pubblico. MC-link offre una biblioteca di 
migliaia di programmi di pubblico dominio, disponibili senza alcun 
sovrapprezzo. 

I programmi che troverete su MC-link spaziano dai giochi alla 
grafica, dai database alle utility, dalle comunicazioni alle immagini 
ose. Anche prima di abbonarvi, potete avere un'idea della disponi- 
bilità di programmi chiamando MC-link con il vostro modem (vedi 
più oltre), e richiedendo una dimostrazione (4- Demo MC-link), 

I messaggi personali 

Potete contattare direttamente e riservatamente altri abbonati 
servendovi della Mailbox. Tutte le comunicazioni scambiate attra- 
verso la Mailbox restano strettamente riservate al mittente e al 
destinatario. Con la Mailbox chiunque può scrivervi, o ricevere un 
vostro messaggio, in pochi istanti, e la risposta può essere immediata 
o diffenta E se invece di un messaggio volete inviare un program- 
ma. un file per un foglio elettronico o un'Immagine grafica, avete a 
disposizione una Filebox che funziona come la Mailbox: riservata, 
discreta e immediata 


Il chat 

Ormai esistono migliaia di messaggerie in tutto il mondo. Solo in 
Italia ve ne sono diverse centinaia Ma nessuna dispone di ciò che 
offre MC-link: un sistema veramente professionale con cui scegliere 
se discutere in privato con un altro abbonato, oppure conversare 
pubblicamente con altre persone , una vera conferenza telematica 
Con il chat" di MC-link potete socializzare, conversare in pubblico, 
o incontrare i vostri collaboratori distanti: il sistema protegge la 
riservatezza del vostro dialogo con le conferenze riservate, che voi 
stessi potete istituire e proteggere con una password. 

Gli acquisti per corrispondenza 

Con MC -link potete abbonarvi a una delle altre riviste Tee hnimedia: 
AUDIOre'. ew, AUDIOCARSTEREO, MCmicrocomputer. Orologi; 
potete richiedere AUDIOrecotos. AUDIOreview Kit e i dischi con il 
software di MCmicrocomputer. 


Perché convieni* abbonarsi 

MC-link offre di più ad un prezzo infenore: le rubriche con le novità 



della loro rivista telematica chiedendo l'istituzione di nuove rubri- 
che: MC-llnk è sempre disponibile a recepire le idee e i consigli piu 


modalità di accesso. Anche tenendo conto dei costi di collegamen- 
to, MC-link resta il chat professionale più economico d'Italia. 


compressione dei dati, con standard MNP5 e V.42bis 


llsipsic ”1 121 lias» Mav“: la via 
pili srinplirr poi* arrivare a >lt - 
link 

EASY WAY è un servizio della Sip che consente agli utenti Itapac 
(come MC-link) di essere chiamati anche da corrispondenti non 
abbonati alla rete stessa. Tramite EASY WAY tutti gli abbonati 
possono accedere a MC-link senza sottoscrivere ulteriori abbona- 
menti. Con EASY WAY ii costo di accesso tramite rete telefonica 
commutata è ridotto a un solo scatto a carico del chiamante. Il 
traffico su Itapac viene fatturato dalla Sip a MC-link. che lo addebita 
all'abbonato. L'accesso tramite "1421 Easy Way" è riservato a 
quanti si avvalgono di una carta di credito per il pagamento del 
canone di abbonamento. 


Cossi serve* 

per iililizzsiro >l< -link 

Tutto ciò che occorre è un personal computer con interfaccia 
seriale, un programma di comunicazione e un modem MC-link 
accetta qualsiasi velocità di comunicazione: 300, 1 200. 2400. 9600 
bit per secondo. 


Come ei si abbona si MC-link 

Potete chiamare direttamente MC-link e richiedere l'abbonamento 
configurate la velocità preferita e 8 bit. nessuna parità, un bit di stop. 
Chiamate il numero (06) 4180440 per velocità comprese Ira 300 e 
2400 bps, oppure il numero (06) 41 80660' per arrivare a 9600 bps. 
Scegliete la voce n°6 dal menù e proseguite secondo le indicazioni 
che riceverete La richiesta di abbonamento verrà evasa dalla 


iVIC-fiMf; 

• Itapac "1421 Easy Way": NUA 26500259, 1200-300 bps, 7E1 

■ Itapac a carico del chiamante: NUA 26500140. 1200-300 bps. 7E1 

• (06)4180440 (18 linee r.a.). 2400-1200-300 bps. 8N1 

• (06)4180660 (9 linee r.a.), 9600-2400-1200 bps, 8N1 , V.32, 
MNP5. V.42bis, HST (in corso di attivazione). 





la più compiala, 
eeonomiea. tacilo, 
intelligente, 
riservala, 
professionale, 
comoda rivista 
interattiva 
«li informai ira 
e varia eulfiira. 




18.000 lire 

al mese” 

K SEI IN LINEA CON LE IDEE CHE CONTANO! 


Un taglio ai costì ili accesso: 



ITAPAC 

easy way 


00? ss 


ila tutta Italia 


' MC ini e. «munsi*. ■' tirai professorale », economico 0 mia 
ano» va Eas). Way /Ijpoc 
"onera Inviati a< lenon A MCmicrocompufer Ino ai 3009 '99* 

MC-linW e una pubOfccaaone Tec/rnimeOa 
Roma, via Carlo Perner S. tei 06 4180300 |r.aj 
Reg Tribunale di Roma rr 58590 







C X \\ 


DISTRIBUTORE: GVP, ICD, 

TUTTI I PREZZI SI INTENDONO IVA TRASPORTO INCLUSI 


IL FAMOSO PC880 POWER DRIV.E 


NEW! HD INTERNO PER A500 

20 Mb ■* Compatibile ADSPEED a AutoBOOT per 1 .3 
ti Autoparking » Semplice installazione 

LIT 890.000 

PRO SOUND DESIGNER 3.0 Lit. 149.000 

NEW! BLITZ AMIGA 

i Copiatore hardware 

LIT 59.000 



■ Qualità video BROADCAST 
a PAL. NTSC, SVHS 

Supporta qualsiasi modo grafico Amiga ORA SOLO Lit. 1.940.000 
i Luminanza, crominanza separati 
Etfettl video in console 
Signal To Noise Ratio 58 db 



» Nuovo circuito speciale per prevenire il fastidioso click quando il 
drive è vuoto 
a Selettore ON-OFF 

■ Porta passante per altri drive 
• 880K formattati 

■ 1 2 mesi di garanzia ! I 


DOPPIO DRIVE 3.5" con Alimentatore indipendente Lit. 249.000 
ESPANSIONI DI MEMORIA 
A500 Ram Clock Card 
Espansione di 51 2K per AMIGA 500 

con orologio e batteria tampone Lit. 1 1 5.000 

A500 Ram Card senza orologio Lit. 98.000 


OFFERTA! HI 

RAM clock card 51 2K + Drive PC880 SOLO Lit. 249.000 


NOVITÀ ! ! 1 1 1 DA ICD 
FLICKER FREE VIDEO 

Funziona con Amiga 500. 1000, e 2000 atta qualità video senza flickering. 

» Facile istallazione. Lascia libero nell'Amiga 2000 lo slot video e 
•• permette l'istallazione sull'Amiga 500 e 1000. 

■ Compatibile con tutti i modi grafici Amiga. 

•i Lavora con genlock interni ed esterni. 

- Stato dell'Arte del design. Molta potenza in poco spazio. 

» NTSC e PAL 

» Pieno supporto in overscan. Lit. 690.000 


1.5Mb scheda espansione interna per A500 IKikstart 1.3 e oltre) porta il 
tuo AMIGA 500 fino a 2Mb, dandoti la memoria di cui hai bisogno, 

NUOVO SOLO Lit. 249.000 

ICD ADRAM ESPANSIONE DI MEMORIA 

Espansione di memoria da 0 a 6 Mb interna per AMIGA 500 con Clock e 
batteria tampone.- 

1MB Lit. 336.000 4MB Lit. 690.000 

2MB Lit. 447.000 6MB Lit. 1.090.000 

ADSPEED 


NEW POWER HD. 40 MB SLIMLINE HARD DISK 40 MB 

A500. Al 000, A2000 <-it. 890.000 

VIDEON III Lit 525.000 


METTI UN PC NEL TUO AMIGA 500 
POWER PC BOARD 


CPU:NEC V-308Mhz 

■ Phoenix BIOS 

■ 768 Kb PC-RAM 

• 512 Kb AMIGA RAM 
" Clock 

HARD DISK SUPPORT 


■ 3.5" Drive support 
MS-DOS 4.1 + GWBasic 
n CGA, Hercules, MDA 
• Manualistica completa 
ORA SOLO Lit 590.000 


NUOVO 600MB OPTICAL HARD-DISK 

■ Alte prestazioni SONY 
600MB dischi doppia faccia 

■ completamente SCSI compatibile 

■ il futuro dell'archiviazione dati Lit. (telefonare) 

TUTTI I MARCHI SONO REGISTRATI 


Acceleratore ICD per tutti i computer Amiga. 



» Funziona su Amiga 500, 1000, 2000. 

■ Semplice istallazione. 

■ 100% compatibile. 

■ Selezionabile tra 7,16 e 14,3 Mhz. 

n 32 Kb di RAM STATICA AD ALTA VELOCITA'. 1 6K di dati, 16K usati 
come cache memory. 

■ Il più veloce acceleratore senza RAM BOARD da 32 bit. 

Lit. 460.000 

44MB HARD-DISK REMOVIBILE SOLO Lit. 1.980.000 

DAI LEGITTIMI PROPRIETARI 




VIDTECH, CONTRIVER 


68030 PIU' POTENZA PER ILTUO AMIGA 2000 



16Mhz. 28Mhz, 33Mhz e ora anche 50Mhz 
Accelera II tuo Amiga 2000 più di dieci volte 
- Espandibile fino a 8MB di RAM ad alta velocità a 32 bit 
■ Control ler AT per Hard disk su scheda 
Coprocessore matematico 68882 


ORA ANCORA PIU CONVENIENTI 


68030. 68882 + 4MB RAM 32 bit HARD DISK PER 68030 
28Mhz Lit. 3.490.000 40MB Lit. 589.000 

33Mhz Lit. 4.240.000 gg MB Lit. 1 .1 00.000 

50Mhz Ut. 5.190.000 



lOFFERTÀl 

HARD CARDS GVP 

40MB (Quantum) Ut. 690.000 84MB Lit. 1.260.000 

52MB (Quantum) Lit. 1.180.000 105MB Lit. 1.590.000 

60MB Ut. 990.000 

Ogni modulo di RAM da 2MB SOLO LIT. 260.000 


HARD CARDS ICD 

40MB(Quantum) 
52MB (Quantum) 
60MB 
84MB1 

105MB (Quantum) 


Ut. 849.000 2MB 
Lit. 1.030.000 4MB 
Lit 1.200.000 6MB 
Lit. 1 .390.000 gMB 
Lit. 1.495.000 


Ut. 540.000 
Ut. 790.000 
Lit. 990.000 
Lit. 1.230.000 


NUOVO GVP AMIGA 500 SERIE 2 HARD-DISK ESPANDIBILE 
FINO A 8MB. DI RAM. 


0MB 

• 20MB Lit. 990.000 

» 52MB (Quantum) Lit. 1.390.000 
■ 105MB (Quantum) Lit. 1 .890.000 
POWER COMPUTING ENGLAND le 


2MB 

Lit. 1.285.000 
Lit. 1.685.000 
Lit. 2.185.000 


8MB 

Lit. 2.170.000 
Lit. 2.570.000 
Lit. 2.480.000 



TUTTI I NOSTRI PRODOTTI SONO 
COPERTI DA GARANZIA 12 MESI 
FRANCO NOSTRO MAGAZZINO 


SOFTWARE 

PROFESSIONALE AMIGA 
ART 81 GRAPHICS 

Animagic Ut. 150.000 

Comic Setter Lit. 115.000 

Deluxe Photolab ... Ut. 134.000 

Digipaint3 Lit. 112.000 

Elan Performer Lit. 69.000 

Fantavision Lit. 69.000 

Kara Fonts Lit. 112.000 

Pro Video Plus Lit. 386.000 

Pro Draw 2.0 Lit. 228.000 

Sculpi4D Junior Lit. 295.000 

Sculpl-Animale4D .. Lit. 523.000 

Turbo Silver Lit. 226.000 

X-Cad Designer Lit. 169.000 

XCad Professional. Ut. 523.000 

Deluxe Paini III Lit. 149.000 

Deluxe Video III Lit. 180.000 

Digiview Gold V4 .. Lit. 230.000 

Pixmate Lit. 79.000 

Vista Ut. 115.000 

Distant Suns Lit. 79.000 

WORD PROCESSING, DTP 8i 
BUSINESS 


Home Accounts ... Lit. 69.000 

Digicalc Lit. 69.000 

Excellence Lit. 369.000 

Kindwords Ut, 103.000 

Pen Pai Lit. 180.000 

Pagestream 2.0 ... Lit. 360.000 

Pagesetter 2.0 Lit. 157.000 

Pro Write 3.0 Lit. 199.000 

LANGUAGES & 

DEVELOPMENT 

Devpac Amiga Lit. 99.000 

Lattice CV5 Lit. 340.000 

Lattice C++ Lit. 570.000 

Power Windows Lit. 99.000 

Hisoft Basic Lit. 125.000 

Benchmark Modula 2 .. Lit. 226.000 

UTIUTIES 


Dos 2 Dos Lit. 69.000 

Cross Dos Lit. 59.000 

X Copy Ut. 59.000 

Quarterback4.0 Lit. 79.000 

Workbench 1.3 .... Lit. 37.000 

ALTRI TITOLI IN STOCK TELEFONARE 
PER MAGGIORI INFORMAZIONI 


COME ORDINARE 


◄ 

◄ 

◄ 

◄ 


: PER POSTA INDIRIZZANDO A: 
POWER COMPUTING SRL. 

VIA DELLE BALEARI, 90 
00121 OSTIA LIDO 


PER TELEFONO: 

TUTTI I GIORNI DAL LUNEDI AL VENERDÌ 
CON IL SEGUENTE ORARIO: 
09.00-13.00.15.00-19.00 

CHIAMANDO lei 06/5646310 (2 linne R.A.) 


1 


PRESSO: POWER POINT" 

ELPROsas 

VIA CORRADO DEL GRECO, 63-65-67 
00121 OSTIA UDO - lei e lax 06/5614887 


INVIARE CON MODULO D'ORDINE. ASSEGNO 
NON TRASFERIBILE O FOTOCOPIA DI VAGLIA 
POSTALE INTESTATO A: POWER COMPUT- 
ING SRL, É POSSIBILE PAGARE CON CARTA DI 
CREDITO. 


a SPECIFICANDO NUMERO E SCAOENZA 
SUL BUONO D'OROINE 
■ COMUNICANDO QUESTI DATI 
TELEFONICAMENTE. 



Posta 


Telenovele da StoryWare 

Caro Marco, 

visto che sul numero di aprile di MC mi 
vengono rivolte accuse non giustificate I vedi 
lettera del sig. Alberto Sacco), ho ritenuto ne- 
cessario scrivere per esporre le mie ragioni 

Innanzi tutto voglio precisare che non mi 
diverto ad accusare persone e non l'ho mai 
fatto se ho scritto quella lettera pubblicata da 
voi sul numero 104 di MC è perché ero, e 
sono tutt'ora, sicuro del fatto che il racconto 
scritto dal signor Alberto Sacco è sostanzial- 
mente i=stessa trama con soggetti simili) 
uguale ad uno già letto da me parecchi anni 
or sono. Posso assicurarvi che quel racconto, 
tonte della disputa, esiste e la trama non cor- 
risponde a « Biancaneve e i sette nani » e 
neanche ai « Tre porcellini» I vedi lettera del 
signor Alberto Sacco pubblicata nel numero 
106 di MC). 

Dopo aver letto la lettera del signor Alberto 
Sacco le spero che questa volta non venga 
censurato il nome e il cognome) devo dire che 
sono rimasto amareggiato e perplesso per i 
seguenti motivi 

1 ) il signor Alberto Sacco si è dimostrato un 
gran maleducato, lo non mi sono affatto di- 
vertito ad infangare, come dice lui, il suo »mi- 
crocomondo ». 

21 Sempre il suddetto signore mostra una 
acuta intelligenza nel risalire al mio nome e 
cognome. Caro signor Alberto io non ho nes- 
suna vergogna a firmare documenti quando 
sono sicuro di ciò che dico. . 

3) Forse il signor Alberto si ricorda esat- 
tamente autore, titolo e magari anche casa 
editrice di tutti i libri che legge? Devo dedurre 
che non legge molto! Ili 

4) Come fa il signor Alberto Sacco I notare 
che uso sempre signor e non acaro» o "talpa») 
ad essere sicuro che io abbia intenzionalmente 
cercato di » distruggere » il suo «micromon- 
clo •• ? Non l’ha sfiorato mìnimamente lidea che 
forse esiste veramente il racconto da me citato 
e che io non ho provato per mente gusto a 
scrivere una lettera come quella da me scritta? 
Voglio precisare, visto che siamo in tema, che 
decisi di comunicare a MC la presunta co- 
piatura proprio dopo aver letto che una cosa 
simile era già successa e che quindi non vi 
erano controlli sui lavori inviati a StoryWare, 
tranne i più' banali naturalmente 

5) La frase « Bravo . Sei proprio un vero 
ometto » non so come interpretarla, e spero 
che in questo mi aiuti il signor Alberto. Cosa 
vuole dire con ciò? E dire che io venni cen- 
surato perché davo nome e cognome dell’au- 
tore della presunta truffa. Perché MC ha per- 
messo al signor Alberto fare riferimento al 
mio nome e cognome mentre a me è stato 
impedito? Le accuse, in fin dei conti, sono le 
stesse io accusavo di copiatura il signor Al- 
berto, mentre lui mi accusa di essere una » tal- 
pa » I altro paragone di cui non ho compreso 
bene il significato!, di aver preso un abbaglio, 
di essere deficiente Inon esplicitamente), e 
via di questo passo. 


non inviate francobolli! 


er ovvi motivi di tempo e spazio sulla 
rivista, non possiamo rispondere a tutte le 
lettere che riceviamo né, salvo In casi del 
tutto eccezionali, fornire risposte private: 
per tale motivo, preghiamo 1 Lettori di non 
accludere francobolli o buste affrancate. 
Leggiamo tutta la corrispondenza e alle 
lettere di interesse più generale diamo ri- 
sposta sulla rivista. Teniamo, comunque, 
nella massima considerazione suggenmen 
tl e critiche, per cui Invitiamo In ogni caso 1 
Lettori a scriverci segnalandoci le loro opl- 


6) Non soddisfatto di » insultare » il mio in- 
tervento I posso assicurare fatto in buona fe- 
de). il signor Alberto se la prende anche con 
Marco additandolo come « credulone ». e con 
il signor Petrozzi. Penso che questo sia ve- 
ramente assurdo ! 

7) Visto che io mi sono messo a "pestare 
i piedi per terra » per ottenere la pubblicazione 
della mia lettera, in cui peraltro non ritengo di 
avere insultato nessuno data la mia buona fe- 
de, non riesco a immaginare qualche eufe- 
mismo adatto alla richiesta di pubblicazione 
della sua lettera. 

Mi dispiace che il signor Alberto abbia pre- 
so la mia lettera come un insulto perché non 
era mia intenzione. L ‘unica mia intenzione era 
ed è tutt'ora collaborare con la rivista MC nel 
modo possibile a me, semplice lettore. Se 
questa è una cosa sbagliata, allora mi ritengo 
colpevole. L'unica cosa che mi amareggia é 
che non mi ricordo la raccolta di racconti di 
fantascienza in cui lessi il racconto « colpe- 
vole ». vi garantisco che se mai un giorno do- 
vesse capitarmi tra le mani, non esiterò un 
attimo a fotocopiare e inviare ... 

Concludendo (come in una famosa pubbli- 
cità) spero proprio che il racconto «Gli Dei » 
sia un’idea del signor Alberto, anche se non 
sicuramente «unica», in questo modo potrei 
giustificare e capire in parte le accuse a me 
lanciate. Soprattutto voglio essere in buona 


fede e credere che il signor Alberto abbia ra- 
gione quanto all'originalità del racconto, per- 
ché in caso contrario sarei veramente molto 
deluso, vista la sua reazione. 

Penso che la pubblicazione di questa lettera 
sia dovuta da voi di MC, se non altro per per- 
mettermi di chiudere questa « triste storia » 

Nota Bene: e non pesto affatto i piedi 

per terrai 

Cordiali saluti 

Massimiliano Orso, Milano 

Credo di essere una delle poche persone 
al mondo che non ha mai visto una puntata 
di Dallas che anzi, con tutto il rispetto, ho ri' 
battezzato «Tiettelas».. va bene, è ignobile, 
non lo dico più. 

Beh. questa stona sta diventando una te- 
lenovela e purtoppo non fa che darmi ragione 
Riassumo la vicenda per i curiosi: numero 
103 (gennaio 911, in StoryWare viene pub- 
blicato il racconto Gli Dei a firma Alberto Sac- 
co. Numero 104, Massimiliano Orso denuncia 
il fatto con una lettera in cui dichiara però di 
non ricordare dove ha già letto il racconto, 
quindi di non poter documentare l'accusa, 
nella risposta ometto il nome dell'accusato, 
non ritenendo giusto che questi possa essere 
tirato in ballo senza la minima prova concreta, 
ma uso la stona come una specie di monito 
per stimolare la correttezza di chi invia i lavori, 
facendo presente se non altro che esiste la 
concreta possibilità di essere svergognati. 
Numero 105, Petrozzi in StoryWare avvisa 
Sacco che qualcuno mette in dubbio l'auten- 
ticità del suo lavoro; Sacco collega i due epi- 
sodi e scrive la lettera pubblicata nel numero 
106, nella quale accusa a sua volta Orso di 
avere inventato tutto. Qui i nomi ci sono tutti 
e due per la semplice ragione che Sacco ri- 
sponde alla lettera di Orso: signor Orso, MC 
ha permesso al signor Sacco di fare riferimen- 
to esplicito al suo nome semplicemente per- 
ché il signor Sacco si è riferito ad un episodio 
concreto e documentato, cioè la lettera che 
lei ci ha scritto e che è stata pubblicata sulla 
rivista. Nè lei né io possiamo provare, allo sta- 
to attuale, che Gli Dei non è di Alberto Sacco, 
mentre esiste ed è stata pubblicata una let- 
tera in cui lei afferma che il signor Sacco ha 


A Roma cinque giorni dedicati ai giochi intelligenti 

U na segnalazione dedicata a tutti gli appassionati di giochi intelligenti. Si terrà a Roma 
dal 12 al 16 giugno una grande manifestazione dedicata al gioco in tutti i suoi aspetti. 
«Giocare è Vivere», questo il suo nome, avrà luogo nella prestigiosa sede del Palazzo dei 
Congressi e vedrà la partecipazione di un gran numero di Federazioni ed Associazioni di 
gioco. In particolare il settore dei giochi di simulazione verrà curato da Agonistika che 
organizzerà nell'arco delle cinque giornate ben dodici tornei open (Risiko, Axis & Allies, 
ecc.) nonché la finalissima nazionale del torneo di Dungeons & Dragons. In quest’ambito, 
domenica 16 giugno alle ore 12, il sottoscritto terrà una beve conferenza su “Telematica 
ludica: dal gioco in differita al gioco multiutente». 

Corrado Giustozzi 


40 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


DISTRIBUTORE: GVP, ICD, VIDTECH, CONTRI VER 



PC 720 con alimentatore incorporato evita l'ingombro 
dell'alimentatore 

PC 720E Alimentato dalla porta Joystick, completo di 
porta passante 

PC 720 Ut. 188.000 PC720E Lit. 138.000 

Drive interno alta qualità ricambio (richiede apertura 
e modifica del ST) Lit. 1 1 8.000 


MOUSE ATARI 



UN HARD DISK DELLE 
DIMENSIONI DI UN FLOPPY 



MOUSE CONTRIVER Lit. 59.000 

AMIGA/ATARI 

MOUSE OTTICO Lit. 89.000 


La Power computing, ditta all'avanguardia del settore 
delle periferiche per home computers, è orgogliosa di 
presentare l'Hard disk serie Slimline. 

Le sue dimensioni? 23cm di lunghezza, 10 di lar- 
ghezza, appena 3cm di altezza. Dotato di Autoparking 
delle testine, può assere alimentato dalle Atari ST con 
un cavo fornito (L'Atari deve essere aperto) oppure 
con l'alimentatore opzionale. 

Il drive è completo delle ICD Hard disk Utilities, le mig- 
liori e più complete per ST. 


AdSPEED ATARI 

Acceleratore 
Selezionabile tra 
7.16 e 14 3 Mhz 
32 Kb di RAM statica ad 
alta velocità 

Il più veloce acceleratore 
senza RAM 
1 00% Compatibile 

Lit. 460.000 


VASTO ASSORTIMENTO 
SOFTWARE PER ATARI 
Telefonare per dettagli 

ESPANSIONI RAM 
da 2 MB a 4 MB 

100% Compatibile 
Semplice installazione 

- 2MB Lit. 386.000 

- 4MB Lit. 583.000 


DRIVE 5.25 



Completamente se!ezionabile40-80 tracce, ha alimen- 
tatore interno ed è ideale per l'uso con gli emulatori 
PC. o come memoria di massa alternativa con i più 
economici dischi da 5.25. 

Lit. 235.000 


MULTIDRIVE 5.25 - 3.5 

Combina un'unità da 3.5" con una da 5.25". Completa 
di alimentatore è fornito con uno speciale cavo che ti 
permette di usare entrambi i drive insieme con quello 
interno. Selezionabile tra 40 e 80 tracce è l'ideale per 
l'uso con gli emulatori di PC. 

Lit. 470.000 


23x10x3cm:le stesse dimensioni di un floppy drive ! 
Disponibile nei formati 20MB - 40MB - 1 10MB - 
Silenzioso, di nuova concezione, non necessita di 
ventola 

20MB 40MB 110MB 

710.000 950.000 1.430.000 

ICD SCSI CARD 

Disponibile l'intera gamma di interfacce SCSI per 
Atari ST. Sono complete di istruzioni e delle potenti 
ICD HD Utilities. 

ICD addSCSI Micro Board, permette di installare un 
hard disk interno al tuo, Mega-ST 
Lit. 165.000 

ICD AddSCSI Board, e'un interfaccia SCSI completa 
di porta passante 

Ut. 210.000 

ICD AddSCSI Plus Board, è provvista di orologio in 
tempo reale con batteria tampone 
Lit. 235.000 


SOLUZIONI DA SPECIALISTI... 


POSTA 


La complessità e la gamma delle soluzioni della 
microinformatica hanno raggiunto un livello che soltanto 
degli specialisti possono affrontare con successo, la 
UN1DATA propone prodotti e soluzioni sistemistiche 
all'avanguardia: DA SPECIALISTI A PROFESSIONISTI 


^ 

ÌT PERSONAL COMPUTERS.Li linea PX. computers professionali: 

§ PX6000 cpu 80286 16Mhz; PX7000 cpu 80386sx 16-20 Mhz: 

I PX8000 cpu 80386 25Mhz o 33Mhz cache; con hard disk da 40 a 200 MB: 
MS - DOS incluso, a richiesta Windows 3 e OS/2. 

SUPER PERSONAL COMPUTER. La linea AX, per le massime prestazioni: 
AX8000 cpu 80386 33Mhz cache. AX9000 cpu 80486 33Mhz bus EISA: hard 
disk da 200 a 1000 MB: MS - DOS incluso, a richiesta Windows 3 e OS/2. 

LINEA UNIX. Per soluzioni Unix pronte: 

X386 cpu 80386 33Mhz cache e X486 cpu 80486 33Mhz 256K cache bus 
32 bit EISA, da 8 a 32 porte seriali. Ethernet TCP/1P e NFS, XWindows. 

UNISERVER. Server per reti locali Lan Manager 2 e Novell: 

S 386 cpu 80386 33Mhz cache e S486 cpu 80486 33Mhz 256K cache bus 
32 bit EISA, reti Ethernet e Token Ring, hard disk da 300 a 2000 MB. Software 
di rete installato con possibilità di estensioni SQL server e Comunication server. 

UNISTATION. Work station per reti locali in ambiente Novell, Lan Manager 
e Unix, dimensioni estremamente contenute, cpu 80286 e 80386 sx. diskless 
o con floppy 3.5 pollici e hard disk 40/80 MB. 

LAP - TOP e NOTEBOOK. Portatili con cpu 80386sx, hard disk. LCD VGA 
per tutte le esigenze di ingombro e configurabilità. 

RETI LOCALI. Una gamma di prodotti per LAN, hardware Ethernet e Token 
Ring; software come Lan Manager2, Novell. Unidata Network -OS: UnixTCP/ 

IP e NFS; bridge, routers. repeaters. hubs. ed ogni necessità per reti di qualsiasi 
dimensione. 


COMUNICAZIONI. Soluzioni Wan per connessioni 3270. 5251, X25 in 
ambiente Lan, Unix; comunication server e workstation, modem asincroni e 
sincroni MNP 



Sede Centrale: Via San Damaso, 20 - 00165 Roma Tel. 06/6847318 - Fax 06/3266949 
Filiale di Sicilia: Viale Teracati. 94/B - 96100 Siracusa - Tcl.0931/30997 - Fax 0931/35998 


copiato il racconto. Vorrei rispondere breve- 
mente a quanto lei afferma, ossia che con- 
trolli sui lavori inviati a StoryWare non ve ne 
siano «salvo i più banali»; quali possono es- 
sere, secondo lei? A Petrozzi l'argomento pia- 
ce, ha letto parecchie cose e «stana» parec- 
chi casi di copiatura; ogni tanto, qualcuno lo 
fa fesso. Se StoryWare deve diventare un gio- 
co a far fesso Petrozzi, forse è meglio che i 
lettori di MC cerchino altrove i racconti di fan- 
tascienza. e che noi ci ritiriamo in buon ordine 
utilizzando in maniera speriamo piu fruttifera 
quelle pagine. 

La conclusione è la solita. Chi manda i la- 
vori, per favore, si comporti correttamente. 
Chi scopre dei plagi, per favore, ci informi in 
maniera documentata (inviando gli estremi 
dell'originale e, possibilmente, copia dello 
stesso). 

Resta un fatto: io non so se sia giusto dire, 
come spesso di fa. che «tutti hanno un prez- 
zo», Ma credo comunque che, se questo 
prezzo c'è, debba essere superiore alle poche 
lire che si possono racimolare inviando a Story- 
Ware un racconto plagiato. E vediamo cosa 
succede ai lettori di MC se un racconto pla- 
giato viene pubblicato: come prima cosa, il 
lettore legge (se no che lettore è?) un bel 
racconto, di cui crede autore Tizio Caio (ma 
in fin dei conti, a lui, che gliene importa)? Se 
poi II plagio viene scoperto, il lettore trova la 
segnalazione su un numero successivo ed ap- 
prende anche il nome del vero autore, e il 
sedicente scrittore fa la figura che a Roma 
chiamiamo da «peracottaro». Se il plagio non 
viene scoperto, per il lettore cambia poco (sal- 
vo un nome errato che comunque probabil- 
mente dimenticherà), mentre l’autore del pla- 
gio potrà portare con sé solo la soddisfazione 
di avere ingannato qualcuno, misero bottino 
insieme alle poche lire ingiustamente guada- 
gnate. Se qualcuno si diverte così, faccia pu- 
re: ma è come dar fuoco ai cassonetti della 
spazzatura o fare telefonate anonime o scri- 
vere stupidaggini sui muri o danneggiare i te- 
lefoni pubblici, atti vandalici poco coraggiosi 
di cui sarà comunque difficile vantarsi. 

StoryWare è una rubrica parecchio seguita 
e vorremmo che continuasse, senza che il po- 
vero Petrozzi debba trasformarsi in un inve- 
stigatore o scartare racconti troppo belli per 
timore di passare per fesso. 


MC sul libro di testo 

Cara MC, 

cara è doveroso dirlo in quanto ti seguo 
esattamente da 7 anni, da quando nell'aprile 
del 1984, nella stazione di Bologna ti conobbi, 
in quell'edicola della sala delle biglietterie. Mi 
incuriosisti per quella tua copertina sovrastata 
dal logo che mi ricordava PacMan f« compa- 
gno di stradai' che mi fece tanta compagnia 
nell'aspettare che si liberasse la cabina tele- 
fonica del bar o che giungesse l'orario per 
visitare un cliente...) Ti ho conosciuto e non 
ti ho più lasciata. Dimmi tu se questa non è 
fedeltà! Potrai anche rispondermi che occa- 
sioni di tradimento non ne ho avute e questo, 
devo ammetterlo, è vero. 

Ti ho visto crescere, farti più bella e più forte 
che pria e, superando una editoriale pube- 
scenza, hai acquistato un aspetto migliore, 




MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 



POSTA 


più « maturo ». Quello che non mi aspettavo 
è che giungessi sui banchi di scuola... Non mi 
dire che non lo sai ! Guarda qui che ti mando: 
le fotocopie di un libro di testo per il biennio 
delle superiori, in via di adozione, «Le forme 
della scritturai > di Zanichelli, dove viene ana- 
lizzato l'articolo dell'ottimo Giustozzi sulla di- 
sinformazione che circonda l'argomento dei 
« virus informatici» in risposta ad uno analogo 
infelicemente pubblicato sulla « Repubblica». 
Viene analizzato come può venire fuori la di- 
sinformazione sui giornali e come, nel tuo ca- 
so, la si può efficacemente e dignitosamente 
combattere. 

Nella dura e diuturna battaglia per una in- 
formazione chiara e precisa, MCmicrocom- 
puter viene posto come esempio a tanti gio- 
vani. Credo che ci sia da esserne fieri, anche 
per un tuo assiduo lettore, non credi ? 

Ciao e a presto, solita edicola, solita set- 
timana I giorno più giorno meno), 

Tuo 

Nino Volpe. Bari 

Chi sa fa, chi non sa insegna, chi non sa 
insegnare fa il consulente - è un modo di dire 
che esiste e al quale noi abbiamo aggiunto «e 
chi non sa fare il consulente fa il giornalista» 
anzi, l'aggiunta è opera dello stesso Giustozzi. 

La massima è ovviamente paradossale e 
non è certo sensato insultare contempora- 
neamente insegnanti, consulenti e giornalisti : 
il problema è. però, che in questi campi l'ef- 
fetto degli errori viene moltiplicato dal trasfe- 
rimento dell'informazione sbagliata ad altri. 
Quindi, c'è bisogno di essere coscienziosi e 
consapevoli dei limiti delle proprie conoscen- 
ze, che per definizione sono l'inizio delle pro- 
prie ignoranze. 

Una persona seria non deve parlare di ciò 
che non sa, o meglio non deve trasferire in- 
formazioni inesatte (o assurde come, secon- 
do quanto spiegato nell'articolo incriminato, 
che i virus siano nati negli anni Venti, quando 
ai computer neppure ci si pensava...). 

Il fatto è che un sedicente esperto può car- 
pire la buona fede non solo dei lettori, ma 
anche di chi gli affida l'incarico. Particolarmen- 
te significativo è un paragrafo del libro Zani- 
chelli. che riportiamo qui di seguito. Scopo di 
un giornale è fornire informazioni previse, 
commenti corretti ed intelligenti. «La Repub- 
blica i» è uno dei migliori giornali italiani, e qua- 
si sempre esercita bene il suo compito. Ca- 
pita però che anche un buon giornale, diretto 
da gente esperta e responsabile, lasci pas- 
sare degli articoli discutibili o sbagliati. Ciò ac- 
cade per molti motivi' a volte occorre riem- 
pire uno spazio rimasto bianco, all'ultimo mo- 
mento, in gran fretta. Si ricorre a qualche di- 
spaccio di agenzia, ad una notizia che sembra 
curiosa, ma della quale non c'è il tempo di 
controllare la serietà. Entrano cosi nel giornale 
false informazioni, come quelle che abbiamo 
letto qui sopra. Il guaio è che non tutti i lettori 
se ne rendono conto. Molti, la stragrande 
maggioranza, avranno fiducia nel loro giorna- 
le. e saranno pronti a scommettere sulla ve- 
ridicità di tutto quanto hanno letto. Il giornale, 
in questo caso, risulta molto diseducativo, ed 
opera una cattiva divulgazione della scienza. 

Gli errori possono capitare a tutti, capitano 
ovviamente anche a noi. L'importante, però, 
è che non siano troppo grossi... 

Marco Marinacci 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 


...ANCHE PER METTERTI IN RETE 


Unistation* 



I Terminali Lan Della Nuova Generazione 


4 


L' Unidata Unistation modello 286 e 386 
sono delle LAN workstation a basso costo 
con la funzionalità di uno standard PC basato 
su processori 80286 o 80386SX. E' una 
soluzione ottimizzata per reti locali con inter- 
faccia Ethernet già compresa utilizzabile per 
applicazioni Dos, OS/2 o Windows in am- 
biente Novell NetWare 286 e 386, Microsoft 
Lan Manager, Unidata Network-OS, e tutti 
gli ambienti di rete Netbios. In ambiente 
UNIX si può connettere in TCP/IP, NFS e 
PC-Interface a host Unix basati su PC, Mini 
Computer, Workstation anche in modalità 
XWindow. 

La Unistation è di dimensioni estremamente 
contenute, è normalmente configurata disk- 
less. ovvero senza nessuna unità disco locale, 
opzionalmente si può configurare con floppy 
disk e hard disk. Vi sono due versioni di CPU , 
80286 a 12 o 16 MHz, e 386SX a 16 o 20 
MHz. 


La Unistation è equipaggiabile opzionalmen- 
te con MS-DOS su Rom. Con questa caratte- 
ristica si possono organizzare configurazioni 
disk-less in qualsiasi ambiente di rete e di 
comunicazioni, anche se non sono previste 
funzioni di boot remoto. Nella Rom disk 
possono risiedere i programmi di shell e di 
connessione con la rete o di comunicazione 
che l'utente desidera. 

Le configurazioni disk-less hanno il livello di 
costo di un terminale non intelligente ed il 
vantaggio di non consentire all'operatore co- 
pie di software o di dati. Inoltre sono della 
massima affidabilità non essendoci supporti 
magnetici e parti elettromeccaniche. 

Il monitor può essere da 14” monocromatico 
o colore VGA, Super VGA, oppure a 9" per 
esigenze di minimo ingombro, cosi come la 
tastiera può essere di dimensioni standard o 
compatta. Le dimensioni della Unistation sono 
eccezionalmente contenute, è larga cm. 30 


Caratteristiche tecniche 
UNISTATION 


UNIS286E 

CPU: 80286 12MHz 

RAM: 640K 

Video Monocromatico 
Ethernet compatibile 
NE1000 o WD8003E 

Opzioni: 

Floppy disk 3.5" 

Video Monocromatico 
VGA 14" 

Video colori VGA o 
SuperVGA 14" 

Video 9" 

Tastiera ridotta 
MS-DOS su Rom 

Applicazioni: 

MS-DOS. UNIX 


UNIS286EF 
CPU: 80286 16MHz 

RAM: 1MB - 4MB 

Video: Monocromatico 
Ethernet Compatibile 
NF.1000.IME2000.WD8003E 
Interfacce Ethernet, paral- 
lela stampante. 2 RS 232 

Opzioni: 

Roppy disk 3.5” 

Hard disk 40MB 
Video monocromatico 
VGA 14" 

Video colori VGA o 
SuperVGA 14" 

Video 9" 

Tastiera ridotta 
MS-DOS su Rom 

Applicazioni : 

MS-DOS. OS/2, UNIX 


UNIS386E 

CPU: 80 386SX 16MHz 
RAM : 1MB 8MB 
Video: Monocromatico 
Ethernet Compatibile 
NE1000.NE2000.WD8003E 
interfacce Ethernet, paral- 
lela stampante. 2 RS232 

Opzioni: 

Floppy disk 3,5" 

Hard disk 40MB 
Video monocromatico 
VGA 14" 

Video colori VGA o 
SuperVGA 14" 

Video 9" 

Tastiera ridotta 
MS-DOS su Rom 

Applicazioni: 

MS-DOS. OS/2. UNIX 


UNIDATA 


Sede Centrale: 

Via San Damaso, 20 - 00165 Roma 
Tel. 06/6847318 - Fax 06/3266949 


COMPUTERS 

& 

CONNECTIVITY 


Filiale di Sicilia: 

Viale Teracati, 94/B - 96100 Siracusa 
Tei.0931/30997 - Fax 0931/35998 


Ilio delta AT&T, [.un Manager SI 









LM 


EPSON APEX 


XT 10 MHZ 
HD 2 OMB SCSI 
SCHEDA DUAL, UNITA' 5 1/2 
MONITOR MONOCROMATICO 
SERIALE PARALLELA 
TASTIERA EPSON 
DOS 3.30 ORIGINALE 
3 PRGRAMMI PER COMINCIARE.. 


AMSTRAD PC2286 

80286 12MHZ OWS 



IVA ESCLUSA. PER MONITOR 
A COLORI, AGGIUNGERE L. 235. 000 







PRODOTTI AASHIMA PRESSO. 


ABRUZZO CHIETI Fac srl Canosa Sannita (CHI 
0871/937111 LP Computer House Lanciano (CH) 
0872/39646 L'AQUILA C.S.C. scarl L'Aquila 
0862/26103 Computer.exe sas Avezzano ( AQ) 
0863/412547 Compas Coppito (AQ) 0862/26 103 
PESCARA Ulticìo Duemila sas Pescara 085/36271 
DI.SA.FI Informatica snc Monte Silvano (PE| 
085/838450 

BASILICATA MATERA CE.DA.M. srl Matera 
0835/225014 Cooperativa E.D.P. srl Matera 
0835/310150 Edipass Engineering spa Malera 
0835/210313 POTENZA Ci Tre snc Potenza 
097 1 55539 Databank srl Potenza 097 1 /57251 Ros- 
si Computer spa Potenza 0971/52700 

CALABRIA CATANZARO First sas Badolato Ma- 
rina 0967/814590 M.C.M.srl Lamezia Terme 
0968/296 1 4 COSENZA Computer Point snc Cosen 
za 0984/48271 8 Alla computer snc Corigliano Scalo 
0983/887002 Gesi srl Rende 0984/465286 Odesa 
Rossano Scalo 0983/22201 Punto Luce snc Trebi- 
sacce 0981/51995 

REGGIO C ALABRIA Computer Service snc Reg 
gio Calabria 0965/624591 ST Elettronica snc Ar 
chi965/46072 Ortuso Vittorino Palmi 0966/45556 
Tecno R.A.M.U. srl Pellaro 0965/359279 

CAMPANIA AVELLINO Computer In sas Atrlpal- 
da 0825/626294 L'Arredo Ufficio snc Groltaminarda 
0825/441392 BENEVENTO Infiniti/ Systems sas 
0824/29530 CASERTA Micro Digit srl Caserta 
0823/442435 S.T.I. sas Casapulla 0823/465526 Eleo 
snc Maddalonì 0823/434575 NAPOLI Magexa sas 
Napoli 081/7364761 D.E.C. srl Casalnuovo 
081/8421470 Elettronica Stabia Castellamare di 
Stabia 081/871 2504 Elettronica 2000 Frattamaggio- 
re 081 8805444 Digitronic Gragnano 081/8012383 
Job Center Service sas S.Giorgio a Cremano 
081/276452 SALERNO Compumarket srl Salerno 
089/724525 Syncron Data srl Salerno 089/241410 
VI.DE.MA sas Salerno 089/338568 S.I.D. sas Gaia 
no di Pisciano 089/957070 Oftisislem sas Mercato 
Sceverino 089/821658 Hard & Soft snc S.Egidio da 
Montanino 081/5151008 Logos snc Siano 
081/5181782 Computer World sas S.Marzano sul 
Sarno 081 / 957747 

EMILIA ROMAGNA BOLOGNA Cartoleria Sterii- 
no snc Bologna 051/6236650 Euro Elettrica srl 
Bologna 051/243467 E.C.S. di Schettino F. Bologna 
051 522391 ' ' "' 

051/248450 Teknos Bologna 051 


34 K.B.M. srl Idice 051/6257718 


Computershop Imola 0542/32558 B.F. di Biagi 
- J ' s -retta Terme 0534/23850 Micromega sr 
di Savena (BO) 051/454276 FERRARA 


sdì Porre 


I Ferrara 0532/762054 Synchro Wa- 
re Ferrara 0532/201925 Ovani Lino S.Giuseppe di 
Comacchio 0533/380652 FORLÌ' Super Bit Forlì 
0543/32229 Computers Time sas Castrocaro Ter- 
me C.S. Computers srl Cattolica 054 1 96380 1 Nova 
Computer Cattolica 0541/963234 MicroSystem snc 
Cesenatico 0547/81751 LBM sas Cesenatico NI.CE. 
Informatica sdf Riccione 0541/690038 Compustar 
Rimim 0541/387774 Computers & Soft Riminl 
0541/771209 Easy Computer snc Riminl 
0541/382181 Uniland srl Rimini 0541/742208 Player 
Roncadello 0543/31 323 Samu S Arcangelo di Roma- 
gna 0541 621056 Electronics Adriatica Savlgnano 
sul Rubicone 0541/941066 Proteus sas Dogana 
Rep. di S. Marino 0549/908653 San Marino Informa- 
tica Dogana Rep. di S.Marino 0549/908892 MODE- 
NA Ferrari Giovanni Modena 059/235079 Red & 
Black Computer Carpi 059/651691 Interelco srl 
S. Prospero 059/908415 Bertoni Romano & C. snc 
Vignola 059/771102 PARMA A.T.E. Parma 
0521/234030 Meccanografica snc Parma 
0521 994250 Omicron srl Parma 0521 97372 S.H.P. 
srl Parma 0521/771365 Ema Elettronica snc Fiden- 
za 0524/82784 Merli Gian Carlo Fornovo Taro 
0525/30140 PIACENZA Team Memores Compu- 
ters Piacenza 0523/68025 PC Computer S.T.S. snc 
Fiorenzuola d'Arda 0523/942258 
RAVENNA Computer House snc Ravenna 
0544/423837 Computer System srl Ravenna 
0544/66707 Emiliani Ivo Ravenna 0544/65232 Ar- 

f nani sas Faenza 0546/26225 Data Service srl 
aenza 0546/621 101 Lugo System sas Lugo di Ro- 
magna 0545/31500 Seimarc snc Lugo di Som 
(RA) 0545/30707 
REGGIO EMILIA Computer Job Reggio Emilia 
0522/955436 Video House Reggio Emilia General 
Computer Scandiano 0522/857714 
LAZIO FROSINONE Doter srl Frosinone 
0775 202170 RIETI Computer Graphic srl Rie! 


LIGURIA GENOVA B.C. Dida sas Genova 
010/303017 Columbus Informatica sas Genova 
010/582215 Multisystem sas Genova 010/3771737 
Pivitalia snc Genova 010/408744 Input sas Pegli 


Tamagna 


010/750729 Soluzioni Informatiche sas Sestri Le- 
vante 0185/485552 IMPERIA Sweet Movie imperia 
01 83 283050 Burotica sas Ventimiglia 0184/299003 
LA SPEZIA Sinap srl La Spezia 0187/27324 I.L. 
Elettronica srl Fornola di Vezzano SA VONA Athena 
Informatica srl Savona 019/808557 SCK Computer 
snc Savona 019/829653 Casella Paolo sas Alassio 
0182/460210 C.M. di Marziano Varazze 01997200 
Quick Data srl Varazze 019/933220 Laser Compu- 
ters srl Borghetto S.Spirilo 0182/950100 
LOMBARDIA BERGAMO Computer Service Ber 
gamo 035 23 1 069 Tintori Enrico & C. snc Bergamo 
035/248623 Biemmepl snc Brembate di Sopra 
035/621773 Orion srl Gorle 035/301303 CED srl 
Leffe 035/773703 BRESCIA Informatica 2000 Bre- 
scia Master Informatica Brescia 030/53130 Mega 
Italia spa Torbole Casaglia 030/2650661 COMO 
Ready Informatica srl Monllcolio Brianza 
039/92002108 CREMONA Prisma snc Computer 
Cremona 0372/436900 Elcom sas Crema 
0373/83393 MANTOVA Logisofl snc Mantova 
0376/350238 Magic Byte Mantova 0376/220729 
Red Telematica snc Mantova 0376/381 1 59 Click on 
Computer snc Godo 0376 689090 Linea srl Suzzara 
0376/536522 Clccone Aldo & C. snc Viadona 
0375/81 1 1 1 MILANO B.C.S. snc Milano 02/8464960 
Circe Electronics Milano 02/6427410 Computer 
Cash srl Milano 02/58312888 L'Ufficio 2000 srl 
Milano 02/5696570 Newel srl Milano 02/33000036 
Supergames sas Milano 02 6693340 BVR Ufficio 
srl Arese 02/9358117 Penati srl Corbetta 
029779401 Computer snc Legnano 0331/546426 
H.T.L. sas Lodi 0371/426475 L'Amico del Compu- 
ter sas Melegnano 029838341 EMI srl Monza 
039/388275 Electronics Performance Fraz.S.Frut- 
oso Monza 039 736439 Numerical Control Sy- 


li Informatici srl 02/93505210 Proxima srl 
Vlmodrone 02/27400069 PAVIA Sysdata srl Pavia 
0382/477002 Syselco srl Pavia 0382302765 SON- 
DRIO Linea Ufficio snc Tirano 0342/704241 VARE- 
SE C.T.C. snc Varese 033224 1 44 1 Computer Ami- 
" -- Topware sas 


Busto Arsizic 

Busto Arsizio 0331/679219 Computer Shop ; 
Gallarate 0331/798612 II Computer Malnate J.A.C. 
Nuove Tecnologie snc Sesto Calende 033 1 '923 1 34 
Siscodata Computer srl Vigglu' 0332/487650 
MOLISE CAMPOBASSO EL.TE.MO Sistemi srl 
Campobasso 0874/416188 Bazar 2M snc Roccavi- 
vara 0874/875115 Rosati Computer sas Termoll 
0875/82291 

PIEMONTE ALESSANDRIA Computer Tempie 

snc Alessandria 0131/235757 Servizi Informatici 
sas Alessandria 0131/51888 MPS Informatica sas 
Novi Ligure 0143/329940 ASTI Record snc Asli 
0141/34240 CUNEO Garelli Computers Montìovi 
NOVARA Computer snc Arona 032246013 TORI- 
NO Matrix Torino 01 1 5575136 II computer di TorL 
-- 011/766803 Top Co — T -- -- 


sato 01 5922482 

PUGLIA BARI Panaro Govanni Bari 080/363456 
Williams Computer Bari 080/363579 SHS snc Ac 
quavlva delle Fonli BA 080/757162 BL Informatica 
sas Alberobello 080/9323338 Xeno Sistem AT snc 
Altamura 080/871 6991 Computershop di Nero Bar 
letta 0883/521794 Di Matteo Elettronica Barletta 
0883/512312 Informatica Programmi sas Corato 
080/8726331 Lato Soft srl Gioia del Colle Elettroni- 
ca Molfettese Molletta 080/941768 Olitecnica Mo 

... 2691 Siel Comput 

080/747092 Elettronica 2000 Tr, 

BRINDISI Infoprogram Brindisi 0831 /222820 Perau- 
to Informatica srl Brindisi 0831/517030 Genovese 
A.Computers Francavilla Fontana 0831/319444 Siat 
Inform srl Mesagne 0831/327029 FOGGIA Tecno- 
center sas Foggia 0881 '29745 SE.I. sas Cengnola 
0886426123 Positon snc Manfredonia 088495009 
Elle. E. PI srl San Severo 0882/26168 LECCE Bit srl 
Lecce 0832/646874 Infomarket srl Lecce 
0832/42505 M.C.M. sas Lecce 0832/358655 Elettro- 
nica 2000 Carmiano 0832/676424 Tecno Ufficio snc 
Gallipoli 0833/473132 Europa Computer Lequile 
(LE) 0832 633059 Computer Service sas Nardo 


099/867927 I 
S Manduria 099/808086 DST System Manduria 
099/807520 T.E.A. sas Martina Franca 099/8808902 
DB Elettronica Sava 099/876591 
SARDEGNA CAGLIARI Inf.Tel. srl Cagliari 
070/491443 Sarda Computing srl Cagliari 
070/271657 Sarda EDP snc Cagliari 070/668922 
Smau snc Cagliari 070/530903 H.S.R. srl Selargius 
070/531580 NUORO ELET.T.R.A. srl Tortoli 


SICILIA CALTANISETTA Dataware Italia srl Cai 

tanisella 0934/22797 Elcom Caltamsella 
0934 81654 CATANIA Kart sasCatania 095/322131 
Tekne' sas Catania 095/325757 MESSINA C.I.ME. 
srl Messina 090/2928268 Minutoli srl Messina 
090/710739 Spadaro Achille Messina 090/675353 
PALERMO C.H.P. srl Palermo 091/302433 C.S. Ita- 
lia snc Palermo 09 1 /6258000 Data Time srl Palermo 
091/309702 G.E.S. snc Palermo 091/34121 1 RAGU- 


» C 20o8 U Trapi 


TOSCANA AREZZO Finltal Informatica srl Arez- 
zo 0575/3853141 Seco srl Arezzo 0575/351985 Fu- 
ture Office sas Camucia di cortona 0575/630334 
S.M.A.U. Piccini srl Terranuova Bracciolim 
055/9199990 FIRENZE F.lll Cherici snc Firenze 
055/359770 Help Computer Firenze 055/580285 Ve- 
ga Sistemi sas Firenze 055/689575 Video Soft snc 
Firenze 055/7320343 Meccanografica sas Empoli 
0571/72329 S.A.M.U. srl Figline Valdarno 
055/958376 Maba snc Montemurlo 0574/682592 
Floppy snc Prato 0574/41784 GROSSETO Cisid 
snc Grosseto 0564/414233 T.E.C.MAR Electronics 
sas Orbetello 0564/867696 LIVORNO Età Beta 
Computer Livorno 0586/886767 Elba System snc 
Porto Ferraio 0565,914204 LUCCA Computer Di- 
scount snc Lucca 0583/490594 Incaba sas Cama- 
iore 0584,913603 MASSA CARRARA Floating 
Point snc Massa 0585/45078 Load & Run Compu- 
ter Aulla 0187/421583 T.W.S. srl Manna di Carrara 
0585/631186 PISA Puccini Silvano Pisa 
050/562286 M2 R2 sdf Ponsacco 0587/731830 Tec- 
nodiffusione Pisa srl Ponsacco 0587/7390993 Cen- 
tro Elettronica snc S.Croce sull Arno 0571 35418 
PISTOIA Gavazzi Giuseppe srl Pistoia 0573/34715 
La Meta snc Olmi 0573 71 8646 Sirlus Italia snc 


TRIVENETO BOLZANO Elecomp Bolzano 

0471/912288 Eletron Mafteucci srl Bolzano 
471 981282 C.B.M. Italia sas Laives 0471/916514 
Elektro Tappeiner Silandro 0473701 1 5 GORIZIA 
Gi. Bi. Emme, srl Gorizia 0481/32898 PADOVA 3C 
Computer Padova 049/8750927 DPR srl Padova 
049/604879 El.Pi Padova 049/684298 TPH Elettro- 
nica sas Padova 049/8642855 Computer Service 
sas Cittadella 049/9400492 Bit & Chip sas Monseli 
ce 0429/74003 Computer Time Sarmeola Di Rubano 
049/8976414 Alfa Lube Selvazzano 046/8685109 
Zattarin Get spa Vegglano 049/900231 1 Nord Ser- 
vice snc Vigonza (PD) PORDENONE Computer 
" - s Pordenone 0434/28006 N 

ìe 0434/540730 HO 

1425/31600 Zatta 
0425/47300 TRENTO Eie 
0461 .933633 Hard.Tech sas Arco 0464/519500 Cea 
Elettronica snc Rovereto 0464/435714 La Discote- 
ca Rovereto 0464 432141 TREVISO De Marin Com- 
puters Conegllano 0438/24845 Tecnocad snc Vitto 
rio Veneto 0438/555425 TRIESTE Sistemi Italia sas 
Trieste 040/731493 UDINE Michieli srl Udine 
0432/522767 Eniak srl Tolmezzo 0433/44566 VE- 
NEZIA Ega Computer Service Marghera 
041/986250 Guerra Egidio sas Mestre 041.961315 
RO Elettronica snc Mestre 041/951898 Lorenzon 
Elettronica snc Oriago 041/429429 Guerra Compu- 
• is San Dona' di Piave 0421/52822 VERONA 


SKKi 


c Busso! 


gnano 0444 675843 A-Tre 
0424/25105 Quid Informatica 
lino 0445/953594 S. & P.l. di 
0444/592563 


VICENZA Zatt 
569369 Com-Tech sas Arzi- 
' Grappa 



12143 Sige sas i 
vanni^075993434 p Microsys ^ectro 

Orvieio 076326316 


AASHIMA ITALIA S.R.L 

TEL. 051/86.35.55 12Lin.r.a 
FAX. 05 1/86.38.87 


News 


a cura di Massimo Truscelh 


Nelle News 
di questo 
numero 
si parla di: 


A.I.C.A. Pie Rodono Morand, 2 20’ 23 Murino Tei 02/784970 
Apple Computer Spa tana 8. 20090 Segrete ' 

Ashton Tate Italia 

BIT Movie r ene 

Computer Associates Spa Strada Pa 20089 . 

Conner Peripherals Europe Spa 0125/800111 

Dell Computer Spa l>iò i V 55 70090 Segrete iMIl v: 0226909 ' 

Digitronica Spa <e Milano 84 JT’.IS he, ire Tel 5 ''988 

Elcom srl 

Elmec Informatica l le i alcanna 34. 21100 Varese Tel 0332/242175 

Fujitsu Italia Spa . 

Gruppo ESA OpenSoft 
IBM Italia 
Itos Computer Srl 
Microsoft Spa 

Novell Italia srl Vela 3A. 21000 Varese Tel 0332/222097 

SCO Italia 

Sybase Products Italia 
Symantec Southern Europe 

Texas Instruments Italia Spa ■ - C< ’lleoni Pai Perseo Via Paracelso 12 20041 Agrate Brama (MI) Tel 039/63221 

Toshiba Information Systems Italia Spa 
Tulip Computers Italia 
Unisys Italia Spa 
Wang Italia Spa 

Zenith Data Systems Italia srl • Conservatorie 72 20' 7' Mirino 


Hanno 
collaborato 
Giorgio Amone 
Francesco 
F Castellano 
Paolo Ciardelh 
Andrea de Prisco 
Luciano Macera 


Wang: PC 486 

EC 480/33C è il personal computer Wang, 
disponibile dallo scorso mese di maggio, pai 
ncolarmenle indicato per la gestione di reti 
locali. 

Basato sul processore Intel 80486 con fre- 
quenza di clock a 33 MHz inserito in un'ar- 
chitettura EISA lExtended Industry Standard 
Archnecturel, costituisce la piattaforma otti- 
male per il modulo Open Image per l'elabo- 
razione grafica dei documenti e la gestione di 
una libreria ottica all'interno del sistema ope- 
rativo di rete Novell NetWare 386 

Il controller EISA, un'ampia gamma di 
espansioni e di periferiche SCSI rendono 
questo sistema particolarmente indicato an- 
che per applicazioni scientifiche, CAD. analisi 
ingegneristiche, oltre che come host di si- 
stemi Unix. 

La configurazione base comprende una 
memoria cache da 8 Kbyte, una memoria 
RAM da 4 Mbyte, 8 slot di espansione a 
standard EISA, due porte seriali, due porte 
parallele, una porta mouse 

È possibile l'adozione di fino a cinque hard 
disk SCSI da 337 Mbyte con tempo di ac- 
cesso di 16.5 millisecondi per una capacità 
complessiva di 1.3 Gigabyte, in alternativa si 
può disporre di un sistema di back-up su cas- 
setta audio digitale (DAT) anch'essa della ca- 
pacità di 1.3 Gigabyte. 

In opzione è possibile installare anche una 


scheda di controllo SCSI comprensiva di me- 
moria cache da 512 Kbyte con una ulteriore 
opzione di memoria cache su disco (isso da 
4 Mbyte. 

Altre opzioni di memoria di massa sono of- 
ferte da dispositivi a standard IDE (Integrai 
Drive Electronics! Imo a 400 Mbyte e da dri- 
ve ESDI della capacità di 642 Mbyte. 



MS-DOS 5.0 

Il giorno stesso in cui questo fascicolo sara 
in edicola, e cioè l'undici giugno, verrà an 
nunciata ufficialmente con una grande con- 
ferenza stampa a New York la disponibilità 
della versione 5.0 dell'MS-DOS aitesa ora- 
mai da lungo tempo. La quinta «m;i|Or relea- 
se H del sistema operativo Microsoft offre al- 
l’utente una sene di innovazioni tecniche che 
vanno dalla presenza di nuovi comandi ino- 
liamo l'UNDELETEl al migliore sfruttamento 
della memoria «aitai» per liberare il più pos- 
sibile quella convenzionale, all'ottimizzazione 
interna mirata alla sinergia con Windows 3 

Ma forse la novità più importante per molti 
utenti è di carattere commerciale per la pri- 
ma volta nella stona della casa di Redmond 
l'MS-DOS potrà anche essere venduto direi 
tamente all'utente finale senza il passaggio 
per un OEM. In questo modo tutti i posses 
son di una versione oramai obsoleta del DOS 
potranno aggiornarsi alla 5 in modo pratico 
ed indolore. Naturalmente tutte le macchine 
nuove acquistate da oggi in poi presso gli 
OEM saranno dotate del nuovo DOS alla fon 
te. Sul prossimo numero saremo in grado di 
offrirvi un'ampia panoramica del nuovo siste- 
ma operativo, che è già disponibile in versio- 
ne Euro e lo sarà in versione italiana a partire 
da fine agosto. I prezzi, al netto di IVA, sono 
di Lit 149.000 per la versione Euro e Lit 
179.000 per quella italiana. 


48 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 




UN GRANDE 486. ANZI IL PIU 1 PICCOLO. 



Tulli possono offrirvi 486 poienii e 
veloci. Unibit tulio questo lo dà per 
scornato perché il suo DS 425 è un 
486 dalle prestazioni invidiabili, ma 
con un primato in più: le dimensioni. 
Unibit è infatti il primo produttore di 
un 486 con un design pensato anche 
in funzione dello spazio: solo 
36x4 1 .5x14.5 cm per contenere lino 
a 2 hard disk I.D.E. veloci da 90 a 1 8» 
Mb. memoria RAM da 4 a 1 6 Mb, 64 
Kb o 256 Kb di cache memory. una 
super VGA e 8 slot per tutta 
l'espandibilità immaginabile. La 
stessa tecnologia avanzata che con- 
sente ad Unibit di ridurre al minimo 
l'ingombro di un computer polente e 
veloce come il DS 425 è alla base di 
tulli i Desktop System Unibit: DS 
2 1 6 (286 a 1 6 MHz). DS 3 1 6 ( 386sx 
a 16 MHz), DS 320 (386sx a 20 
MHz). DS 325 (386 a 25 MHz) e DS 
333 (386 a 33 MHz). Tutti fomiti di 
serie con MS DOS 4.0 1 . GW Basic c 
Windows 3: tutti ideali anche in 
ambienti di rete e multiutenza: tutti 
competitivi nella tradizione Unibit. 



L/n/b/t Computer 

NON SERVE DIRE DI PIÙ. 




DBF 




DBFACILE 5 -NUOVO ambiente a ME- 
NU: finestre di dialogo; possibilità di in- 
serire, visualizzare e stampare informa- 
zioni in modalità relazionale; 1024 cam- 
pi, 200 aree, 7 viste sui dati, 5 opzioni di 
stampa facilitata, 3 modalità di inseri- 
mento e di ricerca. Programmabile in ita- 
liano (DB5) e in inglese (DB3). In elegan- 
te brochure, completo di manuale d'uso 
di 530 pagine con chiari esempi di pro- 
grammazione dBase L. 290,000 

DBCASE Plus • Nuova versione, larga- 
mente potenziata, del fortunato genera- 
tore di applicazioni dBase: scrive sor- 
genti più potenti con routine relazionali e 
matrici, tipiche del codice ottimizzato per 
il compilatore Clipper. In elegante bro- 
chure con manuale completo. La gestio- 
ne relazionale degli archivi a portata di 
mano: in pochi minuti applicazioni com- 
plesse ed efficienti, senza scrivere una 
sola riga di codice L. 290.000 

DBF PRO - Interprete professionale Clip- 
per. Ambiente «punto». Disponibili tutte le 
funzioni della libreria Clipper ed Extend 
per gestione matrici, file a basso livello, 
ecc. Per programmatori che vogliono 
crescere. Eseguibile completo di manua- 
le e listati esempio su disco L 290.000 
Versione KIT (comprende anche i file 
.OBJ e .PRG per consentire la realizzazio- 
ne di un interprete personale con funzioni 
U.D.F.edi altre librerie) L. 490.000 


VENDITA DIRETTA PER CORRISPONDENZA 
I prezzi indicati non comprendono IVA e spese postali 
Distributori autorizzati: 

DIEFFE SISTEMI Genova - Telefono 010/3773934 

R. V.F. Bari -Telefono 080/5247636 

Distributore Principale: 

MOMOS Tradate VA - Telefono 033 1/842782 

SERVICE PLUS/SOFTPLUS 

Uffici amministrativi: Via Carlo Alberto Dalla Chiesa 7 

S. Martino in Strada - FORLÌ - Telefono 0543/83433 
Ufficio sviluppo: FAENZA - Telefono 0546/28324 


Zenith Data Systems: 
portatili 386SL, 486 e 486SX 

Lo scorso 21 maggio, a Parigi, la società di 
microinformatica del Gruppo Bull, Zenith Da- 
ta Systems, ha annunciato una nuova gam- 
ma di computer portatili tra i quali spiccano 
tre modelli: il notebook MastersPORT 
386SL, i laptop SupersPORT 486 e 486SX. 
La gamma è completata da altri due nuovi 
notebook basati sui processori Intel 386SX e 
286: il MastersPORT 386SX ed il Masters- 
PORT 286. 

I due più potenti laptop del mondo, basati 


l’uso in sistemi portatili, ovvero il Masters- 
PORT 386SL. 

In dimensioni e peso contenuti (21 x 31.5 
x 4.6 cm per 3 kg) il MastersPORT 386SL 
garantisce un’autonomia di 8 ore ed offre 
una memoria RAM di 2 Mbyte espandibile a 
8, hard disk Conner Peripherals da 60 Mbyte, 
una cache memory da 64 Kbyte, uno scher- 
mo VGA a 32 livelli di grigio ed una tastiera 
silenziosa «quiet touch» a 82 tasti. 

L'elevata autonomia è stata ottenuta im- 
plementando alcune funzioni dì risparmio 
energetico come il comando «rest mode» 
che registra i documenti in opera impiegando 
solo lo 0.5% dell’energia disponibile, la fun- 



II MastersPORT 386SL, a destra II MastersPORT 386SX 



sulle versioni SX e DX del processore Intel 
486, nelle loro dimensioni compatte (31 x 32 
x 7.9 cm) e nel loro ridotto peso (6.8 kg) ga- 
rantiscono oltre tre ore di autonomia, dispon- 
gono di un hard disk da 120 Mbyte, di scher- 
mo VGA a 64 livelli di grigio, di tastiera stac- 
cabile, di una memoria RAM di 4 Mbyte 
espandibile fino a 16, di un sistema di pun- 
tamento, che sostituisce il mouse, integrato 
nella tastiera (Isopoint). L'ambiente operativo 
adottato è II Microsoft Windows 3.0. 

La disponibilità ed l prezzi delle due «por- 
table workstation» saranno comunicate a 
settembre, mentre a partire dalla metà del 
mese in corso dovrebbe essere disponibile il 
primo notebook basato sul nuovo processore 
Intel 386SL espressamente concepito per 


zione «stand-by» che consente di risparmia- 
re energia e dì accedere al documento alla 
pressione di un tasto o agendo sul disposi- 
tivo di puntamento; il sistema «panie save» 
che previene la perdita dei dati per l'esauri- 
mento delle batterie di alimentazione. 

Ulteriori accorgimenti sono stati adottati 
anche nell'utilizzazione del modem consen- 
tendo la ricezione automatica di dati via mo- 
dem nella condizione «resi mode». 

Di impostazione più tradizionale sono infi- 
ne i MastersPORT 386SX e 286, che in di- 
mensioni rigorosamente A4 (21 .6 x 27.9 x 
5.7 cm per un peso di 3 kg) offrono la so- 
luzione più adatta per svolgere attività com- 
merciali e per coloro che si avvicinano per la 
prima volta alla microinformatica. 

Il MastersPORT 386SX 
è basato sul processore 
386SX con frequenza di 
clock a 20 MHz asservito 
da un hard disk da 60 
Mbyte e da 2 Mbyte dì 
RAM, mentre il Masters- 
PORT 286 sfrutta il pro- 
cessore 80286 con fre- 
quenza di clock a 12 MHz, 
dispone di hard disk da 30 
Mbyte e di una memoria 
RAM di 1 Mbyte. 

Anche questi modelli 
sono disponibili dalla meta 
dì giugno. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 






T 3000. IL BELLO DEL NOTEBOOK. 



22x28x4.4 em e 2,5 Kg sono le misure 
della sua bellezza. Perché con TntvelMate 
T 3000. Il notebook Unibii by Texas 
Instruments, finalmente potrete usare an- 
che in viaggio un computer 386 potente 
come quelli solo da tavolo, piccolo e 
leggero come nessun altro, ma anche cosi 
bello da far nascere ammirazione o invi- 
dia Microprocessore 386sx a 20 MHz. 
schermo VGA da IO", nitidezza unica 
(tecnologia Triple SuperTwist). autono- 
mia di almeno 3 ore. 2 Mb di RAM 
espandibile a 6 Mb. hard disk da 20. 40 e 
60 Mb. MS DOS e Lapl.ink residenti su 
ROM. il T 3(8X1 si affianca all'ancora più 
piccolo e leggero T 2000l286a 12 MHz. 
2 Kg). La stessa cura posta da Unibit nella 
scelta dei TravelMale come portatili sofi- 
sticali è presente negl i altri Laptop System 
Unibit: i notebook (3.2 Kg) LS V30 (mi- 
croprocessore NEC V30 a IO MHz. 
drive da 1 .44 Mb o hard disk da 40 Mb) e 
LS2l2(286a 12 MHz., drive da 1.44Mb 
c hard disk da 20 Mb) e il potente 
trasportabile ) 6.3 Kg ) LS 320 ( 386sx a 20 
MHz. VGA. 2 slot, drive e hard disk da 40 
o 80 Mb). Tulli fomiti di serie con MS 
DOS 4.01 e GW Basic: tutti completi 
come e più di molti computer da tavolo: 
tutti competitivi nella tradizione Unibii. 



Un/b/t Computer 

NON SERVE DIRE DI PIÙ. 


•Scopri il prezzo dai corna» 


i nella prima pagina della rivista. 





NEWS 



^ 

OLTRE I 640K DOS 


286|DOS-Extcndcr™ Per compilare ed 
eseguire programmi in proiect-mode in 
ambiente DOS. Prodotto specifico per il 
compilatore Microsoft C: il compilatore stesso 
può lavorare in proiect-mode. 

386|DOS-Extender™ Permette di portare 
grosse applicazioni dal mainframe al PC 
allocando fino a 4 Gigabytcs di RAM in 
ambiente DOS con codice a 32-bit. 

386|VMM™ Virtual Memory Manager: 
sfrutta le caratteristiche di paginazione della 
memoria virtuale dei processori 80386 c 80486 
per effettuare Io swapping automatico di codice 
e dati su file. 


WATCOM 

C8.0/386 Professional 
Optimizing C Compiler and 
Tools for 386 Extended DOS 

/ Dcbugger interattivo source-level 
S Genera codice ad alte prestazioni per 
32-bil protect mode permettendo di 
superare il limite dei 640K DOS 
/ Compatibile Microsoft a livello di sorgenti 
e librerie. 

/ Codice piu' veloce c ridotto 
/ Profiler 

/ Versione Protcct-mode del compilatore 
/ Librerie grafiche 
/ 100% ANSI C ed SAA compatibile 
/ Compatibilita' Run-timc con WATCOM 
FORTRAN 77/386 

Aggiungi la Potenza del 386 al 
tuo codice Microsoft C 


SOFT TEAM S.rJ. 

Via Croce Rossa, 5 
35129 Padova 
Tel. 049 82.91.285 
Fax 049 50.30.43 

Soft Team supporla i suoi prodotti con uno 
staff tecnico in diretto contatto con le case 
produttrici. Tutti i nostri prodotti sono 
immediatamente disponibili a magazzino. 



Outbound laptop System: 
la miglior periferica per il vostro Mac 


Importato in Italia dalla Elcom srl il por- 
tatile della Outbound è uno dei primi Mac 
compatibili disponibili in Italia. 

Se state pensando che si possa ripetere 
il fenomeno verificatosi con i compatibili 
IBM siete comunque fuori strada in quan- 
to questo computer è perfettamente com- 
patibile in hardware ma non possiede le 
ROM di sistema, che quindi devono esse- 
re prese da un Mac plus o da un SE. 

Ciò non significa però che il computer 
da cui vengono estratte le ROM vada poi 
gettato anzi può continuare a funzionare 
meglio di prima grazie alle funzionalità of- 
ferte dal portatile. 

Il portatile Outbound è stato pensato 
per aumentare la produttività individuale 
sia in ufficio che in «trasferta». Con un pe- 
so di circa 4 chilogrammi e delle dimen- 
sioni tali da farlo entrare comodamente in 
una ventiquattrore (31 x20x9 cm) si può af- 
fermare che questo computer sia vera- 
mente un portatile nel senso pieno del ter- 
mine e grazie alle batterie che assicurano 
un'autonomia di circa 3 ore può essere 
utilizzato come tale. 

Inoltre per evitare la tortura di utilizzare 
il mouse in spazi esigui la tastiera è dotata 
di un dispositivo di puntamento chiamato 
Isopoint che si trova nella parte inferiore di 
questa proprio sotto alla barra dello spazio, 
in alternativa è comunque sempre dispo- 
nibile il classico mouse. 

Altra particolarità interessante della ta- 
stiera è quella di essere connessa con l'u- 
nità centrale tramite un'interfaccia all’infra- 

Utilizzando il software di sistema del 
Mac la compatibilità con tutte le applica- 
zioni Macintosh è garantita al 100% se 
queste sono state sviluppate secondo le li- 
nee guida della Apple, in altre parole forse 
qualche vecchia applicazione o qualche 
gioco che sfrutta dei trucchi software 
sporchi non girerà. 

Il portatile è dotato di un 68000 con clo- 
ck a 15 MHz il che garantisce una velocità 
doppia rispetto al Mac plus o SE. 


La memoria RAM può variare da 1 MB 
a 4 MB utilizzando dei semplici moduli 
SIMM, mentre per le memorie di massa vi 
è la possibilità di montare un floppy disk 
da 1 .44 MB o un hard disk da 40 MB con 
tempo di accesso di 28 msec ed un tran- 
sfer rate di circa 450 KB/sec. 

Un'altra particolarità interessante che 
presenta questo portatile è quella di avere 
una serie di slot per inserire dei moduli 
SIMM da utilizzare come memorie di mas- 
sa per una capacità massima di 16 MB, ta- 
le memoria è ovviamente tamponata per 
mantenere i dati e offre prestazioni esal- 
tanti con tempi di accesso virtualmente 
nulli e un transfer rate di 4 MB/sec. 

Le interfacce disponibili si limitano ad 
una porta AppleTalk e ad una senale RS- 
232, mentre l'interfaccia SCSI è opzionale. 

Il display fornito con la macchina impie- 
ga un classico LCD retroilluminato con una 
risoluzione pari a 640x400 pixel ed è un 
40% più grande del display originale del 
Mac plus. 

Quando il portatile viene utilizzato come 
tale si fa apprezzare per la facilità di tra- 
sporto, per la velocità di elaborazione pra- 
ticamente doppia e per le dimensioni dello 
schermo che permettono di lavorare più 
agevolmente con più finestre contempora- 

Una volta in ufficio, tramite l'apposito 
cavo fornito in dotazione si connette il por- 
tatile al Mac da cui si sono estratte le 
ROM e si può utilizzare quest'ultimo con i 
surplus offerti dall'Outbound. Infatti il Mac 
una volta connesso «vede» tutte le me- 
morie di massa presenti nel portatile (flop- 
py, HD e Silicon disk), inoltre la velocitò di 
elaborazione è raddoppiata e la RAM di si- 
stema è data dalla somma di quella ore- 
sente nel Mac e quella del portatile. 

Infine l'ultima- chicca è quella data dal s. 
sterna di visualizzazione che permette di 
utilizzare i due schermi contemporanea- 
mente come se si tranasse di un singolo 
display di dimensioni maggiori. 

L.M. 



52 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



ADESSO... 






SPECIALISTI 
IN ADD - ON 

IBM (PSl/xx - PS2/xx) 
OLIVETTI - BULL 
TOSHIBA - COMPAQ 
HEWLETT PACKARD 




| Unità floppy esterna da 360K/1.2 MB 
per tutti i modelli J 


SCHEDE DI ESPANSIONE 

RAM - SIMM - SIP 
per OLIVETTI BULL 
TOSHIBA COMPAQ 
HEWLETT PACKARD 

IBM . 


' COPROCESSORI 
MATEMATICI 


Originali INTEL, 
completi di manuali e garanzia 
^ a prezzi unici!! ^ 


SCHEDA 

EMULAZIONE 




UNITÀ HARD DISK 
E FLOPPY DISK 


( "MODEM HAYES" 
l ORIGINALI 




Per ordini telefon 


STE S.r.l. 

Via Casamari, 29 - 00142 Roma 
Tel. 06/5415465 - 5412034 
Fax: 06/5402794 


NEWS 


OpenSoft : Open DeskTop 1.1 

OpenSoft, divisione dedicata a Unix del 
Gruppo ESA, annuncia la disponibilità di 
Open DeskTop (ODT) release 1 1, l'ultima 
implementazione di SCO Open DeskTop, il 
sistema operativo grafico prodotto da The 
Santa Cruz Operation, 

La nuova release offre una gestione mi- 
gliorata delle prestazioni di I/O supportando 
unità a disco fisso con fattore di interleave 
1:1, in modo che i processori più veloci pos- 
sano ricevere i dati trasferiti dal disco non ap- 
pena il controller è in grado di trasmetterli. 

In aggiunta è stato implementato il modo 
di funzionamento scatter-gather che permet- 
te il trasferimento di più blocchi di file tra la 
cache del disco ed il disco stesso con una 
singola richiesta di I/O. 

Notevoli miglioramenti sono stati apportati 
anche all'interfaccia grafica ed alle funziona- 
lità di supporto in ambiente di rete. 

La release 1.1 comprende ora la versione 
2.0 del desktop manager IXI comprensivo di 
servizi di sistemi guidati da menu di facile 
utilizzo e con un migliore supporto alle lingue 
internazionali. Prevede, inoltre, un maggior 
numero di dispositivi SuperVGA. 

Altri nuovi e più veloci driver per TCP/l P 
sono stati implementati insieme al supporto 
delle reti Token Ring mentre l'esportazione 
di Network File System (NFS) è compresa 
nel sistema base. In tal modo l’utente può 
esportare file da un sistema Client ODT, con- 
trariamente a prima, quando era disponibile 
solo come modulo addizionale Support Level 
Supplement. 

Il database relazionale SQL avanzato Open 
Desktop DATA è ora compatibile con Ingres 
release 6.2 e con i prodotti Ingres Gateway 
verso DB2. SQL/DS, RDB, RMS e IMS. 

L'introduzione dell'utilità SCOterm consen- 
te l'emulazione della console SCO in una fi- 
nestra di X Window ed il supporto dei servizi 
MS-DOS permette l'esecuzione di applicazio- 
ni per Windows 3.0 in reai mode. 

Tra le nuove caratteristiche introdotte la 
possibilità di sfruttare fino a 256 Mbyte di me- 
moria RAM, il supporto delle stampanti Post- 
Script, di CD-ROM e dei driver per unità a 
nastro Wangtek e Irwin, cosi come delle nuo- 
ve unità DAT Hewlett Packard ed Exabyte. 


Peripherals 
rinnova i PC Iper 

La Peripherals ha annunciato una serie di 
migliorie apportate alla propria gamma di per- 
sonal computer Iper. 

Essenzialmente i miglioramenti consistono 
nell'aumento della velocità di clock dei siste- 
mi Iper 286 e 386SX, 

L'Iper 286. modello entry point della gam- 
ma ha ora una frequenza di clock di 16 MHz 
con gestione della memoria a zero stati di at- 
tesa. L'Iper 286 viene ora fornito di adatta- 
tore video SuperVGA con risoluzione di 800 
x 600 punti. 

L’Iper 386SX adotta ora la versione a 20 
MHz del processore Intel 80386SX e la mi- 
gliorata gestione dell'architettura Page Inter- 
leaved della RAM consente prestazioni su- 
periori negli accessi alla memoria 
Tutti i sistemi sono dotati di scheda VGA 
e disk drive da 3.5" con capacità di 1.44 
Mbyte, ma a richiesta dell'utente sono pos- 
sibili configurazioni diverse comprendenti an- 
che memorie di massa a disco fisso con ca- 
pacità comprese tra 40 e 200 Mbyte 
La linea di sistemi desktop è stata rinno- 
vata anche nel design dei cabinet, ora di tipo 
slim e con pulsante di alimentazione sul fron- 
tale per una maggiore facilità d'uso. 


Symantec: versione 1.5 
del Norton Antivirus 

Alla fine di maggio la Symantec Corpora- 
tion ha annunciato, presso la sua sede di Cu- 
pertino in California, il rilascio della nuova 
versione del pacchetto di ricerca dei virus in- 
formatici. 

La ricerca attualmente trova ben 673 tipi di- 
versi di virus e varianti degli stessi. 

Là nuova versione include una migliore de- 
finizione e riparazione dei danni subiti, un de- 
vice dnver della lunghezza di un solo Kbyte 
caricabile in memona high, ricerca di virus re- 
sidenti nei settori di boot, maggior velocità 
rispetto alla precedente versione e supporto 


CHINON - SEAGATE - TSENG LABS - INTEL - PANASONIC 

286 16 MHz., Case minilawer. Tastiera estesa, 1Mbyte RAM, FDD 1.44 Mb, Hard 

Disk 44Mb, VGA 1024x768 TSENG. Monitor colori .28 mm, Multi I/O, Mouse /.. 2.045.000 

Configurazione come sopra ma con Mother Board 386SX 20 MHz L. 2.480.000 

386 33 MHz. Cache, Case minitowcr. Tastiera estesa, 4Mb RAM, FDD 1.44 Mb. Hard Disk 
124 Mb, VGA 1024x768 1 Mb TSENG, Monitor colori .28 mm. Multi I/O, Mouse .. L. 4.250.000 

Configurazione come sopra ma con Mother Board 486 33 MHz. L 5.7 00.000 

Naturalmente questi sono solo degli esempi : possiamo fornire qualsiasi configurazione su richiesta. 

E poi disponiamo di stampanti, coprocessori e tutti gli accessori che volete. Preventivi per reti 

Spedizioni contrassegno in tutta Italia Prezzi IVA 19% esclusa. Sconti per quantità’. 

'lutti i nomi citati sono registrati dai legittimi proprietari. 

S.E.T.I. Ib scarta s.r.L * Via Sproni, 14 57125 LIVORNO 
niefona : 0686-210064 ’ Fax : 0586-210011 

... e se questi prezzi non vi piacciono saremo lieti di battere 
qualsiasi altra offerta presente su questo giornale ... 
MICROSOFT - STAR - CHERRY - IIT - NOVELL - EPSON 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


• • • 


le top-laser 

KYOCERA 

sono importate da LaserTop 


Sì. t*'é una nuova 
op|)orìuiiità 
(anche se non è 
per tutti): 


per i Dealer e in particolare quelli che - sulle 
stampanti Kyocera - sanno di poter operare nel 
tempo.. .e lo fanno, vestendole di software (e 
quindi di valore aggiunto) o semplicemente 
integrandole nelle soluzioni che preparano per i 
loro clienti; 

per gli utenti finali, specialmente i più attenti 
ai problemi del proprio ufficio e sempre alla 
ricerca della soluzione ottimale; nelle stampanti 
Kyocera trovano: gestione del laser con ottiche 
sofisticate e originali (Kyocera è. tra l'altro, 
proprietaria di Yashica), caratteri e barcode 


già disponibili per tutti gli usi d'ufficio e di fàb- 
brica; questo, e il resto, protetti da un involucro 
robusto e indistruttibile; 



e anche per noi, dal 

momento che ci piace l'idea 
di importare le top-laser del 
mercato. 

Quante sono? Per ora 

otto. L’ultima, la F 5000 
è già un mito: stampa in 
A3 oltre che in A4. 


I pcorT/yn ... 

Per il Contro e il Sud: CBM spa - 00143 Roma - via Pai 



Stampanti Laser 

KyDCERa 

Value for money 


NEWS 


Mactronics: Re in M5 

La Mactronics di Milano ha annunciato la 
distribuzione in Italia del laptop Rein M5. un 
portatile modulare con hard disk, monitor 
LCD e batteria estraibile 
Basato sul processore 80286 con fre- 



quenza di clock a 12/8 MHz il Rein M5 ha 
una memoria RAM di 1 Mbyte che può es- 
sere estesa fino a 2 Mbyte, gli hard disk da 
3.5" removibili/intercambiabili sono disponi- 
bili in tagli da 20. 40 o 120 Mbyte. 

La visualizzazione avviene mediante un di- 
splay LCD ad alto contrasto retroilluminato a 
standard EGA capace di visualizzare 16 livelli 
di grigio con una risoluzione di 640 x 480 
punti. 

Le interfacce disponibili sono una paralle- 
la. una seriale, una per disk drive esterno, 
una porta per il collegamento di un monitor 
esterno ed una per una tastiera. 

Al proprio interno è possibile inserire una 
scheda nello slot a standard ISA, 

Il sistema operativo adottato è MS-DOS 
versione 4.01 e relativo GW-Basic. Le di- 
mensioni sono quelle standard di un compu- 
ter laptop (318 x 354 x 88 mm) per un peso 
di 7 4 kg inclusa la batteria al nichel-cadmio. 

Tra le opzioni disponibili il coprocessore 
matematico 80C287, schede di espansione 
da 1 Mbyte, ed un box di espansione ester- 
no per l’utilizzo come stazione desktop. 


Aldus Corporation: 

Digital Darkroom 2.0 Mac 

Il software Digital Darkroom della Aldus 
Corporation per l'elaborazione di immagini a 
toni di grigio utilizzato per ritoccare, miglio- 
rare e comporre fotografie digitalizzate su 



Macintosh è ora disponibile nella versione 
2.0 anche in Italia. 

Le caratteristiche più interessanti sono: la 
calibratura dello scanner e della stampante, 
la trasformazione delle immagini in tempo 
reale, la possibilità di colorazione di originali 
m bianco e nero con retini a colori definiti 
dall'utente, la possibilità di controllare la 
composizione dell'immagine per l'aggiunta 
di elementi non presenti nell’onginale. 

Digital Darkroom 2.0 permette di tarare le 
tonalità di grigio di stampanti e scanner ge- 
nerando e salvando le curve di compensa- 
zione delle periferiche, offre effetti di ridu- 
zione in scala, rotazione, allungamento, di- 
storsione, inclinazione e prospettiva di aree 
selezionate. 

La commercializzazione della versione in- 
glese è assicurata al prezzo di 762.000 lire 
presso i distributori italiani dei prodotti Aldus 
Corporation per Macintosh: Elcom di Gorizia 
e MODO di Reggio Emilia. 


Computer Associate 
riduce i prezzi 

La Computer Associate ha modificato il 
prezzo di due suoi prodotti SuperCalc 5 e 
CA-SuperProject. 

Non si tratta di una campagna promozio- 
nale a termine, ma di un vero e proprio ri- 
posizionamento dei prodotti che vengono 
ora offerti all'utente con una riduzione che 
si aggira intorno al 73% rispetto al prece- 
dente listino. 

Il SuperCalc 5 viene ora offerto all'utente 
finale a 270,000 lire invece che a 1 000.000 
di lire. CA-SuperProject passa da 4.000,000 
di lire a 1.250.000 lire. 

L'iniziativa rientra in un piano di progres- 
sivo ridimensionamento dei listini già evi- 
denziato nel settore hardware, ma 'che ave- 
va trovato scarso riscontro nell'ambito del 
software 

In tal modo la Computer Associate inten- 
de anche allineare i prezzi alle aspettative 
dell'utenza affrontando al contempo il pro- 
blema delle copie illegali, che in Italia sem- 
bra aver assunto dimensioni spropositate ri- 
spetto al mercato effettivo. 


Tulip: Vision de486sx/e 

In contemporanea con l'annuncio del rila- 
scio del microprocessore Intel 486sx, la so- 
cietà olandese ha iniziato la commercializza- 
zione del Vision de486sx/e, un desktop ba- 
sato su questo nuovo componente. 

Dotato di una memoria di base di 4 
Mbyte espandibile a 64 Mbyte on board, 
sfrutta lo standard l'SCM (System Control 
Manager! per il controllo dell'accesso all'u- 
nità ed ai dati. Oltre ai sei slot EISA, due 
porte seriali ed una parallela, integra una 
scheda video super VGA (600 x 800 punti di 
risoluzione). 

Il Tulip de486sx/e fa parte della linea Tulip 
Vision presentata alla mostra internazionale 
tedesca CeBit 1991 di Hannover. La linea 
stessa rappresenta la realizzazione materiale 
di un progetto che vede la centralità nelle 
esigenze del mercato e dell'utenza. 


56 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



Guadagna tempo 
e denaro 

Coprocessori Matematici AMD 




Wl 


C on un coprocessore matematico AMD si 
accelera il lavoro di oltre 400 pacchetti 
software di alte prestazioni. La funzione del 
coprocessore matematico è quella di svolgere i 
complessi calcoli matematici al posto del proces- 
sore centrale del vostro computer. In questo modo 
con una sola istruzione si ottiene ciò che con il solo 
processore standard avrebbe richiesto molte istru- 
zioni. Avrete quindi la possibilità di risparmiare molto 
tempo lavorando con i vostri fogli elettronici, il vo- 
stro data base, le vostre applicazioni tecnico- 
scientifiche o i vostri programmi di costruzione e di 
grafica. A seconda dell’applicazione la velocità di 
elaborazione del vostro programma può aumenta- 
re fino a 5 volte. 


BARI 

080 / 416044 

BOLOGNA 

051 /555371 

CAGLIARI 

070/307237 

FIRENZE 

055/5000101 

FIRENZE 

055/716888 

GENOVA 

010/564003 

LIVORNO 

0586/210230 

LUCCA 

0583/490594 

MESSINA 

090 / 2927212 

MILANO 

02/33100204 

MILANO 

02/26147077 

MODENA 

059/450474 

PALERMO 

091 /300229 

PARMA 

0521/272017 

PISA 

050/41580 

PRATO 

0574/575770 

ROMA 

06 / 7100502 

TORINO 

011 /593776 



COMPUTER 

DISCOUNT 


la catena italiana 
dell’Informatica 




NEWS 


Direttiva Parlamentare Europea: 
soddisfazione nel mondo del software 
per la protezione dei programmi 


Grande scalpore ha suscitato a Washin- 
gton la notizia di questi giorni, relativa il set- 
tore del software, dopo il voto del Parla- 
mento Europeo che indica le nuove diretti- 
ve per la protezione dei programmi per 
computer. 

In particolare, Software Publishers Asso- 
ciation (SPA) e Business Software Alliance 
(BSA) hanno accolto con soddisfazione il vo- 
to dell’assise europea per l’accettazione, 
già sollecitata dal Consiglio dei Ministri, del- 
la direttiva per la determinazione di stan- 
dard uniformi per tutta la Comunità Europea 
in merito alla protezione giuridica dei pro- 
grammi informatici. La direttiva, in questa 
forma, sarà ufficialmente finalizzata entro la 
fine di maggio di quest'anno. La direttiva 
esecutiva nei dodici Paesi membri entrerà 
in vigore il I 6 gennaio 1993. 

BSA è un’organizzazione internazionale 
affiliata a Software Publishers Association, 
principale agglomerato commerciale nell’in- 
dustria del software per PC. I 725 associati 
di SPA comprendono i maggiori software 
publisher del mercato, del largo consumo e 
del settore accademico. Le principali otto 


aziende associate a BSA sono Aldus, 
Ashton-Tate, Autodesk, Digital Research, 
Lotus Development, Microsoft, Novell e 
WordPerfect. 

È certamente una grande vittoria nella lot- 
ta contro la pirateria del software in Europa 
quest’ultima presa di posizione in sede co- 
munitaria. Questo significa che tutti i dodici 
Stati membri rafforzeranno le proprie leggi 
contro la pirateria, e l'industria del software 
potrà contrastare questa pratica illecita in 
un ambito legale più agguerrito, divenendo 
cosi un ottimo esempio per il resto del 
mondo. 

La direttiva, cosi come è stata approvata 
dal Consiglio dei Ministri e dal Parlamento 
Europeo, non comprende nessuno degli 
emendamenti proposti dal Comitato degli 
Affari Legali del Parlamento, che trattavano 
prevalentemente questioni di « reverse en- 
gineering». 

Nella stesura finale, la direttiva specifica 
che il «reverse engineering» permette la 
decompilazione di un programma per com- 
puter di un'altra società unicamente per il 
raggiungimento dell’interoperatività, ed è 


soggetto ad alcune condizioni che stabili- 
scono che: 

* la decompilazione è lecita solo quando 
«le informazioni necessarie al raggiungi- 
mento dell'interoperatività non siano state 
pubblicate o rese disponibili in preceden- 

» la decompilazione sia «limitata alle parti 
del programma originale necessarie all'otte- 
nimento dell’interoperatività» ; 

» le informazioni ricavate dalla decompila- 
zione non siano utilizzate «per scopi diversi 
da quello di ottenere l'interoperatività del 
programma creato indipendentemente»; 

* queste informazioni non «vengano utiliz- 

zate per produrre o commercializzare un 
programma che violi il diritto d'autore ri- 
spetto al programma originale, e in partico- 
lare di un programma simile nella sostan- 
za»; la clausola inerente la decompilazione 
deve essere interpretata dai tribunali in ac- 
cordo con l'articolo 9.2 della Convenzione di 
Berna, che proibisce azioni conflittuali ri- 
spetto al normale sfruttamento di un lavoro, 
o che pregiudichino immotivatamente gli in- 
teressi legittimi dell'autore. F.F.C, 


UT IL COPROCESSORE MATEMATICO CON LA POTENZA DEL 4x4! 

Per tutti gli altri coprocessori, la rotazione di matrici 4x4, Indispensabile per la grafica, è una serie di istruzioni e cicli macchina di noiosa attesa. Per i 
coprocessori matematici UT è una istruzione come tutte le altre, riuscendo perciò, per le sue caratteristiche, ad essere fino a 7 volte più veloce di tutti gli 
altri coprocessori presenti attualmente sul mercato. Come tutti sanno, l'istruzione base di tutti I calcoli eseguita da un coprocessore, è l'addizione. Il co- 
processore 2C87, impiega ad eseguire un ADO da 15 a 17 cicli mentre la più blasonata concorrenza da 70 a 100. Questo perché è stato completamente ridi- 
segnato ed ottimizzato, non copiato, utilizzando la più avanzata tecnologia CMOS. Benché ridisegnato completamente, risulta totalmente compatibile co- 
me piedinatura e set di istruzioni, al suo antico e lento predecessore. CONTATTATECI... Vi Invieremo una completa documentazione sui coprocessori UT. 



Istruzione 

CICLI DI CLOCK OCCORRENTI 

INTEL 80287 

INTEL 80387 

IIT 2C87 

IIT 3C87 

ADD 

70-100 

31 

15-17 

11 

MPY 

90-145 

57 

19 

15 

DIV 

193-203 

88 

48 

44 

SQRT 

180-186 

125 

49 

45 

REM 

15-190 

155 

58 

54 

TAN 

30-540 

726 

196 

192 


DISTRIBUTORI UFFICIALI E CENTRO ASSISTENZA AUTORIZZATO 



MODELLO 

COLORS 

AGHI 

COL 

SPEEO 

FNT 

BUFF. 

DPI 

OFFERTA 

STARLO 20 

1 

9 

80 

180 

4 

4 Kb 

240 

299.000 

STARLO 200 

7 

9 

80 

225 

4 

16 Kb 

240 

499.000 

STAR LC 24-200 

1 

24 

80 

222 

5LQ 

7 Kb 

360 

659.000 

STARLO 24-200 

7 

24 

80 

222 

5LQ 

30 Kb 

360 

699.000 

TEXAS glaser HP laserjet II ■ 1,5 Mb RAM ■ Opzione PostScript ■ Lire 2.499.000 


Concessionario PASSEPARTOUT 

Gestione Aziendale Integrala da I a 8 terminali in Dos od OS/2. Fino a 128 posti in UNIX. 


^iCiL^on 


Tel. (06) 74.59.25 
74.31.39-76.05.69 
(Fax su tutte le linee) 


Computer Shop - Via Lucio Elio Seiano, 13/15 - 00174 ROMA 
Centro Ass. Tecnica - Via dei Quinzi, 7 - 00175 ROMA 


58 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


■ goldenIMAGE * 


MOUSE OTTICI e 
OPTOMECCANICI 



Disponibile per: 

IBM - Compatibile Microsoft e Mouse System 

AMIGA - ATARI - AMSTRAD 


FLOPPY DISK DRIVE ESTERNI 



Disponibili in 18 versioni. 

Per IBM, TOSHIBA e AMSTRAD nei formati: 

5"i/ 4 1 .2 MByte e 360 «Byte - 3 "i/ 2 1 .44 MByte e 720 KByte 
Per AMIGA: 3 "i/ 2 con o senza display 880 KByte e 5 "i/ 4 880 KByte 
Per ATARI: 3" 1/2 con 0 senza display 720 KByte e 5 "i/ 4 720 KByte 


HAND SCANNER 



SCHEDE ESPANSIONE RAM 



Larghezza 105 mm - Risoluzione 400 d.p.i. 

64 Toni di grigio - Completo di Software TOUCH-UP 
Disponibile nelle versioni per AMIGA e ATARI 


Scheda 2-8 MByte per AMIGA 2000 
Scheda 512 KByte con clock e on/off switch 

per AMIGA 500 


DISTRIBUTORE ESCLUSIVO: importazione diretta di 

armonia computers srl periferiche e accessori 


Vendite e Magazzino: 

Via Conegliano, 33 SUSEGANA (TV) 
Tel. 0438/43501 0 r.a. - Fax 0438/435070 




NEWS 


A.I.C.A. rinnova i vertici 
della sezione di Roma 


Digitronica: inglese multimediale 

Frutto di un progetto internazionale svilup- 
pato con la partecipazione della Intechnica 
Learning Systems (Midwest City. Oklahoma) 
e distribuito in Italia dalla Digitronica Spa nel- 
la versione curata dalla Editoria Elettronica 
Editel con il coordinamento di Egidio Penti- 
raro, «I Speak English» è un software didat- 
tico che consente di seguire 150 ore di le- 
zioni di inglese di base raccolte in un CD- 
ROM a standard ISO 9660 per sistemi MS- 
DOS di classe AT dotati di scheda VGA, al 
quale si aggiungono una scheda audio con- 
sistente in un digitalizzatore ed una cuffia mi- 
crofonica professionale fornite nel pacchetto. 

Grazie all'elevata interattività l'utente può 
ascoltare vari tipi di voce in italiano ed ingle- 
se, eseguire esercizi basati sull'ascolto degli 
speaker e della propria voce digitalizzata dal 
sistema, eseguire esercizi di scrittura con un 
word processor integrato, registrare le lezio- 
ni su dischetto per consentire una periodica 
valutazione dei progressi compiuti. 

"I Speak English» è particolarmente indi- 
cato alle aziende che organizzano corsi di in- 
glese per i propri dipendenti; la facilità d'uso, 
l'mterattività, la validità didattica (certificati al- 
l'estero da numerosi enti governativi) ed il 
prezzo di tre milioni di lire IVA esclusa, lo 
rendono un prodotto con un rapporto prez- 
zo/prestazioni tra i più competitivi. 


L’ A.I.C.A. è la più importante associazio- 
ne nazionale indipendente di professionisti 
di informatica, conta oltre 2000 soci indi- 
viduali, 250 membri collettivi ed ha come 
finalità primaria lo sviluppo tra i suoi ade- 
renti delle conoscenze attinenti l’informati- 
ca in tutti i suoi aspetti scientifici, applicativi, 
economici e sociali, Pubblica periodicamen- 
te e distribuisce gratuitamente ai suoi soci 
«Rivista di Informatica», nonché una serie 
di monografie curate dall'editore Masson. 

La Sezione A.I.C.A. di Roma è la mag- 
giore per numero di iscritti a livello nazio- 
nale e recentemente ha rinnovato il proprio 
Consiglio Direttivo per il triennio 1991- 
1993. 

Il Consiglio Direttivo è ora formato dal 
Presidente, Prof. Mauro Salvemini; dal Vi- 
cePresidente, Prof. Michele Missikoff; dai 
consiglieri Enrico Baldelli, Carlo Bandiera, 
Giovanni Bisogni, Rita Ricci Cangiano, Giu- 
lio De Petra. Paolo Ercoli, Maurizio Lazzari, 
Alessandro Musumeci, Silvio Spescha, Ser- 
gio Utili. 

Oltre ai fini istituzionali, la sezione inten- 
de coagulare una parte di interessi specifici 


di enti pubblici e privati e di organizzazioni 
scientifiche e di ricerca con sede a Roma 
su temi di ampio ed attuale dibattito incen- 
trati sulla Pubblica Amministrazione, l'am- 
biente, i servizi, le aree metropolitane ed 
affrontare contemporaneamente tematiche 
ad elevato impatto tecnico-scientifico. 

Su tali argomenti, nel prossimo triennio, 
sono state organizzate numerose manife- 
stazioni, quali ad esempio: le «Giornate 
sulle strategie organizzative e formative 
per una più efficace utilizzazione dei siste- 
mi informativi»; il «Seminario sugli stan- 
dards e sui sistemi aperti nella Pubblica 
Amministrazione»; la «Giornata sulla valu- 
tazione e sulla selezione delle tecnologie 
CASE»; il «Seminario sull'interazione voca- 
le uomo-macchina»; un «Incontro sui me- 
todi di sintesi e di rappresentazione delle 
informazioni prodotte dagli elaboratori elet- 
tronici». 

La segreteria centrale dell'A.I.C.A. è a 
Milano in Piazzale Rodolfo Morandi 2 
(Tel. 02/784970-76014082); la sezione di 
Roma è raggiungibile via fax al numero: 
06/8382360. 



DI grillo '[Parlante 

VIA S. CANZIO, 13 - 15 - 17 r. - Tel. 010 / 415592 
GENOVA SAMPIERDARENA 
VIDEOGIOCHI PER: 




COMMODORE-ATARI-AMSTRAD-MSX-SPECTRUM-NINTENDO-SEGA-ATARI 2600 

NOVITÀ’: 


Interfaccia Midi Amiga 

L. 

45.000 

Digitalizzatore VID Amiga 

L. 

80.000 

Syntetic Sound Amiga 

L. 

120.000 

Espansione 512Kb. Amiga Int. 

L. 

90.000 

Espansione 1.5Mb. Amiga Int. 

L. 

245.000 

Espansione 2Mb. Amiga Est. 

L. 

350.000 

Genlock Esterno Amiga 

L. 

349.000 

Genlock Professionale Amiga 

LJ 

1.799.000 

Data Switch 2 Posizioni 

L. 

40.000 

Data Switch 4 Posizioni 

L. 

50.000 

Drive Esterno 3" 1/2 Amiga 

L. 

165.000 

Scheda Televideo 

!.. 

180.000 

Selettore Mouse/Joystick Amiga 

L. 

32.000 

Mouse ottico Amiga-PC-Atari 

L. 

110.000 

Dischetti 3"‘/ 2 (minimo 100 pz.)cad. 

L. 

750 

Joystick a distanza ad infrarossi 

L. 

60.000 


MODEM 1200 Baud 
MODEM 2400 Baud 



MINI- PORTATILE 
MISURE 

1 1 Cm x 6 Cm x 2.2 Cm 


1200 B L. 195.000 
2400 B L. 340.000 


Si Prenota Vision Colorbust, scheda grafica con 
16.000.000 di colori + software MEGAPAINT. 
Lavora su tutte le risoluzioni grafiche AMIGA. 
Collegabile al VIDEON e compatibile con tutti i 
Genlock. 

Funziona su tutta la serie AMIGA. 

L. 950.000 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



Linea Tower 


Per vostra fortuna. Peripherals conosce bene la differenza tra un lavoro 
e un buon lavoro. Con la sua gamma completa e affidabile. Peripherals 
vi garantisce il massimo risultato in ogni occasione. Potrete iniziare 
alla grande, ad esempio, con la linea Desk, che offre computer da tavolo 
basati su microprocessore 80286 a 1 2 MHz e 80386SX a 
16 MHz. Quindi, potrete scoprire che a volte grande non 
vuol dire ingombrante: accadrà con la Linea Mini, identi- 


ca alla Desk, ma con i più versatili chassis mini tower. E, per finire, 
grande sarà la professionalità con la Linea Tower, potenti computer da 
pavimento basati su i microprocessori 80386 a 25 MHz e 80486 a 25 
MHz. Ma non è tutto: i modelli basati sui microprocessori 80386. 

80386SX e 80486 utilizzano le celebri piastre madri della 
statunitense Monolithic Systems. Bastano davvero tre 
linee di differenza per fare le cose in grande. 


!PER 

Cose in grande. 


PERIPHERALS 


Peripherals s.a.s. - Pozzuoli (Na). pia 


I. 081.5265442/5266209: 


081.5263914 





NEWS 


Bit. Movie '91 

Riccione, 25-28 aprile 1991 

di Andrea de Prisco 

I Giurila alla sua quarta edizione, la mostra 
internazionale di computer art Bit. Movie 
'91, svoltasi a Riccione dal 25 al 28 aprile, 
ha nscosso ancora una volta un notevole 
successo, addirittura superiore a quello de- 
gli anni scorsi. 

Si stima una partecipazione di circa 4000 
visitatori alle varie sezioni allestite: Didatti- 
ca. Immagini statiche, Animazioni, Labora- 
tori, Musica, Multivisione. 

La sezione concorso ha visto partecipare 
ben 32 animazioni provenienti da tutto il 


mondo. La giuria, formata da Mario Canali, 
Maurizio Feletto, Giorgio Gorla, Bruno Ma- 
gari, Carlo Mainardi e Andrea de Prisco ha 
espresso il suo voto separatamente da 
quello del pubblico che si è comportato in 
maniera leggermente diversa. 

Il primo classificato, Eric W. Schwartz, 
USA, ha approntato un vero e proprio car- 
toon, «The dating game», uscendo quindi 
dagli schemi classici delle animazioni al 
computer prevalentemente basate su rapi- 
da successione di immagini ray-tracing. Al 
secondo cassificato, Milko Mrsek, Vobarno 
IBS) il merito di aver sapientemente curato 
l'aspetto narrativo dell'animazione «Glass 
Fish! », magistralmente immerso in quello 
tecnico tutt'altro che da sottovalutare. Il ter- 


zo classificato, Pier Tommaso Bennati, 
Chiavari (GE), nella sua opera «Music» (di 
cui non siamo riusciti ad avere in tempo 
un'immagine della sua animazione) ci mo- 
stra come sia possibile sfruttare la ciclicità 
di una animazione come elemento di un lin- 
guaggio espressivo. 

Secondo il giudizio del pubblico al primo 
posto si è classificato «Glass Fish»!, al se- 
condo «The dating game», al terzo posto 
«Chess» (sempre il Milko Mrsek), una bel- 
lissima scacchiera che ruota sul suo bari- 
centro con tutti i pezzi in perfetto ray-tracing. 

Ci auguriamo che nelle future edizioni 
non saranno solo esposte, ma saranno 
messe a concorso anche le immagini sta- 
tiche, alcune veramente degne di nota. 




isamente 


O. 


ra di cambiare.. 



Sì, anche per il software gestionale è venuto il momento di voltare pagina e passare ai 
benefici di un'ambiente di lavoro amichevole e facile da gestire, che grazie all'utilizzo di 
Mouse, Menu a tendina, List-box, Help contestuale, Pulsanti, Finestre a scorrimento, 

Anteprima di stampe e tutto quanto ormai definibile come 'Standard User Interface' 
consente di polverizzare i tempi di installazione ed apprendimento delle procedure 
senza richiedere grosse risorse hardware (sono sufficienti 512 Kb free e si hanno 
prestazioni accettabili anche su macchine 808x). COCA 4 0 

k "Manipolare" la prima nota senza più limiti del "non si può più fare" è la filosofia di im- 
,1 postazione del modulo COCA 4.0 (Contabilità Ordinaria per Commercialisti ed Aziende) 

di Deciso (Dee Integrato Software) che, grazie all'esperienza maturata in quasi un 
i [ decennio, consente ora di disporre di un prodotto assolutamente innovativo, collaudato 

^ e perfettamente configurabile alle esigenze dell'azienda o del consulente: il pacchetto 
COCA 4.0, disponibile in versione Base, Avanzata e Multiutente (in LAN), è immedia- 
j tamente integrabile a Cespiti, Analisi di Bilancio, Mod. 740-750-760, | 

Iva 1 1 , Magazzino e fatturazione, Distinta Base, Statistiche, ecc. 

Richiedete il DEMO GRATUITO a: 


ifinr: 


DEC s.r.l. - Via Lucarelli 62/d - 70124 Bari Tel. 080 - 50.23.733 (r.a.) Fax 080 - 410.756 


..il vostro vecchio programma di contabilità 


u 




Vortex ATonce- Amiga 


IL FANTASTICO EMULATORE AT PER AMIGA 500/ 2000 



CPU 80286 

vortex ATonce-Amiga 
è basata sul micro- 
processore standard AT. 


L. 4ZU. 

Prezzo raccomandato 
(IVA COMPRESA) 


VORTEX GATE ARRAY 


Il Gate Array vortex, 
l'emulazione Chip-Level 
di ATonce ed il BIOS AT 
garantiscono un'elevatissima 
compatibilità. 


CPU 68000 MOTOROLA 


vortex ATonce-Amiga 
è fornita di una 
CPU originale 
Motorola 68000. 


VORTEX ATONCE-AMIGA 
L'EMULATORE 286 

vortex ATonce-Amiga è l'emulatore 
AT perfetto per il vostro computer 
Amiga 500 o Amiga 2000. 

E'dotato di BIOS compatibile AT, 
emulazione della porta seriale e 
parallela, suono, grafica a colori e 
supporto dell'hard disk: tutto 
questo in multitasking con 
AmigaDos. 

ATonce-Amiga non influisce sul 
normale funzionamento del vostro 
Amiga, ed è totalmente trasparente 
quando non in uso. 

Il circuito di ATonce-Amiga è 
incredibilmente compatto e facile 
da montare. Si inserisce nello 
zoccolo del 68000 (Amiga 500) o 
nello slot per espansioni (Amiga 
2000) e non necessita di alcuna 
saldatura. Ogni ATonce-Amiga è 
dotata di una CPU 68000 originale 
Motorola a basso assorbimento, per 
facilitare l'installazione ed 
assicurare una compatibilità totale. 

ATonce è un prodotto di alta 
tecnologia sviluppato e prodotto in 
Germania. Disponibile anche per 
Atari ST e Mega ST. 


DATI TECNICI 
ECCEZIONALI 

• CPU 80286 16 Bit, clock 7.2 MHz 
CPU Motorola 68000 

• Indice Norton SI: 6.1 
Test MIPS: 70% 

• ATonce-Amiga opera come task 

• ATonce-Amiga supporta qualsiasi 
hard disk autoboot corrispondente 
alle specifiche Commodore che usi 
un device driver standard 
AmigaDos, e tutte le espansioni di 
memoria interne ed esterne (ad 
esempio ICD, RoBmoller, Gigatron) 

• Tutti i 640 KB standard della 
memoria DOS sono disponibili in 
un Amiga con 1 MB di RAM. La 
memoria oltre il primo MB può 
essere configurata da DOS come 
memoria estesa/ espansa (ad 
esempio Windows 3.0 in "Protected 
Mode" senza limitazioni) 

• ATonce-Amiga permette di 
emulare le schede video: EGA/VGA 
in grafica monocromatica ", CGA, 
Hercules*, Olivetti* e Toshiba 
3100* 

La porta parallela può essere usata 
da DOS come LPT1 


USA MIGLIAIA DI 
PROGRAMMI DOS 

• Il disk drive interno dell'Amiga è 
visto come un drive standard 3" 1/2 
DOS da 720 KB; tutti i drive 
esterni sia da 3" 1/2 che da 5" 1/4 
(720/ 360 KB) sono supportati 

• Il mouse Amiga può essere usato da 
DOS come mouse seriale 
compatibile Microsoft collegato alla 
porta COMI o COM2 

• ATonce-Amiga supporta il suono, 
l'orologio e la RAM CMOS 

• vortex ATonce-Amiga può essere 
inserita anche in Amiga 2000 con 
imo speciale adattatore 

• ATonce-Amiga è corredata da un 
manuale in italiano e da un 
dischetto Amiga che contiene il 
software di emulazione e di 
installazione. Non è compreso il 
sistema operativo DOS 

• Rivenditori contattateci ! 

• Se desiderate ulteriori 
informazioni tecniche sul 
questo prodotto, potete 
contattare il vostro 
rivenditore di fiducia o 


vortex 


'"Nel limiti delle possibilità dell'Amiga. I modi contrassegnati con * sono interlacciati. 
Tutti i nomi commerciali e i marchi registrati sono protetti dal diritto d'autore. 


VORTEX COMPUTERSYSTEME GMBH . FALTERSTRASSE 51 - 53 . D-7101 FLEIN 
TEL +49-7131-59720 . FAX +49-7131-55063 


NEWS 


Fujitsu: nuove stampanti 

Si chiamano DL 900, DL 1200 e DL 3600 
le nuove proposte di stampante a matrice di 
punti a 24 aghi della Fujitsu. 

La DL 900 stampa a 150 cps in draft (a 10 
cpi) ed a 50 cps a 10 cpi in modalità LQ; il 
carrello a 110 colonne permette l'introduzio- 
ne di un foglio A3 oppure di un foglio A4 oriz- 
zontalmente consentendo, con l'uso combi- 
nato di caratteri a 12 cpi, la stampa di fino a 
132 colonne, La rumorosità contenuta a 52 
dBA ed una affidabilità garantita da test che 
assicurano 6000 ore di funzionamento senza 
guasti la rendono molto indicata per applica- 
zioni personali. 

Le medesime caratteristiche generali sono 
presenti anche nella DL 1 200 che offre però 
una maggiore velocità di stampa: 200 cps in 
Draft High Speed e 60 cps in Letter Quality 
Nonostante la presenza di un carrello a 136 
colonne le dimensioni sono molto contenute 
e ne consentono un agevole uso nelle appli- 
cazioni di automazione di ufficio. 

Il modello DL 3600 offre una velocità di 
stampa di 300 cps in Draft High Speed, 270 
cps in Draft e 90 cps in LQ, la rumorosità è 
contenuta a 54 dBA mentre la testina di 
grande robustezza offre una vita di 8000 ore 
senza guasti con la capacità di stampa di un 
massimo di 5 copie La DL 3600 e dotata di 
8 font residenti, del set di comandi Fujitsu 


DPL24C Plus e delle emulazioni IBM Proprin- 
ter XL24, Epson LQ 2500/2550, ma può es- 
sere dotata in opzione di 5 cartucce di font 
e di altre emulazioni come ad esempio Dia- 
blo 630 API e DEC LA, 

Il prezzo della DL 3600 è di 1 .680.000 lire, 
mentre il kit di trasformazione a colori, instal- 
labile dall'utente viene fornito a 150.000 lire, 
I prezzi delle DL 900 e DL 1200 sono, rispet- 
tivamente, di 550.000 lire e di 900.000 lire, 
Per la DL 1200 è disponibile anche il kit co- 
lore a 62.000 lire; infine, per entrambi i mo- 
delli la Fujitsu offre una garanzia di due anni 
sui guasti causati da difetti di fabbricazione. 


DRAM da 64 Mbit dalla Toshiba 

I ricercatori del Centro di Ricerca VLSI di 
Tokyo della Toshiba Corporation hanno svi- 
luppato un prototipo di DRAM (Dynamic Ran- 
dom Access Memory) da 64 Mbit, che pre- 
senta il più ridotto tempo di accesso e le piu 
ridotte caratteristiche dimensionali. Una 
DRAM da 64 Mbit sarà in grado di registrare 
8.5 milioni di caratteri alfanumerici (circa 250 
pagine di giornale). Oltre che al potenziamen- 
to di computer e workstation, le DRAM po- 


tranno essere utilizzate per registrazione di 
grossi volumi di dati, come registrazioni au- 
dio e dischi a semiconduttori. 

La dimensione del chip sperimentale è di 
176,4 m 2 ed il tempo di accesso è di 33 ns. 

Per contenere le dimensioni del chip, i ri- 
cercatori hanno sviluppato una nuova strut- 
tura di celle di memoria, progettando nuovi 
circuiti per la rilevazione e la trasmissione dei 
segnali registrati in memoria nelle celle: la 
struttura AST (Asymmetrical Stacked T rench) . 

L' AST riduce le dimensioni delle celle DRAM 
da 64 Mbit del 60% rispetto a quelle che si 
otterrebbero con una struttura 'itrench» 
standard. Le celle con struttura AST, hanno 
un ingombro dimensionale ridotto dell'85% 
rispetto alle attuali celle delle DRAM da 
4 Mbit. 

In una struttura AST le celle non sono piu 
allineate in parallelo, ma in modo asimmetri- 
co, mantenendo comunque la distanza cru- 
ciale di 0,6 micron tra l’area attiva (in cui si 
forma il transistor) e il condensatore del tren- 
ch. Inoltre ogni condensatore è rivestito di 
uno strato isolante di ossido, in modo da evi- 
tare la dispersione di corrente tra celle adia- 

Grazie all’applicazione della luce laser alla 
litografia, la nuova struttura garantisce una 
superficie del chip più regolare di quanto sa- 
rebbe possibile in una struttura a stack, col- 
locando gli elementi della cella in una trench 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



Roland 

^^■1 DIGITAL GROUP 
. . .fin.a.lm.e.rLte. 

a/tcAe in. Qta/icL ! 


m 

' 

• 

fT| 

+* * 


-t f 

i 

* 


mt 


K1 


ra 

• 


STIKA new! 

'an. 

• 

DPX-2500 

m 

DXY-1200/1300 

PNC- 1800 new! 


Roland DG ITALIA s.r.l. - Via Ischia • Villa Rosa ■ 64010 MARTINSICURO (TE) - Italy - Tel. (0861) 710292 - Fax (0861) 710018 



formata sulla superficie del chip. Oltre alla 
struttura delle celle, la Toshiba ha studiato 
una nuova struttura circuitale negli amplifica- 
tori sensori (transistor) per eliminare gli ef- 
fetti negativi del rumore, la quale rende dif- 
ficile la rilevazione dei segnali e causa ritardi 
di lettura dei dati. 

La Toshiba ha inoltre sviluppato un nuovo 
amplificatore differenziale analogico, che tra- 
smette i segnali rilevati dagli amplificatori 
sensori lungo la linea dati verso il circuito di 
output molto più rapidamente di un amplifi- 
catore digitale tradizionale, ovviando il pro- 
blema delle maggiori dimensioni di un chip 
da 64 Mbit rispetto ad un chip con livelli di 
integrazione inferiori, e quindi la maggiore 
lunghezza della linea dati del chip che pro- 
vocherebbe ritardi nella trasmissione dei se- 
gnali. 



SCO in Italia 

The Santa Cruz Operation Ltd., leader del- 
le soluzioni software open System basate su 
Unix, annuncia l'apertura ufficiale di una se- 
de in Italia. 

La presenza di SCO in Italia risale al mag- 
gio 1990, quando Graham Howe, Acting 


Country Manager di SCO per l'Italia si è tra- 
sferito in Italia per predisporre le strutture 
necessarie alla diffusione nel nostro mercato 
già avviata mediante una rete di distributori 
nazionali selezionati come Sthrold e Gruppo 
ESA. La filiale italiana di SCO è stata inau- 
gurata ufficialmente lo scorso 8 maggio ed 
ha sede presso il Centro Direzionale Lombar- 
do, Palazzo B scala 1 in Via Roma 108, 
20060 Cassine de Pecchi (Tel. 02/9516394). 


Fondata nel 1979, SCO è riconosciuta a li- 
vello mondiale come azienda leader nello svi- 
luppo e produzione di soluzioni software per 
sistemi aperti, 

SCO offre un'ampia gamma di soluzioni 
per Unix System V e servizi di formazione e 
supporto destinati ad una grande varietà di 
piattaforme hardware. Attualmente sono ol- 
tre 300.000 le installazioni di sistemi Unix ef- 
fettuate m tutto il mondo. 


Concessionari 

HYUNDAI 


PERSONAL SELF SERVICE DRIVER SOFTWARE 

SUPERMARKET DELL'INFORMATICA 


VENDITA - PERMUTE - NOLEGGIO PC ASSEMBLATI NUOVI E USATI - DIMOSTRAZIONE DI GRAFICA IN SEDE - ASSISTENZA TECNICA IN SEDE 


MEMORIE DI MASSA E CONTROLLER 


Hard disk 40 Mb 430.000 

Floppy drive 360 Kb (5,25") 99.000 

Floppy drive 1 .2 MB (5,25") 1 35.000 

FD 720 Kb (3.5') 105.000 

FO 1,44 Kb (3,5') 135.000 

Controller hard-disk per XT* cavi 85.000 

Controller H.D.F.D. per AT* cavi 150.000 

Controller AT BUS 65.000 

MAINBOARD 

Mainboard i80286 12/16 MHz (0K RAM) 190.000 
Mainboard I80286 16/22 MHz NEAT 240.000 


VARIE 

Sk Dtgilalizzatnce da 
Fax/Scanner A4 Bondwell 
Tastiera 102 tasti 
RAM dinamiche 



INTERFACCE 

SK SER/PAR 40.000 

Scheda VGA 800X600/256Kb 1 20.000 

Scheda ultra VGA 1 024 X 768/51 2 Kb 1 90.000 

Scheda ultra VGA 1024 X 768 zoom 250.000 

Scheda ultra VGA 1 Mb 320.000 


LINEA PROFESSIONALE 

A HYUNDAI 


MODEM E MOUSE 

SK MODEM 300/1200 baud. CCITT V21 A/22 

85.000 

SK MODEM 300/1200/75 baud, V21/V22A/23 

238.000 

MODEM 2400 MNP5 210.000 

Mouse a partire da 30.000 

Scanman Logitech 320.000 

Trackman Logitech 165.000 

Scanner Genius O.C.R. 290.000 


Bull • 


# CITIZEN 


«ScNEXOS 


MONITOR 

Monitor 14' VGA colore 
Monitor 14" VGA 1024 X 768 
Monitor 14' monocr. 

Monitor NEC3D 
Monitor NEC 2A 


590.000 

150.000 


Progettazione di sistemi informativi LAN 
Dimostrazioni in sede 


Alta professionalità - Consulenza 
Assistenza Hardware e Software 


IMPORTANTE!!! 

tutti i prodotti non contrassegnati da' 
sono disponibili in magazzino 

UNIWARE SISTEMI S.r.l. 

VIA MATERA, 3 - 00182 ROMA 
TEL. 06/75.73.921 - FAX 06/7025894 
UJ FERMATA RE DI ROMA Q 

SI PREGA DI NON CHIAMARE PER I PRODOTTI: AMIGA - AMSTRAD - ATARI - COMMODORE 


SABATO MATTINA APERTO 
Prezzi I.V.A. esclusa 
Prenotazioni tei: 06/7573921 - 7025894 
Orarlo: 9,00 - 13,00/15,00 - 19,00 


CONDIZIONI GENERALI DI VENDITA 
Consegne a dom. prov. Roma L. 30.000 
Pagamento contanti. 

Consegne altre zone mezzo corriere 
Pagamento anticipato con vaglia telegrafico 


66 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 





LAN STATION JEPSSEN: 
MEGLIO FARE OGGI QUELLO CHE 
DOVUTO FARE DOMANI 



JEPSSEN 


LAN STATION 386SX-20 


La LAN STATION di JEPSSEN è un nuovo prodotto che 
rivoluziona il modo di intendere l'utilizzo di un computer 
per un uso personale o come stazione di lavoro, grazie 
all'impiego della più sofisticata tecnologia oggi 
disponibile. 

Questo nuovo prodotto è basato su una CPU 80386SX 
a 20 Mhz che include una 4/1ÓMBPS TOKEN-RING 
o ETHERNET LAN 8-16 bit. 

Le caratteristiche eccezionali "on board” comprendono 
una super espandibilità della memoria sino a 16MB, 
compatibilità LIM-EMS, controller FDD/HDD IDE, 2 
porte seriali, I porta parallela e interfaccia video 



MCGA. 


Controllo a distanza della connessione in rete (ROM- 
BOOT by NETWARE) senza l'ausilio di supporto 
software. 

La eccezionale flessibilità dell 'hardware permette l'in- 


stalb*w«<4 Jg44MB 3.5” e di 1 HDD AT-BUS 
pqfcijjj^gggf^eFestazioni della LAN STATION 
individuale. 

ComMateci subito o rivolgetevi ai ns. Concessionari 
presèotf’Wutta Italia: la soluzione alle vostre esigenze 
è finalmente disponibile, grazie a JEPSSEN. 


DISTRIBUTORE 
ESCLUSIVO 
PER L’ITALIA 


JEPSSEN ITALIA 

DIVISIONE COMPUTER ITALSOFT SRL 

Direzione Commerciale 

Via Dolt Palazzolo-Agira (EN) 

Servizio Cileni! 

Tel 0935 960299 *900300 
Fan 0935-697560 


AVRESTI 



JEPSSEN 




NEWS 


Elmec Pocket Modem 2400 

La Elmec di Varese rende disponibile a 
790.000 lire il Pocket Modem 2400. di di- 
mensioni analoghe a quelle di un pacchetto 
di sigarette e del peso di soli 190 grammi, 
interamente progettato e realizzato in Italia in 


ossequio alle disposizioni dell'Istituto Supe- 
riore PPTT. Compatibile con lo standard Ha- 
yes ed interfacciabile tramite porta seriale 
RS232 offre come standard le velocità di 
300, 1200 o 2400 baud full duplex. 

Qualora la linea non sia disponibile è pos- 
sibile impiegare, con un adattatore fornito in 
dotazione, l'apparecchio telefonico facendo 
funzionare il modem come un accoppiatore 
acustico. 

Tra le altre caratteristiche sono particolar- 
mente preziose le funzioni di chiamata e ri- 
sposta automatica e la flessibilità di alimen- 
tazione (batteria o alimentatore esterno). 


Sybase rafforza 
la presenza 
in Italia 

A un anno dall'annuncio di apertura 
della filiale italiana, con sede a Sesto Fio- 
rentino (FI), la Sybase Products Italia apre 
ora a Milano, in Via Vincenzo Monti, 8 
(Tel. 48012866, fax. 48011067), un «de- 
mo-point» commerciale. Lo aveva dichia- 
rato ring. Andrea Querci. Amministratore 
Delegato, nel corso di una conferenza 
stampa di presentazione delle attività del- 
la Società. 

La Sybase P.l. è la filiale italiana della 
statunitense Sybase Ine. di Emeryville, 
California, ed ha per missione la distribu- 
zione e il supporto, su territorio naziona- 
le, del DBMS Relazionale di II generazio- 
ne. leader del mercato On-Line-Transa- 
ction-Processing (OLTP). 

Responsabile commerciale della Sede 
di Milano è stato nominato Eugenio Ma- 
ciotta Rolandin, che negli ultimi 18 anni si 
è occupato delle attività commerciali nel- 
le varie aree di evoluzione del mercato in- 
formatico passando da società quali: Me- 
morex, ITT, O. Group ed altre. 

Con questa attività nell'area lombarda 
la Sybase punta ad una più efficace pre- 
senza e ad un dialogo diretto con un'u- 
tenza più sviluppata. 



f Commodore PC 10III-PC20IH ^ 

| Clock 4.77/10MHz-640KbRAM-Seriale e Parallela 
Porta mouse-reset-Scheda Video Hercules-CGA 
1 FDD 3" 1/2 720 Kb-Monitor 12" mono f.b. 

Tastiera estesa - MS-DOS 4.01 manuali italiano 
L. 960.000 IVA compresa 
y con HD 20 Mb L. 1.360.000 IVA compr, y 

Per ogni PC acquistato, in regalo assicurazione TICINO: Incendio, furto e caduta. 

ETÀ BETA 

Computers Center 

LIVORNO 

Via S. Francesco 30 
Tel. 0586/886767 


Garanzia 12 mesi - Spedizioni contrassegno in tutta Italia - 


Esempi di configurazioni, richiedere preventivi-Produzione programmi "su misura" in Pascal e C. 


^ PC 386-Rcset-Turbo-Chiave-Display-4 Mb RANf' 
Clock 25/34 MHz-2 Seriali-Parallela-Tastiera 102 1 
1 FDD3"l/2-Scheda VGA-Monitor VGA 14" mono 
L. 2.660.000 IVA compresa 
con HD 130 Mb L. 3.480.000 IVA compr. 
con monitor VGA col. L. 3.750.000 iva c. 

V ^ J 


PC 486/25-25 MHz 1 1 2 MHz-Case Torre 
4Mb RAM-Alim.230W-2 Seriali- 1 Parallela-Tastiera 
1 FDD3" 1/2-Scheda VGA-Monitor VGA mono f.b. 

L. 4.030.000 IVA compr. 
con HD 130 Mb L. 4.850.000 IVA compr. 
con monitor VGA col. L. 5.120.000 iva c. 


f Scanner GENIUS L. 280.00ÒN 
Scanner GENIUS col.L. 860.000 
Tav.Grafica GENIUS L. 530.000 
Mouse Qtec L. 50.000 

Mouse LOGITECH L. 90.000 
EPSON LX400 L. 390.000 
PANASONIC 1 123 L. 590.000 
NEC P20 L. 745.000 

NEC P30 L. 990.000 

V J 


v 

AMIGA 500 > 

L.700.000 VA compr. 
AMIGA 2000 

L. 1 .530.000 IVA compr. 
Tutti gli accessori, l' hardware c 
il software per i PC c per 
AMIGA. 

Sistemi completi per D.T.P. ed 
elaborazioni video. 

\ / 


PC AT Desk Top -Turbo-Reset-Chiave-Display 
Clock 16/21 MHz-1 Mb RAM-2 Seriali-Parallela 
Scheda VGA (256Kb)-Monitor 14" VGA mono 
1 FDD 3" 1/2 1.44 Mb - Tastiera 102 tasti 

L. 1.280.000 IVA compresa 
con HD 40 Mb L. 1.700.000 IVA compr. 

k / 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 




Il Personal Computer Laser 486, 
Configurazione A Torre. 


Questo sistema di eccezionale 
potenza, adatto ad uno spettro 
praticamente illimitato di 
applicazioni, è caratterizzato 
da un processor 80486 a 32 
bit e 25 o 33 MHz, con 
cache memory di 128 
KB memoria RAM a 32 I 
bit da 2 a 15.5 MB, zero | 
wait state, 10 slot di 
espansione, due porte z_ 
seriali ed una parallela 


con spazio per sette unità di 
memoria di massa. 

Nella sua configurazione 
B standard, viene fornito 

con un floppy disk ed 

r— ~l uno hard disk veloce 
da 120 MB, monitor 
- VGA monocromatico a 
schermo piatto, tastiera, 
s cavo stampante, MS 
DOS 4.01 e PCTooIs 
DeLuxe. 


«//LASER / 


Personal Computer 



LASER COMPUTER ITALIA S.p.A. - Via Ronchi, 39 - 20134 MILANO - Tel. 02/26412895 Fax 02/26412838 

Agenzia Lombardia: Agenzia Triveneto: Agenzia centro sud: 

DIGITRONICA COMPUTER MILANO Srl ELETTRA AGENZIE di Carlo e Andrea Cristani ALT s.n.c. 

Via Ronchi, 39 Via Raterio, 5/a Via Marcello Garosi, 23 • 00128 ROMA 

201 34 MILANO - 02/2641 281 1 Fax 02/2641 3902 371 00 VERONA - 045/801 2647 Tel. 06/5087839 5082293 Fax 06/5085433 





NEWS 


Convention Unix 1991: 
stavolta si marcia 


Symantec Corporation: 

SAM versione 3.0 

È stata annunciata dalla Symantec Corpo- 
ration di Cupenino la versione 3.0 del famo- 
so pacchetto SAM (Symantec Antivirus Ma- 
cintosh! m grado di supportare le nuove fun- 
zionalità del System 7.0 presentato in questo 
stesso numero di MCmicrocomputer, La ver- 
sione 3.0 di SAM amplia le possibilità già 
presenti in SAM Intercept ed in SAM Virus 
Clinic al fine di «disinfestare» ogni tipologia 
di virus e di ripararne i danni provocati. 

Grazie ad un avanzato algoritmo di control- 
lo, SAM è in grado di analizzare la struttura 
e le eventuali variazioni del software origina- 
le in modo da garantire la protezione da virus 
conosciuti e no. 

La versione 3.0 riconosce 36 tipi di virus. 
Cavalli di Troia e relative discendenze; inclu- 
de la possibilità di abilitare lo scan dal pan- 
nello di controllo con la «disinfezione» auto- 
matica di ogni applicazione ed elemento del- 
la scrivania, include la possibilità di definire 
dei macrocomandi per la scansione automa- 
tica ad intervalli di tempo predefinlti e per 
una scansione più veloce. 

In aggiunta ai moduli Intercept e Virus Cli- 
nic e ora presente anche un modulo Inter- 
cept Jr. creato per i sistemi con limitate di- 
mensioni della memoria e della memoria di 


L'annuale Convention Unix, organizzata 
da I2U a Milanofiori, si è tenuta dal 15 al 
1 7 maggio, e come di consueto è stata ar- 
ticolata in una prima giornata di tutorial più 
le successive due di conference ed exhi- 
bition Rispetto agli altri anni, nei quali si 
respirava aria di complotto contro i grossi 
j ambienti informatici, stavolta c’è stata ma- 
turità dell'ambiente Unix, sul quale stanno 
convergendo gli sforzi congiunti di tutti per 
. farne — più che una precisa entità — la 
comune interfaccia per utenti e program- 
matori. 

Dal punto di vista strettamente tecnico 
si è parlato ancora di microkernel, dato 
| che le pretese di unificazione dei sistemi 
piu le novità vuoi grafiche, vuoi di teleco- 
municazione - per tacere di estensioni 
| multiprocessing o sicurezza — hanno dato 


massa; richiede infatti solo 1 1 Kbyte di me- 
mona ed occupa 19 Kbyte sul disco di lancio. 

Tra le nuove caratteristiche aggiunte per la 
versione 7.0 del System, SAM permette il 
controllo dei Desk Accessory (DA) ed è at- 
tivo aggiornando automaticamente i file di 
definizione dei virus sui sistemi in rete se si 


al sistema dimensioni davvero mastodon- 
tiche. 

Nel novero delle idee sull'argomento va 
citata Chorus, una società francese che 
presenta una sua versione più o meno 
Unix presentata insieme agli ormai abusati 
Mach (pronta la release 3.0) e Pian 9. 

Ma stavolta molte anche le novità com- 
merciali, segno d'una mutata strategia, e 
valgano per tutti le proposte di Simula. Oli- 
vetti Systems Partner e Informix. 

La prima presentava (non solo alla Con- | 
vention) un pacchetto di conversione da | 
Sistema 36/RPG II a SQL/Cobol per tutte 1 
le macchine Unix System V 4.0; Informix I 
lanciava Open Case, una proposta di ciclo j 
di vita del software sotto Unix che al mo- 
mento ricalca AD/Cycle per evolvere verso I 
una struttura completamente distribuita. j 


accorge della presenza su uno di essi del 
System 7.0. 

L'upgrade del SAM dalla versione 2.0 alla 
versione 3.0 è possibile rivolgendosi al distri- 
butore italiano del prodotto, la Elcom di Go- 
rizia, al prezzo di 50.000 lire mentre il pac- 
chetto completo costa 238.000 lire. 


haSPSUI ài Torino già^ben nota a tutti i possessori di SINCLAIR QL 
Vi invita a conoscere /i rchlmedss il PC più veloce del mondo 
e Acorn R260-R225-R140 le WorkStation Unix più economiche in Italia 


A3 10 1 Mega RAM 1 Drive 3.5 Tastiera Mouse 
Con Risc-Os, Manuali, 5 Dischi di programmi 
Versione base senza Monitor Lire 2'000'000 
Con Monitor colori Philips 8833 Lire 2'550'000 
Con Monitor multisync EIZO Lire 3'550'000 
A3000 4 Mips con 1 Mega RAM 1 Floppy 3.5 
tastiera e mouse senza Monitor Lire l'700'000 
A410/1 con 1 Mega RAM con HDisc 20 Mega 
Tastiera Monitor PHILIPS 8833 a colori Mouse 
ed Emulatore MS-DOS +5 dischi Lire 4'000'000 
A440 con 4 Mega RAM Hard Disc 50M Mouse 
Monitor EIZO Multisync SVGA 256 Colori 
Emulatore MS-DOS con 5 dischi Lire ó'OOO'OOO 
A540 nuovo modello 13.5 Mips Telefonare 


R260 UNIX System V 

13.5 Mips 8M RAM HD 100MB 
SCSI Monitor EIZO 9070 SVGA 
Ethernet Lire 12'000'000 + IVA 

R140 UNIX System V 

4 Mips 4M RAM HardDisc 50MB 
SCSI Monitor EIZO 9060 SVGA 
C compiler Lire 7'000'000 + IVA 

ARM3 24-30Mhz 1 2- 1 4Mips 
24M L.l'000'000 30M L.l'200'000 

Richiedete il listino prezzi 

dei programmi e dei numerosi 
accessori oppure venite a provarlo 

dimostrazioni gratuite 


Prezzi comprensivi di IVA e di spese di spedizione 
Vasta disponibilità' di programmi e periferiche per Sinclair QL e Archimedes Acorn. 
Vendita diretta e per corrispondenza con spedizioni rapide in controassegno 

sPEm Via Aosta 86 10154 TORINO Tel 011 857924 FAX 011 280009 


70 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



MULTI-ROLE 

COMPUTER 

SYSTEM 


VIVERE BENE CON IL COMPUTER. 


Alpha Microsystems, la 
utente del mondo, lancia 
blema: gestionale e scien 
nomicità, versatilità, 
grado di supportare 



Società che nel 1977 ha costruito il primo sistema microcomputer multi- 
la SERIE 90, il Multi-Role Computer System, per la soluzione di ogni pro- 
tifico (CAD, CAM, CAE, DTP, ecc ). Caratteristiche: prestazioni forti, eco- 
Prestazioni forti: tutti i computer Alpha Microsystems sono in 

%•? ■ 



gamma infinita di software applicativi. Economicità: 
prezzi end user estremamente competitivi, garanzia assoluta di due anni. Versatilità: 

m t 

1 operativa e nei modelli. Questi ultimi in cinque versioni: Slim-Desktop, Desktop, 

Minipedestal, Maxipedestal e Notebook. Alpha Microsystems: 

IH 

soluzioni complete, funzionali H e flessibili per Aziende industriali e commerciali, Enti e Professionisti. Una 

gamma completa di servizi hardware e software. Da oggi anche con la ... SERIE 90. 

* ALPHA 

MICROSYSTEMS 

LA SCELTA GIUSTA... DALL’INIZIO. 

Alpha Microsystems Italia S.p.A. - Via Faentina, 1 75/A - 480 1 0 Fornace Zarattini (RA) - Tel. 0544/463770 r.a. - Fax 0544/464754 




NEWS 


Novità a raffica 
per Novell 

L'IBM, con una dichiarazione del tutto 
inaspettata, ha annunciato il 14 febbraio di 
avere stipulato un importante accordo com- 
merciale con Novell, secondo il quale IBM 
farà da rivenditore di NetWare, mentre No- 
vell dovrà sviluppare versioni specifiche per 
OS/2 e AIX. 

Anche se, come si afferma nel comuni- 
cato distribuito da IBM Italia, non è stata an- 
cora definita la posizione nel nostro paese 
di Novell rispetto al LAN Manager di Micro- 
soft, appare chiaro come questo annuncio 
cambi molte delle posizioni che si andavano 
consolidando nei settori dei sistemi opera- 
tivi di base. 

Infatti, il confronto non e tra DOS e OS/2, 
ma tra Windows e OS/2 PM, per cui è un 
confronto tra IBM e Microsoft anche se es- 
si dichiarano ripetutamente che vogliono 
sviluppare una piattaforma comune, come 
appunto dagli accordi ancora in atto. 

Per ciò che riguarda il mercato dei siste- 
mi operativi di rete, la situazione vedeva, 
già prima dell'accordo suddetto, una posi- 
zione ormai consolidata di Novell che ne de- 


teneva una consistente fetta seguita a di- 
stanza da Microsoft con il suo LAN Mana- 
ger che veniva supportato congiuntamente 
anche da IBM. 

A seguito dell'accordo con Novell. l'IBM. 
anche se non dichiaratamente, mette il LAN 
Manager di Microsoft in grave difficoltà, pri- 
vandolo di quel supporto di immagine che è 
la distribuzione attraverso i propri canali, per 
contro il NetWare di Novell riceve una spe- 
cie di «benedizione» che quasi certamente 
lo porterà ad assumere nel tempo la posi- 
zione di leader incontrastato del mercato 
del software di rete rendendolo uno stan- 
dard. 

In questa particolare situazione favorevo- 
le, Novell ha colto l'occasione per rinnovare 
completamente il suo listino, cambiando 
tutte le versioni del suo sistema operativo, 
anche se c'è da dire che i cambiamenti so- 
no degli aggiustamenti di marketing, piut- 
tosto che dei veri e propri upgrade del soft- 

NetWare 386 è ora in distribuzione nella 
versione 3.11 che si differenzia, anche nel 
prezzo, a seconda del numero massimo di 
utenti supportaci; ragione per la quale sa- 
ranno disponibili versioni da 20, 100, 250 
utenti con prezzi che dovrebbero, stando ai 


primi annunci dei distributori italiani, andare 
dai 6 milioni ai 21 della versione per 250. 

Si vocifera comunque che Novell sia qua- 
si pronta a rilasciare anche una versione di 
NetWare 386 da 1.000 utenti. 

L'ultima e più recente novità è quella che 
la parte bassa, cioè NetWare 286, è stata 
completamente rinnovata, per cui non esi- 
steranno più le versioni ELS, SFT ed Advan- 
ced 286 2.15, ma solo una semplice 2.2 
che si differenzierà cosi come la versione 
386 solo per il numero massimo di utenti 
supportaci. 

Le versioni in questo caso saranno da 5, 
10, 50 fino ad un massimo di 100 posti di 
lavoro collegabili, ognuna di queste quattro 
configurazioni può essere fornita sia come 
versione SFT Level II w/Tts sia come Level 
I, perciò è possibile scegliere se il server 
deve essere dedicato oppure no. 

Particolare attenzione è stata rivolta al 
programma di installazione che nella prece- 
dente versione era piuttosto macchinoso e 
complesso. 

Il nuovo programma Instali permette ora 
l'installazione del software di rete anche da 
parte di un utente non particolarmente 
esperto. 

G.A. 




La gamma piu' completa di prodotti I 100% 
per il tuo sistema MS-DOS. 1 soddisfai 


TELEFONA ORA PER UN PREVENTIVO GRATUITO ! ! 1 


[ 


PC DIGICOMP 


Case baby alim. 200 

1 Kb Rara Memory 
FDD 1.44 

Hard Disk 40Mb 23ms 
Sk Vga IfiBit 512k 

2 ser. 1 parallela 

Tastiera 102 tasti 


286 base 

386 base 

sx20Mhz 

25Mhz 

33Mhz cache. . . . 

1.700.000 

2.290.000 

3.290.000 

486 base 

25Mhx 

4.190.000 

4.990.000 

Diff. colore VGA 

+ 350.000 
ioni TEL. 


PRODOTTI i LOGITECH - NEC - OKI - PANASONIC - BOLL 


3 DISK 


3 40Mb 390 

3 80Mb 790 

3 120Mb 840 

3 210Mb 1.460 

ontroller ATBOS 32 


SCHEDE VIDEO 


i Oak 256k 98.0 

l Oak 512k 148.0 

\ 512k TSENG 210.0 

K 1Mb TSENG 235.0 


MONITOR 


Sk SER/PAR/GAME . . 
Sk rete comp Nov. 

Sound Blaster 

Sk Modem 1200 

Sk Modem 2400 


STAMPANTI 


ASSISTENZA HARDWARE I 


GARANZIA GLOBALE 12 MESI PREZZI I 


SPEDIZIONI 1 


TUTTA ITALIA 


DIGICOMP - Viale L. Da Vinci 199 - 00145 ROMA 

Tel. 5417042 - Fax 5430992 


72 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 



A Torino cresce 


il successo 


La catena italiana 
dell’informatica è arrivata 
a Torino e presenta la 
qualità della sua gamma 
ad un prezzo conveniente 
Personal Computer, 
accessori e novità vi 
saranno illustrati da 
personale qualificato. 
Assistenza diretta. 


COMPUTER DISCOUNT 

la catena italiana dell’ informatica 


BARI BOLOGNA CAGLIARI FIRENZE GENOVA LIVORNO LUCCA MESSINA MILANO MODENA NAPOLI PALERMO PARMA PISA PRATO ROMA TORINO 


NEWS 


Unisys in corsa sul versante OLTP 
con le nuove versioni VAP 
e l'ampliamento della serie U6000 


dBase IV RunTime Plus 
per Macintosh 

Al prezzo di 350.000 lire la Ashton-Tate 
rende disponibile il modulo RunTime Plus di 
dBase IV 

Si tratta di un prodotto capace di far girare 
i programmi di dBase IV versione 1.1 sui si- 
stemi Apple Macintosh nei modelli dal Clas- 
sic al llfx purché dotati di memoria RAM di 
almeno 1.5 Mbyte, hard disk e disk drive da 
800 Kbyte. 

Il modulo permette l'utilizzazione da parte 
degli utenti Macintosh delle applicazioni dBa- 
se sviluppate per gli ambienti DOS, Unix, 
VMS; è in grado di elaborare in background 
sotto Multifinder; supporta il mouse per ac- 
cedere ai menu dBase ed ai campi di dati, 
supporta i comandi e le funzioni esterne del- 
l'ambiente Macintosh; l'accesso Load/Call al- 
le funzioni del codice nativo Macintosh, 

Il modulo è basato sulla versione multiutente 
di dBase IV. in modo tale che sia le applicazioni 
che i dati siano condivisibili tra i computer Ma- 
cintosh connessi in rete AppleShare e TOPS 
Network Bundle ed in ambiente misto Ma- 
cintosh/MS-DOS basato su Novell. 


La società americana sta compiendo 
passi decisivi nell'acquisizione e sviluppo di 
«know how» sia applicativo che tecnologi- 
co nel settore della elaborazione transazio- 
nale. Ne dà testimonianza la conferenza 
stampa svoltasi nell’auditorium della sede 
milanese, in cui Giorgio Zardi. direttore 
Marketing, e Maurizio Rizzi, responsabile 
Gruppo Microproducts della Unisys Italia 
hanno presentato le versioni aggiornate del 
software per i sistemi Unisys U 6000, ba- 
sati su Unix, i nuovi server multiprocessori 
di fascia media e alta, e una workstation 
Sparc, l'S2400. 

Per quanto riguarda la strategia in ambito 
Unix e Open System la Unisys ha annun- 
ciato due nuove release per la propria piat- 
taforma a valore aggiunto (VAP), derivanti 
da Unix System V. Per la precisione, la VAP 
2 si basa sulla release 3.2 e comprende 
prodotti come Open/OLTP, il software per 
l'elaborazione delle transazioni on line, e la 
gestione della rete Lan Manager/X della 
AT&T , la release VAP 3 si basa su una ver- 
sione Unisys del sistema operativo Unix 
System V 4.0 Multiprocessor applicabile al 
nuovo server 6000/65. 


Il cuore di questi pacchetti applicativi è 
dunque il nuovo sistema Open/OLTP, svi- 
luppato per la gestione in ambienti distri- 
buiti e basato su standard aperti e che of- 
fre un sistema relazionale di gestione da- 
tabase (RDBMS) conforme con il protocollo 
X/Open XA, standard emergente per le 
transazioni on line distribuite. 

L'elaborazione transazionale on line ri- 
chiede sistemi software che operino in 
tempo reale e siano capaci di gestire con- 
temporaneamente più utenti e più transa- 
zioni interattive. Tradizionalmente svolte 
esclusivamente dai mainframe, le applica- 
zioni OLTP includono prenotazioni aree, 
operazioni bancarie, telemarketing, servizi 
per la clientela. 

Fanno parte della recente evoluzione ap- 
plicativa oltre 50 prodotti software di diver- 
si fornitori, in grado di supportare l'ambien- 
te grafico, tool di sviluppo programmi, so- 
luzioni per la gestione del database. La 
VAP è proprio l'integrazione e l'interopera- 
bilità che questi prodotti consentono all'u- 
tenza della serie U. 

Alcune delle caratteristiche a valore ag- 


bit! 


LINE 


BIT LINE srl 

SEDE: C.so Casale 245 - 10132 - TORINO 
Tel: 89.37.89 (5 r.a.) - Fax 8990458 

Filiale: Via Casaregis 30 - 16129 - GENOVA 
Tel: 58.01 .58- Fax 585403 


KIVyiMED^Qs ©tu® 0 0 tìà ® am a ora o ir pi r®aa® 


SUPER 286 composto da: 

CPU 80286 clock 6-1 2 MHz 
1 MB RAM espandibili a 4 
Drive 1 .44 - Seriale - Parallela 
Hard 40 MB - Scheda VGA - 
Monitor colori 14" VGA 
L. 1 .760.000 + IVA 



SUPER 386 composto da: 

CPU 80386 a 20 MHz 
2 MB RAM espandibili a 8 
Drive 1 .44 - Seriale - Parallela 
Hard 40 MB - Scheda VGA - 
Monitor colori 14" VGA 
L. 2.700.000 + IVA 


E inoltre: EPSON - PHILIPS - BROTHER - FUJITSU - NEC - FACIT - TOSHIBA - INTEL 
Concessionario ESA per contabilità Generale SPIGA 
Centro assistenza tecnica su PC - XT - AT - 386 - Stampanti 


74 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




“20 ANNI DI ESPERIENZA NELL’INFORMATICA GARANTISCONO PRESTAZIONI E AFFIDABILITÀ’ 



200001)0003 


• SU RICHIESTA, INSTALLAZIONE E ASSISTENZA 
A DOMICILIO, TRAMITE CENTRI IN TUTTA ITALIA. 



INCIDENZA GUASTI 0,04% 

PC DAT ASTAR 286-16 

MICROPROCESSOR INTEL 286 16/21 MHz SPEEDC.OM TEST VI. 09 21 MHz. 
BIOS PHOENIX. CHIPS-SET HEADLAND. I Mb RAM EXP. 5 Mb su SCHEDA 
MADRE. TASTIERA MS CIIERRY ESTESA CASE DESK TOP LIM-EMS 4.0 E 
SHADOW RAM FDD 1,44 Mb c CTRL 2 FDD . 2HDD L. 698.000 


PC DATASTAR 386SX-20 - LANDMARK TEST 27 MHz 
MICROPROCESSOR INTEL 80386SX-16/20 MHz SHADOW RAM BIOS PHOE- 
NIX RAM 1Mb EXP. MAX 17Mb su SCHEDA MADRE CHIPS-SET TOP CAP. 
VIRTUAL* PI PELINE MODE MULTIMODE 586 PER MULTITASKING LIM- 
EMS 40 FDD 1.44Mb CTRL 2 FDD. 2 HDD TASTIERA MS CIIERRY ESTF SA 
CASE MINI TORRE IN ACCIAIO INOX L. 1.112.000 


PC DATASTAR 386-25 LANDMARK TEST 42MHz 

MICROPROCESSOR INTEL 80386-25 MHz SIIADOW RAM BIOS PHOENIX. 
RAM 1Mb EXP MAX 48 Mb su SCHEDA MADRE. CHIPS-SET TOP CAP. AR 
CIHT.RA 32 BITSCON M.M.U MEMORY FETCHING OWAIT STATE con BUF- 
FER FRA CPU E CENTRAL MEMORY DISK CATCHING OPZ.CO PROCESSOR 
WEITEK 3167 FDD 1.44Mb e CTRL 2 FDD . 2 HDD TASTIERA MS CIIERRY 
ESTESA CASE MINI TORRE ACCIAIO INOX L. 1.478.000 


PC DATASTAR 386-33 LANDMARK TEST 58 MHz 

MICROPROCESSOR INTEL 80386-33 MHz 64K CACHE. SHADOW RAM BIOS 
PHOENIX RAM 4 Mb EXP MAX 16Mb su SCHEDA MADRE. CHIPS-SET TE- 
XAS INSTRUMENTS ARCHIT.RA 32 BITS CON M.M.U. MEMORY FETC1 UNO 
O WAIT STATE con BUFFER FRÀ CPU E CENTRAL MEMORY DISK CATCHING 
I IA LE PRESTAZIONI DI UN MINI OPS.CO-PROCESSORE WEITEK 3167 FDD 
1.44Mb. CTRL 2 FDD . 2 HDD TASTIERA MS CHERRY ESTESA 
CASE MINI TORRE IN ACCIAIO INOX- L. 2.142.000 


PC DATASTAR 486 - 33 - LANDMARK TEST 150 MHz 
MICROPROCESSOR INTEL 80486 - 33 MHz SHADOW RAM. BIOS PHOENIX 
RAM 4 Mb EXP MAX 16Mb su SCHEDA MADRE. CHIPS-SET TEXAS INSTRU- 
MENTS. ARCI UT RA 32 BITS CON M.M.U MEMORY FETCHING O WAIT STA- 
TE con BUFFER FRÀ CPU E CENTRAL MEMORY DISK CATCHING. I IA LE PRE- 
STAZIONI DI UN MINI OPZ. CO-PROCESSORE WEITEK 3167 FDD 1 44Mb c 
CTRL 2 FDD . 2 HDD TASTIERA MS CHERRY ESTESA 
CASE MINI TORRE IN ACCIAIO INOX. L. 3.180.000 


• VENDITA ANCHE PER CORRISPONDENZA. 

I nostri COMPUTF.ES sono VELOCISSIMI GARANTITI 100% 
COMPATIBILI dui BIOS PHOENIX e dai COMPONENTI ORIGINALI 
tutti di PRIMA SCELTA, Gli ECCELLENTI RISULTATI dei TEST 
di VELOCITÀ c le ALTE ESPANDIBILITÀ RAM su SCHEDE MADRI 
e le evolute CARATTERISTICHE TECNICHE dimostrano di essere 
TECNOLOGICAMENTE ALL'AVANGUARDIA. La nostra GARANZIA 
di 2 ANNI sulle UNITÀ CENTRALI e la BASSISSIMA INCIDENZA 
dei GUASTI ne dimostrano I AFFIDAB1LITÀ e FALTISS1MA QUALITÀ 
Sui SISTEMI montiamo solo periferiche di MARCA provenienti da 
INDUSTRIE LF.ADERS. Anche i CABINETS sono di OTTIMA QUALITÀ 
e dispongono di alimentatori OMOLOGATI e di AUTOSPENGIMENTO 
LA GARANZIA è di I ANNO, estendibile fino a 5 ANNI. IVA 19% ESCLUSA. 
Per le unità centrali la GARANZIA è 2 ANNI. 



NOTE BOOK 2,9 

286-16MHz 
con HDD 40 Mb 
da L. 2.265.000 


KG. 


SS Seagate 





SCANNER A4 300DPI 
BI/NERO L. 720.000 

COLORE L. 840.000 


CD-ROM 550 Mb 
INTERNO L. 680.000 

ESTERNO L. 799.000 



GRAN NOVITÀ SCHERMO A 15” 

1024 . 768 NON INTF.RLACCIATO 
15” DPI 0.28 35-48KHz !.. 895.000 

MONITORS MULTISYNK SUPER VGA 
COLORE ris 1024 x 768 pixel 
14” DPI 0,28 3I-35KIÌZ L. 580.000 
14" DPI 0,26 36-38KHz L. 680.000 
14” DPI 0,28 15-38KH* L. 765.000 


DISCHI RIGIDI 
Mb rns Lire 
40 28 375.000 

89 19 675.000 

124 18 725.000 

211 15 1.220.000 
SCHEDE VIDEO TSENG LABS 
VGA 800 « 600 . 1024 « 768 
16/256 COLORI 16 bits 

— ET3000 512K L. 180.000 

— ET 4000 1Mb L. 245.000 


Via Guicciardini, 29 - Tel. (0574) 38065/7 - Fax (0574) 38068 - Prato pf.r i prezzi parti staccate, periferiche etc. consultate le ultime pagine 
Nuovo negozio di Firenze: Via Filippo Corridoni, lOb rosso RIVENDITORI informatevi sulla nostra affiliazione e pubblicità gratuite. 




NEWS 


giunto che la Unisys ha introdotto nella pro- 
pria versione allargata a tutta la serie U com- 
prendono un supporto multilingue, driver ca- 
ricabili. scrittura duplice su dischi diversi e 
menu per la gestione del sistema. 

Per quanto riguarda la VAP 3, la Unisys ha 
sviluppato l'ambiente insieme con il Consor- 
zio Intel Multiprocessor per supportare com- 
pletamente l'elaborazione parallela multipro- 
cessing. 

Questo tipo di elaborazione permette al 
sistema operativo di funzionare su qualsiasi 
processore disponibile in quel dato momen- 
to. Il sistema bilancia automaticamente il ca- 
rico di lavoro tra i processori senza l'inter- 
vento di un gestore di sistema. Questo nuo- 
vo ambiente aggiunge alle funzionalità stan- 
dard dello Unix 4.0 un set completo di so- 
ftware per reti e comunicazioni, compresa 
l'integrazione di protocolli di rete TCP/IP (co- 
me dispositivo di supporto per Token Ring, 
adattatori Ethernet, protocollo di interfaccia 
per la linea seriale) e software standard 
NFS. Ultimo prodotto supportato da VAP 3 
di cui avremo presto visione sarà una fun- 
zione di elaborazione di documenti misti 
composti da testo, grafica e immagini di alta 
qualità, inviati tramite un sistema di gestio- 
ne dei messaggi OSI X.400 o generati lo- 
calmente da un sistema della serie U. 

Il server dipartimentale U 6000/65 è il pri- 
mo sistema basato su Intel (486) a suppor- 
tare il nuovo standard Unix per le elabora- 


zioni multiprocessing (oltre agli standard EI- 
SA e SCSI per la connessione delle perife- 
riche) e quindi i più innovativi ambienti OL- 
TP. Potendo contare su una elaborazione 
massima di 118 MIPS, esso svolge presta- 
zioni tipiche da «mainframe» pur rimanendo 
ridotto in dimensioni e prezzo. 

La piattaforma scalabile consente l'utilizzo 
da uno a cinque microprocessori Intel 486 a 
33 MHz, memoria Ecc da 16 a 256 MByte 
e più di 40 GByte di capacità di archiviazio- 
ne. Il sistema operativo è integrato con Mo- 
tif Window Manager per supportare applica- 
zioni Motif sulla rete e con una opzione soft- 
ware, Merge, che permette alle applicazioni 
DOS di funzionare senza soluzione di con- 
tinuità su Unix. 

L'architettura dell'U 6000/65 è basata su 
un sistema multiprocessing parallelo, com- 


prendente tre architettu- 
re bus: MPBUS, EISA, 
SCSI. 

L'MPBUS è un bus 
multiprocessore sincro- 
a 32 bit che permette 
il trasferimento dal pro- 
cessore centrale alla me- 
moria ad una velocità di 
100 MByte al secondo. Il 
sistema U 6000/65 ha 8 
porte di espansione EISA 
e 8 MPBUS che aumen- 
tano notevolmente la 
versatilità e la capacità d'espansione del si- 
stema stesso. La memoria di sistema con- 
divisa viene sviluppata utilizzando 4 MByte 
Dram SIMM (moduli singoli per la memoria 
on-line) e fornisce schede di memoria ad al- 
ta densità (fino a 128 MByte ognuna) ridu- 
cendo, di conseguenza, la necessità di di- 
sporre di più porte. 

Ventotto dispositivi addizionali SCSI pos- 
sono essere supportati da un'interfaccia in- 
telligente di controllo SCSI. Questa è basata 
su EISA e fornisce oltre 40 GByte in più di 
capacità su disco. L'interfaccia comprende 
anche funzioni che aumentano la ridondanza 
dei dati e l'affidabilità. 

Il sistema opzionale di archiviazione Mass- 
Cab-2 fornisce un ambiente avanzato di I/O, 
di duplicazione e di alta velocità di trasferì- 



COMPUTER 

HSP 

COMPUTER 


COMPUTER 

HSP 

COMPUTER 


k/iiiiam 386 


HSP COMPUTER Via Malta. 8 - 00198 ROMA - Tel. 841 1090 - (0337) 726451 (per chi chiama da fuori Roma) 


| 

I 


76 


MCmlcrocomputer n. 108 - giugno 1991 



ATARl PC folio: 

L'UFFICIO IN TASCA! 

L'incredibile computer tascabile che supera i limiti dei databank tradizionali 
per darti la vera compatibilità S-DOÌ ! 


Leggi e confronta: 


MEMORIA INTERNA: 128 K espandibili a 640 K' • DISPLAY: 8 righe x 40 caratteri 
AGENDA: spazio per 4.000 numeri telefonici o 2.500 indirizzi • GESTIONE 
APPUNTAMENTI: con allarmi programmabili e ripetibili • CALCOLATRICE: con funzioni 
complete e ricalcolo automatico • VIDEOSCRITTURA: il primo tascabile che vi dà la 
possibilità di scrivere lettere, relazioni e articoli quando viaggiate. Con un vero 
wordprocessor e tastiera QWERTY • FOGLIO ELETTRONICO: per la prima volta la potenza 
e la flessibilità dei fogli elettronici in un ambiente databank Compatibile LOTUS 1-2-3! 


■ SISTEMA OPERATIVO: MS-DOS compatibile (processore 80C88), con 
possibilità di scambiare dati e programmi con i PC da tavolo! 

■ AMPIA GAMMA DI PERIFERICHE E ACCESSORI: Memory Cards da 32-64- 
128 K, moduli di espansione da 256 K, interfaccia seriale, interfaccia parallela, 
drive per Memory Cards e una libreria di programmi in continuo arricchimento 

• DIMENSIONI: 20 x 10 x 3 cm ■ PESO: solo 450 grammi! 

• ALIMENTAZIONE: 3 comode pile stilo 


E il PC fòlio 

lo trovi qui: 


L ATARl PC folio 

È IL REGALO IDEALE PER MANAGER, PROFESSIONISTI, ARCHITETTI, 
AVVOCATI, MEDICI, GIORNALISTI, INSEGNANTI, STUDENTI ... 


E il PC folio 

lo trovi qui: 




QUEST’ANNO, PERCHE NON REGALATE ANCHE VOI UN 

PC folio! 

Grazie alle sue notevolissime prestazioni, all estetica accattivante e 
al costo veramente contenuto l Atari PC-Folio sta riscuotendo un 
grande successo nel settore della regalistica aziendale, Per un 
omaggio importante alla clientela migliore, agli agenti e venditori che 
hanno raggiunto il target o ai dirigenb della vostra azienda il PC-Folio 
rappresenta oggi la soluzione ideale, che offre la certezza assoluta 
di un elevatissimo indice di gradimento. Per venire incontro alle esi- 
genze delle aziende, Atari Italia ha eleborato alcune proposte di rega- 
listica a condizioni davvero particolari. Se queste proposte Vi interes- 
sano, saremo lieti di farvele conoscere: la Sig.ra Gusella, responsabi- 
le del nostro Servizio Regalistica (tei. 02/61.34.141), è a Vostra di- 
sposizione per fomirVi tutte le informazioni del caso. 




ATARl ITALIA S.p.A Via V Bellini, 21 - 20095 Cusano Milamno (MI) Tel. 02/61.34.141 - Fa» 02/61 94.048 - Per saperne é dui FILO DIRETTO PC FOLIO Tel 02/61.96 462 



NEWS 


mento dei dati, diventando una funzione de- 
terminante, fra quelle espletate dal sistema 
operativo, nei casi di applicazione database 
e OLTP. 

Gli altri due sistemi, U 6000/75 e U 
6000/85, andranno a coprire la fascia alta 
delle architetture su Intel, essendo in grado 
di collegare più di 1000 utenti. Si potranno 
connettere fino a 1 0 processori Intel 486 per 
il primo e fino a 20 per il secondo sistema. 
Sia che venga utilizzata come server per i 
sistemi distribuiti, sia che venga usata per 
gestire piccole e medie aziende, l'architet- 
tura multiprocessing ne valorizza le presta- 
zioni applicative in quasi tutti i settori com- 
merciali, dai servizi finanziari alla pubblica 
amministrazione, dall'istruzione alle comuni- 
cazioni. 

L'architettura parallela dei processori per- 
mette un accesso coordinato alla memoria 
comune e alle periferiche collegate da un 
bus ad alta velocità basato sullo standard 
Multibus. Ogni processore è dotato di 512 
KByte di memoria cache. In questo modo si 
riduce la necessità di accesso alla memoria 
comune e si migliorano le prestazioni del si- 
stema. Il sistema U 6000/75 può essere 
configurato fino a 128 MByte di memoria in- 
terna a 14.88 GByte di memoria su disco (ar- 
riva a gestire oltre 400 utenti). Il sistema U 
6000/85 offre fino a 384 MByte di memoria 
interna e 89,9 GByte di memoria su disco ed 
è in grado di gestire più di 1000 utenti. L'in- 


tegrità dei dati, essenziale quado si operi in 
ambito on-line, viene garantita dalla registra- 
zione simultanea dei dati su disco su due o 
quattro copie, assicurando la continuità delle 
applicazioni e dei dati. 

A questo proposito vale la pena ricordare 
qualche altra caratteristica del sottosistema 
Mass-Cab-2 di cui si è accennato in prece- 
denza. Esso può mantenere copie multiple 
di dati e permettere la rimozione e la sosti- 
tuzione dei dischi mentre il sistema sta la- 
vorando. L'iniziatore duale di programma di 
Mass-Cab-2 consente anche l'accesso «ri- 
dondante» alle informazioni: se due sistemi 
U 6000/65 sono connessi a un singolo di- 
spositivo di archiviazione e uno dei due pre- 
senta un problema funzionale, gli utenti pos- 
sono convertire l'archiviazione sul secondo 
e continuare il loro lavoro. Il processore dua- 
le SCSI di archiviazione, denominato ISIC 
(Integrated SCSI Interface Controller), con- 
tiene un microprocessore dedicato Intel 386 
a 20 MHz e 4 MByte di memora RAM. L'ar- 
chitettura «canalizzata» del controllore per- 
mette il trasferimento simultaneo dei dati da 
un disco al suo buffer e poi all'host, soste- 
nendo quindi un più alto indice di trasferi- 
mento dati. 

L'ultimo annuncio di cui ci occupiamo ri- 
guarda la prossima introduzione, ad opera 
della divisione Europa-Africa della Unisys, 
del secondo modello della famiglia di work- 
station S2000, TS2400 Sparc. 


Questa stazione di lavoro, nata per esse- 
re commercializzata in Europa, ha una velo- 
cità di 25.5 MIPS, permette un elevato li- 
vello di espandibili e rappresenta un pro- 
dotto d'ingresso promettente nel mercato 
delle WS Sparc, potendo disporre di 104 
MByte di memoria Ram e raggiungere 5.2 
GByte di disk Storage attraverso cabinet 
esterni. In sede di presentazione stata sot- 
tolineata l'unicità dei suoi 64 bit in compa- 
tibilità Sparc e l'opportunità di una scelta, 
quella di estendere alla fascia bassa la pre- 
senza della famiglia S2000, cui Unisys si è 
sentita sollecitare proprio dai suoi clienti. 
Basato sul processore Panasonic MN 10501 
Sparc, che è stato progettato dalla Selbour- 
ne e dalla Matsushita Electric Industriai, 
questo desktop soddisfa un buon rapporto 
prezzo/prestaziom grazie all'alto grado di in- 
tegrazione e di affidabilità che proprio la 
sua unità centrale, abbassando i costi di 
produzione, implica. 

In configurazione base TS2400 viene for- 
nito di un «Frame Buffer» monocromatico 
e di scheda grafica (SGA-SBus Graphics Ac- 
celeratori che migliora le prestazioni grafi- 
che in 2D. Esso non richiede alcuna modi- 
fica software. Quest'ultimo trova le soluzio- 
ni oltre che nelle applicazioni personalizza- 
te. nei pacchetti della Unisys quali Argis, 
Sherpa e nell'ambito del Printing & Publi- 
shing tradizionale. 

F.F.C 


PERSONAL 286-386-486 

Unità base: case Desktop baby, tastiera, Schede video: 
drive TEAC 1.2 o 1.44MB, controller AT bus CGA/Hercules -t- parallela L. 49.000 

HD/FDD, 2 seriali, 1 parallela. VGA 800 x 600 256K 8 bit L. 99.000 

286 12MHz 1 MB RAM L. 599.000 VGA TRIDENT 256K esp. 1 M L. 149.000 

286 16MHz 1 MB RAM L. 699.000 VGA TRIDENT 1M 1024 x 768 L. 209.000 

286 20MHz 1 MB RAM L. 799.000 VGA ET4000 1 M 1024 x 768 L. 245.000 

386SX 20MHz 1MB RAM l jl.140.000l 

386 25MHz 4MB RAM L. 1.760.000 Monitor 14" con base basculante: 

386 33MHz 64K cache 4MB L| 2.090.000Ì CGA/Hercules monocromatico L. 180.000 

486 25MHz 64K cache 4MB L. 3.490.000 VGA monocromatico 1024 x 768 L. 219.000 

36 33MHz 256K cache 4MB L.4.100.000 SAMPO VGA col. 1024 x 768 28 L. 590.000 

Opzione case Desk Slim + L. 80.000 TRI M.sync col. 1024 x 768.28 L. 740.000 
Opzione case Tower 6 posizioni +L. 195.000 SAMPO VGA 19" col. 1024 x 768 L. 1.790.000 

- +L. IMO L 35 qoo 

Hard Disk AT-bus: disponibili Quantuin GENIUS mouse GM-F302 3 tasti L. 79.000 

(64K disCache) e Seagate fino a 210MB. GENIUS scanner GS4500+OCR L. 239.000 

40Mb 28ms Seagate L. 369.000 SEIKOSHA SP1900 9 aghi. 80 col L fMoÒÓI 

)19ms Quantum L. 419.000 NEC P20 24 aghi, 80 col, 380 dpi L. 630.000 

85Mb 19ms Seagate L. 640.000 

80Mb 19ms Quantum L. 720.000 Interfacce MIDI: 

124Mb 19ms Seagate L. 840.000 MD-401 MIDI INIQUI MPU compì, 1150.0001 

120Mb 15ms Quantum L. 1.040.000 MPU-IPC Roland MIDI IN/0UT, FSK L. 265.000 

COPROCESSORI MATEMATICI UT 


2C87: 8 MHz 220.000 10 MHz 250.000 12MHz 270.000 20MHz 310.000 

3C87: SX16MHZ 370.000 SX20MHZ 410.000 

3C87: 16MHz 400.000 20MHz 460.000 25MHz 590.000 33MHz 720.000 


GARANZIA 12 MESI - 1 PREZZI INCLUDONO ASSEMBLAGGIO E COLLAUDO 


PC MUSIC 



MS-DOS 


TRAX per WINDOWS 

Il TRAX è uno studio di registrazione MIDI a 
64 tracce. Insieme agli strumenti MIDI, per- 
mette di realizzare un ambiente operativo 
con gli elementi indispensabili per la cr 
zione, la registrazione e la modifica della 
musica. 

L. 150.000 


MASTER TRACKS PRO, sequencer professionale, per Windows L. 520.000 

SEQUENCER PLUS V4.0 Voyetra disponibile in tre livelli a partire da L. 139.000 

MUSICATOR sequencer/stampa partitura, manuale in italiano L. 755.000 

MUSIC PRINTER PLUS V3.0, sequencer/notazione/stampa partiture 9/24 aghi, laser L, 990.000 
Finale PC sequencer + notazione per editoria professionale, per Windows L. 1.380.000 
COPYIST trascrizione/editing/slampa partiture, import/export midi file L. 155.000 
BAND-IN-A-BOX V4.0, arrangiatore automatico, export midi file L. 90.000 

MIDI QUEST editor universale di voci, per Windows L 450.000 

SOUND BLASTER 

SOUNDBLASTER sintetizzatore FM 11 voci + campionatore + game pori L 290 

CHIC CUIDC XIT nor imnlomont-im lo 1-5 u/w-l l'Ilo I C» 


MIDI KEYBOARD P( 

HARD-DISK RECORDING: programma per utilizzare un PC dotato di scheda 
Sound Blaster e hard-disk come registratore audio; occupa 780Kb al minu- 
to campionando a 13KHz, funzioni di mix, cut & paste, effetti di riverbero, 

— —- rate in italiano L. 86.000 



10137 TORINO - Via Ogliaro, 4 (zona Stadio Comunale) PREZZI IVA ESCLUSA 

Tel. (011) 39.98.29 • Fax (011) 36.69.26 VENDITA DIRETTA E PER CORRISPONDENZA 

ORARIO: dal Lunedi al Sabato 9.30-13/15.30-19.30 

Per ulteriori informazioni, preventivi e dimostrazioni venite a trovarci 
Tulli i marchi sono recisimi dai riapertili proemiar! presso 1 nostri uffici o richiedete la documentazione per telefono o FAX. 


78 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 


AATARIzn/ò ■ n. 4/Giugno 1 991 

Tu t te le novità del inondo Atei ri 

Nuovi linguaggi di programmazione per ST/TT 


Segnaliamo agli appassionati di programma- 
zione e alle software house professionali che 
Atari Italia ha deciso di importare da giugno al- 
cuni pacchetti in lingua inglese, che rappresen- 
tano quanto di meglio oggi esista nei linguaggi 
e tools di programmazione per l'ST. I software 
sono anche TT compatibili anche se, per la 
maggior parte, non sfruttano ancora appieno le 
caratteristiche innovative del TT. 

Ecco l'elenco dei prodotti, disponibili da subito 
presso tutti i Punti Consulenza Atari: 

- Lattice C versione 5.06.02: il miglior compilato- 
re C esistente. 

Prezzo al pubblico: Lil. 349.000+IVA, 

- Hi Soft C: interprete C, ideale per imparare a 
programmare in linguaggio C. 

Prezzo al pubblico: Lit. 1 49.000+IVA 

- Devpac ST: assembler e disassembler, uno stan- 
dard di riferimento per chi vuole programmare 
in assembler sfruttando al massimo le possibilità 
degli ST. 

Prezzo al pubblico: Lit. 1 69.000+IVA 

- Wercs ST: Resource Contruction Set per creare e 
personalizzare menù e box di dialogo, Utile 
qualunque sia il linguaggio di programmazione 
usato. Prezzo al pubblico: Lit. 89.000+IVA 

- HiSpeed Pascal: Pascal compatibile con il Turbo- 
Pascal 5.0. Prezzo al pubblico: Lit, 279.000 

Videovetrine con Atari ST 

La società SERENISSIMA di Campodolcino ci 
segnala un'applicazione software/hardware 
estremamente innovativa che consente di fornire 
informazioni a richiesto attraverso la vetrina di 

Il sistema, basato su un Atari ST con monitor a 
colori e su Infovideo, un software/hardware de- 
dicato, fa in modo che chiunque passi davanti 
alla vetrina di un negozio, anche nelle ore di 
chiusura, possa selezionare le informazioni con- 
tenute in un apposito database tramite 2 sensori 
di prossimità posizionati sull'interno della vetri- 
na ma, ovviamente, attivabili dall’esterno toc- 
cando la vetrina. 

A chi serve Infovideo? A tutti coloro che devo- 
no fornire in continuazione informazioni al 
pubblico ed in particolare a: computer shop, 
negozi hi-fi e ai strumenti musicali, uffici di 
informazione, agenzie immobiliari, agenzie di 
pubblicità, enti pubblici, alberghi, centri com- 
merciali, banche, organizzazioni fieristiche, 
musei, ospedali ecc. 

Infovideo è economico, semplicissimo da installa- 
re, si autolancia, può essere collegato ad un oro- 
logio-timer, carica in RAM tutte le informazioni, 
può operare anche all'interno di vetri blindati 
e/o doppi vetri ed è aggiornabile facilmente. 

La Coop. SERENISSIMA gestisce la stazione di 
master editing e provvede, in accordo con il 


cliente, all'impostazione e al caricamento del 
software di gestione nonché al relativo aggior- 
namento. Chi fosse interessato a questa applica- 
zione per ST o volesse esaminare il dischetto 
demo può chiamare la Coop. SERENISSIMA, 
via Giovanni XXIII 3, 23021 Campodolcino 
(Sondrio), tei. 0343/50071 o 50090. 


DynaCADD ST/TT: nuovo importatore 

Il software di CAD professionale DynaCADD, 
che gira su ST e TT (avvantaggiandosi su que- 
st'ultimo di esecuzione 10 volte maggiore) è 
iunto nel frattempo alla sua versione 1 .84: con 
occasione, cambia anche l'importatore che 
non è più Atari Italia ma lo Studio Nuove For- 
me, via Casorelto 50, 20131 MILANO, lei. 
02/26.14.38.33, fax 26.14.74.40 II nuovo 
prezzo di DynaCADD è Lil. 1 390.000+IVA. 

Gli utenti che già avessero acquistato Dyna- 
CADD dall'Atari Italia possono rivolgersi per gli 
upgrade alla Studio Nuove Forme per tutti gli 
aggiornamenti del caso. 


Software di scacchi per il PC-Folio 

Chi crede che il PC-Folio sio solo un organizer 
privo di capacità grafiche è destinato ad essere 
clamorosamente smentito: Atari Italia distribui- 
sce da subito il software Chess (scacchi) che tra- 
sforma il PC-Folio in uno game machine intelli- 
gente. Chess, pensato per gli appassionati di 
scacchi ma anche per chi desidera avvicinarsi a 
uesto affascinante gioco, presenta 1 0 livelli di 
ifficollà, da "esordiente" a "maestro", dispone 
di avanzate funzioni di help in linea, consente il 
gioco sia contro il computer che contro un con- 
tendente umano, dispone di analisi e suggeri- 
mento delle mosse future. 

PC-Folio Chess è disponibile nella versione ingle- 
se/francese/tedesca su OTP Card (un supporto 
di memoria simile allo Memory Card ma non riu- 
tilizzabile) con manualetto inglese di 12 pagine 
al prezzo al pubblico di Lit. 1 49.000+IVA. 


Ecco un primo elenco di Punti Consulenza Atari, che andremo man mano aggiornando nei prossimi mesi: 


• ASCOU PICENO (Fermo): Possi HIFI Lineo Computer 
via Trento Nunzi 72/74, lei. 0734/62.36 17 

• BARI Cenlro Alari RVF, corso Cavour 196. 
lei 080/52.47.636 

• BOLOGNA Oca Informatico, piazza da Verrazzano 6, 
lei. 051/63.44,1 15 

• BRESCIA (Castrezzalo): Cavalli Slr. Mus. 
vio Cesare Battisti 50, lei, 030/71.46.657 

• CHIETI (Vailo) Stefano Nicola. 

via S. Caterina da Siena 38. lei. 0873/36.5 1 .80 

• CUNEO: Rossi Computer, corso Nizza 42, 
lei. 0171/63143 

• FIRENZE: Eurosoft, via del Romito IO Rosso, 
tei 055/49.64 55 

Teleinformalico Toscano, via Bronzino 36, 
lei. 055/71.48.84 

• FORLF Res Rubini, viole Roma 47, 0543/5063 1 

• GENOVA ABM Compiile», piazza De Ferrari 24R, 
lei. 010/29.46.36 

• LECCO: Fumagalli vio Coitoli 48, lei 0341/36.33.4 1 

• UVORNO: Futura 2, via Combini 17/19, 
tei. 0586/88.87.64 

• LUCCA . Computer Shop Center, piazza Cupolone 1 43, 

lei, 0583/95 32.69 

• IUCCA (Lido di Camaiore): Il Computer, viale Cristoforo 
Colombo 216, lei. 0584/61 82 00 

• MANTOVA (Suzzora) Happy Computer, vio Uccelli 2/A, 
lei. 0376/52.24,43 

• MESSINA Computer House Messinese, via del Vespro 58, 
lei. 090/71.92.54 

• MILANO: lueley. via Passeroni 2. lei. 02/58.30.26.24 


Random via Marochetti 27, lei. 02/57 40.33.67 
Studio Nuove Forme, via Casorelto 50, lei 26 1 4.38.33 
' NAPOLI HPE Informatica, via Consalvo 191, 
lei. 081/62.75.01 

1 PADOVA Compumania, via Carlo Leoni 32, 
lei. 049/66.30.22 

Computer Point, via Roma 63, lei. 049/66.55.46 
■ PARMA Trio Elettronica, via Zucconi 28, 
lei, 0521/77 15.87 

1 ROMA Musical Cherubini, via Tiburtlna 360, 
lei 06/43.69 7! 

| ROMA PCC Computer House, via Casilina 283/A, 
lei 06/27 14.333 

i SIENA Emporio Musicale Senese, via Montanini 1 06, 
lei 0577/28.72 83 

| TORINO' Casa Musicale Scavino, via Ormea 66, 
lei 01 1/66.98 1 18 

i TORINO: Magllola via Porpora I e piazzo Rebaudengo 6, 
lei 01 1/26.39 1 1 e 20.52.221 
| TORINO ( Collegno ): Office Poinl, corso Francia 92/A, 
011/41.15.373 

i TREVISO (Monlebelluna) Side Street, vio S. d' Acquisto 8, 
lei. 0423/30.07 28 

| VARESE ( Gallarate ) Computer Shop, via Cavallotti ang. , 
via Arnaldo da Brescia, lei 0331 /79.86. 12 
i VARESE (Saranno) Marker, via S Dalmazio 40 e 
S. Dalmazio I 21047, tei. 02/96.05.049 
i VENEZIA ( S . Donò di Piave): Guerra Computo» 
via C Ballisti 53, lei 0421/52822 
| VICENZA Zuccate, co»o A. Palladio 78, 
lei. 0444/54.65.66 


I Signori Rivenditori che volessero conoscere le condizioni per diventare Punti Consulenza Atari 
possono contattare l’Alari Italia al 02/6 1 .34. 141 e chiedere del Sìg. ROBERTO CASIRAGHI. 



' n 


s N 


) 


EXECUTIVE 


VI CONSIGLIA: 

Vr« Ar:, J..: J 

MICROTEK 

Panasonic 

SHARP 



WYSE 

lOGITtCH 

[Lm J LaserMaster ™ 

t /— / CORPORATION 


Sede: 

via Savigno, "7 
Bologna 

tei. 051-6232030 
fax 051-6232006 

Filiale: 

via E. Fermi, 4 
Castel S. Pietro 
Terme 

tei. 051-343500 
fax 051-043734 


Vantiamo anni di esperienza nei 
settori CAD e DTP, in stretta 
collaborazione con Aziende di 
Forniture Grafiche 

La ns. migliore garanzia è co- 
stuita dai ns. affezionatissimi 
clienti in tutta Italia . 

Nella ns. Sede di Bologna o nella 
ns. Filiale di Castel San Pietro 
Terme potete trovare sempre 
in esposizione [ed installate]: 

^ Stampanti Laser : 

300, BOO, 1 OOO punti F.to A4 

1 200 punti F.to A3 

300 punti a colori A3 ed A4 

«S* Plotters: 

da Disegno [fino al doppio AO] 
da Taglio [fino a 9B cm. di luce] 

Monitore: 

F.to A3 [anche PostScript] 

F.to A4 verticale 

^ Scannare: 

F.to A4 [ da 300 a 2400 punti] 
Lettori di Testo ICR 

*5" Stazioni CAD e DTP complete 

Installazioni personalizzate e 
Corsi di Addestramento per i 
migliori software DTP e CAD 
presso la Vs. Sede: 

“S* CorelDraw: 

versione 2.0 in Italiano 

“S’ PageMaker: 

versione 4.0 in Italiano 

AutoCAD: 

versione 1 1 in Italiano. 
Applicazioni di Distinta Base. 
Vettorializzazione. 

Questa pagina pubblicitaria è stata rea- 
lizzata in proprio con laser a BOO punti, [i 
marchi a 300 punti] riprodotta diretta- 
mente in lastra, con grande risparmio di 
tempo e di denaro. 


NEWS 


Itos Computer 
presenta una nuova linea 
di PC mini e WS 


Un nuovo nome si aggiuge tra le azien- 
de informatiche nello scenario italiano: è 
la Itos Computer. Fondata nel 1972 in 
Germania dalla CTM Minicomputer, attra- 
verso una serie di evoluzioni informatiche 
è passata successivamente al primo com- 
puter a 32 bit (1983), all'architettura mul- 
tiprocessor (1987), al suo PC (1989) fino 
ad oggi con la presentazione alla stampa 
italiana, tra gli altri prodotti, della worksta- 
tion Itos 3000 WS Risc. 

Per l'annuncio dei suoi nuovi prodotti, 
alla conferenza stampa svoltasi all'Hotel 
Michelangelo di Milano, è intervenuto il 
fondatore della società Harold Speyer. 

Forte di una ventennale attività nella co- 
struzione di computer e su una base in- 
stallata in Germania di oltre 10.000 unità, 
la Itos Computer, con sede a Francoforte, 
sta ora estendendo la sua presenza in Eu- 
ropa, nell'area mediterranea e nel resto 
del mondo. 

Da qualche tempo infatti ha avviato 
nuove sedi in Francia, Austria e Spagna e 
si avvale di reti di distribuzione in Svizzera 
e in numerosi altri Paesi. 

In questo quadro è stata di recente 
aperta (marzo '91) anche la filiale italiana, 
Itos Computer s.r.l., con sede ad Agrate 
Brianza, presso il Centro Colleoni. La sua 
linea strategica nell’approccio al mercato 
pone in primo piano la collaborazione con 
i VAR, terze parti e OEM (non è quindi un 
fornitore di cloni di Taiwan e/o Corea). 

Tutti i prodotti della Itos Computer sono 
costruiti in Germania ed impiegano, come 
componenti base, i più diffusi e ben noti 
microprocessori Intel e Motorola, utilizzan- 
do tecnologie produttive tipo SMT (Surfa- 
ce Mounting Technology) e sono sottopo- 
sti ad un collaudo finale al 100% in ogni 
loro parte. 

Si tratta di una gamma completa di pro- 
dotti che spazia dai PC alle WS Risc, ai 
Minicomputer Unix per multiutente, ai si- 
stemi proprietari CTM. Il grosso vantaggio 
del nmade in Germany» è quello di garan- 
tire tempi di consegna velori, controllo di 
qualità ed affidabilità. I prodotti sono inte- 
ramente compatibili con gii standard di 
mercato. 

La gamma comprende modelli desktop 
e tower: 

Itos 286 - Il sistema è dotato di un’am- 
pia capacità di memoria centrale già nella 
versioone standard, con possibilità di 
espansione fino a 4 MByte sulla scheda 
madre e 16 MByte su scheda aggiuntiva. 

Compatibile con lo standard MS/DOS 
offre la possibilità di accedere a 3000 pro- 
grammi SW. 

Itos 386SX - Con capacità di memoria 
di 2 MByte sulla scheda madre ampliabile 
fino a 8 MByte e con spazio per succes- 
sivi ampliamenti, Itos 386SX è particolar- 
mente adatto per applicazioni quali Desk- 
top Publishing, Desk-top Presentation e 
Business Graphics, in generale per appli- 
cazioni che richiedono alta velocità di cal- 
colo e ottima risoluzione dell'immagine. 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 



Queste caratteristiche sono garantite dalla 
grafica VGA e Super VGA offerte come 
standard. Inoltre il sistema è predisposto 
anche per la grafica Ultra VGA (1024x768 
pixel). Il modello possiede tutte le carat- 
teristiche per la funzionalità adatte alla in- 
tegrazione in ambienti di rete e in colle- 
gamento con host. 

Itos 386 - Può essere impiegato come 
Lan o Unix-Server, oppure come posto di 
lavoro avanzato, da considerare perciò una 
piattaforma hardware adatta ad applicazio- 
ni di calcolo intensivo e complesso, in 
ambienti in cui il collegamento in rete è 
assolutamente necessario. È dotato di 
una grande capacità di memoria, dai 4 
MByte nella versione base fino ai 32 
MByte sulla stessa scheda madre. Esso è 
inoltre dotato di memoria cache di 32 
KByte e Shadow-RAM di 38 KByte. Può 
essere equipaggiato di un coprocessore 
matematico Intel 80387 o Weitek 3167 a 
33 MHz. 

Itos 386 dispone di 7 slot di espansione 
per schede di comunicazione ad Host o 
Lan, e con la possibilità di attaccare fino a 
4 GByte in linea, un nastro streamer ed 
altra periferia speciale, si ha la garanzia di 
risposta a qualsivoglia esigenza in futuro 

Itos 486 - Al suo processore matema- 
tico integrato se ne può aggiungere un 
secondo (Weitek 4167) per ottenere ulte- 
riori incrementi della velocità di calcolo. E 
uno strumento efficace in ambienti dove 
l'alta velocità di scambio delle informazio- 
ni risulti determinante. 

Con 4 MByte di memoria espandibili a 
32 MByte sulla scheda madre, Itos 486 
dispone dei soliti 7 slot di espansione a 
16 bit, nei quali si possono alloggiare con- 
troller per periferiche quali dischi esterni 
da 3.5” e 5.25" e nastri streamer. La me- 
moria di massa interna può raggiungere 
1.3 GByte. 

Entrambi questi ultimi due modelli di- 
spongono di un contatto a chiave median- 
te il quale vengono bloccati insieme alla 
tastiera anche il tasto «reset» e quello di 
ON/OFF. 

Unix Minicomputer Itos 3020 - Questi 
modelli sono stati progettati come sistemi 
dipartimentali e presentano i vantaggi sia 
del sistema operativo Unix sia della tec- 
nologia a multiprocessore. 

Il sistema operativo della Itos è chiama- 
to Multix ed è totalmente compatibile con 
applicazioni sviluppate in ambiente Unix. 
Multix ha ricevuto la certificazione X/O- 
PEN dopo verifica da parte del comitato 
intemazionale per i sistemi Unix. 

Sono in grado di gestire 64 terminali e 
ciascuno di essi può essere configurato 
con un massimo di 4 processing-board, 
per cui la capacità di elaborazione può es- 
sere quadruplicata. 

Si possono inoltre installare fino a 4 
controller intelligenti per ogni processore 

Ciascun controller può collegare sino a 
16 periferiche (terminali o stampanti). I si- 
stemi sono configurabili con quattro dischi 
interni da 680 MByte ciascuno. Per finire 
è possibile prevedere tre driver da 5” 1/4 
usando un'interfaccia SCSI, alla quale pos- 
sono essere collegati fino a 6 dispositivi 
interni. 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 



Caratteristiche comuni a tutti i modelli SC: 

2 Mbytes di RAM. 1 Hard Disk da 42 Mbytes 

1 Drive da 1 .44 Mbytes e 1 da 1 .2 Mbytes 

2 Seriali RS232 e 1 Parallela Centronics 
Tastiera Italiana Avanzata 102 Tasti 
Super-VGA 1024x768. 16 bits. 1024 Kbytes installati 
compatibile Hercules. CGA, EGA. VGA. Super-VGA 
256 colori contemporanei a 1024x768. 


SC 21/40 L. 

microproc. 80286/16. clock 21 MHz (LM) 

SC 26/40 L. 

microproc. 80386SX/20, clock 26 MHz (LM) 

SC 34/40 L. 

microproc. 80386/25, clock 34 MHz (LM) 

SC 58/40 L. 

microproc. 80386/33. clock 58 MHz (LM) 

SC 66/40 L. 

microproc. 80386/40. clock 66 MHz (LM) 

SC 117/40 L. 

microproc. 80486/25. clock 1 17 MHz (LM) 

SC 200/40 L. 

microproc. 80486/33. clock 200 MHz (LM) 


1.700.000 

2.200.000 

2.700.000 

3.200.000 

2.500.000 

4.700.000 

5.500.000 


Caratteristiche comuni a tutti i modelli SCE: 

1 Mbytes di RAM. 1 Hard Disk da 20 Mbytes 

1 Drive da 1.44 Mbytes o 1 da 1.2 Mbytes 

2 Seriali RS232 e 1 Parallela Centronics 
Tastiera Italiana Avanzata 102 Tasti 

Super-VGA 800x600, comp. Hercules. CGA. EGA. VGA 

SCE 1 6/20 L. 900.000 

microproc. 80286/12, clock 16 MHz (LM) 

Altre Configurazioni Telefonare 


Contattate il ns. Distributore: EXECUTIVE SERVICE s.a.s. 

via Fermi, 4 - Cast.S.Pietro T.(BO) - Tel. 051-943500-943794 
via Savigno, 7 - Bologna - Tel. 051-6232030 - Fax 051-6232006 


NEWS 


Workstation Itos 3000WS - Progettata 
per tutte le applicazioni che richiedono ele- 
vato throughput, quali ad esempio la ge- 
stione ed archiviazione di grosse quantità 
di documenti, la WS Risc Itos 3000 può 
essere usata come un efficiente sistema 
stand-alone o integrata in reti Ethernet ete- 
rogenee. 

In configurazione «server» può gestire fi- 
no a 4 terminali per applicazioni grafiche. 
Dotata di un CPU Mips R3000 clock a 20 
MHz, la versione base della workstation 
Itos WS 3000 ha una memoria centrale di 
8 MByte espandibili a 32 sulla scheda ma- 


dre ed una memoria cache di 64 KByte. 

La memoria di massa può arrivare ad un 
massimo di 6 unità SCSI esterne: si pos- 
sono avere, tra queste, dischi rigidi da 3" 
1/2 e 5" 1/4 con capacità di 320 MByte, 
oltre ad unità floppy da 1.44 MByte. La 
WS 3000 può operare in rete con altri si- 
stemi Itos ed è molto «binary compatible» 
con altri sistemi Risc: sono quindi disponi- 
bili svariati strumenti software ed applica- 
zioni, dai più diffusi linguaggi e compilatori 
ai Data Base relazionali e alle applicazioni 
derivate. 

Il personal computer e workstation. 


Nel suo primo anno operativo (anno fi- 
scale ottobre '89 - settembre '90) la Itos 
Computer vanta un fatturato di 100 milioni 
di marchi, con un profitto di 1 milione di 
marchi, nonostante i costi di ristrutturazio- 
ne sostenuti dalla Società fondata nel 1972 
e rilevata nel 1986 dal Gruppo SEL (ITT/AI- 
catel). 

Tutta la ricerca viene effettuata dal Cen- 
tro di Ricerca e Sviluppo in Germania, in 
stretta collaborazione con la Itos Ine. con 
sede a Palo Alto in California. 

F.F.C. 


Dell Computer: 
due nuovi notebook 


L a Dell Computer ha annunciato il 16 
aprile 1991 due nuovi notebook si trat- 
ta dei modelli Dell System 212N e 320N, 
basati rispettivamente sul microprocessore 
Intel 80C286 a 12 MHz e 80386SX a 20 
MHz. Entrambi i sistemi pesano 2,9 kg (bat- 
teria inclusa) e misurano 21,6x28x5,1 cm. 

I nuovi notebook Dell sono dotati di una 
tastiera ad 86 tasti che permette l'emula- 
zione della tastiera estesa a 102 tasti: sono 
muniti di un sistema di gestione dei con- 
sumi di energia controllato da microproces- 
sore che ottimizza la durata della batteria: il 
«Dell Continuous Power System», un siste- 
ma che consente di prevenire eventuali ca- 
dute di alimentazione durante il normale uti- 
lizzo e di estendere in modo illimitato il fun- 
zionarriento a batteria. 

Il 21 2N e 320N sono caratterizzati da un 
prezzo competitivo: 3.490.000 lire per il 
21 2N e 4.990.000 lire per il 320N. Nel prez- 
zo è incluso un disco fisso IDE da 20 MB 
per il System 21 2N e da 30 Mbyte per il 
System 320N, 

I sistemi vengono inoltre forniti con 1 



di Paolo Ciardelli 

Mbyte di RAM, un floppy drive interno da 
3,5" da 1,44 Mbyte, due slot di espansio- 
ne per memoria RAM aggiuntiva per arriva- 
re fino a 5 Mbyte, un adattatore/caricabat- 
teria, una borsa con maniglia per il traspor- 
to un doppio set dì batterie ricaricabili Ni- 
Cd ed infine il sistema operativo MS-DOS 
4.01a. 

Il modello 21 2N è inoltre disponibile in 
versione con disco fisso da 40 Mbyte IDE. 
mentre il modello 320N può essere fornito 
in configurazioni alternative da 40 e 60 
Mbyte (IDE). 

I Dell System 21 2N e 320N sono dotati di 
tastiera dedicata a 86 tasti con layout avan- 
zato e dimensione dei tasti simili a quelli 
presenti sulle tastiere estese dei modelli da 
tavolo che seppure di spessore ridotto han- 
no una corsa di 3 mm. 

II display VGA LCD retroilluminato, dotato 
di contrasto e luminosità regolabile e di 
schermo antiriflesso, da 8,6" diagonali, per- 
mette una visualizzazione testi di alta qua- 
lità e grafica con una risoluzione di 
640x480 punti, 

I notebook Dell utilizzano una batteria al 
Ni-Cd che garantisce da tre a quattro ore di 
autonomia durante il normale utilizzo, a se- 
conda del modello. Il sistema di gestione 
dei consumi di energia controllati dal micro- 
processore comprende un circuito proprie- 
tario integrato su chip VLSI progettato da 
Dell. 

Una combinazione hardware e software 
controlla le operazioni del sistema per ge- 
stire e distribuire l'energia che viene richie- 
sta dai vari componenti del sistema. Il no- 
tebook può essere posto in stand-by ma- 
nualmente, premendo un pulsante, senza 
perdita di quanto risiede in memoria. 

Lo stato di stand-by sospende tutti i pro- 
cessi in atto e pone il sistema in una con- 
dizione di bassissimo consumo di energia 
allungando la durata operativa della batteria. 
Il modo stand-by si attiva automaticamente 
quando il sistema viene chiuso senza es- 
sere spento; un segnale acustico avverte 


l'utente che il sistema è ancora acceso, a 
meno che il notebook sia connesso a ta- 
stiera o monitor esterni. Il «Dell Continuous 
Power System» consente la sostituzione 
della batteria senza spegnere il sistema e 
senza uscire dall'applicazione in corso. Una 
batteria tampone interna fornisce infatti al- 
meno 2 minuti di alimentazione mentre si 
effettua la sostituzione della batteria prima- 
ria. Il sistema inoltre segnala la carica rima- 
nente della batteria. 

I criteri di progettazione dei Dell System 
21 2N e 320N prevedono tasselli di prote- 
zione per le porte di I/O, ed un sistema di 
facile e rapida installazione delle varie opzio- 
ni che evita il disassemblaggio del compu- 
ter anche per operazioni comuni come l’e- 
spansione della RAM. Il pannello di control- 
lo a LED rimane visibile anche a macchina 
chiusa, durante l'uso con tastiera o monitor 
esterni. 

I notebook Dell System 212N e 320N 
possono essere acquistati direttamente da 
Dell, come tutti gli altri prodotti. 

Dell Computer Corporation progetta, svi- 
luppa, produce e supporta una linea com- 
pleta di Personal Computer compatibili con 
gli standard industriali. 

Riconosciuta da fonti indipendenti inter- 
nazionali per l'altissimo grado di soddisfa- 
zione manifestato dagli utenti, Dell è stata 
la prima società ad introdurre il Marketing 
Diretto nel settore dei Personal Computer. 

Fondata negli USA nel 1984, Dell ha re- 
gistrato livelli di crescita rapidissimi grazie a 
questa innovativa strategia di marketing ba- 
sata sul servizio diretto agli utenti e sulla 
fornitura di sistemi configurati secondo le ri- 
chieste dei clienti. 

Con 1.700 dipendenti in tutto il mondo 
e sede ad Austin (Texas), Dell Computer 
Corporation ha consociate in Canada, In- 
ghilterra, Germania. Francia e Svezia Dal- 
l'ottobre scorso Dell è presente anche in 
Italia con la propria consociata. Dell Com- 
puter Corporation, con sede a Segrate 
(MI). 


82 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 



NEWS 


Inaugurato in Valle D'Aosta 
uno stabilimento della 
Conner Peripherals Europe 


A Pont-St.-Martin (AO), appena varcato 
il «confine» tra Piemonte e Valle d'Aosta, 
è stato completato in questi giorni l'im- 
pianto che Conner Peripherals Ine,, con- 
giuntamente all'associata Ing. Olivetti & 
C„ ha voluto affiancare a quello già ope- 
rante in Scozia per le commesse euro- 
pee. 

Raccolti sotto un sistema di tensostrut- 
ture i dirigenti delle due Società e le au- 
torità locali si sono alternati al microfono 
per illustrare le caratteristiche produttive 
e i vantaggi economici innescati che que- 
st'operazione comporta. Smantellato il 
precedente insediamento siderurgico del- 
i'Ilssa-Viola nel 1985, a seguito della crisi 
della produzione d’acciaio, la zona ha cer- 
cato di attrarre investitori e tipo di pro- 
duzione a respiro internazionale, di alto li- 
vello tecnologico. La risposta c'è stata e 
va detto che, se da un lato essa premia 
una regione dalle solide infrastrutture lo- 
cali e dalla manodopera qualificata, dal- 
l’altro se ne deve riconoscere un merito 
particolare all'amministrazione locale che 
si è impegnata con un notevole dispie- 
gamento di mezzi: dai contributi pari 
all'80% sul totale delle spese di costru- 
zione, alle borse di studio per la forma- 
zione adeguata nella sede americana del- 
la Conner fino all'apertura della propria 
università a programmi d'intesa con te- 
matiche tecnologiche ed informatiche. 

Una visita guidata da un ingegnere di 
produzione ci ha immessi nell'atrio che, 
attraverso una bacheca d'esposizione, dà 
risalto ai prodotti finiti che usciranno dalla 
fabbrica; si tratta di Winchester disk dri- 
ve da 3,5 pollici ultrapiatte da 120 MB e 
di unità a dischi Conner, sempre da 3,5" 
con 40 e 60 MByte di capacità. 

Al piano terreno si svolge la catena 
produttiva e d'assemblaggio del prodotto 
e si tratta proprio di un sistema di catene 
di trascinamento a rullo su cui le singole 
parti vengono «testate» e montate. I so- 
fisticati elementi interni e le testine di let- 
tura sono sottoposte ad una cura parti- 
colare e in un ambiente asettico. 

Accorgimenti per eliminare l'elettrosta- 
ticìtà, ambiente pressurizzato, tute e ma- 
schere nuove ad ogni turno sono misure 
necessarie se si pensa che la distanza del 
dischetto dalla testina è di pochi decimil- 
lesimi di millimetro e che una molecola di 
polvere o un capello superano di gran lun- 
ga queste dimensioni. Assistendo alla 
«vestizione» di una squadra di asiatici sia- 
mo stati informati che essa è responsabile 
solo del completamento di un settore to- 
talmente automatizzato che entrerà pre- 
sto in funzione e che la fabbrica utilizzerà 
esclusivamente personale locale, confer- 
mando quella che è una scelta tradizionale 
della Conner Peripherals. 


IL TEMPI 

RM 


CLARION 

SOFTWARE" 

Il risparmio di tempo non è 
la sola caratteristica di questo 
potente DataBase Relazionale. 
Create i vostri programmi 
senza programmare. 

Ambiente integrato di sviluppo: 
puoi "disegnare" le tue 
applicazioni, creare un prototipo, 
generare un codice sorgente 
completamente documentato, 
compilarlo, testarlo ed ottenere 
un eseguibile già pronto per 
operare in rete, il tutto in 
un'unica sessione. 



' DEVELOPER ' 
Generatore di applicazioni con 
Run Time illimitato per distribuire 
liberamente i vostri programmi. 

Lire 150.000 + IVA 9% 

PROFESSIONAL 

DEVELOPER™ 

Generatore di applicazioni e 
Codice Sorgente. Editor. Network 
Support, integrabile con Routines 
in "C" o Assembler, Import ed 
Export files. dBASE. BASIC e DIF. 
Disponibili numerosi Add-On Tools 
per espanderne la funzionalità. 
Generatore di eseguibili, Report 
Writer per una semplice 
personalizzazione delle stampe ed 
interrogazione archivi. 



uoe 
>uborv. 


Via Toscanini 4 - 20020 Cesate (MI) - Tel. 02/99068228 r.a. - Fax 02/99068230 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


83 



NEWS 


69.000 


Abbonamenti indirizzario 
Carnet 

Clienti Schedario 
Notes 

Tentata vendita 



Agenzia finanziaria 
Agenzia Immobiliare 
Assistenza tecnica 
Autoscuola 
Biblioteca 
Commercialista 
Dancing 

Donatori di sangue (AVIS) 
Enoteca 
Enoteca Pratica 
F apertutti 
l ufficio integrato 
Magazzino 
Pensioni per animali 
Frenotazione'Hotel 
Scuole- di addestramento 
sportivo 

Stabilimenti balneari 
Studio cardiologico 
Studio legale 
Studio medico 
Studio notarile 
Studio odontoiatrico 
Studio odontotecnico 
Studio ortodontico 
Studio pediatrico 
Studio veterinario 
Videoteca 


290.000 

Appuntamenti studio 
Ascensoristica 
Asili nido 

Associazioni sportive 
Bowling 

Campi da gioco e sportivi 
Case albergo appartamenti 
mobiliati 
Circoli di tennis 
Circoli ricreativi 
Conferenze e congresso 
Maneggio cavalli 
Onoranze funebri 
Palestre e piscine 
Parrucchieri 
Ristoranti 
Scuola di ballo 
Scuola di informatica 
Scuole private 
Soluzione 90 
Soluzione 91 

dire 290.000 

Ordini, bolle, fatturazione 
magazzino 390.000 
Hotel - Residence 390.000 
Mostre e Fiere 390.000 
Lex 490.000 

Contabilità generale ed IVA. 
ordini, bolle fatture magaz- 
zino 590.000 
Contafacile 590.000 
Fatturafacile 590.000 
Magafacile 590.000 
Dieta 790.000 
Magazix 1.290.000 


Software 
su misura 
anche 
nel prezzo. 

Da dieci anni Dado System 
produce software. 

E io sviluppa con un partico- 
lare sistema modulare che 
permette di creare pacchetti 
gestionali personalizzati per 
applicazioni verticali. 

Il nostro catalogo conta ben 
120 applicazioni tutte su 
misura anche nel prezzo. 

Ma constatate di persona. 



Oggi vi 

presentiamo più 
da vicino: 

Tennis club 

soci di un circolo di tennis, collegato 
ad una scheda-socio, per la 





rappresentabile anche sotto forma 
gratica. di immediata comprensione- 




magazzino. permette ordinamenti, 





dado System 

S!S)S«3i .52(r^"tox 0 (O6) 540.48.49 



Tornando alla conferenza stampa, l'altro 
aspetto che più ha interessato il pubblico è 
stato la notevole opportunità che la presen- 
za della CPE rappresenta per I fornitori ita- 
liani di componentistica elettronica e mec- 
canica (piccoli componenti di alta precisio- 
ne, circuiti stampati, motori elettrici, dischi 
per computer e testine magnetiche); oltre 
all'autorevole presenza dell'lng. Carlo De 
Benedetti e di Finis F. Conner, presidente 
e amministratore delegato della Conner Pe- 
ripherals Ine. Per concludere lo spazio de- 
dicato agli interventi, di non poco conto è 
il riscontro dell'Impatto ambientale di una 
costruzione dalla concezione e realizzazio- 
ne moderne: i prodotti di scarto dell'indu- 
stria preesistente (rumore, fumi, scarichi 
nocivi) sono un lontano ricordo e il rilievo 
architettonico (due piani) s'inserisce con di- 
screzione in questo paesaggio alpino, 

Conner Peripherals è uno dei principali 
fornitori di unità a dischi Winchester ad alte 
prestazioni da 2,5 e 3,5 pollici per stazioni 
di lavoro e per la nuova generazione di 
computer da tavolo, laptop e «notebook», 
sviluppati a partire da architetture basate 
sui microprocessori RISC, 386SX. 486SX. Il 
mercato dei PC sta cambiando perché i 
computer di tipo «notebook» stanno au- 
mentando rapidamente le proprie presta- 
zioni e funzionalità, ponendosi come alter- 
nativa ai portatili e ai laptop. Nel contempo, 
le stazioni di lavoro stanno diventando piu 
potenti e alla portata, intaccando ulterior- 
mente la quota di mercato dei modelli da 
tavolo. In questa fase di transizione del 
mercato Conner darà la priorità allo svilup- 
po di prodotti per questi settori emergenti. 

L'azienda fornisce unità con capacità di 
memoria compresa tra 20 e 540 MByte. 
potenza minima di funzionamento di 1,0 
watt, tempi di accesso fino a 1 2 msec. for- 
mato e peso ridottissimi (altezza 0,69 pol- 
lici; peso 5,5 once). 

A differenza dei produttori tradizionali, 
Conner lavorando in stretta collaborazione 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 



NEWS 



con i clienti già in fase di progettazione, è 
certa che le sue unità a dischi corrispon- 
dano alle richieste specifiche che essi 
avanzano per i propri computer. Questo ap- 
proccio, sintetizzabile nello slogan «vende- 
re, progettare, costruire», riduce i rischi 
connessi alla progettazione di un prodotto 
che potrebbe non trovare una collocazione 
immediata sul mercato. 

L'innovazione tecnologica dell'azienda è 
basata su una architettura che fa ampio 
uso di un microcodice esclusivo, cioè di 
istruzioni software codificate nei circuiti in- 
tegrati interni all'unità, ciò che consente 
una riduzione dei componenti elettronico- 
meccanici e un conseguente aumento del- 
la qualità. 

L'azienda ha numerosi clienti OEM (Ori- 
ginai Equipment Manufacturersl in ogni se- 
gmento del mercato e, fra questi, i più im- 
portanti produttori di sistemi computerizza- 
ti americani, asiatici ed europei: Acer, Ap- 
ple. AST, Bull, Compaq, Data General, Di- 
gital, Hyundai, NEC, NCR, Olivetti, Sam- 
sung, Seiko Epson, Sharp, Siemens, Sony. 
Texas Instruments, Toshiba, Zemth. 

La società, con sede a San Jose (Cali- 
fornia), ha iniziato la vendita dei suoi pro- 
dotti nel 1987 ed ha stabilito durante il pri- 
mo anno di attività, negli Stati Uniti, un re- 
cord in termini di crescita raggiungendo un 
totale di vendite pari a 1 13 milioni di dollari. 
Nel 1989, aterzo anno di attività, Conner è 
stata inclusa nell’elenco delle prime 500 
aziende americane compilato dalla rivista 
Fortune, con 705 milioni di dollari di fattu- 
rato, Conner è divenuta la società produt- 
trice con il più alto tasso di crescita iniziale 
mai registrato nella storia industriale degli 
Stati Uniti. Questa crescita record è pro- 
seguita anche nel 1990, le vendite relative 
a quest'ultimo ammontando a 1,34 miliardi 
di dollari. La Ing. Olivetti & C. SpA detiene 
il 49% del pacchetto azionano della Conner 
Europe a cui spetta il 51% restante. 

F.F.C. 



LINEA DESK 

80286/ 1 6 Mhz (NEAT) monitor BN VGA Ut. 1 ,490.000 

80286/16 Mhz (NEAT) monitor colore 14" VGA Ut. 1 .630.000 

LINEA MINITOWER 

80386/25 Mhz, VGA 1024x768, 1M Ram, Ut.2.790.000 

80386/33 Mhz. 64K cache memory. 4M Ram. VGA 1024x768, 

Ut, 2.980.000 

80486/25 Mhz, 4M Ram, VGA 1024x768, Lit.4.290.000 

80486/33 Mhz. 4M Ram. VGA 1024x768, Lit.4.820.000 

TRASPORTABILI LCD - PLASMA 

80286/16 Mhz. NEAT. Display LCD VGA 11". Paper white.CCFT. 
640x480, tastiera Cherry 86 tasti. Ut.2.680.000 

80386/25 Mhz. Display LCD VGA 11", Paper white. CCFT. 
640x480, tastiera Cherry 86 tasti, Ut. 3.340.000 

80386/33 Mhz, Display Gas Plasma VGA 11", tastiera Cherry 86 
tasti. Lit.4.980.000 


ITALCOMP 



NOTEBOOK 

80386/20 Mhz, Display LCD VGA 10", 1M Ram, HD 40 Mb. Peso 
Kg. 2,9 . Ut. 3.790.000 


Tutti i modelli, salvo diversa 
indicazione, includono: 

1M ram, scheda video VGA 16 bit, FD 
1,44 Mb, HD 45 Mb alta velocita’, 
tastiera alta qualità', 2 porte seriali, 1 
porta parallela, cabinet di metallo. 



A.P.C. Via Magenta 13, 15 r. - 50123 Firenze 
Tel. (055) 216333 - Fax (055) 287246 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


85 



Siamo nati da poco, ma... 


CAD/DRAfTING 


DESKTOP PUBUSHING/ICR-OCR 


AutoCAD 10 (per scuole) I 1 .300.000 ► Adobe Loser Talk PC E 

Aulosketch 2.0 I 250.000 ► Adobe Type Align/Windows 3 E 

► Aulosketch 3.0 E 330.000 ► Adobe Type Manager/Windows 3 E 

► CAD/CAM Development Kit 2D 2.0E 980.000 ► Adobe Type Manager Plus Pack E 


Design CAD 4.0 
Design CAD 3 D 3.1 
► Drofix CAD 1 .1 per Windows 3 
Genetic CADO 5.0 
Generir CADO 3D Drafting 
iMUNICATION 


TypeSel I 
E 485.000 ► Adobe TypeSel 2 
E 1 075.000 >- Adobe TypeSel 3 
I 1.265.000 Aldus Pogemoker 3.01 


Word Class Leader Board 
GRAPHICS/BUSINNES GRAPHICS ^Jj 
Adobe llluslrolor Windows 3 ' 

Arls&Lellers Edilor/Windows 3 
► Arls&Lellers Editor/Windows 3 


ì««d- 

...j(l Project Windo 
E 920.000 ► New Wave 3.0 per Winc 


E 


E 669.000 
E 940.000 
I 1.095.000 
3.0 E 340.000 
E 160.000 
E 225.000 
E 560.000 
E 745.000 



E 240.000 
I 290.000 
E 245.000 
E 395.000 
E 310.000 
E 280.000 
E 250.000 
E 345.000 
E 175.000 
I 210.000 


Pogemoker 4.0 
Aldus Pogemoker 4.0 
Bilslreom Fonls 
Bilslreom Fundomenlols 
Calerò WordScon 286/386 E 965.000 
Colera WordScon Plus 286/386 E 1 .600.000 
Focelifl per Windows 3 E 245.000 
FreedomOf Press E 630.000 

GEM Desktop Publisher E 560.000 
GO Script Plus 3,0 E 740.000 

Immage-ln Windows (Scanner A4) E 1.890.000 
Logitech Calchword 1.1 I 295.000 
Logitech Finesse 3.0 I 369.000 

Logitech Immoge-ln/Windows 3 I 565.000 
a II E 175.000 

2.12 W/Hordwore I 2.380.000 
386 2.12 I 1.680.000 

386 3.0 per Windows 3 E 1.680.000 


Colori* VGA Poinl 

E 1.180.000 Corel Drow 1.2 per Windows 3 
I 1.340.000 ► Corel Dtow 2.0 pe ' * 
E 210.000 ► & " 


INTEGRATED 


• Corel Drow 2.0 per Windows 
■ Corel Drow per OS/2 
Deluxe Paini IIEnhonced 


3 

Hijoak (Graphics Tronslato 


E 545.000 
E 175.000 
I 690.000 
E 295.000 


I 810.000 
I 782.000 
E 250.000 
I 278.000 
MATHEMATICS/STATISTICS 
Borland Eureko E 270.000 


► Borland Porodo* 3.5 

► Boriane) Porodox 3.5 ScarlOfl 

► Borlond Porodox OS/2 

► Borlond Porodox SQL 
Borlond Reflex 2.0 
Corion Personal Developer 
Corion Professional 

► Clipper 5.0 

Blinker 

► dbPublisher Pro+ 

► dbPublisher per Venturo 
DGE Graphics 4,0 
Funcky 

► Grump Fish Library 
Nontuckel Tools 


Plonet Library 

► Plaslic 

► ProCLIP 4.0 

SilverPoinl 
S O S. Help 
SpellCode 
Subnix 

Ul Programmar 2.0 
Dotoease 4.2 

► DB Fori 1.55 per Windows 3 
DBase IV 1.1 

DBose IV 1.1 Developer Edilion 
DBase IV LAN Pack 


1 100.000 

500.000 

430.000 

480.000 


) ► Omnipage 
) QMS Ultro Script Plus 

) Softcroft Font Editor 

I ► Venturo Gold 3.0 per Windows 3 
I ►Ventura Gold 3.0 GEM 
) ►Venturo Gold 3.0 OS/2 

FORMS PROCESSORS 

Form Filler 3.0 

► Form Publisher per Windows 3 
FormGen Plus 

► FormTool Gold 3.0 
FormWorx W/Fill & File 
Perforiti Designer 8, filler 
Perforai filler 

► Perforai Pro per Windows 3 
Xerox Formbose per Windows 3 

GAMES 


B-fias** 

Microsoft Chort 3.0 

sassa: 

628.000 ► Pouf Moce Grosp 4.0 

380.000 PC Poinlbrush IV Plus 
.550.000 PC Poinlbrush Plus/Windows 


GAUSS 386 

Grapher 1.79 

I 660.000 Molh Type per Windi 

s3 E 715.000 ► Mothcao2.5 
s 3 E 980.000 Mathmolica 386 MS 

I 375.000 MATLAB 3.5 

E 490.000 Sigma Plot 

s3 E 670.000 SPSS/PC Plus 4.0 

13 1 ss wsasf* 

E 265.000 >- StatSoft 

E 210.000 ► StatSoft 
E 285.000 ►StatSoft.. 

I 338.000 Surfer 4.0 

E 329.000 Syslol W/Sygroph 5.0 

OPERATING SYSTEMS 


Ouick CSS 
CSS Graphics 
CSS Slalistics 


E 340.000 
E 1.170.000 
E 1.250.000 
E 450.000 
E 570.000 
I 620.000 
E 1.180.000 
E 1.780.000 
E 1.235.000 
E 1.515.000 
E 1.160.000 
E 1.340.000 
E 750.000 
E 1.160.000 
E 1.960.000 
E 950.000 
E 1.770.000 


After burner 
All Slor Sport Pock 

Balllehawks 1942 


50.000 Blue Angels 

20.000 Brain Blosler 


E 315.000 
E 145.000 
E 132.000 
E 780.000 


DBXl Dii 


id 1.3 


Foxbose Plus 386 
FoxPro Single User 

icr Windows 3 


Gupta SQL per 
Informix SQL p 


I 1.780.001 
I 1.550.001 
E 315.001 
E 650.001 
E 945.0C 


► Superbose 4 1 .2 LAN Extender 


960.000 
E 1.050.000 
E 1.230.000 
E 732.000 
I 829.000 
E 1 475.000 


Colonels Bequesl 
Crime Wove 
Gold Rush 

Hunt Fot Red October 
Mego Traveder 
Microsoft Entertainment Pock 
Microsoft Flight Simulator 4.0 

► MS Fighi Sim. Aìrcroft&Scenary 
Militory Action Pock 

Piroles 
Police Quest 
Roilrood Tycoon 
Red Storm Rising 
Robocop 

Em 

Space Quest 
Star Trek V 
Stratego 

► Sublogic Flight Simulator ATP 

► Teenoge Mutonl Nunjo Turtles 
Test Driver II (TheDuel) 

Test Driver III (The Possion) 



RICHIEDETE IL NOSTRO CATALOGO GRATUITO 

mi originali e garantiti. Servizio clienti non-stop. Hot-Line telefo- 
nica gratuita. Condizioni di vendita: i prezzi sono da ritenersi IVA esclusa, 
franco magazzino; il pagamento può essere effettuato in contanti/contras- 
segno, assegno circolare o carta di credito; spese di spedizione L. 1 1 .400 iva 
inclusa per corriere espresso; la merce si intende salvo il venduto. 

Legenda: ^Italiano, E=lnglese 


Casella Postalel04 Figline Valdanio 50063 (FI) 


I SoftLAND 

Tel. 055 951450 - Fax 055 951732 - BBS 055 951594 


...stiamo crescendo in fretta 




er 5.0 (Compii. Lotus 123) 
lond Quattro Pro 3+ProView 
ro Pro 3 LanPatk 
ro Pro 3 StartOff 
" «r Windows 3 


Informix WingZ per Wi 
Lotus 123 2.2 


625.000 
1.050.000 

860.000 


► Lotus 1233.1 

Lotus 1 23/G per OS/2 
Microsoft Exrei 2. Ir Windows 3 
Microsoft Excel 2.1 05/2 PM 
Microsoft Excel 2.lc+Q.E. 

► Microsoft Excel 3 Windows 3 
«•Microsoft Excel 3 OS/2 PM 


WORD PROCESSING 


I 2/Windows 3 


HARDWARE 


E 745.000 
I 730.000 
I 465.000 
I 299.000 
E 665.000 
I 685.000 
E 715.000 


SPREADSHEET 


NEWS 


Inmos T9000 
(HI è servito!) 

di Luciano Macera 


L a Inmos, società inglese del gruppo 
SGS-Tomson Microelectronics, è nota 
sul mercato oltre che per i chip di supporto 
delle schede grafiche per una famiglia di mi- 
croprocessori, i transputer, dalle caratteristi- 
che peculiari. 

Del successore della attuale famiglia tran- 
sputer se ne parlava già da molto tempo, nel 
mese di aprile è stato finalmente presentato 
l'IMS T9000 già conosciuto con il nome in 
codice HI. 

Il T9000 è l'ultimo nato della famiglia tran- 
sputer. una famiglia di microprocessori a 16 
e 32 bit con set di istruzioni e interfacce 
compatibili. Tutti i componenti di tale fami- 
glia includono funzioni per l' implementazio- 
ne di sistemi multitasking su un singolo pro- 
cessore e per costruire sistemi paralleli mul- 
tiprocessor. 

Il processore 

Il T9000 integra su un solo chip una CPU 
(Central Processing Unit) ad alte prestazioni, 
una MMU (Memory Management Unit) che 


funge anche da cache controller, una me- 
moria cache da 16 KByte. un sistema di co- 
municazioni seriale ad alta velocità ed altre 
funzioni di supporto come si può vedere da 

La CPU comprende una ALU (Arithmetic 
and Logic Unit) a 32 bit e una FPU (Floating 
Point Unit) a 64 bit che opera con numeri a 
32 ed a 64 bit codificati secondo lo standard 
IEEE 754. La CPU utilizza un bus di indirizzi 
a 32 bit in tal modo lo spazio di indirizza- 
mento di memoria gestito dalla MMU arriva 
a 4 GByte. 

Un grosso sforzo in fase di progettazione 
è stato fatto per mantenere la compatibilità 
con i processori della famiglia precedente, in 
particolare il T9000 è compatibile a livello bi- 
nario con il T805 ma rispetto a questo offre 
un set di istruzioni ampliato per gestire in 
maniera efficace le nuove risorse disponibili. 

Il set di istruzioni è stato ottimizzato per 
far girare il codice compilato da una vasta 
gamma di compilatori oltre a quello che è il 
linguaggio nativo dei transputer cioè Occam. 
Saranno disponibili quindi compilatori per i 


linguaggi Ansi C, C++, Fortran, Ada ed t si- 
stemi operativi VRTX e Chorus Distribuited 
Unix. 

Sistemi di comunicazione 

Per poter supportare in maniera efficiente 
i sistemi multiprocessore è necessario un si- 
stema di comunicazione tra processori mol- 
to efficiente ed è quindi auspicabile che es- 
so sia direttamente integrato sul chip del 
processore. 

Il set di istruzioni del transputer prevede 
un insieme di primitive per la comunicazione 
tra processi sia all’interno del singolo pro- 
cessore che su processori diversi, inoltre le 
comunicazioni interne ed esterne sono ma- 
neggiate indipendentemente con lo stesso 
set di istruzioni. 

Il sistema di comunicazioni integrato sul 
chip prevede 4 canali seriali full-duplex a 100 
Mbit/s, ogni link di comunicazione è dotato 
di due canali DMA (Direct Memory Access) 
per poter operare senza l'intervento della 
CPU, in questo modo viene garantita la mas- 



Figura 1 - Schema del transputer T9000. 


visibili i principali blocchi fun- 



Figura 2 - Schema ir. 


principali collegamenti 


i van blocchi di me- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


NEWS 



Figura 3 - Schema della struttura pipeline a cinque livelli del T9000. 


Figura 4 - Esempio di funzionamento del blocco funzionale che esegue il rag- 
gruppamento delle istruzioni. Come si può vedere l'espressione è valutata in 



sima efficienza delle comunicazioni off-chip. 

Un sistema di comunicazioni cosi evoluto 
serve per supportare la natura di funziona- 
mento del transputer in generale e del 
T9000 in particolare che è quella di operare 
contemporaneamente ad altri transputer. 

Molti processori supportano un ampio set 
interno di registri per permettere l’imple- 
mentazione di sistemi operativi che suppor- 
tano sia la comunicazione tra processi che il 
multitasking. 

Il T9000 include un Kernel hardware che 
supporta in maniera di gran lunga più effi- 
ciente di qualsiasi altro processore la comu- 
nicazione tra processi sia all'interno dello 
stesso chip che su chip interconnessi tra- 
mite link, inoltre sul chip è integrato uno 
scheduler hardware che permette la creazio- 
ne e l'esecuzione di nuovi processi. 

Memoria gerarchica 

La gestione della memoria del T9000 è 
stata implementata per poter massimizzare 
il throughput del sistema, infatti pur essen- 
do l'architettura interna del T9000 intrinse- 
camente a 32 bit il bus dati verso la me- 
moria esterna è a 64 bit, in tal modo per 
ogni ciclo di fetch vengono caricate due 
word a 32 bit che sono poi allocate nei buf- 
fer interni. 

Il sistema di gestione della memoria pre- 
vede un banco da 16 KByte di RAM inte- 
grato sul chip che può essere utilizzato sia 
come cache memory che come banco di re- 
gistri o partizionato per funzionare in en- 
trambi i modi. La velocità di trasferimento 
tra questo banco di memoria e la CPU è di 
200 Mword/s. 

Come si può vedere in figura 2 dove è ri- 


portato lo schema interno della memoria del 
T9000 è prevista un'altra piccola cache me- 
mory per contenere le variabili utilizzate più 
frequentemente dalla CPU che permette ve- 
locità di trasferimento di 150 Mword/s. 

Sempre in riferimento alla figura 2 si può 
notare che internamente al chip vi sono una 
serie di bus a 32 bit per permettere il fetch 
di più operandi in maniera contemporanea e 
questo spiega la struttura della cache a 4 
banchi o l'utilizzo della cache per le variabili 
ed il buffer per le istruzioni. 

Implementazione pipeline 
superscalare 

Per incrementare la velocità di esecuzio- 
ne delle istruzioni senza spingere troppo la 
velocità del clock del processore il T9000 
ha sviluppato un'architettura pipeline super- 
scalare che permette l'esecuzione contem- 
poranea di più istruzioni per ogni ciclo di 
clock. 

In figura 3 è possibile vedere come lavo- 
ra la pipeline a 5 stadi interna al processo- 
re. Il primo stadio può effettuare il fetch di 
due variabili locali contemporaneamente. Il 
secondo stadio effettua il calcolo degli indi- 
rizzi di due variabili non locali, tali indirizzi 
saranno poi utilizzati dallo stadio seguente 
per caricare le due variabili non locali. Il 
quarto stadio esegue le operazioni su interi 
o in floatmg point. infine l'ultimo stadio ese- 
gue operazioni di scrittura in memoria o ef- 
fettua il jump di una istruzione. 

In alcune recenti implementazioni di mi- 
croprocessori con pipelme superscalare ai 
programmatori che realizzano software di 
base è richiesto un grosso sforzo program- 
mativo per realizzare compilatori che gene- 


rano un codice tale da tenere sempre piena 
la struttura di pipeline. La struttura pipeline 
del T9000 è invece completamente traspa- 
rente al programmatore, infatti come si può 
vedere dalla figura 3 vi è un blocco funzio- 
nale che si occupa di effettuare il giusto 
raggruppamento delle istruzioni per massi- 
mizzare il troughput della pipeline. Questo 
blocco si può considerare come un ottimiz- 
zatore del codice realizzato in hardware, per 
vedere come lavora tale blocco potete far 
riferimento alla figura 4. 

Grazie alle scelte progettuali viste sopra 
e ad altre che per motivi di spazio non pos- 
siamo descrivere il T9000 vanta prestazioni 
di picco da brivido: 200 Mips e 25 Mflops. 

A prescindere dalle prestazioni di picco 
che vanno sempre prese con le «molle» il 
T9000 è comunque un processore velocis- 
simo che può garantire prestazioni reali in- 
torno ai 70-100 Mips e 15-20 Mflops. 

Oltre al T9000 la Inmos ha progettato un 
chip di supporto per realizzazioni hardware 
con molti transputer. Tale chip chiamato 
CI 04 serve per collegare i processori con 
una qualsiasi rete (ipercubo, array, ecc.) di 
interconnessione. Tale chip in pratica è un 
instradatore di messaggi a 32 vie con pre- 
stazioni allineate a quelle del processore. 
Tanto per dare i numeri possiamo dire che 
tale chip riesce a trattare un massimo di 
200 milioni di pacchetti al secondo con ve- 
locità di collegamento di 100 Mbit/s per 
ogni link bidirezionale per un totale di banda 
di 640 Mbyte/s. 

A questo punto siamo curiosi di sapere 
cosa ci riserva il futuro dato che sono già in 
fase di progetto le nuove famiglie che do- 
vranno sostituire il T9000 tra qualche anno 


MCmlcrocomputer n. 108 - giugno 1991 


NEWS 



System 7.0: 

Macintosh diventa più potente 


Lo scorso 13 maggio la Apple, nella propria sede di Cotogno Monzese, ha 
annunciato ufficialmente il tanto atteso System 7.0, ovvero la nuova versione 
del sistema operativo Macintosh con la quale sarà ridefinita, migliorandola, una 
delle piattaforme hardware più innovative degli ultimi anni 


S ystem 7.0 sarà utilizzabile su tutta 
la gamma dei sistemi Macintosh a 
partire dal Classic fino al più potente II- 
fx purché si abbia a disposizione una 
memoria RAM di almeno 2 Mbyte ed 
un hard disk da 40 Mbyte. I migliora- 
menti apportati sono molti ed hanno re- 
so la piattaforma dei sistemi Macintosh 
molto più potente, anche se bisogna 
ammettere che ci vorrà un periodo di 
assuefazione per chi era abituato ad 
usare le precedenti versioni del siste- 
ma operativo. 

È cambiata la grafica; la cartella si- 
stema contiene ora una serie di altre 
cartelle gestite in maniera "intelligen- 
te»: Apple menu, Startup, Estensioni. 
In ognuna di queste cartelle finiscono i 
vari tipi di INIT e DA che precedente- 
mente erano memorizzati alla rinfusa 
nel ramo principale del System Folder 
senza nessuna divisione per categorie. 

Il documento System è ora rappre- 
sentato da una valigetta, ma non esiste 
più il Font DA/Mover poiché la valigetta 


System si apre come un normale folder 
ed i font, i suoni ed ogni altro elemento 
possono essere inseriti semplicemente 
selezionando le relative icone e trasci- 
nandole al suo interno. L'icona del Mul- 
tifinder permette di accedere ad un 
menu a tendina dal quale selezionare le 
applicazioni; alla sua sinistra è presente 
una ulteriore icona con la quale si atti- 
vano gli aiuti m linea per qualsiasi fun- 
zione semplicemente passando con il 
cursore su ognuno degli elementi po- 
tenzialmente attivi del programma o 
della scrivania. È possibile assegnare il 
font, la sua grandezza ed il tipo di vi- 
sualizzazione delle icone, il tipo di ordi- 
namento all'interno della finestra ed il 
suo autodimensionamento in base agli 
elementi presenti. 

Se si sceglie una delle viste testuali 
per nome, tipo, classe, si può ora vi- 
sualizzare tutto l'albero delle cartelle e 
dei loro contenuti, compreso quello di 
altre cartelle. Il menu classe permette 
di assegnare una stringa ad ogni colore 


in modo che sui sistemi privi di scheda 
colore sia possibile sapere ogni ele- 
mento a che classe appartiene. 

Altre ulteriori caratteristiche sono le- 
gate alla gestione dei font e della me- 
moria virtuale. I font sono unici; non 
esiste la separazione tra screen font e 
printer font poiché la nuova gestione 
TrueType utilizza delle descrizioni dei 
caratteri di tipo vettoriale ed il sistema 
provvede autonomamente a costruire 
l'immagine bit-map per la visualizzazio- 
ne a schermo in tutte le grandezze ri- 
chieste e per le stampanti (per ulteriori 
ragguagli vi consigliamo di leggere l'ar- 
ticolo sulla StyleWriter pubblicato sul 
numero 107, maggio 1991. di MCmi- 
crocomputer). 

Diverso è il discorso per la gestione 
della memona con indirizzamento a 32 
bit. Grazie alla caratteristica dei proces- 
sori Motorola 68020 e 68030 di gestire 
indirizzi di memoria a 32 bit, il System 
7,0 provvede, se è presente una Page 
Memory Management Unit (PMMU, in- 



90 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 





NEWS 



a ricerca può essere esegui 


tegrata nel processore 68030 e dispo- 
nibile separatamente per il 68020) a 
creare una memoria virtuale di dimen- 
sioni maggiori di quella effettivamente 
disponibile, basata sull'utilizzazione di 
parte delle memorie di massa 

Altri aspetti che sono stati molto cu- 
rati nello sviluppo del nuovo System 
7,0 sono stati quelli inerenti la gestione 
delle comunicazioni all'Interno di una 
struttura di condivisione dei dati, sia es- 
sa realizzata con l'adozione di Apple- 
Talk, la rete locale dedicata a Macinto- 
sh, che secondo standard diversi come 
Ethernet (EtherTalk) o Token Ring (To- 
kenTalk). 

System 7.0 offre nuove funzioni con- 
sistenti nella possibilità di selezionare i 
parametri riguardanti l’identificazione di 
ogni computer connesso in rete, lo 
start file ed il collegamento dinamico 
con le applicazioni; gli utenti o i gruppi 
di utenza con relativi semafori, pas- 
sword e limitazioni nell'accesso alle ri- 
sorse; infine, il monitoraggio delle atti- 


vità connesse alla rete, A completa- 
mento di queste caratteristiche le fun- 
zionalità proprie dei menu File e Edit 
come il Cut & Paste dinamico e la crea- 
zione degli Alias possono essere usate 
anche in rete, 

Il Cut & Paste dinamico, ridefinito co- 
me Inter Application Communication 
(IAC), svolge un ruolo determinante per 
il Program Linking, una ulteriore carat- 
teristica del System 7.0. Ad esempio, 
se un grafico prodotto dalla nuova ver- 
sione 3 di Excel viene importato in un 
programma di impagmazione previsto 
per sfruttare CIAC e successivamente i 
dati in Excel riferiti al grafico sono mo- 
dificati, automaticamente (se dal menu 
di condivisione dati erano state attivate 
le opzioni adatte) il grafico contenuto 
nel file prodotto dal programma di im- 
paginazione viene aggiornato con i nuo- 
vi dati 

Il tutto avviene mediante la creazione 
di un opportuno file di scambio colle- 
gato alle due applicazioni anche se es- 


se risiedono su due diversi computer 
della stessa rete. 

Un'ulteriore caratteristica del System 
7.0 è la possibilità di creare degli Alias, 
ovvero delle «immagini" di un softwa- 
re, di un'applicazione, di un intero di- 
sco, semplicemente memorizzandone 
gli indirizzi; in tal modo su un dischetto 
da 3.5" si può memorizzare l' Alias di un 
intero hard disk da 80 Mbyte occupan- 
do solo un Kbyte. andare in giro per gli 
uffici di un intero palazzo ed utilizzare il 
«proprio» hard disk da qualsiasi com- 
puter in qualsiasi punto della rete di 
condivisione dei dati, anche se non si è 
un utente «registrato», 

System 7.0 sarà disponibile ufficial- 
mente tra metà luglio ed agosto sulle 
unità vendute, mentre sarà possibile 
l'upgrade delle precedenti versioni ad 
un prezzo di circa 100.000 lire. 

Con l'occasione sarà probabilmente 
istituito un numero verde di assistenza 
agli utenti e per ciò che riguarda il kit di 
upgrade sarà disponibile in due versio- 
ni: una personale consistente nel 
System corredato di tre manuali, ed 
una, dedicata ai gruppi di utenza, con- 
tenente la versione europea memoriz- 
zata su CD-ROM. 

Contestualmente all'annuncio sono 
state date indicazioni anche sulle ver- 
sioni di prodotti aggiornati per l'utilizza- 
zione delle nuove caratteristiche del si- 
stema operativo; tra quelle di maggiore 
importanza Microsoft Excel 3; Claris 
MacWrite Pro ed una versione aggior- 
nata per System 7.0 di Canvas della 
Deneba Software. 

Microsoft Excel 3 è già disponibile al 
prezzo di 795.000 lire nella versione eu- 
ropea, mentre ad ottobre sarà disponi- 
bile la versione italiana, 



MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 



NEWS 


Texas Instruments: 

box di espansione per TM 2000 

e probabile revisione del listino 

Durante la presentazione del TravelMate 
2000 della Texas Instruments, tra gli acces- 
sori di prossima uscita, si parlò di un box 
esterno per future espansioni 
Ecco dunque disponibile quest'accesso- 




rio necessario all’impiego del portatile in 
pianta stabile. 

Misura 37,4x12x43 cm e pesa 5.3 kg. È 
di colore uguale al computer ed è comple- 
tamente m metallo. 

Al suo interno troviamo un alimentatore, 
che svolge la funzione di caricabatterie. 2 
slot ISA XT/AT, una a mezza altezza ed una 
ad altezza intera, ed uno scomparto per la 
connessione di un floppy disk drive da 3.5" 

La connessione al TM2000 avviene tra- 
mite lo slot posteriore di espansione ed un 
connettore elettrico a più poli. In più due viti 
provviste di un ghiera e due ganci che si 
inseriscono a slitta, tengono il computer dal 
punto di vista meccanico. 

Da notare che a fianco del computer c'e 


il posto per un'ulteriore presa per il tasiie- 
rino numerico. 

La parte posteriore del box di espansione 
è di forma trapezioidale, in modo da fare da 
base di appoggio al display in posizione 
aperta. Il prezzo di vendita è di 1 .200.000 
lire IVA esclusa. 

Nel prossimo futuro, oltre al rilascio di un 
box di espansione per il TM 3000, si ap- 
prende che lo stesso TM 3000 ed il TM 
2000 subiranno un sensibile ntocco di prez- 

Di più non ci è stato possibile sapere se 
non che ci sarà un prezzo diverso tra la ver- 
sione americana e italiana (più alto il secon- 
do), ma che il ritocco sarà veramente inte- 
ressante. 



telefoni 0827/69504 e 089/953581 * fax 0827/69504 SOFTWARE 


92 


MCmicrocompute' n 108 - giugno 1991 


NEWS 



Amstrad ALT-386SX 


A per Amstrad, LT per laptop e 
386SX come Intel 386SX: ecco 
presentato uno dei prodotti della 
fascia portatili della casa inglese. 

Di linea seria e perciò senza troppi 
fronzoli, l'ALT-386SX va ad 
aggiungersi insieme all'ALT-286 
alla precedente linea PPC 512 e 
PPC 640. 

Si presenta con cuore Intel 386SX 
a 16 MHz velocità dimezzabile a 8 
MHz, monitor VGA LCD a 32 livelli 
di grigio, memoria base di I 
Mbyte espandibile a 4 Mbyte, 
floppy disk drive da 3,5" da 1,44 
Mbyte e hard disk 
da 40 Mbyte 


di Paolo Cìardelh 


Ci troviamo di fronte (o sarebbe meglio 
dire sulle ginocchia?) ad un portatile che ri- 
nuncia ad essere ultra leggero e di dimen- 
sioni ridottissime per poter avere qualche 
caraneristica in piu rispetto ai più compatti 
notebook. 

Notevole è innanzitutto tutta la configu- 
razione di porte verso il mondo esterno 
I due seriali, stampante, monitor VGA ester- 
I no, seconda tastiera, slot interno per sche- 
de a mezza altezza AT ed ulteriore porta 
per la connessione di un Floppy disk drive, 
a ciò va aggiunta la presenza dell'alimenta- 
zione da rete e di concerto del caricabatte- 

Quindi. sembra di capire che la poliedrica 
società inglese giochi due precise carte 
1 l'alimentatore non è un accessorio staccato 
I ed a sé; si ha possibilità di inserire una 
scheda per lavori particolari, come quella di 
interconnessione ad un server. 

Può sembrare poco, ma a volte una pic- 
cola differenza influenza in maniera decisi- 



la ras nera può essere completamente nconfigu- 
rata secondo le proprie esigenze 


Il display come in tutti i portatili fa da co- 
perchio e copre la tastiera di 85 tasti. Que- 
sti sono leggermente concavi ed i polpa- 
strelli tendono a premerli senza presentare 
difficoltà dovuta alle piccole dimensioni. 

Tornando al display nella parte bassa due 
manopoline regolano il contrasto e la lumi- 
nosità mentre una levetta inverte le tona- 
lità del video 

Una sfilata di led ci fa rendere conto del- 
le attivazioni della tastiera: Num Lock (im- 
merso tra i tasti), Caps e Seroll Lock. In più 
ce se sono tre di colore variabile (verde- 
/rosso) che segnalano rispettivamente le 
funzioni di attivazione dell'hard disk o del 
floppy, del caricabatterie a apparecchio 
spento o acceso e naturalmente la spia di 
alimentazione. 

La batteria di forma quadrata si inserisce 
nella base del computer stesso con un si- 
stema di incastri a scatto. Sempre aprendo 
uno sportello della base si può accedere al- 
le memorie SIMM per procedere ad un 
eventuale upgrade. 

Per terminare la panoramica c'è da sot- 
tolineare l'adozione di una presa di tipo 
Centronics per il collegamento di un secon- 
do floppy disk dnve, magari da 5,25" e la 
fornitura di tutta una serie di tasti di ricam- 
bio per le vane nazionalità. 

Considerazioni finali 

In un mercato veloce e aggressivo, co- 
me quello dei laptop. è il prezzo che ha 


Amstrad ALT-386SX 

Produttore e distributore: 

Amstrad S.p.A. 

Via Riccione, 14 20156 Milano 
Tel.: 02/3270741 

Prezzo IIVA esclusali 

ALT-386SX Lire 4.390.000 



isim 


l’ultima parola. L'ALT-386SX viene com- 
mercializzato a poco meno di quattro milio- 
ni e quattrocentomila lire in versione base 
(1 Mbyte di RAM, floppy disk, manuali in 
italiano, tasti di ricambio e hard disk da 40 
Mbyte e MS-DOS 3.3 sempre in italiano). 

Un prezzo abbordabile anche se c'è da 
dire che non si tratta di un computer leg- 
gero. 

La questione da porsi quindi e se mai a 
chi si rivolge un computer del genere. Si- 
curamente non a chi lo usa per diletto e 
che magari preferisce optare per un desk- 
top con monitor a colon né a chi ha biso- 
gno di un computer realmente portatile, 
anche se magari meno potente 

L'ALT-386SX è destinato a chi ha neces- 
sità di un computer serio e potente che 
però possa seguirlo senza problemi in un 
occasionale viaggio, un computer che, una 
volta giunti sul luogo di destinazione, gli I 
consenta di far girare applicazioni sfruttan- 
do a fondo le capacità offerte dal 386. 


«SS 


MCmlcrocomputer n 108 - giugno 1991 


93 




ENCICLOPEDIA DI ELETTRONICA E DI INFORMATICA 

7 Volumi - 1680 pagine complessive - 700 foto - 2200 illustrazioni a colori 



119.000 


Un'occasione unica per avere un plotter!! 

Questo plotter formato A4 può essere utilizzato, oltreché 
per disegnare, anche come stampante di lesti, con 
possibilità di selezionare, oltre al colore, anche la di- 
mensione del carattere. Può essere utilizzalo con tutti i 
programmi che prevedano l'utilizzo di un plotter, ad 
esempio Autocad, dando la possibilità di ottenere 
risultati di ottima qualità e precisione. 

Grazie all'interfaccia parallela Centronics può essere 
collegato a qualsiasi tipo di computer. 


IO COMPACT DISK 

Cod 01D071 (iva 9% 


64.000 


1 Bob Marley Soul Rebel 

2 NinaSimone My baby just cares torme 

3. Autori Vari Rock Festival Vol.l 

4. Autori Vari RockFeslivalVol.lt 

5. B.B. King Everyday I bave thè blues 

6. The Beatles Live at thè Star Club 


Cod. 01S263 (Iva 0%) 



CON PIU' DI 
125 NOMI 


Data Bank con capacità di memoria per più di 125 nomi, 
indirizzi e numeri telefonici Con blocco per appunti, calenda- 
rio per 1 00 anni, calcolatrice a 10 cifre, gestione appuntamenti 
(di cui 10 con segnalazione sonora) e sveglia programmabile 
Possibilità di codice di accesso segreto 
Grazie al display a 2 linee consente una rapida consultazione 
dell'archivio. 


Data Bank DM-125F 

Cod. 01P092 29.000 


Schermo Antiradiazioni 

Cod. Ò1G008 149.000 


— ì 




1ULTI TffflNSLBì 


Kit trattore + borsa + 4 nastri 


Cod. 01H097 


VENDITA PER CORRISPONDENZA 


A *4 


Ordini telefonici 

055/35.21.41 (r.a.) 


Ordini per fax 

055/35.36.42 


Via Luca Landucci 26 - 50136 Firenze 


STAMPANTE BROTHER M-l 109 


Traduttore in 5 lingue 

Cod. 01P095 69.000 


■100CPS ^ " 

■ GRAFICA 

- COMPATIBILE EPSON 

- COMPATIBILE IBM 


kil per 


(Cod. CHV010) del costo di Lit. 89.000. 


le con la borsa che troverete nel kit. insieme al 


INGLESE TEDESCO FRANCESE 
SPAGNOLO ITALIANO 

Traduttore Personale in 5 lingue, che consente di avere sempre 
a disposizione un vocabolario di 30.000 parole (6.000 per 
ognuna delle 5 lingue), da utilizzare in viaggi all'estero o per 
conversazioni con stranieri, oppure per leggere riviste o libri in 
altre lingue, senza dover tare ricorso a tanti diversi dizionari 
Inoltre, il traduttore può essere utilizzato anche per la conver- 
sione delle valute (con selezione di ben 12 diversi simboli 
valutari) o per calcoli matematici, e questa caratteristica lo 
rende particolarmente prezioso quando, all’estero per lavoro o 
vacanze , ci si trova nella necessità di trattare affario di effettuare 


trattore e ad una confezione di 4 nastri 


acquisii. 



CODICE 

DESCRIZIONE 

QT 

PR. UN. 

TOTALE 





















01 TP 

Spese trasporto 

i 

5.500 



Nome 

Via 


Spese di trasporto 5.500 Lire. 

Tutte le spedizioni vengono effettua- I 

te tramite i servizi postali 

Tutti I prezzi si intendono . 

IVA ESCLUSA. 

Ordinando adesso uno dei prodotti | 
qui presenti riceverete in omaggio 
un abbonamento a! catalogo 
generale D-Mail. 


CAP Città 

Telefono 


CartaSi 


■ Pagamento in Contrassegno Postale Q SIS 

Pagamento con Carta di Credito VIsaQ Master-Card D Carta Si D 
Numero Carta I I I I l/l I I I l/l I I I l/l I I II Scadenza Mese I I I Anno 


I 









BORLAND 



LANGUAGES 

CONFERENC 


N el numero scorso vi 
avevo preannuncia- 
to che io e Sergio 
Poiini, ovvero la delegazio- 
ne " object-oriented " di 
MC, avremmo partecipato 
alla prima Borland Langua- 
ges Conference che si è te- 
nuta recentemente a S. 

Francisco. Cosi è stato, e 
Sergio ed io abbiamo potu- 
to prendere parte con interesse e sod- 
disfazione a questo evento piuttosto 
speciale. Interesse in quanto, inutile dir- 
lo, l'ambiente era fra i più stimolanti ed 
eccitanti ; soddisfazione non solo per 
l'esito dei lavori ma anche e soprattutto 
per il fatto che, come forse saprete, la 
proposta di partecipazione mi era stata 
ufficialmente rivolta dalla stessa Bor- 
land, nella persona del vicepresidente 
Gene Wang, in occasione dell'incontro 
che avevo avuto con lui a Milano poco 
tempo prima. In effetti, nel ristretto nu- 
mero di rappresentanti della stampa in- 
ternazionale accreditati alla conferenza, 
Sergio ed io eravamo gli unici giornalisti 
italiani. 

Eccomi dunque a raccontarvi, pur se 
in poche pagine, cinque giorni fitti fitti di 
incontri, colloqui, interviste, presenta- 
zioni, conferenze stampa, spostamenti, 
eventi vari e curiosi, che si sono sus- 
seguiti in un tourbillon piuttosto stres- 


Testo e foto di Corrado Giustozzi 

San Francisco, 28/4 - 1/5 1991 

sante ma anche molto divertente. 

La Conferenza si è svolta al lussuoso 
albergo Historical Sheraton Palace di S. 
Francisco che è uno degli edifici più an- 
tichi della città essendo stato costruito 
nella seconda metà del secolo scorso. 
Appena riaperto dopo alcuni anni di 
chiusura per lavori interni, questo hotel 
è stato riportato ai fasti di un tempo da 
una sapiente ristrutturazione architetto- 
nica rispettosa degli arredi e delle de- 
corazioni originali in stile neoclassico e 
liberty. Nei ricchi saloni e lungo i corri- 
doi dell'albergo, cosi come nell'opulen- 
to arredamento delle stanze e nelle ri- 
gorose divise del personale, si respira 
un'aria di America inizio secolo che fa 
venire in mente ambienti e personaggi 
alla grande Gatsby. Immaginatevi dun- 
que il contrasto con le tenute freak ed 
i discorsi hi-tech dei partecipanti alla 
conferenza i quali, per tre giorni e mez- 
zo. hanno invaso le sale immacolate 
dell'hotel! Gli americani non badano so- 


litamente troppo alla forma, 
ma la simpatica banda di 
programmatori scatenati, 
molti con barbe e capelli 
lunghi, quasi tutti in ma- 
gliette e jeans, tutti con 
sguardo stralunato e lattina 
di Coca-Cola in mano, face- 
va veramente una strana 
impressione fra valletti in li- 
vrea, camerieri in smoking, 
severi saloni arredati in mogano e otto- 
ne o in bianco e oro; ed ancor più nel- 
l'austero Garden Court dallo splendido 
lucernario nel quale gli aristocratici ospi- 
ti sorseggiavano il tè allietati dalla tenue 
musica di un'arpa o di un pianoforte. 

Ma cominciamo dall'inizio. Siamo ar- 
rivati a S. Francisco sabato sera, dopo 
un volo purtroppo accompagnato dalle 
nuvole sia sull'oceano che sul continen- 
te americano. Atterriamo, per la crona- 
ca, sulla pista 28L di S. Francisco Inter- 
national, che ovviamente conosco co- 
me le mie tasche per averla praticata 
più volte col fido flight simulator... 

La giornata di domenica a rigore non 
fa parte della conferenza in quanto de- 
dicata essenzialmente alle operazioni di 
registrazione dei partecipanti e di ben- 
venuto. Tuttavia nel pomeriggio vengo- 
no tenute alcune sessioni didattiche, dal 
taglio piuttosto introduttivo, a beneficio 
di coloro i quali sono proprio a digiuno 
dei temi specifici della conferenza che 






saranno essenzialmente: programma- 
zione OOP, programmazione Windows, 
aspetti tecnici del Borland C++ e del 
Turbo Pascal per Windows. I relatori so- 
no mie e vostre vecchie conoscenze: 
Zack Urlocker e Bruce Eckel (i quali 
stanno attualmente conducendo il se- 
condo OOP World Tour che, mentre 
scrivo, ha appena terminato le due tap- 
pe italiane), Anders Hejlsberg ed i team 
di sviluppo dei due linguaggi. La giorna- 
ta di domenica è anche la sola nella 
quale possiamo permetterci una pas- 
seggiata di un paio d'ore per le strade di 
S. Francisco, dato che nei giorni se- 
guenti l'orario sarà veramente proibiti- 

La sera di domenica, nella Grand Ball- 
room addobbata per l'occasione con un 
tempietto arcadico, viene offerto il gran- 
de ricevimento di benvenuto. Il saluto 
ufficiale ai partecipanti viene porto da 
Gene Wang ("Gino" per gli amici) che, 
nella qualifica di vicepresidente di Bor- 
land International nonché responsabile 
della Language Business Unit, sarà un 
po' il padrone di casa per questi giorni. 
Allieta la cena, a serata oramai inoltrata, 
un concerto jazz tenuto da un gruppo 
d’eccezione con Philippe Kahn al flauto 
traverso e Gene Wang al 
sax, oltre a "normali" mu- 
sicisti ad un secondo sax, 
percussioni e tastiere. Tito- 
lo dell'evento, ovviamente. 

"Turbo Jazz". Onore agli 
esecutori, la performance è 
stata veramente di ottimo 
livello: in un'alternanza di 
brani fusion e momenti più 
tradizionali non sono man- 
cati interessanti duetti fra i 
fiati ed assoli che hanno 
strappato piu di un applau- 
so a scena aperta. Chi non 
gradiva il jazz ha potuto co- 
munque rifugiarsi nella spe- 
ciale saletta cinematografi- 
ca che, per tutta la durata 


Nella serata di apertura un concerto di eccezione 
sul palco Philippe Kahn e Eugene Wang, rispetti- 
vamente presidente e vicepresidente di Borland In- 
ternational 


della conferenza, proiettava film di fan- 
tascienza. In programma domenica To- 
tal Recali e Biade Runner. 

Lunedi, primo giorno della conferen- 
za, si comincia a lavorare davvero. Sve- 
glia all’alba, colazione alle sette e mez- 
za, sessione ufficiale di apertura alle ot- 
to e mezza in punto. Il simpaticissimo 
David Intersimone, responsabile delle 
relazioni con gli sviluppatori e la stampa 
tecnica nonché "papa" della conferen- 
za, offre il primo saluto di Borland ai par- 
tecipanti. Seguono i discorsi di Gene 
Wang e di Philippe Kahn, il quale come 
suo solito non manca di fare un'arguta 
analisi in prospettiva della situazione di 
mercato nella quale ribadisce le strate- 
gie Borland e preannuncia fra le righe 
alcuni dei prodotti che usciranno nel 
corso dell'anno. 

Alle dieci e mezzo cominciano le vere 
sessioni, che da oggi e fino a mercoledì 
andranno avanti in parallelo su sei sale 
contemporaneamente. I moltissimi temi 
sono stati suddivisi in quattro tracce dai 
confini piuttosto ampi: Tool e Librerie, 
Linguaggi e Sviluppo, Gestione e Pro- 
gettazione, Altro. Purtroppo la sovrap- 
posizione è inevitabile, ed in assenza 
del dono dell'ubiquità Sergio ed io non 
possiamo fare altro che 
operare una drastica sele- 
zione basandoci spesso sul- 
lo speaker piuttosto che sul 
tema. 

Non posso comunque 
farmi sfuggire l’intervento 
di Jon Bentley, il noto ricer- 
catore dell’AT&T esperto di 
algoritmi e di efficienza dei 
programmi, che molti di voi 
conosceranno certamente 
come autore di tre libri ec- 
cellenti o come curatore 
per anni della rubrica di al- 
goritmi su Communications 
of thè ACM. Al termine del 
suo intervento, che natural- 
mente verteva su "Writing 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


97 





tor, UFO, Stellar 7 e molti altri ancora. 
Infine per i nottambuli incalliti la sala ci- 
nematografica offre il Dr. Stranamore e 
le awenture di Buckaroo Banzai nell'ot- 
tava dimensione (!) fino alle tre di mat- 
tina... 

Ma non c’è scusa che tenga: martedì 
mattina bisogna fare colazione alle sette 
e mezza perché alle otto, con disciplina 
ferrea, cominciano le sessioni. Fra gli in- 
terventi clou della mattinata quelli di 
Charles Petzold sulla programmazione 
Windows, di Jeff Stock sulla Container 
Class Library del Borland C++ (di cui 
Stock è l'autore), di Thomas Keffer sul 
perché il C++ è meglio del nuovo For- 
tran 9X per il calcolo scientifico, di Sung 
Jae Yì sull'uso del profiler per analizzare 
l'efficienza degli algoritmi, Tuttavia an- 
che oggi il calendario degli impegni pro- 
fessionali si sovrappone a quello della 
conferenza e parte della mattinata viene 
riservata ad un incontro con Rick Schell, 
vicepresidente responsabile dello svi- 
luppo dei linguaggi. 

L'ospite del pranzo di oggi è Andrew 
Grove, Chairman e CEO (ossia "capo in 
testa!") della Intel. Il suo interessante 
intervento, ricco di sussidi multimediali, 
verte sulla passata strategia Intel per lo 
sviluppo dei microprocessori e sulle fu- 
ture direzioni del mercato. Pìccola nota 
di cronaca: a un certo punto Grove 
proietta un breve filmato sonoro a colori 
di circa un minuto. Nulla di speciale, in 
apparenza, se non che poi ci viene fatto 
notare che esso non proveniva da un vi- 
dotape ma dal suo computer, un nor- 
male notebook 386! Sfruttando tecni- 
che di compressione il filmato digitaliz- 
zato era stato ridotto fino ad occupare 


efficient C programs" , riesco a strappar- 
gli l'impegno di un'intervista nonostante 
i suoi altri impegni nella giornata. Ci in- 
contriamo dopo pranzo; non voglio trat- 
tenerlo molto ma finiamo ugualmente 
per chiacchierare per una mezz'oretta 
abbondante toccando temi diversi quali 
l'uso dei profiler e dei debugger, le di- 
verse modalità di vedere la professione 
del programmatore, l'insegnamento del- 
la programmazione, i rapporti fra arte e 
scienza nella programmazione. 

Il pranzo ufficiale, per la cronaca, ave- 
va visto come ospite d'onore John Dvo- 
rak, noto "opinionista d'informatica" 
delle riviste americane. Ma i rappresen- 
tanti della stampa internazionale aveva- 
no partecipato ad un pranzo separato in 
compagnia di Gene Wang e Tamah 
Swanson, international product mana- 
ger della Language Business Unit, nel 
quale si era parlato della strategia di 
Borland verso i mercati non-americani 
con particolare riguardo a quello euro- 
peo. 

Il pomeriggio prosegue con altre ses- 
sioni fino alle cinque, ma alle quattro la 
stampa è convocata ad un ristretto ri- 
cevimento di benvenuto cui partecipano 
Philippe Kahn, Gene Wang e tutti i pro- 
duct manager delle varie filiali nazionali. 

La sera trascorre tranquilla fra la cena 
e la visita alla speciale mostra-mercato 
nella quale alcune ditte collegate al 
mondo dello sviluppo del software 
espongono, per la durata della confe- 
renza, i loro prodotti "di supporto" ai te- 
mi della conferenza stessa (libri, riviste, 
ambienti di sviluppo, librerie di classi e 


Anders Heilsberg. creatore del Turbo Pascal, sor- 
preso mentre ordina l'ennesima birra durante la ce- 
na di apertura 

via dicendo). In questa prima serata gli 
espositori offrono anche ai partecipanti 
l'ascolto di un concerto di musica ba- 
rocca e la degustazione di vino e for- 
maggi. 

Ma alle otto si ricomincia! Fino alle 
undici, infatti, vanno avanti sessioni te- 
matiche libere nelle quali gruppi di uten- 
ti aventi un medesimo interesse si con- 
frontano sotto la conduzione di un 
esperto avente funzione di moderatore. 
E naturalmente fino a mezzanotte si 
può andare al Computer Lab, una sala 
dove una dozzina di computer 386 
Compaq e Dell sono a completa dispo- 
sizione dei partecipanti, o nella Sala Gio- 
chi nella quale un'altra mezza dozzina di 
386 Compaq permette di soddisfare le 
proprie più acute smanie ludiche grazie 
ad una selezione dei migliori giochi at- 
tualmente disponibili in ambiente PC: 
SimCity ed il suo successore SimWorld, 
Populous, Test Drive III, Flight Simula- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



David Intersimore. per una volta in giacca e cra- 
vatta. apre ufficialmente la Conferenza in qualità di 


solo una decina di MByte sull 'hard disk, 
un risultato veramente notevole. 

Il pomeriggio prosegue con altre ses- 
sioni ed altri incontri che spaziano dal- 
l'uso di inusuali opzioni di compilazione 
in Turbo C/C++ alle tecniche di proget- 
tazione Object Oriented. Ma l'interven- 
to più interessante è indubbiamente 
quello sul futuro di MS-DOS e Windows 
tenuto da Brad Silverberg, attuale vice- 
presidente della Systems Division di Mi- 
crosoft ma precedentemente in Borland 
in qualità di vicepresidente e responsa- 
bile dello sviluppo dei prodotti e delle 
applicazioni. 

La cena della sera è in realtà un “in- 
contro a tema" avente per soggetto 
"Le strade di S. Francisco", titolo ispi- 
rato alla nota serie di telefilm polizie- 
schi. Mentre mangiamo nel salone tra- 
sformato in una colorata piazza urbana 
con tanto di bar e mercato, su un enor- 
me videobeam scorrono le piu sugge- 
stive immagini della città californiana e 
dei suoi dintorni. Che rabbia, sono qui 
da oramai tre giorni e S. Francisco l'ho 
vista praticamente solo in TV! 

E dopo cena... è necessario che ve lo 
dica? Sessioni interattive, sala macchi- 
ne, sala giochi e, per i più resistenti di 
stomaco, la proiezione di Alien e Aliens. 

Non si può dormire neanche merco- 
ledì, l’ultimo giorno della conferenza. 
Questa mattina, sempre alle otto e 
mezza, si parla tra l’altro di Turbo Pascal 
per Windows col suo creatore Anders 
Hejlsberg, di ereditarietà multipla con 
Jeff Duntemann e di ottimizzazione con 
Michael Abrash (entrambi collaboratori 
del Dr. Dobb's). L'ultimo evento tecnico 
è un incontro di massa con i team di 
sviluppo del Turbo Pascal e del Borland 
C++, cui seguono il pranzo e la ceri- 
monia di addio. 0, meglio, di arriveder- 
ci: infatti il successo della manifestazio- 



ne è stato tale che i responsabili Bor- 
land non nascondono l'intenzione di ri- 
peterla l'anno prossimo. 

è pomeriggio inoltrato quando, in 
un'aria da sgombero, la folla di program- 
matori si scompone e si affanna a tra- 
sportare nei sontuosi corridoi liberty 
centinaia di valigie appesantite dall'e- 
norme mole della documentazione del 
corso (un binder gigante che pesa oltre 
tre chili!) e dalla grossa scatola del com- 
pilatore Borland cui si aveva diritto. Ser- 
gio decide stoicamente di portarsi il bin- 
der in valigia mentre io vado da Federai 
Express e, per la modica somma di tre- 
cento dollari (II), mi faccio spedire bin- 
der e compilatore in ufficio. 

E mentre su S. Francisco scendono le 
prime ombre della sera due pullmini 
marroni della A.B.C. Company ci tra- 
sportano, assieme ad un ristretto grup- 
po di giornalisti stranieri ed ai product 
manager internazionali, in quel di Santa 
Cruz, ridente cittadina della costa Cali- 




forniana posta circa due ore di strada 
più a sud. Il giorno dopo ci attende in- 
fatti la visita a Scotts Valley, piccola e 
pressoché sconosciuta località distante 
solo sette miglia da Santa Cruz. Purtrop- 
po il tempo, dopo quattro giorni di sole 
cocente, sta mettendo decisamente al 
brutto. Dormiamo in un bell'albergo in 
riva all'oceano e la mattina dopo è solo 



Uno degli ospiti d'onore che hanno tenuto discorsi 
durante i pasti Andrew Greve . presidente e am- 
ministratore della Intel 


grazie alla fortunata occorrenza di una 
giornata piovosa che Sergio decide di 
non cedere alla tentazione di darsi ma- 
lato per scroccare una giornata di vacan- 
za sulla baia di Monterey! Dopo una mi- 
cidiale colazione messico-californiana a 
base di "Huevos Rancheros" (bomba 
biologica agrodolce a base di uova, tor- 
tillas, formaggio fuso, salsa piccante, 
avocados e chissà quale altra diavoleria) 
ci tocca tuttavia raggiungere Scotts Val- 
ley in taxi: il pulmino che doveva venirci 
a prendere non si è infatti fatto vedere. 
Tutti gli altri giornalisti risiedevano in ef- 
fetti in un albergo differente, e qualcuno 
deve essersi scordato di noi. 

La visita in Borland si rivela, purtrop- 
po, poco più che un giro turistico senza 
spessore tecnico. Veniamo comunque 
accompagnati con solerzia nei vari uffici 
(meglio sarebbe chiamarli cubicoli, dato 
il ridottissimo spazio a disposizione di 
ogni persona), e nelle "gabbie" dove 
sono rinchiusi i "matti" della Ricerca e 
Sviluppo. Durante il percorso mi imbat- 
to fortunatamente in David Intersimone, 
che oramai è un amico di vecchia data, 
e gli ricordo che deve mantenere il vec- 
chio impegno di farmi visitare il suo uf- 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 




MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


fido per vedere se veramente ha la scri- 
vania più ingombra della mia! Ma è 
tempo di andare a pranzo e cosi, sotto 
una pioggerellina costante e noiosa (ma 
non si diceva che " It never rains in Ca- 
lifornia '”?) ci muoviamo alla volta di un 
tipico locale campagnolo americano. Ci 
tengono compagna lo stesso David as- 
sieme a Zack Urlocker ed Anders He- 
jlsberg, cui è stato riservato un posto al 
tavolo dei danesi. Hejlsberg fuma una 
quindicina di sigarette in mezz'ora: po- 
verino, dato che in Borland è assoluta- 
mente vietato fumare sta evidentemen- 
te provvedendo a fare scorta di nicoti- 
na... 

Rientrati in sede subiamo un fulmi- 
neo briefing con Dan Putterman sulla 
tecnologia OLE di Windows 3.1 ma poi, 
approfittando della sosta in cafeteria, 
Sergio ed io evadiamo dal gruppo e se- 
guiamo David nel suo ufficio per man- 
tenere gli impegni presi. La foto ricordo, 
a questo punto, è d'obbligo. 

Nel tardo pomeriggio, mentre gli altri 
colleghi internazionali tornano a Santa 
Cruz, Sergio ed io torniamo invece a S. 
Francisco. Il nostro aereo parte infatti 
l'indomani mattina molto presto ed è 
meglio per noi essere vicini all’aereo- 
porto. 

La strada del ritorno passa fra verdi 
colline dove pigre mucche californiane 
pascolano sopra lo SLAC, l'enorme ac- 
celeratore lineare di Standford. e rumi- 


nano all'ombra dei giganteschi parabo- 
loidi dedicati all'esplorazione radioastro- 
nomica delle profondità dello spazio. 
Poco dopo il nostro ingresso in città 
passiamo vicini all'unico triste ricordo 
del terremoto di tre anni fa: il famoso 
viadotto multipiano che, crollato su se 
stesso, ha imprigionato diverse autovet- 
ture sotto molte tonnellate di cemento. 
Mentre tutti gli altri danni sono stati ri- 
parati, questo viadotto è ancora impra- 
ticabile e tale resterà per almeno un al- 
tro anno. Di ciò risente evidentemente 
il traffico cittadino il quale, facendoci 
perdere circa un'ora per percorrere una 
manciata di miglia in città, mi riporta alla 
mente quello nostrano di Roma che mi 
accoglierà nella sua familiare morsa fra 
meno di ventiquattr'ore. 

È ormai tempo ormai di consuntivi, al 
termine di cinque giornate cosi dense. 
Ma ci aspettano pochissime ore di son- 
no ed un lungo viaggio di ritorno, cosi 
andiamo a letto presto e rimandiamo le 
valutazioni all'Indomani. 

La sveglia è alle quattro e mezza, il 
pullmino che ci porterà all'aeroporto 


parte prima delle sei. Quando usciamo 
dall'albergo è ancora buio e la città è 
pressoché deserta, tranne qualche raro 
temerario salutista che va facendo jog- 
ging fra i grattacieli deserti. Il tempo è 
ancora brutto: peccato, anche stavolta 
non vedremo nulla del paesaggio sotto 
di noi. Non capita tutti i giorni di attra- 
versare l'America per largo a novemila 
metri di quota! Durante il decollo riu- 
sciamo tuttavia a cogliere qualche bello 
sprazzo di sole riflesso sulla Baia, una 
vista splendida. Penso che la natura è 
stata particolarmente benevola con la 
California, anche se in cambio ha chie- 
sto il prezzo terribile dei terremoti. Ma 
chi vive qui ci è abituato, non ha più 
paura di un pericolo che lo minaccia tut- 
ti i giorni. In Borland, poche ore prima, 
ci avevano mostrato con orgoglio la pic- 
cola costruzione contenente tutto il ma- 
teriale di prima necessità per il dopo si- 
sma. E David, allegro come sempre, ci 
aveva raccontato di come avevano vis- 
suto quello di tre anni fa, che pure si era 
fatto sentire parecchio. Nessun danno 
alle cose o alle persone, ma la luce era 
andata via; subito la poca energia elet- 
trica fornita dai generatori autonomi era 
stata dirottata alla parte dell'azienda che 
più ne aveva bisogno: il team di svilup- 
po di Quattro Pro, prodotto che avrebbe 
dovuto essere lanciato sul mercato da lì 
a breve tempo! Il computer centrale 
della Borland, un VAX, aveva continuato 
a funzionare nonostante le macchine 
avessero fatto un salto in aria di una 
ventina di centimetri: i tecnici della 
DEC, aveva aggiunto David ridendo, per 
ogni evenienza sono soliti lasciare i cavi 
di collegamento più lunghi del necessa- 
rio... 

Durante il lungo volo di ritorno, men- 
tre sull'oceano sotto di noi è notte, Ser- 
gio ed io confrontiamo a caldo i giudizi 
ed organizziamo le nostre valutazioni sui 
cinque giorni appena trascorsi. "Aho', 
sò proprio forti!". "...Che dici, ci tornia- 
mo l'anno prossimo?" 

WS 



B" COSTRUISCITI IL PC! 


E-, 




0 ) 



□ Desktop + alimentatore 200Watl 

□ Desktop LCD + alimentatore 200Watt 

□ M initowe r LCD + alime ntatore 200Watt 

□ Tower LCD + alimentatore 230Watt 



w 


£ 140,000 
£ 190.000 
£ 250.000 
£ 350.000 


PIASTRE MADRI 

■ □ 286 16-21 Mhz 

£ 190.000 


□ 286 20-27 Mhz 

£ 290.000 


□ 386 sx 16-20 Mhz 

£ 590.000 


□ 386 sx 20-27 Mhz 

£ 690.000 


□ 386 dx 25-33 Mhz 

£ 990.000 


□ 386 dx 33-58 Mhz 

£ 1. 490.000 


□ 486 dx 25-115 Mhz 

£ 2.490.000 


486 dx 33-160 Mhz 

£ 2.990.000 




MEMORIA RAM 


ISTRUZIONI PER L'USO 

Per costruirti il personal devi scegliere: 1 cabinet, 

1 piastra madre, un TOT di RAM (1, 2 o 4 Mb), 

1 Scheda Grafica, 1 Hard Disk, 1 monitor ed il Kit 
obbligatorio (che tra l'altro comprende l'assemblaggio 
ed il collaudo della configurazione scelta). 








£ 100.000 
t 196560 
£ 650.066 
£ 690.000 


SCHEDE GRAFICHE 



□ VGA 16 bit 256 Kb 

(800 x 600 x 16 colori contemporanei) 

□ VGA 16 bit 512 kb Tseng Labs ET 3000 
(1024 x 768 x 16 colori contemporanei) 

□ VGA 16 bit 1 Mb Tseng Labs ET 4000 
(1024 x 768 x 256 colori contemporanei) 


DISCHI FISSI 


£ 120.000 
£ 190.000 
£ 290.000 




n 


40 Mb AT-BUS cache 19-25 ms 
130 Mb AT-BUS cache 18 ms 
210 M b AT-BUS cache 15 ms 


£ 390.000 
t 790.0 00 
£ 1.490.000 


MONITOR 




Monocromatico VGA 14’ 

Colori super VGA 1024 x 768 14' 
Colori super VGA 1024 x 768 19* 


£ 196.000 
£ 595.000 
£ 1.95 0.000 


KIT OBBLIGATORIO 


□ Comprendente 1 disk drive 3.5’ 1.44 Mb formattati, 
controller hard disk e floppy disk AT-BUS interteave 1:1, 

2 porte seriali, 1 porta parallela, 1 porta joystick, mouse 
Microsoft compatibile, tastiera italiana estesa, software 
di emulazione coprocessore matematico, contributo 
spese di assemblaggio e collaudo della configurazione scelta, 
garanzia 12 mesi su tutti i componenti. £ 300.000 



OPZIONI E ACCESSORI 

(la cui assenza non compromette il corretto 
funzionamento del PC) 


Disk drive aggiuntivo (5.1/4’ 1.2Mb) 


Coprocessore matematico 80387 dx 
Tavoletta grafica A4 ( 12" x 127) 
Tavoletta grafica A3 (18' x 12*) 
Scanner manuale 400 Dpi 8/N 
Scanner manuale 400 Dpi a colori 
jem interno 2400 Baud V21A/22 
\eda audio Sound Blaster 
Digital research DI 7 DOS 5.0 



DESENZANO (BS) PIAZZA MALVEZZI.14 TEL 030 9911767 
BRESCIA CORSO MAGENTA, 32/B TEL.030'3770200 
VERONA PIAZZA S.TOMMASO, 10111 TEL.045/8010782 
GRUMELLO (BG) VIA ROMA.61 TEL.035 833097 












i 


Inoltre EXPANZ ha le seguenti caratteristiche: 

► Installazione semplicissima 

► Integrità dei dati garantita al 100 % 

► Utilizzo completamente automatico 

► Compatibile con ogni tipo di file 

► Adatta ad ogni tipo di applicazione 

► Elimina la barriera dei 32 MB 

► Non penalizza la velocità del computer 

► Evita l'acquisto di costosi hard disk. 


La scheda EXPANZ aumenta di oltre tre volte la 
capacità del disco fisso installato sul computer 
utilizzando un coprocessore perla compressione 
in tempo reale di qualsiasi file memorizzato. 

La capacità del floppy disk può essere aumentata 
di oltre nove volte oppure lasciata inalterata, a 
scelta dell'utente. 

EXPANZ è una scheda standard a 8 bit 
per qualsiasi PC, XT, AT, 386, 486, PS/2 
p. nnmnatihili. 


□ 

Disco fìsso con Expanz 


EXPANZ è distribuita da 


Per maggion intorma»mi compilare e spedire a 


MICROWIDE srl 
INFORMATICA E COMUNICAZIONE 


20143 Milano - Via 6. Sorsi 8/A 
Telefono - Tinta 02/894013*4 



Rivenaimre □ Umile finale □ 

NOME COGNOME 

AZIENDA 


TELEFONO 

CAP CITTA. 



Cittadini & Computer 



La provincia elettronica 

di Manlio Cammarata 


S i è conclusa a Padova il 9 maggio 
scorso l'ottava edizione del Con- 
vegno con mostra delle applica- 
zioni dell'informatica alla Pubblica Am- 
ministrazione e agli Enti Locali. L'impor- 
tanza della manifestazione risulta da un 
semplice dato: gli atti del convegno so- 
no pubblicati in un volume di oltre ot- 
tocento pagine, con ben cinquantotto 
relazioni, più altre ventitré non pervenu- 
te in tempo utile per la stampa. 

Se il Forum di RomaUfficio, legato 
geograficamente alla città dei ministeri, 
rappresenta almeno in parte la passe- 
rella dei grandi progetti, delle buone in- 
tenzioni, delle autocelebrazioni degli 
amministratori, la rassegna padovana 


costituisce il punto fermo di ciò che è 
stato fatto, dei programmi concreti. Non 
a caso si svolge a Padova, sede di una 
delle amministrazioni più informatizzate 
d'Italia, modello e punto di riferimento 
per molte altre realtà locali che hanno 
imboccato con decisione la strada delle 
nuove tecnologie, per migliorare l'atti- 
vità amministrativa e i rapporti con ì cit- 
tadini. 

La provincia in rete 

Assume quindi un interesse partico- 
lare la relazione presentata al convegno 
padovano dall'Llnione delle Province Ita- 
liane, affidata a Giovanni Pezzi e Aldo 


Pazzaglia, dal titolo significativo: «La 
pubblica amministrazione come villag- 
gio globale». La legge 142, osserva CU- 
PI, esalta il ruolo della Provincia, quali- 
ficandola come ente intermedio tra Re- 
gione e realtà locali, e le affida il com- 
pito di raccolta e elaborazione di dati e 
di assistenza tecnico-amministrativa per 
i Comuni. Partendo da questo presup- 
posto, l'Unione delle Province Italiane 
ha elaborato un progetto, denominato 
«UPI Telematica», come mezzo per il 
trasferimento di conoscenze tra le Pro- 
vince e per la costruzione di un patri- 
monio di informazioni che possano fa- 
cilitare i processi decisionali di ogni Pro- 
vincia e Comune. Nella relazione si leg- 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 


103 



CITTADINI & COMPUTER 



ge che il progetto «permette alle Pro- 
vince, attraverso una modesta dotazio- 
ne di mezzi (PC, programma applicativo, 
modem, più una linea telefonica, anche 
non esclusivamente dedicata) la possi- 
bilità di comunicare, anche in tempo 
reale, e in particolare di: 

— collegarsi e dialogare con gli uffici 
centrali dell'UPI; 

— collegarsi, dialogare e trasmettere 
messaggi e dati incrociati, utilizzando 
cioè UPI Telematica come mezzo per 
un colloquio diretto da Provincia a Pro- 
vincia; 

— scambiare dati e infor- 
mazioni in tempo reale 
con CUPI, con le altre 
Province, con i Comuni 
connessi alla rete e con 
ogni altro sistema tele- 
matico e informativo an- 
che non connesso diret- 
tamente alla rete». 

Se le necessità di hard- 
ware dei singoli enti da 
collegare (un PC e un 
modem) sono probabil- 
mente sottostimate, il di- 
segno del centro di ser- 
vizio è molto più articola- 
to. Infatti, più avanti nella 
relazione si legge: «Per 
quanto riguarda i caratteri 
tecnici di questa iniziativa 
si rileva: 

1) un'elevata affidabilità e 
continuità del servizio, 

104 


garantiti da impianti duplicati e installati 
in locali sorvegliati 24 ore al giorno per 
365 giorni all’anno; 

2) una serie di accorgimenti atti a con- 
trastare efficacemente il pericolo di in- 
trusioni da parte di non autorizzati; 

3) rete dedicata a questo uso specifico 
e quindi perfettamente attrezzata al tra- 
sporto del segnale». 

Il progetto di comunicazione globale 
dell'UPI tra le Province è già attivo per 
molti servizi, dei quali diamo un elenco 
sintetico: 

— News: sintesi delle informazioni di 


interesse per le Province, inviate con 
cadenza quotidiana alle caselle postali 
elettroniche di ogni utente. Quando un 
utente si collega al servizio, le informa- 
zioni, desunte anche da altre banche da- 
ti, gli vengono inviate automaticamente. 

— Osservatorio telematico sulla legge 
142/90. Ogni utente può ricevere auto- 
maticamente le notizie che riguardano 
l'applicazione della legge di riforma de- 
gli enti locali e inviare quesiti. Inoltre 
sarà disponibile anche un elenco dei 
quesiti già ricevuti dal centro e soddi- 
sfatti dal gruppo di lavoro che cura il 
servizio. 

— Collegamento a un buon numero di 
banche dati esterne, che possono es- 
sere consultate, ciscuna con la sua pro- 
cedura, attraverso UPI Telematica. 

— Banca dati sulle Province, che rac- 
coglie e rende disponibili tutte le infor- 
mazioni anagrafiche, statistiche, politi- 
che e di carattere istituzionale di inte- 
resse generale e di immediato utilizzo. 

— Banca dati sulle associazioni e le loro 
fonti di finanziamento. 

— Banca dati sulle delibere e le ordi- 
nanze, selezionate tra le più significative 
per ogni Provincia, divise per argomenti 
e categorie. 

— Consulenza telematica: un servizio 
attraverso il quale ogni utente può in- 
viare quesiti su argomenti di carattere 
amministrativo, come urbanistica, lavori 
pubblici, tasse, ambiente ecc. 

— Posta elettronica, basata sul principio 
del casellario in memoria centrale, nel 
quale ogni utente può depositare mes- 
saggi che vengono inviati automatica- 
mente al destinatario nel momento in 

cui quest'ultimo si colle- 
ga al sistema. 

Oltre a questi servizi, 
altre iniziative sono allo 
studio, in particolare: 

— EDI (Electronica Data 
Interchange) un sistema 
di interscambio di docu- 
menti elettronici struttu- 
rati tra le diverse Provin- 
ce. 

— Progetto Informa Gio- 
vani, come supporto al 
più vasto progetto euro- 
peo. 

— Supporto al sistema di 
Protezione Civile, con la 
disponibilità di tutte le in- 
formazioni utili in caso di 
emergenza, desunte da 
Comuni e Prefetture e in- 
serite in una specifica 
banca dati. La trasmissio- 

MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



CITTADINI & COMPUTER 


I sistemi territoriali 


Nel corso del convegno di Padova so- 
no apparse rilevanti molte relazioni sui 
sistemi territoriali applicati ai diversi ser- 
vizi. È un argomento di capitale impor- 
tanza, perché qualsiasi attività di gover- 
no o di amministrazione ha come punto 
di riferimento i cittadini e il territorio sul 
quale vivono e operano, per questo ce 
ne occupiamo spesso su queste pagine. 
Ben ventotto relazioni sono state pre- 
sentate su questo tema, e basta scor- 
rerne un elenco parziale per avere l'idea 
delle interconnessioni e delle implicazio- 
ni di ogni iniziativa su questa materia: 

— il sistema informativo territoriale per 
la bonifica (Venezia). 

— Progetto osservatorio casa: un siste- 
ma informativo a sostegno delle politi- 
che abitative (Mestre, VE). 

- Studio della domanda nella Provincia 
di Perugia finalizzata alla redazione del 
piano provinciale dei trasporti (Perugia). 

- Gestione del territorio e protezione 
dell'ambiente (Siemens Data). 

- Banca dati e cartografia per il control- 
lo di qualità degli acquiferi (Vicenza e Pa- 
dova). 

- Progetto Standard Geografico Vene- 
zia (Consorzio Venezia Ricerche). 

— Metodologie di analisi e simulazione 
della quantità delle risorse idriche e dei 
possibili interventi di tutela e risanamen- 
to (Università di Padova). 

— Catasto rifiuti elettronico (Bologna). 


ne automatica delle informazioni agli 
utenti collegati permetterà a questi ul- 
timi di disporre di tutti i dati necessari 
anche in caso di caduta delle linee di co- 
municazione. 

— Informazioni ai cittadini. 

è chiaro, a questo punto, che l'effet- 
tiva funzionalità del sistema è legata, ol- 
tre che alla sua architettura, all'uso che 
ne faranno gli utenti, cioè i Comuni e le 
Province che a mano a mano si colle- 
gheranno, alla compatibilità delle loro 
procedure e alle quantità e qualità delle 
informazioni che immetteranno nella re- 
te. 


Statistica 

Fra gli altri argomenti trattati nel con- 
vegno di Padova, particolarmente nu- 
merose e interessanti sono state le re- 
lazioni sui censimenti, la gestione del 
verde pubblico e i sistemi territoriali, tra- 

Un'applicazione informatica, non citata nell'artìcolo, 
in ambito medico é rappresentata dal controllo del- 
le prescrizioni ambulatoriali Ifonte Siemens Datai 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


— Il sistema informativo territoriale della 
città di Torino. Esperienze e prospettive 
(Comune di Torino). 

— S.I.T.A.C. Sistema Informativo Terri- 
toriale Amministrativo Cartografico (Ve- 
rona). 

— Tecniche di aiuto alla decisione e mo- 
delli per la localizzazione e il dimensio- 
namento ottimale delle aree di parcheg- 
gio (Università di Ancona). 

— Situazione e sviluppi della cartografia 
numerica delle reti di distribuzione del- 
l'energia elettrica dell'ENEL (Enel). 

— I sistemi grafici per la cartografia e la 
progettazione della rete telefonica locale 
(SIP). 

— Proposte di grafie unificate nella re- 
dazione informatizzata dei piani regolato- 

A questo punto c'è da fare una sola 
osservazione: l'efficacia di tutte queste 
iniziative, e di tante altre di cui non ab- 
biamo notizia, è strettamente legata alla 
loro compatibilità reciproca. Se la carta 
della rete telefonica e quella delle fogna- 
ture, tanto per fare un esempio, non sa- 
ranno compatibili, la loro utilità sarà for- 
temente ridotta, perché sarà necessario 
ricorrere a elaborazioni manuali ogni volta 
che i due servizi dovranno interagire. A 
questo ha pensato il Dipartimento della 
Funzione Pubblica, con una serie di di- 
rettive citate nella relazione della Com- 
missione Informatica. 


lasciando i servizi informativi al cittadi- 
no, dei quali altre volte ci siamo occu- 
pati su queste pagine. 


Franco Marozza, vice direttore dell’I- 
stituto Nazionale di Statistica, ha pre- 
sentato una accurata e ponderosa rela- 
zione sulle innovazioni introdotte in 
campo statistico dalla legge 142/90, an- 
che in collegamento con la legge 
241/90 sulle nuove norme del procedi- 
mento amministrativo e dal D.L. 322/80 
sulla riforma del sistema statistico na- 
zionale. Marozza si è soffermato in par- 
ticolare sull'Importanza dei sistemi in- 
formativi di tipo statistico, indispensabili 
in ogni forma di programmazione, sulla 
funzione dell’ISTAT per il loro coordina- 
mento, che rientra anche nelle attività 
previste dai Progetti Intersettoriali del 
Dipartimento della Funzione Pubblica, 
sulle relazioni tra le varie disposizioni le- 
gislative e sugli aspetti particolari di na- 
tura informatica. In vista del prossimo 
censimento della popolazione, delle abi- 
tazioni, dell'industria e dei servizi, il vice 
direttore dell'ISTAT ha illustrato il con- 
cetto della partecipazione di cittadini, in- 
tesa come cooperazione, come dovere 
civico, perché le informazioni che ven- 
gono richieste sono indispensabili per la 
programmazione e quindi per l'azione di 
governo. I cittadini devono quindi utiliz- 
zare le nuove possibilità e i diritti offerti 
dalle nuove tecnologie per collaborare 
con l'azione della pubblica amministra- 
zione, e non per paralizzarne l'attività, 
come è successo in Germania in occa- 
sione dell'ultimo censimento (molti te- 
deschi si sono rifiutati di rispondere alle 
domande, o hanno in altri modi intral- 
ciato la raccolta delle informazioni, rite- 
nendo che in questo modo si potessero 



CITTADINI & COMPUTER 


La legge 142 

Alla base dell'attuale dibattito sui problemi dell'informatizzazione degli enti locali 
c’è la legge N. 142 del 1990, «Ordinamento delle autonomie locali», che prospetta 
un disegno innovativo della pubblica amministrazione a livello provinciale e comunale 
e introduce un nuovo concetto di realtà locale, anche con l'istituzione delle «aree 
urbane», cioè delle nuove strutture territoriali che hanno come baricentro i nove 
maggiori agglomerati urbani del nostro paese. L'importanza di questa legge deriva 
dal fatto che per la prima volta in Italia un ordinamento amministrativo nasce con 
precisi e sostanziali rifenmenti alla realtà determinata dalla presenza delle tecnologie 
informatiche, e le prende addirittura come base del progetto complessivo. Viene cosi 
superato il problema che fino ad ora ha frenato o comunque complicato il rinnova- 
mento della pubblica amministrazione: l'innesto di soluzioni avanzate su strutture di 
modello ottocentesco. 


sfruttare per altri fini i dati personali sta- 
tistici). 

In Italia il censimento nazionale del 
1991 è già avviato nella sua fase orga- 
nizzativa, in autunno inizieranno i rileva- 
menti: l'occasione migliore per dimo- 
strare l'efficacia degli strumenti infor- 
matici e la chiarezza di idee con la quale 
la pubblica amministrazione intende 
usarli. 

Parchi e giardini 

La gestione del verde pubblico, par- 
chi, giardini, ville storiche e aree verdi 
comunque dislocate nel contesto urba- 
no, è un aspetto rilevante per la qualità 
della vita nelle città. Anche in questo 
settore l’utilizzazione degli strumenti in- 
formatici può comportare sensìbili be- 
nefici sia per la conservazione e la ma- 
nutenzione, sia per la programmazione 
di nuovi interventi o le innovazioni da in- 
trodurre per una gestione più efficace. 
Su questo aspetto si è soffermato Vin- 
cenzo Cazzato, partendo dal cosiddetto 
«Modello PG», elaborato dall'Istituto 
Centrale per il Catalogo e la Documen- 
tazione, per la raccolta dei dati sui giar- 
dini. 

La relazione del Servizio Gestione 
Parchi e Giardini del Comune di Bolo- 
gna, svolta da Edoardo Vaccari e Carla 
Restelli, ha illustrato le soluzioni infor- 


matiche adottate nel capoluogo emilia- 
no. Si tratta di un modello gestionale 
suddiviso per categorie, che compren- 
dono le oltre settecento aree verdi della 
città: piccole aiuole, giardinetti pubblici 
e scolastici estremamente intensivi e 
ad elevatissima utenza, verde monu- 
mentale; giardini urbani di media am- 
piezza, pubblici e scolastici, meno inten- 
sivi, aiuole molto ampie; parchi urbani 
pubblici e scolastici; parchi urbani pub- 
blici e scolastici estensivi, arredo stra- 
dale grande viabilità, aree urbane se- 
miallestite; grandi parchi a carattere in- 
tercomunale, aree allestite a solo prato. 
Per ognuno di questi settori sono stati 
calcolati i costi di coltivazione ordinaria 


e straordinaria. A fianco delle tipologie 
culturali sono state definite tre linee di 
intervento: coltivazione ordinaria, colti- 
vazione straordinaria, riassetto e rifun- 
zionalizzazione. Chiediamo scusa ai let- 
tori per questa espressione terribile del 
linguaggio burocratico, che significa «ri- 
cucitura funzionale del verde, nuove 
piantagioni, nuovi arredi, panchine, gio- 
chi, percorsi pedonali: l'albero giusto e 
la panchina al posto giusto, in tempi de- 
centi e a costi pubblicizzabili». Fin qui la 
parte amministrativa, ma il modello bo- 
lognese prevede anche una classifica- 
zione d’uso, sulla base della quale im- 
postare un progetto di tipo tecnico. È 
quindi allo studio l'informatizzazione ap- 
plicata alla scelta delle coltivazioni in 
funzione non solo della destinazione del 
verde, ma anche delle caratteristiche 
del sito. 

La città di Padova, come abbiamo det- 
to nell’apertura di questo articolo, dispo- 
ne di un sistema informativo territoriale 
quasi completo, nell'ambito del quale è 
compresa la gestione del verde pubbli- 
co. Banche dati e procedure di questo 
settore sono state illustrate da Gianpao- 
lo Barbariol del Servizio Verde Pubblico 
e da Grazia Daria Erti del CED comunale, 
che hanno anche illustrato il metodo di 
costruzione del patrimonio informativo 
specifico, nell'ambito Sistema Informa- 
tivo Territoriale, in modo che i dati relativi 
alle aree verdi siano coordinati con gli 
altri aspetti della gestione del teritorio, 
dalla cartografia di base, all'urbanistica, 
all'ambiente, alla gestione strade e traf- 
fico. Quando il progetto sarà pienamente 
operativo, una workstation collegata alla 
banca dati centrale del Comune permet- 
terà quindi di realizzare gli obiettivi del- 
l'azione: gestione dell'intero patrimonio 
del verde pubblico, progettazione di nuo- 
ve aree verdi, programmazione delle at- 
tività di intervento. 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 





Porta SCSI Portatile 

Parallel port to SCSI host adapter 


( ' \ 

Il T338 è un prodotto che permette di collegare attraverso una 
Porta Parallela I.B.M. o I.B.M. compatibile quasiasi periferica che 
preveda un collegamento SCSI. 

Questa rivoluzionaria tecnologia converte una semplice porta 
parallela in una SCSI bus alla quale si possono collegare sette 
differenti SCSI Hard Drivers. Streaming Tape. Dischi Ottici, remo- 
vibili.oCD-ROMS. 

Usare T338 è estremamente facile. 

Con il T338 avete la perfetta soluzione per collegare al Vs. 
portatile qualsiasi periferica SCSI. 

Consultate un tecnico per avere ulteriori informazioni. 

v y 


’ Il drive Syquest SQ 555 è un hard drive removibile di capacità ^ 
unitaria 44 Mb. ad alte prestazioni per velocità di accesso c sicurezza 

Il supporto removibile da 5.1/4" da 44 Mb. c quanto di più 
interessante per chi ha bisogno di fare backup veloci, con massima 
sicurezza e trasportabilità dei dati, per chi vuole da un prodotto il 
massimo delle prestazioni. Ideale per applicazioni che richiedono: 

- Altissime prestazioni. 

- Trasportabilità e sicurezza dati. 

- Ricerche e backup veloci. 

Configurarle con tutte le piattaforme. DOS bus XT/AT, DOS 
MCA. OS2 MCA. SCO XENIX. NOVELL. MACINTOSH, può 
esscrecollegatoalVs.computerintemamenteoestemamenleconun 
^propriocabine. autoalimentato. 


( \ 

Il CD ROM Chinon di capacità 552 Mb. permette di collegare 
attraverso la porta T338 la Vs. banca dati giuridica, economica, 
fiscale, ed è un prodotto sul mercato informatico con un prezzo 
senz'alno interessante. Regolarmente testato sul ns. prodoUo T338. 
viene distribuito in un cabinet autoalimentatodimeasioni h. 6.5 x 28 
x 26 (stessa dimensione del cabinet Syquest). La società provvede a 
fornire l'utente dei software driver per il collegamento della porta 
T338 con il CD ROM. lavora con tutti i CD ROM interfaccia SCSI 
standard 25 pin esistenti sul mercato. 

V 


II disco Relax 600 è un drive magneiico-ottico riscrivibile a 
basso costo che permette di avere ON-UNE grandi masse di dati 
removibili e cancellabili. Rappresenta quindi quanto di più evoluto 
ed interessante per chi tratta innumerevoli mole di dati ed ha sempre 
grossi problemi di spazio, particolarmente indicato nei settori, ar- 
chiviazione banche dati, computergrafica, sistemi multimediali, 
applicazioni didattiche, biblioteche, editoria, etc.. 

Il supporto removibile da 5. 1/4" con ì suoi 600 Mb. di spazio su 
disco (300 Mb. ca. per faccia) rappresenta il coato più basso per 
Megabyte reperibile sul mercato. 

Il disco Relax 600è configurane con tutte le piattaforme. DOS 
bus XT/AT. DOS MCA.OS2 MCA. SCO XENIX. MACINTOSH. 

^ SUN. DEC. 


a 


DISTRIBUITO DA: COMPUTERS E AZIENDA S.r.l. 

Via C. Mirabello, 12 
00195 Roma 

Tel. 384015 - 315884 - Fax. 3213929 


Spazio Riservato ai Distributori di Zona 



I tuoi programmi p 


Tutti i programmi del mondo ai prezzi 
migliori. 

Quotila 32 Discount Software è il punto 
di riferimento software per l'utenza 
professionale di personal computers. 

I nostri 12.000 clienti vogliono da noi 
un'offerta senza confronti e noi 
abbiamo creato un'organizzazione 
capace di rispondere puntualmente alle 
loro esigenze. 

Tutti i prodotti migliori ai prezzi migliori. 
È davvero un'offerta senza confronti. 
Attraverso i nostri magazzini e il nostro 
ufficio negli Stati Uniti, abbiamo la 
disponibilità in anteprima di tutti i 
prodotti software esistenti al mondo e 
siamo in grado di recapitarli ai nostri 
clienti in tempi brevissimi. Basta una 
telefonata gratuita al Numero Verde 
oppure un semplice ordine per fax o 
per posta. Nessun altro, in Italia, è in 
grado di fornire un servizio come 
questo. E nessun altro può permettersi 
di offrire prezzi altrettanto vantaggiosi: 
ne siamo talmente sicuri 
che te lo possiamo garantire. 

Se su questo numero di 
Microcomputer trovi un 
prodotto ad un prezzo inferiore 
al nostro, segnalacelo: 
ti offriremo lo stesso prodotto 
allo stesso prezzo. 

Ad alta quota si lavora 
meglio. Per questo 
siamo i primi. 

| CHIAMATA GRATUITA 



er il futuro sono qui. 




COLLEGATEVI AL NOSTRO BBS PER INFORMAZIONI E VERSIONI DEMO 


Condizioni commerciati: ' Tutti i prezzi sono al netto (h IVA. e sono scontati rispetto al listino ufficiale produttori ' Pagamento I ; tn contrassegno con assegno circolare NT intestato a OuottiaO? s r i 




PC Tools Oc Lu»e 60 m 195.000 



PC Tools De lune 6.0 LAN in 1 «0.000 



PER ORDINARE 0 RICHIEDERE IL NOSTRO 
CATALOGO GRATUITO: 



Acquisto duetto OuntnashopaZ - Stilano. Vis Alenimene, si 


Quotha32 

Di scount Software 



Informatica & Diritto 


di Elvezio Petrozzi 


Il lavoro al videoterminale 


Questo mese intendo 
occuparmi di un argomento 
che per una serie di eventi 
recenti ad esso collegati si 
sta rivelando di grande 
attualità: il lavoro ai 
videoterminali. 

Già in passato mi sono 
occupato in questa stessa 
rubrica di questo importante 
aspetto del lavoro che si 
svolge mediante l'utilizzo di 
computer, ma gli ultimi 
sviluppi mi forniscono il 
giusto pretesto per tornare 
sul discorso 

La prima volta 

Uno di questi eventi è costi- 
tuito dalla conclusione del primo 
processo penale mai celebrato in 
Italia riguardo al cosiddetto «mal 
di computer». 

Imputati a questo dibattimen- 
to sono risultati l'amministratore 
delegato ed un funzionario della 
società di assicurazioni SAI di To- 
rino. tratti a giudizio dal pretore 
Raffaele Guariniello in seguito ad 
un esposto presentato dai sinda- 
cati circa tre anni fa in rapporto 
agli ambienti di lavoro della sede 
torinese della SAI, dove lavorano 
circa seicento dipendenti. 

Il processo, che è durato oltre 
un anno, si è concluso con una 
condanna evitata dai due impu- 
tati grazie ad oblazioni ed amni- 
stie varie; è rimasta comunque a 
loro carico la somma cospicua 
determinata dalle spese proces- 

Un sopralluogo della USL com- 
petente aveva infatti evidenziato 
numerose situazioni di disagio 
tra lavoratori, molti dei quali ma- 
nifestavano i sintomi classici del 
«mal di computer»; tensione 
causa di cadute depressive del- 
l'umore, disagio complessivo, 
sintomi somatici quali sensazioni 
di caldo, agitazione, tremori alle 
mani e sudori freddi. 

La sentenza del dott. Guari- 
mello, quaranta pagine docu- 
mentate minuziosamente, dedi- 
ca una buona parte alla descri- 
zione dei rischi professionali «da 
videoterminale» e citando un re- 
cente documento dell’Organiz- 
zazione mondiale della sanità, il 
pretore indica sintomi di disagio 
visivo, problemi muscolo-schele- 
trici. stress e disturbi cutanei. 


La sentenza manca natural- 
mente di riferimenti a normative 
precise, anche se le norme an- 
tinfortunistiche e per l’igiene del 
lavoro delineano comunque prin- 
cipi ed obblighi di carattere ge- 
nerale atti a tutelare anche gli ad- 
detti ai vdt. 

Per quanto riguarda normative 
più precise — ha commentato il 
pretore - siamo in attesa che 
l'Italia recepisca la direttiva CEE 
del maggio 1990. 

La direttiva CEE 

È quindi il caso di dare un'oc- 
chiata a questa direttiva CEE ap- 
provata il 29 maggio dello scorso 
anno; il testo integrale di questo 
documento è riportato nel riqua- 
dro della pagina seguente. 

Manca alla completezza della 
presentazione l'allegato citato 
negli articoli 4 e 5, un elenco di 
requisiti minimi cui debbono sod- 
disfare i vari elementi che com- 
pongono una postazione di lavo- 
ro. 

Lo schermo - Deve essere 
orientabile facilmente, non deve 
avere riflessi o riverberi e la sua 
immagine deve essere stabile. 

I caratteri visualizzati debbono 
essere ben definiti, di grandezza 
sufficiente ed abbastanza spazia- 
tine il contrasto tra immagi- 
ne e sfondo deve risultate rego- 
labile in modo semplice. 

La tastiera - Deve essere dis- 
sociata fisicamente dallo scher- 
mo e deve presentare una su- 
perficie opaca. 

I simboli dei tasti debbono 
avere buona leggibilità e le loro 
caratteristiche debbono tendere 
ad un uso il piu agevole possi- 
bile. 

Davanti ad essa vi deve essere 
uno spazio sufficiente all'appog- 
gio di mani e braccia dell’utiliz- 

II piano di lavoro - Deve ave- 
re una superficie poco riflettente 
ed una dimensione sufficiente 
per consentire una disposizione 
libera dello schermo, della tastie- 
ra. dei documenti e del materiale 
accessorio. 

Il supporto per i documenti de- 
ve essere stabile e regolabile, 
collocato in modo da ridurre al 
mimmo i movimenti della testa e 
degli occhi. 

Il sedile di lavoro - Deve es- 
sere regolabile in altezza ed in- 


clinazione e- stabile in fase di la- 
voro. Il poggiapiedi va messo a 
disposizione di quanti lo deside- 

Anche per quanto riguarda 
l'ambiente sono presentati una 
serie di requisiti tesi a stabilire 
alcuni standard che si riferiscono 
allo spazio, all'illuminazione, ai ri- 
flessi, al rumore, al calore, alle 
radiazioni ed all’umidità. Vi è in- 
fine un'ultima parte dedicata al- 
l'interfaccia elaboratore/uomo, 
una serie di norme quindi, che 
riguardano il software. 

Esso deve essere adeguato al- 
la mansione da svolgere e di fa- 
cile uso nonché, ove possibile, 
adattabile al livello di conoscenze 
ed esperienze del I ' utilizzatore. 

Deve inoltre fornire ai lavora- 
tori indicazioni sulle operazioni 
da svolgere e le deve proporre in 
un formato e ad un ritmo ade- 

Notevole poi la norma che vie- 
ta l'utilizzo di dispositivi atti al 
controllo segreto della quantità e 
della qualità del lavoro prodotto. 

La situazione italiana 

- Per quanto si riferisce alla si- 
tuazione normativa italiana, in at- 
tesa del recepimento della diret- 
tiva CEE. procede nel suo iter la 
Proposta di Legge n, 4087. pre- 
sentata ri 1 luglio del 1989 a fir- 
ma di numerosi deputati appar- 
tenenti a quasi tutti i gruppi po- 
litici, intitolata «Norme per la tu- 
tela dei lavoratori addetti ad unità 
video». 

È una legge che ricalca in buo- 
na parte il dettato della direttiva 
descritta sopra e che prende 
spunto dalla ormai chiara identi- 
ficazione di diversi fattori di no- 
cività tipici del lavoro mediante 
tecnologie microelettroniche di 
trattamento dell'informazione e 
connessi a condizioni ambientali 
quali il microclima, la tempera- 
tura, l’illuminazione, il rumore 
ecc. 

Si tratta di fattori di rischio che, 
come viene detto nell'introduzio- 
ne al nuovo articolato, possono 
in molti casi essere drasticamen- 
te ridotti con particolari accorgi- 
menti o con adeguati investi- 
menti mirati all'adattamento del- 
l’ambiente di lavoro. 

È infatti ormai chiara l'indivi- 
duazione di vere e proprie pato- 
logie collegate al lavoro di tipo 
informatico; si tratta ad esempio 


di disturbi della vista tipici di un 
lavoro ad alta richiesta visiva, di- 
sturbi dell'apparato locomotore 
dovuti alla posizione coatta, la 
quale tra l'altro resta tale anche 
in casi di massima attenzione nei 
confronti dell'ergonomia del po- 
sto di lavoro, di alterazioni dello 
stato psicologico con manifesta- 
zioni di affaticamento, disagio, 
depressione, frustrazione e 
stress, tutte ricomprese nella co- 
siddetta «sindrome VODS» e 
cioè VDT Operatori Distress. 

A questa particolare sindrome 
non sono estranei naturalmente 
né l'hardware. ne il software, né 
l'organizzazione del lavoro. 

Elementi caratterizzanti di 
questo progetto di legge sono la 
«pausa retribuita» per gli addetti 
all'unità video e le pene previste 
ai contrawenton 

Nel primo caso si prevede una 
pausa che va da un mimmo di 1 0 
ad un massimo di 20 minuti ogni 
due ore di applicazione al com- 
puter. pausa da considerarsi a 
tutti gli effetti parte integrante 
dell'orario di lavoro e. come tale, 
non riassorbibile all'interno di ac- 
cordi che prevedano riduzioni di 

Per quanto poi si riferisce alle 
pene, il trasgressore viene puni- 
to. ove il fatto non costituisca più 
grave reato, con l'arresto fino a 
sei mesi o con l'ammenda fino a 
dieci milioni di lire. 

Conclusioni 

Di fronte ad un cambiamento 
profondo delle metodologie di la- 
voro, cambiamento tale da pre- 
figurare una sorta di rivoluzione 
informatica e di «terza rivoluzio- 
ne industriale», occorre con ur- 
genza adeguare le norme di tu- 
tela dei lavoratori introducendo 
elementi di forte novità. 

Sta infatti cambiando il peso 
relativo dei diversi fattori di ri- 
schio e si stanno evidenziando 
nuovi elementi di noctvita che 
non possono più essere trascu- 
rati od affidati ad un complesso 
legislativo, quello delle norme 
antinfortunistiche, nato ormai 35 


Nella pagira seguente pubblicamo 
la Direttiva CEE approvata il 29 mag- 
gio 1990 relativa alle prescrizioni mi- 
nime in materia di sicurezza e di sa- 

attrezzature munite di videoterminali. 


10 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



AVVISO A! 
PROFESSORI 


PREZZI MAI VISTI 
m SU TUTTO IL SOFTWARE MICROSOFT 
FINO A SETTEMBRE 


Per lutti gli insegnanti, i docenti e i professon l'estate è stagione di supersconti eoo la fantastica offerta di Quotha32. Academy & Research dal f Giugno al 30 
Settembre, software Microsoft in ambiente Education con sconti fino ad oltre il 70% £ul prezzo di listino. Per quattro mesi, a Quotha32, la scienza in programma con 
sconti ad honorem: è un'occasione eccezionale per l'acquisto di prodotti Microsoft, riservata esclusivamente ai docenti e ai professori di ogni ordine e grado Per 
ricevere subito - via corriere espresso - 1 prodotti prescelti, basta spedire, via fax o per posta, il presente modulo d'ordine compilato in ogni suo punto (specificando 
chiaramente il formato hchiesto) insieme ad una fotocopia del certificato di servizio o di qualsiasi documento comprovante lo status di professore o docente. 
La presente offerta è valida per i prodotti ordinati entro li 30/9191 




Quotha32 

Discount Software 


PER ORDINARE: 

Fax (055) 2298110 

rwl Quotha32 s.r.l. - 50124 Firenze, 
LfSJ Via Giano della Bella, 31 


Quotha32 srl • 50124 Firenze - Via Giano della Bella, 31 - Tel. (055) 2298022 r.a. • Fax: (055) 2298110 




112 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


LINEA AMIGA COMMODORE 

GLI HARD DISK 


IMPACT A2000 GVP II SERIE ■ HD Controller SCSI più esp. RAM 2-8 Mb per A2000 
o ZBB con autoboot. 0 Kb 410.000 - 2Mb 610.000 
TOPCARD HARDITAL 

Controller Hard Disk SCSI per A2000. Autoboot autoconfig. Tutte le partizioni sono FFS 


e bootabili. Costruito compiei, in tecnologia VLSI 240.000 

A2091 COMMODORE Controller HD SCSI per A2000. Autoboot Autoconfig.Con 
possibilità di Inserire 2Mb di RAM. 290.000 

Con 2 Mb 490.000 

Hard Disk SCSI - 40 MB 3,5“ llms-Quanlum 520.000 

Hard Disk SCSI - 52 MB 3.5' llms-Ouanlum 620.000 

80 MB 3.5’ 1 1 ms-Quantum 890.000 

105 MB 3.5* 1 1 ms-Quantum 990.000 

1 20 MB 3,5' 1 1 ms-Quantum 1 .140.000 

21 0 MB 3,5- 1 1 ms-Quantum 1 .690.000 


DOTTO HARDITAL Micro HD controller In standard IDE AT BUS Interno x A500/1000/ 
2000 utilizza HD sia da 2.5 (7x1 1 cm) che da 3.5 - aulobut e autoconfigurante - tutte le 


HD consigliati - il PRATRIETER 20Mb - 23Ms 690.000 

SEAGATE 43 Mb28Ms 3.5 Incb 390.000 

QUANTUM 52Mb 1 1 Ms 3.5 Indi 620.000 

QUANTUM 1 05Mb 1 1 Ms 3.5 Incb 990.000 

A590 COMMODORE HD controller p!ùHOda20Mbconesp.Ramda0a2Mb autoboot 
per A500 690.000; Con 2Mb di Ram 890.000 

HD2000 card - Controller e HD su scheda per AMSTRAD, IBM/XT o A2000 con 
Janus.HD2000 card 32Mb 490.000 


GLI EMULATORI MS-DOS 

AT ONCE VORTEX 286 - Emulatore IBMT per A500. Contenente la CPU 286 a 8MHz. 
Si Inserisce alTinlemo del computer 359.000 

ADATTATORE PER AMIGA 2000 120.000 

JANUS XT Emulatore IBM/XT per A2000 * drive da 5,1/4 con garanzia Commodore 
Italia 580.000 

JANUS AT - Emulatore IBM' AT perA2000* drive da 5, 1/4 con garanzia Commodore 
Italia 849.000 

LE ESPANSIONI DI MEMORIA 


MEGA AGNUS - Espansione di memoria da 2Mbdl chip RAM interno per A2000 e A500 
necessita del Fater Agnus 8373 360.000 

AGNUS 8373 220.000 

XPANDER- Esp. di memoria da 2Mb per A500/1 000 di tipo slim. Esterna 0 Wait Siate. 
Munita di Interruttore di disinserimento. Autoconfigurante. Dimensioni 13X10X2.5cm. 

390.000 

AMINTERAM Espansione di memoria per A500 da 512Kb. Si inserisce nell'apposito 
slot del computer 79.000; Con orologio e batteria lampone 99.000 

INSIDER 2 HARDITAL Esp. di mem. da 2Mb per A500. Esp la memoria a 2.3 Mb nei 
computer con i vecchi Agnus e a 2,5Mb in quelli con I nuovi BIG Agnus, di cui 1 Mb come 
chip RAM e 1 . 5 come fast RAM. Si inserisce nell'apposito slot del computer. Con orologio 
e batteria tampone. 280.000 

INSIDER 4 HARDITAL - Come sopra ma da 4 Mb 440.000 

INSIDER 6 HARDITAL - Come sopra ma da 6Mb 590.000 

SUPEROTTO HARDITAL Esp. da 0-2-4- 8- Mb sulla stessa scheda per A2000 o ZBB. 
Con display con indicazione della memoria disponibile e di led di autoconfiguraz. 
Zero wait state. 2Mb 340.000 - 4Mb 540.000 - 8Mb 790.000 
SUPEROTTO HD HARDITAL - Come sopra ma con integrato un controller per HD In 


tecnologia SCSI. Con 2 MB 540.000 

A2058 COMMODORE - Espansione da 2 a 8 Mb per A2000. 2Mb 850.000 

KICKROM 1.3 A1000 

Kickstart 1 .3 su Eprom senza saldature per A 1 000 con orologio tampone. SI inserisce sul 
connettore laterale del computer. Con connettore passante 1 49.000 

KICKROM 1.3 A500/A2000 - Kickstart 1.3 su Eprom interno per A500/2000. Con 
deviatore per Kickstart 1 .2 89.000 

KICKROM 2.0 - Kickstart 2.0 su Eprom interna per Amiga 140.000 


I DRIVE 

ADRIVE - Drive da 3,5’ esterno per A500/1 000/2000. Con Interruttore per II disins. e di 
connettore passante 1 1 9.000 

ADRIVE 2000 - Drive interno da 3.5' per A2000 99.000 

SUPER DRIVE HARDITAL - rivoluzionario drive da 3,5’ esterno per A 500/1000. 
Comprende un tasto plagio per duplicare qualsiasi programma, un tasto A.V. per 
impedire la contaminazione di virus sul dischetto, e di un tasto per disattivare il drive. 
Completo di connettore passante. 159.000 


ACCELERATORI - PROCESSORI - COPROCESSORI 

BANG 2081 82 Hardltal - Scheda accell. per A500/A2000 contenente 68020 a 16 MHz 
e 68881 490.000; 

Per conliguraz. con 68881 o 68882 con altre frequenze Chiedere 

BIG BANG HARDITAL - Scheda accelleratrice contenerne il 68030 e il 68882 per A 500/ 
2000 con clock asincrono da 16 a 60 Mhz. 

Burst mode design completa di memoria autoconfigurante a 32 bit da 1 a 8 MB. 



2 Mb 1.760.000: Con 4mb 2.050.000 
TURBO BOARD II SERIE con memoria da 1Mb 

Espandibile a 16 - Chiedere 

RAM X A 3000 1 Mbx4 49.000 

I DIGITALIZZATORI AUDIO VIDEO 

GENLOCK CARD A 2300 Commodore 

Scheda Genlock semiprotessioale per Amiga 2000 390.000 

FUCKER FIXER - Scheda da Inserire nello slot video deirA2000 ed elimina il flicker 

370.000 

FLICKER FIXER « Monitor Multisyne 990.000 


I MONITORS 


COMMODORE 1084 S -Monitor HiRes stereo per A500A1000-A2000 450.000 

PHILIPS 8833 - Monitor stereo per Amiga o PC 450.000 

LE STAMPANTI 

STAR LC 10 380.000 

STAR LC 10 color 450.000 

STAR LC 24-10 - 24 aghi 150 cps NLQ 610.000 

COMMODORE MPS 1230 330.000 

COMMODORE MPS 1 550 C COLOR 41 0.000 



£ 


OMpUT€n 

€NT€fi 


PER INFORMAZIONI E/O 
ORDINAZIONI: 

Via Forze Armate 260 
20152 Milano - Tel. 02/4890213 



Show Room - Via G. Cantoni, 1 2 tutti i prezzi sono iva compresa 

Milano - Tel. (02) 4983457-4983462 



AMD vs Intel 

La compatibilità scende un gradino 



di Andrea de Prisco 


B ene, sono proprio contento. Una 
volta tanto non parleremo della 
tastiera, del video, degli slot di- 
sponibili di un computer in prova, ma 
del suo cuore: il processore. L 'idea na- 
sce dai recenti fatti accaduti negli ultimi 
mesi negli States e precisamente ri- 
guardo la causa tra Intel e AMD per il 
processore 386 attualmente costruito 
da entrambe le case. 

Non trattandosi però di una vera e pro- 
pria clonatura ( nessuno sarebbe poi così 
matto da tentare una strada simile) la 
causa riguarda essenzialmente il nome 
del prodotto: per Intel il « marchio » 386 
è suo e non vuole che altri produttori dì 
chip utilizzino lo stesso nome per altri 
processori. Non sappiamo come andrà a 
finire (Intel sconfitta in prima battuta ha 


tutte le intenzioni di continuare la sua 
battaglia negli appelli successivi) ma per 
il momento abbiamo la possibilità di pro- 
vare su strada uno di questi chip incri- 
minati, a confronto-scontro diretto con 
l'originale 386 di mamma Intel. 

Per rendere quanto più equo possibi- 
le il confronto, abbiamo utilizzato due 
macchine identiche messe a disposizio- 
ne dalla Unibit di Roma. Sono due 
DS333 modello 90. con 64K di cache, 
VGA, controller per HD, 4 mega di ram. 
E per essere proprio sicuri che non vi 
fosse nessuna differenza tra le schede 
non ci siamo «semplicemente fidati» 
ma abbiamo anche scambiato tra loro i 
processori delle due macchine ed ese- 
guito così nuovamente la serie di test. 
Andiamo, dunque, ad incominciare... 


Benchmark come bugia 

C'è un famoso detto «commercial-in- 
formatico» che suona pressappoco co- 
sì: i benchmark non dicono bugie ma i 
bugiardi usano i benchmark. Chi ha se- 
guito qualche anno fa la serie di Appunti 
di Informatica intitolata «MIPS» ricor- 
derà (spero) tutti i miei affanni per cer- 
care di spiegare che una cosa sono le 
chiacchiere, un'altra sono «i fatti» ri- 
guardo la velocità di elaborazione di un 
sistema di calcolo. 

È facile affermare: «il nostro extra-ul- 
tra-strafigo-computer lavora a 200 MI- 
PS» un po' meno spiegare (lealmente) 
cosa si intende in quel momento per 
200 MIPS, Intanto c'è da capire se quel 
valore è «di picco» oppure è un valore 


114 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



AMD + INTEL 



medio. Nel primo caso, capirete, ha ben 
poco significato: a cosa serve un pro- 
cessore che esegue «col turbo» le ope- 
razioni nulle (NOP) e poi si pianta alla 
prima moltiplicazione o divisione a più di 
8 bit ? E se invece si tratta di valore me- 
dio, come è stabilita questa media? Una 
media non pesata tra i tempi di esecu- 
zione di tutte le istruzioni eseguibili da 
quel processore ha lo stesso valore del 
caso di prima: il dato è assolutamente 
non significativo. Una media pesata sul- 
la frequenza delle istruzioni nei pro- 
grammi, per così dire, generici già si av- 
vicina maggiormente ad un valore equo 
di performance di quel sistema. L'im- 
portante è non barare sulle proprie car- 
te: ogni processore, per quanto generai 
purpose, ha sempre e comunque una 
determinata aspirazione intrinseca. Se il 
processore ha una struttura vettoriale 
sarà indicato per calcoli matriciali: inu- 
tile cercare di farlo correre su applica- 
zioni non (altrettanto) vettoriali: rischie- 
remmo di avere performance tipiche di 
processori dal costo decine se non cen- 
tinaia di volte inferiori. 

Per non parlare poi del raffronto tra 
processori diversi utilizzando come unità 
di misura il MIPS. Nulla di più sbagliato: 
è come stabilire la velocità di un veicolo 
utilizzando come parametro solo i giri del 
motore. Se un processore corre a 7 MI- 
PS ed un altro a 1 0, se i due processori 
non sono tra loro compatibili (non uti- 
lizzano, cioè, lo stesso linguaggio mac- 
china e quindi lo stesso set di istruzioni) 
non siamo sicuri che il secondo sia ef- 
fettivamente più veloce del primo. È già: 
come noto MIPS sta per «Milioni di Istru- 
zioni Per Secondo» e naturalmente le 
istruzioni sono quelle del processore che 
stiamo provando. Se due processori dif- 
ferenti hanno istruzioni molto diverse tra 
loro, ad esempio uno è un RISC e l'altro 


Schema a blocchi del processore AMD 386 DX. 


è un CISC, non è detto che 10 MIPS del 
primo siano effettivamente più dei 7 MI- 
PS del secondo. È noto, infatti, che i pro- 
cessori RISC hanno prevalentemente 
istruzioni semplici eseguibili in un solo 
ciclo di clock; i CISC hanno invece istru- 
zioni più complesse (quindi più potenti) 
eseguibili però in un numero di cicli di 
clock più elevato: alla fine, ciò che conta, 
è il comportamento della macchina da- 
vanti all'applicazione, non al benchmark 
nudo e crudo che può lasciare spesso 
insoddisfatti. 


Famiglie di processori 

Il discorso è completamente diverso 
quando i processori appartengono alla 
stessa famiglia: essendo il linguaggio 
macchina identico, il MIPS all'interno di 
quella famiglia assume magicamente un 
valore assoluto. Un processore da 14 
MIPS va esattamente al doppio di uno 
a 7 MIPS purché, lo ripetiamo, le istru- 
zioni del primo siano uguali a quelle del 
secondo. Naturalmente poi succede che 
questo valore di velocità non dipende so- 



Tesl di PC Magagne e PC Week del 386 Dxl 40 MHz distribuiti da AMD. 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


115 


AMD + INTEL 



lo dalla frequenza di clock del processore 
stesso ma da altri parametri come la ve- 
locità delle memorie utilizzate e non ul- 
tima l'implementazione del processore. 
Un caso tipico è proprio quello del 486 
nei confronti del 386: a parte il copro- 
cessore matematico e la cache interna 
(il primo eliminato nel 486SX) il 486 non 
è altro che un'ottima reimplementazione 
del 386 effettuata da Intel alcuni anni do- 
po la prima. Con nuove tecnologie, con 
le nuove esperienze maturate nel corso 
degli anni il tutto utilizzato per produrre 
non un nuovo processore ma solo una 
nuova implementazione. Tanto nuova e 
innovativa da avere del predecessore so- 
lo identico aspetto comportamentale e 
nient'altro. Il 486 va a più del doppio del- 
la velocità del 386 grazie alla nuova im- 
plementazione del chip, per alcuni versi 
piu simile, tecnologicamente parlando, a 
quella di un RISC che a quella di un CISC 
quale sicuramente e l'architettura 
80x86. Molte istruzioni che prima richie- 
devano alcuni cicli di clock, nel 486 sono 
state implementate in modo da impe- 


gnare il processore per un solo ciclo. 
L'effetto è dunque quello di avere ve- 
locità di elaborazione elevatissime senza 
per questo aumentare a dismisura la fre- 
quenza di clock del processore. Con il 
vantaggio, tra l'altro, di non essere co- 
stretti ad utilizzare ram altrettanto veloci 
(e costose) per stare dietro al processore 
che chiede dati alla memoria alla sua fre- 
quenza di clock anche se poi impegna 
alcuni cicli per eseguire le singole istru- 
zioni. Inoltre una scheda col clock più 
basso è anche meno soggetta a diffi- 
coltà costruttive proprie delle frequenze 
più alte. Si corrono meno pericoli, per 
citarne una, che piste adiacenti possano 
mutuamente influenzarsi a causa dell'e- 
levata frequenza dei segnali trasmessi e 
della capacità esistente tra le piste non 
più tollerabile a frequenze tanto alte. 

Veniamo al dunque 

La stiamo tirando tanto per le lunghe 
per un motivo semplicissimo: sapeva- 
mo, e speriamo che lo stesso sia valso 


anche per voi, che i risultati di questo 
test non avrebbero mostrato nulla di 
sconvolgente. AMD 386 e Intel 386 so- 
no, fondamentalmente, lo stesso pro- 
cessore: i tecnici della AMD hanno dap- 
prima ricostruito una simulazione logica 
del 386 e dopo averla testata funzionan- 
te l'hanno integrata su singolo chip. Non 
si tratta quindi di una copia ma fonda- 
mentalmente di una reimplementazione 
«senza tanti sforzi». Il risultato è un hard- 
ware diverso sul quale gira esattamente 
lo stesso microcodice Intel : questo ci as- 
sicura compatibilità al 100% anche se, 
giustamente, la cosa non deve essere 
stata molto gradita al fabbricante origi- 

Per questo motivo non ci siamo spinti 
più di tanto nei benchmark. Per prima 
cosa abbiamo interrogato il System In- 
formation di Peter Norton, che fornisce 
un unico indice di performance mostran- 
do come riferimenti «fissi» le velocità ti- 
piche di un vecchio XT, un altrettanto an- 
ziano AT ad 8 MHz e un ottimo Compaq 
386/33 per tutt'e due i computer il ri- 

A confronto le 
prestazioni della 
famiglia 386 e della 
famiglia 486 I fonte 
INTEL I 


i486™ SX CPU Has Fami |y Performance 

Higher Performance Comparison 

lì mm ■ 

■ ■ \ 

i486™ DX CPU 
^^^J386™ DX CPU 

Q 1 ^ ■ 

i386 “ DX CPU l486 '“ SX CPU 

MHz 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 




AMD + INTEL 




sudato è stato di 35.4, addirittura meglio 
del Compaq. Per il secondo test abbia- 
mo utilizzato il Performance Analyzer di 
Richard Johnson: questo benchmark ol- 
tre a fornire un risultato globale indica 
anche i risultati parziali dichiarando via 
via i vari test svolti, come la scrittura re- 
gistro registro, memoria memoria, me- 
moria registro ecc. ecc. 

Infine, sempre perché fidarsi è bene 
(dei benchmark) non fidarsi è (MOLTO) 
meglio, abbiamo lanciato anche il ben- 
chmark di Corrado Giustozzi che esplora 
la macchina secondo vari aspetti: calcoli 
interi, in virgola mobile, ricorsione, ve- 
locità video ecc. Anche in questo caso 
i due processori si comportano in ma- 
niera pressoché identica. 

Concludendo 

I due chip, come anticipato nell'intro- 
duzione, sono tra loro pin compatibili: è 
in questo modo possibile per il costrut- 


tore di mother board non prevedere sin 
dall'inizio il chip da utilizzare cosi come 
utilizzare l'uno o l'altro a seconda degli 
approvvigionamenti, della disponibilità e, 
perché no, del prezzo (sarà battaglia an- 
che in questo...). 

Sul piano dei vari «386-contro-386» la 
partita sarà si dura ma comunque poco 
interessante sotto il profilo tecnologico 
se prendiamo in considerazione chip, per 
cosi dire, «normali». Diverso sarà invece 
il discorso dei nuovi processori tanto da 
parte AMD quanto da parte Intel. La pri- 
ma sta per fornire la versione a 40 MHz 
della famiglia a basso consumo deno- 
minata DXL. Questi chip hanno l'impor- 
tante caratteristica di essere «full- 
CMOS»: consumano molto meno dei 
corrispondenti Intel (disponibili, quest’ul- 
timi, sino a 33 MHz) ed hanno la capacità 
di funzionare, si fa per dire, anche a 0 
MHz. In questo stato il chip assorbe solo 
un milliampère di corrente, dorme, ed è 
pronto a ripartire appena qualcuno riau- 


menta la frequenza di clock: presto an- 
che i notebook saranno full 32 bit! 

Intel, dal canto suo, ha il suo asso nella 
manica proprio con il 486SX: cinque o 
sei anni di tecnologia in più si vedono, 
e il nuovo chip Intel (che ha un prezzo 
dichiarato inferiore di quello del 386-33) 
saprà sicuramente farsi strada senza 
troppe preoccupazioni. 

Dal lato «bassi consumi» Intel ha pron- 
to anche il 386 SL a 20 MHz. Denomi- 
nato dalla casa madre «Microprocessor 
SuperSet» in due soli chip VLSI imple- 
menta le funzioni svolte da ben undici 
componenti di un sistema standard SX 
(bus a 16 bit, ahimè). Quindi bassi con- 
sumi ma anche ridottissima occupazione 
di spazio che, come noto, in un notebook 
non è mai tanto. Insomma la partita si 
farà sicuramente interessante: basta so- 
lo attendere queste nuove macchine che 
non tarderanno certo ad arrivare e stare 
a guardare. Sarà l'utente, come al solito, 
che sceglierà. ^ 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


17 







PROVA 


Hewlett Packard 


HP 95LX 

di Andrea de Prisco 


C asagrande, Calculator Program 
Manager della HP italiana, ha 
proprio ragione. È più facile sta- 
bilire cosa NON sia l'HP 95LX piuttosto 
dì capire cosa sia. 

NON è un personal computer. NON è 
un laptop o un notebook. NON è un «or- 
ganizer», né una agenda elettronica ta- 
scabile. È... l'HP 95LX e basta. Esatta- 
mente come dire che si tratta dì una si- 
gnificativa pietra miliare nel personal 
computing. Tanto personal da stare co- 
modamente in tasca per essere utiliz- 
zato dappertutto. In aereo come in taxi 


o... in ascensore, a tavola tra una por- 
tata e l'altra in una cena d'affari (dove 
due conti al volo non guastano mai) o 
durante una riunione improvvisata nella 
stanza del direttore. 

Ha praticamente « tutto ... di tutto". 
Del personal computer ha la cosiddetta 
compatibilità: il processore utilizzato è 
8088-compatibile ad una velocità dichia- 
rata di 2.5 volte superiore TXT standard 
dell'IBM. Al suo interno, quale «ciliegio- 
na " troviamo nientepopodimeno che il 
Lotus 1-2-3 nella sua pienezza: non uno 
spreadsheet-ino in grado di leggere file 


1-2-3 ma il programma originale refesse 
2.2 « bruciato » nella ROM di sistema. 
Già... il sistema: inutile dirvi che l'attrez- 
zo ha al suo interno anche TMS-DOS 
3.22 con una sua shell richiamabile in 
ogni momento. 

Navigando ancora nella sua ROM tro- 
viamo, dell'organizer, un ottimo pro- 
gramma di gestione appuntamenti che 
permette di organizzare le cose da fare 
in determinate date e con cadenza set- 
timanale, mensile, annuale ed una co- 
moda agenda per numeri telefonici ed 
indirizzi. 



118 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PROVA 
HP 95LX 



Costruttore e distributore: 

Hewlett Packard Italiana S.p.A., 

Via G. Di Vittorio. 9 - 20063 Cernusco sul Na- 
viglio IMI I 
Tel. 02/921991 


Prezzi UVA esclusal: 

PC tascabile HP 95LX 
Connectivity pack 
per HP 95LX 

Scheda RAM da 128 Kbyte 
Scheda RAM da 512 Kbyte 


L. 152.000 
L 299.000 
L 609.000 




Il lato destro ospita l'interfaccia senale, il connet- 
tore dì alimentazione esterna ed il link ottico t raggi 
infrarossi!. 


Della calcolatrice, ricordiamo che 
Hewlett Packard è sicuramente numero 
1 anche in questo, la HP 95LX dispone 
al suo interno di un calcolatore finanzia- 
rio avanzato con funzioni matematiche 
trigonometriche, tracciamento e studio 
di funzioni di una variabile. 

Poi troviamo un filer per il trasferi- 
mento di file all'interno o all'esterno del- 
l'HP 95LX (tramite cavo seriale se col- 
legato ad un PC o direttamente tramite 
l'incorporata interfaccia ottica a raggi in- 
frarossi se lo scambio file avviene con 
un altro HP 95LX) 

Per finire, non manca naturalmente 
un programma di comunicazione con 
tanto di emulazione terminale VT100 e 
protocolli di trasmissione Kermit e Xmo- 
dem. 

La RAM assomma a ben 512 K. E di- 
co « ben » grazie soprattutto al fatto che 
tutti i programmi nella ROM non devo- 
no essere caricati nella RAM per fun- 
zionare ma « girano » direttamente nel 
loro habitat. Quindi Lotus a volontà e 
tutta la RAM disponibile per mega 
spreadsheet da spavento. 

Tanto RAM che ROM, poi, sono fa- 
cilmente espandibili grazie all'alloggia- 
mento per RAM/ROM card presente 
sulla macchina e utilizzabile come drive 
«A»: del sistema. 

Il prezzo ? Sicuramente contenuto: 
solo 1.045.000 lire, ovvero addirittura 
5000 lire meno del costo del solo 1-2-3 
che troviamo al suo interno. Dire che è 
un miracolo è poco... 

L'interpretazione dei sogni 

L'ultima calcolatrice HP da noi prova- 
ta su queste pagine (MC n. 64, giugno 
1987) è stata la famosa 28C dalle ca- 
ratteristiche tuttora entusiasmanti. 
Scherzosamente definita dal sottoscrit- 
to «professor 28 C» per le sue spiccate 
capacità logico-matematiche, aveva co- 
me unici difetti il display piccolo e la ta- 
stiera disposta in «inutile» ordine alfa- 


betico. Nelle conclusioni di quell'articolo 
scrivevamo: 

« Come da sogno pluriennale, una sif- 
fatta calcolatrice merita un display alme- 
no grande quanto uno dei due gusci, 
con i tasti tutti da una parte disposti in 
modo standard. Avremmo poi gradito la 
possibilità di espandere la memoria, più 
un'interfaccia standard per applicare pe- 
riferiche di ingresso/uscita ». 

Colpito affondato. La nuova HP 95LX 
ha tutto quello che volevamo più il Lo- 
tus 1-2-3 integrato che la impreziosisce 
ulteriormente. Volete sapere come vor- 
remmo che fosse la prossima? Ne ripar- 
leremo più avanti: chissà se le nostre 
preghiere saranno accolte... 

L'esterno 

Chiuso, l'HP 95LX è un'elegante sca- 
toletta nera di plastica dalle dimensioni 
di appena 8.6x16x2.5 cm. Spicca, sul la- 
to superiore, il bel logo della Hewlett 
Packard color oro lucido. Sul lato destro 
della macchina troviamo la porta seriale, 
una presa per l'opzionale alimentazione 
esterna e un coperchietto traslucido 
che nasconde l'alloggiamento per la pila 


L'HP 95LX è in grado di scambiare file con altre 
calcolatrici, come ad esempio l'HP48 


al litio utile durante la sostituzione delle 
normali pile stilo che assicurano un'au- 
tonomia di funzionamento di circa 60 
ore. È un peccato, comunque, che le 
calcolatrici moderne difficilmente abbia- 
no le batterie ricaricabili come quelle di 
qualche anno fa. 

Certo, ci saranno problemi di costi, 
ma almeno proporre la possibilità come 
alternativa non sarebbe stato male: al 
posto delle stilo, «compatibili» accumu- 
latori Ni-Cd ricaricabili attraverso lo stes- 
so alimentatore a rete 

Il coperchietto per la pila al litio na- 
sconde anche l’interfaccia a raggi infra- 
rossi per comunicare con un altro HP 
95LX posto nelle vicinanze. Il coper- 
chietto comunque è trasparente ai raggi 
infrarossi tant'è che non è necessario 
asportarlo prima di stabilire il link ottico 
con l'eventuale fratellino. Navigando al- 
l'interno del programma di settaggio pa- 
rametri (di cui parleremo più in dettaglio 
tra breve) scopriamo che tale interfaccia 
ottica serve anche per collegare una 
stampante, presumibilmente stampanti- 
na, visibile dal DOS e dalle varie appli- 
cazioni come normale device PRN. Nor- 
malmente, invece, la stampante (qual- 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PROVA 
HP 95LX 



II Filar contenuto n 


per impostazione al Norton Com- 



La versione MS-DOS implementata e la 3.22 e può contare su 5 12 Kbyte di 
RAM 



Non manca il programma di comunicazione con emulazione VTIOOe protocolli 
Xmodem e Kermit. 


L agenda appuntamenti mostra graficamente gli spazi di tempo ancora liberi e 
quelli impegnati 


siasi, purché RS-232) si collega all'inter- 
faccia seriale utilizzando un apposito ca- 
vetto non fornito con la macchina. In 
questo caso la porta è «COMI». 

Sul lato destro della macchina trovia- 
mo il già citato alloggiamento per RAM/ 
ROM card e sul lato anteriore il coman- 
do a slitta per l'estrazione di queste. 

Una volta aperto, l'HP 95LX si pre- 
senta come un notebook lilliputziano: 
display LCD sul lato interno del coper- 
chio, tastiera QWERTY (con tanto di ta- 
sti funzione e tastierino numerico «ve- 
ro») dall’altro. Il coperchio display si ri- 
balta per quasi 180 gradi quindi nessun 
problema di angolazione display anche 
negli usi più disperati. Non troviamo al- 
cun potenziometro per la regolazione 
del contrasto del display ma l'operazio- 
ne è comunque possibile dal program- 
ma di setup. Anticipiamo comunque 
che la visibilità è ottima sotto ogni pun- 
to di vista, quindi l'accesso a tale rego- 
lazione è piuttosto rara. 

Non mancano, naturalmente, i tasti 
cursore disposti a T rovesciata né il 
tab, l'escape, né tutti i segni di interpun- 
zione accessibili, per usare un termine 
«calcolatricesco» in seconda funzione 
(preceduti da shift). Molto intelligente- 
mente il tasto «@» è disponibile in pri- 
ma funzione: si sa infatti che con il Lo- 
tus le «chioccioline» si sprecano. Anco- 
ra da segnalare, il tasto MENU permet- 


te di accedere ai comandi dei vari pro- 
grammi built-in. Nel Lotus equivale allo 
«slash», negli altri programmi è invece 
l'unico tasto che permette di accedere 
ai menu. 

Alcuni caratteri particolari sono utiliz- 
zabili premendo il tasto CHAR cosi co- 
me i vari PageUp, PageDown, Home, 
End, Ins accessibili anch'essi previa 
pressione dello shift. 

Backspace e Del sono invece dispo- 
nibili direttamente e sono tra loro affian- 
cati come nelle tastiere «grandi». 

I tasti funzione FI... FIO sono utiliz- 
zati in tutti i programmi per effettuare 
scelte. Il loro significato in Lotus è di- 
sponibile direttamente sulla tastiera so- 
pra agli stessi tasti. Dal programma di 
setup, anticipiamo, è possibile associa- 
re a questi sequenze di operazione da 
tastiera, come ad esempio entrare in 
una applicazione, caricare un determina- 
to file ed effettuare su questo operazio- 
ni qualsiasi. 

L'accesso a queste macro è effettua- 
to anteponendo ai tasti funzione la pres- 
sione del tasto CHAR: è anche possi- 
bile la memorizzazione «al volo» di par- 
ticolari sequenze di tasti senza entrare 
ogni volta nel programma di setup. Set- 
te tasti serigrafati in blu permettono 
l’accesso direttamente alle altrettante 
applicazioni built-in della macchina. Pre- 
cisamente: filer, programma di comuni- 


cazione, agenda appuntamenti (con fun- 
zioni di orologio, timer, cronometro, 
sveglia, fusi orari di 268 città del mon- 
do...), rubrica indirizzi e numeri telefoni- 
ci, text editor, Sua Eccellenza Lotus 1- 
2-3 e calcolatrice finanziaria con spicca- 
te doti scientifiche con tanto di possi- 
bilità di calcoli in logica algebrica o RPN 
(per gli affezionati sostenitori di tale me- 
todo di calcolo). 

L'interno 

Non troverete, in queste pagine, fo- 
tografie dell'interno dell'HP 95LX. Non 
esiste, infatti, nessuna vite di chiusura, 
cosa che ci fa pensare che non sia pos- 
sibile aprirlo a meno di non rompere «la 
carrozzeria». Alla conferenza stampa di 
presentazione, però, abbiamo avuto 
modo di ammirarne la scheda interna: 
si e no un rettangolino dì 6x7 cm con 
pochissimi chip ad alta scala di integra- 
zione disposti da entrambi i lati. Roba 
da non crederci... 


On/Off 

Il tasto in alto a destra serve per ac- 
cendere e spegnere «il mostro». Trat- 
tandosi di un dispositivo, cosiddetto, «a 
memoria continua», lo spegnimento 
non implica la perdita di nessun dato 
(memorizzato o meno) e ad ogni accen- 


120 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 







PROVA 
HP 95LX 



sione ci ritroviamo esattamente nello 
stesso punto in cui avevamo spento. 
Anche se in queiristante l'HP 95LX sta- 
va compiendo qualche operazione lun- 
ga. come il tracciamento di una funzio- 
ne che dura qualche secondo, lo spe- 
gnimento provoca il congelamento del- 
l'operazione in corso che riprenderà 
esattamente dallo stesso punto a nuova 
accensione. 

Analogamente è possibile saltare da 
un programma all'altro senza curarsi mi- 
nimamente di salvare i dati o di uscire 
dal programma in esecuzione in quel 
momento: comunque, quando ci torne- 
remo, ci troveremo esattamente nello 
stesso punto in cui avevamo lasciato. 
Solo per entrare nella shell del DOS è 
necessario «quittare» tutti i programmi 
lasciati «aperti». 

Cominciamo, allora, il nostro giro al- 
l'interno del software incluso nell'HP 
95LX. All'accensione appare un mes- 
saggio di Hello che possiamo riconfigu- 
rare a nostro piacimento. Siamo invitati, 
quindi, a premere uno dei sette «appli- 
cation key» blu. Iniziamo da sinistra con 
la prima applicazione, il Filer. Abbastan- 
za simile al Norton Commander, questo 
primo programma è utilizzato per mani- 
polare i file aH’interno del ram disk 
« C : » . Possiamo rinominare, cancellare, 
spostare, copiare file, lanciare program- 
mi o batch file, creare directory, visua- 


lizzare file di testo. Tutti i file visualizzati 
possono essere ordinati per data, 
estensione, dimensione o alfabetica- 
mente. Lo schermo può essere suddi- 
viso in due finestre in modo da avere 
sotto controllo due diverse directory. 
Con lo stesso programma di trattamen- 
to file possiamo trasferire file da e ver- 
so un PC esterno tramite interfaccia se- 
riale RS-232 o con un altro HP 95LX at- 
traverso l'interfaccia ottica a raggi infra- 
rossi. L'opzione System del menu prin- 
cipale permette di accedere alla Shell 
del DOS. Per tornare al Filer sarà suf- 
ficiente digitare "exit" dal prompt di 
quest'ultimo. Da segnalare (last but not 
least) la possibilità di copiare anche in- 
tere directory siano esse piene o vuote 
o selezionate assieme ad altri file sin- 
goli. 

Il secondo programma incorporato 
nella HP 95LX è l'emulatore terminale 
con capacità di trasferimento file sotto 
protocollo Xmoden, Kermit o, semplice- 
mente, ASCIII. È possibile predefinire 
una lista di set di parametri che potre- 
mo richiamare dal programma a secon- 
da delle necessità. L’interfaccia seriale 
RS-232 incorporata nell'apparecchio ar- 
riva fino a 57600 baud. Come in qual- 
siasi programma di comunicazione che 
si rispetti è possibile predefinire script 
file per automatizzare operazioni di col- 
legamento con sistemi host. E se la li- 


mitazione delle 40 colonne può creare 
qualche problema «di allineamento» in 
emulazione terminale è possibile utiliz- 
zare il piccolo schermo dell'HP 95LX co- 
me una finestra sui canonici 80x25 ca- 
ratteri sui quali navigare utilizzando i ta- 
sti cursore. 

Terzo programma incorporato è l'a- 
genda appuntamenti con la quale, assie- 
me alla rubrica telefonica che descrive- 
remo in seguito, l'HP 95LX mostra tutte 
le sue doti di «Personal Information Ma- 
nager». 

E possibile, con questa, programmare 
appuntamenti nell'arco della giornata, 
della settimana, del mese e finanche 
con cadenza annuale (fino al 2099). Ana- 
logamente è possibile programmare ap- 
puntamenti legati alla settimana del me- 
se. Ad esempio ogni terzo mercoledì di 
ogni mese. Per ogni appuntamento po- 
tremo inserire una riga di commento 
per la segnalazione a video piu una pa- 
gina di note (relative ad ogni appunta- 
mento) richiamabile con la pressione di 
un solo tasto. Molto interessante, la 
possibilità di definire con quanti minuti 
di anticipo (fino a trenta) la sveglia dovrà 
avvisarci: questo per darci il tempo di 
organizzarci senza provocare ulteriori ri- 
tardi. Graficamente, poi, il display ci mo- 
stra costantemente gli spazi di tempo 
ancora liberi in modo da capire al volo 
quando segnare il prossimo impegno. 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


121 










Per finire l'agenda ha anche una co- 
moda funzione «todo» (letteralmente 
«da fare») che permette di segnalare le 
cose da compiere (in base anche a prio- 
rità) in determinate date senza legami 
con l'orario. Ogni giorno l'HP 95LX ci in- 
formerà sulle cose da fare in ordine di 
priorità importando, automaticamente 
se vogliamo, anche le cose del giorno 
prima che non siamo riusciti a termina- 
re. Non manca, ovviamente, la possibi- 
lità di stampare l'agenda addirittura, vo- 
lendo, anche un giorno per pagina di 
stampa in modo da ricostruire la versio- 
ne cartacea. Poco ci manca che il siste- 
ma non chieda come desideriamo la co- 
pertina: pelle o plastica? 

Il quarto programma è la rubrica te- 
lefonica con la quale è possibile memo- 
rizzare anche l’indirizzo dei vari nomina- 
tivi più altre informazioni per un massi- 
mo di 8 righe. Lavorando sia in modo 
«Index» che in modo «Card» potremo 
utilizzare la nostra rubrica sia sotto for- 
ma di tabulato che come insieme di 
schede. In tutt'e due i modi sono pos- 
sibili ricerche e il modo «Index» permet- 
te anche di fare estrazioni specificando 
alcuni caratteri maschera. Per esempio 
se abbiamo avuto l'accortezza di inseri- 
re oltre ai numeri anche i prefissi tele- 
selettivi per selezionare tutti i nomina- 
tivi di Roma basterà usare come ma- 
schera la stringa «06». Naturalmente la 


maschera può anche comprendere nor- 
mali caratteri da cercare nel nome o nel- 
l'indirizzo. 

Il programma meno usabile, ma non 
per questo inutile, è il Text Editor. La 
scarsa utilizzabilità comunque non di- 
pende dal programma in sé. ma solo 
dalla tastiera ovviamente poco pratica 
per digitare lunghi testi. Per piccole co- 
se, invece, può sicuramente essere uti- 
le: ad esempio editare batch file dos. È 
comunque possibile settare la lunghez- 
za di riga da 40 a 240 colonne e quindi 
usare lo schermo come una finestra 
mobile sul testo digitato (o semplice- 
mente visualizzato). 

Il sesto programma bult-in è la calco- 
latrice scientifica-finanziaria. Solo per 
questa forse un intero articolo di com- 
menti non basterebbe: tra le funzioni 
più interessanti citiamo il tracciamento 
e lo studio di funzioni, la possibilità di 
lavorare in modalità RPN e algebrica, 
funzioni di valore del denaro nel tempo 
(rate, interessi, capitale iniziale e finale), 
conversioni di valuta, lunghezze, aree, 
volumi e pesi. In più la calcolatrice in- 
tegrata nell'HP 95LX ha la possibilità di 
lavorare in sintonia col Lotus 1-2-3 pre- 
levando dalle celle di questo formule e 
valori e depositando automaticamente 
in altre celle le soluzioni trovate. Per 
quanto riguarda il tracciamento di fun- 
zioni, è possibile definire una lista di 
queste da richiamare in ogni momento. 
Della funzione scelta (o testé definita) 


indicheremo la variabile di ascissa, i li- 
miti di questa ed eventualmente quelli 
dell'ordinata. Alternativamente possia- 
mo indicare solo i primi e richiedere 
l'autoscaling. Per il tracciamento è ne- 
cessario poi indicare la risoluzione, ov- 
vero il numero di punti su cui effettuare 
il campionamento: maggiore sarà que- 
sto valore, maggiore sarà il tempo im- 
piegato per il tracciamento ma altrettan- 
to accurato sarà quest'ultimo. 

Dulcis in fundo, il Lotus 1-2-3, come 
detto all'inizio, presente all'interno del- 
l'HP 95LX «nella sua pienezza». Anzi, 
per i grafici ha anche una comoda utility 
di zoom che permette di esplorare pic- 
cole porzioni del disegno semplicemen- 
te adoperando «+» e «— » per variare le 
dimensioni e i tasti cursore per muover- 
si all'interno di un grafico ingrandito. Per 
tutto il resto è inutile aggiungere una 
sola parola: è I* 1-2-3 e basta! 

Set Up Utility 

Il programma di Set Up è anch'esso 
richiamabile direttamente da tastiera in 
qualsiasi momento. Con questo sono 
possibili diverse modifiche di configura- 
zione del sistema. Ad esempio possia- 
mo settare il volume dell'allarme, il li- 
vello del contrasto o la ram da destinare 
al ram disk «C:» e conseguentemente 
quella da destinare al sistema vero e 
proprio. 

Analogamente possiamo scegliere il 
formato della data e dell'ora nonché il 
primo giorno della settimana tra dome- 
nica e lunedi. Possiamo ad esempio 
scegliere i separatori tra ore, minuti, se- 
condi o se vogliamo il mese rappresen- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 





PROVA 
HP 95LX 




II programma di 
set-up richiamabile 
direttamente da 


tato da tre lettere o dal numero d'ordi- 
ne. 

Nelle versioni nazionalizzate che sa- 
ranno disponibili dopo l'estate potremo 
scegliere anche la lingua utilizzata per i 
comandi e per l'help. Già è possibile 
però settare alcune importanti caratte- 
rizzazioni linguistiche come il separatore 
delle migliaia o il punto decimale, il sim- 
bolo della valuta corrente (scegliendo 
anche se deve precedere o seguire il 
numero). Poi troviamo il metodo di sort 
utilizzato dai vari programmi: numeri pri- 
ma della lettera, lettere prima numeri o 
semplicemente ASCII. Sempre nelle 
versioni nazionalizzate avremo la possi- 
bilità di cambiare la mappa della tastie- 
ra, Per quanto riguarda il settaggio dei 
parametri della stampante essenzial- 
mente possiamo scegliere il driver 
(Epson FX80, HP LaserJet, IBM Proprin- 
ter), l'interfaccia utilizzata e la velocità di 
trasferimento in byte. Più configurazioni 
stampanti possono essere salvate sotto 
forma di file e richiamate sempre dal 
programma di Set Up. 

Con l'opzione «Char» possiamo defi- 
nire macro da associare ai dieci tasti 
funzione. 

Pregi e difetti 

Molti sono i pregi di questa macchi- 
netta, pocchissimi i difetti. Cominciamo 
proprio da quest'ultimi. 

La cosa che certamente fa dispiacere 


Il solilo confronio di ritenmento per le dimensioni ► 


è il display di misure non standard. Cer- 
to, ottanta colonne per 25 righe in uno 
spazio così limitato sarebbero risultate 
poco leggibili, ma il fatto di essere ta- 
gliati fuori «compatibilità» solo per que- 
sto motivo lascia un po' dubbiosi. Tutto 
ciò però è dovuto al fatto che istintiva- 
mente siamo spinti a considerare l'HP 
95LX come un PC da tasca e nient'altro 
mentre, se per certi versi è qualcosa 
meno, per molti altri versi ha davvero 
tanto, tanto di più. E il guaio è proprio 
questo: non è possibile paragonare la 
macchina in prova con nient'altro. Un 
po' di conti li potremo fare tra qualche 
tempo quando saranno disponibili Rom 
Card con programmi preconfezionati 
per l'HP 95LX. Si parla, ad esempi, di un 
traduttore multilingue su Rom Card cosi 
come di implementare le varie calcola- 
trici HP su schedine di questo tipo. Co- 
sa che sembra davvero azzeccatissima 
pensando al fatto che in questo modo 
ognuno può configurarsi il proprio 



«PalmTop» secondo ogni esigenza. 

Ma la cosa che convince più di tutte 
è sicuramente la semplicità d'uso. Ba- 
stano pochi minuti e chiunque è in gra- 
do di cominciare a produrre con questo 
nuovo oggetto. Tutto è disposto secon- 
do criteri ergonomici di prim'ordine la- 
sciando sempre ampia scelta all'utente. 
Lo abbiamo visto con gli svariati formati 
selezionabili da Set Up e ve lo confer- 
miamo parlandovi del tasto Shift, tanto 
per aggiungerne una. Nelle tastiere 
«grandi» lo Shift si usa insieme al tasto 
da «shiftare» (come nelle macchine da 
scrivere); nelle calcolatrici di solito si 
utilizza come prefisso del tasto da pre- 
mere. Bene, l'HP 95LX ci permette di 
fare come ci pare: se lo teniamo pre- 
muto funziona come nelle normali ta- 
stiere, se lo premiamo e lo rilasciamo 
funziona come nelle calcolatrici. 

Conclusioni 

Come già detto nell'introduzione l'HP 
95LX rappresenta una pietra miliare nel 
campo dell'informatica (molto) persona- 
le. Certo tra non molto saremo letteral- 
mente invasi da oggettini di questo tipo, 
alcuni con qualcosa in più altri con qual- 
cosa in meno ma magari validi per mo- 
tivi assai diversi. C'è addirittura chi pen- 
sa all'MS-DOS come sistema «ideale» 
per oggetti di questo tipo, ipotizzando 
ben altri sistemi operativi e workstation 
per l'ufficio. 

Per quanto riguarda il prezzo dell'HP 
95LX, 1045000+ IVA potrebbero sem- 
brare tante solo se ci si è fatti male i 
conti. Basta solo pensare che dentro 
c'è oltre un mega di ROM (con il Lotus 
1-2-3 ma non solo quello!) e mezzo me- 
ga di ram statiche «continue» che co- 
stano non certo poco. 

Tecnologicamente parlando si potreb- 
be richiedere al 95 di essere solo un po' 
più sottile o, alternativamente, di dispor- 
re di modem incorporato. Ma stiamo 
parlando, ancora una volta, di fanta- 
scienza. Magari tra qualche annetto... 

MS 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


123 




P: 

PROVA 



Tandon NB/386sx 

di Corrado Giustozzi 


A nnunciato da pochissimo, presen- 
tato brevemente nelle News del- 
lo scorso mese, ecco finalmente 
arrivare sul nostro mercato il notebook 
Tandon, ultimo interessante annuncio 
del noto costruttore americano. Si tratta 
del primo ingresso di Tandon nel delicato 
e complesso mercato dei notebook, che 
tanta competizione ha già generato in- 
torno a sé in tutto il mondo a soli pochi 
mesi dalla sua nascita. Ma abbiamo già 
più volte detto che gli analisti vedono in 
prospettiva questo mercato come asso- 
lutamente strategico nel prossimo de- 
cennio, e dunque è più che giustificata 
la corsa che tutti i costruttori, grandi e 
piccoli, stanno facendo per accaparrar- 
sene una fettina. È ora dunque il turno 
di Tandon, antica e blasonata casa d'ol- 
treoceano, la quale aggiunge cosi il suo 


nome al crescente elenco di coloro che 
dispongono di un prodotto in questa spe- 
ciale fascia di mercato. 

Siglato NB/386sx, questo ultimo nato 
Tandon è per dimensioni e peso un « ve- 
ro » notebook e non un laptop camuffa- 
to. Si basa, come i più qualificati fra i 
suoi concorrenti, sul veloce micropro- 
cessore Intel 80386SX a 20 MHz che gli 
conferisce una potenza di calcolo pari a 
quella di un desktop. La memoria RAM 
installata di serie è di 2 MByte, ma può 
arrivare al massimo a ben 16 MByte 
Ma il vero punto saliente è dato dalla 
notevole capacità de! Winchester inter- 
no: ben 60 MByte, un valore che solo 
pochissime altre macchine di questa ca- 
tegoria possono vantare. Ad esso si af- 
fianca un drive per mini floppy da 3,5" 
<1,44 MByte). Fra le altre caratteristiche 


degne di rilievo citiamo ancora lo scher- 
mo a cristalli liquidi in risoluzione VGA, 
la dotazione di due porte seriali ed una 
parallela, la presenza dell'uscita bus per 
il collegamento di un box di espansione, 
la possibilità di collegare una tastiera ed 
un monitor VGA esterni, la dotazione di 
serie di MS-DOS 4.01 e Windows 3. In- 
somma, come si vede si tratta di una 
macchina situata decisamente ai vertici 
della categoria, là dove la competizione 
è più dura in quanto confinata a pochi 
grandi nomi. Si tratta quindi di un'opera 
prima decisamente ben impostata. Va 
detto a questo punto che essa ha dalla 
sua anche la carta del prezzo che. es- 
sendo di soli sei milioni e mezzo, ne fa 
uno dei notebook col miglior rapporto 
prezzo/prestazioni attualmente disponi- 
bili sul mercato. 


124 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



PROVA 

TANDON NB/386sx 


Descrizione esterna 

Dicevamo in apertura che questo 
NB/386sx è un «vero» notebook: le sue 
dimensioni sono infatti di 28x5,3x22 
cm (Ihp) mentre il peso è solo di poco 
superiore ai 3 kg. 

Il design della macchina è piuttosto 
sobrio, praticamente un semplice paral- 
lelepipedo di plastica beige con gli spi- 
goli leggermente smussati, senza nes- 
sun particolare esterno che richiami 
troppo l'attenzione dell'osservatore ca- 
suale. Tutti i connettori, salvo due, sono 
infatti nascosti dietro sportellini incer- 
nierati dislocati tutt'intorno al computer. 
Unica nota di stile la «firma» Tandon in 
grigio scuro, posta sul pannello del di- 
splay ed orientata in modo che il nome 
risulti leggibile «al pubblico», ossia a chi 
guardi il computer aperto in posizione di 
lavoro dal suo retro, e non all’operatore. 

Ma passiamo alla descrizione dei par- 
ticolari esterni. Sulla fiancatina destra si 
trovano la feritoia del drive per miniflop- 
py, lo sportellino che protegge il DB-15 
subminiatura dell'uscita video VGA ed il 
connettore DIN subminiatura destinato 
a ricevere il cavetto proveniente dall'a- 
limentatore-caricabatteria. Sulla fiancati- 
na opposta troviamo invece il connetto- 
re per la tastiera esterna, anch'esso un 
DIN subminiatura tipo PS/2, e, più verso 
il retro, il coperchio che copre l'alloggia- 
mento della batteria di alimentazione. 
Fra di essi si nota un riquadro nella pla- 
stica che con tutta evidenza è dedicato 
ad accogliere il plug telefonico RJ-11 
del modem interno opzionale. 

La parte posteriore è caratterizzata 
dalla presenza di due sportellini stretti e 
lunghi disposti orizzontalmente nella 


Tandon NB/386sx 


Produttore e distributore: 

Tandon Computer S.p.A. 

Via Enrico Fermi, 20 - 20094 Assago IMII 
Prezzi UVA esclusa): 

NB386/sx: 80386SX 20 MHz, 

2 MByte RAM, HO 60 MByte, 

DOS 4, Windows 3 Lìt. 6.495.0 ■ 

c.s. ma con HO 30 MByte Ut. 5.995.0 \ 

box espansione Ut, 690.0 . 

Espansione RAM 2 MByte Ut. 900.0 , 

Espansione RAM 8 MByte Ut. 3.400.0 • 


parte bassa del pannello. Il primo dei 
due copre un vano nel quale trovano po- 
sto i connettori delle interfacce previste 
di serie, ossia una porta parallela tipo 
Centronics (DB-25 femmina) e due por- 
te seriali RS-232 (DB-9 maschio), Dietro 
al secondo si trova invece il connettore 
D-sub a 100 poli che, riportando all'e- 
sterno il bus di sistema consente il col- 
legamento del computer al box di 
espansione opzionale. 

Alzata l’antina del display, che come 
d'uso è bloccata da due agganci a molla 
posti sulle fiancatine, diamo uno sguar- 
do alla tastiera ed allo schermo. Parlia- 
mo innanzitutto della tastiera, che ci 
sembra molto ben realizzata. I tasti uti- 
lizzati sono del tipo a corsa media che, 
pur avendo un azionamento morbido e 
silenzioso, restituiscono un buon feed- 
back alle dita dell'operatore. Notiamo la 
disposizione assolutamente corretta dei 
tasti: il Control, il Backspace ed il Re- 
turn sono larghi e ben identificabili; il 
Control è al posto giusto, ossia accanto 
alla A; i tasti di cursore sono nella giu- 
sta posizione e nella corretta forma a T 


rovesciata; i tasti «accessori» (Fn, Alt, 
Ins, Del) sono di grandezza normale e 
ben posizionati. Una prima riga di tasti 
più piccoli degli altri comprende, tra l'al- 
tro, tutti e dodici i tasti funzione. Le rias- 
segnazioni in funzione multipla sono ri- 
dotte al minimo essenziale, essendo 
praticamente limitate al solo tastierino 
numerico embedded ed alle paginazioni 
rimappate sui tasti cursore. Non man- 
cano i rilievi tattili sulla F e la J per con- 
sentire la digitazione veloce alla cieca. 
Insomma, una tastiera ideale: forse la 
migliore (nel senso di meglio organizza- 
ta) che abbiamo finora visto su un no- 
tebook. Da notare che la nazionalizzazio- 
ne dell'esemplare ricevuto per la prova 
era quella inglese, ma le macchine che 
giungeranno sul nostro mercato dispor- 
ranno di tastiera italiana. 

Poco sopra alla tastiera, a destra, si 
trova un minuscolo pennellino che rac- 
coglie tutti i controlli del computer: i 
due potenziometri a cursore che rego- 
lano luminosità e contrasto dello scher- 
mo (realizzati in modo da non correre il 
rischio di subire spostamenti accidentali 
durante il trasporto), il tasto che forza lo 
stato di stand-by, l’interruttore di ali- 
mentazione ed i tre led dei lock di ta- 
stiera. Ancora più sopra vi sono altri tre 
led che, fungendo da spie dello stato 
generale del computer, sono stati cor- 
rettamente posizionati dai progettisti in 
modo da poter essere visti dall'esterno 
anche a computer chiuso. Il primo di es- 
si, a tre colori, informa sullo stato del- 
l’alimentazione mentre gli altri due se- 
gnalano gli accessi rispettivamente al 
disco fisso ed al floppy. I colori assunti 
dal led di alimentazione sono: ambra 
durante il funzionamento sotto alimen- 



ta tastiera è completa e bene organizzata. Le serigrafie blu sui tasti funzione sono relative al controllo del display 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


125 



PROVA 

TANDON NB/386sx 




tatore, verde durante il funzionamento a 
batterie in situazione di carica normale, 
rosso durante il funzionamento a batte- 
rie in situazione di imminente esauri- 
mento dell'autonomia. 

Il display, molto bello, ha una diago- 
nale di ben 8,5" ed un rapporto di forma 
corretto. Realizzato in tecnologia CCFT 
(Cold Cathode Fluorescent Tube) esso 
dispone, oltre che dei due controlli di lu- 
minosità e contrasto citati prima, di nu- 
merose altre funzioni di controllo realiz- 
zate in firmware e richiamabili da tastie- 
ra tramite alcune combinazioni fra il ta- 
sto Fn (seconda funzione) ed i tasti fun- 
zione; fra di esse citiamo la scelta di un 
secondo set di caratteri, la variazione 
dell'ampiezza verticale, la visualizzazio- 
ne in reverse. 


ottimo livello sia come progettazione ed 
ingegnerizzazione che come realizzazio- 
ne costruttiva. Notiamo la possibilità di 
montare un coprocessore matematico, 
utile nel caso di un utilizzo del computer 
fortemente orientato al calcolo numeri- 
co in floating point. 

La tecnologia usata è sofisticata ma 
tradizionale, con ovvio riflesso positivo 
sul contenimento dei costi. Siamo ov- 
viamente rimasti ammirati di fronte al 
minuscolo hard disk di produzione Con- 
ner, un'unità da 2,5" capace di ben 60 
MByte ed in grado di fornire tempi medi 
d'accesso che fanno impallidire i drive 
di molti desktop. 

Impressioni d'uso 

Passiamo dunque ad esporre le im- 


pressioni che abbiamo ricevuto usando, 
lungo l'arco di diversi giorni, questo 
Tandon NB/386sx. 

Il primo commento positivo va ovvia- 
mente al contenuto ingombro ed al pe- 
so ridotto, caratteristiche che permet- 
tono di portarsi appresso il computer 
senza troppi problemi. Il secondo, al- 
trettanto ovviamente, va alla potenza di 
calcolo. Il 386sx a 20 MHz è un «cuo- 
re» di tutto rispetto, in grado di erogare 
diversi MIPS e dunque di soddisfare 
pressoché qualsiasi esigenza computa- 
zionale non solo estemporanea. Attor- 
no ad esso lavorano uno schermo LCD 
velocissimo ed un Winchester sempli- 
cemente eccellente. Il risultato è un 
computer che, sul piano delle pure pre- 
stazioni, dà del filo da torcere alla mag- 
gior parte dei desktop di fascia medio- 
alta, essendo capace di un throughput 
globale assai elevato grazie all'equilibra- 
ta distribuzione della potenza di calcolo 
fra i vari componenti. Questa potenza, 
assieme ai 2 MByte di RAM forniti di 
serie, consente ad esempio di far gira- 
re Windows 3 in modo «enhanced 
386» ottenendo il massimo delle pre- 
stazioni possibili. 

Ma anche dal punto di vista ergono- 
mico le sorprese positive non manca- 


Descrizione interna 


Lo smontaggio dell'NB/386sx si è ri- 
velato un piccolo puzzle che ha movi- 
mentato la sessione fotografica. In ef- 
fetti le viti di chiusura sono molte ed in 
parte nascoste non solo sotto ai piedini 
dì gomma antiscivolo posti sul fondo 
(vecchio trucco...), ma anche (e questa 
è nuova!) sotto uno dei due gommini 
posti sopra la tastiera allo scopo di at- 
tutire la chiusura del pannello del di- 
splay. Lo smontaggio avviene in due fa- 
si a seconda delle necessità: si può 
estrarre la sola tastiera per avere un fa- 
cile accesso alla parte essenziale della 
motherboard ed ai dischi, ovvero smon- 
tare completamente la parte superiore 
del computer per poter giungere fino ai 
circuiti video e di alimentazione. 

La struttura interna del computer è di 



II cannellino dì 
controllo II pulsante 
rotondo attiva lo 
Stand-bv I tre led in 





126 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 





no. Quella migliore di tutte è costituita 
dalla tastiera che, come tutti sappiamo, 
è spesso l'elemento più sacrificato in 
macchine della classe dei notebook. 
Quella di questo Tandon è invece pres- 
soché priva di difetti, come dicevamo 
poco fa descrivendola. Essa è infatti 
completa, ben realizzata ed organizzata 
con intelligenza. La qualità della mecca- 
nica e la correttissima disposizione dei 
tasti permettono all'operatore una digi- 
tazione agile e precisa. Finalmente, in- 
somma, la tastiera giusta per un note- 
book. 

Ed anche lo schermo merita un elo- 
gio. Sempre nitido e preciso, molto ve- 
loce e ben contrastato, non soffre di 
«impastamento» durante gli scrolling 
ed offre una visibilità eccellente sotto 
un amplissimo angolo. La risoluzione è 
ottima e la restituzione dei vari livelli di 
grigio è più che soddisfacente; i con- 
trolli hanno inoltre un'escursione tale 
da consentire la visione ottimale in 


qualsiasi situazione ambientale. 

Per quanto riguarda l'autonomia, fat- 
tore ovviamente critico in un notebook, 
non ci sentiamo di pronunciarci defini- 
tivamente. La macchina in nostro pos- 
sesso dava infatti sintomi di esauri- 
mento ben prima dello scadere delle 
due/tre ore dichiarate dalla casa. Rite- 
niamo comunque trattarsi di una di- 
sfunzione dell'apparecchio in nostro 
possesso, che è in effetti un esempla- 
re di prima produzione. Buono invece il 
tempo di ricarica: solo due o tre ore, 
praticamente un ciclo unitario. 

Il NB/386sx è naturalmente dotato di 
vari meccanismi interni che gli consen- 
tono di risparmiare energia per allunga- 
re la vita operativa di una sessione a 
batterie. Sono ben quattro i parametri 
su cui l'utente può agire, impostandoli 
nello schermo del setup contenuto nel 
BIOS: un timeout sull'attività del Win- 
chester (da 1 a 15 minuti a passi di un 
minuto), un altro timeout sull’accensio- 
ne dello schermo (stessa risoluzione), 
la velocità di clock del microprocessore 
(10 oppure 20 MHz) e il tempo di 
«iòle» del microprocessore stesso (fra- 
zioni di secondo). Combinando opportu- 
namente i valori di questi quattro para- 
metri è possibile conseguire sensibili 
prolungamenti dell'autonomia senza 
generalmente penalizzare l'efficienza 
od il rendimento del computer; tutti, 
inoltre, sono disattivabili a scelta dell'u- 
tente. E comunque è sempre possibile 
forzare manualmente lo stato di stand- 
by (computer acceso con consumo al 
minimo) mediante l'apposito tasto pre- 
sente sul pannellino di controllo. 


127 


MCmlcrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PROVA 

TANDON NB/386sx 


E già che abbiamo nominato il setup. 
citiamo una sua caratteristica interes- 
sante a livello di sicurezza del sistema. 
Oltre alla consueta protezione median- 
te password, da setup è possibile far si 
che la macchina bootstrappi forzata- 
mente da disco fisso anziché da floppy, 
e/o fare in modo che il setup non pos- 
sa essere modificato se non da chi ha 
la password di bootstrap. In questo 
modo si può prestare il computer a 






qualcun altro (ad esempio un dipenden- 
te) avendo la certezza che esso verrà 
usato «a scatola chiusa» senza possibi- 
lità di modifica della configurazione. 

Due parole infine per quanto riguarda 
le dotazioni di base e l'espandibilità del 
computer. Sottolineiamo come la dota- 
zione di serie di interfacce sia più che 
completa: oltre alla porta parallela vi 
sono infatti ben due porte seriali, l'usci- 
ta video VGA e l'ingresso per una ta- 
stiera esterna o un solo tastierino nu- 
merico supplementare. Internamente al 
computer, inoltre, vi è ancora spazio 
per l'alloggiamento di un modem o di 
un modem/fax. Esternamente è previ- 
sto un box di espansione nel quale si 
possono installare schede AT, ossia 
con bus a 16 bit, in numero di tre (una 
lunga e due corte). Per quanto riguarda 
invece la dotazione di software ricordia- 
mo infine che la macchina giunge com- 
pleta di MS-DOS 4.01 e Windows 3, 
entrambi già installati sul disco fisso. 

Conclusioni 

Il consueto sguardo al listino prezzi 
conclude, come sempre, la nostra pro- 
va. Ed il giudizio questa volta è estre- 
mamente positivo: il Tandon NB/386sx 
costa infatti praticamente sei milioni e 
mezzo, che ci sembrano una cifra as- 
solutamente corretta per una macchina 
del genere (ricordiamo i 2 MByte di 
RAM ed i 60 MByte di hard disk) e co- 
munque sostanzialmente inferiore ri- 
spetto alla concorrenza di punta. Per ri- 
sparmiare qualcosa si tenga presente 
la disponibilità del modello con Winche- 
ster da 30 MByte a sei milioni tondi; 
ma per sole cinquecentomila lire di dif- 
ferenza sinceramente noi preferiamo 
un disco più capace. 

Per quanto riguarda le espansioni, il 
box esterno costa circa settecentomila 
lire, 2 MByte di RAM aggiuntiva costa- 
no novecentomila lire mentre 8 MByte 
costano tre milioni e quattrocentomila 
lire. 

In definitiva ci sembra che, con que- 
sto NB/386sx, la Tandon entri alla gran- 
de in un mercato critico ed agitato. 
Questo prodotto gode infatti, al mo- 
mento, di uno dei migliori rapporti fra 
prezzo e prestazioni del suo settore. 
Certo l'evoluzione nel mercato dei no- 
tebook è veloce in modo impressionan- 
te, e non sappiamo cosa ci riserverà il 
prossimo futuro. Ora come ora. tutta- 
via, non possiamo che salutare con pia- 
cere questo felice esordio Tandon che 
ci mostra come sia possibile fare mac- 
chine potenti e sofisticate a costi sicu- 
ramente ragionevoli. 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 




Prima o poi, Microsoft 
BalIPoint"* Mouse, ce lo 
avreste chiesto. Di un mouse 
studiato specificamente per 
i laptop in effetti c'era bi- 
sogno e, se avete mai usato 
un mouse tradizionale con il 
vostro portatile, saprete 
anche il perché. 

Microsoft BalIPoint risolve 
i problemi di spazio stando 
fermo. BalIPoint si aggancia 
direttamente alla tastiera 
del vostro laptop (ma va be- 

Microsoft 
BalIPoint Mouse 

nissimo anche per quella del 
vostro desktop, qualora la 
mancanza di spazio lo ren- 
desse necessario) e si può 
inclinare secondo l’angolazio- 
ne desiderata. In pratica poi 
funziona come un mouse 
tradizionale capovolto: basta 
muovere la pallina e premere 
i tasti che vi servono. 

Le classiche prestazioni di 
un mouse Microsoft anche 
dove g li altri non ci stanno. 
Portando BalIPoint con voi 
e il vostro laptop, non lasce- 
rete a casa nessuna delle 
straordinarie doti a cui vi ha 



abituato il Mouse Microsoft 
(unanimemente considerato 


a dire il disegno ergonomico, 
la funzionalità, ma soprat- 
tutto la compatibilità. Con 
BalIPoint avrete infatti 
anche gli accessori indi- 
spensabili per adattarlo alla 
maggior parte dei computer 
portatili nonché per utiliz- 
zarlo con una vasta gamma 
di applicazioni. 

Mouse come Microsoft. Con 
Microsoft dunque avrete 
sempre il mouse che vi serve 
dove vi serve. Per sapere 
tutto su BalIPoint, ma anche 
sul Microsoft Mouse, tele- 
fonateci direttamente allo 

Mouse, 

lo standard di mercato. 



lo standard di mercato), vale 



et 

n 

0 ) 

■O 


o 

Q) 


02/26901359. Oppure ri- 
volgetevi a un nostro ri- 
venditore autorizzato o al 
Microsoft Excellence Center 
della vostra città. 


Microsoft 

Software globale, soluzioni reali. 



PROVA 



OA Scan HS-9100A 

di Massimo Truscelli 


D ire che la velocità con la quale la 
tecnologia sì sviluppa è talmente 
elevata che non si riesce a se- 
guirne il mutamento è forse solo un eu- 
femismo. Ci stiamo abituando a tali 
sconvolgimenti tecnologici che quello 
che un paio di anni fa era incredibile an- 
che solo immaginare, oggi ci sembra 
assolutamente consueto. 

Non so se questo sia un bene, vista 
la velocità con la quale il mercato si rin- 
nova e con la quale gli oggetti tecnolo- 
gici sottoposti ai nostri test invecchiano. 

Per noi che svolgiamo un lavoro 
quanto mai interessante e che ci pone 
in una posizione di privilegio rispetto alla 
normale utenza informatica, per quanto 
interessante sia, diventa sempre più dif- 
ficile entusiasmarci di fronte ad un nuo- 
vo prodotto, ma in questo caso non sia- 
mo riusciti a non mostrare una certa 
soddisfazione per questo scanner, per 


certi aspetti insolito e certamente molto 
interessante per le sue caratteristiche e 
per il prezzo. 

L'oggetto in questione è l'OA Scan 
HS-9100A, prodotto dalla OADatacom- 
mCo. Ltd di Taiwan e commercializzato 
dalla SoftCom di Torino, che andiamo 
ora ad esaminare con maggiore atten- 
zione. 


Descrizione 

L'OA Scan è uno scanner manuale 
capace di leggere il formato A4, con 
una risoluzione massima di 400 dpi, la 
caratteristica principale del quale è la 
possibilità di diventare, mediante un 
pratico introduttore di originali, uno 
scanner desktop ad alimentazione auto- 
matica. 

L'OA Scan si presenta come un pa- 
rallelepipedo con i bordi smussati, do- 


tato, nella base, di due file parallele di 
rulli scorrevoli che ne permettono un 
uso agevole senza eccessivi problemi di 
trascinamento in fase di acquisizione. 

La finestra di scansione è in grado, 
con i suoi 216 mm di ampiezza, di leg- 
gere fino al formato A4. 

Nella parte superiore un pratico pen- 
nellino operativo permette di poter im- 
postare alcuni parametri di funziona- 
mento come la risoluzione (a passi di 
dieci da 100 a 400 dpi), visualizzata su 
un piccolo display LED a due cifre; il 
.modo di funzionamento a toni di grigio 
(mediante l'adozione di quattro diverse 
soluzioni per la restituzione delle mez- 
zetinte) o bianco e nero. In proposito, lo 
scanner è in grado di riconoscere 64 li- 
velli di grigio. 

La dotazione del pannello operativo è 
completata da un pulsante di start che 
avvia la fase di acquisizione nell'uso ma- 


130 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PROVA 

OA SCAN HS-9100A 


nuale e da un selettore per la regola- 
zione della luminosità. 

La confezione del prodotto, di chiara 
origine orientale, nella configurazione 
presentata in queste pagine comprende 
anche l'alimentatore automatico, in gra- 
do di provvedere automaticamente all'a- 
limentazione di fino a 10 originali, ed il 
software di gestione comprensivo delle 
utility di acquisizione HPED, del softwa- 
re di trattamento delle immagini SCAN 
PAINT PLUS, di una utility per il merge 
delle due sezioni di una stessa imma- 
gine di dimensioni maggiori della fine- 
stra di acquisizione e, al momento della 
ufficiale commercializzazione in Italia 
del prodotto (probabilmente iniziata 
quando leggerete queste note), anche 
di un software OCR. 

L'interfacciamento dello scanner con 
il personal computer, di classe AT o 
compatibile, equipaggiato con adattato- 
re grafico Hercules, CGA, EGA o VGA, 
avviene mediante un controller da inse- 
rire in uno degli slot liberi del computer 
impiegato. 

La configurazione minima necessaria 
richiesta al computer è una dotazione di 
memoria di almeno 512 Kbyte, la pre- 
senza dell’hard disk e di un floppy disk 
drive e. a completamento, è consiglia- 
bile la presenza di un mouse e di una 
stampante. 

Il controller dell'OA Scan HS-9100A è 
settato per essere adoperato sfruttando 
il Direct Memory Access (DMA) 1, ma 
come spesso avviene quando ci sono 
altre schede installate sul medesimo si- 
stema, si possono manifestare conflitti 
tra le medesime, ragione per la quale è 
possibile riconfigurare gli indirizzi me- 
diante una serie di jumper e dip-switch. 


OA Scan Designer 


Costruttore: 

OADatacommCo., Ltd., Taiwan. 

Distributore: 

SoftCom srl, Via Zumaglia 63A, 10145Torino. 
Tel.: 011/7711177. 

Prezzi UVA esclusa I: 

OA Scan HS-9100A L 890.000 

OA Scan HS-9100A 

+ sheel feeder L. 1.290.000 


Il segnale che qualcosa non va nel si- 
stema dopo l'inserimento della scheda 
è dato dalla visualizzazione sullo scher- 
mo della scritta «memory parity errar» 
nell'esecuzione di procedure del soft- 
ware di gestione dello scanner. 

In ogni caso le operazioni da svolgere 
per la riconfigurazione sono documen- 
tate in un foglio aggiuntivo del manuale 
di istruzioni. 

Sheet feeder 

Lo sheet feeder che può completare 
lo scanner HS-9100A è un vero e pro- 
prio gioiellino di elettromeccanica: esso 
non ha alcun collegamento di natura 
elettrica con il computer, ma è dotato 
solo di un alimentatore di rete. Una vol- 
ta che lo scanner vero e proprio è in- 
stallato su di esso, mediante un pratico 
sistema di molle metalliche, lavora in 
maniera del tutto dipendente dal soft- 
ware di gestione dello scanner sebbene 
tra i due elementi non esista alcun col- 
legamento elettrico. 

Il foglio dell'originale viene fatto avan- 
zare in base alle esigenze dello scanner, 


ai tempi di risposta dell'unità centrale 
ed all'immagazzinamento dell'immagine 
in memoria, mediante un ingegnoso 
quanto mai semplice sistema opto-elet- 
tro-meccanico. 

Sulla base dello sheet feeder, nella 
superficie che accoglie la base dello 
scanner, sono presenti due fori corri- 
spondenti ad un diodo emettitore e ad 
un ricevitore di raggi infrarossi: due ele- 
menti analoghi sono presenti nella base 
dello scanner, posizionati in modo stret- 
tamente simmetrico con quelli dello 
sheet feeder. In tal modo, il «dialogo» 
che si instaura tra le due unità opto- 
elettroniche determina l'avanzamento o 
meno del documento per la sua scan- 
sione rendendo indipendente l'unità di 
alimentazione dall'interfaccia di gestio- 
ne dello scanner presente sul compu- 
ter. L'unico controllo presente è solo un 
pulsante per l'espulsione dell'originale 
quando di esso si voglia acquisire solo 
una sezione, oppure se si manifestano 
degli inconvenienti nel processo di digi- 
talizzazione. 

Hardware 

L'interno dei due elementi è sempli- 
ce, pulito nella filatura e sufficientemen- 
te curato. 

L'unità di acquisizione vera e propria 
è dotata di una fila di led a luce giallo- 
verde, mentre il sensore CCD è posi- 
zionato nella parte superiore alla fine di 
un condotto, adeguatamente scherma- 
to, che riflette l'immagine in scorrimen- 
to nella finetra. 

All'intemo dello stesso elemento so- 
no presenti anche le elettroniche legate 
alla gestione del display LED a sette 




Lo scanner nelle due modalità operative : completo di sheel feeder e usato 
manualmente. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


131 


PROVA 

OA SCAN HS-9100A 



segmenti ed ai tasti a membrana di se- 
lezione dei modi di funzionamento oltre, 
come già accennato precedentemente, 
alla sezione di comando dello sheet fee- 
der, realizzata con l'uso di un raggio in- 
frarosso. 

Lo sheet feeder è costruito in manie- 
ra altrettanto semplice, ma curata . tutti 
i ruotismi sono in plastica abbondante- 
mente lubrificata con grasso al silicone 
alloggiati in un robusto cestello metalli- 
co e la filatura che collega la scheda 
elettronica principale, costituita quasi 
esclusivamente dalla sezione di alimen- 
tazione del motore di trascinamento, 
con il trasmettitore/ricevitore infrarosso 
è saldamente ancorata, nonostante il 
breve percorso, in più punti. 

Software 

Il vero punto di forza di apparecchia- 
ture come questa, cosi come di altre 
analoghe, è il software di gestione. 

Nel caso specifico esso ci sembra ab- 


bastanza ricco, anche se la dotazione su 
dischi da 5.25" della capacità di 360 
Kbyte ci sembra un pochino desueta. In 
ogni caso il passaggio su dischi da 3.5" 
avviene in modo semplice poiché nes- 
sun elemento è protetto e tutto il disco 
può facilmente essere copiato su sup- 
porti diversi. Oltretutto il software di in- 


stallazione permette di poter definire a 
piacere i drive sorgente e quello di de- 
stinazione, ragione per la quale non esi- 
stono in pratica grossi problemi. 

Prima di approfondire il discorso sul 
software vorremmo rammentare che, 
come abbiamo già detto, dovrebbe 
comprendere anche un programma 




Il software SPP accetta gli stessi formati di salvataggio utilizzati da HPED oltre ad alcuni propri. Uno dei menu più interessanti è Icon, in pratica una llbrena di 
simboli. 


132 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 






PROVA 

OA SCAN HS-9100A 


OCR, esattamente IMSI OCR. Nel no- 
stro caso il software era presente, ma 
non è stato possibile usarlo poiché era 
privo del drive specifico per lo scanner 
OA Scan HS-9100A, mentre erano inve- 
ce presenti tutti gii altri modelli della 
gamma OA Scan. 

In proposito abbiamo interpellato il di- 
stributore che ci ha confermato la di- 
sponibilità del prodotto contestualmen- 
te alla ufficiale immissione sul mercato. 

Tra i tanti, il software che più merita 
l'attenzione è lo ScanPaint Plus (SPP 
per comodità). 

Un software che consente di acqui- 
sire le immagini con lo scanner e suc- 
cessivamente di intervenire su di esse 
per il ritocco con una serie di strumenti 
di disegno, oppure di memorizzarle in 
vari formati oltre che stamparle. 

Per chi si «accontenta» di un softwa- 
re per la sola gestione dell'OA Scan nel- 
le fasi dì acquisizione, salvataggio e set- 
taggio dei parametri di acquisizione è 
possibile utilizzare l'utility HPED che 
non necessita, contrariamente a SPP, 
nemmeno dell’uso del mouse. 

La procedura più opportuna per utiliz- 
zare lo scanner è quella di impiegare 
HPED per le fasi di acquisizione vere e 
proprie e poi ritoccarle con SPP. 

HPED è munito di una interfaccia 
utente basata sull'esclusivo uso dei ta- 
sti funzione da 1 a 6 che svolgono ri- 
spettivamente le funzioni di scansione 
dell'immagine, salvataggio, recupero, 
stampa, settaggio della risoluzione e 
uscita del programma. 

Una caratteristica particolare del pro- 
gramma è quella di consentire il salva- 
taggio nei formati TIFF, MSP (Windows 
Paint), PCX. CUT (Dr. Halo), IMG (GEM, 
OAfax v.2 e IMSI OCR), OAF (OAfax 
v.3), ma il recupero di immagini salvate 
nel solo formato TIFF. 

Al contrario, SPP accetta tutti i forma- 
ti già descritti oltre ad alcuni propri con- 
traddistinti dalle sigle SPP e SP. 

La ricca possibilità di conversione dei 
formati consente di adattare le immagi- 
ni alle specifiche richieste dai vari pro- 
grammi di grafica ed impaginazione ol- 
tre che poter ricorrere a software par- 
ticolarmente evoluti per il trattamento 
delle immagini (vedi ad esempio PC- 
Paintbrush della Z-Soft, Windows Paint, 
GEM Paint, Dr. Halo e molti altri, oppu- 
re esportare il file, con gli opportuni 
mezzi, verso altre piattaforme hardwa- 
re). 

Il software a corredo ci sembra di 
buona fattura; l'unico appunto riguarda 
la non gestione del colore, anche se tut- 
to sommato si tratta di una mancanza 
giustificata dal fatto che si tratta di un- 
software concepito per uno scanner a 
toni di grigio, ma il poter aggiungere in 



Conclusioni 

Si tratta di un prodotto molto interes- 
sante sia per le sue caratteristiche che 
per il prezzo al quale viene venduto. 

Ottocentonovantamila lire per la ver- 
sione priva dell'alimentatore automatico 
e unmilioneduecentonovantamila lire 
per quella comprensiva dì sheet feeder 
sono in assoluto un prezzo allettante 
specialmente considerando le caratteri- 
stiche generali e la dotazione di softwa- 
re. 

Si tratta di un prodotto interessante e 
soprattutto di uso bivalente: pensate 
per un attimo a dover acquisire la pa- 
gina di un libro voluminoso e pensate 
anche a dover acquisire un documento 
dattiloscritto di una decina di pagine 
senza dover strappare la pagina in un 
caso e senza dover necessariamente 
eseguire l’operazione di introduzione 
manuale dei fogli nell'altro caso in que- 
stione. 

Già solo questo dovrebbe essere suf- 
ficiente a farvi meditare sull'acquisto; 
se poi considerate che si tratta di uno 
scanner manuale a 400 dpi e 64 toni di 
grigio, in grado di trattare direttamente 
documenti fino al formato A4 e, me- 
diante l'utility Merge, anche quelli di for- 
mato superiore, non si può certo negare 
che offre un rapporto tra prezzo e pre- 
stazioni molto conveniente. 


qualche modo il 
colore alle imma- 


gini, cosi come è 
possibile con altri 
programmi, non 
avrebbe certo 
guastato. 

Una caratteri- 
stica di rilievo di 
SPP consiste in- 
vece nell'aver a 
disposizione una 
serie di icone 
contenenti imma- 
gini di vario tipo 
che è possibile 
incollare dove si 
vuole all'interno 
dell'area di dise- 
gno. I vantaggi di 
tale funzionalità sono evidenti quando si 
scopre di aver a disposizione un intero 
set di simboli elettronici e di simboli 
musicali. 

Ci è rimasta da esaminare l’utility 
Merge, che come abbiamo già detto al- 
tro non è che un software che permette 
di unire due sezioni di una stessa im- 
magine di dimensioni maggiori a quella 
della finestra di scansione. 

Una volta avviato si presenta con due 
finestre analoghe per ognuna delle quali 
si può caricare la sezione di immagine 
desiderata, una volta allineate le due se- 
zioni con le barre dì scorrimento oriz- 
zontale e verticale, si può procedere al 
salvataggio dell'immagine completa in 
un unico file per il successivo tratta- 
mento con SPP. 




La scheda controller dello si 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


133 




Turbo Pascal per Windows 

di Sergio Polim 


F antastico. Prassi vorrebbe che il 
giudizio sul prodotto venisse 
espresso nelle conclusioni, dopo 
averne esaminato criticamente le diver- 
se caratteristiche. Ma qui non si riesce 
proprio a trattenere l'ammirazione. Non 
occorre una prova pesante e minuziosa: 
appena completata l'installazione (facile 
e veloce), non si può resistere alla ten- 
tazione di provare qualcosa. In fondo, 
per quanto i manuali siano ovviamente 
indispensabili, basta avere un minimo di 
esperienza con le versioni per DOS del 
Turbo Pascal e con Windows 3.0 per 
essere in grado di provare qualcosa. 
Con pochi colpi di mouse si apre la dia- 
log box di «File/Open», ci si porta su 


una directory come «docdemos», si 
sceglie un file a caso. L 'interfaccia MDI 
fornita da Windows ci propone subito 
una finestra di editing aperta su quel fi- 
le. Sempre con il mouse si sceglie 
«Run/Run», o magari si preme l'abituale 
combinazione Ctrl-F9 : in un attimo il 
programma viene compilato e si apre la 
sua finestra per dare inizio all'esecuzio- 
ne. E non ho parlato a caso: ho detto 
« in un attimo» perché per tutto questo 
ci vuole davvero meno a farlo che a de- 
scriverlo. Mi tornano in mente le parole 
di un recensore americano alle prese 
con una versione ormai storica del Tur- 
bo Pascal: il primo compilatore integra- 
to veniva messo a confronto con il lin- 


guaggio allora più diffuso, con l'interpre- 
te Basic fornito insieme con il DOS ; un 
linguaggio il cui pregio fondamentale 
era forse dato dalla immediatezza con 
cui, digitando «RUN», si poteva verifi- 
care se il proprio programma girava a 
dovere. Il Turbo Pascal, notava quel re- 
censore. nonostante fosse un compila- 
tore e non un interprete, era tanto ve- 
loce che a compilare ci voleva meno 
che a digitare «RUN». Anders He- 
jlsberg, creatore di quel Turbo Pascal, 
nonché tuttora principale ispiratore delle 
strategie Borland per i linguaggi, ha ri- 
petuto il miracolo. 

Magari penserete che sto esageran- 
do. Ma voi avete mai provato a pro- 


134 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


PROVA 

TURBO PASCAL 


grammare sotto Windows ? Si tratta di 
un ambiente ideale per molteplici aspet- 
ti: indipendenza dall'hardware (mai più 
quei programmi ognuno con i propri dri- 
ver per le schede video e le stampan- 
ti!), standardizzazione dell'interfaccia 
utente, multitasking, scambio di dati tra 
diverse applicazioni, mega e mega di 
memoria potenzialmente a disposizione 
(altro che limite di 640K!) e, in difetto di 
RAM, overlay non più necessario in 
quanto gestito in modo trasparente dal- 
lo stesso Windows, ecc. Ma program- 
mare in tale ambiente è stato finora un 
processo lungo e penoso: file di «defi- 
nizioni» e di «risorse» accanto ai sor- 
genti, pesanti convenzioni da seguire 
anche per il più banale programmino 
(mai meno di cento righe!), un ciclo di 
compilazione appesantito dalla neces- 
sità di usare sempre il Resource Com- 
piler e di lavorare sotto DOS, la neces- 
sità di un secondo monitor per il debug- 
ging simbolico, ecc. Ecco perché il pri- 
mo maggio a San Francisco, quando 
Anders ha illustrato il Turbo Pascal per 
Windows nella sala Ralston delTHistoric 
Sheraton Palace Hotel, è stato interrot- 
to per tre volte dagli applausi della pla- 
tea. 

I presenti non credevano ai propri oc- 
chi : programmi per Windows anche di 
sole quattro ( ripeto : quattro/ righe ; 
compilazione in pochi istanti di program- 
mi di centinaia di righe, risorse compre- 
se; possibilità di portare sotto Windows 
un programma scritto con il Turbo Pa- 
scal per DOS solo cambiando «uses 
Crt» in «uses WinCrt ». debugging sim- 
bolico anche su un solo monitor; una 
gerarchia di classi ObjectWindows, ana- 
loga al Turbo Vision, costruita intorno al- 
la API di Windows in modo tale da sem- 
plificarne enormemente l'uso. In breve, 
finalmente la programmazione sotto 
Windows alla portata di tutti, anche ... 
dei pigri: chiunque sappia programmare 
in Turbo Pascal sa già programmare sot- 
to Windows; chi abbia lavorato con il 
Turbo Vision non impiegherà molto a 
padroneggiare ObjectWindows, e quin- 
di a scrivere con poco sforzo applicazio- 
ni anche sofisticate. 

Non ci sono dubbi: non si può guar- 
dare al nuovo Pascal della Borland sen- 
za restarne affascinati. Se a San Fran- 
cisco ho assistito agli applausi, poco più 
di un mese prima, a Milano, avevo po- 
tuto registrare l'entusiasmo con cui per- 
fino Tommaso Masi aveva accolto un'a- 
naloga presentazione, lui strenuo difen- 
sore dello Smalltalk anche per Windows 
(perdonami Tommaso: dovere di crona- 
ca!). Ne segue che il «giudizio» sul pro- 
dotto è presto dato, e che quindi questa 
prova non potrà limitarsi ad un normale 
esame: cercheremo di vedere se la 


Turbo Pascal per Windows 


Produttore: 

Borland International, Ine, 

1800 Green Hills Road 
P.O. Box 660001 
Scotts Valley, CA 95067-0001 
Distributore: 

Borland Italia S.r.l. 

Via Cavalcanti, 5-20127 Milano 
Telefono: 02-2610102 
Prezzi UVA esclusa!: 

Turbo Pascal per Windows L. 499.000 

Upgrade da qualsiasi linguaggio 
Borland L.299.000 


enorme semplificazione di una program- 
mazione tradizionalmente ostica na- 
sconda qualche limitazione; cerchere- 
mo di capire le implicazioni di un pro- 
dotto indubbiamente rivoluzionario, an- 
che con riguardo ad un rapporto Borland - 
Microsoft che, come vedremo, non è 
più di pura e semplice concorrenza. 

Installazione 

Quando qualcuno mi chiede che mac- 
china comprare, rispondo sempre: al- 
meno 80386SX, almeno due mega di 
RAM e una scheda madre su cui sia 
possibile installarne almeno quattro 
(meglio se otto), un monitor a colori al- 
meno VGA, un disco rigido da almeno 
40 mega con un tempo medio d'acces- 
so non superiore a 25 millisecondi, un 
mouse. Non costa pochissimo, ma al- 
meno non ti pentirai dell'acquisto dopo 
pochi mesi. 

Il motivo per cui rispondo così è sem- 
plice: Windows. Alla Borland Langua- 
ges Conference di San Francisco c'era 
pure Brad Silverberg, Vice Presidente 


della Microsoft responsabile della 
Systems Division, Ha parlato del futuro 
del DOS e di Windows, per dire che la 
Microsoft vede il DOS come sistema 
soprattutto per l'« utente casuale», quel- 
lo che usa il PC sporadicamente e ma- 
gari solo o soprattutto per qualche gio- 
chino. Per gli altri c'è e ci sarà sempre 
più Windows, É imminente una versio- 
ne 3.1, con un nuovo File Manager, con 
i font scalabili e altre novità; sarà segui- 
to a ruota da un Windows a 32 bit, in 
grado finalmente di sfruttare appieno le 
potenzialità dei processori 80386 e 
80486 e con una API ( Application Pro- 
gramming Interface) sostanzialmente 
identica a quella di Windows 3.0, al 
punto che sarà sufficiente apportare 
modifiche solo marginali ai programmi; 
il futuro sarà un sistema con nucleo NT 
( New Technology) su cui potranno gira- 
re applicazioni DOS, Windows, OS/2 e 
Posix (cioè Unix). Silverberg ne ha con- 
cluso (citando Philippe Kahnl), che chi 
voglia guardare lontano, chi voglia lunga 
vita per i propri programmi, già da oggi 
deve sviluppare sotto Windows. 

Windows 3.0 può girare su qualsiasi 
macchina, ma è francamente ben poco 
attraente su un 8086, ed anche su un 
80286 con meno di due mega di RAM 
non è esaltante. Va tuttavia rilevato che 
la RAM costa ora molto meno di un 
tempo, e magari anche che (come a 
San Francisco ha ricordato Andrew S. 
Grave, presidente della Intel) le vendite 
degli 80386 hanno superato quelle degli 
80286 fin dall'aprile dello scorso anno, 
vale a dire un mese dopo l’annuncio di 
Windows 3.0. Il Turbo Pascal per Win- 
dows (TPW), per così dire, si adegua: 
può girare solo in modo protetto, richie- 
dendo almeno un 80286 e almeno due 
mega di RAM. È la prima limitazione 
che dobbiamo registrare, ma, per quan- 



MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 


PROVA 

TURBO PASCAL 



to appena detto, è certamente ragione- 
vole. 

Se si sceglie di installare anche tutti i 
programmi di esempio, ne risulta un'oc- 
cupazione su disco di circa sei mega; si 
tratta di una scelta sicuramente consi- 
gliabile, dal momento che i vari «demo» 
aiutano molto a familiarizzare non solo 
con una programmazione sotto Windo- 
ws di stile tradizionale (che rimane sem- 
pre possibile), ma anche e soprattutto 
con il ben più comodo approccio con- 
sentito dalla OOP e in particolare dalle 
gerarchie di classi WObjects e Object- 
Windows. 

Lo spazio su disco viene occupato 
non solo dal compilatore e dagli esem- 
pi, ma anche da un ampio help in linea 
(quasi due mega e mezzo) e da nume- 
rosi programmi accessori: dal Turbo De- 
bugger per Windows ai resource e Help 
Compiler della Microsoft, dal Whitewa- 
ter Resource Toolkit ai familiari MAKE, 
GREP e TOUCH, i quali tutti possono 
essere ovviamente cancellati se si di- 
spone già di quelli forniti insieme al Bor- 
land C ++. È da notare che gli «acces- 
sori» sono tali che non c’è alcun biso- 
gno di acquistare il Software Develo- 
pment Kit della Microsoft, e a ciò con- 
corrono anche prodotti che la stessa 
Microsoft ha consentito venissero inclu- 
si nella confezione. Per un semplice 
motivo: Windows, la cui diffusione non 
potrà che trarre beneficio dalla disponi- 
bilità di validi strumenti di sviluppo. E 
poco importa che questi siano targati 
Borland o altro. Tanta è la priorità che la 
Microsoft assegna alla diffusione di 
Windows, che sta anzi collaborando con 
la Borland per renderlo più object-orien- 
ted e per dotarlo di un migliore suppor- 
to per il debugging (cosi Gene Wang a 
Corrado Giustozzi e a me il 27 marzo a 
Milano). Collaborazione forse agevolata 
dal fatto che Silverberg, prima di pas- 
sare alla Microsoft, ha lavorato alla Bor- 
land... 


Documentazione 

La confezione comprende ben sette 
manuali: la User's Guide e la Program- 
merà Guide sono molto simili agli ana- 
loghi testi forniti con il Pascal per DOS, 
mentre del tutto nuovi sono la Windo- 
ws Programming Guide (dedicata alla 
programmazione mediante ObjectWin- 
dows) e la Windows Reference Guide 
(contenente un'analitica esposizione sia 
della API di Windows sia della gerarchia 
di ObjectWindows ); gli altri tre manuali 
sono dedicati al nuovo Turbo Debugger 
per Windows, al Whitewater Resource 
Toolkit e a\\‘ Help Compiler della Micro- 
soft. 

A San Francisco ho chiesto a Richard 


Schell, Vice Presidente della Borland 
preposto allo sviluppo dei linguaggi, per- 
ché abbiamo due distinte versioni del 
Turbo Pascal, per DOS e per Windows, 
e se avremo in futuro un «Borland Pa- 
scal» unico per i due ambienti come già 
accade per C e C ++. Mi ha risposto 
che al momento non è prevista una ver- 
sione bivalente del Pascal in quanto, 
mentre il Borland C ++ è concepito co- 
me prodotto completo per lo sviluppo 
professionale di applicazioni anche pe- 
santi e complesse, il Turbo Pascal viene 
considerato un prodotto «d’entrata». 
Tale atteggiamento si comprende bene 
se si pensa che negli Stati Uniti il 
C/C ++ si giova della enorme diffusione 
che Unix vanta nelle università, ma in 
Europa la situazione è un po' diversa: in 
Germania, ad esempio, è proprio il Tur- 
bo Pascal il linguaggio più diffuso, se- 
guito dal dBASE, dal COBOL e, solo 
quarto, dal C. In ogni caso, da quella im- 
postazione segue che la Borland ha de- 
dicato la massima attenzione a rendere 
agevole l'approccio al nuovo compilato- 
re; al tempo stesso, si comprendono 
meglio alcune caratteristiche della docu- 


mentazione. Intendo riferirmi in partico- 
lare ai due manuali dedicati alla pro- 
grammazione sotto Windows, 

La Windows Programming Guide se- 
gue la traccia di ObjectWindows per 
guidare passo passo il lettore nella rea- 
lizzazione dei suoi primi programmi (gli 
esempi del manuale si ritrovano dopo 
l'installazione in una subdirectory DOC- 
DEMOS); la complessità della program- 
mazione sotto Windows viene «nasco- 
sta» dietro una gerarchia di classi ana- 
loga — per quanto possibile — a quella 
del Turbo Vision, senza trascurare nulla: 
dalla interfaccia MDI alla gestione della 
memoria, dalle librerie DLL (Dynamic- 
Link Libraries) alla comunicazione tra 
applicazioni mediante DDE ( Dynamic 
Data Exchange ), dalla grafica con GDI 
( Graphics Device Interface) alle risorse 
(menu, acceleratori, dialog box, cursori, 
icone, stringhe, bìtmap). Un «tutorìal» 
completo e ben fatto, nel quale ho tro- 
vato pochissimi punti deboli. 

Quando si tratta ad esempio delle 
funzioni callback (quelle chiamate da 
Windows invece che dall'applicazione), 
si dimentica dì precisare che devono es- 


136 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PROVA 
TURBO PASCAL 



sere «esportate» con la nuova keyword 
export e che, quando si passa il loro in- 
dirizzo ad un'altra funzione, questo deve 
essere ottenuto chiamando la funzione 
MakeProdnstance della API di Windo- 
ws. Analogamente, la Windows Refe- 
rence Guide propone una documenta- 
zione della API simile a quella — non 
esaltante — contenuta nel Reference 
delI'SDK della Microsoft, con qualcosa 
in meno: manca una esposizione sinte- 
tica delle oltre 500 funzioni raggruppate 
in categorie logiche (come invece si tro- 
va nelle prime 70 pagine del Referen- 
ce), le descrizioni sono ancora più strin- 
gate. 

In sintesi, la documentazione è di va- 
lidissimo ausilio per moltissimi tipi di ap- 
plicazioni, soprattutto se realizzate me- 
diante ObjectWindows. Se tuttavia si 
vuole spremere Windows fino all'ultima 
funzione, è necessario munirsi di ulte- 
riore supporto. Come d'altra parte capi- 
ta anche (e anche più) a chi usi l'SDK: 
praticamente obbligatorio un testo co- 
me quello di Charles Petzold ( Program - 
ming Windows, Microsoft Press, se- 
conda edizione). È vero che si tratta di 


testi in cui si fa riferimento alla pro- 
grammazione in C, ma questo potrebbe 
anche non essere un problema... 

Implementazione del linguaggio 

Nom mi soffermo sull'ambiente di 
sviluppo, in quanto si tratta di una nor- 
male applicazione Windows con inter- 
faccia MDI, i cui menu sono molto simili 
a quelli dei Pascal per DOS. Da segna- 
lare, tuttavia, la possibilità di passare 
con un click del mouse dallo standard 
CUA di default ad una impostazione al- 
ternativa che ripropone l'interfaccia dei 
compilatori Borland per DOS (uscita con 
Alt-X invece che Alt-F4, Ctrl-QF per il 
Find, ecc.). Ne risulta un ambiente co- 
modo e versatile, ma anche incredibil- 
mente veloce, grazie al fatto che la 
compilazione avviene tutta in RAM 
sfruttando le capacità del microproces- 
sore in modo protetto. 

Dietro tale elegante veste, si svolge 
un compito arduo. Windows si presta 
particolarmente alla programmazione in 
C, ma preferisce che le chiamate di fun- 
zione avvengano seguendo le conven- 


zioni del Pascal (passaggio dei parame- 
tri nell’ordine in cui sono scritti, ripristi- 
no dello stack a cura della funzione chia- 
mata invece che di quella chiamante). 
Programmando in C si deve quindi ru- 
bare un po’ dal Pascal, per farci pro- 
grammare in Pascal la Borland ha ruba- 
to un po' dal C. 

Con il Pascal 6.0 è stata introdotta 
una direttiva SX che attiva una «sintassi 
estesa», grazie alla quale è possibile 
chiamare una funzione senza badare al 
suo risultato, come se fosse una pro- 
cedura (ne trovate esempi nella rubrica 
Turbo Pascal). Quella stessa direttiva 
viene ora a sua volta estesa per con- 
sentire di manipolare stringhe e punta- 
tori a caratteri come si fa in C. Definen- 
do un array di caratteri in modo che l'in- 
dice del primo sia zero, il tipo che ne 
risulta è compatibile con i puntatori a 
carattere di tipo PChar, proprio come in 
C posso inizializzare un puntatore a ca- 
rattere con una stringa, col TPW posso 
assegnare una stringa (anche costante) 
ad un PChar ; come avviene in C per 
ogni puntatore, si può accedere ai sin- 
goli caratteri della stringa puntata da un 
PChar con la stessa notazione usata per 
gli array (ad esempio: P[4] per il quinto 
carattere; il primo carattere, quello con 
indice zero, non è un byte di lunghezza: 
la fine della stringa è indicata dal carat- 
tere con codice zero); come in C, pos- 
sono essere applicati al tipo PChar gli 
operatori « + », «-», «>», «<». «>=» e 
«<=». La unit STRINGS ci mette a di- 
sposizione un'intera serie di funzioni per 
la manipolazione delle nuove stringhe, 
tanto da non far rimpiangere le quasi 
omonime funzioni care al programmato- 
re C ( StrLen , StrCat, StrIComp, ecc.); le 
tradizionali Read e Write, Val, Assign e 
Renarne, in compenso, possono opera- 
re sia sulle vecchie che sulle nuove 
stringhe. 

Accanto a qualche ritocco al tipo boo- 
lean, la sintassi estesa consente di ave- 
re accesso a tutta la API di Windows, i 
cui tipi e le cui funzioni si ritrovano in- 
teramente e fedelmente «tradotti» nelle 
unit WINTYPES e WINPROCS. 

Ma la API non basterebbe. Per sfrut- 
tare tutte le possibilità della program- 
mazione sotto Windows si usano nor- 
malmente file DEF, con i quali si preci- 
sano, tra l'altro, le caratteristiche dei 
segmenti per codice e dati (FIXED o 
MOVEABLE. DISCARDABLE, PRE- 
LOAD o LOADÒNCALL, NONE o SIN- 
GLE o MULTIPLE), le dimensioni dello 
stack e del locai heap (quello compreso 
nel segmento dati di ogni applicazione, 
mentre con global heap si indica la me- 
moria a disposizione di tutte le applica- 
zioni), le funzioni da «esportare» (vanno 
esportate le procedure e funzioni callba- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


137 





TURBO PASCAL 



ck e quelle di una DLL). Il Turbo Pascal 
semplifica il tutto introducendo una di- 
rettiva $C per modificare gli attributi dei 
segmenti codice (per default: MOVEA- 
BLE, PRELOAD e PERMANENT, cioè 
non DISCARDABLE) e modificando la 
direttiva $M in modo che si riferisca so- 
lo alle dimensioni dello staek e del locai 
heap. Quanto alle «esportazioni», basta 
aggiungere la keyword export all'inte- 
stazione della funzione o procedura in- 
teressata; nelle DLL, simili alle unit ma 
introdotte dalla keyword library, occor- 
re poi riepilogare funzioni e procedure 
esportate in una apposita sezione deno- 
minata exports, dove è possibile indi 
care accanto al nome di ognuna un 
mero intero opzionale preceduto da in 
dex. Diciamo subito che anche le li- 
brary possono ovviamente essere 
«usate»; può anzi essere «usata» qual- 
siasi DLL di Windows, anche se non 
realizzata in Turbo Pascal: per usare in 
un programma una funzione contenuta 
in una DLL, occorre approntare una unit 
nella cui sezione implementation si ag- 
giunga al nome della funzione la fami- 
liare keyword external seguita dal no- 
me della DLL tra apici e, opzionalmente, 
da name e dal nome con il quale la fun- 
zione è presente nella DLL (se diverso 
da quello che preferiamo per il nostro 
programma) o da index e dall'intero 
corrispondente. Sia il nome che l'indice 
delle funzioni di una DLL possono es- 
sere trovati con il programma TDUMP, 
fornito insieme al Turbo Debugger. 

Quanto ai segmenti di dati, i manuali 
Microsoft ci dicono che le opzioni NO- 
NE e SINGLE possono essere usate so- 
lo per le librerie, MULTIPLE, FIXED e 
MOVEABLE solo per le applicazioni. I 
manuali del Turbo Pascal nulla dicono 
circa NONE. SINGLE e MULTIPLE, ma 
credo di poter ritenere che, essendoci 
poco da scegliere, vengano gestite au- 
tomaticamente dal compilatore. È detto 
chiaro, invece, che il segmento dati di 
un'applicazione o di una libreria può es- 
sere solo FIXED. Per dirla in breve ciò 
comporta che, quando Windows è in 
rea I mode, può capitare che il locai heap 


esempio di prograi 
WinCRT 


Listalo 2 - La somma I 
di due numeri ottenu- 
ta con una DLL e una 
unit di interlaccia a 


library SommeDLL; 
(*SN+*) 

begin 

Somma := a + b; 


: Doublé; export 


function Somma (a, b: Doublé): Double; 
implementation 

function Somma; external 'SOMMEDLL' i 


s WinCrt, Som 
, b: Doublé; 


non possa essere espanso oltre il limite 
dettato dalla direttiva $M (8192 byte per 
default), in quanto il segmento dati non 
può essere mosso. Abbiamo cioè tro- 
vato un'altra limitazione. In effetti ci vie- 
ne proposto di barattare una maggiore 
semplicità (ed efficienza) del compilato- 
re con la rinuncia ad una elasticità che 
potrebbe tornare utile solo nelle situa- 
zioni in cui Windows stesso non gira al 
meglio. Nessun problema, infatti, nei 
modi standard e 386 enhanced (un seg- 
mento mantiene lo stesso «selettore» 
anche se viene spostato in memoria). 

Un analogo compromesso ci viene 
proposto per l'allocazione dinamica. Qui 
non vi sono limitazioni (rimane la pos- 
sibilità di usare tutte le routine della 
API), ma di particolari scelte circa i mec- 
canismi tradizionali del Pascal: non ci 
sono più Mark e Release, e New, Di- 
spose, GetMem e FreeMem operano 
solo sul global heap. La gestione della 
memoria dinamica con tali procedure è 
ottimizzata per contrastare lo spreco 
che deriverebbe dal loro uso con bloc- 
chi «piccoli» di memoria (ogni blocco al- 
locato nel global heap si porta dietro un 
overhead di almeno 20 byte) : in caso di 
richiesta di allocazione di un blocco 
«piccolo» ne viene in realtà allocato uno 
«grande», che viene poi utilizzato per 
successive sub-allocazioni di altri bloc- 
chi «piccoli», senza overhead. Il mecca- 
nismo può essere perfino regolato 
agendo sulle variabili HeapLimit (dimen- 
sione massima di un blocco «piccolo») 
e HeapBlock (dimensione del blocco 
«grande»). Va rammentato peraltro che 
tutti i blocchi allocati con New o Get- 
Mem sono FIXED; ne segue che, in reai 


mode, non possono essere mossi per 
constrastare la frammentazione del glo- 
bal heap ; se quindi si dovessero proprio 
fare i conti con il reai mode, potrebbe 
convenire usare le funzioni della API. 

Librerie 

Chi non abbia esperienza della pro- 
grammazione sotto Windows se la im- 
maginerà magari ora estremamente 
complicata. Non avrebbe tutti i torti. La 
unit WINCRT ci propone tuttavia un ap- 
proccio estremamente semplice al nuo- 
vo ambiente. 

Immaginate un qualsiasi programma 
scritto sotto DOS con la unit CRT: ac- 
canto a procedure standard come Read 
e Write, possiamo spostare il cursore 
con GotoXY e ottenerne la posizione 
con WhereX e WhereY, verificare se è 
stato premuto un tasto con KeyPres - 
sed, leggere i caratteri digitati con Read- 
Key, abilitare o disabilitare il Ctrl-C e il 
Ctrl-Break agendo sulla variabile Che- 
ckBreak, ecc. Bene. Tutto questo si può 
tranquillamente rifare sotto Windows 
usando la unit WINCRT invece che 
CRT. In tal modo, alla prima istruzione 
Read o Write si apre automaticamente 
sullo schermo una finestra che emula 
un normale terminale in modo testo; 
per default vi sono 25 righe e 80 co- 
lonne, ma le dimensioni possono esse- 
re scelte a piacere assegnando altri va- 
lori ai campi X e Y della variabile Screen- 
Size (naturalmente prima di qualsiasi 
operazione di lettura/scrittura); basta 
che il prodotto del numero di righe per 
il numero di colonne non superi 65520. 
Se le righe sono più di 25 o le colonne 


138 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PROVA 
TURBO PASCAL 


program ListApps; 
wobjects, WInTypes, 1 


unction 


and; TheValue: Longint 


Str: array [0. .79] of char; 
begin 

i£ GetWindowText (TheHandle, Str, 79) < 
CaptionList"' . Insert (StrNew(Str) ) ; 
WhoAmI := 1; 


veTitle 
nt ICaptionList) ; 


più di 80, è possibile far scorrere la fi- 
nestra sullo schermo virtuale cosi defi- 
nito sia mediante apposite istruzioni 
( ScrollTo , TrackCursot ), sia agendo sulle 
serali bar al termine dell'esecuzione del 
programma: la finestra rimane infatti 
aperta a meno che non si termini con 
DoneWinCRT. L'unico limite è rappre- 
sentato dal fatto che con ReadKey si 
possono leggere solo normali caratteri 
ASCII, non anche tasti funzione o simili, 
in quanto gestiti direttamente da Win- 
dows. C’è invece una curiosa inesattez- 
za nell'help in linea: vi si legge che Do- 
neWinCrt si limita a chiudere la finestra, 
lasciando la possibilità di riaprirne poi 
un'altra con InitWinCrt. In realtà, come 
ho detto, DoneWinCrt causa sempre la 
fine del programma. A San Francisco ho 
segnalato la cosa ad Anders, che mi ha 
detto che in effetti il comportamento 
descritto nell'help in linea è quello che 
avrebbe voluto implementare, ma che 
ha dovuto rinunciare perché... a Win- 
dows non piaceva. Mi ha anche assicu- 
rato che provvederà quanto prima a cor- 
reggere testo ed esempi dell'help. 

Anche il Turbo Pascal per Windows è 
comunque in primo luogo un linguaggio 
Object-Oriented, e la potenza che ne se- 
gue emerge tutta nella unit ObjectWin- 
dows. 

L'incapsulamento (il codice insieme ai 
dati nella definizione di un tipo) sempli- 
fica l'accesso alle quasi 600 funzioni 
della API, diverse delle quali richiedono 
quattro o più parametri, mediante cam- 
pi-dati corrispondenti a molti di tali pa- 
rametri: l'assegnazione a loro di valori 
corretti avviene così in modo trasparen- 
te e con minori possibilità d'errore. Al- 


cuni metodi, inoltre, svolgono compiti 
che nella API richiedono la chiamata di 
più funzioni, proponendo così un'inter- 
faccia di più alto livello alla API stessa, 
senza limitare in alcun modo l'eventuale 
accesso diretto alle funzioni di questa. 
Ereditarietà e polimorfismo consentono 
di organizzare gli «oggetti» di Windows 
(finestre, menu, dialog box, serali bar, 
ecc.) in una gerarchia molto ordinata, in 
cui vengono gestiti automaticamente, 
senza bisogno di lunghe esplicite e pe- 
santi assegnazioni, i valori di default dei 
diversi attributi; per creare «oggetti» 
con caratteristiche diverse da quelle 
standard, è sufficiente inoltre derivare 
una nuova classe specificando solo 
quanto vi è di diverso da quella presa 
come base. Analogamente, la classe 
TApplication (un nome familiare per chi 
conosca il Turbo Vision) si prende cura 
automaticamente dietro le quinte di 
quelle operazioni per l'inizializzazione, il 
polling dei messaggi e l’uscita dall'ap- 
plicazione che, praticamente uguali in 
quasi ogni programma Windows, si è 
invece costretti a ripetere esplicitamen- 
te ogni volta in altri ambienti (tipicamen- 
te il C con SDK). 

Ciò che tuttavia davvero incanta è la 
gestione dei messaggi. Le classi TWin- 
dowsObject e TWindow (da quella de- 
rivata) definiscono metodi atti a rispon- 
dere a tutti i messaggi più frequenti che 
Windows può inviare ad un'applicazione 
( WMCreate per WM _ CREATE, 
WM Paint per WM_ PAINT, WMLBut- 
tonDown per WM-LBUTTONDOWN, 
e cosi via), i quali vengono chiamati au- 
tomaticamente quando l'applicazione ri- 
ceve il messaggio che ad ognuno com- 


■4 Listato 3 - Un programma che legge le intestazioni 
delle finestre delle applicazioni attive e le mostra 
poi in una finestra creata dalla unit WinCRT Da no- 
tare l'uso della classe TStrCollection per contare le 
intestazioni e produrle poi in ordine alfabetico. 


pete. Lo stesso automatismo possiamo 
ottenere per qualsiasi altro messaggio, 
adottando una sintassi estesa per i me- 
todi virtuali: basta aggiungere una co- 
stante dopo la keyword Virtual. Si usa- 
no in pratica costanti simboliche prede- 
finite per i messaggi di Windows (le 
stesse della API) e definite dal program- 
matore per gli altri, compresi quelli in- 
viati a seguito della scelta di un'opzione 
di un menu o della interazione con una 
dialog box. Ne segue che spariscono 
del tutto le window function e le loro 
lunghissime istruzioni switch (l'equiva- 
lente in C del case del Pascal); ne se- 
gue che, se voglio che la mia applica- 
zione risponda ad un nuovo messaggio, 
è sufficiente definire un metodo che si 
incarichi della cosa, con ovvi notevoli ef- 
fetti sulla semplicità del programma e 
sulla facilità di manutenzione. Tanto per 
dare un'idea, il file GENERIC.C, che i 
manuali delI’SDK propongono come 
scarno e semplice esempio di una ap- 
plicazione Windows minimale, conta 
116 righe di codice (commenti esclu- 
si!); il suo equivalente in ObjectWindo- 
ws ne conta 34. 

Quella variante sintattica comporta al- 
tri benefici. Le classi di ObjectWindows 
sono ricche di metodi e, con l’imple- 
mentazione delle Virtual Method Table 
(VMT) che il Pascal per DOS ha mutua- 
to dal C++ (e che rimane anche nel Pa- 
scal per Windows), la derivazione di 
classi comporta una certa occupazione 
di memoria, in quanto in ogni table ven- 
gono replicati gli indirizzi di tutti i metodi 
virtuali, anche di quelli che non vengono 
ridefiniti. Se invece si aggiunge una co- 
stante alla keyword Virtual, il compila- 
tore crea altre strutture, chiamate Dyna- 
mic Method Table (DMT), contenenti 
solo gli indirizzi dei metodi ridefiniti. Per 
quelli non ridefiniti si effettua una ricer- 
ca a ritroso nelle DMT delle classi da cui 
si è derivato. Un ovvio risparmio di spa- 
zio al prezzo di qualche ciclo del micro- 
processore. 

Risorse 

Spariscono dunque i file DEF, spari- 
scono le window function e le loro lun- 
ghe istruzioni switch, ma spariscono 
anche i file RC. Insieme al Turbo Pascal 
per Windows viene «regalato» infatti il 
Whitewater Resource Toolkit (da solo 
costa 195 dollari), un eccellente stru- 
mento per la preparazione e la modifica 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


139 


PROVA 

TURBO PASCAL 


program About; 

<*$R ABOUT. RES") 

uses WinTypes, WinProcs, WObjects; 



type 

PMyWindow = "TMyWindow; 

TMyWindow = ob jeot (TWindow) 

constructor Init (AParent : PWindowsObject; ATitle: PChar); 
procedure CMAboutlvar Msg: TMessage) ; Virtual cm_First+cm_About; 

TGenericApplication = ob ject (TApplication) 
procedure InitMainWindow; Virtual; 
end; 

constructor TMyWindow. Init (AParent: PWindowsObject; ATitle: PChar) ; 
begin 

TWindow. Init (AParent, ATitle); 

Attr.Menu :- LoadMenu (Hinstance, * ABOUTMENU ' ) ; 

procedure TMyWindow. CMAbout (var Msg: TMessage); 

Applicatlon A .ExecDialog (New (PDialog, Init(8Self, • ABOUTBOX ' ) ) ) ; 

procedure TGener icApplicat ion . InitMainWindow; 
begin 

MainWindow := New (PMyWindow, Init(nil, 'Applicazione generica •)) ; 


MyApp : TGenericApplication; 

MyApp . Init ( ' Generic ' ) ; 
MyApp.Run; 

MyApp. Done; 


Listalo 4 - Traduzione in ObjectWindows dei programma GENERIC proposto nei manuali delTSDK come 
primo esempio di applicazione Windows, 


«dal vivo» di ogni tipo di risorse: acce- 
leratori (combinazioni di tasti per attiva- 
re comandi normalmente accessibili 
scegliendo l'opzione di un menu), bit- 
map, cursori di varia foggia, icone, dia- 
log box, menu, stringhe (i testi di una 
dialog box, i messaggi d'errore, ecc.). 

Si tratta di uno strumento estrema- 
mente potente, tanto che può dare 
un'impressione di eccessiva comples- 
sità a chi vi si accosti per la prima volta. 
Ma si tratta solo di un'impressione: le 
diverse risorse possono essere compo- 
ste sul video più o meno come si riem- 
pie una scheda Paradox (menu e strin- 
ghe) o come si disegna con PaintBrush, 
e possono poi essere salvate in molte- 
plici formati: in particolare, possono es- 
sere creati direttamente i file RES, sen- 
za passare per i file RC e per il Resour- 
ce Compiter della Microsoft. Dopo aver 
cosi creato le risorse di un'applicazione, 
basta indicare il nome del file RES co- 
me argomento di una direttiva SR per- 
ché il compilatore produca l’eseguibile 
per Windows, anche qui senza bisogno 
del Resource Compiter. Ne risulta una 
comodità tale che non si riesce a fare a 
meno del Toolkit e ci si familiarizza quin- 
di ben presto con le sue numerose 
opzioni e con le diverse modalità d'uso. 

Si può lamentare solo la concisione 
della documentazione cartacea, non ri- 
guardo al funzionamento del Toolkit, ma 
piuttosto circa le diverse possibilità che 
Windows ci mette a disposizione quan- 
do si tratta di definire le caratteristiche 
delle risorse: il manuale non riesce a 
dirci tutto quanto vorremmo sapere nel- 
le sue 130 pagine, rimandando più volte 
al testo di Petzold che vi ho già citato. 
Potremmo considerare che si tratta di 
un testo da tutti riconosciuto come fon- 
damentale, anche (e soprattutto) per chi 
usi TSDK della Microsoft: il problema 
potrebbe essere che, per quanto mi ri- 
sulta, non ne esiste ancora una tradu- 
zione italiana. 

In compenso, col programma della 
Whitewater si può andare ben al di là 
della semplice produzione di risorse: 
non solo è possibile creare librerie DLL 
di sole risorse, o comporre in un file 
RES pronto per l'uso preesistenti file 
ICO, CUR e BMP (eventualmente, non 
necessariamente, creati con lo stesso 
Toolkit): è possibile anche estrarre risor- 
se da un file EXE o DLL per poterne fa- 
re uso in altri programmi o librerie, o 
magari per modificarle e poi rimetterle 
nello stesso file da cui erano state 
estratte senza bisogno di ricompilarlo. 
Tanto per dare un'idea, ci si può fare in 
casa la versione italiana del Turbo Pa- 
scal per Windows traducendo i menu, i 
messaggi e i testi delle dialog box. 

Segnalo infine che il Toolkit può es- 


sere usato anche in modo tradizionale, 
producendo o usando file H, DLG e RC 
da compilare con il Resource Compiter 
della Microsoft. 


Conclusioni 

Manca lo spazio per una esposizione 
adeguata sia del nuovo Turbo Debugger 
che dell’ He/p Compiter della Microsoft, 
su cui torneremo magari in un'altra, oc- 
casione. Mi limito a ricordare che il de- 
bugger può essere usato anche con un 
solo monitor, e che l 'Help Compiter 
consente di dotare i nostri programmi di 
un help in linea identico a quello tipico 
di qualsiasi applicazione Windows. 

Riassumendo quindi quanto fin qui 
detto, potremmo rilevare qua e là qual- 
che carenza nella documentazione o 
una non completissima implementazio- 
ne, nel senso che il Turbo Pascal per 
Windows non è forse lo strumento 
ideale per realizzare programmi ingom- 
branti destinati a girare in rea I mode in- 
sieme ad altre ingombranti applicazioni 
Windows. Come dire che si tratta di un 
prodotto quasi perfetto. Chiunque pro- 
grammi sotto Windows, infatti, se vuole 
effettivamente padroneggiarne le note- 
voli potenzialità, non può fermarsi né al- 
la documentazione di un compilatore né 
a quella di un SDK: a voler esser pigno- 
li, neanche il testo di Petzold è esausti- 
vo (appena accennata la tecnica del 
«window subclassing», nessun cenno 


al «window superclassing» né agli 
hook). Quanto poi al reai mode , lo de- 
finirei come un residuo di un mondo 
che sì allontana sempre più, essendo 
suo compito solo quello di non punire 
chi non abbia ancora potuto aggiornare 
il suo hardware o i suoi pacchetti con- 
cepiti per precedenti versioni di Win- 
dows. 

Con Windows 3.0 siamo finalmente 
entrati in una nuova fase, quella del- 
l'ampia diffusione di ambienti operativi 
conformi ad uno standard intelligente e 
rigoroso (SAA-CUA) e capaci di sfruttare 
le potenzialità dei microprocessori a 32 
bit. Con il Turbo Pascal per Windows 
abbiamo finalmente a disposizione uno 
strumento che, usando al meglio le pos- 
sibilità della OOP e accompagnandosi 
ad ottimi accessori, riesce a rendere 
semplice veloce e divertente una pro- 
grammazione fin qui accessibile solo a 
pazienti certosini. 

La qualità è tale che avrebbe poco 
senso giudicare in rapporto ad essa il 
prezzo: il prodotto «vale» ampiamente 
quelle 499.000 lire. Sottolineo tuttavia 
con favore il perdurare di quella politica 
di «upgrade ad ampio spettro» che ave- 
vo registrato a proposito del Turbo Pa- 
scal 6.0: chiunque abbia già un qualsiasi 
linguaggio Borland può godere di uno 
sconto sostanzioso. Come resistere alla 
tentazione? 

KG 


140 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


Per conoscere meglio 

cafantm 

Ditek Dyna CADD 

International “ 


tuo 


MARI 


Scanners 

Digitalizzatori 

Stampanti 

Plotters 

Memory upgrade 
Emulatori 


Desk Top Publishing Center 
Grafica Professionale 
MIDI 

HEFAIIO 

0 / 


CORSI AVANZATI 
STAGES 
TOOLS PER: 

DISEGNO TECNICO 
GRAFICA CREATIVA 
GRAFICA VETTORIALE 
CAD 

COLORS 8 B/W PROCESSING 


AIAtfl 

POWER WITHOUT THE PRICE 



via Santa Caterina da Siena, 38 - 66054 Vasto (CH) 



qtar/ Club Vasto 


Roland 

DIGITAL GROUP 


prefisso - 
voce 
fax 
BBS 


®iÉ AATARI 


Punto Consulenza Atari 
Desk Top Publishing center 






C- - 1 " ^ 




Precision Software 

Superbase 4 per Windows 

di Francesco Petroni 


S i sentiva parlare da molto tempo del 
Superbase4. principalmente per il fatto 
che si tratta del primo vero prodotto 
di tipo DBMS operante sotto Windows. Su- 
perbase 4 » nasce » direttamente sotto Win- 
dows e quindi non si tratta né di una con- 
versione a tale ambiente di un prodotto pre- 
cedente, né di una conversione a Windows 
di un prodotto sviluppato per altre piattaforme. 

Si è nel frattempo in attesa delle annun- 
ciate conversioni a Windows dei più diffusi 
pacchetti DBMS preesistenti ed operanti sot- 
to DOS Parliamo del dBASE IV, del Paradox, 
del DataBase, ecc. prodotti per i quali le ri- 
spettive case hanno annunciato una prossima 
Windowsizzazione. Rispetto a questi Super- 
base 4 potrà assumere il ruolo di « pietra di 


142 


paragone». Per presentarvi Superbase 4 ab- 
biamo aspettato la versione 1.2 in italiano, 
giuntaci... poche ore fa dal distributore italia- 
no : rappresentato dal Gruppo Esa. Abbiamo 
deciso comunque di eseguire la prova pur con 
poco tempo e con poche pagine a disposi- 
zione. Abbiamo anche pensato di proseguire 
il discorso in un prossimo numero, nell'am- 
bito della rubrica DBMS, nel quale affronte- 
remo problematiche più evolute, come quelle 
relazionali, che in una « semplice » prova pos- 
siamo al massimo citare. 

Un DBMS sotto Windows 

La prova del Superbase 4 per Windows 
tratterà due gruppi di argomenti. Quelli legati 


al fatto che si tratta di un prodotto apparte- 
nente alla categoria dei DBMS relazionali, dal 
quale ci si aspettano quindi certe funzionali- 
tà, «tradizionali» per un DBMS, e quelli legati 
al fatto che si tratta di un prodotto sotto Win- 
dows, e dal quale ci si aspetta che tragga 
alcuni vantaggi 

Tali vantaggi consistono in una serie di 
funzionalità meno tradizionali. Ne anticipiano 

La prima, è lo sfruttamento, per svariati 
scopi, della interfaccia grafica messa a dispo- 
sizione da Windows: 

il primo scopo è operativo. Superbase 4 di- 
spone, nelle normali videate di lavoro sull'ar- 
chivio. di un pannello con bottoni VCR-like, 
che insomma riporta i comandi tipici di un vi- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PROVA 

SUPERBASE 4 PER WINDOWS 


deoregistratore e che ben si adattano ad una 
problematica di lavoro sui record di un archi- 
vio (fig. 1), Nei Moduli, questo è il nome che 
SB dà alle videate di acquisizione, è anche 
possibile inserire «bottoni attivi» che lancia- 
no Macro o programmi. 

Il secondo scopo è estetico. Si possono in- 
serire varie tipologie di elementi testuali e 
grafici, per i quali si possono scegliere vari 
attributi estetici. La finalità può essere sia 
quella di avere una Maschera di Acquisizione 
più «accattivante», sia quella di creare un 
fac-simile del Modulo Cartaceo. 

Il terzo scopo è... multimediale. Superbase 
4 accetta, con certi vincoli che vedremo in 
seguito, di trattare dati di tipo Grafico, inse- 
ribili anche come «campi» di un archivio. In 
uno degli esempi presenti nel materiale di- 
mostrativo c'è un archivio di Persone con 
tanto di foto e di firma. Le immagini inserite 
come campi possono essere comuni file gra- 
fici in formato PCX. IMG, TIF, WMF, ecc. 

La seconda è lo sfruttamento delle funzio- 
nalità di Linking di Windows. E quindi: 

uso di DDE e DLL. Superbase 4 rispetta il 
protocollo Dynamic Data Exchange di Win- 
dows 3, quindi consente di condividere di- 
namicamente i dati con altri applicativi sotto 
Windows, e il protocollo Dynamic Link Li- 
brary, DLL, quindi consente agli sviluppatori 
di incrementarne le funzionalità. 

Superbase 4 può fungere da DDE Server, 
ed in pratica permette ad altre applicazioni 
(DDE Client) di condividere un proprio archi- 
vio, e da DDE Client. 

L'utilizzo delle funzioni DDE può avvenire 
tramite un semplice Taglia e Cuci, oppure 
sfruttando specifici comandi di programma- 
zione. Superbase 4 ad esempio dispone di 
suoi specifici comandi di programmazione 
che gli permettono di aprire e di accedere ad 
un «canale» DDE. 

Corrispondenti comandi li troviamo negli 
altri prodotti «programmabili» sotto Windo- 
ws. Ad esempio Microsoft Excel o Microsoft 
WinWord. 

Nella manualistica esiste uno specifico ca- 
pitolo dedicato a tale argomento, che con- 
tiene, tra gli altri, una serie di esempi di rou- 
tine per l'attivazione del DDE da vari appli- 

In figura 4. che speriamo leggibile, vedia- 
mo un Taglia e Cuci verso Excel 3. Si do- 
vrebbe leggere anche la «formula» contenu- 
ta nelle celle Excel di destinazione dei dati 
Superbase 4, inutile ribadire che si tratta di 
un Link dinamico. 


Il materiale 

La manualistica comprende due grossi 
contenitori a fogli mobili. 

La prima caratteristica che si può notare è 
che le parti più «tecniche» non sono state 
tradotte in italiano, il che non è un grosso 
danno pensando ai destinatari di tali manuali. 

Il primo manuale riguarda il Database e l’E- 
ditor di Testi e comprende quattro parti; 

Installazione. Spiega come installare il pro- 
dotto. Tale operazione non richiede nessuna 
difficoltà e non presenta alcun rischio. Si lan- 
cia da DOS e prevede, in caso di assenza di 
Windows sul disco rigido, la installazione di 
un Runtime della versione 2.11. In realtà 
questo non dovrebbe essere possibile sia 


Superbase 4 Windows 
Produttore 

Precision Software U.S.A. 

Distributore 

Gruppo ESA - J. Soft 

Centro Direzionale Milano/tre, 

Palazzo Tintoretto 

Via Cassanese, 224 - 20090 Segrate IMI) 
Prezzi UVA esclusa I: 

Superbase 4 Windows litaliano) L. 1.249.000 
Superbase 4 Windows I inglese I L 999.000 


perché essendo Superbase 4 versione 1.2 
certificata per Windows 3 sarebbe un «sui- 
cidio» lavorare con il vecchio, sia perché nei 
dischetti non c'è traccia del Runtime. 

Utilizzare Superbase. Che illustra in manie- 
ra progressiva come utilizzare Superbase 4 
La trattazione si svolge su circa 30 capitoli, 
per un totale di circa 400 pagine, e fa rife- 
rimento agli esempi, in inglese, forniti con il 
prodotto. 


Figura I — Precision 
Software Superbase 4. 
Pannello dei Pulsanti 
VCR. 

Tutte le operazioni che 
non siano dì mera digi- 
tazione di dati si posso- 
no eseguire tramite 
bottoni o finestre di 

fiche è totalmente gui- 

mento dell'archivio, 
qualsiasi sia il tipo di vi- 
sta in uso, si può ese- 
guire con gli specifici 
pulsanti, analoghi a 
quelli di un comune vi- 
deoregistratore. 


È interessante notare come la trattazione 
di argomenti più complessi, come le proble- 
matiche Multifile, siano state opportunamen- 
te isolate in capitoli specifici. 

Tutoria!. Si tratta di un minicorso di appren- 
dimento in 1 1 lezioni e una trentina di pagi- 
ne. 

Appendici. Come la messaggistica di Erro- 
re, le Funzioni, l’elenco delle parole riservate, 

Il secondo Manuale parla del Generatore di 
Moduli e del DML, il linguaggio di program- 
mazione del Superbase. E sensibilmente più 
voluminoso del primo (500 pagine ca.) e si 
suddivide in varie parti. 

Il Generatore di Moduli. Che comprende 
un centinaio di pagine e che illustra come si 
realizza un Modulo (ne parliamo dopo). 

La Guida al Database Management Lan- 
guage (DML). Una introduzione in italiano se- 
guita da varie sezioni (rimaste in inglese) 

Guida di riferimento dei Comandi. Quelli di 
programmazione più classici sono alla Basic 
(FOR .. NEXT, IF .. THEN .. ELSE, WHILE .. 
WEND, ecc.). 

Due capitoli tecnici. Legati all'uso della Re- 
te (Superbase 4 può lavorare in Rete) e al- 
l'uso del DDE (visto prima). 

Guida alle Applicazioni. In questa parte del 
manuale vengono illustrati i passi operativi 




-TtruuAc) 


Figura 2 — Precision 
Software Superbase 4. 
Modulo Multimediale. 
Una delle applicazioni 
fomite come materiale 
dimostrativo contiene 
un Modulo Multimedia- 

testuale dell'archivio, 
compaiono anche « fo- 
to » e « firmai del Re- 
cord. Esistono comandi 
che permettono di deci- 
dere se vedere o meno 
la foto, il cui ingombro 
in termini di kbyte è co- 
munque rilevante. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


143 



PROVA 

SUPERBASE 4 PER WINDOWS 


necessari per la realizzazione di una proce- 
dura di Controllo Magazzino, dall'analisi dei 
dati fino ai listati, pubblicati nel manuale, dei 
vari programmi necessari. 

In fondo una serie di pagine intitolate Su- 
perbase 4 Supplement, in pratica l'elenco de- 
gli aggiornamenti tra la versione 1.11 e la 
1 . 2 . 

In definitiva una manualistica ricca e volu- 
minosa. ma che é ancora bilingue e... Ever- 
sione. 

I dischetti sono 4 nella versione da 3.5" 
720 Kbyte e due in quella da 5.25" 1.2 
Mbyte. L'installazione, che, come detto, non 




Figura 4 - Precision 
Software Superbase 4. 
DDE 

Superbase 4 può fun- 
gere da DDE Server, 
ed m pratica permette 
ad altre applicazioni 
IDDE Clienti di condivi- 
dere un proprio archi- 
vio, e da DDE Client 
L 'utilizzo delle funzioni 
DDE può avvenire tra- 
mite un semplice Ta- 
glia e Cuci o sfruttando 
specifici comandi di 
programmazione 


O ASCII delirili 
O ASCII lunghe 
O Superbase - 
O ASCII dellml 
O dBase ll/lll 

O Egable 

® Excel 

O Logistlx 

O Lotus 1-2-3 

Odie 

Zo 

„|5 |:| | 

Biga eliche 

«O 




presenta nessuna particolarità, esegue la de- 
compressione dei file per cui. alla fine, l'oc- 
cupazione dell'hard disk, compresi i file di 
prova, risulta essere di circa 3 megabyte. 

L'ambiente 

In figura 1 vediamo come si presenta al 
lancio la videata Superbase 4. Abbiamo riem- 


pito la zona vuota interna con le spiegazioni 
dei bottoni VCR. 

La prima cosa che si nota è, sul basso del- 
la videata, proprio il pannello VCR, i cui bot- 
toni ricopiano le funzioni di un videoregistra- 
tore. Servono per eseguire lo scorrimento 
dell'archivio e sono, partendo da sinistra; 

Pausa: interrompe momentaneamente la 
visualizzazione dei record dell'archivio. 


Figura 5 - Precision Software Superbase 4. Pro- 
venienza dBASE. Il rapporto da e verso dBASE è, 
come spesso accade anche per altn prodotti tipo 
DBMS, privilegiato Oltre a poter leggere e scnvere 
in formato dBASE. Superbase 4 consente di aprire, 
in modalità di sola lettura, gli archivi DBF. ad esem- 
pio per realizzare con questi Report di elevata qua- 
lità DTP. permessa da Windows e poco praticabile 
con il vecchio dBASEIII. 



Figure 6 - Precision Software Superbase 4. Un archivio si può vedere in modo RECORD I simile all'EDIT del dBASE). in modo TABELLA IBROWSE I e in modo 
PAGINA, una specie di maschera di Acquisizione Dati in cui nomi dei campi e contenuti dei campi possono essere posizionati a scelta nella videata. 


144 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


Figura 7 — Precision 
Software Superbase 4. 
Editor di Testi e Help. 
Superbase 4 dispone 
di un proprio Editor dei 
Testi che può svolgere 
numerose funzioni. Ad 
esempio può servire 
per scrivere delle lette- 
re personalizzate, basa- 
te sui campi dell'archi- 
vio Superbase 4, oppu- 
re per gestire dei cam- 
pi di tipo Testo, oppure 
per scrivere i program- 
mi in DML. Lo abbia- 
mo accomunato ad 
una finestra Help. Edi- 
tor ed Help sono a n- 
ch'essi delle Windows, 



PROVA 

SUPERBASE 4 PER WINDOWS 


Le opzioni Importa ed Esporta permettono 
di convertire, nei due sensi, verso e da Su- 
perbase, i dati nei formati più diffusi: ASCII, 
DBF, WKS, WK1. XLS, e DIF. 

Il rapporto da e verso dBASE è, come 
spesso accade anche per altri prodotti 
DBMS, privilegiato. Oltre a poter leggere e 
scrivere in formato dBASE, Superbase 4 con- 
sente di aprire, in modalità di sola lettura, gli 
archivi DBF, ad esempio per realizzare con 
questi Report di elevata qualità DTP; qualità 
permessa da Windows, ma poco praticabile 
con il vecchio dBIII. 

Sotto Elabora troviamo anche altre funzioni 



Fonnulo di calcolo pe 

Proli. Mnrgln 

File: PBODUCT j 

1 


■ ■ ■ ■ 

L^cotloo 

■ ■ ■ ■ 

Uni! Prlcc 

1 ■ ■ ■ 


1 ■ ■ ■ 

1 


I 

1 

1 



O Minuscolo 
O Iniziale maiuscola 
O Earole maiuscole 


O Logico 



Figura 8 — Precision Software Superbase 4. Vari momenti della definizione di un Archivio. Anche la fase di definizione della struttura di un archivio avviene con 
le classiche modalità Windows Appaiono in sequenza svariate finestre di dialogo in cui vanno inseriti i nomi dei campi e le loro I numerose I caratteristiche. Nei 
campi calcolati si possono definire anche operazioni di tipo relazionale, come dei Lookup o delle Request. 


Stop : sospende definitivamente la visua- 
lizzazione dell'archivio. Serve anche per in- 
terrompere Pausa una volta selezionato. 

Primo: serve per visualizzare il primo re- 
cord dell'archivio. 

Riavvolgimento: permette di scorrere rapi- 
damente i record in senso contrario all'indi- 
ce. Può essere interrotto dalla Pausa o dallo 
Stop. 

Record Precedente: si posiziona su record 
precedente a quello attivo. 

Record Attivo : in vista tabellare visualizza 
il record corrente. In vista maschera, se que- 
sta dispone di più di una videata, seleziona la 
pagina precedente o la successiva. 

Record Successivo: si posiziona sul record 
successivo a quello corrente. 

Avanzamento Veloce: consente di scorre- 
re i record velocemente. 

Ultimo: si posiziona velocemente sull'ulti- 
mo record. 

Consultazione: mostra una finestrina nella 
quale digitare la chiave di ricerca. Funziona 
quando si sta utilizzando un indice. 

Filtro: consente di inserire delle condizioni 
per selezionare i record da visualizzare. 

Visualizza File Esterni (corrrisponde all'i- 
concina Macchina Fotografica): attiva i file 
esterni, ad esempio dei file Grafici, presenti 
nella videata. 

In alto, si nota di meno, ma c'è, il menu 


con le opzioni, che, come tradizione nei pro- 
dotti sotto Windows, utilizza delle tendine. 

FILE 

Consente di effettuare le solite operazioni 
sui File, come Aprire, Creare, Stampare e In- 
dicizzare file. Contiene anche le funzionalità 
relative ai Moduli, che consentono di visua- 
lizzare l'archivio con particolari formati este- 

Come al solito troviamo in questo menu 
l'opzione Uscita. 

MODIFICA 

Presenta le opzioni di Taglia, Copia e In- 
colla semplice, utile, ad esempio, per dupli- 
care i record, anche gruppi di record, e quelle 
per il collegamento Dinamico (DDE). L'opzio- 
ne Taglia serve anche per cancellare un re- 
cord da un file. 

RECORD 

Permette operazioni di tipo «individuale», 
come Nuovo, Duplica, Aggiorna. 

ELABORA 

Serve per operazioni di tipo «insiemistico». 
Consente di gestire interamente le Query. 
Contiene le varie opzioni per la definizione, 
l'aggiornamento e l'esecuzione di una Inter- 
rogazione. 


per sezionare i file, per stampare etichette, 
per realizzare degli aggiornamenti «batch» di 
più record, ecc. 

IMPOSTA 

Permette di scegliere tra le tre diverse 
possibilità di scorrimento dell'archivio (fig. 6): 

Vista Tabellare, visualizza l'archivio su ri- 
ghe e colonne, con la possibilità di cambiar- 
ne la dimensione direttamente sulla colonna 
(alla Excel). Vista Pagina consente di modi- 
ficare l'impaginazione dei vari campi, ad 
esempio per creare una Form. Vista Record 
(quella standard) visualizza il record con i no- 
mi dei campi sempre a sinistra. 

Sotto Imposta troviamo anche varie opzio- 
ni di sistema, di configurazione dell'ambien- 
te. della stampante, dell'impaginazione, ecc. 

UTILITÀ' 

Attiva alcuni moduli esterni, come l'Edìtor 
di Testi, il modulo Comunicazioni, alcune fun- 
zioni di File Manager. 

Attraverso la voce Utilità si attiva anche la 
gestione dei comandi Macro. 

Superbase 4 dispone di un proprio Editor 
dei Testi che può svolgere numerose funzio- 
ni. Ad esempio scrivere delle lettere perso- 
nalizzate, basate sui campi dell'archivio Su- 
perbase, oppure può servire per gestire dei 
campi di tipo Testo, oppure per scrivere i 


145 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


SUPERBASE 4 PER WINDOWS 


tu 




Figura IO — Precision Software Superbase 4 — Editor del Modulo e del Report. Questa videata, che 
farebbe pensare ad un prodotto di tipo Paint, in realtà è il generatore di Moduli e di Report del Superbase 
4, in cui si mischiano comandi di collegamento con gli archivi con comandi di disegno vero e proprio. 


t Figura 9 — Precision Software Superbase 4 Creazione di una Query 

si inseriscono i Campi, i Cnteri di Selezione, i Criteri di Ordinamento e 
ping Itotali, totali parziali, ecc.l . La Query. che può essere mer 
suo risultato su un file ISB o ASCII), sul video o su stampa 


i Query, ovvero l'interrogazione 
quattro sezioni differenti, in cui 
ventuali operazioni di tipo Grou- 
i er usi successivi, può inviare il 


programmi in DML. Nella foto 7 lo abbiamo 
accomunato ad una finestra Help. Editor ed 
Help sono anch'essi delle Windows. 

DML 

Oltre al Registratore di Macro (menu Uti- 
lità), utile per un primo livello di programma- 
zione, Superbase 4 dispone di linguaggio con 
il quale sviluppare applicazioni più comples- 
se. il DML. Il Database Management Lan- 
guage di Superbase 4 include i comandi 
equivalenti di tutti i comandi di menu e co- 
mandi tipici di programmazione che seguono 
una sintassi tipo Basic. 

La fasi della 
costruzione dell'archivio 

Per creare un nuovo archivio si lancia il co- 
mando File Nuovo. Appare una finestra di 
dialogo. Definizione Modulo (fig. 8), in cui 
vanno digitati riga per riga i nomi dei campi. 

Le caratteristiche definibili per ciascun 
campo sono numerosissime e si attivano per 
mezzo di una serie di ulteriori finestre di dia- 
logo. Nella figura 13 ne vediamo un bel po'. 

Riguardano sia il contenuto del campo 
(modalità di validazione, di conversione, ecc.) 
sia la sua estetica (i vari formati assunti dal 
contenuto del campo). 

Citiamo solo la possibilità di inserire, nei 
campi calcolati, funzioni (che un tempo si sa- 
rebbero definite chiocciolina). Tra queste le 
funzioni relazionali LOOKUP e REQUEST, 
che lavorano su archivi esterni. 


L'utilizzo dell'archivio 

La Query, ovvero l'interrogazione di un ar- 
chivio, si avvale di una specifica finestra di 


146 


dialogo (fig. 9), suddivisa in quattro sezioni 
differenti, ciascuna delle quali attiva una spe- 
cifica ulteriore finestra di dialogo che va 
«riempita» ricorrendo a tante altre finestrine 
che mostrano via via le varie opzioni. 

Alla fine viene fuori una istruzione Query. 
divisa nelle quattro parti, in cui si può coglie- 
re una certa somiglianza con la sintassi del- 
l’SQL 

Le parti sono Campi, Criteri di Report, Cn- 
teri di Selezione, Criteri di Ordinamento. I cri- 
teri di Report sono in pratica le operazioni di 
Grouping. La Query, che può essere memo- 
rizzata per usi successivi, può inviare il suo 
risultato su un file (SB o ASCII), sul video o 
su stampa. 

Il generatore dei Moduli 

Si tratta di un programma isolato, richia- 
mabile per mezzo di una sua Iconcina o an- 
che daH'interno del Superbase 4. ed acces- 
sorio rispetto al Superbase stesso, che serve 
per confezionare Moduli (Maschere di Acqui- 
sizione a contenuto grafico oppure Report). 
Tali Moduli, una volta creati, sono richiama- 
bili per mezzo di una apposita voce del menu 
File dall'interno del Superbase. 

Utilizzando un ambiente operativo molto 
simile a quello di un prodotto di grafica di ti- 
po Painting (fig. 1 0). con il Generatore di Mo- 
duli si disegnano quindi videate di acquisizio- 
ne, monorecord e plurirecord. videate di 
scorrimento, report tradizionali, stampe di ti- 
po modulistica, ecc. 

Il Modulo, qualsiasi sia la sua destinazione, 
può contenere dati, elementi testuali, ele- 
menti grafici, letteralmente «disegnati» con i 
vari tool a disposizione, elementi logici. Con 
questo termine si intende Campi, Bottoni, 
ecc. 


Alla fine del lavoro di composizione il Mo- 
dulo deve essere ovviamente collegato ad 
un Database, per mezzo di una specifica 
opzione di Menu. 

Conclusioni 

Non abbiamo citato per nulla alcune fun- 
zionalità, ad esempio il «Modulo Comunica- 
zioni», con il quale si possono eseguire tra- 
sferimenti di file via Modem, e non abbiamo, 
in pratica, approfondito nessun argomento, 
anche dei più importanti. 

In un prossimo numero, nell'ambito della 
rubrica Database, ci ripromettiamo di esplo- 
rare un po' più a fondo le capacità «relazio- 
nali» del Superbase 4, che, in questa prova, 
tralaltro limitata come numero di pagine, non 
abbiamo fatto in tempo a descrivere. 

In conclusione, pur con i limiti di approfon- 
dimento sopra citati, il Superbase 4 ci è sem- 
brato un prodotto estremamente interessan- 
te, soprattutto per l'ampia gamma di aree ap- 
plicative che può coprire, dal gestionale clas- 
sico, al form-filling, alle applicazioni Multime- 
diali, alle applicazioni basate sull'integrazio- 
ne, via canali DDE, con il «resto» di 
Windows. 

Il suo uso è estremamente facilitato dal- 
l'interfaccia grafica, soprattutto nelle fasi ini- 
ziali, che sono in genere le più critiche, di de- 
finizione degli Archivi e dei Moduli di acqui- 
sizione, in cui risultano ben combinate le sue 
notevoli potenzialità in termini di elementi 
definibili e la sua efficacia in termini di stru- 
menti operativi a disposizione. 

Per chi è alla ricerca di nuovi prodotti sotto 
Windows, ed in attesa dell'effettiva uscita 
delle decine di prodotti annunciati, Superba- 
se 4 è un prodotto da prendere sicuramente 
in considerazione. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




ORGANIZZAZIONE COMMERCIALE 


NUOVI SISTEMI - PC AT/286 - PC AT/386 - PC AT/486 



AT 80286 12 Mhz 


□ Clock 12 Mhz o wait 

□ 1MB RAM 

□ CTRL AT Bus 

□ Drive 1.44 MB 

□ HD 45 MB at Bus 

□ SK VGA 800x600 

□ Doppia SK seriale 

□ SK parallela 

□ Case Minitower 

□ Tastiera estesa 

L. 1.248.000 


AT 80286 16 Mhz 


□ Clock 16 Mhz o wait 

□ 1MB RAM 

□ CTRL AT Bus 

□ Drive 1.44 MB 

□ HD 45 MB at Bus 

□ SK VGA 800x600 
D Doppia SK seriale 
D SK parallela 

□ Case Minitower 

□ Tastiera estesa 

L. 1.375.000 



□ Clock 25 Mhz o wait 

□ 1MB RAM 

□ CTRL AT Bus 

□ Drive 1.44 MB 

□ HD45MB at Bus 

□ SK VGA 800x600 

□ Doppia SK seriale 
D SK parallela 

□ Case Minitower 


AT 80386 33 Mhz 


CI Clock 33 Mhz o wait 

□ 64 KB Cache Memory 

□ 1MB RAM 

□ CTRL AT Bus 

□ Drive 1.44 MB 

□ HD90MBatBus 

□ SK VGA 800x600 

□ Doppia SK seriale 
D SK parallela 

□ Case Tower 


□ Tastiera estesa □ Tastiera estesa 

L. 2.448.000 L. 3.190.000 

I SUDDETTI PREZZI SI INTENDONO ESCLUSO 

Italia $jj. 

PRODUZIONE , DISTRIBUZIONE, ASSISTENZA 
COMPUTERS ED ACCESSORI 
STABILIMENTO: VIA BARI IV TRAV. 

SEDE COMMERCIALE: 

C.SO DEI MEZZOGIORNO KM. 1 
71100 FOGGIA (ITALY) 


TEL. 


FRANCHISING 

BUSINESS 

FORMAI 

MERCHANDISING 

LICENSING 


AT 80486 25 Mhz 


D Clock 25 Mhz o wait 

□ 128 Cache Memory 

□ 4MB RAM 

□ CTRL AT Bus 

□ Drive 1.44 MB 

□ HD 90 MB at Bus 

□ SKVGA 1024x768 

□ Doppia SK seriale 

□ SK parallela 

□ Case Tower 

□ Tastiera estesa 

L. 5.592.000 

I.V.A. 

HARDWARE 
SOFTWARE 
TELEFONIA 
COMPONENTISTICA 
MOBILI PER UFFICIO 


ABRUZZO 

COSMOS 3000 Via Mazzini, 38 - PESCARA 

G.V.B. INFORMATICA Va Ronchi. 15 - PESCARA 

LP. COMPUTER Va Maiella. 57 • LANCIANO (OH) 

3D COMPUTER Va Salluslio, 57-59 - L'AQUILA 


MOUSE 


D LI INFORMA 
CINTAI ERROR 



Va Matteotti, 46 • ISERNIA 


PUGLIA 

Pjza Allegato, 9 - S. SEVERO (FG) 
Pila Fettoni, 12 • CANOSA |BA) 
O so Roma, 43 ■ TRCASE (LE) 
Via Amedeo, 57- TRAI (BA) 
Va Granata. 5 - STORNARA (FG} 
C.so Roma. 89/A • S.G. ROTONDO (FG) 
Va Tre Terreni un. • VCO DEL G (FG| 
Va Garibaldi, 39 GALATONE (LE) 
Va Titolilo, 41-43 - MESAfiME (BR) 

Va D. Savio • LECCE 

WILUAlfS COMPUTER CENTER Via Unte ditate, 79 • BARI 



COMPUTER 



ELETTRONICA 2000 
UVR1ER0 VINCENZO 
SISTEMI SOFTWAERE 



TORELIA MATTEO 
VIDEO MANIA 
VIDEO MANIA 


□ SI VAGLIANO PROPOSTE COMMERCIALI PER ZONE LIBERE 






intelliGIOCHI 


Il 12 e 13 maggio scorsi si è disputato quello che pomposamente è stato definito il 
Primo Torneo di Crobots di MC-Link. Proposto ed organizzato nell'ambito della 
conferenza dedicata agli intelligiochi di MC-Link, ha visto la partecipazione di otto 
agguerritissimi concorrenti che si sono scontrati secondo uno schema esaustivo del 
tipo « tutti contro tutti». L'esperimento è riuscito perfettamente: perché non tentare 
ora un'iniziativa analoga, ma più estesa, a livello di MCmicrocomputer ? 

Il Primo Torneo di Crobots 
di MC-Link 

di Corrado Giustozzi 


E sattamente un anno 
fa, su MC 97 del giu- 
gno 1990, parlai su 
queste pagine di Crobots. 
Per chi non si ricordasse di 
cosa si tratta dirò brevemen- 
te che Crobots è un interes- 
sante gioco che simula uno 
scontro fra «robot da com- 
battimento». Questi robot 
sono costituiti da un hardwa- 
re molto semplice che dà lo- 
ro sostanzialmente le capa- 
cità di spostarsi, di localizza- 
re un avversario e di sparare 
con un cannone. Durante il 
combattimento essi agisco- 
no sotto il controllo di un ap- 
posito programma che costi- 
tuisce, se vogliamo, la loro 
«intelligenza». La sostanza 
del gioco consiste appunto 
nello scrivere questi pro- 
grammi di controllo: fatto 
ciò, i vari robot, controllati 
ciascuno da un programma, 
vengono fatti scontrare tra di 
loro ed il sopravvissuto vie- 
ne dichiarato vincitore. Sco- 
po del gioco è ovviamente 
quello di mettere a punto il 
programma più efficiente, 
ovvero quello che assicuri al 
robot le maggiori possibilità 
di sopravvivenza. 

Punto interessante del 
gioco è il fatto che i robot 
vengono programmati in C, 
o per meglio dire in un este- 
so subset del C di K&R. Ciò 
rende Crobots molto interes- 


sante per i programmatori C 
ed anche per chi sta impa- 
rando tale linguaggio, dato 
che le principali caratteristi- 
che di tale linguaggio vi sono 
correttamente implementa- 
te. Rimando per maggiori 
dettagli al citato numero di 
MC ma ricordo, per conclu- 
dere questa premessa, che 

10 speciale compilatore che 
permette di giocare a Crobo- 
ts è un programma Share- 
ware diffuso su tutte le BBS 
del mondo (oltre che su MC- 
Link) ed esiste sia per MS- 
DOS che per Amiga. 

Vi invito caldamente a pro- 
curarvene una copia ed a 
provare il gioco, che vi farà 
passare ore interessanti. Ma 
naturalmente la cosa miglio- 
re è far giocare i propri robot 
contro quelli scritti da qual- 
cun altro, e allora cosa c'è di 
meglio di un bel torneo? 

11 Torneo di MC-Link 

Nell'area /giochi/matenig- 
mici di MC-Link. che come 
molti di voi sapranno è la 
controparte telematica della 
rubrica I ntel li G I OCH I di 
MCmicrocomputer, è sorto 
negli scorsi mesi un certo 
fermento in merito a Crobo- 
ts. La proposta di organizza- 
re un torneo di tale gioco, 
che avevo lanciato da que- 
ste pagine in chiusura della 


puntata dello scorso giugno, 
ha infatti trovato una buona 
accoglienza ed una consi- 
stente risposta soprattutto 
nel pubblico di intelligiochisti 
telematici, i quali grazie al 
modem hanno egregiamen- 
te superato la barriera della 
comunicazione postale e 
possono dunque permetter- 
si un'interazione più diretta 
ed efficace con lo spazio lu- 
dico di cui mi occupo. 

Nelle scorse settimane è 
stata così ripresa in area l'i- 
dea di un torneo di Crobots. 
Propugnata da un piccolo 
ma agguerrito gruppo di ap- 
passionati, essa ha man ma- 
no preso corpo ed è stata di- 
scussa pubblicamente fino a 
prendere definitiva consi- 
stenza. Così, mentre arriva- 
vano man mano le adesioni, 
ho provveduto a stilare un 
regolamento, ed infine ho 
dato il via alla tenzone. 

Gli scontri iniziali di quello 
che ho denominato Primo 
Torneo di Crobots di MC- 
Link si sono svolti domenica 
12 maggio. Otto i parteci- 
panti, di cui potete vedere 
un elenco in figura 1, che 
molte aspettative alimenta- 
vano nel cuore dei rispettivi 
autori. I combattimenti sono 
stati duri ma leali (e ci man- 
cherebbe...) ed il torneo è 
stato accolto con soddisfa- 
zione da tutti, tanto che si 


parla già della prossima edi- 
zione. Ma di questo vi dirò in 
conclusione. 

Le regole del torneo 

Diamo uno sguardo alle 
regole del torneo prima di 
vederne i risultati. 

La prima idea di base è 
stata quella di far combatte- 
re i concorrenti non in scon- 
tri singoli (ossia uno contro 
uno), ma in scontri multipli di 
quattro robot per volta. Infat- 
ti se è abbastanza facile scri- 
vere un robot in grado di 
comportarsi bene contro un 
avversario singolo, molto più 
difficile è scriverne uno che 
sia in grado di spuntarla con- 
tro tre avversari contempo- 
raneamente. 

La seconda idea è stata 
quella del «tutti contro tut- 
ti». Ogni robot avrebbe do- 
vuto combattere contro tutti 
gli altri affinché la sua posi- 
zione nella graduatoria po- 
tesse essere un vero indice 
del suo comportamento glo- 
bale. Ciò significava effettua- 
re un girone completo senza 
turni eliminatori o selezioni 
parziali. 

La terza idea è stata quella 
di scoraggiare le strategie di 
comportamento puramente 
difensive incoraggiando nel 
contempo quelle offensive. 
Ciò, ovviamente, al fine di 


148 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




INTELLIGIOCHI 


evitare che tattiche di «cate- 
naccio», poco interessanti 
ed eleganti, risultassero alla 
lunga premienti per chi le at- 
tuava. Di ciò ha risentito il 
meccanismo di assegnazio- 
ne del punteggio. 

L'ultima idea era quella di 
far si che i risultati ottenuti 
dalla simulazione fossero ra- 
gionevolmente affidabili dal 
punto di vista statistico. Ciò 
voleva dire effettuare un ele- 
vato numero di combatti- 
menti per ogni quaterna di 
robot al fine di eliminare l’ef- 
fetto delle fluttuazioni casua- 
li dei singoli esiti. 

Sulla base di queste quat- 
tro idee fondamentali il rego- 
lamento è stato dunque de- 
finito nei termini seguenti. 
Per quanto riguarda la strut- 
tura degli incontri: (1) ogni 
robot avrebbe combattuto 
contro tutti gli altri, ma non 
contro se stesso; (2) gli in- 
contri sarebbero avvenuti fra 
quattro robot alla volta, tutti 
differenti fra loro; (3) sareb- 
be stato disputato un incon- 
tro per ciascuna delle possi- 
bili combinazioni di quattro 
robot scelti fra gli otto par- 
tecipanti; (4) ogni incontro 
sarebbe stato costituito da 
un lotto di cento partite gio- 
cate in successione. Per 
quanto riguarda invece i 
meccanismi di assegnazione 
del punteggio: (1) al termine 
di un incontro ciascun robot 
avrebbe ricevuto tre punti 
per ogni partita vinta, un 
punto per ogni partita pareg- 
giata e nessun punto per le 
partite perse; (2) le partite 
sarebbero state terminate in 
pareggio al superamento dei 
200.000 cicli di gioco della 
CPU simulata. (Quest'ultima 
regola, che imposta un limi- 
te molto elevato alla durata 
delle partite, serviva per ri- 
durre le probabilità che esse 
finissero in pareggio per cau- 
se accidentali piuttosto che 
per una reale equipotenza 
dei concorrenti). 

Per quanto riguarda infine 
le norme contingenti di natu- 
ra organizzativa, il torneo si 
sarebbe svolto sotto il mio 
controllo secondo un calen- 


dario di incontri generato in 
anticipo e pubblicato in area 
prima del suo inizio. I sor- 
genti dei robot concorrenti 
mi sarebbero stati inviati da- 
gli autori in forma privata 
(usando la Filebox di MC- 
Link) e sarebbero rimasti ri- 
servati fino a torneo termina- 
to (per evitare pericoli di 
«spionaggio»), dopodiché li 
avrei resi pubblici. E così in 
effetti è avvenuto. 


Lo svolgimento 

Il torneo è iniziato, come 
dicevo, la sera di domenica 
12 maggio; arena degli 
scontri un 386/33 che, nelle 
previsioni, avrebbe impiega- 
to fra le quindici e le venti 
ore per svolgere le settemila 
partite nelle quali il torneo si 
articolava. Perché settemila? 
Perché il numero totale degli 
incontri, in base alle regole, 
era settanta (pari alle combi- 
nazioni semplici di otto ele- 
menti presi quattro per vol- 
ta), e ciascuno di essi consi- 
steva in cento partite. Con 
queste premesse, alla fine 
del torneo ciascun robot 
avrebbe disputato 3.500 par- 
tite, incontrando ciascun al- 
tro robot in ben 1 .500 di es- 
se. 

I vari incontri si sono suc- 
ceduti l'uno all'altro sotto il 
controllo di un apposito pro- 
gramma batch il quale invo- 
cava, con le opportune 
opzioni, l'eseguibile di pub- 
blico dominio CROBOTS.E- 
XE (anch'esso richiamato in 
modalità batch) passandogli 


di volta in volta i sorgenti dei 
robot di turno. I risultati grez- 
zi di ciascun incontro veniva- 
no man mano salvati su file 
e quindi ripresi e postelabo- 
rati per ottenere un log com- 
pleto dello svolgimento del 
torneo; nel frattempo veni- 
vano anche assegnati i pun- 
teggi ai concorrenti. I risulta- 
ti cosi «ripuliti» venivano 
quindi importati in uno 
spreadsheet che provvedeva 
ad elaborare la classifica ed 
a produrre alcune statistiche 
sui rendimenti dei concor- 
renti. 

Il silenzioso torneo è anda- 
to avanti all'interno del com- 
puter per un paio di giorni ef- 
fettivi, senza che la macchi- 
na tradisse in modo sensibi- 
le la sua partecipazione, in 
qualità di arbitro supremo, a 
così rapide e cruente batta- 
glie. Nella serata di martedì, 
ma dopo diverse pause nello 
svolgimento degli incontri, il 
foglio elettronico ha infine 
sputato fuori il tanto atteso 
responso che consacrava il 
vincitore del Primo Tomeo di 
Crobots di MC-Link. 


1 risultati 

Vediamo dunque in figura 

2 la tabella finale che riporta 
in modo sintetico i risultati 
del torneo. Per ciascun robot 
concorrente sono indicati: il 
numero di partite disputate 
in totale; il numero di partite 
vinte, pareggiate e perse; la 
percentuale di partite vinte, 
pareggiate e perse; il pun- 
teggio conclusivo ottenuto; 


Robot Autore 


et_l Luigi Morelli 

et_2 Luigi Morelli 

hunter Fabio Speranza 

killer Enrico Colombini 

nexus_l Vincenzo Benincasa 
robl Roberto Cerruti 
scanner Corrado Giustozzi 
york Ettore De Simone 


Figura I — L'elenco del partecipami 
al torneo con i rispettivi autori. 


l'efficienza dimostrata. Il 
punteggio, per definizione, è 
dato dalla somma fra il nu- 
mero di vittorie moltiplicato 
tre ed il numero dei pareggi. 
L'efficienza è invece il rap- 
porto, espresso come per- 
centuale, fra il numero di 
punti teoricamente conqui- 
stabili in caso di comporta- 
mento perfetto (tutte vitto- 
rie) ed il numero di punti ef- 
fettivamente conquistati; es- 
so dà ovviamente una misu- 
ra oggettiva della prestazio- 
ne di un concorrente in 
quanto indica quanto il suo 
punteggio si discosta da 
quello massimo in linea di 
principo conseguibile. 

Come si vede è risulta- 
to largamente vincitore ne- 
xus— 1 di Vincenzo Beninca- 
sa, seguito da killer di Enrico 
Colombini e, con grande di- 
stacco, da et— 2 di Luigi Mo- 
relli. 

Ma lasciatemi fare qual- 
che commento alla classifi- 
ca. È intanto evidente la su- 


Robot Giocate 


nexus_l 3 . 500 
killer 3.500 
et_2 3.500 
robl 3 . 500 
york 3.500 
scanner 3.500 
hunter 3.500 
et_l 3.500 


Vinte Nulle 


3.075 160 

1.907 306 

504 0 

213 525 

380 8 

239 144 

75 1 

64 2 


Perse Vinte 


265 87,9% 
1.287 54,5% 
2.996 14,4% 
2.762 6,1% 
3.112 10,9% 
3.117 6,8% 
3.424 2,1% 
3.434 1,8% 


Nulle Perse 


4,6% 7,6% 
8,7% 36,8% 
0,0% 85,6% 
15,0% 78,9% 
0,2% 88,9% 
4,1% 89,1% 
0,0% 97,8% 
0,1% 98,1% 


Punti Effic. 


9.385 89,4% 

6.027 57,4% 

1.512 14,4% 

1.164 11,1% 

1.148 10,9% 

861 8,2% 

226 2,2% 

194 1 , 8% 


Figura 2 — 11 quadro riassuntivo dei risultati del torneo. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


149 


INTELLIGIOCHI 


1 

/* nexus l.r */ 

2 

/* Vincenzo Benincasa */ 

4 

int d, pa, ang; 

5 

mainO 

6 

1 

7 

drive(0, 100) ; 

8 

vhilefloc x( ) <960) sparai); 

9 

drive(90,0) ; 

10 

while(speed()>49) sparaO; 

11 


12 

ang=270; 

13 

while(l) 

14 

1 

15 

drive(90, 100) ; 

16 

vhilelloc y ( ) <92 0) sparai); 

17 

drive (270,0) ; 

18 


19 

while(speedf) > 49) sparaO; 

20 


21 

drive(270, 100) ; 

22 

vhile(loc_y()>80) sparai); 

23 

drive(90,0) ; 

24 


25 

vhile(speedl) > 49) sparai); 

26 

1 

27 


28 

1 

29 


30 


31 

sparai) 

32 

1 

33 

int range; 

34 


35 

if 1 range=scan ( ang , 10 ) ) 

36 

cannon 1 ang , range ) ; 

37 


38 

1 

39 

ang-=20 ; 

40 

if(ang<=70) ang=270; 

41 

1 

42 

1 


Listalo 1 — Il primo classificato. nexus_ 1 


periorità schiacciante dei pri- 
mi due concorrenti sugli al- 
tri: il terzo in classifica, ad 
esempio, ha concluso con 
un punteggio che è circa un 
quarto rispetto a quello del 
secondo e circa un sesto ri- 
spetto a quello del primo. 
Guardando meglio si nota 
anche la netta superiorità di 
nexus— 7 su killer, mentre 
infatti l'efficienza del secon- 
do è del 57%. che peraltro è 
un valore già molto buono, il 
primo ha un'efficienza vicina 
al 90%, ossia si comporta in 
modo praticamente perfet- 
to! Il terzo classificato ha 
un'efficienza del solo 14%, 
paragonabile dunque a quel- 
la dei concorrenti che lo se- 
guono. Insomma, compli- 
menti vivissimi a Vincenzo 
Benincasa che sembra aver 
messo a punto una macchi- 
na bellica realmente imbatti- 
bile; ed anche ad Enrico Co- 
lombini la cui creatura sem- 
bra l'unica in grado di contra- 
stare in qualche misura quel- 
la di Vincenzo. 

Ma vediamo qualche altro 
dato che vale forse la pena 
sottolineare a titolo di curio- 
sità. Il programma et— 2 
sembra avere un comporta- 
mento digitale: o vince o 
perde, senza mai pareggia- 
re! In questo gli sono vicini 
anche hunter, et— 1 e york. 
Il programma che invece ha 
collezionato il maggior nu- 
mero di pareggi in assoluto 
è robl, il quale in effetti pa- 
reggia molto più di quanto 
non vinca; questa caratteri- 
stica, nonostante il meccani- 
smo di assegnazione dei 
punteggi, lo ha portato a 
piazzarsi davanti a york che 
pure ha vinto molte più par- 
tite di lui. Per quanto riguar- 
da il numero di partite perse 
si noti come questo valore 
sia molto simile fra york e 
scanner, il punteggio finale 
in questo caso è stato deci- 
so proprio dal numero di pat- 
te, molto inferiore nel caso 
di york. 

Conclusioni 

Questo è dunque stato il 
Primo Torneo di Crobots di 
MC-Link. Una cosa piccola e 
casareccia, indubbiamente, 


ma riuscita bene e che ha 
fatto divertire sia coloro che 
l'hanno vissuta in prima per- 
sona sia gli spettatori ester- 
ni. Vorrei a questo proposito 
sottolineare che. proprio 
mentre sto scrivendo, Luigi 
Morelli (l'autore del robot 
classificatosi terzo) sta cu- 
rando lo svolgimento di un 
torneo parallelo con i mede- 
simi concorrenti, nel quale 
però gli scontri sono tutti 
singoli; ciò ha lo scopo di ve- 
rificare se i rapporti relativi di 
forze rimangono immutati al 
variare delle regole del com- 
battimento. 


Non ho ancora i risultati di 
questa interessante verifica, 
ma gli appassionati potranno 
trovarla su MC-Link. Aggiun- 
go anzi che nell’area pro- 
grammi del sistema potrete 
trovare i sorgenti degli otto 
partecipanti al torneo cosi 
come un file contenente i ri- 
sultati analitici dei vari incon- 
tri, utile per effettuare con- 
fronti nel caso che voleste ri- 
petere la simulazione a casa 
vostra, Per chi non avesse 
tuttavia ancora accesso al si- 
stema, pubblico il listato del 
primo classificato in modo 
che possa essere studiato 


con la dovuta attenzione. 

E a questo punto lancio di 
nuovo l’annuncio che un an- 
no fa non suscitò molto in- 
teresse presso i miei letto- 
ri... di carta. É molto proba- 
bile che, verso il prossimo 
autunno, io organizzi il Se- 
condo Torneo di Crobots di 
MC-Link. Mi piacerebbe che 
esso diventasse in effetti un 
vero e proprio Torneo Italia- 
no, con partecipazione este- 
sa a tutti i lettori di MCmi- 
crocomputer e non solo agli 
utenti di MC-Link. Se l'idea 
vi interessa non dovete fare 
altro che mandarmi, orienta- 
tivamente entro la fine di 
settembre, il vostro robot da 
combattimento. Eccovi le 
uniche formalità: (1) il robot 
deve essere in sorgente, re- 
gistrato in formato ASCII su 
un supporto magnetico com- 
patibile MS-DOS; (2) un 
commento in testa al pro- 
gramma deve indicare chia- 
ramente nome e cognome 
dell'autore; (3) deve essere 
accluso un testo (su carta o 
su supporto magnetico pur- 
ché in formato ASCII) che ri- 
porti le generalità dell'autore 
complete di indirizzo e reca- 
pito telefonico, e comprenda 
una breve spiegazione della 
strategia applicata dal pro- 
gramma, In alternativa all'in- 
vio del dischetto, gli abbona- 
ti ad MC-Link possono farmi 
pervenire tramite Filebox 
uno o più file (anche com- 
pressi, purché decomprimi- 
bili in ambiente MS-DOS) 
contenenti quanto richiesto. 

Spero che questa volta, 
sulla scia del torneo appena 
conclusosi, parteciperete nu- 
merosi. Aspetto dunque le 
vostre risposte, che comun- 
que non mancherò di solle- 
citare nuovamente su que- 
ste pagine dopo l’estate 
quando presumibilmente 
sarà stata fissata la data di 
inizio del torneo. 

Cominciate dunque ad 
esercitarvi, mi raccomando! 
Chissà che non riusciate a 
trovare il sistema di battere 
quel mostro di efficienza che 
è nexus _ 7. 

A risentirci fra trenta gior- 


tns 


150 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



EASYDATA 

leader per l'informatica personale 
Via A.Omodeo 21/29 - 00179 Roma 

Tel 06/7858020 
Fax 06/7806030 


TUTTI I PREZZI SI INTENDONO IVA 
ESCLUSA - LA GARANZIA HA LA 
DURATA DI UN ANNO-SI EFFETTUANO 
SPEDIZIONI TRAMITE CORRIERE 
ESPRESSO O POSTA-CHIEDICI IL 
NOSTRO LISTINO COMPLETO: 
DISPONIAMO DI OLTRE 400 ARTICOLI 
PER TUTTE LE ESIGENZE - VENDITE 
RATEALI DA 6 A 60 MESI PER I 
RESIDENTI NEL LAZIO-VIENICI A 
TROVARE -TI ASPETTIAMO. 



ATTENZIONE 

Tutti 1 PC compatìbili assemblati nei nostri 
laboratori dispongono di una garanzia 
"Completa" della durata di un anno, che prevede 
la sostituzione di qualsiasi componente guasto 
compresi drive e hard-disk. 
Disponiamo di un attrezzato laboratorio in sede. 
Ricordati che abbiamo diversi anni di esperienza 
e che i componenti utilizzati sono selezionati c tra 
i migliori disponibili. 


AMPIE DIMOSTRAZIONI IN SEDE -DISPONIBILITÀ’ DI PACCHETTI SOFTWARE 

f EasyPower286/21 y 

80266-rom 1024k-hd 44 mego 
I drive-schedo video vga 800x600 
2 seriali- 1 parallela- 1 joystik 

f EasyPower386/25 1 

80386-ram 2048k-hd 44 mega j; 

1 drive-scheda video vga 800x600 
2 seriali - 1 parallela- 1 joystik 

C L. 1.100.000 ) 

C L.. 1.890.000) 


EasyPower386/33 

82386-rom 2048k-cm 32k-hd 44 mega 
1 drive-schedo video vgo 800x600 
2 seriali - / parallela - / joystik 

( L. 2.390.000 ) 


TITAN 486/25 

60486-rom 2G48k-cm !28k-hd 44 mega |;; 
I drive-scheda video vgo 800x600 
2 seriali- 1 parallela- 1 joystik 

C L. 3.990.000 ) 


portati 




LAP POWER 286 

6 kg- 1 drive 1.44m-hd40m 
schermo Icd retroilluminato vga 
uscite seriale, parallela e video 

L. 3.150.000 


LAP POWER 386 

6 kg- 1 drive 1.44m-hd 40m 
schermo Icd retroilluminato vga 
uscite seriale, parallela e video 

L. 4.350.000 


im^m 


EXECU -LITE 386sx 

1.7 kg- 1 drive l.44m estemo-hd 20M-ram IM : 
schermo Icd supertwìst retroilluminato in fiso- ■ 
lozione vgo con 32 livelli di grigio. • 

L 3.990.000 


novità/!! HP LASERJET HIP 


4 PAGINE / MINUTO 
RAM 1 MEGA-ESP. 5 MEGA 
14 FONT BITMAPPED 
8 FONT SCALABILI 
LINGUAGGIO PCL5 CON RET 


LA SUPER OFFERTA 
DEL MESE 


L. 2.200.000 

in regalo cassetto opzionale 250 fogli 
e raccolta tont software scalabili 


o 


< 

a. 

< 

CO 


PHILIPS 883311 

14’ COLORE PER 
AMIGA 
L. 395.000 


CORDATA 

J4" COLORE VGA 
1024x768 
L. 629.000 


CITIZEN SWIFT24 
80 COL-24 AGHI 
190 CPS-COLORE 
L 549.000 


STAR LC 20 
80 COL-9AGHI 
150 CPS-4 FONT 
L. 335.000 


NEC P20 
80 COL-24 AGHI 
216 CPS-8 FONT 
L 605.000 


HANTAREX 

14 ‘ COLORE VGA 
640x480 
L. 460.000 


NEC 3D 

14’ COLORE 
MULTISYNC 
L. 990.000 


CITIZEN SWIFT24X 
136 COL-24 AGHI 
190 CPS-OP. COLORE 
L. 899.000 


STAR LC 200 
80 COL-9AGHI 
225 CPS-COLORE 
L. 419.000 


MANNESMAN MT82 
80 COL-24 AGHI I 
CARICATORE FOGLI 
SINGOLI 
L. 550.000 


)C 


Stampante Laser Star LS8-II 


fan I mega- 8 p/m i 

4 font - 4 emulazioni L.l. 990.000 





PC COMPATIBILI 
EUROSYSTEM 

Qualità & convenienza 


286 EuroSystem 12 MHz ... 
286 EuroSystem 16 MHz .. 
286 EuroSystem 20 MHz ... 


.. 690.000 
.. 770.000 
.. 850.000 


CPU Intel 80286, cabinet "baby" con alimentatore 200 W, 
tastiera estesa 101 tasti, 1 MB Ram espandibili a 4 MB 
EMS, controller 2FDD/2HDD tecnologia IDE AT-bus, 

1 disk drive 3" 1/2 da 1.44 MB, scheda video duale 
Hercules+CGA, porta parallela Centronics, zoccolo per 
coprocessore opzionale, 0 wait States. 

386-SX EuroSystem 16 MHz 1.240.000 

386 EuroSystem 25 MHz 1.640.000 

386 EuroSystem 33 MHz cache 64K 2.060.000 

386 EuroSystem 40 MHz cache 64K 2.390.000 

CPU Intel 80386, cabinet "baby" con alimentatore 200 W, 
tastiera estesa 101 tasti, 1 MB Ram espandibili a 8 MB 
EMS, controller 2FDD/2HDD tecnologia IDE AT-bus, 

1 disk drive 3" 1/2 da 1.44 MB, scheda video duale 
Hercules+CGA, porta parallela Centronics, zoccolo per 
coprocessore opzionale, 0 wait States. 

486 EuroSystem 25 MHz 3.250.000 

486 EuroSystem 33 MHz 4.300.000 

CPU Intel 80486, cabinet "baby" con alimentatore 200 W, 
tastiera estesa 101 tasti, 1 MB Ram espandibili a 8 MB 
EMS, controller 2FDD/2HDD tecnologia IDE AT-bus, 

1 disk drive 3"l/2 da 1.44 MB, scheda video duale 
Hercules+CGA, porta parallela Centronics, zoccolo per 
coprocessore opzionale, 0 wait States. 

Configurazioni per 286/386/486: 
secondo drive 5"l/4 da 1.2 MB ... 


con seriale inulti I/O AT (seriale ♦ printer <gamc) .. 

con VGA 800x600 256 KB Ram ....„ 

con SuperVGA 1024x768 1 MB Ram 

con hard disk Seagate 20 MB 

con hard disk Seagate 40 MB .... 

con hard disk Seagate 80 MB 

con hard disk Seagate 130 MB 

per ogni 1 MB Ram aggmnuvo 


con monitor 14" duale monocromatico 

con monitor 14" VGA monocromatico 

con monitor 14" VGA Philips colori 640x480 .. 560 000 

con monitor 14" VGA multiscan colori 1024x768 695.000 


130.000 
+ 25.000 
f 90.000 

250.000 

270.000 

410.000 

670.000 

915.000 

115.000 

165.000 

. 190.000 
. 240.000 


| XT EuroSystem 12 MHz .. 


... 480.000 


CPU Nec V20 compatibile 8088, cabinet "baby" con 
alimentatore 200 W, tastiera estesa 101 tasti, 512 KB Ram 
espandibili a 640 KB o 1 MB, controller 2FDD, 

1 disk drive 5" 1/4 da 360 KB, scheda vidcoduale 
Hercules+CGA, porta parallela Centronics. 


Configurazioni per XT : 

con secondo drive 3" 1/2 da 720 KB .. 

con seriale multi I/O XT (scnalc+pnntcr+game) . 

con VGA 800x600 256 KB Ram 

con hard disk Seagate 20 MB c controller 

con hard disk Seagate 40 MB e controller 

con 640 KB Ram 

con 1 MB Ram 


n monitor 14“ duale monocromatico ... 
n monitor 14" VGA monocromatico ., 
n monitor 14" VGA colori 640x480 .... 


+ 120.000 
. + 35.000 
+ 90.000 
+ 420.000 
+ 690.000 
. + 30.000 
+ 60.000 
... 190.000 
... 240.000 
... 560.000 


PORTATILI 


Notebook NT -2100 ... 


.. 2.990.000 


CPU Intel 80286 12 MHz, 1 MB Ram espandibili a 4, 
scheda VGA 640x480, schermo VGA 32 torti, 1 disk drive 
3" 1/2 da 1.44 MB, 1 hard disk 20 MB tecnologia IDE, 
borsa per trasporlo, batterie ricaricabili, alimentatore 
esterno, peso 3 Kg. 


Notebook NT-3100 ... 


.. 3.990.000 


CPU Intel 80386 20 MHz, 1 MB Ram espandibili a 4, 
scheda VGA 640x480, schermo VGA 32 toni, 1 disk drive 
3" 1/2 da 1.44 MB, 1 hard disk 20 MB tecnologia IDE, 
borsa per trasporto, batterie ricaricabili, alimentatore 
esterno, peso 3 Kg. 


Notebook Veridata .. 


.. 4.990.000 


CPU Intel 80386 16 MHz, 1 MB Ram espandibili a 4, 
scheda VGA 640x480, schermo VGA 32 toni, 1 disk drive 
3" 1/2 da 1.44 MB, 1 hard disk 20 MB tecnologia IDE, 
borsa per trasporto, batterie ricaricabili, alimentatore 
esterno, peso 2 Kg, mouse touch-pad inserito nel 
computer. 


Prezzi sempre IVA compresa 


Viale Monte Nero 15 
20135 Milano 

Tel. (02) SS. 18.04.84 r.a. 
Fax (02) 55.18.81.05 (24 ore) 

Negozio aperto al pubblico tutti i giorni 
dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. 
Vendita anche per corrispondenza. 


MAINBOARDS 

Schede CPU complete di 1 MB Ram. 

Sostituite la vostra vecchia scheda madre con una 
nuova e più veloce! 

286 16 MHz 299.000 

286 20 MHz 399.000 

386 25 MHz 1.299.000 

386 33 MHz 64 KB cache 1.899.000 

486 25 MHz 2.990.000 


puopipeirnÀ 


STORYWARE 


Prosa, immagini ed ora rime 

Sono passati molti mesi dall'avvio di Storyware ed a questo punto ne abbiamo viste di 
tutti i colori. Dopo la prima, spaventosa valanga di racconti, sono arrivati prima i 
fumetti, poi sono cominciati ad arrivare i racconti a puntate ed ora siamo giunti ai 
contributi «in versi». Ci manca solo qualche video-disco e poi avrete spedito di tutto. 
In realtà manca ancora una cosa: ve la chiedo nel seguito! 


dì Elvezio Petrozzì 



S ul numero 106 di 
MCmicrocomputer, 
nello spazio riservato 
alla posta ( quella normale, 
non il nostro Storyware Fla- 
sh), il Sommo M.M. a dato 
spazio e risposta ad una let- 
tera di Alberto Sacco ispirata 
al problema del plagio dei 
racconti, lettera che è stata 
poi ripresa anche nel cappel- 
lo introduttivo della puntata 
precedente. 

Senza tornare di nuovo 
sull'argomento ( anche se 
molte lettere lo affrontano 
tutt'ora), voglio ricordarvi 
una frase scritta in quell'oc- 
casione da Marco Marinacci: 
«Lancio una sfida: una Divi- 
na Commedia Zanichelli con 
libro e floppy (per MS-DOS o 
Mac, a scelta) alla miglior Di- 
vina Commedia Informatica 
che riceveremo. Non credo 
che Dante si offenda». 

Detto fatto! Qualche tem- 
po dopo è arrivata in redazio- 
ne una busta dal vago pro- 
fumo di mare, dentro la qua- 
le, nemmeno a dirlo, sì tro- 
vava la prima stesura di una 
Commedia Informatica che 
se pure è arduo definire «di- 
vina» è certamente spiritosa 
(ed in attesa di altre è cer- 
tamente la migliore, per ora). 

Autore dell'opera è Fabio 
Camponeschi, imbarcato (ci 
avrei scommessol Che fiu- 
to!) sulla Nave Chimera del- 
l'Arsenale della Marina Mili- 
tare di La Spezia, il quale tra 
l'altro dichiara di possedere 
anche il seguito dì quanto in- 
viato sin qui, minacciando 
addirittura dì spedircelo «se 


ne avete il coraggio», dice. 

Caro Fabio, il coraggio lo 
devi avere tu, nello spedire 
certa roba: metrica approssi- 
mativa, rime sforzate, trama 
più che labile! Vergogna! 

Naturalmente sto scher- 
zando: in realtà il lavoro del 
nostro marinaio è piaciuto 
molto a tutti, sia per l'origi- 
nalità della forma che per 
l'intelligente ironia del conte- 
nuto e dunque non potevo 
far altro che pubblicare il tut- 
to ed invitare l'autore a com- 
pletare l'invio, cose entram- 
be che ho già fatto. 

L'altro protagonista di 
questa puntata (un po' in 
ombra purtroppo, ma quan- 
do succedono cose di que- 
sta rilevanza è inevitabile) è 
quel Savi Claudio di cui ho 
citato il mese scorso la let- 


tera di accompagnamento e 
/'interessante riflessione in 
essa contenuta. 

Il discorso salta nuova- 
mente, ma non salta il rac- 
conto e forse Savi gradisce 
di più. 

Ora vi lascio alle due let- 
ture e naturalmente vi ri- 
mando al riquadro di Story- 
ware Flash: come sempre 
ne vale la pena! 

Cyb-Love 

di Claudio Savi 
La voce di Amy lo raggiun- 
se, nel buio. Una voce calda 
e piacevole, un poco roca, 
ma tenue, poco più di un bi- 
sbiglio. 

— ... Ken... Vuoi fare l'amo- 
re? 


Ken riapri gli occhi, lenta- 
mente. Il sibilo del vento, lo 
stormire delle foglie, il can- 
tare dei grilli... ogni suono 
sembrava aver abbandonato 
la piccola radura. Non riusci- 
va a percepire che il battito 
sordo del sangue nelle sue 
tempie, e nient'altro. 

— Temo di non avere capi- 
to. Vuoi ripetere? — rispose, 
stentando a riconoscere il 
suono della propria voce. 

— Ti ho chiesto se vuoi fare 
l'amore con me... hai capito 
benissimo. Ritengo che que- 
sto possa giovare al tuo 
equilibrio psicofisico. 

Ken strinse i pugni, quasi 
con rabbia. A poco a poco i 
suoni rassicuranti della radu- 
ra tornarono ad affiorare alla 
sua coscienza e a sovrastare 
i battiti del suo cuore. 

— No, non voglio fare l’a- 
more. Non con te, almeno. 
Saresti capace di raggua- 
gliarmi ogni trenta secondi 
sul corretto angolo d'entrata 
del rapporto, della quantità 
di energie che potrei rispar- 
miare se non perdessi tem- 
po nel baciarti e nello strin- 
gerti troppo forte, e di altre 
cento cose che in quanto 
umano non riesco nemmeno 
ad immaginare. — Perché 
sono umano, io, sottolineò 
con rabbia. — Preferisco far- 
ne a meno, grazie. Forse 
non gioverà al mio equilibrio 
psicofisico, né tantomeno al 
mio equilibrio ormonico, ma 
certamente ne guadagnerà 
quel poco di orgoglio che mi 
è rimasto. 

Il silenzio cadde tra di loro, 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


153 




STORYWARE 


piu solido di una paratia d'ac- 
ciaio. Per venti lunghi, inter- 
minabili secondi, Ken temet- 
te che quel silenzio sarebbe 
durato in eterno. 

— Per te sono sempre stata 
una Cyb, - riprese Amy, 
senza tradire nessuna emo- 
zione. — Un ibrido ciberne- 
tico, un computer organico 
in un corpo di carne. Ma per 
i tuoi compagni sono solo la 
Zomb, la Zombie. Poco piu 
di un cadavere restituito alla 
vita. È per il tuo diverso at- 
teggiamento nei miei con- 
fronti, che siamo stati abbi- 
nati per questa missione. 


Forse tuo malgrado. Credi 
che non sappia cosa tì tor- 
menta? Ti sei innamorato di 
me, stupidamente, e non 
vuoi ammetterlo. Nemmeno 
a te stesso. 

- Non confondere il sesso 
con l'amore, — ringhiò Ken, 
nel buio. Amy riprese a par- 
lare, ignorando la sua inter- 
ruzione. 

— È strano, non hai mai 
tentato di prendermi con la 
forza. Forse perché sapevi 
che ti avrei spezzato un 
braccio, cosi, senza rancore, 
seguendo semplicemente 
quanto previsto dal mio pro- 


gramma di autodifesa? 

Ken le girò la schiena, sec- 
cato. Non voleva che la ra- 
gazza potesse leggere il tur- 
bamento nei suoi occhi. Il 
buio non avrebbe forse co- 
stituito un ostacolo sufficien- 
te, per il suo sguardo non 
più completament • umano. 

— Ken... posso sganciarmi 
dal Controllo Centrale, se 
vuoi. 

Ken si mise a sedere, di 
scatto, incredulo. 

— Vuoi dire che ti è possi- 
bile farlo? 

— Si, posso farlo. Ma solo 
per trenta minuti, non di più. 


E questa volta ho ancora 
meno tempo. Dieci minuti, 
forse. 

Dio, come aveva bisogno 
di lei! Non sarebbe mai riu- 
scito a spiegarle quanto. 
Non con le parole, almeno. 
Era vero, l’amava. L'aveva 
sempre amata, prima ancora 
dell'incidente che aveva ri- 
dotto il suo corpo minuto ad 
un ammasso di carne stra- 
ziata che non aveva nemme- 
no saputo identificare. Non 
aveva mai trovato le parole 
per dirglielo, quando Amy 
era ancora in vita. E dopo... 
e dopo l'aveva odiata, o ave- 


La Divina Commedia Informatica 

di Fabio Camponeschi 


Introduzione 

Nel mezzo di un programma applicativo 
essendomi col mouse molto stancato 
tenevo una finestra in modo attivo 
restando con il modem collegato. 

Quando sul video apparve, felice e 
lampeggiante 

un volto caro ed un tempo “amato» 
il gran poeta, si, il nostro Dante 
tutto arzillo e digitalizzato. 

Con voce roca e molto lentamente 
mi disse «Vieni meco nel gran disco della 
vita 

dov'è presente tanta e tanta gente 
che ogni partizione ne è gremita!». 

Non dissi no, né si, né nulla 
ma mosso tremante il dito verso i tasti 
cosi, da ignoto dalla culla 
m'alzai verso un destin di gloria e fasti. 


1 Partizione 
1 Directory 

La guida mia, sicura e desta 
m'additò un gruppo di persone 
ciascun sulla spalla dell'altra avea la testa 
ed un segnai con scritto sopra «Messer 
Copione». 

Richiesi lumi al mio maestro 
ed egli lesto mi rispose: 

«Costor son tali che, quand'hanno il 
destro 

ricopian dischi, libretti e cose 
Vanno guatando l'altrui lavoro 
ed intorno si danno un gran daffare 


per ricopiar quel coso d'oro 
che non mandan giù dover pagare». 

«Non v'è difesa? Chiesi spaurito 
contro chi copia così a man bassa?». 

«Non c’è legge, non vien punito 
e, in fondo, tutti gli batton cassai». 

2 Directory 

Non distante dal gruppo visitato 
stavan distesi su mucchi di rottami 
tutti nudi, col corpo ormai straziato 
uomini e donne, facendoci nchiami. 

Con pochi passi andammo più vicini 
e, tra le mani di questi poveracci 
vedemmo elenchi, e lunghissimi listini 
prometter monti per quattro stracci. 
«Ecco, tu vedi» mi fece il mio cursore 
“questi son degli abili saccenti 
prometton macchine d'altissimo valore 
e ti rifilano nostalgici perdenti. 

Spesso non sanno neppur che cosa fanno 
ma sta sicur che, sapendo abbindolare 
con scorno tuo e grande danno 
qualche bidon dovrai comprare». 

«Non v'è sistema — chiesi impietrito — 
per evitar tal rio destino?», 

«Una soltanto — rispose il mito — 
saper dovrai più dell'omino! ». 

3 Directory 

Stavan tutti chiusi in un pacchetto 
l’anime perse dietro ad un cliente 
urlando forte, con DO di petto 
chiamando a lor tutta la gente. 


«Son pronti a darti — disse il mio lume 
tutto quel che avei desiderato 
sanno riempirti di catrame e piume 
e farti star tranquillo e anche beato’ 

La confezion dei prodotti fatti 
abbaglia l'occhio e, secondo loro, 
tutti gli altri son vecchi e matti 
col Data Base: Non più lavorol 
Ma trovi, sai. assai sorprese 
dai venditor d'altrui fatica 
decine di milion di lire spese 
e calcoli ancor fatti all'antica» 


2 Partizione 
1 Directory 

C'era in quel luogo gran folla di persone 
tutti col volto alto e la bocca ben aperta 
guatavan per un poco, poi si geitavan 
prone 

girandosi d'attorno con mossa sempre 
incerta. 

«Chi son quei folli? Che il cor quasi si 
gela?» 

«Fedeli — fece pensoso il lume mio — 
credenti, un tempo, alle promesse d'una 
mela 

traditi poi dal lor infido dio, 

Lasciati andare, nel nome del mercato 
ad un destin duro e mesto 
l'utente Apple si sente abbandonato 
s'arrabbia, grida, fa il sangue pesto. 
D'intorno or guarda e non capisce 
poi a terra cade, sembra giulivo 
ci ripensa e poi atterrisce 
cambiar dovrà sistema operativo!» 


154 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


STORYWARE 


va creduto di odiarla. Non 
sapeva più dov'era il confine 
tra odio e amore, tra amore 
e desiderio. 

Ken cercò le sue labbra, 
nel buio. Labbra fresche e 
incerte. Labbra umane. Senti 
sotto di sé il corpo acerbo 
della ragazza irrigidirsi, per 
poi rilassarsi e abbandonarsi, 
senza più riserve. La baciò 
dolcemente, a lungo, fino a 
sorprendersi del sapore dei 
loro baci. Perché quei baci 
ora sapevano di sale. 

— Amy.., 

— Non è niente. Sono solo 
una stupida... solo una Zom- 


bie, tornata per la seconda 
volta nel mondo dei vivi. Per 
farmi rinascere, la prima vol- 
ta, è stato necessario sac- 
cheggiare la banca degli or- 
gani dell'Astronave. Il mio 
cervello era in possesso di 
informazioni troppo impor- 
tanti, per perire con questo 
stupido corpo. Cosi, sono 
stata richiamata in vita. Se è 
vita, questa. Perché ora è 
l'Astronave Madre con il suo 
computer organico che rego- 
la telemetricamente le mie 
funzioni vitali, millisecondo 
per millisecondo. Battito car- 
diaco, 64. Temperatura cor- 


porea, 36,7 gradi centigradi. 
Frequenza respiratoria, 16 ci- 
cli per minuto. Una inspira- 
zione ogni quattro battiti car- 
diaci. 

Piangeva, senza più rite- 
gno, stringendosi a lui come 
una bambina smarrita. 

— Quando dovrei essere 
stanca, o sentire dolore, nel 
mio corpo vengono stimola- 
te emissioni di endorfine. Se 
devo essere vigile e attenta, 
di adrenalina. E di zuccheri, 
e di glicogeni, e di neurotra- 
smettitori, dopamina, sero- 
tonina, alexina... Per questo 
mi vedi sempre efficiente e 


instancabile. Per questo in 
me non vedi che un freddo 
computer organico, in grado 
di assisterti in questa mis- 
sione esplorativa, di assister- 
ti anche fisicamente, cosa 
che nessun computer di me- 
tallo, silicio e plastica potrà 
mai fare. Posso eseguire mi- 
lioni di metaistruzioni per se- 
condo, memorizzare mappe 
tridimensionali della zona, 
analizzare l'atmosfera, l'ac- 
qua. i cibi. I miei occhi pos- 
sono validamente sostituire 
le telecamere, il mio naso e 
la mia bocca qualsiasi labo- 
ratorio chimico portatile. 


2 Directory 

Lasciammo quella landa senza guardar 
addietro 

perché innanzi già si stendea l'ombra di 
lato 

d'una struttura arcana di fil fatta e di vetro 
che a veder parea cader ad ogni fiato. 
Codesta cosa — spiegò il prode al mio 
fianco — 

ti lascia senza respir, se uno la vede! 
Montarla lascia l'eroe smagrito e stanco 
e niun quando l'hai fatta ne ha poi fede! 
La rete essa è, e dentro stanno 
cerberi novelli con occhi e tutto 
attenti a che non si faccia danno 
che entri solo il bello e non il brutto. 

Essi son pochi, ma rompon abbastanza 
della station son maghi e attori 
li vedi sempre chiusi in una stanza 
duri e seri fan gli amministratori». 


3 Directory 

Nel greve fondo di un solco oscuro 
stretti tra pochi resti di programmi 
poche person facevan muro 
tenendo tra le mani dei diagrammi». 
«Conosco questi tipi — gridai forte d'un 
tratto 

son pochi, sempre meno, ma tra loro 
assiso sulle gambe, come un gatto 
sta lui. l'ideator del foro! 

Non fanno profession. per il piacer del fare 
ci perdono le noni, denaro e amore 
l'hobby loro è il programmare 
caro è assai, di sangue e di sudore. 

Ed essi non disdegnano 
almen di quando in quando 
di caricar in RAM linguaggio strano 
e digitar per ogni assisi a casa stando». 


3 Partizione 
1 Directory 

Con moto circolare giungemmo in una 
sala 

ripiena di congegni e mucchi di denaro 
accosta ad un cassone stava gran scala 
su essa, camice bianco, un uomo molto 

Gettava nella cassa denaro a profusione 
insieme ai suoi compari pensava 
intensamente 

e da foro laterale, grandissima emozione 
sortiva di software un pacchetto, ma 
molto lentamente. 

Essi, soddisfatti, si davano gran pacche 
guardando sorridenti i loro risultati 
sperando in cor loro che non facesse 
cracche 

«Sto coso tutto strano, coi bug malcelati». 
Ridevan poi contenti, passando il loro 
lavoro 

al club dei venditori di cui già prima dissi 
trovando molto ristoro 
nel chiedersi assai «bissi». 


2 Directory 

Ecco apparir, dinnanzi a noi 
gente seria e di molto preparata 
dentro un carro trainato da buoi 
i geni della stampa, la Specializzata! 
«Le Ditte — saperlo ora dovrai — 
inviano gran copia di materiale 
agli uomini al cui cospetto stai 
con la speranza che non vada male 
Provano, essi, testan. provano ancora 
se non comprendon cambian mano 
poi, dopo una mezz'ora 
scrivono, col fare strano 
Sanno di tutto, tutto gliene cale 


a chi li legge, con mente assetata 
dicon bene, o molto male 
a seconda della «nota» allegata! 

3 Directory 

Tutti di corsa li vidi avvicinarsi 
folla silente, vestuta di buon gusto 
stavano accorti a non urtarsi 
donne pin-up, uomini fusto. 

Roba di classe, mica son scherzi 
denaro molto, impegni a frotte 
non conoscon dolori e sferzi 
le loro amiche non sono «cotte». 

Hanno ben speso, tutti lo sanno 
i lor milioni in quel cosino 
che, rapidamente e senza affanno 
gli fornisce prestazion da tavolino 
Auto, moto, aereo, va dappertutto 
l'han con loro come farebbe Cook 
bello, caro, compatto, serve a tutto 
quel mio desio! ! ! ! Un notebook!!! 

Conclusione 

Giunti alfin in fondo alla fatica 
avendo visto di tutto il mondo i mali 
ci ritrovammo all'uscita amica 
eravam vivi, e ci sentimmo tali. 

Con grande gioia salutai la guida 
ringraziando per le visioni avute 
ed egli volle lasciar l'ultima grida 
per tornar poi tra le sue volute. 

Senti — mi disse — le mie parole antiche 
se davvero vuoi saper com'è la vita 
spegni 'sto coso, va con le tue amiche 
e col Pascal, falla finita! 

Non creder sai, amico caro 
che il computer guidi da solo! 

Se nel cervello non hai un bel faro 
nessuna macchina t'attracca al molo». 


155 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


STORYWARE 


Nessun computer, e nessun 
robot, potrà mai adattarsi al- 
le situazioni come potrei fare 
io. 

Perché, contrariamente a 
quanto tu o i tuoi compagni 
sembrate credere, posso 
pensare autonomamente. 
Pensare, non agire. È il libe- 
ro arbitrio, che mi è negato. 
Il mio comportamento se- 
gue le priorità che qualche 
programmatore inserisce di 
volta in volta, missione per 
missione, in qualche parte 
recondita del mio cervello. 

Ken le sfiorò una guancia, 
dolcemente. 


— Calmati, adesso, — im- 
plorò. 

— Il mio cervello è l'equiva- 
lente di un computer neura- 
le, con tre processori ben 
distinti, — continuò Amy, 
stancamente. — Mentre le 
mie funzioni vitali sono con- 
trollate dall’Astronave Ma- 
dre, il mio cervello ristruttu- 
rato può, contemporanea- 
mente al pensiero coscien- 
te, eseguire il programma 
impostogli dall'esterno. Ma 
sono sempre io, Amy. Amy, 
non un mostro che ha usur- 
pato il corpo della ragazza 
che amavi. Perché mi ama- 
vi, un tempo. Ho capito an- 
che questo, sai? 

— Amy... — mormorò Ken. 
Avrebbe voluto dirle quanto 


era stato stupido ed egoi- 
sta, a non capire... Ma non 
riusciva a trovare le parole 
adatte. Accentuò la sua 
stretta, sperando che il suo 
abbraccio servisse più delle 
parole. 

Amy riprese il suo discor- 
so, con voce sommessa. 
Sembrava un poco più cal- 
ma, ora. 

— Così come è ora struttu- 
rato il mio cervello, non mi 
rendo nemmeno conto dei 
processi paralleli del mio 
pensiero, così come tu non 
ti rendi conto di quello che 
sta facendo il tuo pancreas 
in questo momento. Credi- 
mi... la Amy che conoscevi 
vive sempre in me. Se sono 
incapace di ricordarmi del 
mio passato, ho sempre un 
presente, ed un futuro, per 
il quale voler vivere. Perché 
una parte di questo presen- 
te e di questo futuro è mia, 
nessuno me la potrà mai to- 
gliere. Un giorno qualcuno 
potrebbe pensare di resti- 
tuirmi del tutto il mio libero 
arbitrio, non credi? 

Ken le accarezò i lunghi 
capelli ambrati, soffrendo 
con lei. 

— Ma ora sei libera, Amy, 
Libera, capisci? Non sei più 
una Cyb. 

— Solo per poco. Troppo 
poco. Trenta minuti di pen- 
siero e di comportamento 
autonomo ogni settantadue 
ore, non di più. Altrimenti il 
potenziale elettrochimico 
del mio cervello scendereb- 
be al di sotto dei limiti ac- 
cettabili, e questo corpo di- 
venterebbe ingovernabile. 
Perderei il controllo dei mie 
sfinteri, per prima cosa. Non 
è uno spettacolo piacevole, 
posso assicurartelo. Ci ho 
provato, sai? A sganciarmi 
per un tempo più lungo, vo- 
glio dire. Poi perderei il con- 
trollo della deambulazione, 
quello dei muscoli oculari, 
quello dei muscoli facciali... 
Qualche minuto ancora, e 
interverrà una paralisi totale, 
seguita da un blocco respi- 
ratorio. Il cuore batterà un 
altro poco, forse, e poi... — 
Ma questo non avverrà. 
Non fino a che esiste l'A- 
stronave Madre, almeno, al- 
la quaie ritornerebbe il con- 
trollo delle mie funzioni vita- 
li. Mi è concesso vivere, ma 
non mi è concesso morire. 

Ken cercò di baciarla, per 


Storyware Flash 

— Per tutti gli amici di Storyware (Italia - Europa) — Ormai il 
ritmo degli arrivi dei vostri racconti si è stabilizzato, sia pure su 
un livello ancora ampiamente superiore a qualsiasi ragionevole 
previsione. 

Quella che invece tende ad aumentare in modo preoccupante 
è la lunghezza dei racconti, lunghezza già fissata in 10 cartelle 
massime ma che ritengo indispensabile ridurre ulteriormente (di- 
ciamo ad 8 cartelle) per poter pubblicare quante più opere pos- 
sibile. 

Ricordo che per «cartella» si intendono 30 righe di 60 caratteri 
ciascuna. 

— Per Riccardo Caneba (e per tutti i «pubblicati») — Ebbene si, 
MC remunera gli autori dei racconti pubblicati con un compenso 
simbolico pari a 120.000 lire. 

Lo avevamo già detto nelle prime puntate della rubrica, ma 
evidentemente la notizia si era persa nel tempo; riconfermarla 
ora significa verosimilmente riaprire i portelloni della diga che trat- 
tiene la vostra fantasia, ma tacere sarebbe stato da infami. Ab- 
biate comunque pietà di noi: non travolgeteci' 

— Per Paolo Buratti (Trento) — Le angosce che stai vivendo e 
che certamente condividi con i tuoi coleghi «di tastiera» sono 
comprensibili ma ingiustificate. 

Se il giudizio sui racconti che arrivano fosse determinato da 
elementi per così dire «estetici», il tuo (cosi fitto, cosi ammas- 
sato) non lo avremmo nemmeno aperto ed invece, non essendo 
cosi che funzionano le cose, non solo lo abbiamo letto, ma ne 
abbiamo letti cento altri in condizioni peggiori. 

Tranquilli dunque, e pensate solo alla quantà dei contenuti. 

— Per tutti coloro che non sanno scrivere racconti, non sanno 
disegnare fumetti e non sanno comporre poesie ma che desi- 
derano irrompere nel nostro spazio (Italia e dintorni) — C'è una 
forma di espressione umana che non abbiamo ancora ammesso 
nelle pagine di Storyware ed è quella ispirata alTumorismo. Chia- 
meremo questo «angolo nell’angolo» 

Comicware 

e ci metteremo dentro tutte le barzellette, gli aneddoti divertenti, 
i proverbi seriosi, le vignette e quant'altro possa farci sorridere 
del mondo dei computer, delle sue manie, dei suoi «tic». 

Come sempre, saranno ammessi solo contributi «originali» 
(soprattutto per le vignette), anche se mi rendo conto che in que- 
sto caso il controllo sarà ancora più difficoltoso. 

Per ora lancio l'idea; in seguito vedremo come va a finire e 
se del caso, analogamente ai racconti ed alla maniera della Set- 
timana Enigmistica (e dei suoi innumerevoli tentativi di imitazio- 
ne) compenseremo ogni contributo pubblicato con una ricca som- 
ma. Contenti? 


impedirle di proseguire. Ma 
Amy si ritrasse, piano. 

— Trenta minuti di vita ogni 
settantadue ore forse sono 
meglio della morte. Forse, 

— sussurrò. 

Questa volta fu Amy, a 
baciarlo, e le sue labbra sa- 
pevano ancora di sale. Ma 
qualcosa nei suoi baci riuscì 
a raggelarlo. 

— Tempo scaduto, Ken. 

Era di nuovo una Cyb, 

ora. Per Ken non sarebbe 
mai e poi mai stata sempli- 
cemente una Zomb, dopo 
quella notte. Mai più. 

La mano della ragazza lo 
sfiorò, con rinnovata deci- 
sione. 

— La mia proposta è sem- 
pre valida, Ken. Domani 
sarà una giornata faticosa. 
Se vuoi risparmiare energie, 
posso fare tutto io. 

— No, grazie, — rispose 
Ken, amaro. — Buonanotte. 

Le voltò le spalle, con de- 
terminazione. Il battito sor- 
do del sangue nelle sue 
tempie tornò a sovrastare 
ogni altro suono. Un turbinio 
di pensieri gli vorticava nella 
testa, senza posa, come un 
nugolo di farfalle impazzite. 
Aveva visto il Controllore 
Telemetrico delle funzioni 
vitali di Amy, sull'Astronave 
Non era più grande di un 
pacchetto di sigarette. Amy, 
avrebbe potuto portarselo 
appresso, come un malato 
di cuore il suo pace-maker. 
Se fosse riuscito a impadro- 
nirsene, e a riprogrammarlo 
in modo che la ragazza non 
fosse che se stessa... An- 
che se non sapeva in che 
modo Amy ricevesse le sue 
istruzioni, se senza soluzio- 
ne di continuità, attraverso il 
Controllore Telemetrico, o in 
un'unica seduta di program- 
mazione, impressa diretta- 
mente nel suo cervello pri- 
ma di ogni missione, trami- 
te sonde neuronali. Forse 
non sarebbe nemmeno sta- 
to necessario agire illegah- 
mente... se la missione fos- 
se riuscita avrebbe saputo 
battersi per ottenere quello 
che riteneva il loro giusto 
compenso. Se, forse... trop- 
pi se, troppi forse. 

Ancora settantadue ore... 
Il sacco a pelo gli sembrò 
freddo, sempre più freddo, 
e la notte sempre più buia. 

«e 


156 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



• 270 o 180 cps 


M-1324: EPSON I.Q 550/510, NECP2 PLUS/P2000XE, IBM 

• Emulazioni PROPR1NTER X24E. 

M-1309: EPSON FX850 e IBM PROPRINTER 111. 

M-1324: 7 - Roman, Sans Serif, Courier, Prestige, Script OCR-8 

• Fonts residenti e Gothic. 

M-1309: 4 - Couricr, Prestige, Quadro e Gothic. 

• Fonts opzionali M-1324: Super Grande, OCR-A, Quadro e Symbol 

• Buffer di 8 KB espandibile con ulteriori 32 KB. 

• Interfaccia parallela Centronics (opzionale RS-232C seriale). 

• Paper Handling: Trattore PUSH/PULL per modulo continuo, inserimento 

FRONT LOAD a frizione, funzione parcheggio, caricatore auto- 
matico per fogli singoli SF-35 opzionale. 


brother 

BROTHER OFFICE EQUIPMENT S.p.A. • Centro Direzionale Lombardo • Palazzo CD/3 
Via Roma, 108 - 20060 Cassina de' Pecchi (Milano) ITALY • Tel, 02-95301455 ■ Fa* 02-95301484 


i.P°- 




SE VOLETE SAPERE 
COME CAMBIA 
L'INFORMATICA, 
CHIEDETELO 
AL VOSTRO 
EDICOLANTE. 


PlayWorld 

di Francesco Carla 


Se non sapessi bene che 
fra qualche mese tutto lo 
scenario cambierà, sarei 
fortemente tentato di non 
interessarmi più 
aH'interattività. Dico questa 
cosa assai grave perché 
non vedo in giro 
assolutamente stimoli 
nuovi e tutto lo scenario è 
drammaticamente fermo al 
1987. E fortuna che 
adesso c'è il PC che ha 
deciso di destinarsi a noi 
simulanti con le sue 
configurazioni più nobili: 
schede VGA, audio Roland, 
AD LIB o COVOX e hard 
disk da cento mega pieni 


di immagini da caricare in 
pochi attimi. Però, PC 
leggermente a parte, il 
resto non mi piace quasi 
per nulla. E credo che la 
colpa sia di Tetris. Da 
quando è uscito 
queirinterattivo geometrico 
la simulazione non è Stata 
più la stessa. Un'orrenda 
pletora di cloni o clonetti, 
puzzle demenziali e 
scacchiere ingiocabili, 
rompicapo infiniti e enigmi 
frastagliati, tutta questa 
banda di cui potrei 
nominare infiniti titoli, ha 
distrutto il panorama. Sono 
tornati di moda i vecchi vizi 


del videogioco, lo spazio 
immenso del video si è 
fatto di nuovo piatto, non 
brillano là dentro idee 
nuove. 

Ma la simulazione sta per 
cambiare ancora. Temo 
che diventerà parecchio TV 
interattiva. Finirà che 
vedremo molta televisione 
digitalizzata e potremo 
usarla come se 
cambiassimo spesso 
canale. Credo che i CD nei 
vari standard stiano per 
diventare una cosa del 
genere: vedremo molti TV 
spot interagibili senza 
troppa velocità. E durerà, 


questa invasione degli 
intercorpi, qualche anno. 
Poi le Ram esploderanno e 
così pure le capacità di 
calcolo e le schede 
grafiche e audio. Quel bel 
giorno il simulmondo sarà 
più vistoso e durevole e ci 
potremo vivere, mangiare, 
sognare, amare e morire. 
Sempre se la volgarità 
reale che ci circonda (e 
quella immateriale di cui 
sono fatti troppi simulatori 
per Amiga e PC in 
vendita...) non abbia il 
sopravvento. Costruiremo 
trincee di pixel fittissimi 
per evitarlo. 



Avvenimento 1 


Brat 

Imageworks (GB) 

Foursfields (GB) 

Amiga, PC, Atari St 

Quando non ci sono cose 
nuove in giro bisogna decisa- 
mente sapersi accontentare. 
In altri tempi un game come 
questo probabilmente non 
sarebbe mai diventato un Av- 
venimento, anche se qualche 
piccola novità ce la racconta 
e il tema non è sgradevole. 

C'è un piccoletto con pan- 
nolino e spilla da balia che ap- 
profitta dell'andata via da ca- 
sa momentanea della mam- 
ma per schiacciare un povero 
topo e per indossare gli abiti 
da piccolo punk, Pistola ad 



acqua simulata e chiodo bor- 
chiato e profondamente ne- 
ro, Brat si allontana indistur- 
bato da casa in cerca d'av- 
venture. Ovviamente qui co- 
mincia la storia interattiva. A 
proposito d'interattività, sarà 
probabilmente necessario un 
piccolo passo indietro. Qual- 
che mese fa vi ho parlato di 
Lemmings, il simulatore del 


Index: 4 Avvenimenti 4, il massimo numero dì sempre, per quat- 
tro software. Tre made in GB: Brat, Gods, Aromur Geddon, e uno 
fatto in Usa. Stellar 7. Dal prossimo numero l'Avvenimento non 
sarà più la vetrina più bella perché nasce una nuova rubrica, la 
Screenstoria.la simulazione più interessante, in bene o in male, 
del mese. 

C'è anche PW Panorama e una puntata di PW Bis dedicata ai Bit 
Map Bros. B come Bit Map. 

Have Simulfun amici simulanti. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


159 



PLAYWORLD 


popolo in cammino verso 
un'impreeisata e virtuale ter- 
ra promessa. La novità di 
Lemmings era il funziona- 
mento iconico che dava un 
mucchio di chance di utilizzo 
e di specializzazione del po- 
polo. Il controllo iconico di 
Lemmmgs c'è anche qui in 
Brat e penso che diventerà 
un must anche per i simula- 
tor arcade. Qui le icone non 
sono molte, e questo è un 
bene per la facilità d'uso, e 
quelle poche che ci sono so- 
no d'immediata comprensio- 
ne. Sono una serie di frecce 
che devono essere deposte 
sul terreno per suggerire la 
direzione al povero Brat, un 
paio di segnali stradali (gran- 
de idea, perché i segnali stra- 
dali sono uno standard sim- 
bolico internazionale) e una 
specie di gomma da cancel- 
lare. Un'altra icona consente 
di creare una specie di tettoia 
per attraversare i burroni con 
più facilità. Goal del softwa- 
re, I think, riportare sano e 
salvo l'audace moccioso (tra- 


duzione letterale della parola 
Brat) nella sua casa di prove- 
nienza. magari prima che ar- 
rivi la mamma dalla spesa. 

Vorrei proprio dirvi perché 
mi è piaciuto questo game. 
C'ho rivisto dentro, dopo anni 
e anni, la felicità e la facilità 
dei videogame del 1983: 
obiettivi di interazione ele- 
mentare e evidenti, tragitto 
chiaro e senza possibilità d'e- 
quivoco, elementi colorati e 
disegnati con simpatia. I mo- 
tivi che hanno fatto la fortuna 
dei giochi inglesi e che da 
qualche anno erano passati 
di moda. Moto c'entrano an- 
che gli effetti acustici: questi 
altrettanto semplici e diver- 
tenti: clacson che suonano 
impertinenti, segnali di peri- 
colo e di attenzione, effetti 
speciali per cadute e inciam- 
pi: l'armamentario classico 
dei videogame storici, di Ma- 
nie Miner e di Q'Bert, di 
Donkey Kong e di Hard Hat 
Mack. Zuccheri simulati per 
la nostra memoria di intera- 
genti cresciuti, 


Avvenimento 2 


Stellar 7 


Dynamix (Usai 
Sierra (Usai 
Amiga, PC Vga 

Il destino a volte è davve- 
ro crudele. Crudele con me 
intendo. Crudele, vi spiego, 
perché mi mette nelle mani 
la versione Amiga di un soft- 
ware che mi piaceva molto 
nel 1983 per il C64, cioè 
Stellar 7, e non mi avverte 
che devo manovrarlo senza 
condizionamenti d'entusia- 
smo. Invece io, mentre scar- 
to la bellissima confezione, 
penso: chissà come sarà 
bella questa versione sedici 
bit, visto che la Dynamix (Ri- 
se of Dragon, Die Hard, e 
prima ancora Arctic Fox e re- 
centissimamente Rad Ba- 
ron.-.) ha una mano speciale 
per i progetti interattivi e di 
certo avrà curato con amore 
il suo vecchio capolavoro de- 


rivato dall'indimenticabile 
Baule Zone dell'Atari arcade. 
Cosi, con questa suspence 
speciale, ho inserito i dischi 
numerati nei vari drive del- 
l'Amiga per godermi le ma- 
gie che supponevo dover di 
li a poco provenire del video. 

Lasciamo perdere che ci 
vogliono due ore per carica- 
re i dati (puoi sempre andar- 
tene e tornare dopo un po' 
come si usava nel 1982 
quando il registratore del 
C64 caricava Q'Bert su na- 
stro...), lasciamo stare i me- 
nu che sono fatti molto bene 
e sono chiari e danno un 
sacco di possibilità di naviga- 
zione nel settmg del softwa- 
re. ma come facciamo a tra- 
scurare i problemi che se- 
guono. 

Siamo all'interno del no- 
stro mezzo intergalattico. Il 
paesaggio è angosciante e 
nel vuoto l'eco delle minac- 
ce sembra più vicino. Distan- 
ti si vedono figure dedriche' 
idoli adorati qualche miliardo 
di anni fa chissà da chi e 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PLAYWORLD 


chissà per quale paura. Nel- 
l'aria simulata e spessa svo- 
lazzano uccelli impossibili e 
impossibilmente armati. Tra 
noi e loro un muro di deser- 
to simulato, sabbia compatta 
e vettoriale, senza orme. Ep- 
pure qualcuno ci spara. 
Qualcuno di cui si vede una 
scia ectoplasmatica sul radar 
di bordo. Chiunque, me 
compreso, proverebbe a cer- 
carlo. Ma continuo a vedere 
solo uccellacci alati a trian- 
goli e tristi e innocue esplo- 
sioni che anche colpendomi 
non mi farebbero male. De- 
cido di attendere, muoven- 
domi lentamente in tondo e 
intanto mirando agli uccelli 
che non sembrano avere 
paura. Adesso se vi dico che 
non è accaduto quasi nulla 
mi dovete credere. Tanto 
che mi viene il dubbio che 
Stellar 7 sia un simulatore di 
nulla o peggio (e questo 
sembra far supporre il mio 
precoce invecchiamento si- 
mulatorio), che non sia stato 
capace di interagire a fondo 


con Stellar 7. E intanto pen- 
so all'azione veloce e decisa 
della vecchia versione C64 e 
devo dare ragione a tutti 
quelli che continuano a dire 
che i migliori simulatori di 
sempre si giocano sul vec- 
chio home computer 64k 
RAM. 


Avvenimento 3 


Gods 

Bitmap Bros. ( GB) 

Renegade (GB) 

Amiga. St. PC 

Della stessa razza dei Four- 
fields dì Brat, sono anche 
questi Bitmap Bros. Certo, di 
sicuro hanno temi più cruenti 
e immagine più forte e hi 
tech, Ma la classe è la stes- 
sa, l'estrazione e gli studi an- 
che. È gente che ha studiato 
sui banchi simulati di Jeff 
Minter e di Anthony Cro- 
wther, gente che ha caricato 


senza impazienza Atic Atac 
della Ultimate e Cauldron 2 
della Palace. gente che sba- 
vava per Uridium e per gli al- 
tri successi della defunta He- 
wson. Poi hanno cominciato 
l'università. Ma la loro storia 
potete leggerla in altra parte 
di questo stesso numero di 
Playworld, perciò glisso. Tan- 
to per dirvi: l'università l'han- 
no finita in un anno, laureti a 
sedici bit con il massimo dei 
voti, sono partiti subito con 
volontà tramortrice: Xenon 
per la Merlbourne house, so- 
ftware di sparo libero metal- 
lizzatissimo e perfino troppo 
sicuro di sé. Adesso all'uni- 
versità insegnano con questo 
ultimissimo, visivamente in- 
credibile, Gods. Di cui ades- 
so vi parlerò. 

Prendete un tema abusa- 
to, un soggetto straordinaria- 
mente caro a tutti gli anglo- 
sassoni. Facciamo il tema dei 
miti del nord, d'ambiente in- 
carognito dalla difficoltà cli- 
matica, dove solo le bestie, e 
tra queste gli uomini, più fi- 


siche resistono, dove gli uo- 
mini si coprono di pelli delle 
bestie e le bestie mangiano 
gli uomini. Di queste storie 
interattive chiunque di voi ne 
ricorderà moltissime: faccia- 
mo almeno Barbarian della 
Psygnosis. Dunque il tema è 
abusato, ma popolare. Ades- 
so prendete il landscape di 
queste avventure e fatelo di- 
ventare uno scenario modu- 
lare, a pezzi di quei mattoni 
bugnati che ci sono sui pa- 
lazzi più belli di Firenze, dove 
la facciata è talmente ricca da 
sembrare possa cadere sotto 
il suo stesso peso. Poi pren- 
dete le bestie e gli uomini di 
cui prima e indovinate le ca- 
ratteristiche più importanti 
della loro vita, asciugate quel- 
le secondarie per caratteriz- 
zare un passo o un salto o 
una mossa d'attacco o di di- 
fesa, uno sforzo d'agilità. Fa- 
te lo stesso con gli oggetti, 
con i premi e le punizioni, i 
cristalli e le pesche, le chiavi 
d'oro che aprono le porte e i 
pomelli e le leve che sbloc- 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


161 




PLAYWORLD 



cano i trabocchetti. Con que- 
sta roba fate una tortura a de- 
dalo, con le scalette i vicoli 
ciechi, i suoni che echeggia- 
no nel vuoto i versi delle be- 
stie, i rumori dei passi, l'urlo 
della morte, l’esplosione dei 
vinti. Così i Bit hanno fatto 
Gods: la saga degli dei bonari 
e aspri, tortuosi e cristallini, il 
sotterraneo interattivo più 
bello della storia del softwa- 
re. E resistete, se ce la fate, 
alla tentazione di cacciare 
dentro il video la mano per 
rubare un cristallo o mangia- 
re la pesca. Peccato solo, ma 
so che in molti e specie i più 
giovani miei lettori non saran- 
no d'accordo, che si debba 
per forza risolvere i puzzle e 
studiare la mappa e non per- 
dere l'orientamento: quanto 
mi piacerebbe girare libero e 
senza motivo in questo si- 
mulmondo colorato e perfet- 
to. Salutando gli uccellacci 
d’epoca e ignorando mostri e 
trappole. Vivrei seduto sotto 
il muro simulato di Gods sen- 
za curarmi affatto del tempo 
che passa. 


Avvenimento 4 


Armour Geddon 

Psygnosìs I GB I 
Psygnosis (GBI 
Amiga. Atari. Pc 

La Psygnosis è sempre 
stata la più importante casa 
di produzione inglese per il 
software a sedici bit. E que- 
sto fin dagli inizi di Brataccas 
e di Deep Space o Terrorpods. 
Da un paio d'anni a questa 
parte i suoi simulatori sono 
aumentati moltissimo in 
quantità anche perché la fa- 
ma della casa di Liverpool ha 
attirato i migliori gruppi euro- 
pei. Così il 1991 rischia pro- 
babilmente di essere ricorda- 
to come il loro anno boom, 
visto che siamo solo a metà 
ed è già stata in classifica con 
Carthage, Lemmings, Obitus 
e credo davvero che ci tor- 
nerà con questo nuovo e in- 
teressante Armour Geddon 
(gioco di pronuncia per para- 
frasare la parola inglese Ar- 


mageddon...). Mi pare che 
questo simulatore Psygnosis 
ricordi abbastanza il bellissi- 
mo Midwinter della Mael- 
strom uscito dalla Rainbird: 
anche qui c'è un nemico se- 
greto che la sta combinando 
grossa (mi viene in mente an- 
che un po' Driller a pensarci 
meglio...), anche qui abbiamo 
a disposizione una pluralità di 
mezzi per fargliela pagare ca- 
ra, e come in Midwinter dob- 
biamo gestire una pluralità di 
situazioni cercando di padro- 
neggiarle, tenendo presente 
il fattore tempo, assicurando- 
ci il dominio dei mezzi in no- 
stro potere. Molte funzioni in 
Armour Geddon sono state 
notevolmente upgradate ri- 
spetto ad altri simulatori si- 
mili: un apposito laboratorio 
di ricerca e sviluppo, variabile 
secondo il nostro status, 
provvede a rifornirci dei mez- 
zi e degli armamenti di cui ab- 
biamo pianificato di aver bi- 
sogno (questo mi fa venire in 
mente quando Hitler nel cor- 
so della seconda guerra mon- 
diale innestò un meccanismo 


simile per bypassare un pro- 
blema di mancanza di ener- 
gia per le sue secret weapon 
e cosi pure fecero gli Usa con 
le bombe atomiche...) e ce li 
realizza virtualmente in tem- 
po per l'uso. Ma tutto il de- 
sign del software è convin- 
cente e razionale: la grafica 
aiuta molto con icone che 
semplificano in simboli situa- 
zioni coplesse da descrivere 
a parole e un sistema di map- 
pe, anche interattive, produ- 
ce un desiderabile effetto di 
orientamento in mezzo ad 
una selva di mondi possibili e 
di alternative possibilità. Ma 
proprio il design, nonostante 
l'ordine e la serietà con cui è 
stato organizzato, è la parte 
più debole del software: l'o- 
biettivo del gioco è troppo di- 
stante e astratto (distruggere 
le condotte d'energia del ne- 
mico e poi cercare a debel- 
lare il generatore d'energia 
dell'odiatissimo...), e la ge- 
stione dei sei mezzi e delle 
numerosissime armi, nonché 
il controllo di tutte le variabili 
che noi stessi mettiamo in 


162 


MCmlcrocomputer n. 108 - giugno 1991 


PLAYWORLD 



movimento, finisce per ren- 
dere l'azione francamente 
complicata. 

Questo è un simulatore di 
cui dovete assolutamente in- 
namorarvi e metterlo al pri- 
mo posto nei vostri interessi 
dei prossimi mesi, oppure la- 
sciarlo perdere subito. Inten- 
do che se vi immergete com- 
pletamente. e la vicenda non 
è di quelle che abbiano que- 
sto effetto nei miei confronti, 
nel simulmondo di Armour 


Geddon allora probabilmente 
simularlo potrebbe rivelarsi 
una delle più interessanti 
esperienze della vostra vita. 
Viceversa, se interagite con il 
desiderio esclusivo di rilas- 
sarvi e passare un po' del vo- 
stro tempo libero in modo vir- 
tuale, questo non è decisa- 
mente il software giusto. E la 
colpa, se una colpa esiste, è 
certamente del designer. 
Perché, questo è fondamen- 
tale che sia chiaro per farvi 


Armour Geddon, 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


163 






PLAYWORLD 


un'idea onesta del software, 
Armour Geddon è probabil- 
mente uno dei simulatori di 
volo meglio visualizzati e pro- 
grammati che ci siano in 
commercio. 

Le mani di Jim Bowers e 
di Gary Corbett (insieme a 
quelle di Jeff Bramfitt che 
non lavora in questo proget- 
to) hanno già fatto notevoli 
magie con il mouse e con al- 
tri sistemi in moltissimi stu- 
pendi interattivi. Certo qui 
specialmente Jim ha realiz- 
zato l'impossibile, dimo- 



B come 

Bit Map Bros 


I Bit Map Bros, sono uno 
dei gruppi inglesi che ha avu- 
to più successo negli ultimi 
anni nel mercato europeo e 
mondiale. Loro prodotti sono 
stati pubblicati per Nintendo 
otto bit (Speedball) e nei for- 
mati per ì computer hanno ri- 
cevuto premi e l'interesse 
del pubblico. Ma qual è la lo- 
ro speciale filosofia di produt- 
tori? Dal primo Xenon all'ul- 
timo Gods il loro obiettivo è 
sempre stato il medesimo: 
stupire gli occhi degli utenti 
con una qualità visiva defini- 
tivamente fuori dalle capacità 
conosciute del sistema sul 
quale il prodotto è stato rea- 
lizzato. E questo risultato do- 
veva esser ottenuto senza 
agire troppo sul piano del de- 
sign del prodotto (hanno co- 
munque spesso realizzato 
opere molto interessanti co- 


strando a chi non lo avesse 
ancora capito che si posso- 
no fare oggetti stupendi an- 
che mettendo assieme cubi 
e linee vector. Basta dare 
un'occhiata all'overcraft e al 
grattacielo a strisce celesti e 
blu o agli stupendi aeroplani 
e alle armi. E la programma- 
zione di Paul Hunter e Ed 
Scio manda le figure poligo- 
nali e le armi vector a velo- 
cità giusta e adeguato nu- 
mero di fotogrammi al se- 
condo, il che rende gustose 
le sequenze di volo e splen- 


me il primo stupendo Speed- 
ball che aveva anche un de- 
sign eccellente...), curando 
invece particolarmente il vi- 
sual, la tecnica di program- 
mazione e l'audio del softwa- 
re. Il fatto è che queste cure 
riservate ai loro prodotti non 
devono essere immaginate 
come risultato esclusiva- 
mente di tempo e di qualità 
dei membri del team. La no- 
vità è che queste attenzioni 
sono progettuali. Immagina- 
te di dover costruire un ponte 
e di essere uno studio d'in- 
gegneri e di architetti. Avrete 
un budget di soldi da spen- 
dere, esigenze tecniche lega- 
te alla necessità che il ponte 
non crolli, esigenze stilistiche 
per evitare che il ponte cozzi 
troppo con l'ambiente. Natu- 
ralmente porrete mano a 
queste situazioni facendole 
interagire continuamente tra 
di loro e proporzionando la 
prevalenza di qualcuna delle 
caratteristiche secondo la 
qualità dei professionisti che 
si occupano del ponte. 

I Bit Map fanno la stessa 
cosa: hanno un grandissimo 
disegnatore che però è faci- 
litato dal fatto che il pro- 
grammatore lavora pratica- 
mente per lui, ottimizzando- 
gli tutte le condizioni per far- 
lo disegnare meglio. Così è 
nato Xenon che non era nul- 
la di speciale, uno spaziale a 
scorrimento verticale, solo 
che aveva la migliore grafica 
e le migliori animazioni e 
l'audio migliore che si fosse 
mai visto su un home com- 


dida in generale tutta la vi- 
sualizzazione. Per aiutare il 
giocatore ad entrare meglio 
e più facilmente nell'azione, 
la Psygnosis ha inserito nei 
dischi la possibilità di carica- 
re quattro posizioni salvate 
di default, che vi danno una 
paranomica d'incoraggia- 
mento di quanto divertente 
e simulante sarebbe l’azione 
se solo non vi arrendeste su- 
bito. Un supporto utile è an- 
che la tastiera su carta che 
riproduce tutti i tasti attivi 
nella simulazione che però 


puter. E questo perché il 
programmatore non ha ruba- 
to nessuno spazio per le sue 
specifiche esigenze, ma si è 
dedicato completamente al 
disegnatore. A sua volta il 
meccanismo di gioco è stato 
deliberatamente clonato da 
una delle decine di esempi 
analoghi di videogame da sa- 
la in circolazione in modo 
che anche il design non co- 
stituisse un problema. Cosi 
Xenon ha settato lo stan- 
dard. Nel 1988 Speedball ha 
ottenuto lo stesso risultato 
piu o meno con la stessa 
procedura: il tema di Roller- 
ball e il meccanismo di gioco 
dei videogame visti dall'alto 
è stato adattato allo stile gra- 
fico dei Bit Map. Risultato fi- 
nale, un altro videogame in- 
superabile in casa in quanto 
a qualità visiva e audio. Un 
anno dopo è uscito Xenon 2. 
Proprio come nelle saghe 
dei videogame giapponesi 
(Galaxian, Galaga, Gapius 
etc.) Xenon 2 era il legittimo 
erede del precedente. Stes- 
sa formula d'enfasi sulla par- 
te visiva, nessun elemento 
di design particolare che cor- 
resse il rischio di confondere 
lo sguardo dell'user dall'am- 
mirazione per il video, poten- 
ziamento del reparto audio 
che diventa anche interattivo 
con il gioco e si rianima du- 
rante l'azione. Score: Xenon 
2 è tuttora il videogame ar- 
cade spaziale più bello per 
gli home computer. 

Potrà anche non interessare 
una fascia di pubblico, ma 


sono davvero un'enormità. 
Servono certamente tutti, 
ma rafforzano quello che vi 
ho detto all'inizio. 

Armour Geddon ha fasci- 
no da vendere ed è stato 
creato da ottimi professioni- 
sti del simulabile: credo che 
sarebbe potuto essere mi- 
gliore se i due programmer 
nel diventare designer aves- 
sero scordato più spesso di 
essere programmatori. Co- 
nosco pochissimi program- 
matori che sono bravi scrit- 
tori di giochi giocabili. 


certo nessuno può dire che 
non sia il migliore. 

Nel 1990 hanno pubblica- 
to un solo gioco, Cadaver, 
un videogame che hanno 
onestamente un po' realizza- 
to con la mano sinistra visto 
che stavano per fondare la 
loro etichetta Renegade di- 
stribuita dalla Mindscape in 
Europa e Usa. Comunque 
non si può dire che Cadaver 
sia un brutto game, anche 
perché ancora una volta è 
salvato abbondantemente 
dalla grafica pastosa e gom- 
mosa e dalla atmosfera di 
generica simpatia che si as- 
sorbe frequentandone le 
stanze simulate. 

Il 1991 è l'anno di Gods, 
ma pare che a breve scaden- 
za usciranno ancora altri loro 
titoli, gli dei simulati di cui ho 
parlato in uno degli avveni- 
menti di questo numero. 

Gods è l'ennesima dimo- 
strazione di virtuosismo gra- 
fico: un impianto di design 
che non ha nulla di speciale, 
è il solito labirinto fractato 
dalla grandezza dello screen 
che il giocatore deve ideal- 
mente ricomporre gestendo 
con intelligenza ed esperien- 
za gli elementi e gli oggetti 
reperiti sul campo di batta- 
glia interattivo, è reso indi- 
menticabile dalla diabolica 
abilità visiva che rende toc- 
cabili o quasi gli oggetti di- 
segnati e magnetiche e indi- 
menticabili le parti colorate 
del landscape. Per queste lo- 
ro qualità meritano un posto 
nella storia del software. 


164 


MCmlcrocomputer n. 108 - giugno 1991 



PLAYWORLD 



Questo mese non aspettatevi grandi lampi interattivi in 
questa rubrica di news: ho già fatto una fatica del diavolo 
per trovare dei prodotti interessanti per gli Avvenimenti: 
insomma sembra proprio che la qualità non sia fortissima di 
questi tempi e il PC dimostra di essere diventato il 
computer numero uno per i simulatori con la "esse " 
maiuscola. Cominciamo. 



Moonshme Racers 


Interstandard 
PC, Amiga, C64, 
Atari ST 


Di Moonshine Racers del- 
la Millennium mi sono inte- 
ressato perché la grafica del 
packaging mi piaceva e an- 
che il titolo mi sembrava in- 
teressante: I piloti del chiaro 
di luna. In realtà l'idea credo 


che fosse quella di simulare 
quelle corse clandestine che 
si tengono dappertutto nel 
mondo sugli stradoni di città, 
e sulle autostrade deserte di 
notte. Il videogioco non è 
malaccio, ma non lo posso 
neppure definire un capola- 
voro. Fluttua tra ironia e non 
precisissima definizione. 

Di Swiv non posso che di- 
re bene. La Storm non è una 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


165 





PLAYWORLD 



MIAMI 





casa molto anziana, ma ha 
trovato dei collaboratori mol- 
to in gamba e abilissimi nel 
rendere davvero simili a 
quelli delle arcade i loro pro- 
dotti su Amiga. Di loro mi ri- 


cordo il bellissimo Silkworm 
e questo Swiv è presentato 
come un ideale seguito di 
quello spaziale. Grafica tra- 
volgente, un must per tutti 
gli appassionati del genere. 





Miami Chase 


Un altro prodotto Psygno- 
sis, stavolta dell'ampio se- 
gmento di mercato che ri- 
guarda i follow up di Tetris. 
Atomino è un rompicapo le- 
gato alla fisica che dovrebbe 
divertire gli incastristi che 


stanno dilagando nel mondo 
dopo il trionfo del gioco so- 
vietico. lo me ne sto alla lar- 
ga più che posso. 

Miami Chase è un video- 
game di corsa e rincorsa che 
approfitta del successo dei 


166 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 




PLAYWORLD 




Ghost Battle. 


prodotti tipo Chase HQ, an- 
che se qui la prospettiva (ae- 
rea) e l'obiettivo di gioco so- 
no diversi. Ve lo propongo 
perché mi è sembrata molto 
ben fatta la miniaturizzazione 


delle macchinine e dei grat- 
tacieli che circondano il land- 
scape di una virtuale Miami. 

Paul Woakes è uno stima- 
tissimo programmatore e 
designer inglese che ho più 



Encounter 


volte Citato in questa rubrica 
per suoi passati prodotti co- 
me Damocles e Mercenary, 
Adesso ha pubblicato la ver- 
sione Amiga (7 anni dopo!!!) 
di un suo leggendario video- 
game per il C64 che si chia- 
mava Encounter. Mutuato 
da un altrettanto vecchio e 


bellissimo videogioco arcade 
della Williams (Roller Aces), 
Encounter è una furibonda e 
inutilissima corsa tra i polie- 
dri che consiste poco più 
che nello schivarli e correre 
ancora. Su Amiga e dopo 7 
anni ha molto meno senso 
della stessa operazione sul 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


167 




PLAYWORLD 


C64. Ma un po' mi piace an- 

Ghost Baule è l'ultimo 
prodotto della tedesca Tha- 
iion, software house nota 
per truculenti e ben realizzati 


videogame gotici. Stavolta 
l'azione è ambientata in un 
mondo fantastico ed è sce- 
neggiata interattivamente in 
un labirinto a tratti ghiaccia- 
to, ostile e piattaformico. 





Hydra 


Hanno stile questi ragazzi e 
la loro grafica è interessante 
e particolare. Il design inve- 
ce non e indimenticabile. 

Il gatto Temistocle di Han- 
na & Barbera non è più un 
personaggio troppo popolare 
come lo era negli anni Ses- 
santa quando il sottoscritto 
era interessato ai cartoon. 
Ma adesso pare che stia tor- 
nando di moda se è vero 
che la Hi Tech, una casa in- 
glese specializzata in video- 
game a poco prezzo, ha 
comprato i diritti per realiz- 
zarne una versione softwa- 
re, Topcat. Il sistema scelto 
per organizzare il game è 
una storia labirintica e arca- 
de sistemata su una pro- 
spettiva laterale che non 
rende molto bene. I perso- 
naggi, però, sono ben dise- 
gnati e simpatici. Come nel 
cartoon. 


Abbastanza divertente. 

E per ultimo ecco Hydra, 
un altro tentativo di videoga- 
me sull'off shore dopo le 
sfortunate occasioni prece- 
denti: Off Shore Warriors e 
due game tratti da film di 
Bond, piu Powerboat della 
Accolade che aveva parecchi 
limiti benché fosse l'unico 
organizzato come un simula- 
tore. 

Probabilmente proprio 
Hydra è il migliore che sia 
mai stato realizzato perché 
almeno il mezzo è veloce e 
maneggevole e ci sono delle 
interessanti possibilità d'a- 
zione da sfruttare. In piu la 
grafica e l’audio sono abba- 
stanza oltre la media di que- 
sto genere di game e anche 
gli effetti speciali dei crash 
rendono sufficientemente l'i- 
dea. 

ss 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 199' 




Rivoluzione ne! Desktop Video: 


CHILI VISION 

SISTEMA VIDEOGRAFICO PROFESSIONALE PER COMPUTER ATARi 


Digitalizzatore video a colori in tempo reale, scheda grafica da 512x512 a 1024x512 
con 65535 colori contemporanei, 2 schermi di lavoro, Genlock professionale, software 
per titolazione, animazione, effetti speciali video reai time, supporto scanner e 
stampanti a colori, supporto FOTOCÀMERE STILL VIDEO ( Canon ION ), oltre 
2000 fonts per titolazione, import/export immagini TÌFF/IMG, controllo anche da 
FADEMASTER, collegamento su banchi regia professionali, facile utilizzo, ingresso 
videocomposito PAL e RGB analogico, uscita RGB e (opz.) CVBS e SVHS PAL. 
Montaggio semplicissimo all’interno di qualsiasi computer ATARI MEGA. 

IL MIGLIORE STRUMENTO MULTIMEDIALE IN CIRCOLAZIONE 


AT-SPEED, PC-SPEED, Le piu’ diffuse, affidabili, veloci e potenti 
schede di emulazione MS-DOS, ORA ADOTTATE ANCHE DA ATARI 
ITALIA... Nuove prestazioni, nuovi prezzi, nuove sorprese. 


Problemi di risoluzione? 

Schede grafiche MATRIX, da 
640x400 con 256 colon 
contemporanei fino a 1280x1024 con 
16 Milioni di colori contemporanei 

OVERSCAN, eliminate il fastidioso 
bordo nero del vostro monitor. 


CRANACH STUDIO , CRANACH VEKTOR, 

la massima espressione nel software di elaborazione 
immagini a colori raster e vettoriali, utilizzo di schede 
grafiche ad alta risoluzione, risoluzione immagini fino a 
9999 DPI, scontornamenti automatici, mascherature, 
miscelazioni, ritocco immagini colore e b/n, retinature, 
vettorizzazione, gestione scanner a colori, separazione 
colore, compatibile con tutti i formati grafici, uscita anche 
PostScript. 


MEGASCREEN, 864x632 con 

solo 199.000 lire!! 

TITAN REFLEX CARD , la scheda 
rivoluzionaria, 1024x800 senza 
cambiare il vostro SM124! 


GMA-PLOT, software di gestione per plotter da taglio, 
ottimizzazione piano di lavoro, oltre 300 fonts in linea, 
import grafica vettoriale, completo di modulo di 
vettorizzazione automatica. 



Hardware & Software 

via del Romito lD-r 
50134 FIRENZE 

tei. 055-49.64.55 Fax 055-47.49.59 




T 3B6/33 ■ 33 MHz ■ 80/330 MB ■ 
Architettura ISA ■ In-PAC opzionale 
■ Oa L. 6.790.000* 


NB/ 386sx Notebook ■ 3,1 Kg ■ 20 
MHz ■ 30/60 MB ■ Schermo VGA a 
32 toni di grigio □ Da L. 5.995.000* 


T 386/33 (a torre) ■ 8/33 MHz ■ 
80/600 MB ■ RAM 4 MB ■ Da 
L. 7.890.000* ■ Anche in versione 486 





g.v-:: 




ADD-ON-PAC ■ Sottosistema per hard- 
disk estraibile Data Pac, collegabile a 
computer AT/KT ■ Da L. 900.000* 


PCA sl/286 ■ 8/12 MHz ■ 40/80 MB 
■ Upgrade da 286 a 386 e 486 ■ Da 
L. 2.750.000* 


T 486/33 ■ 33 MHz ■ 80/600 MB 
■ RAM 2 MB ■ Bus EISA ■ Da 
L. 14.590.000* 



PAC/386sx ■ 8/16 MHz ■ 30/40 MB 286/N ■ 6/12 MHz ■ SF o 40 MB ■ 

■ Data Pac Technology ■ Da Sk VGA inclusa ■ Da L. 1.690.000* ■ 

L. 3.640.000* ■ Anche in versione 286 Anche in versione 386sx 



STAMPA NTI DOT MATRIX ■ A 9 o 24 
aghi ■ Da L. 1.130.000* ■ Disponibi- 
le anche modello Laser Printer 



tandon 

COMPUTER 

© Tandon Corp. Moorpark (Cai.) USA. Chiedi dei nostri rivenditori a Tandon - Assago (MI) - Tel. 02/4883352. 




GRAFICA 


Il momento delle scelte 

di Francesco Patroni 


Dopo una decina di anni di 
sviluppo costante e 
pressoché omogeneo, e 
forse anche un po' 
monotono, della 
Microinformatica, abbiamo 
superato un anno, il 1990, in 
cui si sono concentrati una 
serie di avvenimenti di vario 
tipo che hanno rimesso in 
discussione un po' tutto e le 
cui conseguenze si 
ripercuoteranno in questo 
campo per i prossimi cinque, 
dieci anni. 

Parliamo ovviamente della 
evoluzione delle macchine, 
oggi distinguibili in ben 
precise e differenziate 
categorie, della evoluzione 
degli ambienti operativi e 
della conseguente rivoluzione 
nei linguaggi di 
programmazione, della 
evoluzione dei programmi 
applicativi che possono ormai 
in molti casi richiedere precisi 
prerequisiti hardware e 
precisi prerequisiti software. 
Questo fenomeno, che ha 
una validità generale, si 
presenta in misura ancor 
maggiore nel mondo della 
Computer Grafica in cui le 
evoluzioni sopra indicate 
hanno addirittura comportato 
la nascita di numerose e 
nuove categorie di prodotti 
software, un tempo 
impensabili su un semplice 
PC, e ormai talmente 
sofisticate da ricadere spesso 
nella sfera della Computer 
Grafica Professionale 


Il dilemma 

Tutti i responsabili del settore Mi- 
croinformatica delle Grandi Aziende (in 
questo articolo ci riferiremo a costoro) 
si stanno in questi mesi ponendo nume- 
rosi, ed in certi casi angosciosi, interro- 
gativi. 

Quale parco macchine adottare. 

In molte Aziende il PC sono già dif- 
fusissimi, e coprono le varie generazio- 
ni, dai vecchi 8088 classe XT, ai maturi 
80286, classe AT, ai nuovi 386 e 486, 
sia SX e DX. 

Quale ambiente operativo adottare. 

L'adozione di un nuovo ambiente 
operativo, successivo al DOS, come 
Windows o OS/2 Presentation Mana- 
ger, significa dover letteralmente «but- 
tare» le eventuali vecchie macchine. E 
in molti casi le vecchie sono state ap- 
provvigionate solo un paio di anni fa. 

Quale software di Personal Compu- 
ting adottare. 

La scelta del software di larga diffu- 
sione deve essere contestuale alla scel- 
ta delle macchine, in quanto questa è 
pesantemente condizionata dal Parco 
Macchine. 

Quale altre categorie di software 


adottare, quale hardware e quale soft- 
ware di rete, come gestire l'eventuale 
conversione di software preesistente, 
come addestrare il personale ai vari pac- 
chetti adottati, ecc. ecc. 

Inoltre i vari elementi in gioco presen- 
tano una serie di vincoli reciproci ben 
precisi. Ad esempio è antieconomico 
utilizzare prodotti di basse pretese con 
macchine molto potenti ed è addirittura 
impossibile utilizzare prodotti software 
pensati per macchine potenti su mac- 
chine inadeguate. 

Si tratta di problemi che troveranno 
nel tempo la soluzione. 

Innanzitutto il mercato ha necessità di 
una standardizzazione, e lo standard fu- 
turo, a medio o a lungo termine, è co- 
lorato di Windows e/o OS/2. Inoltre la 
scelta tra i due sistemi non viene più 
posta in termini drammatici, in quanto si 
tratta di ambienti operativi identici dal 
punto di vista esteriore e quindi identici 
per l'utilizzatore finale, e l'OS/2, dalla 
versione 2.0, prevista entro l'anno, sarà 
in grado di «far girare» direttamente ap- 
plicazioni Windows. 

Sulle tecniche attraverso le quali per- 
mettere questa attività, applicazioni 
Windows utilizzabili direttamente sotto 


Figura 1 SPC - Harvard 
Graphics - Galleria di 
Tipi di Grafici. 
L'Harvard Graphics è il 
prodotto di grafica di 
gran lunga più diffuso 
in America. Deve la 
sua diffusione al fatto 
di avere un ottimo rap- 
porto tra qualità grafica 
raggiungibile e costo di 
realizzazione dell'im- 
magine. Da pochi mesi 
opera la Software Pu- 
bllshing Corp., f ' ' 


5 . per ci 




babile in futuro una di- 
screta affermazione 
dell'HG anche in Italia. 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


171 



GRAFICA 


OS/2, esistono tuttora differenti «filoso- 
fie» tra IBM e Microsoft. Quello che im- 
porta è che una volta passati ad OS/2 si 
potrà in ogni caso utilizzare tutto il pa- 
trimonio software disponibile per DOS. 

Conseguentemente la scelta più na- 
turale è quella di far coincidere il pas- 
saggio al nuovo sistema operativo, sia 
esso Windows o OS/2, o ambedue, con 
il momento del rinnovo del parco mac- 
chine. Ed il processo di rinnovo è un 
«fenomeno naturale» che avviene con 
frequenza mediamente triennale. 

Anche sulla scelta degli applicativi il 
dilemma può essere sensibilmente at- 
tenuato dal fatto che tutti i produttori 
software si stanno via via allineando allo 
standard Windows. Il che vuol dire che 
anche le eventuali scelte già fatte po- 
tranno essere mantenute adottando, 
quando saranno disponibili, le versioni 
per Windows dei prodotti già scelti. 

Varie novità 
di vario tipo 

Uno dei compiti più gravosi per il re- 
sponsabile della scelta dei pacchetti 
software da adottare nell'Azienda è 
quello di tenersi aggiornato sulle novità 
di mercato, sia quelle che riguardano le 
aziende produttrici, sia quelle che ri- 
guardano i prodotti veri e propri. 

L'aggiornamento avviene principal- 
mente attraverso la stampa, che forni- 
sce le notizie e pubblica prove e com- 



Figura 2 SPC - Harvard 
Graphics - Modulo di 
disegno 

Harvard Graphics, par- 
liamo ancora della ver- 
sione 2.3 in italiano ima 
si sia andando per 31. 
può essere inteso co- 
me insieme di prodotti 
C'è il modulo Business 
Graphic. quello Dra- 
wing. nella loto, ed in- 
fine un ambiente Editor 
con il quale si può orga- 
nizzare una presentazio- 
ne. con tanto di effetti 
speciali e di animazione 
tra una immagine e la 


Figura 3 AutoCAD 1 1 - 
Una valanga di novità. 
Siamo in attesa della 
versione italiana di Au- 
toCAD 1 1. in occasio- 
ne della quale prepare- 
remo almeno un paio 
di articoli Le novità so- 
no numerosissime Ab- 
bondano le Dialog Bo\ 
ad Icona, come quella 
mostrata Molte altre 
novità « emergono" dai 

viduarle. Altre, quelle 
piò tecniche, sono più 
nascoste. Citiamo l'in- 
troduzione di un nuovo 
linguaggio di program- 
mazione che si affianca 
al Usp e che permette 
l'utilizzo del linguaggio 
C. 




Figura 4 AutoCAD 1 1 - 
Il PaperSpace 
Tra le novità più rilevan- 
ti presenti nella versio- 
ne 1 1 di AutoCAD citia- 
mo l'introduzione del 
concetto di PaperSpa- 

possibilità di msenre nel 
progetto, in pratica nel 
file DWG Iche contiene, 
mordiamolo. il progetto 
e non il disegno/, anche 

impaginate più viste del 
progetto 


n. 108 - giugno 1991 


172 


MCmicrocomputer 





GRAFICA 




Figura 6 IBM Story- 

Multimediale 
La caratteristica princi- 
pale dello Storyboard è 
quella di essere l'unico 
prodotto per PC marca- 
to e realizzato dall'IBM 


a ultim 
si chiama L 


e gli di 




dal fatto che finalmen- 
te dispone di uno Spri- 
te Editor, sia dal fatto 
che può pilotare sche- 
de Audio e tra queste 
la ben nota Sound Bla- 


Figura 7 IBM Story- 
board Live - Creazione 
di Sprites. 

Il passaggio da prodot- 
to ad immagine statica 
a prodotto di animazio- 
ne è molto costoso in 
quanto quest'ultimo 
comporta la necessità 


strumento « sprite », già 
esistente addirittura 
nel vecchio Commodo- 
re 64, che consiste nel- 
la possibilità di definire, 
facendo uso di un ap- 
posito editor, le varie 
posizioni assunte da 

muove su uno sfondo 



pa razioni tra prodotti. In molte Aziende 
esistono addirittura dei nuclei di speri- 
mentazione che acquistano tutti i nuovi 
prodotti di interesse Aziendale proprio 
allo scopo di verificarne in concreto l'a- 
dottabilità. 

Limitandoci al settore della Computer 
Grafica, in questi ultimi mesi si sono ve- 


rificati una serie di eventi molto interes- 
santi, che non saranno sfuggiti agli os- 
servatori più attenti. 

Ne citiamo, in ordine sparso, qualcu- 
no di quelli più significativi. Su molti di 
questi eventi, di nostro comune e più 
diretto interesse, torneremo presto con 
articoli specifici. 


La SPC è anche italiana 

Il prodotto grafico più diffuso negli 
Stati Uniti è l'Harvard Graphics della 
Software Publishing Corporation. Non è 
altrettanto diffuso in Italia soprattutto 
per il fatto che fino ad ora non ne esi- 
steva una versione italiana. 

Ora esistono sia la versione italiana, 
che a tutt'oggì, maggio 1991, è la 2.3, 
sia, ed è l'aspetto più interessante, la 
SPC Italiana, che garantirà la distribuzio- 
ne dei vari prodotti Harvard, ed in par- 
ticolare le prossime versioni dell'Har- 
vard Graphics, sia per DOS che per 
Windows, e i prodotti della famiglia HG, 
come l'interessantissimo Harvard Geo- 
Graphics. Sotto Windows uscirà un pro- 
dotto del tutto nuovo, paragonabile, co- 
me collocazione, al Corel Draw o al De- 
signer della Micrografx. Pensiamo di 
parlarne molto presto. 

Tornando all'Harvard Graphics, deve 
la sua diffusione al fatto di avere un ot- 
timo rapporto tra la qualità grafica rag- 
giungibile e il costo di realizzazione dei- 
l'immagine. 

E nel costo mettiamo la facilità d'uso, 
la facilità d'apprendimento del prodotto, 
alla portata dell'utilizzatore normale, ed 
il fatto che può lavorare anche con mac- 
chine «poco dotate». 

HG può essere inteso come insieme 
di prodotti che interagiscono tra di loro. 
C'è il modulo Business Graphic (foto 1), 
quello Draw (foto 2), ed infine un am- 
biente Editor nel quale si può organiz- 
zare una presentazione con tanto di ef- 
fetti speciali e di animazione tra una im- 
magine e la successiva. 


AutoCAD release 11 

La scelta più facile, per chi ne deve 
scegliere uno per la propria attività o per 
la propria Azienda, è quella relativa al 
prodotto CAD. Esiste uno standard di 
mercato e un disallineamento da tale 
standard può essere motivato solo da 
necessità di superspecializzazione per 
cui potrebbe essere più conveniente un 
prodotto più verticale deN'AutoCAD, 
che è invece «all purpose». 

L'ultima versione di AutoCAD è la 1 1, 
recentissima, ne parleremo presto, 
quando uscirà in italiano, che presenta 
una lunga serie di novità molto impor- 
tanti. Nelle figure a corredo ne citiamo 
e commentiamo alcune (figg. da 3 a 5). 

Inoltre citiamo il fatto che AutoCAD 
11 può essere ormai inteso come un 
pacchetto per Rete, adatto quindi ad un 
utilizzo di gruppo, ad esempio un gros- 
so Studio Tecnico, in quanto i file con i 
disegni e quelli con i blocchi (i compo- 
nenti di un disegno) possono essere 
condivisi in Rete. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


173 



GRAFICA 



■ti n in cn nrnn ra m nn cs c 


Figura 8 SuperBase 4 
Un archivio Multimedia- 
le Altro " fenomeno » 
multimediale 6 quello 
rappresentato dalla di- 
sponibilità di prodotti di 
qualsiasi categoria, an- 
che filosoficamente lon- 

DBMS. ^n'cut entra, in 
qualche modo, lagrafica 
Qui vediamo una videata 
presa dal SuperBase 4. 
ora disponibile in italiano 
che permette di inserire 
tra i campi dell'archivio 
anche una « foto ». inpra- 


Figura 9 Asymetrix 
ToolBook - Multimedia 
e Object Oriented. 

La diffusione della gra- 
fica sta comportando 
una serie di reazioni a 
catena che vanno dalla 
nascita di categorie di 
prodotti /hardware e 
software) un tempo 
impensabili, alla con- 
versione di vecchi pro- 
dotti e strumenti alla 

T Asymetrix ToolBook 
ritroviamo sia il concet- 
to di programmazione 
Obiect Oriented. sia 
quello di prodotto Mul- 
timediale. con il quale 
si possono aggiungere 
disegni e suoni a strut- 
ture più tradizionali 




Figura IO AuloDesk 
Animalor ■ Costruzione 
di un Fotogramma 
Il fatto che TAutoDesk. 
la casa di AutoCAD, ab- 
bia allargalo il suo am- 
bito di interesse anche 
ai prodotti per l'anima- 
zione, dal già noto Ani- 
mator al recente, ma 
destinato ai professioni- 
sti. 3D Studio, è signifi- 

sta categoria di prodotti 
Idi Animazione tridi- 
mensionale) sfrutta 
complessi procedimenti 

semplici routine di dise- 
gno e di colorazione di 
oggetti 


Vari sintomi 
di multimedialità 

Lo Storyboard è un vecchio prodotto 
IBM per Grafica di tipo Presentation. Di- 
spone di un modulo, il Picture Maker, 
per realizzare una Slide, e di un modulo, 
Story Editor, per assemblare le varie fi- 
gure in una “Storiai). Permette di rea- 
lizzare effetti di «animazione» nel pas- 
saggio da una slide alla seguente. 

L'ultima versione di Storyboard si 
chiama Live e questo nome gli deriva 
sia dal fatto che finalmente dispone di 
uno Sprite Editor (fig. 6), sia dal fatto 
che può pilotare schede Audio e tra 
queste la ben nota Sound Blaster. 
Quando si gestisce anche l'audio si può 
cominciare a parlare di prodotto Multi- 
mediale (fig. 7). 

La multimedialità consiste, detto in 
parole povere, in applicazioni in cui sono 
trattati, oltre a dati di tipo tradizionale, e 
cioè di tipo numerico o testuale, anche 
di altro tipo, grafico, audio, video. 

Questo termine «Multimediale» an- 
cora abbastanza fumoso comincia a ap- 
parire via via con contorni più precisi, 
sia perché cominciano a vedersi in giro 
prodotti descritti come multimediali, sia 
perché, come diremo tra breve, sono 
nate le specifiche che ne definiscono lo 
standard hardware. 

L'utilizzo di elementi grafici, una delle 
caratteristiche della «Multimedialità», 
ormai è diffuso in quasi tutti i tipi di pac- 
chetti, anche di tipo DBMS. Questo an- 
che se l'organizzazione dei file di tipo 
tradizionale (struttura più dati) non è an- 
cora stata adottata per i file grafici. In 
generale ad una Immagine, che va con- 
siderata come Campo di un Record, 
corrisponde ancora un solo File. 

In figura 8 vediamo un esempio, pre- 
so dal SuperBase 4, uno dei DBMS per 
Windows più diffusi, in cui una masche- 
ra di Data Entry può contenere anche 
una immagine di tipo PCX. 

La Multimedialità è ben praticabile 
sotto Windows, sia perché si tratta di 
una interfaccia Grafica, sia perché, at- 
traverso le librerie dinamiche (DLL) è 
possibile arricchire di funzioni audio l'in- 
tero sistema. 

Sia infine perché recentemente sono 
state diramate da Microsoft e IBM, in- 
sieme, le specifiche hardware e softwa- 
re per le periferiche audio e CD, che di- 
venteranno quindi tra breve, accessori 
standard nei computer. 

In figura 9 vediamo l'Asymetrix Tool- 
Book per Windows, presentato più vol- 
te su queste pagine, che «arriva» già 
corredato di DLL audio. Nella figura, che 
speriamo leggibile anche se vengono 
usati caratteri molto piccoli, possiamo 
vedere un'applicazione multimediale 


che presenta una tastiera letteralmente 
«suonabile» con il mouse. 

La grafica si anima 

Altro passo gigantesco compiuto dal- 
la computer grafica è l'introduzione del- 
la Animazione, intesa sia come catego- 


ria di prodotti a se stante, sia come fun- 
zionalità in più disponibile in prodotti di 
grafica di altre categorie, che serve, ad 
esempio, per arricchire con effetti sug- 
gestivi ed accattivanti una presentazio- 
ne elettronica. 

Descritti prima gli Sprites di Story- 
board Live, citiamo i due prodotti del- 


174 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




GRAFICA 


Figura II Lotus 123 
Release 3 . 1 - Graph 
Edit, 

Si potrà anche non 
scegliere un prodotto 
grafico, in quei casi in 

gno sono già coperte 
dai prodotto integrato, 

svolge sempre di più 
compiti non istituziona- 
li. Sia il Lotus, versione 
3.1, che il Borland 
Quattro Pro. sin dalla 
versione I, dispongono 
di un vero e proprio 
ambiente Drawing. 


Figura 12 Borland 
Quattro Pro 3 - Graph 
Annotate. 

Il Quattro Pro 3, visto 
nello scorso numero, 
dispone anche di una 
serie di comandi con i 
quali è possibile predi- 
sporre ed eseguire uno 
Slide Show, con tanto 
dì effetti dì dissolven- 
za, tra una immagine e 
la successiva, e dì ef- 
fetti sonori. Le immagi- 
ni vanno preparate con 
lo strumento Annota- 


Figura 13 Microsoft 
Excel 3 - Simulazione 
di una Animazione, 

Per simulare un’anima- 
zione, che ad esempio 
permetta di ruotare un 
grafico tridimensionale, 
basta registrare una 
macro che esegua una 
semplice rotazione, ad 
esempio di 5 gradi, del 

dì una sola istruzione/. 
Dopodiché si inten/ie- 
ne sulla Macro per rac- 
chiudere l'istruzione 
stessa in un Ciclo For 
Next, che faccia variare 
l'angolo di rotazione da 
0 a 360 gradi. 





l' Autodesk, Animator e 3D Studio. Il pri- 
mo utilizzabile anche da un utente finale 
(fig. 10), il secondo destinato al mercato 
professionale, ad esempio quello impe- 
gnato nella Computer Grafica di tipo te- 
levisivo, sigle, spot, ecc. Il 3D Studio ha 
come periferica privilegiata il Video Re- 
corder Professionale, mentre il monitor 


assume una funzione di solo controllo. 

È significativo che sia l'Autodesk, 
quella di AutoCAD, ad entrare massic- 
ciamente in questo mercato. Si tratta in- 
fatti di applicazioni che, indipendente- 
mente dall'effetto esteriore raggiunto, 
si basano su complessi algoritmi di cal- 
colo delle luci e delle ombre, delle viste 


tridimensionali, dei movimenti cinema- 
tici degli oggetti, ecc. e hanno numero- 
sissimi punti di collegamento con il 
CAD tecnico tradizionale. 

Lo spreadsheet è anche 
un pacchetto grafico 

Altro elemento che il responsabile 
Aziendale delle scelte nel campo della 
microinformatica deve considerare è il 
fatto che uno dei fronti verso il quale si 
è allargato lo Spreadsheet (assieme al 
Word Processor è il prodotto più diffuso 
nelle Aziende) è quello della Grafica, al 
punto che oggi i tre prodotti a base fo- 
glio elettronico più diffusi sono anche 
prodotti con i quali fare non solo del Bu- 
siness Graphic, ma anche del Drawing 
Graphics. 

In particolare il Lotus 123 Release 3.1 
dispone di un ambiente Graph Edit 
(fig. 11), degno di un prodotto grafico 
stand-alone di buone caratteristiche. As- 
somiglia molto al Freelance Plus, il pro- 
dotto di punta nel campo della grafica, 
della stessa Lotus. 

Il Quattro Professional della Borland, 
dal suo canto, dispone del Graph Anno- 
tate (fig. 12), accessibile direttamente 
dal menu principale. 

Ambedue, 123 e Quattro, permetto- 
no di eseguire grafica ad oggetti, di uti- 
lizzare librerie esterne, di impaginare il 
grafico risultante sul comune foglio di 
lavoro e di stampare, con modalità e 
tecniche DTP, il foglio che contiene dati 
e grafici. 

Excel 3 invece propone una più ricca 
tipologia di grafici (ad esempio vediamo 
in fig. 13 una macro che esegue una ro- 
tazione di grafico tridimensionale), ma 
più modeste possibilità in termini Dra- 
wing. 

Rimanendo in Windows ricordiamo la 
presenza del Microsoft PowerPoint, che 
unisce buone caratteristiche di grafica 
Business, di grafica Drawing e di grafica 
Presentation al vantaggio di lavorare 
sotto Windows. Il che significa possibi- 
lità di eseguire ritagli da tutti gli altri pro- 
dotti Windows verso la slide Power- 
Point e la possibilità di usare le carat- 
teristiche «cromatiche» di Windows 3, 
che lavora comunque a 256 colori (fig. 
14). 

In PowerPoint si può verificare la ten- 
denza, comune a molti prodotti grafici, 
di fornire anche strumenti organizzativi 
del lavoro, oltre a quelli «istituzionali» di 
disegno. Nella figura 15 lo Slide Sorter, 
che permette un efficace controllo a vi- 
deo delle varie immagini che costitui- 
scono la presentazione e ne consente 
l’ordinamento (fig. 15). 

Il Corel Drawl, infine, che può essere 
considerato, da un punto di vista filoso- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


175 



GRAFICA 


fico, complementare rispetto al Power- 
Point, in quanto quest'ultimo ha come 
finalità la realizzazione di una serie di sli- 
de «omogenee» come estetica e come 
contenuto, mentre il primo serve per 
realizzare una immagine «singola» di ti- 
po creativo. Tutti i suoi strumenti sono 
asserviti a tale finalità (fig, 16). 

Il singolo disegno deve essere in ge- 
nere ben riprodotto anche su carta, an- 
zi, il più delle volte, l'output va realizzato 
solo su carta. E senza dubbio Corel 
Draw! sfrutta al meglio le caratteristi- 
che delle periferiche installate (figg. 17 
e 18). 



Figura 14 Microsoft Po- 
werPoint - Taglia e Cuci 
da Windows. 

Windows, il sistema 
Windows, mette a di- 
sposinone strumenti 
operativi sfruttabili da 
tutti i prodotti sotto- 
stanti Si va dalle sofisti- 
cate tecniche OLE e 
DDE al più rudimentale 
Copia e Incolla, anche 
di ritagli grafici, da 

un'altra. Qui vediamo 
una immagine Power- 
Point costruita tutta co- 
me « collage » di Ritagli 



I Tool Grafici 

I più volte citati «responsabili» delle 
scelte dovranno prendere in considera- 
zione anche i prodotti grafici di Servizio, 
quelli che servono non tanto in sé quan- 
to per il fatto che svolgono dei servizi 
verso altri pacchetti destinazione del di- 
segno. 

L'esempio classico è il PaintBrush. 
della Z-Soft, di cui ora esistono due ver- 
sioni per Windows, per il quale è il tool 
grafico più diffuso (la sua versione 
«economica» è in dotazione a Windows 
3), e varie altre versioni. Ad esempio il 
PaintBrush IV, tra le altre cose, può ser- 
vire per leggere e per post processare 
figure catturate via scanner, e può ser- 
vire anche come convertitore di formati 
jit-mapped (fig. 19). 

La destinazione più frequente per tali 
roftware di servizio è il prodotto di Pre- 
entation o il prodotto Word Processor 
on possibilità di impaginazione di figu- 
ì prese dall'esterno. 

a matrice 
rodotti/ utilizzatori 

Categorizzati i vari prodotti di Compu- 
1 ;r Grafica, e messa in essere una pro- 
cura sistematica di «monitoraggio» 
oel mondo del software, il responsabile 
( el settore di ciascuna Azienda dovrà 
zegliere quali di quelle categorie inte- 
i essano l'Azienda e per ciascuna di es- 
se dovrà conseguentemente scegliere 
un particolare prodotto, sulla base delle 
.arie considerazioni sopra riportate. 

Eseguite tali scelte va deciso a chi e 
rerché assegnare fisicamente i pac- 
chetti, e che tipo di supporto dare ai vari 
i.iestinatari (formazione, assistenza, ag- 
giornamenti, ecc.). Anche gli utilizzatori 
vanno suddivisi, a seconda dei casi, in 
più categorie. Tra quest'ultime ne pos- 
sono essere sicuramente identificate al- 
meno quattro principali. 

L’ utilizzatore generico. Il normale uti- 
lizzatore che dispone di un PC, di pro- 
dotti orizzontali tipo Word Processor, 


Spreadsheet, potrà essere dotato di un 
prodotto grafico «all purpose» (Business 
e Drawing), facile da usare e integrabile 
sia con WP che con Spreadsheet. 

La soluzione sopra ricordata di sce- 
gliere uno spreadsheet potenziato con 
funzioni grafiche è oggi la più indovina- 
ta, anche dal punto di vista economico. 


L'utilizzatore generico evoluto. Quello 
che ha messo a frutto alcuni di anni di 
esperienza, sa utilizzare al meglio il pro- 
dotto affidatogli e sa anche valutare be- 
ne cosa gli serve e cosa no. 

L'utilizzatore con specializzazione in 
una Materia. Ad esempio un esperto 
dell'Ufficio Relazioni Esterne, dell’Uffi- 


176 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 







GRAFICA 



Figure 17 e 18 Corel Drawl 2.0 - Slampa a Colori e Stampa PostScript La finalità de! Corel è la resinazione di un singolo disegno più che la realizzazione di 
una sequenza di disegni. Il singolo disegno deve essere in genere ben riprodotto anche su carta, anzi, il più delle volte, l'output va realizzato solo su carta. È 
quindi indispensabile che il prodotto stesso sfrutti al meglio le caratteristiche delle periferiche installale. 


ciò Tecnico, dell'Ufficio Studi o dell'Uf- 
ficio Statistica, può disporre di prodotti 
specifici, scelti proprio per quel partico- 
lare settore e non per tutti gli altri. 

L'utilizzatore con specializzazione Mi- 
croinformatica. È lo specialista che la- 
vora per gli altri. Sarà lui a disporre dei 
prodotti Tool sarà lui a risolvere i pro- 
blemi più complessi dell'utente ancora 
poco esperto. 

Ad esempio l'utilizzatore generico po- 
trà avere lo spreadsheet grafico. Quello 
più esperto potrà avere in più anche il 
prodotto grafico evoluto, o di tipo Busi- 
ness o di tipo Drawing. L'Ufficio Tecni- 
co, e solo questo, potrà disporre dell’Au- 
toCAD. Lo specialista in Microinforma- 
tica dovrà avere tutti i tool e, secondo 
noi, tutti i prodotti più diffusi, indipen- 
dentemente dal fatto poi che tali prodotti 
siano o meno scelti per l'Azienda, «e 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 177 


Figura 19 PamtBrush Z- 
Sofl - Lo standard dei 
prodotti Bit-Mapped 
Fortunatamente per le 
immagini Bit-Mapped, 
realizzabili con prodotti 
di tipo Paint o cattura- 


n gli o, 


e quint 


diffusissimi, Scanner a 
mano, esistono solo 
due formati standard, 
tralaltro facilmente 
convertibili tra di loro II 
TIFF. uinvenlatoi' dalla 
Microsoft, e il PCX, in- 
ventato dalla Z-Soft per 
il suo PaintBrush. Que- 
sto prodotto deve es- 
sere presente come 

ogni a 






E’ NATO UN MITO 




Specialista nell’importazione di nuove tecnologie 

Centralino:08 1-680954 Dir. Comm.081-7614942 

Uffici Commerciali : Corso Vittorio Emanuele 1 12 NAPOLI: 


In collaborazione con: 


t^Sìn/AiiìA 


Specialista in 
Computer Grafica 


Lanciano la Tecnologia più Avanzata a prezzi contenuti! 






0 





sx 


33 Mhz. 256Kb di cache memory 
4 Mb RAM esp. a 64 Mb 
Doppio Floppy: 1.2 Mb, 1.44 Mb 
Hard Disk Fujitsu 135 Mb SCSI 
Scheda VGA da 1 Mb, 1024x768 
Monitor Multisync Colori 
Cabinet Tower. 

Prezzo di lancio: L. 6.122.000 


33 Mhz. 128 Kb di cache memory 

4 Mb RAM esp. a 16 Mb 
Doppio Floppy: 1.2 Mb, 1.44 Mb 
Hard Disk Fujitsu 135 Mb SCSI 
Scheda VGA da 1 Mb, 1024x768 
Monitor Multisync Colori 1024x768 
Cabinet Tower. 

Prezzo di lancio: L. 4.300.000 


20 Mhz. 32 Kb di cache memory 

4 Mb RAM esp. a 64 Mb 
Doppio Floppy: 1.2 Mb, 1.44 Mb 
Hard Disk Conner 40 Mb. AT BUS 
Scheda VGA da 51 2K 1024x768 
Monitor VGA 1024x768 Colori 
Cabinet MiniTower. 

Prezzo di lancio: L. 3.225.000 



Prezzi IVA esclusa 


CPU a 20 Mhz. 2 Mb RAM 

Floppy Drive: 1.2 Mb o 1.44 Mb 

Hard Disk Conner 40 Mb AT BUS 

Scheda VGA da 51 2K 

Monitor VGA 640x480 Colori 

Minitower o Desktop 

Prezzo di lancio: L.2.100.000 


I nostri prodotti sono distribuiti da: 


PIEMONTE LIGURIA VAL D’AOSTA MILANO COMO INFORMATICA ITALIA Srl : Via Piazzi 18 

- TORINO - Tel. (011) 501647 FAX 597780. 


PROVINCIA DI COMO: O/A SYSTEM Via A. Tocchetti 9 Albavilla CO Tel. 031/360098 

VENETO SIDESTREET Via S. D'Acquisto 8 Montebelluna TV Tel. 0423/300728 

EMILIA ROMAGNA PRISMA COMPUTER Via B. da Dovara 8 CREMONA Tel. 0372/436900 

TOSCANA UMBRIA ELECTRONICS SERVICE Via Vecchia Tranvia 10 PISA 

Tel. 050/982202 

LAZIO CAMPANIA BASILICATA EURISCO COMPUTER Via Suarez 5 NAPOLI Tel. 081/5786195 


WINDOWS 3 


I font di Windows 

Teoria e pratica 

prima parte 

di Francesco Petroni e Fernando Riolo 


Gli argomenti relativi 
all'utilizzo dei font sotto 
Windows si prestano ad una 
duplice trattazione. Quella 
TEORICA, la cui finalità è 
quella di descrivere le varie 
tipologie di font e dì chiarire 
come Windows le utilizzi 
nelle varie situazioni 
operative, e quella PRATICA, 
sperimentale, praticabile da 
chiunque utilizzi Windows e 
una stampante, la cui finalità 
è quella di verificare gli 
effettivi risultati raggiungibili, 
in termini di quantità e di 
qualità dei font producibili sul 
video e sulle periferiche di 
stampa. 

Per trattare questo secondo 
aspetto pratico abbiamo 
utilizzato tre stampanti Laser 
Hewlett Packard di tipo 
differente (una Laserjet III, 
una Laserjet IIP e una 
Laserjet II tradizionale con 
cartuccia PostScript, dotate di 
memoria variante da 2,5 a 4 
megabyte) e tre o quattro 
prodotti sotto Windows di 
larga diffusione. Abbiamo 
eseguito vari test e alcune 
stampe che, in parte, 
riproduciamo 
e commentiamo 


Un po' di storia... recente 

Fino a pochi anni fa il «mondo dei 
fonts» era di competenza esclusiva di 
un ristretto numero di professionisti del- 
l'editoria. 

Con l'avvento del Desktop Publishing 
e la diffusione di programmi come Pa- 
geMaker e Ventura, ogni utente di PC è 
stato messo in grado di servirsi di stru- 
menti di editoria elettronica molto sofi- 
sticati e potenti, ma anche di difficile 
apprendimento e, in genere, di gran lun- 
ga eccedenti le normali esigenze. 

In realtà per produrre documenti di 
qualità editoriale non bastano solo i ca- 
ratteri proporzionali, le colonne, e i fra- 
trie in cui mescolare testo e grafica. C'è 
bisogno di conoscere la tecnica e l'arte 
della tipografia. 

Siamo sempre più bombardati da de- 
pliant, newsletter, pagine pubblicitarie e 
bollettini «fatti in casa», zeppi di font, 
cornici, disegni e immagini scannerizza- 
te. Il cui risultato spesso è tale da far 
venire in mente il detto «a ciascuno il 
suo mestiere». 

In realtà, il numero di casi in cui esi- 
ste una reale esigenza di DTP è assai 
limitato anche tra i professionisti della 
scrittura (quante sono le copie di Page- 
Maker che risiedono inattive sugli hard 
disk, e quante quelle effettivamente 
usate?). 


Se a ciò si aggiunge la necessità di 
disporre di una competenza specifica e 
di un hardware adeguato e costoso, si 
capisce come la diffusione del DTP sia 
in effetti da considerare un fenomeno 
più apparente che reale. 

Cosa succede ora 
che c'è Windows 

Oggi ci troviamo di fronte ad una no- 
vità di interesse più generale, rappre- 
sentata dalla comparsa dei Word Pro- 
cessor grafici in ambiente Windows. 

Grazie ad essi, e alla contemporanea 
diffusione delle stampanti laser (il cui 
costo è oggi solo di poco superiore a 
quello delle tradizionali stampanti ad 
aghi), chiunque può usufruire dei van- 
taggi dell'ambiente grafico già durante il 
processo di scrittura. Il che per certi 
versi costituisce un vantaggio anche ri- 
spetto all’uso di un programma di DTP 
professionale. 

Certo, le capacità di impaginazione e 
di micro-giustificazione di un vero pro- 
gramma editoriale sono tutt'altra cosa. 
Ma le funzioni presenti in questa nuova 
generazione di WP, sono già sufficienti 
a consentire la produzione di documenti 
personalizzati anche piuttosto comples- 
si e di qualità elevata. 

Il vantaggio principale, rispetto ai 
Word Processor tradizionali, è quello di 



MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 


178 


WINDOWS 3 



Raster Outline 


Figura 2 - Tipologie di Foni - Fìasier e Outline 

Dal punto di vista strettamente Computer Grafico esistono solo due tipologie di caratteri: 
A sinistra nella foto esemplifichiamo i font costruiti con matrici di punti (Bitmapped o Raster) 
e a destra quelli tracciati da una routine di disegno che congiunge una serie di punti (Vet- 
toriali I. I primi non sono scalabili e quindi ne serve una serie per ogni dimensione I corpo I. 
I secondi sono scalabili e modificabili attraverso routine di calcolo che ne fanno variare le 
dimensioni e le forme. Di questi quindi ne basta una sola serie 



AaBbCcYyZz 


Figura 3 - MS Excel 3 
Scelta dei Font. 

Con Excel 3 il numero 
dei font contempora- 


un unico foglio è di 
256 I con Excel 2 era- 
no solo 4). Possono 
essere scelti altraver- 


tra gli altri, un Bottone 
per limitare la scelta ai 
soli caratteri disponibi- 
li sulla stampante in 


avere sotto controllo sullo schermo (e 
non solo in fase di preview di stampa) 
l'aspetto finale del documento e di po- 
ter intervenire sui suoi principali ele- 
menti. La scelta dei tipi e dei corpi dei 
caratteri, la lunghezza e la giustificazio- 
ne delle righe, l'interlinea, le colonne, i 
margini, e le eventuali tabelle o figure 
(figure da 3 a 6). 

Benché non si possa parlare di vero 
WYSIWYG (un termine troppo spesso 
abusato), è consentito in genere un 
buon grado di corrispondenza tra l'a- 
spetto a video e quello finale su carta. 

Ma come tutte le novità, anche que- 
sta non è senza problemi. 

In primo luogo, c‘è da pagare il prezzo 
di una maggiore lentezza operativa ri- 
spetto ai WP non grafici (lo scrolling e 
l'aggiornamento del video si fanno no- 
tare, per intenderci, anche su un 486). 
Inoltre è necessario avere acquisito fa- 
miliarità sia con termini e concetti pro- 
venienti dal mondo dell’editoria, sia con 
i modi attraverso cui Windows gestisce 


i font e i processi di stampa. 

Purtroppo i manuali e i produttori di 
software si limitano in genere a fornire 
indicazioni generiche, dando per scon- 



tata la conoscenza dei termini tecnici, o 
usandoli in modo a dir poco approssi- 
mativo. 

Quando poi c'è di mezzo la traduzio- 
ne in italiano la cosa si complica ulte- 
riormente, come può dimostrare questo 
piccolo esempio, tratto dal manuale di 
WinWord «Guida alle stampanti». 

Leggiamo testualmente: «Un tipo di 
carattere corrisponde ad un gruppo di 
caratteri (?) che condividono lo stesso 
corpo (Helv, Courier, ecc.) e le medesi- 
me dimensioni in punti...». 

Se confrontiamo tale frase con il te- 
sto inglese, scopriamo che «font» è sta- 
to tradotto «tipo di carattere», (che cor- 
risponde invece all'inglese «typeface»), 
e «typeface» è diventato addirittura 
«corpo», con il risultato di rendere la 
frase del tutto incomprensibile. Il testo 
originale dice: «Un font è un insieme di 
caratteri che condividono lo stesso 
typeface (Helv, Courier, ecc.) e la stes- 
sa dimensione in punti». 

Si capisce a questo punto perché, an- 
che tra gli utenti più evoluti, si registri 
sull'argomento un certo grado di confu- 
sione. Abbiamo quindi pensato di far co- 
sa utile ai lettori passando brevemente 
in rassegna alcuni concetti di base, a 
cominciare proprio dal termine font. 

Una finestra sui font 

Un font è una collezione di caratteri 
tutti dello stesso tipo, orientamento, 
corpo e stile. Ad esempio, il font di ca- 
ratteri con cui è composto l'articolo che 
state leggendo è un Univers Chiarissi- 
mo, corpo 9. 

Helvetica (come Univers, Times, Cou- 
rier o Garamond), non è il nome del 
font, ma del «tipo» (o typeface), e con- 
traddistingue il particolare disegno del 
carattere («tipi» erano chiamati origina- 
riamente i blocchetti di legno o di piom- 


ln Excel 3 il tradiziona- 
le foglio di calcolo può 
essere ricoperto con 
» oggetti » più svariati, 
sia di tipo grafico che 
di tipo testuale Questi 
oggetti, del tutto indi- 
pendenti dal foglio 
sottostante, possono 

trattamenti estetici 


180 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 





WINDOWS 3 





bo, su ciascuno dei quali era disegnato 
in rilievo il carattere). 

Si distinguono due categorie fonda- 
mentali di tipi: quelli a spazio fisso (co- 
me Courier, Elite o Line Printer) e quelli 
a spaziatura proporzionale (come Helve- 
tica, o Times Roman). 

La differenza è che mentre i primi uti- 
lizzano caratteri di uguale larghezza, co- 
me quelli di una normale macchina da 
scrivere, gli altri assegnano ad ogni ca- 
rattere una larghezza diversa, a seconda 
di quale sia la lettera rappresentata. Co- 
sì, ad esempio, «w» ed «m» occupe- 
ranno uno spazio maggiore di «I» ed 
«i». Conseguentemente sia l'aspetto 
estetico che la leggibilità del testo ne ri- 
sulteranno migliorati. 

Un ulteriore accorgimento, in dotazio- 
ne però ai programmi più sofisticati, è 
quello che va sotto il nome di «kerning» 
o crenatura (uno dei tanti termini miste- 
riosi del DTP). Consiste nella ottimizza- 
zione della microspaziatura tra specifi- 
che coppie di lettere, in funzione della 
loro forma. Ad esempio, nelle coppie 
«AV» e «IO» lo spazio tra i due caratteri 
sarà inferiore a quello delle coppie 


Figure 5 .6. 7 - MS WinWord 
Dialog Box. Scella dei Foni, 
Caratteristiche dei Paragrafi 
e Creazione di uno « Stile ». 
In un prodotto con finalità 
Word Processing la scelta 
del font si accompagna in 
genere con l'impostazione 
delle caratteristiche del para- 
grafo L'insieme delle due 
definizioni le di alcune altre I 
serve poi per creare uno 
»Stile» che può essere attri- 
buito a paragrafi che assu- 
mono quindi, attraverso una 
semplice operazione di asse- 
gnazione. quel font e quelle 
impostazioni di paragrafo. 


«AM» e «PO». 

Tra i tipi proporzionali possiamo di- 
stinguere due grandi famiglie, i cui 
esemplari più noti sono il Times Roman 
e l'Helvetica. Il primo, che deve il suo 
nome al celebre quotidiano londinese 
per cui fu coniato, prevede nel suo di- 
segno le cosiddette «grazie» (serif), pic- 
cole linee di terminazione poste perpen- 
dicolarmente alle estremità dei caratte- 
ri. Il secondo, è invece un «sans serif», 
dal disegno leggero e diritto, che risulta 
particolarmente leggibile anche nei cor- 
pi più piccoli. 

Esistono numerose varianti di questi 
tipi fondamentali, alcune si differenzia- 
no nel disegno, altre solo nel nome. Poi- 
ché i nomi originali sono protetti da co- 
pyright, i vari produttori di font sono co- 
stretti a modificarli. È questa la ragione 
per cui trovate nomi diversi, come Ti- 
mes, Dutch, Tms Rmn (oppure Helve- 
tica, Swiss, Helv), per lo stesso typefa- 
ce. 

Gli altri elementi che definiscono un 
font sono il corpo, lo stile e l'orienta- 
mento. Il primo corrisponde all’altezza 
del carattere misurata in punti (unità di 


misura che corrisponde ad un settanta- 
duesimo di pollice, fig.1). I corpi mag- 
giormente usati sono quelli tra 10 e 12 
punti. Tuttavia corpi più piccoli (ad es. 8 
punti) sono generalmente adottati per le 
didascalie e le note, e corpi più grandi 
(24, 32 punti) per i titoli. 

Attenzione, il corpo (point size), non 
va confuso con il passo (pitch size), che 
indica la dimensione in larghezza del ca- 
rattere (il numero di caratteri per polli- 
ce). Il pitch viene adoperato a volte in 
alternativa al point size, come unità di 
misura dei caratteri a spazio fisso, come 
il Courier o l’Elite. Può tuttavia essere 
facilmente convertito in punti, basta di- 
videre 120 per il pitch dato. Cosi un 
Courier pitch 10 sarà uguale a 12 punti, 
mentre un Elite pitch 12 corrisponderà a 
10 punti. 

Lo stile dipende dall’inclinazione e 
dallo spessore del carattere. I quattro 
stili di base sono il tondo (romani, il ne- 
retto (bold), il corsivo (italici, il neretto 
corsivo (bold italici. 

Infine, a seconda del senso di stampa 
della pagina, un font può avere orienta- 
mento verticale o orizzontale. I due 
orientamenti vengono rispettivamente 
indicati con i termini portrait e landsca- 
pe. 

La distinzione tra font e typeface do- 
vrebbe esser tenuta in conto anche nel- 
l'uso pratico. Se infatti è del tutto lecito 
adoperare in un documento due o tre 
font diversi (due o tre, non dieci!, inten- 
diamoci) per differenziare i vari aspetti 
del testo, quasi sempre la mescolanza 
di tipi diversi produrrà risultati antieste- 
tici. 

Provate ad analizzare una pubblicazio- 
ne professionale. Troverete corpi diversi 
per i titoli, per il testo e per le note, stili 
diversi per i sottotitoli e le sottolineatu- 
re. Ma non troverete typeface diversi. A 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


181 


WINDOWS 3 


meno di particolari scelte grafiche, il ca- 
rattere adoperato sarà sempre uno solo. 

La mancata osservanza di questa 
semplice regola è una delle principali ra- 
gioni per cui l'aspetto finale di molte 
pubblicazioni amatoriali lascia cosi spes- 
so a desiderare. 


/ sef di caratteri 

C'è ancora un aspetto da considerare. 
Abbiamo detto che un font è un insie- 
me, detto set, di caratteri. Nasce quindi 
il problema di sapere quali e quanti so- 
no i caratteri che lo compongono. 

Un character set è una collezione di 
simboli rappresentanti in genere le let- 
tere dell'alfabeto maiuscole e minusco- 
le, i numeri, i segni di interpunzione, e 
una certa quantità di simboli speciali. 

Purtroppo lo standard si limita al set 
di base ASCII (i codici fra 32 e 126), e 
consiste di 94 simboli alfanumerici e 
uno spazio. 

Il set di caratteri per il video, conte- 
nuto nelle ROM del nostro PC, è un 


E llt Mo d|| ic^ C|c. ^c.jgri^p,g,,io 


ATM helv e roman 
Prima della Cura 

dopo la Cura Helvetica 
dopo la Cura Roman 

dopo la Cura Courier 


Figura 8 - MS Windows 3 - Adobe Type Manager per Windows - Prima e dopo la cura. 

Le potenzialità in termini di font utilizzabili dal binomio costituito dal prodotto software e dalla stampante 
possono essere amplificate utilizzando dei software di generazione e di gestione di caratteri tipografici II 
più diffuso per l'ambiente Windows è senza dubbio l' Adobe Type Manager, di cui vediamo l'effetto., prima 
e dopo l'uso, e del quale parleremo diffusamente nel prossimo numero. 


Prova di Adobe Type Manager con Stampante HP LaserJet Hip 


Carattere Times Rmn, corpo 6, 12, 20 (G), 30, SO (C), 60, 70 (GC) 

»«. Alm, Atm MmAtrnAtmAtin 

Carattere Helvetica, corpo 6, 12, 20 (G), 30, SO (S), 60, 70 (GC) 

«m Atm Atm A tm At m A tm 

Carattere Courier, corpo 6, 12, 20 (G) , 30, SO (C), 60, 70 (GC) 

.„.»„.Atm.Atm,.A tlìì. Atm Atm 

XapartEpe TypPoX, X op*o 6, 12, 20 (H. 30, 50 (X), 60, 70 (TX) 

«»,a w ,ath.At|ì. AtaAtjliAt/Z 


Figura 9 - MS Windows 3 - Campionario dei Font Adobe Type Manager. 

Il metodo più semplice per verificare le possibilità, in termini di font, del proprio ambiente Windows, dei 
propri pacchetti software e delle proprie periferiche, è quello di costruirsi un campionano. Il primo da 
realizzare è quello che utilizza Windows Write IH WP in dotazione con Windows), che, pur essendo un 
prodotto abbastanza elementare, "vede" correttamente la stampante installata con Windows. 


ASCII esteso, sviluppato da IBM, che 
supporta altri 128 caratteri, corrispon- 
denti a segni grafici, a simboli matema- 
tici, e alle principali lettere accentate 
delle lingue europee, 

Windows adopera font e set di carat- 
teri diversi a seconda che debba visua- 
lizzare i menu e i messaggi di sistema 
(SYSTEM font), far girare le applicazioni 
DOS in una finestra (OEM font) o far gi- 
rare le proprie applicazioni (ANSI Win- 
dows). 

I maggiori produttori di font (Hewlett 
Packard, Adobe, Bitstream), adottano a 
loro volta set di caratteri estesi, che so- 
lo in parte sono compatibili con quello 
IBM o ANSI. Ad esempio, i set più dif- 
fusi nell'ambito della tecnologia laser, 
l'HP Roman8 e l'Adobe PostScript, si 
compongono rispettivamente di 190 e 
228 caratteri e contengono tutti i segni 
degli alfabeti europei, ma non i simboli 
grafici (questi sono opportunamente 
raccolti in appositi set speciali, come il 
Math, il Greek, il Symbol, o il Dingbat). 

Per ottenere una corrispondenza tra i 
font a video e in stampa, è quindi ne- 
cessario compiere un lavoro di conver- 
sione dei codici. Compito solitamente 
svolto dagli applicativi, attraverso i dri- 
ver di supporto delle varie stampanti, e 
quindi in modo del tutto trasparente al- 
l'utente. 

La conversione tuttavia non è possi- 
bile se i set di caratteri implementati 
non contengono gli stessi segni. Come 
è il caso, per fare un esempio a tutti no- 
to, dell'hard copy dello schermo, o della 
stampa di un file di testo che utilizzi i 


182 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


WINDOWS 3 


E DI CARATTERI 



6 ZA 38 45 SO 60 73 

6 1Z ZO 30 40 50 68 

7 10 1Z 30 35 44 1Z7 
6 1Z 127 ZOO 


SPAZIO STIRATO RICHIESTO 


Figura IO - MS Windows 3 - Installazione dei Font Type Director. 

Un programma « classico » di generazione di font consente di scegliere il tipo di font, i van corpi ed attributi 
desiderati, i pacchetti software con i quali utilizzarli, la stampante e il video sui quali riprodurli Prima della 
generazione, che è un processo lento ed impegnativo, viene sempre evidenziato il fabbisogno in termini 
di tempo e di memoria su hard-disk. 


simboli semigrafici IBM. Se la stampan- 
te è settata secondo lo standard Epson, 
o HP Laserjet, tutto quello che otterre- 
mo al posto delle linee, è una sequenza 
di caratteri... strani. 

Per fortuna quasi tutte le stampanti 
consentono oggi di emulare standard di- 
versi. Ciò può avvenire, o attraverso il 
semplice settaggio di switch hardware, 
o attraverso il caricamento di font ester- 
ni. 

Nel primo caso è necessario che i 
font e i rispettivi set di caratteri siano 
residenti nelle ROM della stampante. 
Nel secondo, invece, essi possono risie- 
dere su una cartuccia o sull'hard disk, 
ed essere trasferiti al bisogno nella me- 
moria della stampante. 

Tecnologia dei font 

La prima Laserjet aveva un solo set di 
caratteri residenti (Courier Roman8, 12 
punti). 

A partire dalla Laserjet II, tutte le 
stampanti PCL compatibili (il PCL è il lin- 
guaggio di comandi di stampa messo a 
punto dalla HP, e diventato lo standard 
de facto per le stampanti laser non 
PostScript), oltre a prevedere un mag- 
gior numero di font di base, consentono 
di alloggiare cartucce supplementari, 
contenenti i più diffusi caratteri propor- 
zionali in una collezione di corpi e di stili. 

La HP ha recentemente realizzato 
una nuova stampante, la Laserjet III (ne 
esistono tre modelli), che utilizza un 
nuovo linguaggio, il PCL5, la cui carat- 
teristica principale è quella di sfuttare 


font scalabili. È possibile, dall’applicati- 
vo che riconosce tale nuova stampante 
(Word 5, Word Perfect 5.1, Windows 3, 
lo fanno), definire font con corpo varia- 
bile da 1 a 127 senza soluzione di con- 
tinuità. 

L’uso delle cartucce è molto sempli- 
ce. I font in esse contenuti vengono ca- 
ricati come quelli residenti, e non com- 
portano alcuna perdita di velocità. Vi so- 
no tuttavia alcune limitazioni. Innanzitut- 
to nello spazio della cartuccia non può 
trovare posto che una varietà limitata di 
corpi, in secondo luogo, mancano i cor- 
rispondenti font per il video. 


Tali limitazioni sono superabili tramite 
l’uso di font software, o Softfont. Que- 
sti possono essere immagazzinati nel- 
l'hard disk, e di qui caricati dall’applica- 
tivo nella memoria della stampante al 
momento di mandare in esecuzione il 
comando di stampa. Vengono detti per 
questo «downloadable fonts». 

Esistono vari modi di implementare i 
Softfont. Il primo è quello di acquistarli 
«bell’e fatti», negli assortimenti predi- 
sposti dai vari produttori. Il secondo è 
quello di servirsi di un programma ge- 
neratore di font (come Bitstream Font- 
ware, o ZSoft SoftType), e crearli se- 
condo le proprie esigenze. 

Questo secondo modo comporta un 
evidente guadagno. Il programma con- 
sente di generare, per ogni typeface, un 
numero indefinito di font di tutte le di- 
mensioni, orientamenti e stili, e ciò, sia 
nel formato richiesto dalla stampante, 
che in quello richiesto per il video. 

Talvolta è anche possibile scegliere il 
set di caratteri in modo da adeguarlo al- 
le specifiche necessità. Fontware, ad 
esempio, consente di scegliere tra il 
Roman8, lo Standard PostScript e un 
set ASCII ridotto. Quest’ultimo risulta 
estremamente opportuno nel caso si 
debbano generare corpi di grandi di- 
mensioni (si consideri che un set com- 
pleto di 48 punti richiede un file di circa 
350K, un set di 80 punti quasi un me- 
gabyte). 

Ma anche i Softfont hanno i loro 
svantaggi. Il primo è una maggiore len- 
tezza operativa rispetto ai font cartridge 
(infatti devono esser caricati ogni volta 
dal disco). Il secondo è la necessità di 
avere una maggiore quantità di RAM 
nella stampante (1MB è praticamente il 
minimo per poter stampare una pagina 


Questa e’ una prova di stampa 

Questa e’ una prova di stampa 
Questa e’ una przooa òi 
stampa 

Qualtu £ una filava di itamfia 


Figura 11 - MS Windows 3 - Campionario dei Font Type Director 

Esistono svariati tipi di generatori di font sìa » ìndipendenti» , come i'Adobe Type Manager, vero e proprio 
bestseller per il mondo Windows, e II Bitstream Face Lift, sia « dipendenti », sviluppati da produttori di 
hardware che lì forniscono a supporto delle proprie apparecchiature, È questo il caso dell'HP Type Director 
che molti venditori di HP offrono con la periferica, e che è sfruttabile con svariati altri pacchetti oltre che 
con Windows 3 


183 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


WINDOWS 3 



con testo e grafica). Il terzo è di com- 
portare una notevole occupazione di 
spazio sul disco rigido. 

Par valutare tale spazio facciamo un 
rapido conto. Supponiamo di volere in- 
stallare quattro typeface, due a spazio 
fisso e due proporzionali, e di creare per 
ciascuno di essi i soli corpi 8, 10, 12 , 
14, 18 e 24 (che sono quelli suggeriti da 
Windows), nei quattro stili fondamenta- 
li, e nei due orientamenti portrait e land- 
scape. 

Avremo bisogno di creare ben 192 
font (il doppio se vogliamo i corrispon- 
denti font a video), ciascuno contenente 
l'intero set di caratteri. Si capisce come 

10 spazio richiesto possa esaurire facil- 
mente molti megabyte dell'hard disk. 

È evidente che mentre prima (prima 
di Windows) ogni applicativo usava i 
suoi font software, con Windows questi 
sono «messi a fattor comune», con due 
indubbi vantaggi. Una univocità delle 
possibilità «Publishing» tra i vari appli- 
cativi e un risparmio di occupazione su 
hard disk. 

In alcune figure a corredo (dalla 8 alla 

1 1 ) vediamo e descriviamo le prestazio- 
ni dell'Adobe Type Manager, di cui par- 
leremo piu diffusamente nel prossimo 
numero, e di un altro Pacchetto di Ge- 
nerazione di Software Font, il Type Di- 


rector, fornito, spesso come omaggio, a 
chi acquista stampanti HP, 

Font bitmap e font outline 

Fino ad ora abbiamo parlato esclusi- 
vamente di font «bitmap» o «raster» (un 


termine mutuato dalla tecnologia CRT, 
dove si riferisce alla scansione effettuata 
dal pennello elettronico sullo schermo) 

I font raster possono essere conside- 
rati come la versione computerizzata del 
disegno tipografico. Ogni carattere è rap- 
presentato da una mappa di punti su una 
griglia bidimensionale, di risoluzione cor- 
rispondente a quella supportata dallo 
schermo o dalla stampante. 

Ogni dispositivo, schermo e stampan- 
te, richiederà pertanto l'installazione di 
un proprio set di font, che, una volta 
creato, non potrà essere ulteriormente 
modificato. 

In pratica, un font in formato bitmap 
va visto come una collezione di «imma- 
gini» codificate, predefinite secondo un 
disegno, una dimensione, e una risolu- 
zione determinata. 

Ma esiste un altro modo per creare i 
font tipografici, ed è quello di costruirli 
a partire da rappresentazioni «vettoriali». 

Prendiamo ad esempio un elemento 
grafico qualsiasi, come un tratto diago- 
nale, e supponiamo che faccia parte del 
disegno di un carattere. Possiamo de- 
scriverlo attraverso una mappa di punti, 
o attraverso un vettore che ne indichi 
l'origine, la direzione e la lunghezza. 

In un font vettoriale, ogni carattere è 
rappresentato da una funzione matema- 
tica che ne descrive il profilo (l'outline) 
(fig, 2). Questo è pertanto suscettibile di 
assumere posizioni e dimensioni diverse 
al variare dei valori della funzione. 

Ciò significa che i font outline sono 
«scalabili» in tutte le dimensioni di punti 
e decimali di punti. E che possono es- 
sere orientati e ruotati in tutte le dire- 
zioni. 

Ne deriva un immediato guadagno in 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


WINDOWS 3 



termini di spazio e di versatilità. L'instal- 
lazione di un solo file per ogni typeface 
è sufficiente a consentire tutta la gamma 
dei possibili corpi, stili e orientamenti di- 
versi. Il programma gestore dei font 
prowederà ogni volta a disegnare «al vo- 
lo» i caratteri richiesti e a rasterizzarli, 
cioè a convertirli in immagini bitmap, in 
modo che possano essere inviati al vi- 
deo e alla stampante. 

In pratica il processo di rasterizzazione 
consiste nel sovrapporre il profilo del ca- 
rattere a una griglia, di risoluzione cor- 
rispondente a quella del dispositivo dj 
output, e nel riempirlo tramite l'anneri- 
mento dei punti al suo interno. 

Tale processo, nonostante le apparen- 
ze, è alquanto complesso, poiché alcuni 
punti che costituiscono il profilo cadran- 
no all'Interno delle linee della griglia la- 
sciando un margine vuoto, mentre altri 
risulteranno parzialmente debordanti. La 
forma finale del carattere sarà tanto più 
imprecisa, quanto più bassa è la risolu- 
zione della griglia. 

Per inciso, è questa la ragione princi- 
pale per cui, con gli strumenti di cui al 


momento disponiamo, non è possibile 
parlare di vero WYSIWYG. Per via dei 
limiti della risoluzione video (uno scher- 
mo VGA di 14" consente, ad esempio, 
una risoluzione di 72 dpi, contro i 300 dpi 
di una stampante laser), i caratteri sullo 
schermo, anche nel caso in cui siano di- 
sponibili l'esatto tipo e formato, rivele- 
ranno il tipico aspetto seghettato e un 
disegno pur sempre approssimativo, tut- 
t'al più «rassomigliante» a quello finale 
su stampa. 

I font outline di Windows 

L'origine dei font outline deriva dalla 
tecnologia PostScript, nell'ambito della 
quale essi sono parte del linguaggio piu 
generale di descrizione della pagina. 

Anche l'argomento PostScript merite- 
rebbe una trattazione specifica. In pra- 
tica si tratta di un vero e proprio linguag- 
gio, interpretato dalla stampante, che ri- 
conosce non solo una larghissima va- 
rietà di font ma anche una serie di co- 
mandi, come ad esempio quelli per la 
rotazione del testo utilizzati per realizzare 


la figura 12. Tuttavia recentemente Ado- 
be (proprietaria del marchio PostScript), 
per via della concorrenza esercitata da 
Apple e Microsoft con il lancio della nuo- 
va tecnologia True Type, ha pensato be- 
ne di pubblicare le specifiche del forma- 
to Type 1 , e ha immesso sul mercato un 
gestore di font, «Adobe Type Manager 
for Windows», ATM per gli amici, che 
consente l'uso dei font outline anche in 
mancanza di una stampante PostScript. 

Alcuni applicativi grafici di Windows, 
come Corel Drawl, sono a loro volta già 
forniti di un'ampia dotazione interna di 
font vettoriali (figg. 13 e 14). Anzi, con 
le ultime versioni è disponibile un «con- 
vertitore» che consente di far utilizzare 
i Font di Corel anche al... resto di Win- 
dows. 

Gli altri, come Excel o WinWord, pos- 
sono avvantaggiarsi adesso di Adobe 
Type Manager (PageMaker lo include 
gratuitamente nella sua versione 4.0), 
per arricchire la loro dotazione originaria. 

La gamma di font messa a disposi- 
zione da Windows base è infatti piutto- 
sto limitata. Essa consiste di quattro 
typeface bitmap (Courier, Tms Rmn, 
Helv e Symbol), con sei corpi predefiniti 
per lo schermo, e di tre typeface outline 
(Roman, Script e Modem), la cui utilità 
effettiva è però piuttosto ridotta. 

ATM consente adesso di disporre sot- 
to Windows dei 35 font standard Post- 
Script, e, se ciò non bastasse, di attin- 
gere all'intera libreria Adobe Type 1. 

Quale che sia la dimensione del font 
desiderato (6 punti, 11.5 punti, o 120 
punti) avremo la possibilità di visualizzar- 
lo nel suo esatto formato su qualsiasi 
schermo, e di stamparlo su qualsiasi 
stampante (si, anche su una stampante 
ad aghi). Il programma gestore è infatti 
in grado di pilotare anche un dispositivo 
di output «stupido», e di inviargli l'im- 
magine da stampare già elaborata in for- 
mato bitmap e nella risoluzione da quello 
consentita. 

Dal momento che i font outline sono 
«device indipendent», gli stessi caratteri 
potranno essere inviati a uno schermo 
con una risoluzione di 72 dpi, a una stam- 
pante laser con una risoluzione di 300 
dpi, o a un typesetter professionale da 
2450 dpi. Con la sola ovvia differenza 
della qualità del risultato. 

La prima parte del nostro discorso si 
conclude qui. Ci occuperemo più este- 
samente, la prossima volta, di Adobe 
Type Manager e del suo principale con- 
corrente, Bitstream FaceLift, che per for- 
za di cose abbiamo già citato. Descri- 
veremo anche in dettaglio l'uso dei font 
da parte di Windows e risponderemo ad 
alcuni quesiti pratici che ci sono perve- 
nuti da parte dei lettori. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


185 


Windows 3 è dotato di 
capacità di multitasking che 
sarebbero state fino ad ora 
impensabili in ambiente DOS. 
E tuttavia è soggetto ad 
alcune limitazioni derivanti dal 
fatto di dover pur sempre 
fare i conti col DOS, con i 
suoi 640K, il suo Reai Mode 
e il suo File System 
rigorosamente «single 
tasking» 


W INDOW S 3 

coordinamento di Francesco Petroni 


Win & Tips 


Il Multitasking 

di Fernando Riolo 


La prima e più evidente di queste li- 
mitazioni è che il multitasking delle ap- 
plicazioni DOS è possibile solo su un 
sistema 386, che, per via della sua ca- 
pacità di simulare più macchine 8086 
virtuali, consente di assegnare un am- 
biente «esclusivo» a ciascuna applica- 
zione. 

In secondo luogo, il multitasking ri- 
chiede l'uso di un DOS Extender che 
gestisca in modo protetto la memoria 
oltre il primo MB ed eviti che i processi 
contemporaneamente attivi interferisca- 
no l'un l'altro. 

Windows realizza ciò tramite la DPMI 
(DOS Protected Mode Interface), prati- 
camente un software aggiuntivo, che si 
sovrappone al DOS regolando il transito 
tra Protected e Reai Mode. 

Purtroppo questa implementazione 
esterna del modo protetto non è del tut- 
to soddisfacente, né in termini di pre- 
stazioni, né in termini di sicurezza. Le 
applicazioni in background girano con 
eccessiva lentezza e, soprattutto, in 
modo non esente da rischi. 

Nulla vieta, ad esempio, che un'appli- 
cazione possa corrompere l'area occu- 
pata dai dati di un'altra (tutte le appli- 
cazioni di Windows condividono infatti 
la stessa Locai Description Table), o che 
una chiamata al DOS possa interferire 
con un processo in atto. Insomma, un 
bug di programma o una concomitanza 
imprevista possono in qualsiasi momen- 
to mandare in crash il sistema. 

Cosa possiamo dire? Il DOS è quello 
che è, e Windows fa miracoli. Ma se 
veramente avete bisogno di un ambien- 
te multitasking cui affidare la sicurezza 
dei vostri dati, allora ciò che vi occorre 
è un vero sistema operativo multita- 
sking. Il che oggi significa ancora Unix, 
domani forse OS/2. 

Se invece quel che vi serve è un mul- 
titasking solo occasionale e non volete 
rinunziare a far girare le applicazioni 
DOS (e avete un 386), allora Windows 
rappresenta una soluzione accettabile, 
anzi per certi versi preferibile. 

Lo stesso OS/2 infatti, giunto adesso 
alla versione 1 .3, non è ancora in grado 


di eseguire più sessioni simultanee del 
DOS. L'unica finestra DOS di cui dispo- 
ne, non è esente, peraltro, da problemi 
di compatibiltà. 

Non è opinione solo nostra che non 
siano in molti, anche tra i cosiddetti 
«power users», ad avere una reale esi- 
genza di lavorare in multitasking. E in 
effetti gli esempi evocati al riguardo 
sembrano spesso ritagliati su un mon- 
do fittizio: utenti che scrivono con il lo- 
ro Word Processor, mentre in back- 
ground avviene il ricalcolo di sterminate 
tabelle (avete idea di quanto tempo im- 
piega un 386 per ricalcolare il più gros- 
so dei vostro fogli elettronici?), o che 
inseriscono dati nei loro archivi, mentre 
il programma di comunicazioni riceve... 
«la posta». 

Alla maggior parte di noi, tutto quello 
che serve è un «switching» veloce, che 
consenta di tenere a disposizione nel- 
l'ambiente un certo numero di applica- 
zioni, e di richiamarle sullo schermo in 
qualsiasi momento per l'aggiornamento 
e lo scambio dei dati. 

A coloro che però avessero l'esigenza 
di lavorare contemporaneamente con 
più applicazioni, Windows mette a di- 
sposizione una serie di parametri che, 
opportunamente usati, consentono di 
ottimizzare il compito. Vediamone due 
particolarmente importanti. 

Priority e Timeslice 

Le nostre trattazioni un po' più tecni- 
che fanno, per semplificare il discorso, 
riferimento ai termini inglesi, utilizzati 
dalla versione inglese di Windows 3, 
ma che in molti casi hanno un valore as- 
soluto, indipendente quindi da Windo- 
ws. Alcuni di questi sono stati tradotti in 
italiano, nella versione nazionale del pro- 
dotto. Lasciamo a voi l'onere della 
eventuale interpretazione (Priority = 
Priorità, ecc.). 

Per far girare simultaneamente più 
applicazioni, il processore deve dividere 
la sua attenzione tra tutti i task conco- 
mitanti, assegnando un breve periodo di 
tempo a ciascuno di essi. Il tempo mas- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


WINDOWS 3 


simo (in millisecondi) che può essere 
dedicato a un task prima di passare agli 
altri è detto «timeslice». 

Inoltre, bisogna stabilire per ogni ap- 
plicazione quale percentuale del tempo 
complessivo essa debba ricevere rispet- 
to a tutte le altre che sono in esecuzio- 
ne, cioè quale sia il suo livello di «prio- 
rità», a seconda che giri in foreground o 
in background. 

Facciamo un esempio. La Priority di 
default è 1 00 per il Foreground e 50 per 
il Background. Ciò significa che se 
un'applicazione sta girando in fore- 
ground e altre due in background, alla 
prima spetteranno 100/200, cioè la 
metà del tempo complessivo (100 + 50 
+ 50), mentre a ciascuna delle altre toc- 
cheranno 50/200. 

Per fare un uso efficace di questi pa- 
rametri bisogna però aver chiare due 
cose: 

1) sia la Priority, che il Timeslice, so- 
no significativi solo se si adoperano 
«contemporaneamente» più applicazio- 
ni, una delle quali in foreground e le al- 
tre in background. Sono invece irrilevan- 
ti se ci si limita ad effettuare il swi- 
tching tra le applicazioni, poiché in que- 
sto caso esse vengono fatte girare una 
per volta. 

2) Il settaggio va fatto in modo diver- 
so a seconda che i programmi concor- 
renti siano applicazioni di Windows, o 
che siano invece applicazioni DOS che 
vengono fatte girare in concomitanza a 
quelle di Windows. 

Applicazioni di Windows 

Priority e Timeslice sono gli stessi per 
tutte le applicazioni di Windows. Il loro 
valore va stabilito pertanto una sola vol- 
ta, nella sezione 386 Enhanced del Con- 
trol Panel. Nella maggior parte dei casi, 
sarà sufficiente attenersi a valori medi. 
Ad esempio, 200 per il foreground, 50 
per il background, e 10 o 20 per il Ti- 
meslice. Ma, ovviamente, la stima va 
fatta volta per volta, a seconda del tipo 
e del numero di applicazioni che si vo- 
gliono eseguire insieme. 


Il Multitasking di Win- 
dows 3, 

Su un sistema 386. 
Windows consente di 
eseguire simultanea- 
mente più applicazioni 
DOS. Nella figura ve- 
diamo il Norton Com- 
mander e Telix girare 
in background rispetto 
a WinWord. 




Il x vecchio » MS-DOS 
Executive. 

È tuttora presente in 
Windows 3 e può es- 
sere adottato come 
Shell di default al po- 
sto del Program Ma- 
nager. o del File Ma- 
nager. L'aspetto a vi- 
deo è adesso migliora- 
to. grazie all'adozione 
dei nuovo System 
Font proporzionale 


Applicazioni DOS 

Il valore di Timeslice è stabilito da 
Windows. La priorità invece va settata 
per ogni applicazione tramite PIF. Vedia- 
mo le operazioni necessarie: 

— Caricare il PIF dell'applicazione (se 
non c’è, crearne uno) 

— Selezionare l'opzione Background, se 
si vuole che questa sia la condizione alla 
partenza. In caso contrario lasciare vuo- 
ta la casella, verrà utilizzata la modalità 
di default, che è Foreground. 

— Accertarsi che l'opzione Exclusive sia 
deselezionata, poiché in caso contrario 
non sarà consentito all’applicazione di 
girare in background. 


— Scegliere preferibilmente la modalità 
Full Screen (il modo windowed, anche 
nei casi in cui sia possibile, rallenta no- 
tevolmente l'esecuzione). 

— Passare al menu Advanced e stabi- 
lire la priorità per il Foreground e il Back- 
ground, tenendo conto che per un set- 
taggio ottimale saranno necessarie più 
prove. 

— Selezionare la voce Detect Idle Time, 
in modo da consentire al processore di 
dedicarsi ad altri task nel caso in cui 
l'applicazione fosse «idle», cioè tempo- 
raneamente inattiva (ad esempio, nel 
caso di un Word Processor, per il tem- 
po in cui non venga premuto alcun ta- 
sto). Ma attenzione, è possibile che, 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


187 



WINDOWS 3 


con qualche programma, Windows rile- 
vi erroneamente una condizione idle 
che non c'è, e ne rallenti piuttosto l'e- 
secuzione. Anche questa opzione va 
dunque verificata caso per caso. 

— Se l'applicazione riconosce la memo- 
ria espansa, assegnare alla voce EMS 
Memory la quantità minima e massima 
desiderata (i valori di default sono ri- 
spettivamente, 0 e 1024). 

— Salvare il PIF e... provare. 

Aggiungiamo che la modalità d'ese- 
cuzione e la priorità sono comunque 
modificabili anche durante l'uso del pro- 
gramma, tramite il menu Settings del 
Control Box, e ciò a prescindere da qua- 
le sia il settaggio iniziale. 

Per quel che riguarda la Priority, di- 
ciamo subito che il setting di default ri- 
sulta adeguato nella maggior parte dei 
casi. Esso andrebbe pertanto modifica- 
to solo dopo attenta valutazione, e per 
specifici «gruppi» di programmi che si è 
soliti far lavorare insieme. Non ha senso 
infatti aumentare o diminuire in assolu- 
to la percentuale d'attenzione che il pro- 
cessore dovrà dedicare a un singolo 
programma, dal momento che essa 
sarà poi relativa a tutti i task attivi in un 
dato momento. 

Per fare un esempio, io posso attri- 
buire al mio Word Processor una prio- 
rità di 200 in foreground e 50 in ba- 
ckground, e al mio Spooler di stampa 
una priorità di 100 in foreground e 50 in 
background. Ciò significa che quando la- 
vorerò col Word Processor questo rice- 
verà quattro quinti (200/250) delle risor- 
se del processore, mentre il rimanente 
quinto andrà allo Spooler. 

Tuttavia, se dovessi adoperare il 
Word Processor, invece che col solo 
Spooler, anche con altre applicazioni, al- 
lora le percentuali precedenti non sareb- 
bero più valide e le priorità dovrebbero 
essere ricalcolate sulla base della nuova 
configurazione presente. 

Se tutto ciò vi sembra piuttosto com- 
plicato (ebbene, lo è), potete anche 
ignorarlo, e lasciare che Windows lavori 
col suo setting prestabilito. In molti casi 
andrà bene anche cosi. 


NoMultitasking 

Se non avete bisogno del multita- 
sking. ecco il modo per disabilitarlo del 
tutto e velocizzare al massimo le appli- 
cazioni che farete girare in ambiente 
Windows. 

Anche qui la procedura è diversa, a 
seconda che riguardi le applicazioni 


DOS, o quelle di Windows. 

1) Per ie applicazioni DOS procedete 
nel modo seguente: 

— Caricate il PIF dell'applicazione 

— Scrivete nella casella KB Desired: 
640 (oppure -1) 

— Selezionate l'opzione Exclusive e ac- 
certatevi che l'opzione background sia 
deselezionata (infatti non sono mutua- 
mente esclusive) 

— Selezionate l'opzione Full Screen 

— Passate al menu Advanced e sele- 
zionate l'opzione Lock Application Me- 
mory (in tal modo verrà evitato lo swap 
sull'hard disk e l'applicazione risiederà 
interamente in memoria). 

Cosi facendo, il programma riceverà 
durante l'esecuzione tutte le risorse del 
processore e tutta la memoria possibile, 
senza subire alcun rallentamento rispet- 
to alla normale esecuzione in DOS. 

2) Per le applicazioni di Windows l'o- 
perazione da compiere è unica e vale 
per tutte: 

— Attivate il Control Panel, alla sezione 
386 Enhanced 

— Selezionate l'opzione Exclusive in fo- 
reground. 

In tal modo, quando un'applicazione 
di Windows sarà in foreground, essa gi- 
rerà in modo esclusivo, e ogni applica- 
zione DOS che si trovasse in back- 
ground sarà sospesa finché quella non 
venga chiusa o ridotta a icona. 

3) È anche possibile dedicare a un’ap- 
plicazione DOS il massimo di risorse 
senza tuttavia impedire del tutto l’ese- 
cuzione di eventuali task in background: 

— Aprite il PIF dell'applicazione 

— Deselezionate la modalità Exclusive 

— Attribuite in sua vece al parametro 
Foreground Priority il valore 1 0000 (cioè 
priorità assoluta) 

— Selezioniate l’opzione Detect Idle Ti- 
me. 

A questo punto l'applicazione girerà 
come se fosse in modo Exclusive, ma a 
differenza di quello, sarà consentito al 
processore di dedicarsi ad altri task du- 
rante il tempo in cui fosse «idle». 

Windows Shells 

Ogni volta che avviamo Windows sia- 
mo abituati a veder comparire la «fac- 
cia» amichevole del Program Manager. 
Questa non è però la sola condizione 
possibile. Il Program Manager è in 
realtà un'applicazione come le altre (la 
trovate nella stessa directory di Windo- 
ws con il nome Progman.exe), la cui po- 
sizione privilegiata deriva unicamente 


dal fatto di esser posta come Shell di 
default dal programma di installazione. 

Virtualmente, potremmo sostituire il 
Program Manager con qualsiasi altra ap- 
plicazione di Windows, benché in prati- 
ca la cosa può risultare utile in un ri- 
stretto numero di casi. 

Se, ad esempio, avete deciso di adot- 
tare Windows come ambiente abituale, 
entro cui svolgere anche le operazioni 
sui file, i dischi e le directory, potreste 
preferire avere a disposizione fin dall'i- 
nizio il File Manager piuttosto che il Pro- 
gram Manager, 

Ciò è possibile attraverso una sempli- 
ce modifica del file di configurazione 
System.ini: 

— Aprite il SYSTEM.INI con il Blocco 
Note (o il Sysedit) 

— Modificate l'istruzione SHELL nella 
Boot section, in modo che risulti: 

SHELL=WINFILE.EXE 

Se poi volete che anche il Program 
Manager rimanga a portata «di mouse», 
aprite successivamente il WIN.INI e ag- 
giungete alla riga corrispondente: 

LOAD= PROGMAN.EXE 

Windows si avvierà adesso col File 
Manager in foreground e il Program Ma- 
nager in forma di icona. 

Se invece fate parte della nutrita 
schiera di coloro cui il File Manager non 
piace (torneremo presto a occuparci di 
questa utility, che è in effetti tra le cose 
meno felici di Windows), potete pur 
sempre sostituirlo col vecchio MS-DOS 
Executive. 

Questo è stato infatti mantenuto an- 
che nella presente versione. La finestra 
Executive è certo meno potente, ma ha 
dalla sua alcuni innegabili pregi. Occupa 
solo 46K di RAM, contro gli oltre 100K 
del File Manager, è facile da usare, e ha 
un'interfaccia semplice e «pulita». 

Per adottarla come shell di default 
non dovrete far altro che inserire nel- 
l'apposita riga del SYSTEM.INI: 

SHELL=MSDOS.EXE 

L'aspetto di Windows ricorderà da vi- 
cino quello delle versioni precedenti, 
ma con una piccola differenza. La fine- 
stra Executive si servirà adesso dei nuo- 
vi font proporzionali di Windows 3. 

Arrivederci alla prossima puntata. 

G=& 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




PIU' PAGINE 
PIU' INFORMAZIONE 
PIU' PROVE 
PIU' TECNICA 
PIU' MUSICA 


3CARSTEREO 

:om P't>ettionid per 1 

rrrt 7.000 


TEC HN »* ED \* 06 / 41 . 8° 300 
00157 " 


lechnimedia 


PROVE 

ATTUALITÀ' 

CONCORSI E MANIFESTAZIONI 
AUTOMOBILI E INSTALLATORI 
MUSICA E COMPACT DISC 
TECNICA E STRUMENTI 
SICUREZZA 
MERCATO 




VIRUS 


Ho un virus. 
Adesso che faccio? 

di Stefano Tona 


Negli scorsi numeri si è visto 
come un virus può 
raggiungere un sistema, e 
quali possono essere i 
sintomi della presenza del 
virus. Con un minimo di 
cultura tecnica e di attenzione 
al proprio sistema, ciascun 
utente può imparare a 
distinguere le attività normali 
da quelle anomale, e tra 
queste in particolare 
identificare quelle sospette. 

In questo articolo sono 
contenute alcune indicazioni 
di come comportarsi nel caso 
in cui sia stata accertata, o 
semplicemente sospettata, la 
presenza di un virus nel 
proprio personal computer 


Il danno è già successo 

In questo caso c'è ben poco da fare. 
Se l'utente si accorge del virus nel mo- 
mento in cui questo entra nella propria 
fase distruttiva, ad esempio avviando la 
formattazione a basso livello del disco 
fisso, non c'è più nulla da fare per bloc- 
care il virus; l'unica speranza è che l'u- 
tente avesse eseguito recentemente 
una copia dei dati contenuti nei propri 
dischi: questa è una misura di sicurezza 
sulla cui indispensabilità non si insisterà 
mai abbastanza. È fondamentale ese- 
guire frequentemente le copie di si- 
curezza, e conservarle accuratamen- 
te documentate con la data e ora di 
esecuzione. Il possesso di una serie di 
dischetti di backup, aggiornati di recen- 
te, è l'unico modo per uscire indenni 
dall'attacco distruttivo di un virus. Al più 
si dovrà rifare il lavoro degli ultimi giorni 
o delle ultime ore; ma non andrà mai 
perduto tutto il lavoro accumulato in 
mesi o anni. 

A questa racco- 
mandazione è indi- 
spensabile aggiun- 
gerne un'altra: 
conservare sem- 
pre intatti i dischi 
originali del siste- 
ma operativo e di 
tutti i programmi 
che si utilizzano. 
L’installazione di 
tutto il software 
dovrebbe essere 
effettuata con i 
dischetti protetti 
contro la scrittu- 
ra; al termine 
dell'installazione 
sui dischi di la- 
voro o sul disco 
fisso, i dischetti 
originali vanno 
riposti per non 
essere mai più 
toccati, se non 
caso di ne- 
cessità. Non 
c'è niente di 


peggio del lavorare quotidianamente sui 
dischi originali, per poi ritrovarseli infet- 
tati o peggio distrutti da un virus, e non 
poter ricorrere a nessuna copia per ri- 
prendere il proprio lavoro. 

I programmi acquistati dovranno es- 
sere installati, e i dischetti originali ripo- 
sti. I programmi prelevati da BBS o 
gruppi di utenza dovranno essere tra- 
sferiti al sicuro su dischetti che verran- 
no riposti anch'essi; soltanto dopo aver 
effettuato queste copie si potrà proce- 
dere alla scompattazione e all'installa- 
zione. 

L’argomento della protezione contro i 
virus sarà ripreso, e trattato più diffusa- 
mente, nel prossimo numero. 

Se il virus ha avuto già modo di col- 
pire il proprio obiettivo, l'unica possibi- 
lità di cui l'utente dispone è di ripristi- 
nare ciò che è andato distrutto. La pro- 
cedura più sicura prevede i seguenti 
passi (e presuppone che l'utente abbia 
seguito fedelmente le raccomandazioni 
accennate): 

— eseguire una formattazione a basso 
livello del disco fisso, ridefinire le parti- 
zioni, avviare il DOS e formattare cia- 
scuna partizione, quindi installare nuo- 
vamente il DOS sulla partizione attiva; 

— in alternativa, chi non possiede disco 
fisso formatterà il dischetto di avvio del 
sistema e tanti dischetti quanti occor- 
rono per le applicazioni che utilizza cor- 
rentemente; 

— effettuare nuovamente, a partire dai 
dischetti originali, l'installazione di tutti i 
pacchetti applicativi precedentemente 
contenuti nei propri dischi; 

— effettuare un restore, dai dischi di 
backup, dei soli dati. Questo è un punto 
essenziale: nessun programma dovrà 
mai essere ripreso dai dischi di backup, 
in quanto potrebbe essere anch'esso in- 
fetto e riportare l'infezione sul sistema. 

Possono costituire un problema quei 
programmi che prevedono una procedu- 
ra di installazione con controllo del nu- 
mero di installazioni, o in qualsiasi modo 
una protezione delle copie installate. 
Questo è un problema che sarà affron- 
tato anch'esso nel prossimo numero, in 
quanto più specificamente inerente alla 



190 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



VIRUS 


protezione contro i virus piuttosto che al 
recupero dalle conseguenze di un'infe- 
zione; in ogni caso non si dovrà mai ce- 
dere alla tentazione di effettuare il re- 
store dai dischetti di backup anche delle 
applicazioni protette, in quanto non si 
può essere certi che non fosse infetta 
anche l'applicazione che si va a ripristi- 
nare dal backup. 

Se l'infezione viene 
scoperta per tempo 

In questo caso ci sono molte cose 
che l'utente può fare per tutelarsi dal di- 
sastro. La prima, immediata azione da 
eseguire in ogni caso — e questo vale 
anche per l'eventualità che il danno sia 
già accaduto — consiste nello spegnere 
immediatamente l'elaboratore, senza in- 
dugiare a salvare un eventuale lavoro in 
corso di modifica, e riaccenderlo soltan- 
to dopo aver inserito nel drive A: il di- 
schetto originale del sistema operativo, 
protetto contro la scrittura. (Natural- 
mente anche qui si suppone che l'uten- 
te abbia seguito scrupolosamente le 
raccomandazioni date più sopra). 

Si dovrà quindi procedere a salvare i 
dati, e soltanto i dati, di tutte le appli- 
cazioni correntemente in uso. L'utente 
dovrà effettuare un backup simile a 
quello che si presume egli faccia rego- 
larmente, ma limitato ai soli dati. 

Al termine di questo backup, dovrà 
procedere come descritto sopra per il 
caso in cui il virus abbia già avviato l'a- 
zione dannosa; ossia dovrà ripartire da 
una formattazione a basso livello di tut- 
to il disco fisso, quindi dovrà ridefinire le 
partizioni, installare il DOS etc. 

Si potrà obiettare che la procedura è 
eccessivamente onerosa e lunga. Non è 
cosi. Il rischio costituito da un virus non 
deve mai essere sottovalutato. Si ram- 
menta che la presenza di un virus in un 
sistema equivale alla presenza di un in- 
truso, di un estraneo che nella migliore 
delle ipotesi non ha nessuna plausibile 
giustificazione per trovarsi dove si tro- 
va; ma potrebbe essersi introdotto nel 
sistema in compagnia di altri, più ma- 
lintenzionati intrusi, o potrebbe essere 
egli stesso progettato per distruggere. 

Gli utenti più smaliziati potrebbero es- 
sere tentati di disinfettare i programmi 
infetti utilizzando uno dei programmi an- 
tivirus attualmente in circolazione. An- 
che questa è un'operazione da non ef- 
fettuare mai, in nessun caso. Sono stati 
riportati numerosi casi in cui dei file EXE 
sono stati infettati da varianti del ceppo 
Jerusalem, disinfettati utilizzando un ap- 
posito programma, per poi risultare più 
lunghi o più brevi rispetto all'originale 
prima dell'infezione; sovente tali pro- 
grammi dopo il trattamento non funzio- 

MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 


nano più. Lo stesso accade con altri 
ceppi virali; pertanto, la disinfezione di 
un sistema a mezzo di un programma di 
disinfezione è in ogni caso da sconsi- 
gliare. 


Tra le attività in cui è impegnata la co- 
munità internazionale dei ricercatori antivi- 
rus. riveste una certa importanza il tenta- 
tivo di individuare l'identità degli autori dei 
virus. L'importanza deriva da due circostan- 
ze. innanzitutto dal fatto che in alcuni Paesi 
la creazione e/o la diffusione di programmi 
nocivi è divenuta un reato dopo l'introdu- 
zione di misure di legge contro i crimini in- 
formatici, la cui mancanza in Italia è da con- 
siderare una grave lacuna; inoltre, identifi- 
cando gli autori dei virus, i ricercatori spe- 
rano di spingerli a collaborare — se si tratta 
di persone ragionevoli — per debellare le 
versioni «hackerate» delle loro creazioni, 
trasformate ad opera di vandali sconosciuti 
per aggiungere o aggravare gli effetti no- 
civi. 

Come abbiamo annunciato nello scorso 
numero, una di queste investigazioni è an- 
data in porto grazie alle capacità... sherlo- 
ckiane di uno tra ì più conosciuti ricercatori 
antivirus, l'islandese Fridrik Skulason. 

L'indagine è partita da un'analisi appro- 
fondita del virus noto come «Den Zuk». Si 
riteneva erroneamente (e vedremo perché) 
che questa frase fosse in lingua olandese, 
in cui significa «la ricerca". Ricerca di co- 
sa? Di altri virus, ovviamente, dato che una 
delle attività principali del virus Den Zuk 
consiste proprio nella ricerca dei ceppi 
Brain e Ohio; se uno di questi virus viene 
identificato, Den Zuk lo rimuove e lo so- 
stituisce con una copia di se stesso. 

Il nome del virus proviene dall'immagine 
che lo stesso virus fa rapidamente apparire 
e scomparire sul video quando vengono 
premuti Ctrl-Alt-Del. Lo strano simbolo alla 
destra della lettera «K» era ritenuto un 
marchio di qualche sconosciuta ditta o 
gruppo. 

Disassemblando il virus si trova, in chia- 
ro, il seguente testo, che peraltro non vie- 
ne mai scritto sul video: 

Welcome to thè 
Club 

-The HackerS- 
Hackin’ 

All The Time 

The HackerS 

Il virus Infetta il boot sector, sia su dischi 
fissi che su dischetti. Il contenuto originario 
del boot sector viene spostato nella traccia 
40 del settore 0, non utilizzato sui dischi da 
5 1/4" da 360 Kb. ma utilizzabile sui dischi 
da 3 1/2" o sui dischi da 5 1/4", 1,2Mb. 
Inoltre l'etichetta di volume, che viene mo- 
dificata dal virus Brain in «(c) Brain», viene 
ulteriormente cambiata dal Den Zuk che la 
trasforma in Y.C.I.E.R.P. una sigla che non 


Tutt'al più un utente esperto, rilevan- 
do con certezza che il virus da cui è sta- 
to colpito ha infettato solo ed esclusi- 
vamente una specifica applicazione, po- 
trà limitare l'opera di disinfezione alla 


aveva fornito nessuna indicazione in un pri- 
mo tempo, ma che risulta condurre diret- 
tamente all'identità dell'autore del virus' 
ora si vedrà in che modo. 

Si è anche visto come un'altra attività del 
Den Zuk consista nella rimozione del virus 
Ohio, che era ritenuto — correttamente — 
una versione precedente dello stesso Den 
Zuk. L'analisi comparata dei due virus mo- 
stra parecchie analogie, tra cui un testo in 
chiaro leggermente diverso: 

VIRUS 
b y 

The Hackers 
Y C 1 E R P 
D E N Z U K O 
Bandung 40254 
Indonesia 

(C) 1988, The Hackers Team.... 

Ecco quindi svelato il mistero: il nome 
corretto è «Den Zuko». Si trattava ora di 
scoprire chi si nascondesse dietro questo 
pseudonimo. 

Qualsiasi radioamatore riconosce la sigla 
YC1 ERP come un possibile nominativo ra- 
dioamatoriale. Con una semplice ricerca 
sull'lnternational Callbook Skulason scoprì 
che tale nominativo esiste, e risulta asse- 
gnato a un radioamatore residente a Ban- 
dung, Indonesia. Il gioco era fatto. 

A questo punto Skulason decise di scri- 
vere a questo radioamatore per chiedergli 
se in qualche modo egli fosse connesso 
con lo sviluppo di questo virus; la risposta 
(che non pubblicheremo per intero per ra- 
gioni di spazio) fu cortese, completa ed 
esauriente. 

Il nome completo del radioamatore-auto- 
re del virus è Denny Yanuar Ramdhani, det- 
to dagli amici «Denny Zuko» (da «Danny 
Zuko», che è il nome del personaggio in- 
terpretato da John Travolta nel film «Grea- 
se»), o per brevità Den Zuko. Studente uni- 
versitario di informatica, svolge attività di 
programmatore freelance. 

Ammette di aver sviluppato i virus Ohio 
(che lui chiama «Hackers») e Den Zuko nel 
marzo 1988, nel corso di una serie di espe- 
rimenti sui sistemi operativi su personal 
computer, sui linguaggi di basso livello, e 
sulla rapidità di diffusione dei virus; l'inclu- 
sione del suo alias nel virus era un modo 
di «salutare» i suoi amici ogni volta che ve- 
niva premuto Ctrl-Alt-Del. In aggiunta a ciò, 
Ramdhani fornisce altre informazioni tecni- 
che sulle proprie creazioni. Da quanto scri- 
ve sembra che anche in Indonesia ferva 
l'attività di sviluppo di virus. 

Non risulta siano state prese particolari 
misure contro Ramdhani. 


191 


Fuori l'autore 


VIRUS 


cancellazione totale dell'applicazione in- 
fetta e alla successiva reinstallazione a 
partire dai dischi originali. È un proce- 
dimento più rapido, ma non garantisce 
la certezza totale dell'eradicazione del 
virus dal sistema. Infatti il virus potreb- 
be aver comunque infettato altri pro- 
grammi eseguibili, contenuti in diverse 
directory. E in ogni caso è raccomanda- 
bile eseguire la procedura di disinfezio- 
ne radicale, descritta nel prossimo pa- 
ragrafo. 

Disinfezione 
degli altri ambienti 

Le procedure descritte qui sopra con- 
sentono all'utente di ottenere nuova- 
mente un ambiente di lavoro libero da 
virus. 

Ma non è sufficiente disinfettare 
l'ambiente di lavoro, come ben sanno 
alcune vittime di virus che hanno visto 
rispuntare le infezioni a distanza di gior- 
ni, mesi e talvolta anche anni. 


L'ambiente da cui un virus si fa ospi- 
tare, come si è visto, è costituito da un 
programma eseguibile. Come per qual- 
siasi altro tipo di file, il supporto per i 
programmi eseguibili è costituito dai di- 
schetti o dai dischi fissi. La facilità con 
cui possono essere fatti circolare questi 
supporti, specialmente i dischetti, e per 
conseguenza i file in essi contenuti mo- 
tiva in parte la grande diffusione che ha 
avuto l'informatica personale nello scor- 
so decennio. 

D'altro canto si è visto come l'attività 
di molti virus abbia inizio con un periodo 
di latenza, durante il quale la presenza 
del virus passa del tutto inosservata e 
questi si limita a riprodursi. Questa è la 
fase in cui l’utente ha la massima pos- 
sibilità di diffondere il virus, specialmen- 
te se egli fa ampio uso di programmi su 
dischetti. 

Alcuni virus — ad es. lo Stoned — 
non richiedono nemmeno che vengano 
eseguiti programmi dai dischetti che 
usano come veicolo per l’infezione: è 


sufficiente introdurre un dischetto e ac- 
cedervi, perché esso venga infettato. 
Se poi il dischetto infetto viene lasciato 
chiuso in un drive, per disattenzione, al- 
l'atto dell'avvio di un diverso sistema, 
quest'ultimo si infetta. 

È molto probabile pertanto che l’uten- 
te il cui computer è stato vittima di 
un'infezione sia in possesso di un certo 
numero di dischetti anch'essi infetti. Ta- 
li dischetti dovranno essere verificati 
uno ad uno; questa può essere la pro- 
cedura più gravosa e costosa di tutta 
l'attività di disinfezione, ma una corretta 
disinfezione totale assicura contro il ri- 
schio di infezioni recidive a distanza di 
tempo. 

È consigliabile spendere qualche tem- 
po per effettuare un'operazione radicale 
quando il problema è ancora ben pre- 
sente nella mente di tutti coloro che ne 
sono stati colpiti, piuttosto che non ri- 
mandare a un secondo tempo un'ope- 
razione noiosa e apparentemente im- 
produttiva con il rischio di trascurarla e 


I virus nel mondo 


Nello scorso settembre (MC 99, pp. 60-61) mostravamo un'ana- 
lisi dei virus per zona geografica di provenienza. A nove mesi di 
distanza la situazione si è modificata con una rapidità preoccupante. 

I ceppi conosciuti quando fu scritto il precedente articolo (luglio 
1990) erano circa 110, attualmente (maggio 1991) sono più del dop- 
pio, dato che se ne contano oltre 260. Molti di questi ceppi poi 
danno luogo a diverse varianti, che portano il numero totale di virus 
a poco meno dì 500. 

L'imprecisione è d'obbligo quando si tratta di numeri di virus, da- 
to che non esiste una tassonomia ufficiale e non vi è nemmeno un 
coordinamento tra gli sforzi dei ricercatori, che agiscono separata- 
mente e indipendentemente, con il risultato che talvolta i loro ri- 
sultati non coincidono. 

Rispetto alla situazione di nove mesi fa, il primo dato che balza 
all’occhio è la preoccupante espansione dell'attività di sviluppo vi- 
rale nei paesi dell’est europeo. A settembre si contavano otto virus 
bulgari, tre polacchi e uno sovietico, oggi la situazione è di 33 virus 
bulgari, 1 1 polacchi, 25 sovietici e sei ungheresi, Si potrebbe ten- 



tare un'analisi in chiave socio-politica di questo fenomeno, ma ce 
ne asterremo lasciando eventualmente il compito ad altri, più qua- 
lificati commentatori. 

Anche nell’Europa occidentale i vandali informatici non sono ri- 
masti inattivi: sei nuovi virus in Germania, quattro nei Paesi Bassi, 
sette in Italia, due in Svizzera e tre in Austria (questi ultimi due dati 
non compaiono sulla cartina per ragioni di spazio). In alcuni paesi 
i numeri sono diminuiti, per via del fatto che le indagini sull'origine 
dei virus hanno fornito risultati più precisi: ad esempio, in Spagna 
i virus sono scesi da 5 a 4 in quanto uno dei virus di presunta ori- 
gine spagnola si è rivelato di provenienza portoghese. 

In America l'esplosione del fenomeno è ancor più marcata: il nu- 
mero di virus si è triplicato in nove mesi, passando da 14 a 45. 

Anche in Asia e in Oceania sembra essere diffusa l'attività di svi- 
luppo dei virus, sebbene appaiano diverse le motivazioni di chi li 
sviluppa (si veda il riquadro sul virus «Den Zuko»). Due virus in Ma- 
laysia, due nuovi virus in Australia, dodici nuovi virus nella prospera 
e tecnologicissima Taiwan. 



Riponiamo il grafico apparso sul numero 99 di MCmìcrocompuler I settembre ‘901. Questo grafico mostra invece la distribuzione aggiornata dei virus. 


192 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


VIRUS 


di doverne sopportare le conseguenze a 
distanza di mesi o anni. 

Ciascun utente troverà il modo mi- 
gliore per le proprie necessità e per la 
propria organizzazione; di seguito è de- 
scritta una delle possibili sequenze di 
azioni: 

— acquistare uno stock di dischetti nuo- 
vi. possibilmente con il jacket di un co- 
lore particolare, unico e distintivo. Sono 
in vendita dischetti delle marche più ri- 
nomate e affidabili, confezionati in ja- 
cket di diversi colori (rosso, giallo, blu, 
verde etc.); in alternativa, potranno es- 
sere utilizzati degli ordinari dischetti ne- 
ri, opportunamente contrassegnati con 
un'etichetta che consenta di distinguerli 
a colpo d’occhio. Formattare i nuovi di- 
schetti dopo aver completato la disinfe- 
zione dell'ambiente principale (disco fis- 
so o dischetto master); 

— copiare i «vecchi» dischetti, sospetti 
di infezione, sui «nuovi»; la copia dovrà 
essere effettuata file per file, e limita- 
tamente ai soli file di dati. Non dovran- 
no essere trasferiti i file COM o EXE o 
tutti quelli che possano contenere pro- 
grammi eseguibili (OVL o simili). I pro- 


Nel prossimo numero 

Gli argomenti che verranno affrontati 
nel numero di luglio/agosto riguardano i 
diversi aspetti del problema della prote- 
zione contro i virus. 


grammi eseguibili che risiedevano sui 
dischetti dovranno essere reinstallati, o 
prelevati da copie sicuramente non in- 
fette; 

— man mano che i dischetti vecchi ven- 
gono trasferiti sui nuovi, i vecchi do- 
vranno essere individualmente riformat- 
tati. Potranno essere riutilizzati (p. es. 
per sequenze di backup) soltanto dopo 
che la procedura di disinfezione sarà 
stata completata; 

— durante tutta questa procedura, si 
dovrà curare di non eseguire nessun 
programma dai dischetti, e di non la- 
sciare mai nessun dischetto nel drive 
quando il sistema viene acceso. Queste 
precauzioni sono fondamentali. 

A questo punto per l'utente inizia il 
periodo di «vigilanza». Si è riscontrato 


con frequenza che una gfan parte delle 
reinfezioni provenivano da un dischetto, 
dimenticato per qualche tempo sotto 
una pila di carte, che rispuntava all'im- 
provviso dopo mesi o anni, quando l'in- 
fezione originaria era stata ormai dimen- 
ticata. Inserito in un drive e utilizzato, il 
dischetto aveva ovviamente ritrasmes- 
so l'infezione causando nuovamente 
tutti i problemi già sperimentati in pas- 
sato. Questo è il motivo per cui si con- 
siglia l’acquisto di dischi di un partico- 
lare colore: in questo modo l'utente po- 
trà accorgersi immediatamente della 
presenza di un disco sospetto, generi- 
camente nero, in mezzo ai nuovi dischi 
tutti di un particolare colore. 

Questa precauzione vale ben poco 
nel caso in cui un utente abbia frequenti 
scambi di dischi con altre persone, dato 
che è piuttosto poco probabile che que- 
sti utilizzino dischi dello stesso colore. 
In ogni caso, gli scambi frequenti costi- 
tuiscono proprio uno dei comportamenti 
a rischio per la diffusione dei virus, e an- 
drebbero effettuati con particolare cau- 
tela. 


Intel CoProcessori Matematici 

• Garanzia di compatibilità con tutti i microprocessori della Intel 

• Di facile installazione: basta inserirlo. 

• 5 anni di garanzia. 

• Supporto telefonico gratuito. 


BOX8087 

5MHz 

L 131.000 

• ram256kb/70ns 

L 3.150 

BOX8087/2 

8MHz 

L 187.000 

• ram256kb/80ns 

L 2.950 

BOX8087/1 

10MHz 

L 242.900 

• ram4x256kb/70ns 

L. 10.900 

BOX287XL 

6/12MHz 

L 292.900 

* ram4x256kb/100ns 

L 9.400 

BOX387SX16 

16MHz 

L 448.000 

• ram 1 mb/70ns 

L. 8.950 

BOX387SX20 

20MHz 

L 493.000 

• ramlMb/80ns 

L. 8.600 

BOX 387DX 16 

16MHz 

L 478.000 

• sim256kx9/80ns 

L. 29.000 

BOX387DX20 

20MHz 

L 584.000 

• sim256kx9/100ns 

L. 23.000 

BOX387DX25 

25MHz 

L 727.000 

• simlMbx9/70ns 

L 89.000 

BOX387DX33 

33MHz 

L 920.000 

• simlMbX9/80ns 

L. 84.000 

386 DX25 intei 
386 DX33 intei 


L 355.000 
L 415.000 

• sim2Mbx9/80ns - xPS/2 

L. 225.000 


• Programmatori EPROM per PC - cancellatori - connettori - schede VGA • SCONTI PER QUANTITÀ 1 • PREZZI NETTI I.V.A. ESCLUSA 

• LEGAME VALUTA $=1 .250 • SPEDIZIONI IN 24 ORE • ordini via fax 24 ore su 24 • telefonare 8.30 - 12.30 - 14.30 - 19.00 


ELETTRONICA MONZESE — 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


193 



[ALTERNATIVA INTELLIGENTE 



Il fax intelligente che cresce 
secondo le Vostre esigenze, il 
DK 5400 è il primo terminale 
facsimile che mediante una 
serie di optional può 
implementare le proprie 
funzioni. 


Funzioni del Modello Base 


• Interfaccia RS 232. 

• Ricezione selezionabile 
automatica/manuale. 

• Identificativo utente. 

• Commutazione automatica della 
comunicazione in arrivo su fax o 
telefono. 

• Report di trasmissione, singolo e di 
gruppo. 

• Rapporto di errore. 

• Controllo risoluzione. 

• 16 Tonalità di grigio. 

• Funzione di copia. 

• Richiesta di comunicazione. 

• Autodiagnosi. 

• Display LCD a 16 cifre. 

• Identificazione segnali di allarme. 

Gli Optional 

• Telefono multifunzione. 

• Interfaccia RS 232 & Software operativo. 

• TAD, risponditore e segreteria in RAM. 



Telefono opzionale DK 7345, 14 numeri memorizzabili 
di cui 4 a chiamata rapida e 10 con selezione a due cifre, 
tastiera in gomma antisdrucciolo con tasti illuminati. 


H AI DK 5400 è possibile installare l'opzione Software; questa Vi permetterà oltre ad una completa e 
sofisticata gestione della Vostra messaggistica, l’impiego del DK 5400 come Scanner e Stampante di 
sistema. 



TAD, Telephon Answerìng Device, una opzione che Vi permetterà, a Vostra scelta, di utilizzare il DK 
5400 come un risponditore o come una segreteria telefonica digitale. Avrete la possibilità di registrare, 
nella funzione risponditore, un messaggio della durata di 72 secondi. Nella funzione di segreteria 
potrete registrare un messaggio di 18 secondi e potrete ricevere quattro messaggi da 18 secondi 
cadauno. Il tutto automaticamente. 


Dlf~ITCL / Via Valli, 28 - 42011 Bagnolo in Piano (RE) 

lAJ UIUI I L-f\ Tel. (0522) 951523 - Fax (0522) 951526 - Telex 530156 I 


DESK TOP PUBLISHING 


di Mauro Candini 


Colori su carta 


La prima volta che abbiamo sentito parlare di stampanti a colori 
e ci siamo azzardati a chiederne il prezzo, quasi stramazzavamo a 
terra per la cifra: in pratica costavano più di un attuale 
sistema con processore 80486 a 33 MHz a doppio processore, in 
pratica quasi 30 milioni. Ora la tecnologia ha permesso di poter 
ricondurre i prezzi di questi dispositivi a valori più umani, 
anche se per avere una elevata qualità la cifra da spendere rimane 
in assoluto elevata 


Il colore sulla 
propria scrivania 

Fino a pochi anni orsono la bassa ve- 
locità operativa e il limitato numero di 
bit con i quali operavano i personal com- 
puter non consentivano un efficace uti- 
lizzo della grafica e del colore. Il primo 
passo è stato quello di introdurre l'in- 
terfaccia di tipo grafico/iconico nel mon- 
do dei personal computer, ma a questo 
punto è stato impossibile non affrontare 
anche il problema del colore. 

Ciò in maniera specifica ha significato 
una nuova generazione di standard gra- 
fici con relative schede e monitor a co- 
lori. Come in tutti i campi mettere a di- 
sposizione nuove tecnologie evolute ha 
portato nel giro di qualche anno ad un 
notevole abbassamento dei prezzi (at- 
tualmente, ad esempio, oltre il 50% dei 
monitor che vengono acquistati nel mo- 
mento dell'acquisto di un personal com- 
puter basato su 80286, 386 o 486, è a 
colori con standard VGA). 

Ciò non poteva che portare ad una 
sempre più crescente richiesta da parte 
degli utenti di ottenere su carta ciò che 
si vede a video in fatto di colori e de- 
finizione. Anche questa volta la tecno- 
logia è venuta in aiuto e nel giro di pochi 
anni si è passati da stampanti a colori 
ingombranti e dai costi faraonici, a di- 
spositivi compatti e decisamente più a 
buon mercato. Con la stessa cifra con la 
quale fino a 3 anni orsono si poteva ac- 
quistare una semplice stampante laser 
con linguaggio PostScript, ora si acqui- 
sta abbastanza tranquillamente una 
stampante a colori a trasferimento ter- 
mico. 

Il fatto abbastanza curioso è tuttavia 
che in un discorso di colore siano arri- 
vati prima gli scanner di costo abborda- 
bile che le stampanti: ciò ha chiaramen- 
te creato uno scompenso, poiché il fat- 


to di non poter poi stampare ciò che si 
vedeva a video ha rappresentato co- 
munque un'interruzione della catena 
produttiva. 

Il perché 
di un acquisto 

Molto probabilmente vi sarà già capi- 
tato di invocare la presenza di una stam- 



Ecco una simpatica stampa realizzata con una 
stampante a getto d'inchiostro HP PaintJet XL co- 
me si può notare i colori, anche se abbastanza pie- 
ni, sono comunque molto simili ai pastelli. 


pante a colori («Ah! Se potessi avere 
una bella stampante a colori...»): in ef- 
fetti può capitare abbastanza spesso di 
dover mettere le proprie idee su carta e 
non sempre il bianco e nero è sufficien- 
te ad esprimere tutte le sfumature del 
lavoro che si sta svolgendo. Proviamo 
ad esaminare alcune situazioni nelle 
quali una stampante a colori ci può es- 
sere particolarmente utile. 

Senza alcun dubbio il settore delle 
agenzie di pubblicità è forse quello che 
può trarre più vantaggi da una stampan- 
te a colori. Capita molto spesso di dover 
sottoporre al cliente dei layout di pagine 
pubblicitarie o depliant ed è molto dif- 
ficile presentarsi con un lavoro in bianco 
e nero e dire «...ora si immagini che qui 
sia rosso». Poter presentare una bozza 
di qualsiasi lavoro con i colori che si in- 
tendono usare, dà evidentemente un 
senso maggiore al proprio lavoro. 

Un settore simile a quello delle agen- 
zie di pubblicità è quello degli studi gra- 
fici, in particolare quelli che lavorano 
nello specifico settore del packaging, 
cioè nello studio delle confezioni dei 
prodotti. In questo caso una stampante 
a colori è veramente utilissima, quasi in- 
dispensabile: ovviamente esistono dei 
sistemi tradizionali di preparazione dei 
prototipi di scatole e confezioni dei pro- 
dotti, ma sono completamente di tipo 
«artigianale» e comportano quindi tem- 
pi molto lunghi per la produzione di un 
solo campione. 

Un altro settore dove le stampanti a 
colori possono essere di valido aiuto è 
quello dell'editoria specializzata nella 
produzione di libri che contengono mol- 
te fotografie a colori: in questo caso è 
necessario possedere anche uno scan- 
ner a colori per acquisire le fotografie 
che interessano. Durante rimpaginazio- 
ne del libro sarà possibile posizionare 
tutte le foto e dimensionarle a dovere, 
anche modificandone le dimensioni o 
selezionando solo dei particolari. La suc- 
cessiva stampa potrà far emergere 
eventuali problemi di equilibrio cromati- 
co delle pagine rispetto alle foto inseri- 
te. 

Ma possiamo trovare anche settori 
molto specifici di utilizzo delle stampan- 
ti a colori come ad esempio quello della 
moda e dei tessuti. Lo studio di una tra- 
ma a colori per un tessuto è cosa tut- 
t'altro che semplice: anche in questo 
campo si fa sempre maggior uso del 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


195 


DESK TOP PUBLISHING 



computer e la possibilità di avere copie 
su carta dei propri elaborati può essere 
di grande utilità. Anche nel settore della 
moda i computer si stanno prepotente- 
mente guadagnando un ampio spazio: 

10 studio degli accostamenti di colore 
per la produzione di una serie di modelli 
identici nella forma, ma con differenti 
possibilità di colori necessita di una 
stampa su carta delle varie possibilità in 
modo da poter sottoporre al giudizio di 
più persone i vari elaborati. 

Non dimentichiamoci anche di appli- 
cazioni più normali: anche nel più clas- 
sico ufficio, si può trarre benefici dalla 
presenza di una stampante a colori. Po- 
ter inserire in un proprio report una se- 
rie di grafici a colori valorizza moltissimo 

11 report stesso, rendendolo di più facile 
comprensione oltre che facendogli ac- 
quistare una veste molto più professio- 
nale. Inoltre, usando adeguatamente il 
colore è possibile rendere il testo più vi- 
vo introducendo appunti a colori, segna- 
lazioni, semplici illustrazioni e box, tutti 
elementi che dal colore possono trarre 
vantaggi notevoli. 

Un ulteriore settore di utilizzo all'inter- 
no dell'ufficio sono le presentazioni. Un 
sempre maggiore utilizzo di prodotti di 


desktop presentation come Microsoft 
PowerPoint o Aldus Persuasion, ha con- 
sentito di svolgere questa attività in ma- 
niera sempre più veloce e semplice. C’è 
sempre stato tuttavia il problema di pro- 
durre i materiali a colori per la presen- 
tazione: infatti non sempre è possibile 
utilizzare un videoproiettore collegato 
ad un personal computer sia esso un 
PC o un Macintosh. La catena di pro- 


duzione prevede la realizzazione di dia- 
positive a colori: tuttavia per questo ge- 
nere di lavori ci si deve quasi sempre 
appoggiare ad un centro servizi esterno, 
normalmente piuttosto costoso. Inoltre 
ciò comporta il problema di lavorare con 
un certo anticipo e quindi il vantaggio di 
un tale sistema di lavoro, ovvero le va- 
riazioni della presentazione all’ultimo 
minuto sono pressoché impossibili. Si 


Modello 

Produttore 

Tecnologia 

Tipo di PC 

Interfaccia 

Risoluzione 

PostScript 

Formalo 

Costo 

Distributore 

Color.Master 

Calcomp 

Termica 

PC 

S/P 

200 dpi 

No 

Uni A4 

nc 

Calcomp 

6603PS 

Calcomp 

Termica 

PC/Mac 

S/P 

300 dpi 

Emulazione 

Uni A4 

nc 

Calcomp 

PJ 1080 A 

Canon 

Getto 

PC 

P 

600 dpi 

No 

R X 216 DHL 

LI .800.000 

Canon 

Proiet Col. 

Citizen 

Getto 

PC 

VP 

300 dpi 

No 

nc 

nc 

Telar, Telcom 

VY 5000 

Hitachi 

nc 

PC 

P 

6 dp mm. 

No 

Uni A4 

L19.750.000 

Hitachi 

TT200 

Honeywcll 

nc 

PC 

P 

200 dpi 

No 

Uni A4 

oc 

Bull 

PtaelMaster 

Howtek 

Getto 

PC 

S/P 

240 dpi 

No 

Uni A4 

U5.900.000 

Techex 

PaintJet 

IIP 

Getto 

PC/Mac 

S/P 

180 dpi 

No 

Uni A4 

L2.995.000 

Celdls, Della 

PainQctXL 

HP 

Getto 

PC/Mac 

S/P 

180 dpi 

No 

Uni A3 

L4.896.000 

Ccldls, Delta 

XL 7700 

Kodak 

Sublimazione 

PC/Mac 

S/P 

200 dpi 

No 

212x275 mm 

„c 

VTR 

Color 4 

Kodak 

Getto 

PC/Mac 

S/P 

192 dpi 

No 

Uni A4 

nc 

Kodak 

G340/MAC 

Mitsubishi 

Termica 

Mac 

S 

1184x1754 

No 

Uni A4 

L21.900.000 

Mitsubishi 

G340/10-11 

Mitsubishi 

Termica 

PC 

p 

1184x1754 

No 

Uni A4 

L19.600.000 

Mitsubishi 

G370/MAC 

Mitsubishi 

Termica 

.Mac 

S 

300 dpi 

No 

Uni A4 

Lll.160.000 

Mitsubishi 

G370/Wlnd 

Mitsubishi 

Termica 

PC 

p 

300 dpi 

No 

Uni A4 

nc 

Mitsubishi 

G650/MAC 

Mitsubishi 

Termica 

Mac 

S 

300 dpi 

No 

Uni A3 

L15.470.000 

Mitsubishi 

G650/10-11 

Mitsubishi 

Termica 

PC 

p 

300 dpi 

No 

Uni A3 

L14.000.000 

Mitsubishi 

Colonnate 

NEC 

Termica 

PC/Mac 

S/P 

300 dpi 

Sì 

Uni A4 

nc 

NEC 

ColorScrlptlOO/lO 

QMS 

Termica 

PC/Mac 

S/P 

300 dpi 

Sì 

Uni A4 

Ll6.200.000 

Modo 

ColorScripll00/30 

QMS 

Termica 

PC/Mac 

S/P 

300 dpi 

Sì 

Uni A3 

L3 1.000.000 

Modo 

JX730 

Sharp 

Getto 

PC 

p 

180 dpi 

Emulazione 

R x 360 mm. 

nc 

Delta 

Color Quick 

Tektronix 

Getto 

PtVMac 

S/P 

216 dpi 

No 

R x 457 mm. 

L4.969.000 

Tektronix 

Color QukkCQS 

Tektronix 

Getto 

Mac 

s 

216 dpi 

Sì 

R x 457 mm. 

L19.000.000 

Tektronix 

Phaser I1DX 

Tektronix 

Termica 

Unix 

S/P 

300 dpi 

No 

Uni A4 

L9.300.000 

Tektronix 

Phaser DPX 

Tektronix 

Termica 

PC/Mac 

S/P 

300 dpi 

: ni Li:. 

Uni A4 

L14.900.000 

Tektronix 

Phaser USX 

Tektronix 

Termica 

PCMac 

S/P 

300 dpi 

No 

Uni A4 

nc 

Tektronix 

4020 

Xerox 

Getto 

PC 

s 

240x120 dpi 

No 

Rx220 mm. 

L2.8 50.000 

Rank Xerox 


S-Seriale P-Parallcla R- rotolo 


Le stampami a colori 
disponibili sul mercato 
italiano. 


196 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



DESK TOP PUBLISHING 




può scegliere se avere una buona riso- 
luzione ed una scarsa resa cromatica o, 
viceversa, una buona resa cromatica ed 
una bassa risoluzione. 

Esiste inoltre il problema della carta: 
per ottenere dei buoni risultati è sem- 
pre consigliabile utilizzare della carta 
speciale il cui costo è circa 3 volte la 
normale carta usata per stampanti laser 
e fotocopiatori. Infatti la carta normale 
tende ad aumentare la grandezza del 
punto d'inchiostro a causa della porosi- 
tà. Di positivo c'è il fatto che le copie 
non sono particolarmente delicate e 
possono sopportare lo stesso passag- 
gio di mano in mano che può subire una 
normale stampa laser. 

Anche sulla carta speciale, i colori del- 
le stampati a getto d'inchiostro risultano 
comunque essere abbastanza «annac- 
quati». Quasi tutti i driver per queste 
stampanti consentono differenti risolu- 
zioni di stampa e anche in questo caso 
il livello dei colori è differente. Per quan- 
to riguarda la stampa su lucidi, alcune 
stampanti consentono di ottenere risul- 
tati di qualità superiore attraverso la co- 
siddetta tecnica denominata «overprin- 
ting», in pratica ogni riga viene stampa- 
ta due volte. In questo caso si ottiene 
un doppio strato d'inchiostro che rende 
molto vivi i colori. Il rovescio della me- 
daglia sta nel tempo di stampa che di- 
venta leggermente più lungo del doppio 
di una stampa normale. 

Un altro problema delle stampanti a 
getto d'inchiostro può essere legato ad 
un utilizzo non continuativo della stam- 
pante: in questo caso infatti si rischia 
che l'inchiostro si asciughi ostruendo i 
punti di passaggio dello stesso. Per evi- 
tare questi problemi i costruttori di 
stampanti a getto d'inchiostro hanno 
adottato diverse soluzioni: nei modelli 


può anche decidere di acquistare un 
film-printer, ovvero un generatore di dia- 
positive: questi prodotti hanno ora dei 
costi paragonabili o anche più bassi di 
quelli di una stampante a colori, ma il 
loro utilizzo resta forzatamente ridotto, 
mentre una stampante a colori, come 
abbiamo potuto già vedere, ha una più 
vasta area applicativa. 

Per finire vorremmo comunque indi- 
care alcune limitazioni all’uso di stam- 
panti a colori. La loro tecnologia fino ad 
ora è riuscita ad abbassare i prezzi e 
rendere buona la qualità della copia. Esi- 
stono tuttavia ancora dei problemi legati 
alla resa cromatica delle copie: i colori 
infatti potrebbero non essere perfetta- 
mente identici a quelli voluti o a quelli 
visti a video (oltre tutto il video utilizza 
un sistema di luce diretta con creazione 
dei colori in forma additiva, mentre una 
copia su carta vive di luce riflessa e sin- 
tesi sottrattiva). In pratica, se si vuole 
ottenere una copia di riferimento cro- 
matico, come per esempio i classici 
Cromalin (stampe realizzate partendo 
dalle pellicole originali di stampa che 
consentono agli operatori di macchina 
che dovranno stampare le copie defini- 
tive di controllare che il risultato croma- 
tico definitivo sia perfetto), è necessario 
rivolgersi a sistemi professionali del co- 
sto non proprio alla portata di tutte le 
tasche 

È possibile avere una stampa di rife- 
rimento cromatico a partire da un file 
PostScript su dischetto (ad esempio, 
nell’ambiente Macintosh, la stampa 
4CAST della Dupont), ma bisogna in 
ogni caso rivolgersi ad un Service ester- 
no poiché il costo del sistema è ancora 
elevato. 

Accenni di tecnologia 

Al momento attuale esistono due tec- 
nologie ormai ben collaudate: il getto 


d'inchiostro e il trasferimento termico a 
base di pigmenti cerosi. 


Getto d'inchiostro 

La tecnologia a getto d'inchiostro è 
quella più economica. L'inchiostro dei 
quattro colori primari giallo, magenta, 
cian e nero viene «sparato» sulla carta 
in forma di piccolissimi getti che assu- 
mono la forma di punti una volta che 
raggiungono la carta stessa. La somma 
dei 4 colori attraverso una tecnica di di- 
thering consentono di realizzare una 
buona corrispondenza ai colori reali (di- 
thering - simulazione di una tonalità di 
colore attraverso la realizzazione di ma- 
trici composte da punti nei 4 colori a di- 
sposizione). 

La risoluzione di queste stampanti è 
buona: si va dai 160 a oltre 200 punti 
per pollice. Ovviamente la tecnica del 
dithering applicata a queste medie riso- 
luzioni non consente una eccezionale 
resa cromatica delle copie: in pratica si 


197 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


DESK TOP PUBLISHING 




tica e risoluzione, senza che un fattore 
vada a discapito dell'altro. 

Trasferimento termico 

Anche questa tecnologia è ormai ben 
collaudata e consente di ottenere ottimi 
risultati. La stampa avviene per trasfe- 
rimento termico dei quattro colori pri- 
mari (giallo, magenta, cian e nero) da 
una pellicola a base cerosa. La carta in 
pratica subisce quattro volte il processo 
di stampa ogni volta con un nuovo film 
di differente colore. Questo fatto evi- 
dentemente comporta una maggiore 
precisione nel trascinamento della carta 
ed è proprio questo il fattore che mag- 
giormente incide sul costo di queste 
stampanti. 

D'altro canto i risultati in termini di re- 
sa cromatica sono senza dubbio molto 
maggiori rispetto alla tecnologia del get- 
to d'inchiostro. In pratica la cera colo- 
rata si deposita sulla carta e non viene 
assorbita come nel caso del getto d'in- 
chiostro. Questo fatto rende le copie 
molto più vive dal punto di vista dei co- 
lori. Evidentemente anche in questo ca- 
so sussiste il problema del supporto, 
cioè della carta utilizzata che deve es- 
sere speciale per consentire agli strati 
di cera di depositarsi e restare perfet- 
tamente aderenti. 

Le copie ottenute da stampanti a tra- 
sferimento termico risultano comunque 
essere abbastanza delicate e vanno ma- 
neggiate con cura soprattutto appena 
stampate. È infatti molto facile «graffiar- 
le» asportandone una parte dello strato 
di cera depositato sulla carta. 

Una delle ragioni della miglior resa 
cromatica delle stampanti a trasferi- 
mento termico si può ricercare nella 
maggior risoluzione e nel differente si- 
stema di dithering. La risoluzione è qua- 
si in tutti i casi di 300 punti per pollice, 
mentre per la riproduzione di differenti 
colori si usa una tecnica molto simile a 
quella utilizzata per la normale stampa 
in quadricromia: in pratica si applica una 
rotazione ai retini che vanno a comporre 
l'immagine nei differenti colori, Il risul- 
tato qualitativo è notevole, visto che 
questa tecnologia viene usata con suc- 
cesso nella stampa normale, che ha ol- 
tretutto una definizione ben inferiore al 
300 punti per pollice. 

Un altro elemento che pesa nel mag- 
gior costo di queste stampanti è la pre- 
senza del linguaggio PostScript, che vie- 
ne offerto su quasi tutti i modelli. Ov- 
viamente anche questo fattore porta al- 
l'ottenimento di migliori risultati obbe- 
dendo alla regola del maggior costo, ma 
migliori prestazioni. Con PostScript nor- 
malmente queste stampanti forniscono 
supporto ai 35 font ormai standard di 
partenza per tutti coloro che utilizzano 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


Hewlett-Packard e Canon è consigliabile 
sostituire completamente la testina che 
è del tipo «usa e getta» a basso costo, 
mentre Tektronix preferisce dotare le 
sue stampanti di testine autopulenti (in 
pratica sia prima di iniziare il lavoro che 
alla fine, la stampante si sottopone ad 
un ciclo automatico di pulizia che la oc- 
cupa per alcuni minuti). 

Normalmente queste stampanti non 
incorporano linguaggi come PostScript, 
ma talvolta consentono di avere delle 
interfacce supplementari per ciò. Il fatto 
di non avere di base PostScript inserito 
nella stampante è strettamente legato 
al costo della periferica stessa, che nel 
caso delle stampanti a getto d'inchio- 
stro si aggira intorno a 5 milioni. 

Ovviamente esiste anche un cosid- 
detto costo di utilizzo che nel caso delle 
stampanti a colori non va sottovalutato. 
Nel caso specifico delle stampanti a 
getto d'inchiostro il costo di una pagina 
stampata si aggira sulle 500 lire, mentre 
i lucidi hanno costi decisamente mag- 
giori toccando le 2000 lire. 

Senza dubbio questo genere di stam- 
panti sono l’ideale complemento di una 
normale stampante laser, consentendo 
di avere copie a colori ad un prezzo ab- 
bordabile con una qualità passabile. Tut- 


tavia non possiamo certo consigliarle ai 
professionisti del colore, che evidente- 
mente necessitano di una maggior qua- 
lità soprattutto in termini di resa croma- 


DESK TOP PUBLISHING 


stampanti dotate di questo linguaggio. 
Alcune stampanti hanno addirittura la 
possibilità di collegare un hard disk 
esterno da cui caricare in memoria i 
font necessari per la propria pubblicazio- 
ne. 

Tra breve dovremmo vedere compa- 
rire sul mercato una nuova generazione 
di stampanti a trasferimento termico 
con prezzi decisamente più abbordabili: 
in pratica ciò che stanno studiando i vari 
produttori è la possibilità di offrire al 
mercato stampanti basate sulla stessa 
tecnologia, ma con prestazioni legger- 
mente inferiori, dovute per esempio a 
meno memoria disponibile o un set di 
caratteri ridotti. Ovviamente queste 
stampanti avranno la possibilità di cre- 
scere in prestazioni aggiungendo modu- 
li aggiuntivi fino a raggiungere le presta- 
zioni delle attuali (e speriamo anche su- 
perarle) a parità di prezzo attuale. 

Nel frattempo accontentiamoci di po- 
ter acquistare già stampanti ad un otti- 
mo livello di tecnologia e prepariamoci a 
pagare ogni copia stampata dalle 1000 
alle 2000 lire, rispettivamente per una 
copia su carta o su lucido. 

Tecnologie future 

Ci sono tre direzioni principali nelle 
quali si sta lavorando alacremente per 
poter offrire delle valide alternative a 
prezzi migliori degli attuali: in alcuni casi 
si è già sulla strada buona, in altri biso- 
gnerà probabilmente attendere tempi 
più lunghi. 

Stampa su carta normale — Questa 
possibilità servirebbe ad abbassare no- 
tevolmente i costi di gestione. Nel cam- 
po del getto d'inchiostro ci sono già al- 
cuni interessanti esempi come la stam- 
pante Kodak Diconix Color 4. Per quan- 
to riguarda la tecnologia delle stampanti 
termiche, una delle soluzioni allo studio 
è quella di utilizzare cera in forma solida 
che poi viene passata sulla carta in ma- 
niera diretta, senza necessità di sten- 
derla prima su un film per un succes- 
sivo passaggio su carta. 

Stampanti Laser a Colori — La sfida 
sulla tecnologia laser è partita diversi 
anni orsono nel tentativo primario di 
raggiungere il traguardo delle prima fo- 
tocopiatrice a colori di tipo economico. 
In pratica si tratta di realizzare immagini 
a colori stendendo 4 tipi di toner di dif- 
ferenti colori sul foglio di carta possibil- 
mente in un unico passaggio. In questo 
campo troviamo pesantemente impe- 
gnati Canon e Sharp. 

Dye Sublimation — è uno speciale 
procedimento nel quale la tinta viene 
passata da uno speciale nastro ad una 
carta di tipo fotografico. I risultati sono 
superiori e realistici poiché si riesce per- 
sino ad ottenere toni continui di tinta 



Victor JVC SP5500 


| Una stampante a colori non ancora di- 
stribuita in Italia, ma dalle caratteristiche, 
compreso il prezzo, superlative è 
questa Victor SP5500 vista in ante- 
prima già nel giugno 1990 in Giappo- 

Òffre una risoluzione di 300 dpi, 
ma i risultati di stampa sono presso- 
ché sorprendenti, come testimonia il 
I particolare di una stampa A3 riprodot- 
to in questo stesso riquadro. 

È collegabile mediante una interfac- 
I eia video a qualsiasi sistema RGB e me- 
diante SCSI a sistemi AT e Macintosh, co- 
sta negli Stati Uniti d'America circa 60.000 
dollari (75.000.000 di lire), mentre il costo 


come nelle sfumature. Esistono già al- 
cuni esempi di stampanti «dye sublima- 
tion» come la Kodak XL7700 o la Mit- 
subishi S340-10 o la Victor SP5500, at- 
tualmente non importata in Italia. Pro- 
babilmente questa sarà la tecnologia del 
futuro per quanto riguarda le stampanti 
a colori. 

Conclusioni 

Ebbene sì, possiamo tranquillamente 
affermare che è arrivata l'ora di avere 
sulla propria scrivania una stampante a 
colori. Il livello del rapporto prezzo/pre- 
stazioni inizia ad essere più che interes- 


sante e fa ben sperare per ulteriori ab- 
bassamenti dei prezzi e di riflesso dei 
costi di gestione (più stampanti ci sono, 
più materiale di consumo viene richie- 
sto dal mercato, più i prezzi di quest'ul- 
timo scendono). 

Abbiamo voluto riassumere in una ta- 
bella le caratteristiche dei principali mo- 
delli offerti sul mercato italiano: le varie 
case offrono differenti configurazioni 
e/o allestimenti, vi consigliamo di con- 
sultare il produttore o l'importatore per 
poter scegliere con la maggior sicurezza 
possibile la stampante che meglio può 
svolgere le funzioni alla quale è chiama- 
ta. £ 3 § 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


199 


Com p uter & Ha ndicap 


Computer & Handicap Psichico 

Avviamento alla soluzione 
di semplici problemi aritmetici 

di Fabio Celi 


Nel numero 106 di aprile ho 
cercato di illustrare alcuni 
principi teorici generali sul 
possibile uso del computer 
con disabili psichici, per 
esempio bambini con ritardo 
mentale. I vantaggi che si 
ottengono dall'uso del mezzo 
informatico in questi casi 
sono essenzialmente tre: il 
programma può essere 
strutturato in modo preciso, 
rigoroso, con gli stimoli giusti 
erogati al momento giusto e 
con tutti gli aiuti necessari 
per favorire l'apprendimento; 
ogni risposta corretta 
dell'allievo può essere 
adeguatamente sottolineata, 
rinforzata e spiegata; infine 
l'uso del personal computer è 
spesso molto gratificante per 
il bambino che lavora 
volentieri, con un livello di 
motivazione alto e per molto 
tempo. Questo mese vorrei 
mostrare, attraverso l'analisi 
di un semplice programma, 
come questi principi possono 
essere messi in pratica 


Il programma 

Immaginiamo che il nostro obiettivo 
con un bambino disabile sia favorire la 
sua capacità di risolvere problemi arit- 
metici. È evidente che in un allievo che 
presenta un ritardo mentale questa abi- 
lità sarà compromessa (come ogni abi- 
lità cognitiva). D'altra parte non credo 
che sia necessario insistere sull'impor- 
tanza di far acquisire abilità matemati- 
che anche a bambini difficili: alcune di 
queste abilità di base sono troppo im- 
portanti nella vita di tutti i giorni, per 
l'autonomia di ogni individuo. Si pensi 
soltanto alla differenza di qualità della vi- 
ta tra chi possiede e chi non possiede 
la capacità di usare il denaro per fare la 
spesa da solo. 

Per poter risolvere problemi aritmetici 
che richiedano la scelta tra un'addizione 
e una sottrazione è necessario posse- 
dere tre abilità fondamentali: 

1. Saper eseguire meccanicamente 
addizioni e sottrazioni. 

2. Saper analizzare il testo del proble- 
ma e comprenderne il significato mate- 
matico. 

3. Saper distinguere in quali casi è ne- 
cessaria un'addizione e in quali casi è 
necessaria una sottrazione. 

Prima di tutto il programma tenta di 
favorire l'acquisizione di queste abilità 
presentando il compito, nei limiti del 
possibile, come un gioco. La figura 1 ri- 
porta la schermata iniziale, dove si for- 
ma un grande punto interrogativo. Su- 
bito dopo, come si può vedere nella fi- 
gura 2, viene proposto il primo proble- 
ma da risolvere. Si tratta di un semplice 
problema scelto a caso in un gruppo di 
problemi di difficoltà simile. Il testo si 
riferisce sempre a esperienze concrete 
quotidiane (per es. Lo zio ti regala 6 ca- 
ramelle), i dati sono tutti entro il 20 (ma 


questo può essere modificato con faci- 
lità a seconda delle esigenze del sog- 
getto) e le domande sono formulate in 
modo da non provocare risposte auto- 
matiche. Quest'ultimo aspetto è molto 
importante. Infatti nei bambini con ritar- 
do mentale accade di frequente che 
l'apprendimento di un'abilità si verifichi 
in risposta a stimoli precisi: quando lo 
stimolo viene anche leggermente mo- 
dificato l'abilità tende a non riprodursi 
più. In termini tecnici si dice che non 
c'è stata generalizzazione. In pratica 
questo significa che se in ogni proble- 
ma che richiede un'addizione la doman- 
da contiene le parole in tutto, i bambini 
imparano che quando ci sono queste 
parole è necessaria un'addizione, ma 
non sono poi in grado di risolvere un 
problema anche molto simile se la do- 
manda è formulata diversamente. Per 
questo motivo i problemi sono presen- 
tati con domande neutre rispetto alla 
soluzione richiesta: per esempio 
«Quante uova ci sono ora a casa?» e 
mai «Quante uova ci sono in tutto?» né 
«Quante uova rimangono?». 

A questo punto il programma attende 
una risposta da parte dell'allievo. Si trat- 
ta di un momento cruciale dal punto di 
vista psicologico. Come ho più diffusa- 
mente fatto notare nell'articolo di aprile, 
è qui essenziale rispettare una regola: 
se la risposta è corretta bisogna man- 
dare un segnale positivo forte; se è 
sbagliata un segnale negativo debole. In 
caso di risposta corretta il programma 
eroga un rinforzatore visivo e sonoro: 
sullo schermo appare scritto in modo 
molto evidente e colorato «BRAVO», 
oppure un serpentone che scrive O.K., 
oppure due facce che sorridono (come 
si può vedere nella fig. 3a) e viene suo- 
nata una musichetta. Sia il rinforzatore 
visivo che la musica cambiano di volta 


200 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


COMPUTER & HANDICAP 



in volta in modo casuale. Poi il program- 
ma eroga un feedback, scritto e figura- 
to, che spiega all'allievo perché la sua 
risposta è giusta. Il problema viene ana- 
lizzato nelle sue parti essenziali dal pun- 
to di vista matematico e i dati vengono 
rappresentati da palline che si formano 
una dopo l'altra sullo schermo. Una 
semplice animazione provvede poi ad 
unire insieme le palline nel caso dell'ad- 
dizione o a toglierle nel caso della sot- 
trazione. Le parole chiave del feedback 
(aggiungo, tolgo, addizione, sottrazione) 
sono colorate, mentre il resto del testo 
è in nero, in modo che su quelle parole 
particolarmente rilevanti si concentri la 
maggior attenzione dell'allievo. Infine 
compare l'operazione corretta (che l'al- 
lievo ha già eseguito), e il programma è 
pronto per proporre un nuovo problema, 
come si può vedere nella figura 4. 

In caso di risposta errata, al contrario, 
l'errore viene segnalato in modo debo- 
le: un beep e, nella parte alta dello 
schermo, in nero, l'invito a provare di 
nuovo. Subito sotto il problema viene ri- 
proposto. Se l'allievo compie due errori 
consecutivi, al terzo tentativo viene ero- 
gato un aiuto grafico forte che permette 
una vera e propria soluzione guidata 
passo dopo passo. Il programma dice: 
«Adesso cercherò di aiutarti con un di- 
segno» e poi prova a portare l'allievo ad 
analizzare il testo del problema con do- 
mande specifiche. Chiede per esempio: 
«Quante uova porta a casa la mam- 
ma?» e aspetta una risposta. Se anche 
questa risposta è sbagliata invita a leg- 
gere la frase del problema. Dopo cinque 
risposte errate consecutive il program- 
ma si interrompe perché evidentemen- 
te non è alla portata del bambino. An- 
che in questo caso, tuttavia, per evitare 
per quanto possibile la frustrazione, vie- 
ne emesso un messaggio (Si è bloccato 
qualcosa. Chiama l'insegnante) che non 
sottolinea in alcun modo l'inadeguatez- 
za dell'allievo. Quando invece il bambi- 
no è in grado di rispondere alla doman- 
da sul testo del problema il dato viene 
rappresentato graficamente nel riqua- 
dro, come si può vedere nella figura 5. 
Si tratta di un tipo di rappresentazione 
analoga a quella del feedback erogato 
dopo le risposte corrette. La stessa co- 
sa avviene con la seconda domanda del 
problema (per es. «Quante uova servo- 
no per fare la torta?»). La soluzione vie- 
ne a questo punto rappresentata grafi- 
camente dal programma che aggiunge 
o toglie le palline necessarie, scrive l'o- 
perazione corretta e chiede al bambino, 
che non deve far altro che contare le 


palline, il risultato. Anche in questo caso 
le parole chiave compaiono sullo scher- 
mo colorate. Viene erogato un rinforza- 
tore (naturalmente assai meno bello di 
quello dato quando il bambino trova da 
solo la soluzione) e il programma è 
pronto per proporre un problema nuovo. 

Dopo cinque presentazioni viene ero- 
gato un rinforzatore finale e il feedback 
mette in luce l'aspetto positivo della 
prestazione (per es. «Ti ho fatto fare 3 
problemi e tu li hai risolti tutti») e non 
quello negativo (non comparirà mai 
scritto «Hai avuto bisogno di 4 aiuti al- 
trimenti non saresti mai arrivato in fon- 
do!»). Inoltre, alla moda dei videogiochi, 
viene attribuito un punteggio, calcolato 
sulla base delle risposte corrette, degli 


errori, degli aiuti che sono stati neces- 
sari. il punteggio massimo (5 problemi 
risolti al primo tentativo) è 100, quello 
minimo 50. È impossibile prendere 0: in 
questo piccolo particolare il computer 
può dare una rapida lezione di psicolo- 
gia a molte maestre. Nella parte bassa 
dello schermo, come si può vedere nel- 
la figura 6, ci sono alcune note per l'in- 
segnante sull'andamento della seduta: 
numero di problemi nuovi presentati: 
numero di presentazioni di problemi 
vecchi in seguito ad un errore: numero 
di risposte corrette al primo e ai tenta- 
tivi successivi; numero di risposte erra- 
te; numero di aiuti erogati; numero di 
errori di discriminazione (di problemi ri- 
solti senza errori di calcolo, ma con l'ad- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


201 



COMPUTER & HANDICAP 




dizione al posto della sottrazione o vi- 
ceversa). Le note possono essere utili 
per avere un'idea delle capacità dell'al- 
lievo, dei suoi progressi, dei suoi punti 
deboli e per valutare nel tempo se il 
programma produce qualche effetto. 

A cosa serve? 

L'esperienza di quasi cinque anni con 
programmi di questo tipo mi ha inse- 
gnato per lo meno una cosa: usare il 
computer diverte la maggior parte dei 
bambini con handicap psichico (come 
d'altronde la maggior parte dei bambi- 
ni). 

Avrei potuto iniziare il paragrafo in 
modo più formale. Avrei potuto portare 
qualche dato sull'incremento di abilità di 
discriminazione tra somma e differenza 
nella soluzione di problemi in bambini 
con ritardo mentale lieve e medio-lieve 
o addirittura in adulti. In realtà questo 
programma, come altri progettati per 
l'insegnamento speciale a handicappati 
psichici, aumentano sicuramente le abi- 
lità direttamente insegnate e più in ge- 
nerale producono un miglioramento nel- 
le funzioni cognitive. 

Ma secondo me non è questo il pun- 
to fondamentale. In linea teorica gli 
stessi risultati possono essere ottenuti 
con programmi «carta e matita», dai 
quali il più delle volte questi software 
derivano. 

Nel nostro esempio si potrebbero 
presentare ai bambini i problemi scritti 
su un quaderno; se un bambino mostra 
delle difficoltà lo si potrebbe aiutare con 
figure che indichino la soluzione corret- 
ta (v. Lancioni e coll., 1983); quando in- 


vece trova la soluzione da solo potrebbe 
essere gratificato con lodi verbali... ma 
tutto questo non è la stessa cosa che 
giocare con il computer. 

«Giocare» con il computer rende gli 
allievi più contenti; più motivati ai com- 
piti proposti; più attenti per un tempo 
più lungo. Il segreto è tutto qui. Per ot- 
tenere risultati simili con penna, quader- 
no e figurine colorate ci vuole moltissi- 
ma pazienza, spesso bisogna interrom- 
pere perché il bambino è stanco, le se- 
dute sono necessariamente più brevi e 
rischiano ogni momento di somigliare 
più ad una tortura che ad un esercizio 
didattico o riabilitativo. Invece è vera- 
mente un piacere guardare i bambini 
che «giocano» con il computer, Il più 
delle volte si impegnano al massimo, 
sono loro i primi a chiedere di fare certi 


esercizi, tendono a stancarsi molto dif- 
ficilmente, la loro motivazione e persino 
la loro autostima va alle stelle. Questo 
è un altro punto che non andrebbe tra- 
scurato. Non solo «giocare» col compu- 
ter è piacevole (e come è noto il piacere 
nel fare una certa attività è alla base di 
qualsiasi successo). Usare il computer, 
«lavorare» con il computer è anche un 

paci di fare le stesse cose che fanno gli 
adulti, anzi una cosa che spesso mette 
persino gli adulti in difficoltà (v. a questo 
proposito le osservazioni di La Guardia, 
1981). 

Feci una delle mie prime sperimen- 
tazioni di questo software con un ragaz- 
zino con ritardo mentale lieve che fre- 
quentava allora la prima media. Questo 
non lo aiutò soltanto a risolvere proble- 


Riferimenti bibliografici 

Camine D. (1989) Il computer può insegnare a leggere e a ragionare agli allievi con 
disabilità?, HD Giornale Italiano di Psicologia dell'handicap e delle disabilità di appren- 
dimento, 29, 11-17. 

Eliott B.R. e Maher C.A. (Eds) (1984) Microcomputers and exceptional children, Hawort 
Press, New York. 

Frank A.R., Wacker D.P., Berg W.K. e McMahon C.M. (1985) Teaching selected mi- 
crocomputer skills to retarded students via picture prompts, Journal of Applied Behavior 
Analysis, 18. 179-185. 

Giustozzi C. (1990) Robot che imparano, MCmicrocomputer, 102, 169-172. 

La Guardia E. (1991) «Arturo», Micro & Personal Computer, 124. 18. 

Lancioni G.E., Smeets P.M., Oliva D. e Gasparoni S. (1983) Metodologia di intervento 
sui problemi di matematica in bambini con ritardo evolutivo. La presentazione grafico 
pittorica, Psicologia e Scuola, 15, 41-48. 

Meazzini P e Sandoni G. (1985) Il computer umanizzato : applicazioni educative gestio- 
nali a favore della persona con handicap e/o disabilità di apprendimento, HD Giornale 
Italiano di Psicologia dell'handicap e delle disabilità di apprendimento, 7, 4-14. 


202 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




COMPUTER & HANDICAP 



Figura 4 - Dopo la risposta corretta viene proposto un nuovo problema. 



Figura 5 - Nel caso di esposta errata il problema viene riproposto più volte fino 
a giungere ad un suggenmento grafico. 


mi aritmetici. Imparò pian piano ad usa- 
re la tastiera; era entusiasta di queste 
nuove abilità che acquisiva giorno dopo 
giorno; poteva mostrare all'insegnante 
di matematica e ai suoi compagni di 
classe che sapeva usare il computer 
della scuola. Oggi fa il secondo anno di 
un Istituto Tecnico Commerciale, che 
scelse proprio perché era una scuola 
"piena di calcolatori». Non sa fare pro- 
prio tutto quello che sanno fare i suoi 
amici, ma ci prova: molto spesso ci rie- 

In conclusione un programma come 
quello che ho descritto può rendere più 
«simpatici» certi esercizi di matematica 
che prima erano rifiutati perché troppo 
noiosi, faticosi e difficili. Forse anche la 
maestra che li propone è adesso più 
simpatica. 

Di sicuro l'uso del computer nell'edu- 
cazione speciale non mette da parte la 
figura dell’educatore, come ancora qual- 
che anno fa forse qualcuno temeva. Al 
contrario (v. per es. Meazzini, 1985) l'e- 
ducatore, liberato dagli impegni didattici 
più ripetitivi, ha più tempo da dedicare 
al bambino disabile per i suoi bisogni 
emotivi e relazionali, ha più tempo e da- 
ti per valutare i progressi del suo allievo, 
i suoi punti di forza e i suoi punti deboli 
e per programmare sulla base di queste 
osservazioni gli interventi futuri. E poi 
quello stesso bambino che cominciava 
a giudicarsi incapace di risolvere i più 
banali problemi matematici adesso sa 
usare il computer! Prende dimestichez- 
za con un mezzo che potrà essergli utile 
in futuro in molte occasioni. Impara, an- 
che in questo modo, a diventare gran- 
de. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


Quante altre cose 
si potrebbero fare! 

Adesso è arrivato il momento di un 
po’ di autocritica, come si usava dire fi- 
no a qualche tempo fa. Questo softwa- 
re è veramente molto brutto. Visto con 
gli occhi di chi abbia un minimo di espe- 
rienza di programmazione, è pieno di di- 
fetti per non dire di peggio. È scritto in 
Basic, con tutti i guai (anche di imma- 
gine per l'autore) che questo comporta. 
Non sfrutta non diciamo un'interfaccia 
grafica — le famose G.U.I. delle quali 
sembra che oggi non si possa più fare 
a meno —, ma neppure le modeste ca- 
pacità di una scheda CGA: le scritte so- 
no formate dai piccoli caratteri standard 
di schermo, cosi come i tentativi minimi 
di disegno e di animazione. Il risultato è 


una presentazione povera, tutt'altro che 
accattivante, con un rapporto tra testo e 
disegni troppo a favore del testo. D'altra 
parte io faccio lo psicologo e le poche 
cose di informatica che so le ho impa- 
rate da autodidatta dilettante, perché mi 
servivano nel mio mestiere. Cosi il Ba- 
sic era l'unico linguaggio del quale aves- 
si un minimo di conoscenza quando ho 
cominciato a lavorare su questo softwa- 
re; non avevo mai sentito neppure par- 
lare di programmazione strutturata e di 
linguaggi compilati; avevo a disposizio- 
ne (in prestito per qualche ora al giorno) 
un IBM con un monitor a fosfori verdi 
senza scheda grafica e quando sono 
passato ad uno schermo a colori e ho 
aggiunto a! programma le istruzioni ne- 
cessarie per colorarlo mi sembrava di 
aver ottenuto un miglioramento tale che 



203 






COMPUTER & HANDICAP 


Terminale per disabili 
della parola e non udenti 


La Timatic Italia, una società specializza- 
ta nella realizzazione di terminali e soluzioni 
telematiche con sede a Padova (Via Cre- 
monino 38, 35100 Padova Tel.: 
049/8804409 Fax 8804418), ha presentato 
in occasione del SIOA 1991, presso lo 
stand SIP, un nuovo terminale destinato ai 
non udenti ed ai disabili della parola che 
permette il dialogo tra due persone su una 
normale linea telefonica. 

Sulla base del terminale Alcatei standard, 
del quale conserva l'aspetto e le funziona- 
lità, il terminale Timatic è stato sviluppato 
nell'ambito del progetto INSIEME, promos- 
so dalla SIP in collaborazione con associa- 
zioni e costruttori per mettere a punto pro- 
dotti e servizi di telecomunicazioni utilizza- 
bili dai portatori di handicap della parola e 
dell'udito: circa 110.000 in Italia, dei quali 
due terzi non udenti ed un terzo disabili 
della parola, ed oltre 700.000 persone in 
Europa. 

Contrariamente alla maggior parte dei 
terminali di tale tipo oggi disponibili (esisto- 
no in Europa cinque diversi sistemi di co- 
municazione non compatibili tra loro), in 
grado di offrire un display a una o due ri- 
ghe. il terminale in questione offre un di- 


splay da 24 righe e 40 colonne. 

Le funzioni più importanti aggiunte a 
quelle dei terminali già esistenti riguardano 
la visualizzazione a schermo della procedu- 
ra di chiamata (composizione del numero e 
collegamento sulla linea); la memorizzazio- 
ne automatica, per la successiva consulta- 
zione, del dialogo con l'evidenziazione a co- 
lori del testo ricevuto e di quello emesso; 
la possibilità di comporre il testo prima del 
collegamento telefonico mediante un edi- 
tor integrato al fine di limitare il tempo di 
connessione; la funzionalità di segreteria 
telematica e/o di casella postale per la me- 
morizzazione automatica di messaggi rice- 
vuti da altri terminali analoghi o da comuni 
terminali Videotel; la possibilità di chiamata 
automatica a partire da una rubrica telefo- 
nica integrata con nomi e numeri di tele- 
fono. 

Compatibile con i servizi telematici offer- 
ti dal Videotel, in particolare quelli dedicati 
ai non udenti, il terminale Timatic può es- 
sere dotato di una stampante ed è già di- 
sponibile negli Stati Uniti d'America mentre 
è attualmente allo stato di studio e di pro- 
totipo in Europa. 

mt 



difficilmente sarebbe stato possibile 
sperare in qualche cosa di più. 

Ma tutti questi limiti nel programma 
(e altri ancora che probabilmente mi 
sfuggono) non fanno che confermare 
con maggior forza il punto fondamenta- 
le: il computer può essere uno stru- 
mento straordinario per il recupero co- 
gnitivo di handicappati psichici. 

Se si riescono ad ottenere risultati an- 
che con un programma così limitato, vi 
immaginate cosa si potrebbe fare se 
una buona analisi dal punto di vista psi- 
cologico fosse associata ad una buona 
implementazione? Vi immaginate un 
programma per l'avviamento alla solu- 
zione dei problemi (tanto per restare in 
argomento) sotto Windows 3? Vi imma- 
ginate se gli aiuti grafici comparissero in 
una finestra? Se la soluzione potesse 
essere rappresentata da un'animazione: 
per esempio una mamma che va al 
mercato e compra 7 zucchine che han- 
no la forma di zucchine e le mette den- 
tro un sacchetto che ha veramente la 
forma di un sacchetto? Vi immaginate 
l'aumento di potenza del programma 
se, una volta accertata la capacità di ri- 
solvere problemi con addizione e sottra- 
zione, venissero presentati problemi 
che richiedono la moltiplicazione, e an- 
che in questi casi le soluzioni fossero 
guidate graficamente? E poi ancora se 
venissero introdotte le divisioni? E se 
fosse possibile dare le risposte con il 
mouse? 

Qualche lettore attento di Mcmicro- 
computer ricorderà un articolo dello 
scorso dicembre nel quale Giustozzi 
(1990) raccontava di scatoline di fiam- 
miferi che «imparano» a risolvere pro- 
blemi. E sapete come fanno? Vengono 
«premiate» quando danno le risposte 
giuste. Il principio è cosi semplice. Chi 
ha letto il mio articolo precedente ha vi- 
sto che nello stesso modo si possono 
insegnare ai piccioni discriminazioni di 
figure geometriche. Perché allora lo 
stesso metodo non deve funzionare 
con allievi difficili, anche molto difficili? 
E perché non farsi aiutare da un com- 
puter in questo lavoro? 

Attualmente sto lavorando all'imple- 
mentazione (con mezzi un po' più pro- 
fessionali) di un programma per l'avvia- 
mento alla lettura secondo i principi del- 
l’apprendimento senza errori. Forse 
qualcuno si chiederà: con un computer 
si può insegnare ad un bambino handi- 
cappato a leggere? Sì. Gli si può inse- 
gnare a leggere e a fare molte altre co- 
se: i limiti sono determinati solo dalla 
fantasia e dalle conoscenze tecniche (in 
senso psicologico e informatico) di chi 
vuole provare a lavorare in questa dire- 
zione. 

«e 


204 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



O 1 megabyte DRAM supported. 

Up to 1024 x 768 resolution with 
256 colours. 

<3 VESA standard 72Hz refresh rates. 

O Extended mode drivers for use with 
Windows, Presentation Manager, 
WordPerfect 5.0, Publisher, GEM/3, 
AutoCAD, Lotus 1-2-3, 
and Symphony. 


O Font editor and loader software wich 
allows thè design and use of custom 
character sets. 

O Ability to emulate display 
characteristics of popular mainframe 
and minicomputer models. 

O Full downward compatibility 
at thè register level 
with EGA/CGA/MDA and Hercules 
display standarts. 


DELA ITALIA s.r.l. 
Largo Municipio, 2 
39044 EGNA (BOLZANO) 
FAX 0471-81 27 83 


<38/l6-bit data path to thè CPU, 
with zero wait state. 

Compatible with IBM PC/XT/AT 
and PS/2 25/30. 

(332-bit video memory data path. 
O Bus speeds up to 16 MHz. 
OCPU speeds up to 33 MHz. 

O FCC Class B approvai. 


E2 


DAirATRonics <W. Seagate’ CAP 


adaptec 








COMPUTER & VIDEO 


Immagini: 


E finalmente eccoci al primo 
laboratorio grafico. Gli 
ingredienti dell'alchimia che ci 
apprestiamo a tentare sono: 
un VCR con still/advance, un 
digitalizzatore splitterato, un 
programma per image- 
processing ed uno per il paini 
Infine, anche se sarebbe il 
vero punto di partenza e non 
di conclusione: idee chiare su 
quello che si deve fare 


Frame per 
secondo 


24/sec 
(Reai Time) 
12/sec 
(1/2 R.T.) 
8/sec 
(1/3 R.T.) 
6/sec 
(1/4 R.T) 


206 


tecniche di acquisizione 

di Bruno Rosati 


E come se fossimo davvero a scuola, 
iniziamo subito con un bel compito in 
classe. Tema: individuare su un video- 
nastro di buona qualità, una sequenza 
filmata e quindi provvedere: 

1 — all'acquisizione digitale della se- 
quenza stessa (con le tecniche ed i re- 
quisiti dinamici più adatti al caso); 

2 — alla manipolazione grafica, frame- 
by-frame dell'insieme digitalizzato (ima- 
ge-processing, resize ed effettistica ge- 
nerale compresi); 

3 — alla produzione dei video-script 
animati. 

Come è facile intuire, si tratta di uno 
svolgimento tematico estremamente 
impegnativo, sia come mole di lavoro 
che come qualità produttiva. Come ci 
muove remo? 

Anzitutto ripartendo i tre punti in al- 
trettanti appuntamenti mensili e confi- 
gurando poi il nostro sistema videogra- 
fico in modo da soddisfare le richieste 
poste dal compito. 

E se per veder completato nelle sue 
argomentazioni tale Laboratorio biso- 
gnerà aspettare la fine dell'estate, pren- 
dendo ogni fase applicativa e svisceran- 
done le varie problematiche che ne sca- 
turiranno, per quanto riguarda le moda- 
lità di configurazione con cui dovremo 
predisporre i nostri computer è bene or- 
ganizzarci subito. 

Per prima cosa partendo con il dire 
che i nostri compagni di avventura re- 
stano comunque e sempre il fido Amiga 
e l'eterno AT-compatibile. 

Una precisazione questa che faccio 
per sgombrare subito il campo da alcu- 


Tabella di riferimento 

Durata dell'animazione finale 
(con Set Rate a 24/sec.) 

1 sec. 5 sec. 10 sec. 

1 sec. 5 sec. 10 sec. 

(24) (120) (240) 

0.5 s. 2.5 s. 5 s. 

(12) (60) (120) 

0.3 s. 1.25 s. 2.5 s. 

(8) (40) (80) 

0.25 s. 0.65 s. 1.25 s. 

(6) (30) (60) 


ne errate interpretazioni che, leggendo 
il numero scorso di C&V (qualcuno solo 
preoccupato, qualcun altro anonima- 
mente in. ..cavolato) sembra che siano 
state date ad un mio breve passaggio 
preveggente — TLC sarà un boom, il 
mondo DOS lascerà il passo a Windows 
ed Amiga, morto(?) il 2000 vivrà solo 
nella versione A500. In realtà, per il fu- 
turo, ci siamo dati appuntamento verso 
la fine dell'anno. 

Per il presente invece — ovvero Ami- 
ga (il 2000 in primis) e il buon vecchio 
AT senza complicanti finestre-continue- 
remo mese per mese. 

Per prima cosa delineandone la con- 
figurazione ideale (minima) di lavoro. Ol- 
tre alla nostra benamata CPU quindi, co- 
sa ci serve? 


Configurazione di lavoro 

Aldilà della potenza e la velocità di 
calcolo di Amiga (68000 ad 8 MHz più 
il Blitter) e degli AT (i canonici 12/16 
MHz più o meno turbizzati) bene prima- 
rio e di vitale importanza è certamente 
il possesso di un Hard Disk. 

Una memoria di massa ben capiente 
(almeno 40 Mb) e nella quale è il caso 
di andare subito a dimensionare un'am- 
pia sub-directory, tale da contenere la 
mole d'informazioni che, frame dopo 
frame, le figure digitalizzate riverseran- 
no nei relativi file di manipolazione (pri- 
ma) e di produzione (poi). 

Per quanto poi riguarda il software, 
DPaint/DVideo da una parte ed Anima- 
tor dall'altra, quali beni primari, la lista 
può completarsi già da adesso con la di- 
sponibilità di un PIXmate (l'immancabile 
Image-processing per Amiga) e l'even- 
tuale Toolbox di lavoro del più aggior- 
nato Paintbrush per quanto riguarda il 
nostro AT compatibile. 

Fra genlock e/o codificatori-PAL, di 
foggia e prezzi fra i più vari, infine, il 
pezzo più importante dell'intera configu- 
razione di lavoro: il digitalizzatore. 

Un oggetto questo che, proprio per 
stabilire un minimo comun denominato- 
re fra le qualità di Amiga e degli AT (e 
poter quindi disporre di un metro di pa- 
ragone...) abbiamo inizialmente scelto in 
base alle caratteristiche e i livelli presta- 
zionali del Videon, Il noto box digitaliz- 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


COMPUTER & VIDEO 


zatore che la Newtronic, oltre che per 
Amiga, ora produce anche in versione 
PC. 

OK, andiamo ad iniziare... 

Limiti produttivi 

Indubbiamente esistono dei limiti con 
i quali fare i conti. Limitazioni di tipo 
«software», come quelle prodotte dal- 
l'Animator; e limitazioni puramente 
hardware: i chip set di Amiga, più o me- 
no avanzati. In pratica sarà necessario 
lavorare alla risoluzione più bassa 
(320x256) cercando di disporre comun- 
que del massimo quantitativo di colori 
possibile. Da questo punto di vista il li- 
mite imposto dall'Animator, risulta pro- 
babilmente quello più generoso. 

Dovendo pesare il tutto sulla bilancia 
videografica e trovare il giusto equilibrio 
fra il «piatto» dei colori e quello della 
praticità d'utilizzo, i soliti 4096 colori del- 
l’HAM di Amiga, pur essendo 20 volte 
maggiori, sono di utilizzo ben più com- 
plesso. 

Pur imbarcahdoci nell’impresa di 
esemplificare a tutti (e per tutti) i livelli 
e con tanto di confronti e paragoni 
(HAM/HalfBrite, HAM/VGA) potendo 
amighevolmente scegliere direi di opta- 
re per l’uso dei 6 bit colore dell'HalfBri- 
te. Senza nulla togliere agli applicativi e 
le tecniche che qualche VC-maker usa 
per il modo a 4096, ciò resta comunque 
e sempre un empirismo. E se poi Ani- 
mator è unico nel suo genere per i com- 
patibili e di conseguenza provvede ad 
equilibrare automaticamente la bilancia 
videografica... DPaint lo è (quasi) altret- 
tanto nell’amighevole emisfero (senza 
considerare poi l'esistenza del DPaint 
MS-DOS). 

Il tipo di lavoro che ci apprestiamo a 
svolgere sarà talmente laborioso che ri- 
nunciare a qualche bit-colore, tra l’altro 
difficoltoso da gestire, risulterà a tutto 
vantaggio di una maggiore velocità e 
praticità lavorativa. E con i quantitativi di 
colore appena concordati, il PC/Anima- 
tor, l’Amiga/DPaint e un Videon adatto 
alla piattaforma impiegata, che costitui- 
scono le attrezzature di cui disporremo 
saranno più che sufficienti per affronta- 
re l’avventura. Togliamoci subito ogni 
dubbio operando la prima fase che il 
«compito in classe» ci impone di svol- 
gere: l’individuazione delle sequenze vi- 
deo. 


Immagini e VIDEOmaker 

Supponiamo di essere dei raffinatis- 
simi videofotografi: di solito affascine- 
remo il pubblico con delle sigle perso- 
nalizzate. 

Supponiamo di essere creativi: un no- 


stro cliente ci chiederà di rappresentare 
le sue statistiche sulla fame nel mondo 
ed ogni specifica barra tridimensionale 
che si anima in screen, risulterà stret- 
tamente legata ad una sequenza video 
messa a francobollo in un angolo di 
schermo. 

Supponiamo, infine, di essere dei 
maestri: il più alto valore applicativo che 
il DTV può raggiungere è proprio nel 
campo educazionale. La rappresentazio- 
ne videografica, proprio perché visiva, 
agevola il processo di comprensione riu- 
scendo a far assimilare, memorizzare e 
discernere esposizioni didattiche di 
qualsiasi complessità. 

Come appare evidente, per tali settori 
applicativi l’uso delle tecniche di acqui- 
sizione delle immagini oltre che affasci- 
nante è soprattutto indispensabile. In tal 
senso, una scena matrimoniale, un an- 


golo di mondo affamato e degli spez- 
zoni di film o reportage attinenti ad un 
dato tema didattico, sono le «immagini» 
alle quali attingeremo per prelevare le 
nostre sequenze e con le quali lavore- 
remo più spesso nei prossimi articoli. 

Da bravi VIDEOmaker, ancor prima di 
iniziare l’opera di acquisizione, provve- 
deremo con una serie di prove ad otti- 
mizzare il segnale che il Videon, prele- 
vatolo dalla sorgente (il VCR in pausa) 
pone all’ingresso del proprio circuito di 
digitalizzazione. 

Comunque condizionate dalla qualità 
della videoregistrazione, le prime opera- 
zioni che dovremo svolgere saranno 
quelle legate alla regolazione dei quattro 
controlli che il digitizer in questione ci 
offre: tracking, contrasto, luminosità e 
controllo del colore. 

Se sulle ultime tre manopole c'è poco 



207 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




COMPUTER & VIDEO 



da dire, svolgendo le stesse funzioni de- 
gli omonimi controlli presenti sui nostri 
TV-color, ben più complessa risulta in- 
vece la funzionalità prestata dal control- 
lo del «tracking». 

Cosi come spiega il manuale, tale 
controllo è utile per ovviare ad un inco- 
veniente che può talvolta verificarsi con 
dei segnali video non perfettamente 
sincronizzati. 

Il fenomeno è quello dello sposta- 
mento della traccia di lettura, ovvero il 
disallineamento di una parte dell’imma- 
gine rispetto all'altra. Mentre il Videon 
legge il frame che lo still/advance tiene 
in fermo, anche una leggera perdita di 
sincronismi, come una qualsiasi instabi- 
lità di lettura dovuta alle testine, farà sì 
che l'intero frame tenuto in pausa, verrà 
riassestato in screen con un leggero 


spostamento (roba di qualche pixel) più 
in basso o più in alto. Se il Videon sta 
già percorrendo in scansione lo screen 
informativo si troverà a digitalizzare 
un'immagine sfalsata. 

Per-ovviare a ciò è sufficiente agire 
sul controllo del tracking ruotando la 
manopola in senso orario o antiorario a 
seconda che lo sfasamento sia avvenu- 
to nella zona destra o sinistra della di- 
gitalizzazione effettuata. 

Una volta risistemato il tracciamento, 
in teoria dovremo aver risolto i nostri 
problemi; a meno che, la sequenza da 
acquisire, non provenga da una pessima 
videoregistrazione dove i problemi d'in- 
stabilità possono ripercuotersi e con in- 
cidenze diverse, addirittura su ogni sin- 
golo frame. 

Abbiamo delineato tre temi produttivi, 


abbiamo le immagini e, su queste, in- 
dividuato le sequenze d’acquisire: co- 
s’altro c’è da fare se non che bloccare 
il primo frame da digitalizzare? 

Procedure di acquisizione 

Osservando gli esempi che costella- 
no questo articolo, la cosa che per pri- 
ma possiamo subito evidenziare, è la 
differenza qualitativa fra la serie di digi- 
talizzazioni effettuate in HAM (ricordia- 
moci che stiamo lavorando con il Vi- 
deon in versione Amiga) e quelle in 
Half-Brite, realizzate sia in LoRes che in 
VidRes (320x512 più overscan). 

Sinceramente la differenza c’è ed è 
assoluta. Una differenza da rimarcare 
ed ammirare in tutto il suo splendore. 
Ma altrettanto sinceramente, preso atto 
delle differenze «colerose» a favore del- 
l’HAM, prego di spostare comunque la 
vostra attenzione sulla validità pratica 
dell'HalfBrite ed osservare, da questo 
nuovo punto di vista, il resto delle im- 
magini. 

Se l'Animator impone 320x256 dot a 
256 colori, sempre nei limiti della prati- 
cità all'uso, è amighevolmente interes- 
sante considerare, oltre alla classica Lo- 
Res, anche l’eventuale migliore resa vi- 
siva della VidRes che, a 320x512 per 
64 colori, può garantire una minor inci- 
denza all'effetto di aliasing. Da metter 
comunque in conto l'inevitabile rallenta- 
mento (nell’ordine del 20, 30%) che si 
produce sull’operatività. A colui che ve- 
desse nella VidRes l'alternativa grafica 
che andava cercando, s'imporrà perlo- 
meno l'acquisto di un MC68000 acce- 
lerato quale ad esempio l'ADSpeed del- 
la ICD. 

Guardate pixel e colori e meditate... 
Nel frattempo comunque, continuando 
nell'analisi delle diapositive prodotte dal 
nuovo Videon, cominciamo ad introdur- 
re altri concetti basilari. Ad esempio il 
«numero dei frame per secondo» da 
catturare: ventiquattro, dodici, otto o 
addirittuta sei? 

Se in una ripresa video «reale» entra- 
no 24 frame è chiaro che acquisendoli 
tutti, produrremmo il più fluido dei mul- 
tiframe. Il più reale, ma anche il più fa- 
ticoso da ricavare. 

Tale «multiframe», oltre che a portar- 
ci via preziosissimo tempo in fase di ac- 
quisizione, verrebbe a pesare in termini 
di byte occupati, esattamente il doppio 
(se digitalizzeremo a 1 2 f rame/secondo) 
e il triplo (se provvedessimo ad 8 fra- 
me!). 

É davvero indispensabile l’effettivo 
RealTime delle sequenze? 

Per mia, personale esperienza dico di 
no. E le motivazioni, dato che già ne 
parlammo tempo fa, sono ormai arcino- 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 



COMPUTER & VIDEO 



te. Vuoi perché siamo in un ambiente 
grafico dove le immagini faranno solo 
da corredo a tabelle e scritte animate, 
vuoi perché, in talune situazioni, più l'ef- 
fetto diventa moviolato e più ci torna 
utile (vedi le applicazioni didattiche). 

Quello che ho personalmente speri- 
mentato è l'ottima resa di un «12/sec» 
che ben si presta nelle presentazioni e 
di un defatigante «8/sec» che, usato 
per la maggior parte dei passaggi didat- 
tici, rende l'idea di una gradevole mo- 
viola: un «rallentamento» che permette 
di avere più tempo a disposizione per 
fissare visivamente l'argomento affron- 
tato. 

Alla luce di ciò si può realizzare un'o- 
peratività lavorativa in cui si dimezzano 
(o addirittura si riducono ad un terzo) i 
tempi di produzione e l'occupazione di 
memoria. Il risultato finale in fatto di 
fluidità e resa qualitativa, resta garanti- 
to. 

Tanto per rendere più completa l'in- 
formazione i frame delle sequenze trat- 
te da "La Guerra nel Golfo", dovendo 
rappresentare un insieme grafico più 
prossimo alla realtà, saranno d'acquisire 
con un rapporto di un 12/sec; quelli del 
Film a loro volta, sono da catturare con 
il più rapido metodo degli «8/sec». Nel 
caso particolare del Film (ecco lo scopo 
finale che detta le condizioni) potremmo 
addirittura sperimentare un ancora più 
moviolato «6/sec» (!) e, questo, proprio 
per tendere all'effetto «cartoon». 

Chiaramente, 12 fotogrammi al se- 
condo, oppure il tentativo che sia dei 6 
frame, sarà poi la stessa velocità (nu- 
mero dei frame per secondo) con cui 
saranno da produrre gli script finali. In- 
tendiamoci bene su questo punto: un 
conto è il «rate» di cattura e un conto 
quello dell'esecuzione animata. E se 
quest'ultimo va sempre settato come 
minimo intorno ai classici 24 frame per 
secondo (per via dei soliti problemi di 
fluidità del movimento animato) ecco 
che qui, al momento del «play», potreb- 
bero sorgere dei problemi. 

Se si è digitalizzato a 1 2/sec e il mul- 
tiframe, inserito in una rappresentazio- 
ne videografica complessa, viene co- 
stretto a girare al doppio durerà esatta- 
mente la metà del tempo per il quale si 
era pensato di produrlo. Di conseguen- 
za servirà quindi un maggior numero di 
fotogrammi eventualmente distribuiti su 
più secondi di immagini da catturare. 

Quando non ci sono troppi oggetti 
che girano in screen, potremmo anche 
settare un Set Rate uguale alla velocità 
di cattura, ma quando c'è abbondanza 
di grafica animata? Non ci sono alterna- 
tive: dovremmo disporre del maggior 
numero di fotogrammi possibile. 

In definitiva: «digitalizzare meno foto- 


grammi al secondo per digitalizzare più 
secondi di fotogrammi». 

Tali artifizi, congiuntamente all'affa- 
scinante processo delle immagini, li 
analizzeremo in maniera più approfondi- 
ta nel corso dei prossimi appuntamenti, 
dove manipoleremo le picture ricavate e 
poi procederemo alla realizzare degli 
script video. 

Per il momento resti valido il concetto 
della massima appena coniata e si ac- 
quisiscano i fotogrammi più significativi 
di ogni secondo. Un occhio al tipo di 
rappresentazione da effettuare, un altro 
al numero dei frame per secondo... e un 
altro infine alla tabella di equivalenza ri- 
portata all'inizio dell'articolo. 

In questa, oltre alla durata effettiva di 
un multiframe inserito in un'animazione 
con Set Rate a 24 frame (velocità mi- 


nima) al secondo, troverete anche il nu- 
mero dei fotogrammi (quantitativo mim- 
mo) che dovrete digitalizzare. 

Come è possibile evidenziare, solo un 
multiframe in Reai Time vedrà corri- 
spondere la propria durata con quella 
dell'intero script di animazione. Per il re- 
sto, tempo e numero di frame si frazio- 
nano rapidamente. Ma c'è un qualcosa 
che affascina in tutto ed ha il sapore 
della magia: digitalizzando e traslando 
graficamente il «reale» è possibile do- 
minare e manipolare anche il tempo. 
Concentrare in 5 secondi reali, una se- 
quenza da un 12/sec (che se digitaliz- 
zata in Reai Time ne avrebbe richiesto 
esattamente il doppio...) è un qualcosa 
effettivamente di magico e di affasci- 
nante. 

ras 


MCmìcrocomputer n. 108 - giugno 1991 


209 



COMPUTER & VIDEO 


Usi ed abusi dei PC 
nelle produzioni TV 

di Massimo Novelli 


L 'influenza del computer 
come strumento di lavoro, 
inteso nella categoria PC, in 
produzioni video è senza 
dubbio profonda ; 
paragonando l'estensione del 
fenomeno per similitudine si 
potrebbe dire che si assiste 
alla stessa rivoluzione attuata 
dagli strumenti per il 
trattamento dei testi, dal 
word-processor al DTP, in 
confronto ad una macchina 
da scrivere. I computer usati 
sono di ogni tipo: PC con 
add-on card dedicate allo 
scopo, intere macchine 
studiate ad hoc oppure 
«motori» su base PC con 
hardware dedicato e custom 


I sistemi di effetti «computer-based» 
si possono poi suddividere in tre cate- 
gorie principali: painting e grafica, ani- 
mazione e manipolazione video o effetti 
speciali. In tutte e tre le aree la presen- 
za di personal computer, detti casalin- 
ghi, è innegabilmente massiccia ed in 
qualche caso offrono di sicuro un mi- 
glior rapporto costo-prestazioni dei tra- 
dizionali strumenti usati finora. Molte 
case infatti si stanno strenuamente bat- 
tendo per offrire macchine sempre mi- 
gliori nella fascia bassa del DTV, trainan- 
do nella mischia anche nomi celebrati 
nel concorrere ad una più larga diffusio- 
ne, contribuendo a creare, in sostanza, 
quella categoria di mercato detta PRO- 
SUMER, via di mezzo tra il consumer 
ed il professionale. 

In questo primo appuntamento prove- 
remo ad analizzare la situazione del 
mercato PC in contesti televisivi, l'evol- 
versi e le caratteristiche di soluzioni 
adatte allo scopo, cercando di essere il 



più didattici possibile. Per l'occasione ci 
occuperemo di Computer Graphics. 

Computer Graphics 

Essa è stata ed è una parte impor- 
tante nelle produzioni video fin dalla pri- 
ma apparizione, in tale ambito, alla fine 
degli anni 70, Da allora in poi i sistemi 
hanno avuto una costante evoluzione 
anche se la filosofia di base è sostan- 
zialmente rimasta la stessa; il computer 
in uso riempie una certa area di memo- 
ria, denominata «frame buffer» con i bit 
dell'immagine generata corrispondente 
ai colori dei pixel dello schermo svol- 
gendo questa operazione alla massima 
velocità consentitagli. Successivamente 
questi campioni sono inviati in uscita 
sincronizzati alla frequenza di scansione 
del sistema TV utilizzato: PAL, SECAM, 
NTSC o HDTV. 

In quest'ultima fase, il computer può 
anche convertire i dati in uscita, per 
esempio, in video digitale (D-1 o D-2), in 
RGB analogico, video analogico a com- 
ponenti (CAVI o S-Video, oppure com- 
posito (PAL ecc). Il formato dell'uscita 
sarà quindi legato al sistema in uso ed 
ai conseguenti dispositivi di conversio- 
ne utilizzati come Encoder o Transcoder 
tra i vari standard, sempre comunque a 
partire dalla base del sistema televisivo 
in sé, cioè il segnale RGB. 

Già, ma il rapporto tra risoluzione e 
numero di colori a disposizione come è 
regolato? 

I «numeri magici» che descrivono 
ogni tinta del nostro lavoro grafico sono 
proporzionali alla quantità di rosso, ver- 
de e blu primari usati per crearla. Per un 
uso grafico broadcast, ma in sostanza 
per tutti gli usi leciti e consentiti, ognu- 
no di questi primari dovrebbe richiedere 
da 5 a 8 bit di precisione. 

Un sistema a 5 bit ci offrirà 32.000 
possibili tinte; una unità campione a 5 
bit è pari a 2"5, cioè 32 intensità di co- 


210 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



COMPUTER & VIDEO 
GUIDA PRATICA 


Le schede grafiche 
us ale normalmente 
nei computer in 
qualche Caso 
eccedono le capacità 
necessane per le 
produttore TV Queste 
schede hanno anche 
u« preuo 





lore. Tre colori a 32 possibili inlensità 
ognuno significano 32 x 32 x 32 colori, 
ovvero 32,768 tinte possibili. Un siste- 
ma a 5 bit/colore è normalmente repe- 
ribile sul mercato identificato come a 16 
bit/colore il bit extra, il sedicesimo, è di 
solito usato per trasparenze o come bit 
di overlay. 

Sistemi che invece usano 8 bit per 
colore offriranno quindi più di 1 6 milioni 
di tinte possibili e ciò poiché un suo 
campione grafico avrà 2'8 o 256 possi- 
bili valori di ogni colore. I tre colori a 256 
valori ognuno, equivalgono a 256 x 256 
x 256 colori e cioè 16.777.216 tinte. Es- 
si sono i classici sistemi a 24 bit/colore. 
In aggiunta a ciò diversi costruttori usa- 
no aggiungere un extra segnale ad 8 bit, 
spesso denominato canale Alfa, per 
permetterne l’uso in trasparenze ad in- 
tensità variabili, in pratica i sistemi nor- 
malmente denominati a 32 bit/colore. 

Vi sono poi anche altre scelte nell’am- 
bito dei 24 bit, quelle di permettere solo 
256 colori alla volta perché legate alle 
cosiddette tavole di look-up colore 
(CLUT). Ognuno dei 256 indirizzi nella 
CLUT carica un corrispondente colore a 
24 bit. Per cambiarne la palette in uso 
il software dovrà continuamente aggior- 
narne la tavola associata. Non è questo 
un sistema da consigliare in tali ambiti 
poiché a parte la scarsa quantità di co- 
lori utilizzabili, in sostanza offre solo una 
modesta possibilità di color-cycling nel- 
l’economia dei nostri lavori. 

Al di là della venerabile presenza di 
un frame buffer come «contenitore» di 
immagini potrebbe essere di certo con- 
veniente eliminarlo e ciò per diversi mo- 
tivi; il primo di tutti è senza dubbio le- 
gato ai nuovi sviluppi di video-tecnologia 
quali l’apparizione di schede a 16 e 24 
bit video VGA, trasportate di peso dal 
mercato dei sistemi CAD (notoriamente 
molto più possente e stringente nei li- 
miti del DTV) che a causa della loro tra- 
volgente diffusione stanno continua- 


mente diventando sempre più conve- 
nienti, 

Basso prezzo non significa ceno bas- 
sa qualità, anzi il contrario: schede mol- 
to aggiornate eccedono spesso i limiti 
propri di un segnale video, sconfinando 
tranquillamente nell’alta definizione 
(HDTV), la base dei sistemi televisivi fu- 
turi a 1250 linee in corso di standardiz- 
zazione mondiale. 

Esistono però anche alcuni problemi. 
I segnali di un computer sono digitali e 
viaggiano dalla macchina al monitor su 
cavi separati e con un basso coefficien- 
te di degradazione, dove invece il video 
è analogico e deve viaggiare su cavi 
che. nella migliore delle ipotesi, degra- 
dano poco la qualità del segnale, esso è 
composito e viaggia su un solo cavo. Il 
segnale video/colore deve essere com- 
patibile con il suo cugino povero bianco 
& nero, senza considerare che spesso 
gli standard di uscita video di un com- 
puter ben poco hanno a che fare con 
quelli delle produzioni precedenti- 

Sono senz'altro «spigoli» che si stan- 
no a poco a poco attenuando, ed i vari 
costruttori di schede VGA offrono già 
nel loro contesto uscite dedicate al trat- 
tamento diretto dei segnali generati dal 
computer, sia composite che a compo- 
nenti. 

Il potenziale dell’uso del colore in mo- 
do VGA è senza dubbio grande; già 
molti costruttori di apparecchiature per 
la produzione video stanno sperimen- 
tando sistemi che processano il segnale 
in tale modo, diverso dai formati con- 
venzionali. Ciò dovrebbe dare un ulte- 
riore scossone al mercato. 

Altro grosso scoglio da superare è 
quello relativo al trattamento dei segnali 
di sincronizzazione del video di un com- 
puter; infatti vi sono altre «esplorazioni» 
industriali che vorrebbero integrare tut- 
to il processo video e la sua uscita stan- 
dard facendola divenire una funzione 
della macchina stessa e non di un'even- 


tuale scheda da inserire. Un tentativo 
potrebbe essere quello di legare il clock 
interno di un PC ad un qualche multiplo 
della frequenza della sottoportante-colo- 
re di un segnale TV (in PAL questo equi- 
varrebbe a fare i calcoli con 4.4336 MHz 
di clock, appunto il valore della stessa, 
ma si tratta di una frequenza forse trop- 
po bassa), per semplificarne la conver- 
sione di immagini generate in «vere» 
immagini video. Qualcuno invece vor- 
rebbe aggirare il problema dando alla 
macchina la possibilità di essere sincro- 
nizzata esternamente da un video di ri- 
ferimento, ricavandone cosi il clock in- 
terno di lavoro. Forse è l'ipotesi miglio- 
re, chissà. 

In situazioni invece insormontabili si 
dovrà ricorrere all'uso di uno «Scan 
Converter», un convertitore che ci offre 
la possibilità di creare un segnale tele- 
visivo standard in RGB analogico, alla 
frequenza di quadro PAL (PAL RGB), del 
segnale usato per pilotare il monitor di 
un PC, tipo di processo simile alla con- 
versione di un video da PAL a NTSC o 
viceversa. 

Attenzione, però, il suo risultato e un 
segnale video in termini ben precisi: per 
un utente di computer. l'RGB è un se- 
gnale video a 3 conduttori con un colore 
per ogni connessione. RGB analogico 
significa un segnale video, sempre a 3 
conduttori, che non è digitale Nessuno 
di questi termini implica frequenza di 
quadro, interlacciamento od altro. PAL 
RGB è un segnale video analogico, in- 
terlacciato, a 3 conduttori con un rap- 
porto di scansione di quadro e di linea 
in detto standard. 

Purtroppo questi apparecchi sono ab- 
bastanza costosi ed ingombranti a fron- 
te delle loro ingegnerizzazioni estreme 
Una soluzione senz’altro molto più eco- 
nomica sarebbe quella di utilizzare un 
genlock, che abbiamo già visto su que- 
ste pagine, magari abbastanza sofistica- 
to fino a provvedere di suo nel fornire i 
sincronismi necessari a standardizzare 
l'immagine video-grafica di un PC. È la 
soluzione più apprezzabile, ma attenzio- 
ne alla sua scelta; se possibile, cercate 
di confrontare la sua uscita in ambito vi- 
deo con strumenti adatti, come wave- 
form monitor o vettorscopi, soprattutto 
nelle caratteristiche elettriche più comu- 
ni quali l’esatto posizionamento dei vet- 
ton-colore, la loro ampiezza e solidità, 
parametri che indicano anche una ade- 
guata risposta in frequenza. Con il video 
non si scherza. 

Per il momento fermiamoci qui; avre- 
te modo di meditare su quanto detto e 
vi preparerete di certo alla seconda pun- 
tata che tratterà di tematiche legate al- 
l'animazione. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 






BY 

SIM-HI«FI 


S. ,'oterio Generale 
VIDEOSUONO: 

. 'j . rnenichino, 11 
20149 Milano 
lei (02) 4815541 
3* 02) 4980330 
Telex 313627 



Ingresso: 

da Via C. Colombo 

Orarlo: 

10 . 00 - 20.00 

Padiglioni: 

8-9-10-11- 

22-23-24-53 

APERTA 
AL PUBBLICO 


1 ? SALONE DEGLI STRUMENTI MUSICALI, VIDEOREGISTRAZIONE, 
HOME VIDEO, ALTA FEDELTÀ ED ELETTRONICA DI CONSUMO 

12*16 SETTEMBRE 1991 - FIERA DI ROMA ® 

STRUMENTI MUSICAR • AITA FEDELTÀ • HOME VIDEO • CAR STEREO • VIDEOGIOCHI 
STAMPA SPECIALIZZATA • RADIO/TV • VIDEOREGISTRAZIONE • ELETTRONICA DI CONSUMO 


ARCHIMEDES 


Watford Digitiser 
e Lingenuity Color Converter 

di Massimo Miccoli 


L y ultima volta che in questa stes- 
sa rubrica si parlò di hardware 
per Archie risale a molto tempo 
fa, precisamente alla prova fatta da Ro- 
sati riguardo alla scheda midi di casa 
Acorn. Da allora molte cose sono cam- 
biate sia da un punto di vista software 
che hardware. Infatti anche il nostro Ar- 
chie dispone finalmente di un ampio 
parco software che conta più di duemila 
applicativi che ricoprono la totalità delle 
esigenze applicative dell'user home e 
non . Stesso discorso per periferiche, 
memorie di massa e schede per acqui- 
sizione immagini o campionamento so- 
noro. Bene, ciò non può che farci pia- 
cere e soprattutto renderci un po' più 
ottimisti per quanto riguarda il futuro del 
nostro Archie che purtroppo non gode 
di quel successo che altre macchine 
possono vantare , Il prodotto di cui an- 
diamo a parlare ricopre una vasta fascia 
di utilizzo che va dalla semplice acqui- 
sizione immagini da importare in appli- 
cazioni di tipo dtp, aH'utilizzo in applica- 
zioni di grafica dì presentazione. Altre 
applicazioni possibili sono quelle riguar- 
danti l'analisi delle immagini acquisite: 
per questo tipo di utilizzo la scheda va 
accompagnata da adeguato software, in 
particolare da programmi del genere di 
AIM o ARCIMAGE. con i quali è possi- 
bile effettuare un ampio numero di ope- 
razioni che vanno dalla correzione dei li- 
velli di grigio alla misurazione del peri- 
metro dell'Immagine. 

Installazione 

Nella confezione troviamo la scheda 
opportunamente protetta da un involu- 
cro antistatìco, un manuale d'uso, un dl- 


Watford Digitiser 


Distributore 

SPEM Via Aosta 86, 10154 Torino 
Tel. 011/857924 
Prezzi UVA inclusa!: 

Watford Digitiser L. 999.000 

Lingenuity Color Converter L 500.000 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


schetto, una piastrina di metallo che va 
ad occupare lo spazio vuoto lasciato dal- 
la scheda sul lato posteriore del com- 
puter ed un connettore video del tipo 
con attacco a baionetta. Come per tutte 
le schede hardware per Archie per l'in- 
stallazione della medesima occorre ave- 
re on board il podule blackplane. Una 
volta eliminate le cinque viti del cabinet 
e asportatone il coperchio superiore 
possiamo procedere all'Inserimento del- 
ia scheda nello slot libero del backplane. 
Fatto ciò vanno avvitate le due viti po- 
steriori della scheda sul telaio del cabi- 
net, insieme alle altre due che sosten- 
gono la piastrina in metallo che va a 
chiudere lo spazio vuoto lasciato sul re- 
tro della macchina dato che la scheda 
ne occupa metà di quello disponibile. 

La scheda 

La Watford Digitiser permette di di- 
gitalizzare immagini in bianco e nero 
con una risoluzione massima di 
512x256 pixel con 16 o 64 livelli di gri- 


gio. Accetta come segnali d'ingresso 
quelli di un comune videoregistratore o 
di una telecamera, in questo caso con 
gli opportuni filtri è possibile digitalizza- 
re immagini a colori in posa, 

La scheda accetta la digitalizzazione 
nei modi grafici previsti dal Risc-OS in- 
terlacciati e non, e permette l'acquisi- 
zione delle immagini in tempo reale, ca- 
ratteristica questa molto importante per 
la realizzazione di sequenze animate. 

Sulla scheda oltre alla ROM conte- 
nente il software è presente una RAM 
dinamica per la memoria di schermo da 
1 28 K, dove a seconda del modo grafico 
che viene usato, possono essere con- 
tenuti da 11 a 64 fotogrammi 

Manuale e software 

Il manuale, di 77 pagine in inglese, 
spiega l'utilizzo della scheda in modo 
esaustivo aiutandosi con pratici esempi 
soprattutto per quanto riguarda l'uso 
delle chiamate in interrupt (SWI), la ge- 
stione della palette, e delle operazioni di 




ARCHIMEPES 



stampa. Per quanto riguarda il software 
di gestione devo dire che nsulta un po' 
datato in quanto la scheda nasce ai 
tempi dell'Arthur, dì conseguenza i pro- 
grammi per la manipolazione e l'acqui- 
sizione immagini risentono di questo 
fatto. D'altra parte sul dischetto non è 
contenuto un vero e proprio software di 
gestione, in quanto come molte altre 
schede, la Watford Digitiser contiene il 
suo software su ROM. All'interno della 
ROM sono contenute tutte le routine di 
gestione e manipolazione, ad esse si 
può accedere tramite le usuali vie ov- 
vero digitando i comandi da CLI con gli 
opportuni parametri o attraverso chia- 
mate SWI. Insieme ai comandi di ge- 
stione della scheda, il software intervie- 
ne anche sulla CMOS RAM inàerendo 
dei nuovi parametri di configurazione 
quali il settaggio in default dei livelli di 
grigio, 16 o 64, l'assegnazione del gra- 
bkey ed in fine di vari parametri che 
vanno ad influire sul modo in cui viene 
catturata l'immagine. Le immagini ven- 
gono catturate alla semplice pressione 
del tasto in precedenza assegnato tra- 
mite Configure Grabkey. La stessa di- 
gitalizzazione è effettuata in accordo ai 
parametri configurati: modo full screen, 
in accordo alle dimensioni della finestra 
grafica attiva, o definendo le dimensioni 
attraverso il puntatore del mouse. Per 
rendersi conto della velocità di campio- 
namento della scheda basta digitare il 
comando SEE che con gli opportuni pa- 
rametri permette di visualizzare a mo- 
nitor e nel modo grafico settato il film in 
cassetta che sta girando nel videoregi- 
stratore. 

Per visualizzare le immagini attual- 
mente residenti nella piccola RAM su 
scheda disponiamo del comando Sho- 


wpic. Sul dischetto troviamo un esem- 
pio riguardo al campionamento di intere 
sequenze video, in pratica si tratta di un 
piccolo programma Basic che attraverso 
un ciclo FOR digitalizza e visualizza le 
immagini una dopo l’altra ad intervalli 
regolari che possono essere settati tra- 
mite Vdig_FastGrab. Sempre su di- 
schetto sono presenti alcune utility: la 
MCShades permette di correggere la lu- 
minosità in accordo alle caratteristiche 
del proprio monitor. Il programma risul- 
ta molto utile ai possessori di monitor 
monocromatici, in quanto permette di 
selezionare nei modi a 256 colori il giu- 
sto tono di bianco in modo da ottenere 
la massima brillantezza ottenibile per 
quel determinato monitor. Il programma 
visualizza una scala di grigi a barre; tra- 
mite mouse viene selezionato il livello 


di grigio che più soddisfi le esigenze 
cromatiche dell'user in fase di acquisi- 
zione immagine. Lo stesso valore sele- 
zionato verrà conservato in CMOSRAM 
per i futuri utilizzi della scheda. 

Image processing e formato file 

Insieme ai comandi appena visti il 
software su ROM dispone di interes- 
santi SWI per la realizzazione di parti- 
colari effetti video, come la rotazione 
delle immagini digitalizzate in tempo 
reale, la distorsione delle stesse all'In- 
terno di figure geometriche bidimensio- 
nali. permettendo allo stesso tempo di 
muovere tali figure sullo schermo trami- 
te traiettorie definite da Basic. Le im- 
magini catturate possono essere salva- 
te su disco in diversi formati tra i quali 



214 MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 




ARCHIMEDES 



quello di sistema dedicato agli sprite at- 
traverso gli usuali comandi Screensave 
e Screenload, in piu la scheda imple- 
menta due nuovi comandi compatibili 
con i precedenti, ma che offrono il van- 
taggio di accelerare le operazioni di sal- 
vataggio e caricamento il Fastsave e il 
Fastload. I comandi visti in precedenza 
realizzano il salvataggio e il caricamento 
nel formato sprite mentre i comandi Pi- 
csave e Picload salvano le immagini cat- 
turate in un formato proprio della sche- 
da ed in modo compattato. Lo stesso 
formato grafico è riconosciuto da diversi 
pacchetti grafici quali il noto Artisan, 
AIM o il pacchetto di conversione Tran- 
sistor, recensito su queste stesse pagi- 
ne nell'ambito del pubblico dominio, 
con il quale è possibile convertire le im- 
magini digitalizzate in qualsiasi standard 
grafico, dal formato MACPAINT al GIF. 
Infine troviamo due comandi per il trat- 
tamento finale dell'immagine catturata: 
Smooth che permette la correzione dei 
disturbi presenti nell'Immagine acquisi- 
ta. a discapito però di una perdita nei 
dettagli e brillantezza e il comando Zit 
che rimuovendo i disturbi dall'immagine 
ne permette una riduzione in termini 
byte in fase di salvataggio. 

Color Con verter 

La Lingenuity ha pensato bene di dar 
colore alle immagini acquisite tramite la 
Watford Digitiser ed ha realizzato una 
scheda che va usata in concomitanza al- 
la Watford. La scheda in questione va 
ad occupare un altro slot sul podule 
backplane. quindi se sulla macchina è 
installato un Hard Disk è necessario di- 
sporre di un backplane a quattro slot, a 
meno che non vogliate rinunciare all’u- 


tilizzo del disco rigido, cosa mollo dub- 
bia. Una volta installata la scheda vanno 
effettuati i vari collegamenti fra la Wat- 
ford e la Color Converter. Quest'ultima 
è dotata sul retro di una presa di input 
ed una di output, insieme alla scheda 
viene fornito anche il cavo di collega- 
mento. questo cavo va innestato sul- 
l'output nella Color Converter e sull'in- 
put della Watford. I segnali d'ingresso 
sono gli stessi riconosciuti dalla scheda 
digitalizzatrice e vanno applicati tramite 
connettore a baionetta sul video input 
della Color Converter. Fatte queste ba- 
nali operazioni non resta che inserire il 
dischetto con relativo software e pas- 
sare alla cattura delle immagini sorgen- 
ti. Sul dischetto troviamo il programma 
di gestione che una volta partito si pre- 
senta con un menu dal quale possono 
essere effettuate tutte le operazioni di 
campionamento. I comandi presenti nel 
menu, sono sostanzialmente gli stessi 
della Watford eccezion fatta per il co- 
mando di controllo della saturazione dei 
colori, il quale una volta selezionato tra- 
mite mouse presenta un'unica barra di 
colore giallo indicante la percentuale di 
saturazione II passaggio dal bianco e 
nero al colore attraverso le due schede 
dà certo una sensazione di sollievo, ma 
non solo, in quanto si riscontra imme- 
diatamente la perdita dell'acquisizione 
in tempo reale. Infatti dalle prove da me 
fatte, nonostante il mio videotape fosse 
dotato di un buon fermo immagine, ho 
riscontrato più volte delle imperfezioni 
di colore soprattutto sul contorno delle 
immagini, fatto dovuto appunto ad una 
certa lentezza di acquisizione Malgrado 
ciò le immagini sono di ottima qualità 
come potete constatare dalle foto a cor- 
redo 


Conclusioni 

Le immagini ottenute, soprattutto 
quelle in bianco nero, sono di elevata 
qualità e la cosa che più si apprezza nel- 
la Watford è l'incredibile velocità di 
campionamento. Ciò ripaga in parte il 
software piuttosto datato che viene of- 
ferto con la scheda. D'altra parte per ap- 
plicazioni di tipo specifico risultano mol- 
to avvantaggiati quelli che hanno dime- 
stichezza con la programmazione, che 
possono trovare nel manuale un'ottima 
guida di riferimento tecnico. Per quelli 
che invece vogliono tutto e subito sono 
disponibili gli esempi che. anche se non 
dotati di interfaccia Wimp, permettono 
di fatto di sfruttare a pieno tutte le ca- 
ratteristiche della scheda. La Color Con- 
verter. uscita sul mercato in un secondo 
momento rispetto alla Watford e rico- 
prendo una funzione ad essa comple- 
mentare, ha permesso alla Lingenuity di 
migliorare il proprio software di gestio- 
ne realizzandone una versione a menu 
di tipo più agevole per l'user. Le imma- 
gini a colori ottenibili sono di buona qua- 
lità, sempre però nei casi in cui viene 
meno la necessita dell'acquisizione in 
tempo reale. Come ho detto in apertura 
gli utenti di questo tipo di hardware 
possono essere di varia specie, a partire 
dall'utente che lavora molto in ambiente 
dtp, che non può fare a meno di uno 
strumento che gli consenta d'importare 
immagini dall'ambiente esterno nei pro- 
pri documenti. Cosi come tali tipi di 
schede trovano una giusta collocazione 
nei luoghi in cui si eseguono rilievi su 
oggetti di tipo grafico, o nella grafica di 
presentazione in cui le immagini sono il 
pane. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


215 




ARCHIMEDES 


RISC-OS 

Sprites Module (II) 


Il mese scorso abbiamo 
introdotto lo sprite module 
dando un sguardo d'insieme 
alle operazioni che per suo 
tramite possiamo eseguire 
sull'oggetto sprite. Abbiamo 
visto come lo stesso 
Risc-OS, visto il ruolo 
fondamentale degli sprite nel 
sistema Wimp, dedichi alla 
gestione di questi un 
appropriato filing System. In 
relazione a questo tipo di 
gestione dedicata, il sistema 
nserva un area di RAM di 
sistema definita appunto 
sprite System Detta area 
può, come già osservato 
nello scorso articolo, essere 
splittata in più blocchi di tipo 
user all'interno dei quali è 
possibile accedere tramite 
tecnica dei puntatori, o più 
semplicemente, attraverso lo 
stesso nome dello spnte. 
Bene rispolverate le poche 
cose viste in precedenza, 
andiamo ad occuparci 
dell'argomento di questo 
mese 


d‘ Massimo Miccoli 


Gli Sprite in dettaglio 

Sappiamo già che un modulo imple- 
mentarne funzioni di supporto al siste- 
ma. esplica le stesse tramite routine ac- 
cessibili all'user attraverso l'invocazione 
della SWI che la identifica La SWI in 
questione è la OS_SpriteOp. Attraver- 
so di essa siamo in grado di controllare 
in toto lo Sprite System, in particolare le 
diverse funzioni offerte da questo mo- 
dulo. vengono selezionate attraverso la 
parametrizzazione della OS_SpriteOp. 
e per essere più precisi, attraverso il re- 
gistro RO, al quale al momento dell'at- 
tivazione della routine viene passato il 
Reason Code, ovvero il discriminante 
che attiverà questa o quella routine a 
seconda della operazione che intendia- 
mo eseguire sullo sprite. Per proseguire 
nel nostro discorso evitando mutili passi 
a ritroso introduco una volta per tutte la 
terminologia che in seguito useremo in- 
sieme al significato di certi parametri 
coinvolti dalla SWI in esame. La mag- 
gior parte delle SWI dedicate alla ge- 
stione degli sprite usa un puntatore 
d'accesso all'area sprite precedente- 


mente riservata; in generale il registro 
RI svolge questa funzione, mentre nel 
registro R2 viene passato il puntatore 
allo sprite d'interesse Ho usato la di- 
zione in generale in quanto effettiva- 
mente la funzione ricoperta dai registri 
RI ed R2 è determinata dal registro RO. 
in particolare da due suoi bit: l otto e il 
nove. A questo punto può sorgere una 
giustificata confusione nell'interpretare 
il ruolo del registro RO nell'ambito della 
OS_SpriteOp, in quanto in precedenza 
abbiamo visto lo stesso RO assolvere la 
funzione di discriminante per le diverse 
routine contenute nello Sprite Module. 
mentre contemporaneamente attribuia- 
mo ai bit 8 e 9 un ulteriore significato 
aiscriminante. Questa confusione viene 
eliminata allorché si noti che i due cam 
pi discriminanti del registro sono sepa- 
rati anche se contenuti entrambi in RO 
Questo fatto appare ancor più chiaro 
osservando lo specchietto relativo insie- 
me al piccolo esempio riportato. Dallo 
stesso specchietto si notano i due dif- 
ferenti modi di accesso agli sprite' nel 
primo si accede tramite puntatore al no- 
me, nel secondo attraverso l'indirizzo di 



Azioni di plottaggio 

Valore 

Azione 

0 

Overwnte color on screen 


OR with color on screen 

2 

ANO with color on screen 

3 

Exclusive OR with color on screen 


Inveri color on screen 

5 

Leave color on screen unchancjed 

6 

ANO with color on screen with NOT of sprite pixel col 

7 

OR wah color on screen with NOT of spnte pixel col 

&08 

If set. then use thè masx. otherwise don i 

&10 

ECF pattern 1 

&20 

ECF paitern 2 

&30 

ECF pattern 3 

&40 

ECF pattern 4 

&50 

Giani ECF pattern ipattems 1-4 placed side by sidei 


Codici ad attorn di plotiaggio /aiutivi agli aprile 


216 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


ARCHIMEDES 


locazione dello sprite. E chiaro che il pri- 
mo metodo rende più semplice l'ope- 
razione di accesso da un punto di vista 
di programmazione a scapito di una di- 
verso tempo di accesso rispetto al se- 
condo sistema. Altra specifica da tenere 
sempre a mente quando operiamo su 
sprite sono i fattori di scala. Questi fat- 
tori intervengono sulle dimensioni dello 
sprite in fase di plottaggio, gli stessi fat- 
tori vengono all 'occorrenza alterati inter- 
venendo tramite puntatore su un blocco 
di memoria di ampiezza pari a 4 word 
all'Interno del quale sono contenuti i 
quattro fattori di specifica dello sprite in 
esame. In caso di puntatore posto a ze- 
ro i fattori di scala non influenzano le di- 
mensioni dello sprite il quale verrà plot- 
tato nelle sue dimensioni originarie ov- 
vero in scala 1:1. 

Pixel Translation Table 

Questa tecnica permette all'user di 
sostituire nel modo appropriato i colori 
all'interno di uno sprite precedentemen- 
te creato con colori logici. In pratica ciò 
viene realizzato tramite una «tavola di 
bytes» il cui numero dipende dal modo 
grafico in cui lo spnte viene creato in 
particolare dal numero di colori disponi- 
bili per quel modo. Ciò rende in pratica 
indipendente lo sprite dal modo in cui 
esso è stato creato. Questa tecnica è 
ampiamente usata dal sistema Wimp e 
permette di far girare i programmi sotto 
diversi modi grafici. Questa traslazione 
risulta ancor piu agevole quando si n- 
corre all'uso del ColorTrans Module. in 
particolare il modulo si occupa dell’inte- 
ro calcolo della tavola di traslazione. Co- 
munque il ColorTrans Module verrà ap- 
profondito in futuro. Andiamo ora a ve- 
dere i diversi modi offerti dal Risc-OS 
per >1 plottaggio degli sprite. 

Plotting 

Ammettiamo di aver creato il nostro 
spnte in uno dei modi grafici disponibili 
con o senza Mask, ci si presenta allora 
la scelta del modo in cui visualizzare lo 



Fattori di scala 

Fattori 

effetto 

0 

moltiplicatore X 

4 

moltiplicatore \ 

8 

divisore X 

16 

divisore Y 


Nella hgura sono riportali i latton di scala usati nella 
visualizzazione degli spnte 


sprite sia in termini di risoluzione che in 
quelli di posizione. Le possibili scelte, 
dipendenti ovviamente dal tipo di uso 
che intendiamo fare dello sprite in esa- 
me. intervengono in modo determinan- 
te sulla logica di visualizzazione dello 
sprite. In altre parole a seconda del tipo 
di plottaggio scelto e dell'effetto che. 
conseguentemente alla sua visualizza- 
zione. lo Spnte avrà sugli oggetti già 
presenti in screen, il Risc-OS applicherà 
delle operazioni di tipo logico (OR, AND, 
NOT), Ad esempio: potremmo sovrap- 
porre i colori dello sprite a quelli su 
schermo, applicare un OR logico o un 
AND Ira colon dello spnte e quelli di 
schermo e via dicendo. Anche l'azione 
di plottaggio è rimandata alla routine at- 
tinente identificata dalla relativa SWI. Le 
stesse SWI dedicate al plottaggio di- 


pendono a volte da certi parametri se 
lettivi introdotti attraverso codici VDU, 
in particolare tramite la VDU 18, mentre 
altre operano direttamente sui propri va- 
lori attuali sorvolando i contenuti della 
VDU 18. In ogni caso i modi validi per il 
plottaggio di uno sprite sono quelli ripor 
tati in figura e valgono in entrambi i casi 
previsti 

Area di salvataggio 

Quando andiamo a visualizzare uno 
sprite il Risc-OS entra in una configura- 
zione di sistema specifico proprio esclu- 
sivamente dedicato al output degli apri- 
te. In pratica il normale flusso operativo 
viene alterato sul controllo ogni volta 
che si ridireziona l'output come nel caso 
specifico per la visualizzazione di sprite 

Alle volte, visto che il ridirezionamen- 
to altera il precedente stato di output, si 
presenta la necessità di conservare al- 
cune caratteristiche «ambientali» dello 
stato precedente Per tale operazione il 
Risc-OS dispone di un'area di memoria 
riservata denominata Save area all'inter- 
no della quale vengono salvate tutte le 
specifiche di contesto VDU che defini- 
scono l'ambiente che si sta abbando- 
nando. Lo stesso Kernel usa questa tec- 
nica di salvataggio per offrire la possi- 
bilità all'user di visualizzare sprite anche 
in ambiente desk, preservando nella Sa- 


bit 8 e 9 .n 

R0 effetto su RI 

effetto su R2 

001+01 

non usato 

puntatore al nome spnte 

011+256) 

(System some area) 
puntatore all'area user 

puntatore al nome spnte 

101+5121 

puntatore all’area user 

puntatore allo sprite 

111+768) no 

valido 


esempio 

OS_SprneOP 256+33, Cblock, NamePtr 


Questa SWI 

sarà interpretata con Cblock come puntatore alla user spnte area, usando 

NamePtr come puntatore al nome dello spnte usa 

o in area. 


Nella figura sono riportati i valori assunti dai bit 8 e 9 con relativo comportamento dei registri RI ed Ri 
in relazione ad essi 


217 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 


ARCHIMEDES 


ve area lo screen da ripristinare in se- 
guito. Mentre il Kernel usa un'area di 
memoria predefinita per il Save screen, 
l'user può attraverso OS_SpriteOp 62 
decidere l'ampiezza di memoria da ri- 
servare. Va detto che il contenuto della 
Save area non può essere direttamente 
manipolato anche se ciò effettivamente 
non rappresenta un limite; basta infatti 
dare un'occhiata alla figura per rendersi 
conto di quanto sia utile poter disporre 
di un deposito cosi canco di oggetti. Al- 
tro fatto di rilievo è la possibilità di avere 
piu aree di salvataggio, il che permette 
di ndirezionare l'output più volte pas- 
sando da uno stato all'altro, ripristinabili 
all'occorrenza. 

Le operazioni in memoria 

Come più volte detto gli spnte trova- 
no posto in una zona di RAM apposita- 
mente riservata. È chiaro allora che al- 
l'interno e su quest'area noi possiamo 
effettuare alcune di quelle operazioni 
che normalmente possono eseguirsi su 
tali tipi di oggetto. La prima tra queste 
e l'inizializzazione. Per essa come per le 
altre che vedremo il Risc-OS offre due 
diverse strade: la SNew da digitare in 
ambiente CLI, la OS_SpriteOp 9 con 
relativi parametri da programma. Le dif- 
ferenze operative, soprattutto in riferi- 
mento alla velocita di esecuzione, fra le 
due sono evidenti. Una volta eseguita 


l’mizializzazione possiamo ancora inter- 
venire sul blocco di memoria espanden- 
do o costringendo la RAM riservala sen- 
za per questo perderne il contenuto (ov- 
viamente in caso di espansione) tramite 
la OS_ChangeDynamicArea e relativi 
parametri. In fine l'ampiezza dell'area 
può essere stabilita staticamente a prio- 
ri tramite il relativo parametro di confi- 
gurazione: Configure SpriteSize n [K|. 
Sempre in riferimento all'area riservata 
al contenimento degli sprite il Risc-OS 
ci permette di avere alcune informazioni 
ad essa riguardanti. Queste informazio- 
ni possono ottenersi attraverso CLI con 
la direttiva Slnfo. o da programma con 
la OS_SpnteOp 8. Entrambe ritornano 
informazioni sull'ampiezza dell'area to- 
tale di quella libera e il numero di sprite 
contenuti al suo interno, Oltre alle dif- 
ferenze viste sopra fra direttiva e SWI 
va tenuto a mente che tramite Slnfo si 
possono avere informazioni solo sull'a- 
rea di sistema spnte e non su quelle 
aree definite di tipo user. In relazione al- 
le informazioni accessibili attraverso i 
comandi sopra visti è presente la SList 
che va digitata in ambiente CLI. Con 
questo comando vengono listati tutti i 
nomi degli sprite attualmente residenti 
nella System area. All'occorrenza può 
essere usata da programma la OS_ 
SpriteOp 13 che ritorna il nome dello 
sprite che nella lista residente corri- 
sponde a quello di posizione n-esima. 


Operazioni su file 

La gestione degli oggetti di tipo sprite 
viene effettuata in modo molto sempli- 
ce grazie all’implementazione di un 
«sub filing System» esclusivamente de 
dicato agli sprite. In totale abbiamo a di- 
sposizione quattro comandi che possia- 
mo dividere in due distinti gruppi in 
quanto uno opera su di un singolo spnte 
mentre II secondo permette il salvatag- 
gio e caricamento di intere aree sprite 

Per le operazioni su singolo spnte di- 
sponiamo del comando ScreenSave. il 
quale provvede a salvare in formato 
sprite l'intera finestra grafica. Parallela- 
mente disponiamo della OS_SpnteOp 
2 che esegue la stessa operazione, ma 
con le solite differenze attinenti ai rela- 
tivi ambienti d’uso (da CLI e da pro- 
gramma). Stesso discorso per Screen- 
load e OS_ SpriteOp 3 che eseguono 
entrambe il caricamento di uno sprite 
da supporto magnetico allineandolo con 
lo spigolo basso sinistro della finestra 
grafica attiva. Per il secondo gruppo di- 
sponiamo di tre comandi II comando 
SLoad o la SWI OS —SpriteOp 10, a se- 
conda dell'ambiente in cui intendiamo 
operare, effettuano il caricamento di un 
file di sprite in un'area sprite imzializzata 
e contemporaneamente crea nella stes- 
sa area i relativi puntatori agli sprite 
Con SSave o la SWI OS_ SpriteOp 12 
possiamo eseguire il salvataggio di un' 
intera area sprite. Nel caso in cui venga 
usata la SWI può essere specificata l'a- 
rea sprite da salvare. In altre parole 
mentre il comando permette il salvatag- 
gio della sola System area spnte con la 
SWI possono essere salvate anche aree 
di tipo user Le operazioni di caricamen- 
to sprite reinizializzano ogni volta l'area 
ad essi riservata. Il sistema per elimi- 
nare questo inconveniente dispone del 
comando SMerge che in pratica per- 
mette di aggregare in coda gli spnte da 
caricare a quelli già residenti in area 
Stessa funzione ricopre la OS_Spri 
teOp 1 1 che va chiamata da program- 
ma. Bene per questo numero è tutto, 
nel prossimo ci occuperemo ancora de- 
gli sprite. in particolare del loro formato 
e della loro creazione. 

MS 

MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


SWI OS_Spnte_Op I&2E) 
input R0 = reason code 

gli altri eventuali registri dipendono dal reason code usato 
output. R0 = riservato 

gli alto registri dipendono dal reason code usato 
Processor mode: SVC mode 

uso: La chiamata permette il controllo del sistema spnte. Essa è 
dipendente dal SpriteV 


Descrizione della OS_SpnteOp e registri coinvolti 
218 


/•Taipei 

( TAIWAN 


Direttamente dal 

tutti i nuovi prodotti 
l’assistenza 



garanzia 
qualità ^ 


Master 





entry level... ma espandibilissimo/ 
cabinet desktop - 1 Mb RAM 
.disk drive alta densità 
hard disk 40 Mb ATbus 
VGA 256 Kb - porte ser/par 
monitor monocromatico VGA 
tastiera, assemblaggio e accessori 

iole A. 1. 490.000! 


subito al lavoro con software 3 66 
cabinet mlnltower - 2 Mb RAM 
•disk drive alta densità 
hard disk 40 Mb ATbus 
VGA 256 Kb - porte ser/par 
monitor monocromatico VGA 
tastiera, assemblaggio e accessori 

a iole A 1.950.0001 


server... multiutenza... grafica.. 
cabinet tower - 4 Mb RAM 
disk drive alta densità 
hard disk 90 Mb ATbus 
•VGA 512 Kb - porte ser/par 
monitor colori VGA 
tastiera, assemblaggio e accessori 

386/25 caeltel. 3.590.000 
386/33 oaekal. 3. 790. 000 
986/25 cache/. 5.350.000 




Qualsiasi configurazione 
personalizzata I 


K er tutte le esigenze.../ 
otebook 266 e 366/5X 
Laptop 366/5X 
tutti con grafica VGA/ 

AoUmÌ 286 al. 2.490 MO 
NMook386a/. 3.980.000 
laphf. 386 al. 3.690.000 ! 


DISTRIBUTORE! 

< ptW ftWC«t 

Master 

NOVITÀ’ assoluta nel suo penerei E’ INCREDIBILE/.' 
IMAGE256 software: il piu potente mal visto 
A4sllde: le Vs PRESENTAZIONI In 600x600 256 col. 
A4base: unico DATABASE grafico per migliala d usi 
software MERGE: è come avere uno scanner A4 II 
multi-scan e multi-merge In TEMPO REALE/ Facile/ 
supporto di file PCX . TIFF, ColoRIX e moltissimi altri 
stampate in Bianco/Nero? 64 grigi REALI anche/ 
finalmente sfruttata la Vs VGA a 512 Kb/1 Mb 
prezzo Incredibile per un prodotto PROFESSIONALE/ 

iole A 690.000! 

tutte velocissime.... 
tutte con I driver più aggiornati.... 
tutte dal costruttori piu noti... 
TUTTE a prezzi INCREDIBILI/ 

L. 99.000 per 256 Kb 
L. 147.000 per 512 Kb 
L. 259.000 per 1 Mb ET4000 
(abbiamo anche I monitor adatti/) 

pìahtiàe da £.. 99-000!! 


Stufi di sentirvi dire: "Non dlsponlblle...prenotare"? 
Beh. per forza... è UNICO e RICHIESTISSIMO/ 

FAX standard Groppo Ili e modem 2400 baud 
COMPLETA gestione del FAX In partenza e arrivo 
agenda nominativi Importabile da Dbas el 
trasmette file importati da word proc. asdl, TIFF 
Inoltre screen-capture e printer-capture 
dotazione veramente completa di accessori 

<lii^mlsile(>4a.aJl. 990.000 

MODEM da 75 a 9600 baud MNE.. telefonare I 




Un bel momento per velocizzare.../ 
un 80267 al prezzo sottoindicato... 
'(incredibile vero?) 

...immaginate il costo degli altri? 

do. iole. 1. 199.000 


Tutti i prezzi IVA esclusa Iranco sede 


a affi 


Cerchiamo RIVENDITORI 
per zone libere! 


Via L. Kossuth 20/30 
57126 LIVORNO 

FAX: 0586/B63.310 

Tel: 0586/863.300 



MACINTOSH 


eli Raffaello De Mas* 


FullWrite Professional 


C irca due anni fa, ai tempi di Word 
3, esaminammo su queste pagi- 
ne pacchetti alternativi, come 
Mac Author (che ho usato per diverso 
tempo I, Multi Write. Haba Word, il ben 
noto Write Now, e, tra gli altri, uno stra- 
nissimo Documem Maker. Quasi tutti 
sono ormai sparili nell'oblio, a causa dei 
loro specifici difetti o perche superati e 
non piu upgradati dai produttori (alcuni 
dei quali credo abbiano chiuso i battenti I 
e Word, oggi la fa praticamente da pa- 
drone. sia per le sue dosi intrinseche, 
sia perchè, effettivamente. Mac Write è 
un abisso più dietro e può, si e no. com- 
petere forse con Microsoft Write. 

Eppure, oggi, sul mercato ci sono un 
paio di pacchetti che possono dare filo 
da torcere al buon Word sia sotto il pun- 
to di vista delle prestazioni, sia (cosa 
piuttosto facile) sulla facilità d'uso. Se è 
vero che, per usare Word in modo da 
ottenere risultati di qualità occorre uno 
studio moto accurato del monumentale 
manuale, oggi, con pacchetti come 
quello che presentiamo, si possono ot- 
tenere risultati di pregio, accurati e ben 
disegnati, subito dopo una rapida scorsa 
al manuale e dopo aver fatto il solito gi- 
ro guidato. E in questa facilità FullWrite 
Professional è forse il pacchetto che più 


di tutti abbina rapidità di apprendimen- 
to, qualità di prestazioni, facilità d'uso, 
velocità ed efficienza. Vediamo come 1 

Il pacchetto 

FullWrite fa parte della famiglia di pro- 
dotti che Ashton-Taie (chi era costui?) 
ha messo a punto per l'ambiente Mac. 
In particolare questo package, oggi alla 
versione 1 .5 si presenta organizzato in 
una grossa scatola di cartone, che con- 
tiene manualistica e sofficiume. La pri- 
ma è rappresentata da 6 manuali che 
vanno dal tutoria) fino alle istruzioni par- 
ticolareggiate per il Sound Note, la se- 
conda è costituita da ben sette dischetti 
per un totale di oltre 5 Mega di softwa- 
re. 

Occorre lanciare, per l'installazione su 
disco rigido (è assolutamente impensa- 
bile di poter lavorare solo con floppy di- 
sk) un programma di installazione, che 
crea una cartella a sua volta contenente 
quattro folder che ospiteranno, nell'or- 
dine, il programma principale, i docu- 
menti di controllo linguistico, il Thyco 
Table Maker (vedremo tra poco di cosa 
si tratta), e una cartella di esempi, Viene 
inoltre configurato e autoindirizzato un 
Help in linea, strutturato In maniera ge- 


rarchica, efficiente e dalla grafica estre- 
mamente accurata (anche se per l'ìndi- 
ce principale si poteva fare qualcosa di 
piu relativamente alla leggibilità). La car- 
tella principale totale occupa su disco n- 
gido circa 4 mega (se si evita di caricare 
anche la visita guidata) 

Il programma principale abbisogna in 
default di ben 1400 K, ma funziona, an- 
che se con un notevole rallentamento 
fino a 1024 k (con questa premessa non 
ho ben capito come possa funzionare 
su macchine dotate di 1 mega di me- 
moria, come, ad esempio i vecchi 512 
Enhanced o i Plus-Se con 1 Mega di 
memoria. 

Ma a cosa serve effettivamente Full- 
Write Pro? Per dirla alla Catalano, e lo 
stesso nome che lo fa capire. FullWrite 
combina un wp dalle caratteristiche 
avanzate con un pacchetto grafico di ec- 
cellente qualità e un ambiente di page 
layout piacevole e di discreta potenza, il 
tutto riunito in un pacchetto singolo, 
estremamente facile e intuitivo da usa- 
re. Creato esclusivamente per Mac (non 
esiste corrispondente in ambiente PC, 
per cui non si ha mai la sgradevole im- 
pressione di sentire il sapore di altri am- 
bienti. meno potenti). FullWrite Pro 
mette immediatamente a disposizione 
una serie di tool mai visti insieme nello 
stesso programma prima d'ora, lascian- 
do all'utente una notevole libertà di 
scelta per quanto attiene al disegno e 
alla organizzazione del documento stes- 
so. 

È possibile illustrare il documento con 
un grafico, disegnare una pagina nella 
maniera più strana e difforme possibile, 
creare tipi speciali di scrittura ben oltre 
i classici stili di base degli altri pacchetti, 
gestire e combinare diversi documenti 
insieme, il tutto sempre dall'interno del- 
l'applicazione di base, senza mai uscire 
o scambiare dati da un'altra applicazio- 
ne, magari grafica. E. cosa molto impor- 
tante (cosa che purtroppo manca nel 
suo avversario piu accorsato e agguer- 
rito) conservando sempre il massimo 
della filosofia del WYSIWYG, con una 



220 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


MACINTOSH 


velocità di refresh dello schermo impen- 
sabile in altri pacchetti. 

Le caratteristiche dell'ambiente pos- 
sono essere cosi riassunte 

• un vocabolario di 100.000 vocaboli, 
con un dizionario dei sinonimi di oltre il 
doppio di componenti (sono disponibili 
dizionari in diverse lingue). 

• Generazione e aggiornamento auto- 
matico degli indici, tavole dei nomi e dei 
contenuti, bibliografie. 

• Autoposizionamento e autonumera- 
zione non solo delle note a pié pagina 
ma anche di citazioni e figure 

• Ricerca e cambiamento pilotato non 
solo alla stringa, ma anche allo stile di 
scrittura e, addirittura, alla giustificazio- 
ne. 

• Autoriferimento del tutto trasparente 
di citazioni a figure o grafici. 

• Tecnica avanzata di utilizzo degli 
shortcut 

• Tecniche avanzatissime di formatta- 
zione del testo, ivi compreso stili di te- 
sto definiti dall'utente (ad esempio, te- 
sto in grigio, glossari personalizzati, ri- 
paginazione automatica sullo schermo, 
a capo automatica, disattivata o pilotata 
dall'utente). Ma non basta: meraviglia 
delle meraviglie, per la prima volta in un 
word processor di base esiste la possi- 
bilità di regolare la crenatura, e di creare 
dei template personalizzati per i diversi 
stili di documento. 


FulIWrite Professiona l 


Ashton Tate 

20101 Hamilton Avenue 

Torrance 

CA 90509-9972 

Distributore: 

Ulisse, via Pacini 22, Milano 
Algol, via Feltre 28, Milano 

Prezzi UVA esclusa): 

vers. ingl. L 790.000 

vera. it. L 840.000 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 





MACINTOSH 




La lista delle caratteristiche è ancora 
ben lunga e dovremmo dedicare ad es- 
sa diverse pagine. Ricorderemo solo 
che è possibile assegnare outlining mul- 
tipli anche a un solo documento, creare 
documenti che possiedono all'interno 
paragrafi invisibili, che possono essere 
nchiamati e visualizzati dall'utente sem- 
plicemente attraverso II click col mouse 
(ideale, per esempio, per creare docu- 
mentazione), nascondere ed espandere 
intere sezioni del documento stesso, 
eseguire editing separati per II corpo 
dello scritto e per le testate e pié di pa- 
gina. prestabilire non solo stili ma anche 
formati di pagina diversi. E. ancora, è 
possibile disporre di un ambiente grafi- 
co completamente funzionale, che, ol- 
tre a possedere sofisticati tool personali 
può importare immagini (anche seenne- 
rizzate) da altre applicazioni o dagli ap- 
punti; la grafica a disposizione è tarito 
efficiente e sofisticata da comprendere 
curve di Bezier, con relativo editing dei 
punti di ancoraggio, e da permettere la 

222 


rotazione, l'accatastamento e la parziale 
trasparenza degli oggetti. Come se non 
bastasse esiste un programmino com- 
plementare. molto pratico, il Tycho Ta- 
ble Maker, destinato a manipolare tabel- 


le, con dimensionamento automatico e 
trasparente delle stesse, scalatura di 
queste alle dimensioni della pagina (uno 
dei problemi più fastidiosi della creazio- 
ne di una tabella in un wp e che non si 
riesce mai a inserirla tutta in una pagina 
mantenendo la struttura della pagina 
stessa elegante e pulita), questo pro- 
gramma non solo permette di creare ta- 
belle. ma ne importa direttamente an- 
che da file testo delimitati da |tab). vir- 
gole e CR. 

L'uso del package 

Con questa dovizia di prestazioni e 
umano pensare che il pacchetto sia dif- 
ficile da manipolare, anche in conside- 
razione della paternità del package stes- 
so, che rievoca labirinti tortuosi e tene- 
brosi marcati DBase. Invece il pregio 
maggiore di FullWrite Pro e la facilita 
d'uso, del tutto comparabile con quella 
di Mac Write e di Write Now 

Ma vediamo un poco più da vicino l’u- 
so di questo wp. All'apertura, dopo l'im- 
mancabile finestra di presentazione, si 
ha a disposizione una pagina bianca, 
che occorre personalizzare. In modo ab- 
bastanza simile a quanto avviene in 
Word, è possibile creare documenti di 
layout che qui vengono chiamati «Sta- 
tionery Docs». 

All'apertura ogni documento, a meno 
di scelte diverse, sarà realizzato con i 
settaggi specifici del setup scelto. 

Anche senza aver scelto alcun docu- 
mento specifico, l'apertura del word 
processor porta alla creazione di una fi- 
nestra iniziale piuttosto simile a quella 
di Write Now. C'è cosi pronto un righel- 
lo di setup, piuttosto semplice (ma la 
semplicità non tragga in inganno) che 
rappresenta quello di base, non cancel- 
labile. A questo e possibile aggiungere 
un numero pressoché illimitato di righel- 
li aggiuntivi 



La possibilità di 
organaste i documenti 
nella finestra. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


MACINTOSH 



Vediamo come questi righelli funzio- 
nano. In Mac Write, piuttosto semplici- 
sticamente, un righello condiziona tutto 
quello che lo segue, fino alla comparsa 
di un altro. In Word, eccesso opposto, 
ogni rigo possiede un righello (invisibile) 
su cui si sena; qui si e raggiunto dav- 
vero l'equilibrio, con la possibilità di ri- 
ferire ogni righello a quello che più si 
desidera Ingo, paragrafo, pagina, docu- 
mento). 

I menu di FullWrite Pro 

Secondo una prassi consolidata della 
nostra rubrica, cercheremo di analizzare 
le potenzialità di FullWnte Pro attraver- 
so l'analisi dei menu e delle loro poten- 
zialità. Vediamo innanzi tutto come sia- 
no presenti ben 9 voci (l'ultima, OutLi- 
ne, può non essere sempre presente). 
La finestra si apre con le classiche barre 
di scorrimento, ma alla base quella oriz- 
zontale presenta quattro iconette desti- 
nate a scegliere la «visione » del docu- 
mento stesso (per icone, per gerarchia 
[outline], secondo barre di selezione, o 
WYSIWYG). La prima, forse la piu utile 
in fase di redazione e organizzazione del 
documento, evidenzia, a fianco dello 
scritto uno o più delle quindici icone si- 
gnificative disponibili Cosi è possibile 
identificare immediatamente a colpo 
d'occhio il tipo di righello che stiamo uti- 
lizzando e il tipo di paragrafo maneggia- 
to (ad esempio, sezione di classificazio- 
ne, testata o pié di pagina, nota, casella 
separata di scritto, figura, break di co- 
lonna e di pagina, tavole di indice e di 
contenuti e cosi via. 

Saltiamo a pié pari l'icona di outline 
(già ben nota in altri wp) per passare alla 
terza, del tutto originale e mai vista in 
altri pacchetti. Settando questa opzione 
tutto il documento sarà affiancato, a si- 
nistra, da una barra nera o grigia; il co- 
lore indica se e dove è stala eseguita 
una modifica o variazione allo scritto 
precedentemente già registrato, La 
quarta opzione, invece, piuttosto sem- 
plicistica (non so bene quando potrebbe 
essere utilizzata) mostra il documento 
nudo e crudo, cosi come si presenterà 
sulla stampa 

Dicevamo dei menu, e ad essi ritor- 
niamo immediatamente. C'è da premet- 
tere che FullWrite supporta del tutto i 
cosiddetti WalkDown menu; tanto per 
intenderci, un dattilografo particolar- 
mente esperto potrebbe non gradire di 
dover scostare dalla tastiera le mani per 
poter azionare il mouse. Ecco che allo- 
ra, con un sistema abbastanza simile a 
quello che è possibile ottenere con l'u- 
tility Easy Access, è possibile «conge- 
lare» i menu e scorrerli con le freccette 

Ma continuiamo; tra le opzioni del 


menu (file) ecco alcune interessanti no- 
vità; la chiamata preference permette 
diverse regolazioni interessanti; ecco 
quindi comparire un utilissimo sistema 
di backup automatico, molto simile a 
quello visto per Sprint di Borland (viene 
creato un file di backup che, in caso di 
mancanza di alimentazione avverte, al 
suo ritorno che esiste un file principale 
e uno interrotto, chiedendo cosa si de- 
sidera fare). Il tempo per l'autosave è 
regolabile a piacere e l'operazione è 
piuttosto veloce, anche se può succe- 
dere che qualche lettera, battuta duran- 
te l'operazione, vada perduta. Altre 
opzioni, presenti in questa finestra, so- 
no invece di più modesto interesse. 

Un'altra interessante chiamata è quel- 
la del «Get Info...». Il programma esa- 
mina il documento e fornisce il nome 
dell'autore. Il numero di volte in cui il 
documento è stato redatto o modifica- 
to, il numero di battute e la durata delle 
sessioni (qualcosa di simile, lo ricorde- 
rete. esisteva in MacAuthor), e una se- 
rie di informazioni (numero dei caratteri. 


delle righe e dei paragrafi) simile a quel- 
le di MSWord. Inoltre viene fornito un 
valore di leggibilità del documento stes- 
so, secondo la regola di Layckok. 

Il secondo menu, (editi sebbene ricco 
di posizioni, contiene opzioni già ben 
note. Degna di nota, tra tutte, è solo la 
possibilità di scegliere una crenatura a 
piacere tra le lettere. 

Il terzo menu, Move, è piuttosto sui 
generis, accanto a opzioni ben note, co- 
me Goto, Find e Change, ce ne sono di 
assolutamente originali, come la possi- 
bilità di categorizzare documenti o parte 
di essi (possibilità di classificare e iden- 
tificare uno specifico tipo di informazio- 
ne o un paragrafo avente pani in comu- 
ne con altri; un esempio potrebbe es- 
sere quello di definire allo stesso modo 
o sotto la stessa «classe» I paragrafi 
contenenti delle figure, o magari delle 
formule o dei simboli); la possibilità non 
è peregrina se si pensa alla utilità che 
essa ha nella ricerca per la redazione di 
tavole dei contenuti o degli autori 

Una facility di uso frequente potrebbe 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


223 


MACINTOSH 


Proposai 


81 10 Old Fiolding Rond 
Andate, MO 60101 
(808) 665-1212 
Cantractor'fl Llcenae «84667 

Proposai Submlttod To 

Bob McCartliy 
Address 

9111 Parker Ave. 

Sheldon, MO 60610 

Date of Plana 

11-9-90 

We heroby submit apecific 

Expansion of downstairs bodroom. We wìll remove thè existing south wnll, replace it with a 
reinforced wall and and doublo-pane bay window, and match existing fìnishes, 

Owner lo prepare exterìoryard for expansion. 

We propose heroby lo fumish material and labor— complete in accordance with above 
specificati ons, for thè sum of: 8 thousand six hundred and no/100 ($8,600) 

Paymenl to be mede as follows: 

Cash upon completion. Any balance post due shall bear interest ut thè maximum legai interest rate, 
ir any action is nceded to enforco any terms of this contract, thè prevailmg party is entitled to 




All molenol Is guoronteed lo be os spodtlod All worlt lo be comoleled In o wotKmonllke monner 
occortìlng lo stenderò oroctlcos Any oHerotlon ordevlotion rromobove speci (Icotions 
Involvlng extra cosi wlll be execulea only uoon wrltlon order, end will become on extra cnorgo 
over end ebove thè esumate All agreomenls contlngent uoon stnxes, occldenls. or deloys 


Acceptance Of Proposai The abavo prices, speeificntions, and conditici». uro 
salisfactory and are herefay accepted. Birchler Brothers is authorixed to proceed with this work. 


Tre esempi di Documenti, tratti Dal Dischetto examples tornito col pacchetto 



essere quella della inserzione di citazio- 
ni, attraverso cui frasi di uso comune 
come per esempio una apertura di let- 
tera commerciale o magari una intesta- 
zione può essere richiamata con un 
semplice tocco di tastiera. Inoltre, in ca- 
so di apertura di documenti multipli, è 
possibile affiancare o sovrapporre docu- 
menti in maniera automatica e ben vi- 
sibile (in questo modo si supera in parte 
la mancanza, davvero inspiegabile, della 
possibilità di assegnare allo stesso do- 
cumenti parti diverse della finestra, co- 
sa davvero utile in MSWord). 

Passiamo, in rapida visione, al menu 
successivo. Si tratta di qualcosa di nuo- 
vo, non visto altrove; la barra, permette 
di manipolare tutto quanto attiene alle 
testate (che possono anche essere mul- 
tiple per pagina o personalizzate per 
ogni paragrafo), E, attraverso questo 
menu è possibile accedere a due delle 
opzioni più potenti e originali esistenti in 
questo programma. 

In effetti si tratta di opzioni abbastan- 
za simili nel funzionamento e rappre- 
sentano. in chiave Full Write Pro, l'equi- 
valente di quello che è stato il sogno di 
tutti i word processor della prima gene- 
razione e che è il fiore all'occhiello di 
ogni programma di DTP che si rispetti; 
la possibilità di inserire blocchi di testo 
o figure in documenti, con scontoma- 
mento del testo già esistente. Questa 
operazione che in Word è tanto com- 
plessa da risultare praticamente inutiliz- 
zabile alla maggior parte degli utenti (in 
barba ai bellissimi esempi forniti nel 
pacchetto), qui è quanto di più intuitivo 
esista; come si fa è molto semplice! Si 
lancia il comando, che apre una finestra 
supplementare; in questa si scrive co- 
me se si trattasse di un normale docu- 
mento (un opportuno size box determi- 
na il formato del riquadro) o si disegna 
con una palette di buona fattura (sono 
comprese, come dicevamo innanzi, ad- 
dirittura le curve di Bezier) e, una volta 
esaurito il compito si preleva il tutto e lo 
si sistema nel documento dove si de- 
sidera. Lo scontornamento e il reflow 
del testo esistente è immediato e tota- 
le; ma non basta; il riquadro è perso- 
nalizzabile m quanto è possibile fissarlo 
alla pagina in maniera inamovibile o ag- 
ganciarlo a una parte del testo principa- 
le in modo che ne segua le vicissitudini 
(e i movimenti) a seconda della variazio- 
ne del corpo del testo stesso. 

Pensate che sia finita'- 1 Neanche per 
idea! È possibile autoreferenziare note, 
non solo di piè pagina, ma anche biblio- 
grafiche e di indice. Che vuol dire au- 
toreferenziare 7 Semplice! Quante volte 
è capitato di creare note e magari ac- 
corgersi che la stessa già esisteva, per 
altri motivi? Ecco la pietra filosofale del- 


le note! Basta autoreferenziare la chia- 
mata e il gioco è fatto, con eliminazione 
dei doppioni indesiderati. 

Sempre più di corsa, con lo spazio ti- 
ranno che incalza. Le ultime quattro 
chiamate al menu sono abbastanza no- 
te. con formati già visti in altri pacchetti 
di editing, Interessante è qui la possi- 
bilità di scalare in grigio il corpo dei ca- 
ratteri, ovviamente con risultati accetta- 
bili solo stampando su LaserWriter. E 
qui c'è l'altra grande occasione di par- 
lare di certe caratteristiche di tutto ri- 
spetto; oltre alle già note opzioni di 
stampa di altri WP. vediamo qui la pos- 
sibilità di stampare su ambedue le facce 


della pagina (vengono stampate prima 
le pagine dispari, poi il programma invita 
a prendere il blocco dei fogli e a rein- 
serirlo nel portafogli per la stampa sul- 
l'altro verso. 

Altra eccellente possibilità è quella di 
definire un disegno di background (ad 
esempio un logo da stampare al centro 
della pagina in un grigio chiarissimo) 
che verrà stampato assieme allo scritto. 
Non ci si è dimenticati delle stampanti 
ad aghi, con la possibilità di stampa ri- 
battuta e non manca infine la possibilità 
di setup della pagina stessa attraverso 
le classiche barre laterali già viste in 
Word, 


224 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


MACINTOSH 


Quarterly Report 
Articulate Designs 


Second Quarter • 1990 



The Second Quarter of 1990 saw Aniculaie 
Designs strengthcning ils posiiion as thè leader 
marketing Communications in thè Bay 
Area. The most significant evcnt was thè 
completion of negotiations with thè 
Oakland Rebels, 111 a ncw football fran- 
cióse, that will havc Articulate Designs 
create thè complete team image for thè 
club- logo, uniforma, tickets, and 
marketing materials. The S5 million 
deal calls for thè Consulting and de- 
sign work imo thè mid-1990's. 

The company posted profits of $. 1 5 
per sharc this quarter, on S244.568 of 
revenue. marking thè third quarter in a 
aw that profits have been increascd, The 
acquisition of PcachTree in thè Founh Quarter 
1989 began lo pay dividendi, 
as thè in-housc production fa- 
cility cut prìnting costs in half. 

The company is also pleased lo 
welcome Mr. Don Haskins to thè 
Board. Mr. Haskins, a native of Los 
Angeles, has worked in thè visual arti 
tg sets and lighting for theatcr and opera produc- 
ing arts in particular, are especially valued. 


Ili The Oakland Rebels» 


ed by on investment group hended by aventi lai 


er professiarul plnyers. 


Financial Report 



Tycho Table Maker 

Abbiamo proceduto tanto in fretta per 
avere un po' di spazio da dedicare a un 
programma complementare, di questo 
titolo, fornito a parte. Si tratta di qual- 
cosa di veramente eccellente, del tutto 
comparabile con le migliori applicazioni 
presenti sul mercato e specificamente 
vendute. 

Per definizione, Tycho Table Maker è 
un tool di presentazione per creare e 
modificare tabelle, in una forma per cosi 
dire intermedia tra uno spreadsheet e 
un database, col vantaggio di avere un 
formato estremamente flessibile in mo- 
do da poter essere utilizzato diretta- 
mente da FullWrite Professional. 

Ciononostante sarebbe disonesto far 
intendere che Tycho Table Maker è un 
manipolatore di numeri o di informazio- 
ni. Per questo scopo esistono program- 
mi ben più efficienti e produttivi. Tycho 
è un «rifinitore» se cosi si può dire, ca- 
pace di dare un look accattivante anche 
alla più bieca e tetra serie di numeri e 
valori, L'uso di TTM è molto semplice e 
somiglia molto a quello di Table Maker 
tout court, un vecchio programma di 
Blue Eyes Softing, una software house 
presente sul mercato qualche anno fa. 
Accanto al semplice editing di program- 
ma esistono una serie di opzioni di rifi- 
nitura che permettono di dare un tocco 
di raffinatezza al pur buon disegno di ba- 
se. Ecco quindi la possibilità di creare 
linee di raccordo tra le celle, ombreg- 
giature personalizzate, layout di stile di 
pagina individuale, possibilità di impor- 
tazione da e di esportazione verso pro- 
grammi molteplici. 


Conclusioni 

In un periodo in cui MSWord ha fatto 
da padrone (a buon merito) nel campo 
del word processing avanzato si sta so- 
stituendo, per merito di FullWrite Pro e 
di Word Perfect (un altro eccellente 
pacchetto di cui parleremo prossima- 
mente) un nuovo ambiente di lavoro. Il 
pacchetto di Ashton-Tate si presenta 
con tutte le carte in regola per divenire 
un best-seller; ha dalla sua, per giunge- 
re a questo due grandi armi: una serie 
di prestazioni superlative e. ancor me- 
glio una facilità e piacevolezza d'uso a 
dir poco entusiasmante. 

Veloce, sicuro grazie alla opzione di 
backup, dotato di un glossario e di un 
dizionario dei sinonimi eccellente e ve- 
locissimo. fornisce prestazioni avvicina- 
bili a quelle di PageMaker di qualche ge- 
nerazione fa; ma come dicevo lo fa con 
eleganza e competenza, come spetta a 
un pacchetto di tale linguaggio 

MS 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


225 


MACINTOSH 


eh Raffaello De Masi 


Appunti di programmazione 

La programmazione del Macintosh 


Come forse ricorderete, ta 
volta scorsa abbiamo parlato 
della disponibilità sul mercato 
di pacchetti capaci di creare 
ambienti di programmazione 
orientati all'oggetto efficienti 
e di grande utilità. Tra di essi 
lo stato dell'arte è 
rappresentato da MPW, 

MPW C e Symantec C, 
ambienti, tutti e tre. capaci di 
fornire un adeguato supporto 
per la costruzione di 
applicazioni efficienti e ben 
disegnate in ottica 
dell'interfaccia Mac. 
Probabilmente si tratta del 
meglio attualmente 
disponibile sul mercato e. 
fino a poco tempo fa, ognuno 
di essi poteva dare punti a 
tutto quanto disponibile in 
MS-DOS Ma sono davvero 
equivalenti, o ognuno di essi 
ha qualità (e applicabilità) 
particolari? 


Le caratteristiche degli ambienti 
a confronto 

La scelta dell'ambiente è condiziona- 
ta. prima di tutto, dalla struttura del 
gruppo di programmazione che utiliz- 
zerà l'ambiente stesso. Se sulla stessa 
applicazione lavorerà più di una perso- 
na. MPW C è la scelta obbligata: Think 
C sotto questo punto di vista è molto 
difficoltoso da utilizzare, Se invece si 
tratta del lavoro di una sola persona, o. 
al massimo, di due che lavorano in pa- 
rallelo. Think C è preferibile. 

Ma non è questa l’unica differenza; 
nel caso di costruzione di applicazioni 
fortemente interattive, MPW C mette a 
disposizione tool più efficienti, ma è più 
difficile da maneggiare di Think, che è 
più «user friend». Quest'ultimo ha una 
velocità di compilazione estremamente 
alta (fino a 1 00.000 linee al minuto) ma 
questa sua facoltà perde molta effica- 
cia, ovviamente, se il codice sorgente 
presenta pochi bug. Al contrario MPW 
C ha a disposizione diverse funzioni di 
controllo del codice, che. inevitabilmen- 
te. si trasformano in un lieve rallenta- 
mento della procedura di compilazione 
stessa 


A proposito di compilatori 

Ambedue i produttori affermano che i 
loro compilatori C non sono conformi 
agli standard ANSI, e tutti e due forni- 
scono una documentata tabella delle 
differenze. Accanto a ciò c'è l'estrema 
limitatezza delle librerie, piuttosto ridot- 
te in ambedue i casi (mancano diverse 
funzioni addirittura considerate standard 
per un linguaggio C), Questo può por- 
tare a diversi problemi in quanto una li- 
breria potrebbe non funzionare nel mo- 
do che uno si aspetterebbe. Inoltre, co- 
sa questa comune a moltissimi linguag- 
gi, occorre avere sempre ben in mente 
i limiti della notazione in virgola mobile, 
specie nei casi in cui è necessaria una 


elevata precisione numerica (esemplare 
a tal proposito una cenerentola, si fa per 
dire, dei linguaggi, lo ZBasic, che può 
raggiungere una precisione di ben 
20.000 cifre 1 Ancora, ambedue hanno 
notazioni numeriche di tipo |int] e [dou- 
blé] piuttosto scadenti e, soprattutto, 
differenti tra loro. Think C usa una no- 
tazione a 16 bit per gli interi, mentre 
MPW usa 32 bit; il primo, inoltre, offre 
una nuova notazione [extendedl per i 
dati del tipo [long doublé]; come se non 
bastasse esiste anche una differenza, in 
fatto di precisione, per i tipi di dati a pre- 
cisione più ampia, in funzione della pre- 
senza della cosiddetta unità di precisio- 
ne in virgola mobile [FPPU], Questa usa 
un formato esteso di rappresentazione 
a 96 bit per strutturare la possibilità del 
microprocessore 68020 di accedere alle 
cosiddette longword. Per ambedue i 
compilatori, comunque, occorre settare 
delle specifiche opzioni di compilazione 
per usare la FPPU; in altri termini la 
scelta non è automatica, sebbene il si- 
stema operativo Mac abbia la possibili- 
tà, autonoma, di riconoscere la presen- 
za dell’FPPU. 

Esiste ancora una differenza riguardo 
alle tecniche di valutazione delle espres- 
sioni; Think C converte sempre tutti i 
numeri in doppia precisione prima di 
eseguire i calcoli (salvo poi ridimensio- 
narli alla grandezza primitiva) mentre 
MPW converte solo alla più alta delle 
precisioni che coinvolgono i numeri. 
Questo può portare, per programmi 
«number cruncher» a risultati legger- 
mente diversi. 

Altri problemi, sebbene di più ridotta 
entità, possono sorgere dalla manipola- 
zione degli array. Ambedue gli ambienti 
supportano una completa architettura a 
memoria segmentata, usando offset a 
16 bit. Il risultato si traduce nella non 
portabilità di una applicazione sviluppata 
in memoria virtuale che usa grosse ar- 
ray statiche, direttamente e senza alcu- 
na modifica (ognuno ricorderà quanto 


226 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


MACINTOSH 


Indirizzi utili 
Bowers Development 

AppMaker 

P.Ó Box 9, Lincoln Center, MA 01773, 
(508)369-8175 


problematica fosse la manipolazione de- 
gli array fino alla invenzione delle archi- 
tetture. appunto, a memoria segmenta- 
ta). 

Il problema è, però più nominale che 
reale; per superarlo basta avere l'accor- 
tezza, quando si trasporta codice tra ar- 
chitetture diverse, di ricordare che, ge- 
neralmente, passare all'ambiente Mac 
significa migliorare e non peggiorare, 
quanto a tool di utilizzo. Il caso più fre- 
quente è il trasferimento di codice da 
Unix a Mac. che, solo col toolbox, di- 
spone di routine, funzioni e librerie ben 
più articolate e complete. 

Cosa non nuova nella famiglia infor- 
matica. anche in questo caso succede 
che. una volta scelto un ambiente il pro- 
grammatore è portato a considerare l'al- 
tro come estraneo al suo modo e sche- 
ma di sviluppo. Effettivamente esistono 
grosse differenze nel file [include], nei 
calcoli in virgola mobile, e nelle chiama- 
te al sistema operativo. Uno dei bug, ad 
esempio, più interessanti in MPW (solo 
fino alla versione 3.0) era uno strano 
blocco del compilatore (con generazio- 
ne di messaggio d'errore) in corrispon- 
denza degli operatori |++| e | — ], pe- 
raltro standard anche nel più scassato 
dei linguaggi. Sebbene Apple abbia ri- 
solto il problema nella versione 3.1 (che 
peraltro supera una serie di ulteriori fa- 
stidiosi errori), questo portò spesso l'u- 
tenza a scartare i prodotti sviluppati con 
la versione 3; il motivo è presto detto; 
il programmatore, per superare l’impas- 
se dell'errore del compilatore, utilizzava 
un codice alternativo per la simulazione 
degli operatori incriminati, dimenticando 
che gli operatori in parola sono tra i più 
veloci ed efficienti a disposizione. 

Think C comprende infine una sezio- 
ne (con relativi operatori) dedicata alla 
programmazione orientata all’oggetto. 
Questa versione di C è strettamente 
conforme agli standard del C++. Esso 
dispone, inoltre di un set di librerie dav- 
vero raffinato e completo, tanto da rap- 

MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


Holder. Egan & Company 

Maclnterface 

4148 Spring Hill Road, Midland, MI 
48640, 

(800)782-9976 

Masters Publishing 

Professional Programmer's Extender 
3571 Pheasant Run. #7, Ann Arbor, 

MI 48108-2460, (313)971-1118. 

MMC AD Systems 

McCLint; McCPrint; C Programmer’s 
Toolbox 

P O Box 360845, Milpitas, CA 95036, 
(415)770-0858 

SmetherBarnes 

Prototyper 

520 SW Harrison, Suite 435, 

Portland, OR 97201, (503)274-7179 

Symantec Corporation 

Think C 

10201 Torre Avenue, Cupertino. CA 
95014, (600) 441-7234,2 


presentare, oggi, un vero cavallo di bat- 
taglia nella programmazione OO. 

Per entrare nell'ambiente Mac 

Se si è davvero interessati a una seria 
programmazione del Mac, è II caso di 
iscriversi all’APDA, Apple Programmer 
Development Association, attraverso 


cui è possibile acquistare MPW e MPW 
C. usufruire di una continua serie di in- 
formazioni e conoscere prodotti e soft- 
ware realizzati da terze parti. 

Se si desidera divenire un program- 
matore Mac, è necessario immediata- 
mente saper realizzare una completa ed 
efficiente interfaccia Mac. La cosa non 
è facile, anzi è estremamente difficile; 
ma non disperiamoci per questo. Certo, 
se si desidera realizzare tutto da sé, 
l'impresa risulta quasi impossibile, vista 
l'immane fatica occorrente per la co- 
struzione di menu, finestre, dialoghi, e 
cosi via. Per fortuna sono disponibili nu- 
merose librerie linkabili, che forniscono 
(spesso anche a livello di sorgente) la 
maggior parte del codice di cui si ha bi- 
sogno. Esempi del genere sono Profes- 
sional Programmer's Extender (395$) o 
Mac Interface (un centinaio di dollari in 
meno), che mettono immediatamente a 
portata di mano menu, finestre, routine 
di stampa e un agevole interfacciamen- 
to con Multifinder. 

Prototyper e AppMaker vanno ancora 
più avanti e rendono il lavoro di gene- 


Confronto tra le caratteristiche di rappresentazione Interna 
di MPW e Think 


Bit 

int 32 

float 32 

doublé 64 

doublé ext 80* 

THINK C 

Bit 

int 16 

float 32 

doublé 64 

doublé ext 80* 


Minimo Massimo 

2.14E-9 2.14E+9 

1.5E-45 3.4E+38 

5.0E-324 1.7E+308 

1.9E-4951 1.1E+4932 


Minimo Massimo 

-32,768 32,767 

1.5E-45 3.4E+38 

5.0E-324 1.7E+308 

1.9E-4951 1.1E+4932 


diviene a 96 bit se viene utilizzata la notazione FPUU. 


227 


MACINTOSH 


razione dei programmi un vero piacere, 
attraverso una interfaccia grafica eccel- 
lentemente realizzata. Questi CASE 
possono poi generare automaticamente 
un codice sorgente C necessario per 
creare e sviluppare una interfaccia uten- 
te personalizzata. 

È probabile che a questo punto tutto 
sia pronto per l'avvio del lavoro. Prima 
di selezionare un metodo, comunque, 
per realizzare la propria interfaccia, oc- 
corre aver ben chiaro in mente il layout 
dell'interfaccia stessa, il suo sviluppo 
operativo, e quali primitive d'interfaccia 
saranno necessarie, Il Mac ha un certo 
numero di primitive già realizzate, tra 
cui: 

• layout di schermo, con finestre, dia- 
loghi, e messaggi di avviso. 

• Controlli, come bottoni, edit-text (te- 
sto cliccabile, editabile e riselezionabi- 
le), icone (sia di sistema che definite 
dall'utente), figure, linee rettangolari (a 
spigolo acuto e arrotondato, palette, 
scrollbar, controllo di risorse, tool diret- 
tamente definiti dall'utente e altro. 

• Menu, del tipo semplice, gerarchico, 
autosrotolantesi, ecc. 

Per poter mettere ordine nel preve- 
dibile marasma che si genererebbe da 
una disponibilità di tal fatta, Apple ha 
stabilito una serie di regole che si sup- 
pone ogni implementatore debba segui- 
re. D'altro canto è proprio il fatto stesso 
di adottare le stesse regole che ha de- 
terminato la fortuna dell'interfaccia 
Mac. Il set principale di queste regole è 
contenuto in Inside Macintosh e. co- 
munque, in una serie di pubblicazioni 
piuttosto diffuse. È infine prassi comu- 
ne. una volta realizzata una interfaccia 
Mac, di compararla con quella delle ap- 
plicazioni piu diffuse (generalmente lo 
standard è rappresentato da MacWrite- 
MacPamt-MacDraw. Come dicevamo in 
precedenza la mancanza di una interfac- 
cia nota è un grave freno alla utilizzabi- 
lità di una applicazione 

Alcuni criteri sulle modalità 
di sviluppo di una applicazione 

Come in ogni abbinata macchina-lin- 
guaggio, ma soprattutto utilizzando il 
Mac. ci si rende conto fin dall'inizio che 
ci sono diverse maniere per affrontare 
un problema. 

La notevole flessibilità di programmazio- 
ne della macchina potrebbe portare alla 
realizzazione di una interfaccia che fun- 
ziona bene per un certo probema, ma si 
tratta in ogni caso di un rischio, visto 
che questa interfaccia particolare, e fuo- 
•i standard, potrebbe non essere più 
sufficiente e adeguata per una futura re- 
ease della stessa applicazione (confes- 


Bibliografia 

• Macintosh Devetopment Tools & Languages Guidebook 1991 Edition. e 

• 4ppie Engineering-Sdentìfic Solutions Guide Winter 1989/90 Pubblicali da Apple Com- 
puter. Ine. 

• Inside Macintosh Volumes IVI (Addison-Wesley Publlshing Company) 

• The Macintosh BiOle. Anhur Naiman. Editor iGoldstem & Blair). 

• MacTuiot. Rivista di programmazione mensile dedicata a Macintosh, pubblicata in d> 
verse lingue (714)7771255 

• Macintosh Buver's Guide o Macintosh Produci R egislry Catalogo quadrimestrale pub- 
blicato da Redgate Communications Corporation 

• Apple's Programmerà Devetopment Association. (800)2822732. 


so di essere caduto vergognosamente 
nello stesso errore); ridisegnare l’inter- 
faccia daccapo mi è costata una faticac- 
cia immane, tanto che alla fine decisi di 
lasciar perdere tutto e di ricostruire dac- 
capo la finestra completa. Inoltre occor- 
re tener presente che la modifica del- 
l'ambiente o anche solo del compilatore 
potrebbe creare interferenze e problemi 
con la particolare interfaccia costruita, 
se invece si adottano regole standard di 
costruzione, è garantito che ogni nuova 
release del linguaggio-ambiente di svi- 
luppo supporterà quello precedente 
(nessun costruttore sarebbe tanto folle 
da abbandonare la struttura di base che 
ha adottato per il suo linguaggio) 
D'altro canto, oggi, a distanza di sette 
anni dalla nascita della macchina, si ha 
a disposizione una bibliografia enorme, 
e una messe di materiale, anche a li- 
vello di codice sorgente, estremamente 
articolata. Molto materiale si ritrova sul- 
le riviste specializzate (Mac Tutor. Mac 
Week, Macintosh Today, MacWorld, 
ecc). in letteratura (vedi riferimenti) o ri- 
cavandolo dai bulletin board, materiale 
che molto spesso è possibile compilare 
tal quale o con modeste modifiche; l'a- 
nalisi di queste pubblicazioni rappresen- 
ta, inoltre, una palestra programmatoria 
raffinata, che. oltre a mettere a dispo- 
sizione codice compatto e ben fatto, in- 
segna regole di vita (programmatoria) 
molto utili. Occorre comunque tener 
presente che lo standard nel campo dei 
codici sorgente è rappresentato da 
quello compilabile dalle applicazioni pre- 
cedentemente nominate (MPW e Thmk 
generalmente sono piuttosto compatibi- 
li in termini di compilazione. Aztec C, di 
gran lunga l'ambiente più potente inclu- 
de quasi tutto compreso nei due pre- 
cedenti; altri ambienti potrebbero esse- 
re parzialmente incompatibili); almeno 
all'inizio, non porsi grandi progetti, co- 
me consigliava una volta Guy Kawasaki 
sulle pagine di Mac User, volare basso 
per non prendere grandi cadute. 

Infine un consiglio personale, matura- 


to in tanti anni di uso e programmazione 
del Mac, inutile illudersi di poter portare 
codici scritti per altre macchine in ma- 
niera facile e veloce, in barba a tutta la 
decantata portabilità permessa da certi 
linguaggi, è proprio la presenza dell'in- 
terfaccia Mac a costringere a lavoro ta- 
lora estenuante per ottenere risultati ap- 
pena accettabili, molto meglio utilizzare, 
del vecchio programma, il solo algorit- 
mo risolutivo e affrontare, ex novo, la 
completa programmazione della struttu- 
ra di interfaccia (una delle più comples- 
se operazioni di programmazione, sem 
brerà strano, è proprio quella della rea- 
lizzazione di una finestra di input veloce 
e facilmente gestibile) 

Per concludere 

La realizzazione di una interfaccia ve- 
ramente efficiente, in Mac, non è nè 
semplice né veloce, qualunque sia il lin- 
guaggio adottato; abbiamo piu volte no- 
minato in queste note il Thmk C e 
l'MPW in quanto per una serie di circo- 
stanze e per il buon supporto che of- 
frono i costruttori, sono oggi divenuti lo 
standard de facto dell'ars programma- 
torta su Mac. Scomparso ormai dalla 
scena il Pascal di Borland (che peraltro 
non aveva mai brillato), ci sono ancora 
diversi linguaggi da adottare, tra cui il 
Prototyper (piu un ambiente che un lin- 
guaggio; comunque molto divertente 
da esplorare), SmallTalkA/, Spinnaker 
Plus, ProGraph e l'eccellente ZBasic. 
Ma la cosa più importante, quando si 
decide di intraprendere un progetto di 
una applicazione é una, forse ovvia: co- 
noscere quello che offre la concorrenza. 
È inutile scrivere anche una sola linea di 
programma, se non si è prima ben si- 
curi di cosa si potrà dare di più rispetto 
a quello che offre II mercato. Se si è ca- 
paci di creare un prodotto significativa- 
mente migliore, è ben difficile che la no- 
stra applicazione possa avere successo 
sul mercato I 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


MASTER ELETTRONICA 


Via Valentini, 96/B/C - 50047 PRATO (FI) 
Tel. 0574/34352 • Fax 0574/36652 


VENDITA AL MINUTO E PER CORRISPONDENZA- CONTATTATECI GARANTIAMO QUALITÀ 1 CORTESIA COMPETENZA 
TUTTI I NOSTRI PRODOTTI SI INTENDONO CON GARANZIA ORIGINALE IVA INCLUSA -ORARIO 9,00-12,30/ 15,30- 1 9,30 
- SABATO APERTO - TUTTI I PRODOTTI SONO DISPONIBILI PRESSO I NOSTRI MAGAZZINI 


COMMODORE AMIGA 3000 

A500 Li». 7 19 000 


A500 APPETIZER Li». 735.000 

A500 + ESP 5 1 2 Kb Li». 810000 

A590 HD 20 Mb Li». 720.000 

A2000 Li». 1,550 000 

A2000 + 2 DRIVER Li*. 1.650 000 

A2000 + A 2058 Li». 2.250 000 

SCHEDA JANUS XT Li». 550.000 

SCHEDA JANUS AT Li». 1.350 000 

SCHEDA PROCESSORE A2630 Li». 2.900.000 

SCHEDA VIDEO Li*. 130 000 

SCHEDA GENLOCK A2300 Li*. 285.000 

SCHEDA A2320 Flicker-fixer per Amigo 2000 Li». 400 000 

C 64 NEW Li». 260.000 

DRIVER 1541 II Li». 270.000 


ACCESSORI PER AMIGA 


AMIGA 3000 25 Mhz 40 mb Li». 6.030.000 

AMIGA 3000 25 Mhz 1 00 mb Li». 6.850.000 

STAMPANTI 

STAMP PHILIPS NMS 1433 Li». 400 000 

STAMP PHILIPS NMS 1461 Li» 790 000 

STAMP. PHILIPS NMS 1467 Li». 1 .000 000 

NEC P20 PLUS Li». 750.000 

NEC P30PLUS li». 1.011 000 

NEC P60 PLUS Li» 1.250.000 

NEC P70PLUS Li». 1.580 000 

MPS1230 Li». 320.000 

MPS1270 Li». 360.000 


OFFERTA PHILIPS 

NMS 91 15 XT 8088 4.7-8 Mhz, 768 Kb Ram, 1 Fdd 3,5" 
720 Kb, 1 HD 20 Mb, Scheda Video ATI-CGA-HERCULES- 


ESPANSIONE 5 1 2 KB+CLOCK+INT Li». 1 1 0.000 

ESPANSIONE 2-8 Mb per A500 Li*. 620.000 

ESPANSIONE 2 Mb per A 1 000 Li». 640 .000 

ESPANSIONE 2-8 Mb per A2000 Lit. 600.000 

ESPANSIONE A 2058 per A2000 Li». 760.000 

DRIVE 3,5 MECC NEC+DISCONNET Li». 1 80.000 

DRIVER 3,5 DISCONNET Lit. 1 60.000 

MIDI DI NOSTRA PROD Li». 90.000 

DIGITALIZZATORE AUDIO STEREO Lit. 1 70.000 

DIGI-VIEW GOLD 4.0 li». 300 000 

DE LUXE VIEW Lit. 350.000 

FAHER AGNUS 8372/A Ut. 180.000 

GENLOCK PNL 20 Lit. 590.000 

GENLOCK Y • C PAL Lit. 940.000 

FILTRO ELETTRONICO "SPLITTER" Lit. 450.000 

MONITOR 

BM 75 13 RGB TTLF.V Li». 175.000 

BM 7502 CVBS F.V Lit. 1 80.000 

BM 7923 FSQ RGB TTL. F . AMBRA Li». 1 95 .000 

CM11342 /1DG Li». 500.000 

COMMODORE 1 084S Ut. 490 000 

MULTISYNCH IIID NEC Lit. 1 .300.000 

HARD-DISK A 2091 /A 

AUTOBOOTING PER AMIGA 2000 Lit. 295.000 


MDA, Tastiera avanzata 101 fasti, Seriale, Parallela, Ms- 
Dos 3.30 Lit. 1.199.000 


PARTI STACCATE 

Tostiera ovorzoto 1 02 tosti Lit. 90 000 

Tosterà cvonzoto 102 tosti 'Cherry" Lil. 115 000 

Cose DesHiop, Display, olirti 200 wott 'lux" Ut 215 000 

Cose DesKtop. Disploy. oirtiv 200 woit ’Bey' Ut 230 000 

Cose M'r.Tower. Display, oum. 200 wott lit 252 000 

Cose Tower. Display, olim. 200 wott ...Ut 390 C00 

Momboo'd 80286 16 Mhz 0 Mb Rom .lit 250 000 

Moinboa'd 8C386 sk • 1 6 Mhz 0 Mb Rom lil 780 000 

Mornboard 80386sx 20 Mhz 0 Mb Rom Ut 900 000 

Momboo'd 80386 25 Mhz 32Rom Coche 0 Mb Rom Ut I 350 000 

Momboord 80386 - 33 Mhz 64 Rom Coche 0 Mb RamLìt 1 600.000 
floppy D'Ive do 5,25 360 Kb Ut 1 1 8 000 

floppy Dnve do 5.25 1 .2 Kd Ut. 1 28 000 

floppy Drive do 3,5 720 Kb lit 125 000 

floppy Drive do 3,55 1 .44 Mb ..Ut 128000 

Controller per cnve- XT e ATFDD 360/' 2/720/1 44 Ut 45 000 

Controller per HD XT MFM Ut 78 0C0 

Controller per 286/386 mtorlovo 2 I HDC+FDC Ut 115 000 

Controller per 286/386 interlove 1 I HDC+FDC lit. 128 000 

Control e< per 286/386 ESDI HDC+FDC Ut. 222 000 

Controller pei 286/386 Molli/IO interface HD ATBJS 
FDC+HDC+2 RS232 Comi e Com2. 1 Porol. ’ Gome Ut 85 000 

HD Segate St 1 25 28 ms 20 Mb 3,5 Ut 350 000 

HD Sogote Si 1 57/A 28 ms 42 Mb Atbus Ut 425 000 

HD Fujitsu 90 Mb ATBUS Ut. 930 000 

HD Foii'su 136 Mb ATBUS Ut 1 .300 000 

HD Fumisi; 182 Mb ATBUS Ut 1.630 000 

HD Corner 40 Mb ATBUS Ut. 390.000 

HD Quontum 5? Mb ATB'JS Ut. 630 000 

HD Moxtor 80 Mb ATBUS Ut 690 000 

HD Corner ! 20 Mb ATBUS Ut 840 000 

HD Quontum 2 10 Mb ATBUS lil 1 900.000 


50 Mb CCSI Quantum Lit. 680 000 

80 Mb SCSI Quontum Lit 850 000 

1 05 Mb SCSI Quantum Ut. 1.11 7.000 

2 1 0 Mb SCSI Quantum Lit. 1 .890 000 

Espansione 2 MB SCSI e A299 1 A o A590 Lit. 1 80 000 


■TELEFONATE E RICHIEDETE 
IL NOSTRO LISTINO 


L 


1 

J 


ATARI ST 


Spectre GCR 3*0 

L’integrazione ST-Mac continua 

eh Vincenzo Fplcnrelli 


Specire 128 ed i suoi 
antenati, hanno recitato sin 
dalla loro prima uscita I Magic 
Sac), il ruolo di gadget 
fantasiosi, ma poco 
professionali. 

La versione GCR (in grado di 
leggere e scrivere dischi in 
formato MAC) ed in 
particolare la 3 . 0 . 
rappresentano una svolta non 
solo per il raggiunto grado di 
affidabilità, ma soprattutto 
per il nuovo approccio 
adottato r integrazione 
ST-MAC 



Presentazione 

La confezione del pacchetto software 
Spectre (messoci a disposizione dalla 
PCC Computer House di Roma) è estre- 
mamente sobria sia nel confezionamen- 
to che nella voluminosità del contenuto. 

Oltre al manuale e ad un addendum 
sono presenti, nello stesso contenitore 
plastico, la cartuccia per la porta ROM, 
il cavo di collegamento al secondo disk 
drive ed Infine due floppy contenenti il 
software di emulazione ed alcuni pro- 
grammi di pubblico dominio per am- 
biente MAC. 

Il manuale di Spectre fin lingua ingle- 
se), a differenza della stragrande mag- 
gioranza dei manuali software, ha 
un'impostazione editoriale estrema- 
mente discorsiva tant'è che le 150 pa- 
gine. che lo compongono, si leggono 
tutte d'un fiato. 

Questo risultato é stato ottenuto de- 
scrivendo le potenzialità del programma 
attraverso le difficoltà che l'autore, l'or- 
mai noto David Small, ha incontrato nel- 
lo sviluppo del prodotto. 

Succede cosi che la lettura del ma- 
nuale pone l'utente non solo nelle con- 
dizioni di conoscere le funzionalità del 
programma, ma soprattutto di capire 
cosa c'è dietro, in termini di impegno e 
trovate geniali, l'imperscrutabile codice 
in esecuzione. 

Poiché al momento dell'uscita dell’ad- 
dendum per la versione 3.0, non era 
stato testato il funzionamento sul nuovo 
TT a 32 MHz, nel disco di programma 
c'è un lungo file READ, ME che aggiorna 
completamente la manualistica scritta. 

Nella cartridge, inclusa nella confezio- 
ne, non sono presenti protezioni o cir- 
cuiti m grado di ricostruire chissà quale 
risorsa del MAC. molto più semplice- 
mente sono presenti i due chip ROM da 
128 K complessivi contenenti il S.O. 
(ovvero le routine di gestione del suono 
della grafica dei floppy ecc .l, e l'elet- 
tronica per la gestione del drive ST nella 
modalità GCR (Group Code Recording) 
tipica del MAC. 


Impostazione del programma 

Lo scopo che si era prefissato D 
Small nel creare Magic Sac era quello di 
veder girare su un ben più abbordabile, 
in termini di prezzo. ST il software di- 
sponibile su MAC. 

Nonostante l'estrema precarietà delle 
prime versioni il prodotto ha sempre ri- 
scosso successo ed attualmente Spe- 
ctre GCR può essere considerato a ra- 
gione un completo ambiente operativo. 

Non è infatti assolutamente improba- 
bile vedere tipografie o studi grafici che 
con inventiva hanno trovato una perfet- 
ta integrazione tra i prodotti di punta per 
ST e quelli per MAC. 

A rendere possibile tutto ciò ha avuto 
un ruolo essenziale la somiglianza hard 
ware tra l'architettura ST e quella MAC 
In realtà le differenze sono notevoli, ma 
l'uso dello stesso microprocessore da 
parte dì entrambe le macchine e la pre- 
senza di una modalità video monocro- 
matica digitale, hanno permesso di ri 
solvere gran parte dei problemi irrisol- 
vibili, via software, ad esempio nella 
emulazione dei sistemi MS DOS 

L'arrivo del TT ha aperto la strada ad 
una integrazione ancora maggiore Infat- 
ti sono disponibili nella nuova architet- 
tura numerose risorse (come gli hard di- 
sk SCSI, la presa lan RS422, il chip so- 
noro in PCM, una alta risoluzione a co- 
lori) che renderanno ancora più interco- 
municanti i mondi ST e MAC. 

Installazione 

Per un affidabile uso dell'emulatore e 
necessaria una corretta impostazione 


Spectre GCR 3.0 


Distributore: 

Eurosoft s.n.c. ■ Via dei Romito lDr 

5013-1 Firenze 

Prozio L 650.000 - IVA 


230 


MCmicrocomputer n t08 - giugno 199’ 


ATARI ST 




attraverso il programma SPECTRE PRG. 

Attraverso la voce MEMORY è pos- 
sibile settare l'ammontare di RAM di- 
sponibile. Il programma, comunque, ri- 
conosce automaticamente il limite di 
memoria massimo, Nel menu, anche se 
non selezionabili, sono disponibili sele- 
zioni di memoria fino a 12 Mbyte. Tale 
livello può essere raggiunto sia espan- 
dendo un TT che installando schede di 
espansione supportate da Spectre co- 
me la 68030 SST di produzione Gadgets 
by Small. 

Nel menu PRINTER sono presenti le 
varie porte di uscita per i dati di stampa. 
Il default è su PARALLEL. Ciò significa 
che può tranquillamente essere utilizza- 
ta una FX 80 compatibile, 

Oltre alla stampa su parallela è dispo- 
nibile la stampa su seriale e su SLM 
804 in emulazione Image Writer. Una 
quarta opzione è disponibile soltanto ac- 


quistando un utilissimo accessorio pro- 
dotto sempre dalla Gadget: il MegaTalk. 

Grazie ad esso sarà disponibile su un 
semplice Mega ST una porta seriale 
MAC, una porta AppleTalk, una porta 
SCSI ed una porta MIDI tutte perfetta- 
mente compatibili con le periferiche 
MAC. 

Disponendo di questa scheda risulte- 
ranno inutili le porte di I/O delI'ST e per 
evitare conflitti di accesso ed inevitabili 
crash dovranno essere disabilitate le 
precedenti voci PARALLEL, SERIAL ed 
SLM804. 

PARTITIONS indica il nome delle par- 
tizioni MAC su disco, Sono disponibili fi- 
no a 16 partizioni ognuna delle quali as- 
sociabile ad un tasto funzione (eventual- 
mente in combinazione con lo shift). 
Quando si hanno più partizioni si può 
scegliere la partizione di boot senza se- 
lezionarla anticipatamente premendo il 


corrispondente tasto funzione quando 
sul video compare l'icona del disco con 
il punto interrogativo lampeggiante 

Nel menu HARD DISK sono contenuti 
gli strumenti per partizionare e format- 
tare un hard disk ACSI. Sfortunatamen- 
te non sono ancora disponibili i driver 
per gestire gli hard disk SCSI interni ed 
esterni del TT L'opzione TURBO SCSI 
non va interpretata come accelerazione 
del troughput dati verso l'hard disk, es- 
sa indica soltanto che la comunicazione 
con il tradizionale ACSI Megafile in 
emulazione hard disk SCSI può avvenire 
a velocità normale e non rallentata (co- 
me pretendevano le precedenti versioni 
di Spectre)! 

Per gestire, un disco in formato Spe- 
ctre (non MACH, sono disponibili una 
serie di comandi nel menu FLOPPY DI- 
SK. Tra l'altro in questo è presente l'o- 
pzione DETECT DISK INSERTION per il 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


231 




ATARI ST 


controllo automatico della presenza di 
un floppy disk attraverso l’uso della pro- 
tezione del floppy. 

Anche se non specificato nel suddet- 
to menu, la versione 3.0 permette la let- 
tura dei dischi Aladin. 

L'ultimo menu disponibile in Spectre 
è OPTIONS, Oltre alla possibilità di at- 
tivare e disattivare l'emulazione del suo- 
no senza far uso delle nuove risorse del 
TT è disponibile un Help on line per gli 
inesperti e tre nuove opzioni valide per 
il TT: «Instruction Cachmg», «Data Ca- 
ching with Write Allocate», «Burst Mo- 
de». 



Un dump vi 


dpi su SL 
Ottenuto i 


Spectre riconosce automaticamente 
la presenza di 68030 e quindi di una ca- 
che memory ed una CPU, quindi po- 
trebbe immediatamente attivare tali 
opzioni, sfortunatamente non tutto il so- 
ftware le sopporta e quando non si han- 
no miglioramenti in velocità è probabile 
che sì abbiano dei crash! 

Utilizzando Spectre-Mac... 

Per coloro che normalmente dispon- 
gono sul proprio hard disk di una parti- 
zione Mac non c'è molto da fare se non 
dare subito il via alla ricerca dei bug fi- 
nalmente scomparsi. Per coloro che ac- 
quistano Spectre per la prima volta è 
necessario riservare una partizione del- 
l’hard disk al system/finder ed ai pro- 
grammi per MAC Non è assolutamente 


Stampa PostScript di un lite di MimCad 30 


consigliato l'uso dell'ambiente MAC 
senza hard diskl 

La prova di Spectre 3.0 è stata effet- 
tuata su di un TT030 dotato di 4 Mbyte 
di Ram, hard disk SCSI interno da 40 
Mbyte, hard disk ACSI esterno 
Megafile60 e con entrambi i monitor sia 
a colori (PTC1426) che monocromatico 
19" (Moniterm TTM194). 

Il finder consigliato è il 6.0.5. 

Una piacevole sorpresa per gli utenti 
piu raffinati proviene dall'elevato con- 
trollo che si può ottenere sui parametri 
dell'emulazione attraverso la tastiera. 
Ad esempio se in configurazione si è 
fissata come stampante la SLM804 in 
emulazione Image Writer e si ha biso- 
gno della laser per stampare un dump a 
300 dpi è sufficiente premere Ctrl-F6 e 
successivamente Ctrl-FIO. Le combina- 


Stampa su SLM804 in emulazione imegeWnter 


zioni dì tasti comprendono sempre quel- 
li funzione che, non presentì sul Mac. 
sono perfettamente sfruttabili in emu- 
lazione. 

L'aumento delle prestazioni è stato 
osservato immediatamente nell'uso del 
software grafico come nel caso dì Ado- 
be lllustrator e Quark XPress. L'uso del 
19" monocromatico, che non pochi pro- 
blemi creava sui Mega, è assolutamen- 
te affascinante sia per la precisione con 
cui può essere sviluppato un lavoro che 
per la velocità di tracciamento. 

Anche se non è stato possibile veri- 
ficarlo direttamente, un sicuro incre- 
mento di prestazioni dovrebbe avere 
tutto il software per CAD. Questo per- 
ché il 68882 integrato nel TT è ora per- 
fettamente visibile nell'ambiente Mac 

L'uso dei wordprocessor può creare 
problemi a causa della non totale com- 
patibilità tra la tastiera italianizzata del 
TT e quella italianizzata del Mac. Biso- 
gna comunque ammettere che è pos- 
sibile configurare ad hoc il layout della 
tastiera editando un file testo. È molto 
probabile che questo problema venga ri- 
solto direttamente dal distributore italia- 
no. 

Nel caso dei programmi di painting 
(Photoshop) il ritocco delle immagini e 
molto rapido e sul TTM194 è possibile 
studiare l'immagine nei dettagli 

L'unico foglio elettronico provato ap- 
partiene all'integrato Works. La velocità 
di ricalcolo è senza dubbio la più elevata 
vista su un PC. Certamente superiore a 
quella di LDW Power sullo stesso TT 
(per di più LDW Power non digerisce il 
19"). 

I programmi musicali risentono anco- 
ra pesantemente delle limitazioni har- 
dware delI'ST e non sembrano avvertire 
miglioramenti dai nuovi chip sonori del 
TT. 

C'è comunque da evidenziare, sul 
fronte sonoro, un «bug fix» relativo alla 
gestione del Sound Manager introdotto 
con il System 6,0. Attualmente sono 
emulati, con le ovvie limitazioni, tutti i 
suoni previsti. Non si è costretti a su- 
bire crash o rallentamenti eccessivi per 



Prova di stampa con ImageWi 

Prova di stampa con 
(ATM attivo) 

Prova di stampi 
su SLM804(A1 

Pmm 


232 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 



ATARI ST 


Compatibilità software per l'Atari TT 

di Renato Marras 


Premesso che la compatibilita del soft- 
ware ST sul TT si e dimostrata in linea ge- 
nerale buona (in considerazione della diver- 
sa architettura e del diverso microproces- 
sore) bisogna fare una distinzione tra com- 
patibilità in ambiente TT puro (nelle risolu- 
zioni grafiche bassa, media e alta TT) e 
compatibilità in ambiente emulato ST (nelle 
risoluzioni grafiche bassa, media e alta ST). 

In ambiente emulato ST la compatibilità 
si è dimostrata alta soprattutto per pro- 
grammi professionali in quanto program- 
mati ad un livello più alto, cioè senza fare 
accessi troppo vicini all'hardware della 
macchina, in ambiente TT puro (cioè for- 
zando programmi sviluppati sulle risoluzioni 
grafiche delI'ST a gestire le pagine grafiche 
maggiori delle risoluzioni TT) si hanno al- 
cuni problemi. 

Bisogna comunque precisare che i pro- 
grammi che danno problemi sul TT sono 
stati sviluppati non pensando minimamen- 
te a quest'ultimo, e che per i programma- 
tori dei pacchetti più importanti non sarà 
difficile fare nelle successive versioni dei 
loro programmi quelle piccole (in genere) 
modifiche che rendano il software compa- 
tibile con l'ambiente TT. 

Ed ecco ora un elenco di qualche softwa- 
re che gira In ambiente TT puro (e quindi 
anche in ambiente ST emulato), o solo in 
ambiente ST emulato, oppure che non c'è 
verso di farlo girare: 

Software funzionante in ambiente TT 
(e quindi ST emulato) 

— Fleet Street publisher 3.0 

— Knife ST 

— Arcshell 

— Hard disk toolkit 

— Ultrascript 


— Hippo ramdisk 

— Stad 1.3+ 

— Superbase professional 3.01 

— Script 1 0 

— Word up 2.0 

— Touch Up 1.56 

— Scarabus 2.0 

— Neodesk 3 0 

Software funzionante solo in ambiente 
emulato ST 

— Multidesk 2.0 

— Font kit + 3.0 

— Retouch 

— Color burst II 

— Page Stream 1.8 

— TMS Vector 2.10 

— Flight simulator II 

— ST Krack 

— Super break out 

— Buggy boy 

— The Pawn 

— Defender of thè crown 

— I passeggeri del vento 

Software che non gira in nessuna 
risoluzione 

— Harlekm 

— Gdos (e Gdos+ 1 .3) 

— Twist 

— Revolver 

— Protos 

— Universal file selector II 

— Multifile 

— Hotwire 

— Turbo ST 1.6 

— Cyber Paint 2.1 

— Draw 3;0 

— Pc ditto 3.64 

— Barbarian 


il piacere di ascoltare qualche beep o 
qualche Cling Klang. 

Con la MegaTalk (sembra quasi la Pa- 
nacea di Spectre), non si hanno limita- 
zioni sonore ed è utilizzabile il software 
MIDI. Con questo gadget aggiuntivo è 
dunque possibile ascoltare tutto il reper- 
torio di «versacci» del MAC. 

L'impressione, avvertibile costante- 
mente, durante tutte le prove è un au- 
mento generale delle prestazioni che ri- 
sulta proporzionalmente maggiore nel- 
l'accoppiata Spectre-Mac di quanto non 
lo sia il vecchio software TOS su TTI 

La Stampa 

Prima dell'uscita della versione GCR 
di Spectre il problema maggiore dell'e- 
mulazione Mac era la lettura/scnttura di- 
retta dei floppy, attualmente il limite più 
grande è la stampa di qualità su dispo- 
sitivi quali laser PostScript e fotounità 

Tale limitazione ha avuto, almeno fi- 
nora. almeno tre giustificazioni, la prima 


fa riferimento all'Impossibilità di sfrutta- 
re in modo diretto la SLM804 come 
stampante PostScript, la seconda è la 
mancanza di un diretto interfacciamento 
con le stampanti laser Apple LaserWri- 
ter, la terza è la mancanza di opportuni 
driver per le stampanti laser HP com- 
patibili. 

Chiaramente grazie alla presenza di 
un ottimo driver (da selezionare nel pan- 
nello di scelta delle risorse) per FX 80 
non ci sono problemi con stampanti ad 
aghi 

Per coloro che possiedono una stam- 
pante laser SLM804 possono ottenere 
in maniera diretta l’emulazione della 
Image Writer (stampante grafica ad 
aghi) oppure un dump screen a 300 dpi. 

Volendo stampare in postscript è ne- 
cessario sfruttare Ultrascript. Come ben 
noto quest'ultimo è un programma che 
funziona sotto TOS e permette la stam- 
pa su laser Alari di un file PostScript. 
Per ottenere il file postscript della pa- 
gina stampata è sufficiente selezionare 


nel pannello delle risorse la LaserWriter 
NT e premere Ctrl-K dopo aver dato il 
via alla stampa. L'output viene ridiretto 
sul disco ed a fine stampa compare sul- 
la directory corrente il file PostScriptO. 
A questo punto basta trasferire tale file 
sotto TOS e stampare con Ultrascript. 

Finora tale trasferimento e stato reso 
artificioso dalla necessità di utilizzare un 
floppy formattato MFS (con il DCFor- 
matter) come appoggio per il program- 
ma Transverter, incapace di trasferire 
direttamente i dati all'interno dell’hard 
disk. 

La versione 3.0 di Spectre riduce i 
tempi di questa operazione rendendo 
inutile sia il disco MFS che il Transver- 
ter Questo perché si possono sfruttare 
le nuove risorse tipo File Exchange e 
quindi scnvere il file PostScript diretta- 
mente su disco DOS e quindi TOS. 

Per i possessori di una stampante la- 
ser PostScript con ingresso seriale, la 
stupenda novità è la completa funziona- 
lità del driver Async LaserWriter che via 
seriale permette il collegamento in linea 
tra Mac e la stampante. 

Integrazione in rete 

L'ambizioso obiettivo che un atarista 
vuole raggiungere acquistando Spectre 
3.0 è una integrazione quanto più spinta 
possibile tra le risorse ST e le risorse 
MAC. 

Cosa meglio di un collegamento in re- 
te può rappresentare una significativa 
integrazione!? 

Le attuali reti per Mac sfruttano un'in- 
terfaccia molto simile a quella disponì- 
bile sul TT. Anche se tuttora non dispo- 
nibile c’è da aspettarsi per le prossime 
versioni di Spectre lo sfruttamento di 
questa nuova risorsa Attualmente gra- 
zie alla scheda MegaTalk di produzione 
Gadget (ancora non disponibile in Italia), 
è possibile allacciarsi direttamente ad 
una rete AppleTalk o compatibile e 
sfruttarne tutte le risorse condivise. 

In realtà la scheda Megatalk è estre- 
mamente versatile e permette il colle- 
gamento di hard disk SCSI esterni, di 
CD Laser, e di scanner (Logitech!?). 

Conclusioni 

Come detto all'inizio dell’articolo, 
scommettere sul futuro di un prodotto 
come Magic Sac qualche anno fa era si- 
curamente azzardato, ma oggi si assiste 
all'incredibile risultato di vedere girare 
sul nuovo TT con maggiore affidabilità il 
software Mac che il software per ST. 

È fin troppo facile, oggi, pronosticare 
ad ogni versione di Spectre un grande 
successo! 

«e 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


233 



TEMPO 

PREZIOSO 


Più il tempo passa, più Orologi ■ Le misure del 
tempo diventa strumento prezioso per le vostre 
scelte. Ogni mese m tutte le edicole pagine e 
pagine con le più belle immagini di orologi attuali 
e antichi , e articoli di tecnica, cultura, rarità, 
attualità una vera e propria guida che fa luce sul 
vasto panorama degli strumenti del tempo II 
mensile per chi li ama o per chi vuole amarli 
Non perdete tempo prezioso: correte in edicola. 


lechnimcdia 

Technimeaia - Roma, via Carlo Perri9r 9 - tei 06 4180300 


AMIGA 


Hand Scanner Golden Image JS-105-1M 
+Touch-Up 

di Andrea Suatom 


I I tempo passa ed Amiga si appresta 
a compiere il suo settimo complean- 
no. Fin dal 1985. anno in cui usci l'or- 
mai anziano ma tuttora valido 1000, l'A- 
miga é stata oggetto di attenzione da 
parte del pubblico soprattutto per le sue 
caratteristiche particolarmente versate 
nel campo del Desktop Video lanche se 
probabilmente tale neologismo non era 
stato ancora coniato I tanto che è riusci- 
ta a ritagliarsi un suo spazio ben defi- 
nito. a tutt’oggi difficilmente intaccabile, 
nel campo della post-produzione video, 
non mancando di fare delle piccole ap- 
parizioni anche in casa della RAI. Il par- 
co macchine di oltre due milioni di Ami- 
ga installate in tutto il mondo, come ri- 
vela l'ultimo rapporto vendite della 
Commodore, ha sicuramente invogliato 
le case produttrici di software a non 
soffermarsi solo su questo particolare 
aspetto, ma a soddisfare le più dispa- 
rate esigenze di mercato inondandolo di 
programmi di sempre crescente qualità 
ed affidabilità, specialmente in questi ul- 
timi tre anni 

Prova ne è il fatto che ormai anche 


Hand Scanner Golden Imago JS-105-1M + 
Touch-Up 


Costruttore (scanner): 

Jin Tech Electronics Corp. 3FL. 

No. 40 Lene 165 
U-san Si . Nei Hu 
Taipei. Taiwan . R.O.C. 

Tel. 18861 2-7962377 

Costruttore (Touch-Up): 

Migraph, Ine, 

200 S. 333rd Si. - Suite 220 
Federai Way. WA 98003, USA 
Tel. 12061 838-4677 

Distributore: 

Armonia Computers s.r.l, 

Via Conegliano, 33 
31058 Susegana (TVI 
Tel. 0437/435010 

Prezzo (IVA esclusali L. 550.000 


Amiga dispone di un certo numero di 
programmi di qualità per il Desktop Pu- 
blishing in grado di competere con gli 
applicativi di questo tipo disponibili per 
altre piattaforme (Macintosh, PC. Atari) 
tra cui spicca sicuramente Professional 
Page, il problema con questo tipo di 
programmi semmai risiedeva nel fatto 
che fino a un anno fa non esistevano 
scanner per Amiga, perifenche neces- 
sarie per la digitalizzazione delle imma- 
gini da importare nel nostro programma 
di DTP, La situazione per fortuna è cam- 
biata. anche se le maggion case produt- 
trici del settore continuano per adesso 
ad ignorare l’esistenza del modello di 
punta della Commodore, ed eccoci 
quindi alla prova di un hand scanner per 
Amiga. 


Descrizione 

La confezione contenente sia ('hard- 
ware sia il software di gestione dello 
scanner si presenta bene. All'interno 
della scatola di cartone, piuttosto robu- 
sta. troviamo lo scanner, l'interfaccia 
per collegarlo all’Amiga, due manuali, 
uno per lo scanner e uno per II software 
Touch-Up, un busta sigillata contenente 
il floppy con il software e l'alimentatore, 
il tutto ben suddiviso in scompartì di 
gommapiuma, il che garantisce un'ade- 
guata protezione contro urti accidentali 
durante il trasporto. 

L'interfaccia per la connessione dello 
scanner all'Amiga è una scatoletta di 
plastica sulla quale sono presenti due 
prese, una a pipetta cui va connesso l'a- 



SCANN® 


Thtich-Uo 


'Rxjchlp 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


235 




AMIGA 



Figura I ■ Lo schermo maiale del software Touch-Uo Idip editori Già dalla Ioni e dal tipo di 
requester il programma tradisce m parte la sua provenienza da! mondo Alan ST 


limentatore in dotazione, l'altra di tipo 
Mini-DIN cui va connesso lo scanner. La 
connessione con il computer avviene 
tramite un connettore Cannon a 25 poli 
che deve essere inserito sulla porta pa- 
rallela di Amiga; essendo questo un 
connettore maschio, i possessori dei 
modelli 500, 2000 e 3000 non incontre- 
ranno alcun problema, mentre i posses- 
sori di Amiga 1 000 dovranno procurarsi 
un gender changer. Purtroppo, come 
spesso abbiamo avuto modo di riscon- 
trare in casi analoghi, il connettore Can- 
non non è del tipo passante, quindi bi- 
sogna rassegnarsi all'idea di staccare il 
cavo della nostra stampante, se dotata 
di interfaccia parallela, ogni qual volta in- 
tendiamo utilizzare lo scanner, a meno 
che non ci muniamo di uno di quei com- 
mutatori che permettono la selezione di 
piu periferiche senza dover staccare e 
riattaccare in continuazione i cavi. Altro 
piccolo neo e la lunghezza del cavo in- 
tercorrente tra l’interfaccia e il connet- 
tore: appena 17 centimetri, veramente 
pochi per un comodo posizionamento 
dell'interfaccia, il che può creare qual- 
che problema, per altro risolvibile, ai 
possessori di Amiga 2000 e 3000 
L'installazione del software non pone 
invece alcun problema, essendo di una 
semplicità estrema. Se non disponete 
di un hard disk, tutto quello che dovete 
fare è una copia di sicurezza del di- 
schetto originale e quindi lanciare l’ap- 


plicazione Instali— Fonts che provve- 
der a copiare il font TuFont nella dire- 
ctory Fonts del vostro dischetto Work- 
bench; a questo punto potete lanciare 
normalmente il programma di controllo 
dello scanner. I possessori di hard disk, 
invece, oltre ad installare la font con il 
metodo appena descritto, dovranno an- 
che copiare il drawer contenente tutto il 
software di gestione in una directory 
qualsiasi. 

È opportuno precisare che per far 
funzionare lo scanner e relativo softwa- 
re occorre un kickstart versione 1.2 o 
successiva, raccomandazione presso- 
ché inutile in quanto ormai nessuno uti- 
lizza più la versione 1.1, ed almeno un 
megabyte di memoria, dato che il solo 
programma di gestione occupa circa 
360 K. I possessori di Amiga 500 non 
espansi pertanto provvedano ad aumen- 
tare la memoria dei loro sistemi prima 
di effettuare l'acquisto di questo scan- 
ner. 

Lo scanner 

L'aspetto dell’Hand Scanner Golden 
Image non si discosta da quello di pro- 
dotti similari, come visibile nella foto di 
apertura, Le caratteristiche di questo 
scanner sono di tutto rispetto: una ri- 
soluzione selezionabile tra 100, 200, 
300 e 400 punti per pollice, una risolu- 
zione video oscillante tra i 413 e i 1654 


punti, una larghezza massima di scan- 
sione pari a 105 millimetri e una lun- 
ghezza massima di scansione che può 
variare tra 5 e 35 centimetri, a seconda 
della risoluzione scelta e della quantità 
di memoria che viene messa a disposi- 
zione del programma. 

A differenza del cavo di collegamento 
dell'interfaccia, quello dello scanner è 
molto lungo, poco meno di due metri, e 
quindi non presenta la scomodità d'uso 
del primo. 

Osservando l'hand scanner, troviamo 
alla sua sinistra il pulsante per attivare II 
processo di scansione, quindi un selet- 
tore a 4 posizioni per scegliere la scan- 
sione in modo testo o le tre possibili 
scansioni utilizzando vari livelli di grigi, 
utili quando si vogliono digitalizzare im- 
magini. Sul lato destro troviamo invece 
un potenziometro per la regolazione del 
contrasto e un altro selettore per la 
scelta delle 4 possibili risoluzioni Infine, 
sul lato superiore è presente, oltre alla 
finestra che permette di vedere il sog- 
getto da digitalizzare, un led la cui fun- 
zione principale è quella di controllare la 
velocità di scansione. 

Essendo lo scanner di tipo manuale, 
l'hardware ci segnala quando stiamo 
muovendo lo scanner troppo veloce- 
mente facendo lampeggiare il led quan- 
do ci si avvicina alla velocità limite am- 
messa: maggiore è la risoluzione pre- 
scelta, minore deve essere la velocità di 
scansione. Nel caso il led si spenga du- 
rante una scansione, occorrerà ripetere 
l'operazione dall’inizio, dato che una si- 
tuazione del genere indica la perdita di 
dati. 

Come avviene per tutti gli scanner 
manuali, la qualità dell'immagine digita- 
lizzata dipende da due fattori principali, 
oltre alla già citata velocita di scansione, 
che deve essere il più costante possi- 
bile: seguire delle traiettorie il piu lìnean 
possibili e cercare di riprodurre preferi- 
bilmente Immagini in bianco e nero, in 
quanto i colori non sono mai facilmente 
riproducibili da periferiche di questo ti- 
po. Mentre il secondo fattore dipende 
esclusivamente da ciò che intendiamo 
digitalizzare, per il primo possiamo aiu- 
tarci con un oggetto che ci faccia da 
guida, ad esempio con un libro, badan- 
do a posizionare correttamente lo scan- 
ner fin dall'inizio della scansione. 

Le quattro modalità di scansione per- 
mettono di selezionare l'utilizzo o meno 
delle retinature; se vogliamo digitalizza- 
re un testo oppure un disegno esclusi- 
vamente in bianco e nero, cioè senza 
gngi. allora occorre scegliere la modalità 
lesto, che disabilita la retinatura. Se in- 
vece dobbiamo digitalizzare un'immagi- 
ne a colori o meglio ancora una in bian- 
co e nero è consigliabile selezionare 


236 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


AMIGA 



una delle rimanenti tre modalità che abi- 
litano la retinatura. permettendo la crea- 
zione di livelli di grigi nell'Immagine di- 
gitalizzata. 

Touch-Up 

Il software di gestione dell'hand scan- 
ner e stato creato dalla Migraph e bi- 
sogna subito dire che le sue caratteri- 
stiche non si fermano alla semplice di- 
gitalizzazione dell'immagine, ma vanno 
oltre mettendo a disposizione dell'uten- 
te un insieme di tool per la manipola- 
zione e la creazione di disegni monocro- 
matici, ovvero con un solo bitplane, ol- 
tre ad avere numerose opzioni in fase di 
salvataggio dell'immagine stessa. Ma 
andiamo con ordine. 

Installato il softwa con la procedura 
descritta in precedenza, il programma 
T iuch-Up. una volta lanciato, apre una 
lestra sullo schermo del Workbench 
j. 1 ), la quale visualizza alla sua sim- 
a un insieme di icone logicamente 
fdivise in tre gruppi. Partendo dall'al- 
primo gruppo di tre icone ci per- 
ite di scegliere di lavorare con il 
mt editor, con il clip editor oppure con 
scan editor: con il primo possiamo 
elaborare un disegno pre-esistente o 
crearne uno nuovo, con il secondo pos- 
siamo eseguire le operazioni standard di 
cropping e composizione delle immagini 
(il programma, appena lanciato, selezio- 
na questo editor di default), mentre con 
il terzo possiamo digitalizzare un'imma- 
gine. Il programma tradisce in parte la 
sua provenienza dall'ambiente grafico 
GEM utilizzato su Atari ST sia per il tipo 
'!i font e menu sia per alcuni requester 
alizzati dal programma, tipici di que- 
st'interfaccia grafica; al di là del look 
non completamente amighevole, co- 
munque, la trasposizione su Amiga è 
comunque molto buona e in pratica l'in- 
terfaccia utente rimane quella standard 
a cui gli utenti della macchina Commo- 
dore sono abituati. Il secondo gruppo di 
icone varia invece a seconda deU'editor 
prescelto; se siamo nel paint editor (fig. 
2) abbiamo a disposizione un set di ico- 
ne per selezionare tool classici quali il 
disegno di cerchi, ellissi, quadrati e ret- 
tangoli, il riempimento di aree chiuse 
con retinature di vario tipo, con in più la 
possibilità di disegnare curve di Bezier e 
B-Spline. Non mancano ovviamente le 
classiche operazioni di cut & paste né la 
possibilità di definirsi un pennello a pro- 
prio piacimento: in generale possiamo 
dire che la velocità di rendering è ele- 
vata. anche su macchine che utilizzano 
il semplice 68000 a 7 MHz. grazie al fat- 
to che l'editor lavora su un solo bitplane 
e soprattutto grazie al blitter, che qui 
sembra sfruttato a dovere. 


Spostandoci nel clip editor, l'insieme 
di icone presenti nel secondo gruppo ci 
permette di operare con degli effetti 
speciali su un disegno pre-esistente o di 
crearne uno nuovo partendo da una se- 
rie di immagini salvate su disco. Le ope- 
razioni che riguardano la manipolazione 
dell'immagine sono quelle relative al 
flipping (ribaltamento) rispetto all'asse 
orizzontale oppure a quello verticale, la 
distorsione, il mirroring e la rotazione, il 
tutto effettuabile su un'area definita dal- 
l'utente chiamata, per l'appunto, clip 
area. Il programma mostra uno dei suoi 
punti di forza nel salvataggio delle im- 
magini: infatti, oltre al normale formato 
IFF ILBM, lo standard di Amiga, è pos- 
sibile salvare un'immagine in un'ampia 
scelta di formati quali: 

IMG 1GEM per Atan ST) 

PCX (Paintbrush per PC) 

EPSF lEncapsulated PostScriptl 
MAC (MacPaint pei Macintosh! 

PI3 (Oegas per Alari SU 

UFF {compresso e non. Motorola o Intel) 

GIF (CompuServe per vane macchine) 

e in più il formato Printmaster, in due 
larghezze differenti. Ovviamente i file 
che possono essere salvati sono tutti 
monocromatici, tuttavia, come vedre- 
mo più avanti, è possibile salvare anche 
file IFF con 64 livelli di grigi. Il program- 
ma permette anche di caricare file me- 
morizzati in alcuni dei formati sopra 


elencati e lo fa dando la possibilità di 
specificare un'area (la clip area) in cui 
caricare l'immagine, nonché l'adatta- 
mento o meno delle dimensioni del di- 
segno da caricare rispetto a quelle della 
clip area, in modo da rispettare o meno 
le proporzioni dell'immagine. In questo 
modo è possibile effettuare delle com- 
posizioni di disegni (che qui dovremmo 
più propriamente chiamare clip) ed uni- 
re, per esempio, immagini digitalizzate a 
strisce aumentando così di fatto la lar- 
ghezza massima di scansione. 

In ultimo, ma nel nostro caso è il più 
importante, abbiamo lo scan editor. 
Mentre gli altri due editor non necessi- 
tano che lo scanner sia collegato all'A- 
miga, in questo caso è invece neces- 
sario. Prima di effettuare una scansione 
dobbiamo comunicare al programma i 
parametri con cui vogliamo farlo, che 
sono la risoluzione e la lunghezza. An- 
che se ci dimentichiamo di farlo, il pro- 
gramma provvederà automaticamente a 
richiederceli al momento in cui voglia- 
mo iniziare la scansione. La scelta di tali 
parametri avviene tramite un requester 
nel quale il programma provvederà ad 
interrogare lo scanner riguardo la posi- 
zione corrente del selettore della riso- 
luzione e a visualizzarne il valore in un 
apposito gadget; se il valore non è quel- 
lo voluto, basterà semplicemente spo- 
stare il selettore dello scanner nella po- 
sizione desiderata e cliecare nel gadget 


MCmtcrocomputer n. 108 - giugno 1991 


237 


AMIGA 



Figura 3 - Lo scan editor di Touch-Up. Il volto di donna mostrato e stato digitalizzato a partire 
da una loto a colon | quindi il caso peggiore) con una ratinatura (Ine e una risoluzione di 200 dpi . 
Anche se sul video l'immagine appare monocromatica. lt programma ha memorizzato i &t livelli 
di grigi messi a disposizione da Touch-Up Questi saranno visibili tramite un image Viewer qual- 
siasi una volta salvato il (ile in formato IFF 


per vedere apparire il valore corretto. 
Sotto a questo gadget ve ne sono altri 
due per la selezione della larghezza del- 
l'Immagine da digitalizzare, che può es- 
sere quella massima consentita oppure 
la sua metà, e quindi, scendendo anco- 
ra, altri 6 gadget, ognuno con un valore 
prefissato, che servono a specificare la 
lunghezza massima di scansione. I va- 
lori sono espressi in pollici, ma tramite 
altri due gadget, presentì nello stesso 
requester, è possibile selezionare il si- 
stema metrico decimale; se alcuni gad- 
get rimangono inattivi, ovvero non sono 
selezionabili, vuol dire che non abbiamo 
messo a disposizione del programma 
abbastanza memoria oppure che tale 
memoria non è presente nel nostro si- 
stema. 

Una volta impostati questi parametri, 
dobbiamo provvedere a selezionare gli 
altri due, la retinatura e il contrasto, 
agendo sugli appositi controlli dello 
scanner. A questo punto possiamo sce- 
gliere se digitalizzare l'immagine occu- 
pando l'intera area messa a disposizio- 
ne al programma oppure se specificare 
una clip area limitando a questa il pro- 
cesso di scansione. In entrambi i casi, 
una volta cliccato con il mouse sull'ap- 
posita icona, il programma provvedere 
ad accendere la lampada delio scanner; 
abbiamo ora un tempo massimo di dieci 
secondi per iniziare la digitalizzazione, 
passati i quali il programma provvedere 


automaticamente a spegnere la lampa- 
da. Se invece iniziamo la scansione pre- 
mendo il grosso tasto presente sul lato 
sinistro dello scanner, allora la lampada 
non verrà spenta finché non avremo 
spostato lo scanner per la lunghezza im- 
postata in precedenza oppure finché 
non rilasceremo il tasto, nel qual caso 
bisognerà attendere i soliti 10 secondi. 

Ottenuta l'immagine sul video, pos- 
siamo elaborarla come piu ci aggrada ed 
infine salvarla su disco. Se vogliamo sal- 
vare l’immagine con i livelli di grigi, al- 
lora dobbiamo cliccare sull'apposita ico- 
na presente nello scan editor; il pro- 
gramma visualizzerà un requester ri- 
chiedendoci vari parametri quali le di- 
mensioni dell'immagine da salvare e la 
correzione dell'aspetto orizzontale/verti- 
cale e quindi visualizzerà un file reque- 
ster per selezionare la directory e il no- 
me del file. 

Impressioni d'uso 

Se c'è una cosa che mi è piaciuta 
molto di questo hand scanner e del re- 
lativo software è la semplicità d’uso. 
Tutto è molto intuitivo e il programma si 
lascia usare anche senza leggere a fon- 
do il manuale. I manuali sono entrambi 
ben fatti e abbastanza curati, quello re- 
lativo allo scanner è forse un po' troppo 
corto, ma dice tutto quello che c'è da 
dire Al contrario, il manuale relativo al 


software Touch-Up è molto corposo 
(170 pagine! e comprende sia la guida 
utente che il manuale di riferimento. 
Purtroppo entrambi i manuali sono in 
lingua inglese, ma il distributore italiano 
ha promesso di fornire quelli in italiano, 
attualmente in fase di traduzione, entro 
il 1991. 

A parte I manuali, bisogna dire che 
l'accoppiata scanner più Touch-Up si e 
comportata egregiamente in tutte le si- 
tuazioni in cui è stata messa alla prova; 
il software è compatibile anche con il 
nuovo Workbench 2.0 nonché con l'A- 
miga 3000 (la prova di questo pacchetto 
è stata fatta proprio sull'Amiga 3000 
dell'autore utilizzando il WB 2.0), quindi 
problemi di compatibilità con i vari mo- 
delli di Amiga e le vane versioni di si- 
stema operativo non dovrebbero esser- 
ci. Le ampie possibilità relative ai forma- 
ti in cui è possìbile salvare i file ne fan- 
no veramente un programma flessibile 
ed utile in tutti quei casi in cui si abbia 
la necessità di importare un'immagine 
nel nostro programma di DTP preferito 
L'unico problema, semmai, e che per 
utilizzare effettivamente il programma 
occorre avere almeno 2 Mbyte di me- 
moria, ma questo è un problema dovuto 
alla particolarità dell'applicazione piutto- 
sto che al programma in oggetto, il qua- 
le anzi mette a disposizione dell’utente 
diverse opzioni per limitare le esigenze 
di memoria del software stesso. 

Conclusioni 

Che dire di un prodotto del genere 7 
Sicuramente vale per intero le sue cin- 
quecentocinquantamila lire (IVA esclu- 
sa), non molte considerando il costo dì 
prodotti analoghi. Non è certo il caso di 
gridare al miracolo, ma sia ('hardware 
che il software hanno sempre svolto 
bene i loro compiti sia sull'Amiga 3000 
che sul 2000 e il 500, non risentendo in 
alcun modo della differenza di velocità 
del microprocessore La mancanza at- 
tuale di un software OCR per il ricono- 
scimento dei caratteri non è sicuramen- 
te una grossa pecca, anche consideran- 
do il fatto che per una tale applicazione 
normalmente è necessario uno scanner 
da tavolo, 

Va sicuramente annotata la disponibi- 
lità dell'Armonia Computers. che nngra- 
ziamo per la cortese collaborazione, la 
quale ci ha inoltre informato che nei due 
mesi successivi alla pubblicazione di 
questa prova verrà inserito in questo 
stesso pacchetto anche il programma di 
disegno Deluxe Paint II della Electronic 
Arts, il che farà senz'altro accrescere 
l'interesse per questo già valido prodot- 
to. 


238 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


press 

^Office Automation 



'in Casale Agostinelli, 140 
Lee. Morena) 

el./Fax 06 / 7900939 

MILANO 

r ia Mecenate 76/4 
el. /Fax 02/ 58010800 

TORINO 

r ia Umberto Giordano, 5/ A 
el. 01 1 / 697353 

PARMA 

r ia Buffolara 68 o 

el. 0521 / 290517 - Fax 0521 / 96412 
Da Settembre: Via Colorno 
lì fronte al Centro Torri) 

REGGIO EMILIA 

[DE AMMINISTRATIVA 
MAGAZZINO 

'UNTO DI DISTRIBUZIONE 
r ia Umbria, 8 

el. 0522/512751 fax 0522/513129 

’ROSSINIl APERTURE: 

MOIA - FOGGIA 
NAPOLI ■ MODCNA 
TERRARA ■ PIACENZA 
MANTOVA ■ PERUGIA 


■ni sa ss#®. ® mota 
• mm msvm mw D 
m° ®s mismmmts 
v wmvmwnsipmsiimB 




PERSONAL COMPUTERS EXPRESS EX - D3 
CPU 286 16MHz. 1Mb. - HD 40 Mb. - Video Monocromatico VGA - 
Tastiera -2 RS232 -Scheda VGA 800x600--Drive da 3.5" -Drive da 5"1 / 
4 - cavo stampante - copertina in plastica. - L. 1 .400.000 

PERSONAL COMPUTER EXPRESS EX - D8 
CPU 386 25MHz. 4Mb. - HD 40 Mb. - Video VGA colori - Scheda VGA - 
Tastiera - 2 RS232 - Drive da 3.5" - Drive da 5" 1/4 - cavo stampante - 
copetina in plastica - L. 2.700.000 

PERSONAL COMPUTER EXPRESS EX - 02 

CP 286 12MHz. 1Mb. - Video Monocromatico - Scheda MONO DUAL - 

Tastiera - 2 RS232 - Drive da 3.5" - Drive da 5"1 /4. - L. 999.000 


CASSE E TASTIERE 


L 004 0 C. FLIP TOP AT + ALIM. 

L 007 C. C91-01 CON DISPLAY 

L 003 e. SLIDE ATt ALIM. 

L 002 C. ELEGANT AT+ ALIM. + DISP. 

L 021 C. SLIM SLIDE AT + LED + ALIM. 

L 030 MINITOWER CON ALIMENTATORE 

L 040 TOWER MEDIO + ALIM. E°DISP. 

L 050 TOWER BIG + ALIM. E DISP. 

L 302 TASTIERA 1 02 TASTI 

L 303 TASTIERA MINI 84 TASTI 

L 300 TASTIERA MICROSW. 102 T. 

CONFIGURAZIONI " EXPRESS " 

ASSEMBLATE E TESTATE • COMPLETE DI TASTIERA ITALIANA 
R550-B PC EXPRESS 286-12 DESK + DUAL +FDD1. 2 ___ 

R550B2 PC EXPRESS 286-12 DESK + DUAL + FDD1.4 

R 552 PC EXPRESS 286-12 TOW. + VGA + FDD1 .4 _____ 

R 555 PC EXPRESS 286-1 6 TOW. + VGA + FDD1 .4 

R 558 PC EXPRESS 286-20 TOW. + VGA + FDD1 2 

R SÈI PC EXPRESS 386-25 TOWER + VGA ■ 

R 570 M/F-LAN 01 SPOT LAN STATION 286- 1 6 + 1 MB RAM + 

CASSA SLIM + FDD1.44 I 

ACCESSORI 

T 004 MOUSE PER PC + SOFTWARE 

A 340 TAPPETINO PER MOUSE 

T 092 MULTIPRESA ITALIANA 

T 100 DATA SWITCH PARAL. 2 VIE 

T 101 DATA SWITCH SER. ? VIE 

A 261 DISCHETTO PULIZIA 5M/4 _ 

A 260 DISCHETTO PULIZIA 3'1/2 

A 303 VASC. P.DISK 3"1/2 40 POS 

A 304 VASC. P.DISK 3“1/2 80 POS 

A 305 VASC. P.DISK 5“1/4 50 POS 

A 306 VASC. P.DISK5“1/4 100 POS 

A 320 SUPPORTO PER PC IN VERT. - » 

A 310 SUPPORTO IN PLEX. 80 COL. 

A 311 SUPPORTO IN PLEX. 136 COL. 

T 050 TRACKBALL I 

A 230 DISCO FLOPPY BULK 3’1/2 1 MB 

A 231 DISCO FLOPPY BULK 3" 1/2 2MB . . - ■ 

A 251 DISCO FLOPPY BULK 5- 1/4 HD 

A 252 DISCO FLOPPY BULK 5' 1/4 2D 


MAINBOARD 386 / 25 NO CPU _ 
MAINBOARD 486 / 25 CON GPU 

SCHEDA VGA 

FLOPPY DRIVE 5" 1/4 - 1.2 MB _ 
FLOPPY DRIVE 3”1/2 - 1 .44 MB _ 
MULTI I/O CONTROLLER 


press 

'Office Automation 


r vji.vh m e -J: >. ' < 




AMIGA 


Walt Disney: 

The Anlmatìon Studio 


di Massimo Novelli 


È stato un innocente « flirt 
informatico» nel lontano 1986 
a far incontrare Amiga e gli 
uomini della Walt Disney 
Studios ? Forse si. 

L 'incontro tra Walt Disney ed 
Amiga si chiama « The 
Ammation Studio» e tutta la 
perizia di schiere di 
disegnatori ed animatori è 
stata distillata in un prodotto 
assolutamente unico 


La confezione di un classico ed affa- 
scinante colore nero, consta di tre di- 
schi, due manuali, («Getting Started» e 
«User Manuale) e le cartoline di regi- 
strazione, il tutto elegantemente rac- 
chiuso in un cofanetto. I manuali sono 
quanto di meglio si potrebbe desiderare 
e nel «Getting Started», quello di intro- 
duzione al software, spiccano senza 
dubbio le sezioni dello stesso, presenti 
in inglese, francese, tedesco, spagnolo, 
oltre che Italiano (e che italiano!) com- 
pleto ed esauriente, mai approssimati- 
vo. 

The Animation Studio (messoci a di- 
sposizione dall'importatore) ci offre tutti 
gli strumenti, una volta tradizionalmente 
usuali tramite carta e penna, adatti alle 
tecniche di animazioni bidimensionali 
che hanno reso famosa la Walt Disney, 
dal concetto di «Pencil Test» agli 
«Exposure Sheet» all'animazione in to- 
tale. I tre dischi allegati in effetti con- 
tengono il programma principale, delle 
librerie di personaggi già pronti per es- 
sere inseriti nei nostri lavori e delle ani- 



Walt Disney: 

The Animation Studio 


Produttore: 

Walt Disney Computer 
Software Ine 
500. Buena Vista St. 
Burbank, CA 91521 
USA 

Importato da: 

Power Computing srl 
Via delle Baleari, 90 
0012 1 Ostia Lido 
I Roma I 

Prezzo 

(IVA compresa I: 

Lire 239.000 


mazioni-demo di un gustosissimo Pape- 
rino alle prese, guarda caso, con un 
computer. Ma andiamo con ordine. 

Si può cosi suddividere il programma 
in tre ambienti diversi ognuno con ca- 
raneristiche e peculiarità specifiche al- 
l'uso. di creazione dei personaggi e de- 
gli sfondi, dell'impostazione degli script 
delle azioni presenti nella futura anima- 
zione e, dulcis in fundo, di colorizzazio- 
ne dei frame composti per il tocco fi- 
nale. Infatti il primo ambiente da visitare 
è senz'altro «Pencil Test», il vero cuore 
di Animation Studio, in sintesi l'equiva- 
lente elettronico della carta velina e dei 
lucidi degli animatori di qualche tempo 
fa. E qui facciamo un po' di storia: tra- 
dizionalmente infatti, a causa della tra- 
sparenza del supporto l'artista poteva 
sovrapporre un foglio pulito su un qua- 
dro, o cel, già disegnato e riferirsi a quel 
quadro mentre componeva il seguente 
e cosi via, frame dopo frame, fino al 
completamento delle azioni rappresen- 
tate. Si assicurava cosi la eccezionale 
fluidità di movimenti che ha reso famo- 
se le creazioni della Walt Disney 

La stessa cosa accade in Pencil Test, 
si potrà disegnare un quadro, andare al 
prossimo e se ne potranno vedere fino 
a tre dei precedenti ancora sullo scher- 
mo per riferimento. Essi, sovrapponen- 
dosi in colore grigio, non fanno realmen- 
te parte di quello che andiamo a dise- 
gnare. anche se rimangono visibili per 
nostra comodità. E così, cel dopo cel, ci 
si potrà concentrare di più sulle pose e 
posizioni dei soggetti del nostro lavoro 
piuttosto che della loro forma poiché 
quello che riguarda l'outline della carat- 
terizzazione dei personaggi è. in sintesi, 
automatica per detta filosofia. Nella 
sezione «Exposure Sheet» si potrà poi 
settare l'ordine dei frame che avremo a 
disposizione e la possibilità di sincroniz- 
zarne azione e suono, come avveniva fi- 
no a qualche tempo fa dove il direttore 
artistico dava i riferimenti giusti ai suoi 
collaboratori, soprattutto in rapporto alle 
tracce audio degli effetti prima di man- 
dare in stampa, cioè di essere registrata 
su pellicola, l’animazione. 


MCinicrocomputer n 108 - giugno 1991 


AMIGA 


«L'inchiostratura» ed il painting dei 
nostri personaggi nei quadri che avremo 
composto sarà tradizionalmente il tocco 
finale prima di mandare tutto all’espo- 
sizione della «camera»: nello stesso 
modo si potrà quindi usare il modulo 
«Ink & Painting» per aggiungere i colori 
ed i background a completamento del- 
l'animazione. 

In tre singoli step potrete quindi ave- 
re una potenzialità di creare soggetti e 
situazioni come mai era apparsa e tutto 
sommato una filosofia facile da com- 
prendere e da usare, ben sapendo so- 
prattutto degli anni di lavoro e di prove, 
anche non esaltanti, richiesti per rag- 
giungerne la perfezione. In effetti, in 
The Animation Studio niente è partico- 
larmente nuovo e ciò in virtù prima di 
tutto dell’esperienza accumulata in mo- 
do tradizionale in questo ambito: ciò 
che lo fa un prodotto unico è la sem- 
plicità d’uso, la sua documentazione e, 
non senza orgoglio, la Banda Disney alle 
vostre spalle. Ma attenzione però: an- 
che se facile da usare esso non dise- 
gnerà per voi Paperino o Topolino. In 
una struttura commerciale del genere 
sarà il capo-disegnatore il responsabile 
del design di un personaggio ed il suo 
lavoro, di norma, sarà solo di tracciare 
pochi frame di riferimento, di solito 
quelli cruciali nelle pose o traiettorie; 
«riempire» gli spazi tra quelli iniziali ed 
i finali è lavoro del «tweener» o anima- 
tore in genere. Sarà lui ad avere il com- 
pito più ingrato e noioso e sarà anche 
per questo, forse, che lo sviluppo di 
software in questione è sempre stato ri- 
volto alla gestione più automatica pos- 
sibile del tweenmg tra le scene iniziali e 
finali di un lavoro. 

The Animation Studio quindi non è un 
programma per cosi dire magico; sarete 
voi a dover disegnare ogni quadro, cer- 
tamente in accordo con la classica flui- 
dità in stile Disney, ma dipenderà dalla 
vostra intuizione e creatività il risultato 
finale invece che meramente affidarvi al 
solo calcolo di un computer. Ogni sba- 
glio, ma anche ogni successo, dipen- 
derà dalle vostre mani. Ve la sentite di 
essere un novello Cari Barks? 

Pendi Test 

É l’ambiente-cardine da cui partire ed 
esso infatti, per nostra comodità, si pre- 
senta con un’interfaccia certamente fa- 
miliare, soprattutto per i navigati utenti 
di DPamt III, dal design del toolbox ai 
comandi da tastiera. 

Il vantaggio di tutto questo è superfluo 
menzionarlo anche se esso ha delle no- 
tevoli distinzioni e peculiarità. Cosi, men- 
tre ricorda molto DPaint. Pencil Test non 


è un classico programma di painting; la 
sua maggiore differenza è che si avranno 
a disposizione solo 2 dei possibili 4096 
colori di Amiga con un'aggiunta di 2 grigi 
per gli «in-between» delle cel che an- 
dremo a confrontare nel crearne di nuo- 
ti suo scopo infatti è solo quello di dar- 
ci gli strumenti giusti per disegnare; so- 
no cosi presenti tutti i tool più comuni, 
tralasciando quelli di non pertinenza in 
un ambito del genere: cosi avremo a di- 
sposizione le classiche opzioni di dise- 
gno a mano libera, linee, cerchi, ellissi, 
rettangoli vuoti o pieni, riempimento ed 
ingrandimenti di aree, con i più tool spe- 
cifici nel «proiettare» i frame in sequen- 
za, inserirne di nuovi oppure cancellarli, 
ed il chiamare l’Exposure Sheet. 

Per il trattamento dei file avremo pos- 
sibilità di caricarne in modalità IFF, Anim 
oppure CFast, formato proprio di Anima- 
tion Studio che consiste in un mixing di 


Anim, informazioni colore e dati del- 
l’Exposure Sheet. nei consueti modi fer- 
mo restando le conversioni delle palette 
associate in soli 2 colori, cioè in outline 
dei soggetti. Il menu Edit è quanto di 
meglio si possa desiderare, compren- 
dendo funzioni di insert o delete di fra- 
me, copy, paste e cut degli stessi, ca- 
ricare frame singoli, swap o restore. e 
l’utile cleanup per rimuovere extra-pixel 
non voluti, soprattutto nel trattamento di 
immagini IFF digitalizzate, per esempio 
In ambito Brush avremo opzioni per ruo- 
tarlo di ogni angolo, possibilità di resize 
delle dimensioni, flip dello stesso in oriz- 
zontale o verticale ed II controllo dei font 
di caratteri per l’inserimento di testi. Del 
menu Tool in sostanza abbiamo già par- 
lato, mentre interessante è quello Pre- 
ferences che ci offre funzioni di scelta 
del formato video, normale, hi-res op- 
pure interlacciato con o senza overscan, 
della velocità di proiezione dei nostri fra- 



241 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


AMIGA 



me, tra 12 e 30 frame/secondo di regola, 
il settaggio dei 4 colori disponibili e l'o- 
pzione Fade In oppure Out per eviden- 
ziare o no l'effetto « trasparenza» dei tra- 
me già disegnati nel riscontro dei se- 
guenti a mo’ di confronto, specie se la 
lavorazione richiede una certa concen- 
trazione, magari essendo piu complessa 
del solito. 

Alla fine della nostra fatica proveremo 
quindi ad andare in animazione con il so- 
lo outline dei nostri personaggi, e da qui 
il concetto di Pendi Test, perché solo se 
essa e gradevole nelle sue linee essen- 
ziali a maggior ragione lo sara al com- 
pletamento del ciclo di lavorazione. A 
questo punto saremo pronti per •d'espo- 
sizione». 

Exposure Sheet 

Immaginiamo di aver così faticosa- 
mente realizzato la nostra brava sequen- 
za di cel, una dopo l'altra, e di ritenerci 
soddisfatti. Sara il caso di passare, allora, 
all'esposizione della <• camera» per im- 
pressionarne la «pellicola». Già, ma do- 
vremmo avere l'esatta sequenza delle 
esposizioni già calibrata e finita con ri- 
ferimenti di tracce audio e sincronizza- 
zioni varie Come fare? 

Ci viene cosi in soccorso l'ambiente 
«Exposure Sheet», altro potente tool 
che ci consente di selezionare, nume- 
rare ed inserire frame ed altro nel con- 
testo dell'animazione in causa. Presen- 
tandosi sinteticamente come un editor 
di script come tanti, con esso saremo in 
grado di selezionare o aggiungere cel. 
frame, tracce audio di effetti o musica 
che dir si voglia oppure commenti alle 
azioni volute. Per accelerare il processo 
di creazione di liste di eventi, che pos- 
sono essere anche molto complesse, 
avremo a disposizione controlli di editing 
a mo' di word-processor come cut, pa- 
ste, block, search e cosi via. 

La barra dei menu in alto sullo scher- 
mo evidenzia voci quali Frame, numero 
di frame usati per l'animazione e dipen- 
dente dalla velocità selezionata che a 
sua volta determina il tempo della stessa 
cel, che permette di assegnare una cel 
di animazione ad un frame e che deter- 
mina quanto a lungo sarà «esposta» nel 
contesto dell'animazione, Diai Music e 
Comment, ci offre comandi per l'inse- 
rimento di strumenti musicali in formato 
Somx come pure il trattamento di file 
musicali in formato .SMUS, Current Cel 
il frame corrente in editing e Time la du- 
rata dell'animazione, costantemente ag- 
giornata all'inserimento o cancellazione 
di quadri durante il nostro taglia e cuci; 
in basso poi saranno presenti la velocità 
di esecuzione e le opzioni dì editing degli 


script che dovrebbero essere di uso co- 
mune e che abbiamo già menzionato. 

Il suo default in animazione è cono- 
sciuto come «on twos», tecnica che per- 
mette all'animatore di risparmiare tem- 
po e fatica disegnando solo 1 2 frame per 


ogni secondo di play, quando normal- 
mente la velocità di esecuzione è in ve- 
rità di 24 frame/secondo; questo equi- 
varrà àd avere una cel di animazione per 
ogni due frame di schermo, da qui la di- 
zione «on twos». ed a causa di questo 


242 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



AMIGA 



ogni cel sarà mostrata due volte. Un ag- 
girare l'ostacolo senza apparenti effetti 
collaterali. 

Abbiamo fatto un secondo passo 
avanti e il nostro lavoro ci sta piacendo 
sempre di più; l'animazione ora viaggia 
a tutto schermo, mancherebbe solo un 
tocco di colore per caratterizzarne il suo 
splendore. Che ne direste di entrare in 
Ink & Paint? 


Ink & Paint 

Tutto quello che per concetto non po- 
teva fare Pencil Test è presente invece 
in «Ink & Paint», la summa delle pos- 
sibilità di inserire il colore in animazioni 
così ben organizzate. Il suo ambiente è 
molto simile al cugino ed i suoi menu 
ancor piu somiglianti al già detto DPaint 
III, con altre possibilità non comuni. 
Usando fino a 32 colori sui 4096 pos- 
sibili, oppure sfruttando il suo dithering 
mode per farne apparire di più, il tool- 
box che ci offre è quasi un'esatta repli- 
ca del suddetto con comandi ed opzioni 
già discusse. 

Nel menu Project potremo invocare 


archivi in modo IFF, Anim oppure CFast, 
appendere archivi a file già esistenti e 
cosi via, mentre in ambito Edit avremo 
possibilità di caricare immagini IFF co- 
me background, andare ad un frame 
ben definito oppure ripulire lo schermo. 

Passando alla palette dei colori ne 
avremo una gestione altrettanto sofisti- 
cata con possibilità di multi-range degli 
stessi per color-cycling, remap, exchan- 
ge e spread, tutte funzioni di buona me- 
moria mentre il Preferences consentirà 
poi di selezionare il numero di colori 
usati, da 2 a 32 a prescindere da dithe- 
ring e la non comune funzione NTSC Fil- 
ter; appositamente studiata per un uso 
video propriamente detto, esso permet- 
terà di ridurre in quantità e intensità, dai 
4096 possibili ai circa 2000 consentiti 
da tale standard televisivo, i colori uti- 
lizzati permettendone un più aderente 
apparire, sia in termini di brillantezza 
che di solidità, senza effetti di bleeding 
o shifting — credo abbia un simile ri- 
sultato anche in ambito PAL, cosi pare, 
anche se per sua natura detto standard 
è esente da simili difetti. 

Ultimo dei menu caratteristici di Ink & 


Paint è senz’altro Camera che ci offre 
una ulteriore sofisticazione nel lavoro di 
rifinitura; esso infatti si basa sul concet- 
to di «frisket» — maschera — e con- 
sente di mascherare quindi un'area ben 
definita da riempimenti colore che po- 
trebbero danneggiarla, soprattutto nel- 
l'inserire background in situazioni che 
abbiamo già definito. Al suo invocarla sì 
aprirà un requester con le palette dei 
colori usati su cui scegliere il mixaggio 
di esse con palette provenienti da fuori 
Animation Studio, su ognuno o tutti i 
frame, in una singola animazione. È 
molto simile al comando DPaint Stendi, 
con qualche possibilità in più. 

Per concludere poi vorrei menzionare 
gli egregi tutorial, usabili a piacere, pre- 
senti nelle Library del programma prin- 
cipale. Essi spaziano su tecniche ormai 
molto rappresentative e consolidate nel 
creare la leggendaria fluidità dei movi- 
menti presente nella produzione Di- 
sney. 

Avremo cosi modo di studiare bipedi 
o quadrupedi che camminano o corro- 
no, guidati da «gente» come Topolino o 
Pluto, un'analisi che riguarda il volo op- 
pure il classico «squash and stretch» o 
archi di traiettorie, tipici movimenti di 
gambe o braccia che roteano. Veramen- 
te di una didattica eccezionale ed accat- 
tivante. 

Conclusioni 

Come risultato finale di tutta la lavo- 
razione intrapresa avremo quindi una 
perfetta riproduzione delle tecniche usa- 
te, per così tanti anni da almeno 2 ge- 
nerazioni di animatori in quel di Bur- 
bank, CA, creando, dal loro modo di la- 
vorare, un mito ed una leggenda le loro 
produzioni. E tutto ciò è alla nostra por- 
tata, creativi o no. Il programma è ben 
costruito e solido, a prova di Guru e si- 
mili, e la sua protezione su password da 
manuale, dignitosa e non controprodu- 
cente. 

Presente già anche su altre piattafor- 
me, quali ambienti Mac e MS-DOS, The 
Animation Studio è una realtà ben con- 
solidata. La sua estrema semplicità d'u- 
so ne fa un potente strumento di lavo- 
ro, anche, ma soprattutto un campione 
di didattica. Il suo prezzo poi non è as- 
solutamente un assurdo come altri pac- 
chetti simili ci hanno abituato e ben 
vengano altre prove di tale capacità e 
potenza; se è vero che la stessa Disney 
sta preparando qualcosa di superiore 
nel campo della multimedialità, bene, 
l'aspetteremo con impazienza. Nel frat- 
tempo godiamoci intanto questa «mac- 
china del tempo», a farci ritornare bam- 
bini. Da spettatori naturalmente... 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


243 




AMIGA 


ARexx 

Il lìnguasgio REXX per Amiga 

di Marco Ciuchini e Andrea Suatoni 

ottava puntata 


Anche in questa puntata ci 
occuperemo di ARexx e di C 
dal punto di vista del 
programmatore: mentre il 
mese scorso abbiamo visto 
come far comunicare i nostri 
programmi con un qualunque 
function host ARexx 
utilizzando le porte di Exec e 
le funzioni della libreria di 
supporto di ARexx, ora il 
nostro interesse si sposta sul 
fronte opposto, ovvero 
«dietro» quelle stesse porte a 
cui finora abbiamo inviato, sia 
implicitamente che 
esplicitamente, le nostre 
richieste. Descriveremo 
quindi /' implementazione di 
un'interfaccia ARexx 
mediante funzioni di uso 
generale, che possono 
essere adattate alle situazioni 
più diverse, commentando le 
ragioni delle soluzioni 
proposte in modo da 
agevolare II loro eventuale 
adattamento alle esigenze 
dei vostri programmi 


Un'interfaccia ARexx 
per i vostri programmi 

Prima di affrontare il problema tecni- 
co dell'implementazione dell'interfaccia 
ARexx, cerchiamo di analizzare i motivi 
per una sua realizzazione ed individuare 
le situazioni in cui è realmente utile (la 
classica domanda: chi me lo fa fare?). 
Infatti la realizzazione dell'interfaccia ri- 
chiede lo sviluppo di una certa quantità 
di codice aggiuntivo, con conseguente 
aumento dei tempi di test e di debug- 
ging, che deve avere come contropar- 
tita un miglioramento delle prestazioni 
del programma e/o della sua flessibilità, 
con un reale vantaggio per l’utente fi- 
nale. Tuttavia vedremo che un'interfac- 
cia ARexx è utile per molte e diverse 
applicazioni ed in alcuni casi la sua pre- 
senza può addirittura far risparmiare 
molte linee di codice. In particolare la 
possibilità di comunicare con i server 
ARexx, essendo almeno in grado di in- 
viare comandi, non dovrebbe mancare 
in nessun programma applicativo, pena 
l'incapacità di interazione con l'ambien- 
te multitasking con la perdita per l'uten- 
te di vantaggi che a priori il programma- 
tore non può prevedere. 

Per schematizzare, possiamo indivi- 
duare tre grandi categorie, mutuamente 
non esclusive, di applicazioni a cui non 
dovrebbe mancare l'implementazione di 
un'interfaccia ARexx: 

— programmi che mettono a disposizio- 
ne dell’ambiente multitasking uno o più 
servizi di utilità generale; 


ARexx: The REXX Language for thè Amiga 


William S Hawes 
PO Box 308 
Maynard. MA 01754 

Prezzo- S50 


— programmi che implementano uno 
script e/o macro language; 

- applicazioni multiprocesso. 

La prima categoria è formata dai pro- 
grammi di utilità, che vanno definiti, in 
un senso allargato rispetto alle tradizio- 
nali «Utilities», come quei programmi in 
grado di fornire un servizio, anche molto 
complesso, di cui l'utente può avere bi- 
sogno durante la realizzazione di un pro- 
getto. 

Ad esempio, un programma in grado 
di effettuare conversioni tra formati gra- 
fici diversi (IFF, GIF, TARGA, ecc.) do- 
tato di interfaccia ARexx può essere 
usato per visualizzare in tempo reale 
nelle risoluzioni standard di Amiga l'ou- 
tput di un programma di rendering che 
genera immagini a 24 bit (l'esempio è 
reale: il programma di cui si tratta è l'ot- 
timo ImageLink della Active Circuits). In 
applicazione del nostro discorso gene- 
rale, questo esempio mostra come l'im- 
plementazione di un'interfaccia ARexx 
conduca in questo caso ad una maggio- 
re flessibilità e ad un migliore utilizzo di 
entrambi i programmi. 

I vantaggi che la seconda categoria di 
programmi può trarre da ARexx è evi- 
dente: il REXX, come script language, è 
estremamente completo e flessibile ed 
un programma dotato di un'interfaccia 
ARexx può approfittare, mediante il re- 
sident process, di tutte le possibilità 
messe a disposizione dal linguaggio 
che, se ci avete seguito, dovreste co- 
noscere bene. È proprio questo il caso 
in cui l'implementazione dell'interfaccia 
può essere conveniente anche dal pun- 
to di vista della lunghezza del codice, 
soprattutto se si ha l'accortezza di strut- 
turare il proprio programma e disegnar- 
ne l'interfaccia utente tenendo conto 
delle esigenze di ARexx. Vari esempi di 
ottime implementazioni di script e ma- 
cro language mediante ARexx sono già 
adesso realizzate da programmi di varia 
natura: l'ottimo programma di comuni- 
cazione di pubblico dominio VTL di W. 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


AMIGA 


programmato in ARexx; il programma di 
CAD 2D IntroCAD della PPS e il word 
processor ProWrite della New Horizons 


Sl£ 

i processo per ogni scrittura multiprocesso integrato me- 
irta), per di più che diante ARexx). La situazione è cambiata 


iTeX della Radi- 
già da tempo 
un sistema di 


nal della ASDG. che p 
dare una macro in ARexx a una q 


•a 3 - Flasher c - ► 


glio di altri, 
un anno fa, la t 



• assrii'iiSSTk’rii 









AM| G A 



246 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 




l*, s\a 









5,;,:^; l'.ww' 1 

s:sì 


u^ssb^^jst t'^vi.^rUptrSnrdi**^: : 


"“il—"' 



™Si“ 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


247 


authoring System per Amiga: sia CanDo 
della INOVÀtronics che l'ormai famoso 
AmigaVision della Commodore hanno 
tra i loro punti di forza la possibilità di 
gestire applicazioni multìprocesso me- 
diante porte ARexx, il tutto programma- 
bile in maniera estremamente intuitiva 
anche dall'utente inesperto. 

Non inquadrabili nelle categorie che 
abbiamo definito, meritano una citazio- 
ne i function host per eccellenza, ovve- 
ro quei programmi, generalmente pen- 
sati per l’esecuzione in background, che 
hanno SOLO l’interfaccia ARexx e che 
vengono normalmente implementati 
per aggiungere funzionalità agli script 


ARexx in primo luogo, ma anche a tutti 
i programmi in grado di comunicare con 
essi secondo lo standard definito da 
ARexx. 


Un esempio di 
implementazione 

Se vi abbiamo convinto che il vostro 
software ha bisogno di un'interfaccia 
ARexx, adesso sentiamo il dovere di 
aiutarvi a farlo: in figura 1 e 2 trovate 
header file e sorgente in Lattice C con 
le funzioni minimali necessarie per im- 
plementare un'interfaccia ARexx. Si 
tratta di una nostra rielaborazione delle 


funzioni di pubblico dominio «minrexx», 
versione 0.4, della Radicai Eye Software 
(in pratica del bravo Thomas Rokicki) 

Per agevolare la leggibilità, abbiamo 
scelto di scrivere ampi commenti, quin- 
di vi rimandiamo ad una attenta lettura 
del listato, che dovrebbe risultare com- 
prensibile senza troppa fatica. 

Per capire invece come si usano in 
pratica queste funzioni, dovrete accon- 
tentarvi del semplicissimo programma 
di figura 3, che mostra anche le moda- 
lità di compilazione e linking. Si tratta di 
un server che apre la porta «Flasher» e 
risponde ai soli comandi FLASH e 
QUIT, facendo lampeggiare lo schermo 








248 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


AMIGA 


nel primo caso e terminando l'esecu- 
zione nel secondo E solo un esempio, 
per vedere di meglio dovrete attendere 
le prossime puntate. 

Conclusioni 

Speriamo che questa discussione vi 
abbia chiarito le idee sull'opportunità di 
includere un'interfaccia ARexx nelle vo- 
stre prossime realizzazioni e fornito gli 
strumenti per realizzarla. La nostra im- 
pressione è che con ARexx il sistema 
operativo di Amiga si avvii verso una 
fase di maturità e si realizzi, grazie alla 
comunicazione tra processi, una piccola 


Bibliografia 

The REXX Language A Predicai Ap- 
proach r o Programming Second Edition 
M.F. Cowlishaw — Prentice Hall, 1990 
ISBN 0-13-780651-5 


rivoluzione che comporta la fine della 
centralità del concetto di applicazione, 
sostituito invece da quello, più ampio, 
di progetto, che l’utente può realizzare 
facendo cooperare diverse applicazioni 
per un migliore risultato finale. 

Dal punto di vista della programma- 
zione, si introducono certamente nuovi 
elementi di complessità in un sistema 
operativo già molto articolato e sta al- 
l'abilità del programmatore sfruttare 
queste nuove possibilità in modo van- 
taggioso per l'utente finale. La Com- 


modore, in questo senso, sta preparan- 
dosi a fornire, insieme con il nuovo si- 
stema operativo, tool di programmazio- 
ne adeguati alle nuove esigenze, in gra- 
do di mettere il programmatore nella 
posizione di sfruttare pienamente le 
nuove funzionalità. 

L'Amiga si presenta a chi voglia uti- 
lizzarlo adeguatamente, anche grazie 
ad ARexx e all’IPC, come un computer 
per l'utente intelligente, non necessa- 
riamente programmatore, ma comun- 
que soggetto attivo nel porsi i proble- 
mi, scegliere le soluzioni migliori ed 
adattare l'ambiente multitasking alle 
proprie esigenze. 



AMIGA 


coordinamento di Andrea de Prisco 


Programmare in C su Amiga (34) 

di Dario de Judicibus 
(MC2120) 


Introduzione 

Ultima puntata dedicata ai pulsanti. 
Terminiamo questa serie di puntate con 
un nuovo tipo di controllo: i pulsanti a 
rotazione. 

Nella scorsa puntata abbiamo visto 
come sia possibile usare la struttura 
Gadget di Intuition per creare un tipo di 
controllo non standard, non previsto 
cioè dal sistema operativo, ma perfet- 
tamente legale: il gruppo di pulsanti a 
rilascio incrociato. Per far questo abbia- 
mo sfruttato la possibilità che ci dà In- 
tuition di estendere I# struttura Gadget 
con una struttura di servizio che abbia- 
mo chiamato UsrButton. In effetti ave- 
vamo utilizzato questa tecnica anche 
con i due tipi «classici» di pulsanti, e 
cioè quelli a rilascio automatico e quelli 
a rilascio manuale. Tuttavia, mentre per 
i due tipi standard la struttura UsrBut- 
ton era stata utilizzata solo per mante- 
nere in essa informazioni di comodo, 
nel caso del gruppo di pulsanti mutual- 
mente esclusivi tale struttura è risultata 
fondamentale ai fini di un corretto fun- 
zionamento dell'intero gruppo come un 
singolo controllo. Questo in quanto In- 
tuition continua a vedere i singoli pul- 
santi come entità separale, per cui toc- 
ca al programma gestire direttamente il 


controllo, utilizzando appunto le infor- 
mazioni contenute nella struttura di ser- 
vizio. 

Concludiamo ora questa serie di arti- 
coli dedicati ai pulsanti, mostrando co- 
me si possa creare un altro tipo di pul- 
sante, peraltro presente nella versione 
2.0 del sistema operativo (ma non nella 
1.3, che resta ancora la più diffusa nel 
mondo Amiga). 

Inoltre risponderemo al quiz presen- 
tato lo scorso mese, e vi proporremo un 
esercizio finale per valutare il vostro li- 
vello di acquisizione della tecnica appre- 
sa in questi ultimi mesi. 

Gruppi di pulsanti 

Abbiamo visto che i pulsanti a rilascio 
incrociato ci permettono di scegliere 
una possibilità fra molte, tutte mutual- 
mente esclusive. Ad esempio il colore 
del fondo dello schermo, fra quelli di- 
sponibili nei registri associati allo scher- 
mo. Oppure la modalità di trasferimento 
di un file tra due sistemi differenti e par- 
zialmente compatibili, come l'Amiga 
DOS e l'MS-DOS, e cioè trasferimento 
binario o di tipo testo (ASCII). E via di- 
cendo. 

Questo tipo di controllo ha tuttavia 


uno svantaggio: occupa troppo spazio. 
Supponiamo infatti di dover proporre al- 
l’utente tutta una serie di opzioni rela- 
tive al trasferimento di file via modem, 
possibilmente nello stesso quadro. Una 
specie di visione di insieme. Ovviamen- 
te in questo caso, il numero di gruppi di 
pulsanti a rilascio incrociato è alquanto 
elevato. Abbiamo le varie velocità di tra- 
sferimento, da 300 a 9600 baud, i pro- 
tocolli di trasferimento (XModem, YMo- 
dem, ZModem, e molti altri), la parità, il 
numero di bit, e così via. Inutile dire che 
metterli tutti nello stesso pannello è 
un'impresa (vedi figura 1). Bisogna inol- 
tre tenere presente che. oltre ai pulsanti 
stessi, sarebbe opportuno mettere nel 
quadro un titolo per ogni gruppo, se non 
addirittura una cornice che delimiti il 
gruppo stesso. Quest'ultima potrebbe 
essere addirittura inclusa nella Create- 
XButtonsd come elemento stilistico 
standard. 

A questo punto ci sono tre alternati- 
ve: 

1 . suddividere il quadro delle opzioni 
in più quadri, ognuno richiamabile da un 
pannello principale: 

2. utilizzare dei radio-pulsanti \ radio 
buttons] come fa Windows 3.0 od il 
Presentation Manager dell'OS/2. 


In questo esempio, il quadro è decisamente troppo affollato e per 
giunta siamo riusciti a presentare solo tre delle molte opzioni di 
trasferimento che si possono prevedere in un programma di gestione 



Affollamento 
eccessivo di pulsanti 


Figura 

RadiChpulsar 


Pulsante a rotazione 


Colore 

O Rosso 
O Verde 
« Blu 
O Giallo 
O Magenta 
O Turchese 

Forma 

O Triangolo 
© Quadrato 
Poligono 

O Bianco 
O Nero 

O Vuoto 

| Salva 

] | Cancella | 


area di selezione 

I — area di rotazione 




250 


MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 



3. utilizzare dei pulsanti a rotazione 
l spin buttons], come nella versione 2.0 
del sistema operativo. 

I radio-pulsanti, non sono altro che 
dei pulsanti mutualmente esclusivi co- 
me quelli che abbiamo visto nelle ulti- 
me due puntate. Cambia solo lo stile 
del pulsante (vedi figura 2). Il testo in- 
fatti non è incorniciato da un bordo ret- 
tangolare. ma è affiancato da un piccolo 
pulsante circolare grande più o meno 
come un carattere maiuscolo. Quando il 
pulsante è selezionato, l'interno del cer- 
chietto diventa nero. Òvviamente, se il 
pulsante non è selezionato, il cerchietto 
è vuoto. 

Questo stile ha due vantaggi rispetto 
a quello più classico a pulsante. 

• una maggiore possibilità di compat- 
tazione dei vari elementi, dovuta alla 
mancanza del bordo intorno al testo; 

• una maggiore flessibilità nel testo da 
associare al pulsante, che può adesso 
essere rappresentato anche da una fra- 
se o comunque una stringa di più pa- 
role, piuttosto che da una o due parole, 
come è uso fare nel caso di pulsanti do- 
tati di bordo rettangolare, per evidenti 
ragioni pratiche. 

Al di là di queste differenze stilistiche, 
tuttavia, un gruppo di radio-pulsanti 
(detti anche bottoni a causa della loro 
forma circolare), non si comporta in mo- 
do sostanzialmente differente dai pul- 
santi a rilascio incrociato che abbiamo 
visto in precedenza. L'unica differenza è 
l'utilizzo di una maschera circolare da 
applicare all'area di selezione del pul- 
sante, in modo che questa combaci con 
l’immagine del cerchietto utilizzata per 
rendere visibile tale area. Per questo 
motivo non ho ritenuto necessario trat- 
tare lo sviluppo del codice relativo ai ra- 


dio-bottoni, dato che esso si può facil- 
mente ricavare modificando la Create- 
XButtonsO, ottenendo cosi la Create- 
RadioButtonsO. Addirittura le due fun- 
zioni di cancellazione e selezione Dele- 
teRadioButtonsO e SelectRadio- 
ButtonsO sono esattamente le stesse 
delle loro equivalenti per i pulsanti a ri- 
lascio incrociato, per cui basta ridefinirle 
con un paio di istruzioni #define. 

Questa è proprio l'esercizio menzio- 
nato nell'introduzione, e che sicuramen- 
te risolverete in pochissimo tempo, se 
avete seguito con attenzione gli ultimi 
quattro articoli di questa serie. 

Vediamo invece che cosa è un pul- 
sante a rotazione. Come al solito, co- 
struiremo tre funzioni, una di creazione 
(CreateSpinButtonO), una di cancella- 
zione (DeleteSpinButtonOL ed una di 
selezione (SelectSpinButtonO) 

Pulsanti a rotazione 

Un pulsante a rotazione [ spin button ) 
è un singolo pulsante diviso in due parti 
(vedi figura 3); l'area di selezione, e l'a- 
rea di rotazione. 


Figura 5 - Puntatori. 


Ad ogni pulsante è associato un in- 
sieme ordinato di testi, corrispondenti a 
quelli che in un gruppo di pulsanti a ri- 
lascio incrociato sono associati ad ogni 
singolo pulsante del gruppo. 

Il testo selezionato è visualizzato nel- 
l'area di rotazione, la quale non è mai 
vuota. Quando l'utente fa click nell'area 
di selezione, il testo successivo viene 
visualizzato, e cosi via a rotazione, fino 
a tornare al testo iniziale. 

In alcuni tipi di pulsanti a rotazione l’a- 
rea di selezione è divisa in due parti, 
una che fa scorrere il vettore dei testi in 
avanti, ed una che fa scorrerlo nel sen- 
so opposto. In altri tipi, lo scorrimento 
avviene sempre nello stesso senso. Ov- 
viamente in questo caso il vettore è 
sempre ciclico, cioè l'ultimo elemento è 
agganciato al primo, cosa comune an- 
che per i pulsanti bidirezionali, ma non 
strettamente necessaria. 

In questo articolo ho deciso di mo- 
strare una possibile implementazione di 
un pulsante a rotazione di tipo ciclico e 
monodirezionale. 

Prima di entrare in dettaglio nel codi- 
ce, un'ultima considerazione. Se da una 



MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


CreateSpinButtonf) 
Funzione fornita: ci 




FUNZIONE 

Identificativo i 

txt vettore di test 

container contenitore (flnes 

txton testo Iniziamenti 


a rotazione 
pulsante 


ra e/o quadro) 

i (NULI) [riservato] 
selezionato 


a utilizzata • 


i a CreeteSplnButton(td,n,txt,contetner,x,y,cl 


Allochereao quattro aree di 

-- una struttura Gadget 
-- una struttura IntulText 
-- una struttura 8order 

— un vettore di i 




ni - n - li 

1f (n < 2 || txton < 8 II txton > ni) return(NULL) i 


Calcola le dieenslonl delle varie aree 


GdgSIze - slzeof (IMG) ; 

TxtSIze - slzeof (XTXT) ; 

BrdSIze • slzeof(IBRO) | 

CrdSIze • sizeof (SH0B1)U4 ; 

UsrSIze - slzeof(UBUT) ; 

TotSIze • GdgSIze » TxtSIze * BrdSIze » CrdSIze • UsrSIze s 


Gdg - (IGOG a )AllocNen(Tot5l. 
1f (Gdg NULI) return(NULL) 
Txt ■ POINTER ( 1TXT, Gdt 

SpInBr.d - POINTER! IBRD, 

SplnCoord • POINTER (SHORT, 

User - POINTER! UBU1, 


e strutture collegate 


InBrd, BrdSIze) ; 


Gdg->NextGadget • NULE ; 
Gdg-*GodgetIO - Id ; 
Gdg->GadgetType • BOOLGADGET i 
Gdg->Flags * GAOGHCONP ; 
Gdg->Act Ivatlon - RELVERIFV i 
Gdg->HutuelExclude - NULE ; 
Gdg->Speclol Info ■ NULE : 
Gdg->GadgetText - Txt ; 
Gdg->Gedget Render - (APTR)SptnBrd 
Gdg ->Select Render - (APTR)NULL i 
Gdg->UserOata - (APTR)Usor i 




User->Counter 


■ (APTR)tXt; 

■ (ULONG)n i 

• (UEONG)txton i 


Identificativo del con 
Tipo di controllo 

Rilascio autoeattco co 
Non utilizzato -- per 
Non utilizzato -- per 




Figura 6 - CreateSpinButtonO 


Il pulsante fa parte di un quadro ? 
f (conta1ner->r) Gdg->GadgetType | 


Copia tl prototipo del controllo a : 


Quale testo è selezionato In partenza 7 
Txt-vIText " (UBYTE *)txt[txton] t /• Copia II test: 
h ■ contalner->w->RPort->TxHetght i /• Altezza del t: 


’ L'area di selezione è teeporaneaaente calcolata In noi 


" Tutti I testi sono allineati a sinistra (Nota l'uso di Helght Invece 
*' di Mldth, la quale ha un valore teaporaneo) 

Txt->lef tldge - 1/8 » 2 a Gdg->Keight j /" Ascissa del testo nel controllo •/ 
Txt->TopEdge • h/3 ; /• Ordinata del testo nel controllo V 


' Per rendere più seepllce la vita al programaatore, se i 
' negativo, lo consideriamo una coordinata rispetto al b: 
1 controllo PIU* VICINO a quello da cui si parte a misuri 


/• Ascissa rispetto ad... *, 

/• ...il bordo sinistro 


Gdg->LeftEdge - x - Gdg->Uldth : 
Gdg->Flags |- GRELR1GHT : 


/" Ordinata rispetto ac 


aa Definisci la strutture bordo 
*Sp1nBrd - rectNodel ; 

SptnBrd~>Count » 7 t /“ Rettangolo * quadrato •/ 

SpinBrd*>FrontPen ■ L [ 

Spinfird->NextBorder « NULL ; 

Sptn8rd->XY ■ SplnCoord : 


aa Definisci 1 vettori di coordinate 

SplnCoord [2] • Gdg->Mldth - 1 i 
SptnCoord[4] ■ SplnCoord[2] ; 
Sp1nCoord[S] - Gdg'>Hetght - 1 ; 
SplnCoord[7] - SptnCoord[5] ; 
Sp1nCoord[E3] ■ Sp1nCoord[5] ; 
Sp1nCoord[18] • 2 a Gdg->He1ght - 1 ; 
Sp1nCoord[12] ■ SplnCoord(10] : 


** ORA possiamo rendere quadrata l'area di selezione 
Gdg-»mdth • 2 a Gdg->He1gbt i 


Io. Il pulsante è pronto. 
(Gdg) S 


252 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


AMIGA 



parte i pulsanti a rotazione permettono 
un migliore utilizzo dello spazio a dispo- 
sizione rispetto a quelli a rilascio incro- 
ciato ed anche rispetto ai radio-bottoni, 
dall'altra parte essi non permettono di 
avere una visione completa di tutti i va- 
lori che compongono il vettore, per cui 
è necessario scorrere l'intera lista fa- 
cendo più volte click nell'area di sele- 
zione, per sapere quali sono le varie se- 
lezioni possibili. A dimostrazione che 
non si ha mai nulla per nulla. Per il re- 
sto, tutti e tre i tipi di controlli sono fun- 
zionalmente equivalenti. 

Anche per i pulsanti a rotazione ho 
deciso di utilizzare una forma grafica 
semplice ed essenziale, basata sulla 
struttura Border, dato che ciò che mi 
interessa mostrare è la logica di crea- 
zione e gestione del pulsante, non di 
stupirvi con effetti speciali. Sono sicuro 
che non avrete alcuna difficoltà a mo- 
dificare le funzioni qui riportate affinché 
utilizzino strutture Image più sofisticate 
ed esteticamente più attraenti. 

La struttura UsrButton 

Prima di entrare in dettaglio nel codi- 
ce delle varie funzioni, vediamo quali 
modifiche alla struttura UsrButton si 
sono rese necessarie per gestire anche 
questo nuovo tipo di controllo. Va da sé 
che tali modifiche non intaccano la com- 
patibilità di questa struttura con il codi- 
ce relativo ai controlli mostrati nelle 
scorse puntate, a parte una piccola mo- 
difica alla SelectXButtonsO che aveva- 
mo peraltro già introdotto nella scorsa 
puntata e menzionato nella sezione re- 
lativa alla risposta al secondo quiz pre- 
sentato nella 32“ puntata. Vediamo di 
che si tratta, 

Dato che nei pulsanti a rotazione il 
vettore delle scelte è un vettore di testi, 
mentre in quelli a rilascio incrociato era 
un vettore di strutture Gadget, per evi- 
tare di aggiungere due nuovi campi che 
peraltro avrebbero avuto lo stesso signi- 
ficato dei precedenti sebbene in un con- 
testo differente, ho ridefinito i campi 
First e Selected come puntatori gene- 


rici (APTR), piuttosto che come punta- 
tori a delle strutture Gadget. Questo 
permette di riutilizzare tali campi in di- 
versi casi, ma costringe ad introdurre 
nel codice la ridefinizione dinamica del 
tipo [cast) come appunto abbiamo fatto 
nella SelectXButtonsO. 

Per quello che riguarda i cambiamenti 
veri e propri alla struttura, invece, essi 
sono collegati all'introduzione di due 
nuovi campi, di tipo intero. 

Il primo, Total, contiene il numero di 
testi associati al pulsante. Per tener 
traccia di questa informazione, infatti, 
non potevamo utilizzare il campo Num- 
ber, perché questi serve a contenere il 
numero totale di pulsanti nel gruppo e, 
a tutti gli effetti, un pulsante a rotazione 
è formato da un solo pulsante. Ridefi- 
nire questo campo, non sarebbe stato 
peraltro possibile, dato che esso è uti- 
lizzato dalla DeleteButtonsf) e dalla fa- 
miglia dì macro ad essa facente riferi- 
mento. 

Il secondo campo, Counter, serve in- 
vece a contenere l’indice del testo at- 
tualmente selezionato fra quelli appar- 
tenenti al vettore il cui puntatore è as- 
segnato al campo First. Perché è stato 
necessario introdurre questo nuovo 
campo, quando bastava associare a Se- 
lected il puntatore del testo attualmen- 
te selezionato? Vediamo... Supponiamo 
di sapere quanti testi sono associati al 
pulsante (campo Total), di avere il pun- 
tatore al vettore dei testi (campo First) 
e quello al campo attualmente selezio- 
nato (campo Selected). Riceviamo il 
messaggio che l'utente ha selezionato il 
pulsante. Dobbiamo far scorrere di uno 
il testo. Potremmo pensare che, dato 
che abbiamo a che fare con un vettore 
di puntatori a stringhe di caratteri, ba- 
sterà aumentare di uno tale puntatore. 
In C, infatti, se l'operatore di incremen- 
to (++) viene applicato ad una variabile 
di tipo puntatore, esso assegna a tale 
variabile il valore del puntatore ad un 
eventuale successivo elemento del suo 
tipo base. Incrementa cioè il puntatore 
di tanti byte quanti ne determina l'e- 
spressione sizeof(tipo base). Ri- 


cordo che il tipo base di un puntatore è 
il tipo assegnato all'espressione 
•puntatore. Ho parlato inoltre di even- 
tuale successivo elemento in quanto il 
C non controlla in questi casi se il pro- 
gramma sta posizionandosi effettiva- 
mente su di un'area di memoria che 
contiene tale elemento. 

Esso si limita ad interpretare tale area 
come il valore di una variabile del tipo 
base. Se poi questo non è vero, è un 
problema di chi ha scritto il programma. 
Tornando al nostro vettore di stringhe, il 
campo First in effetti contiene un pun- 
tatore ad un tipo base char *, per cui, 
incrementandolo via via di uno avrem- 
mo, volta per volta, i puntatori ai vari te- 
sti. Tuttavia Selected contiene effetti- 
vamente un puntatore ad una stringa, 
cioè ad un tipo base char, per cui, in- 
crementandolo di uno non faremmo al- 
tro che posizionarci sul secondo carat- 
tere di tale stringa (vedi figura 5), Pos- 
siamo tuttavia truccare un po' le carte. 
In effetti noi sappiamo che Selected fa 
parte di un vettore di puntatori a strin- 
ghe, per cui potremmmo sempre scri- 
vere 

SelectedPtr = &Selected; 

/* SelectedPtr è definito come "char — " 

SelectedPtr*. ++; 

/* Passiamo all'indirizzo successivo */ 
Selected = 'SelectedPtr; 

/* Ora Selected punta al testo successivo 


Ma come facciamo a sapere se Se- 
lected non stesse già puntando a\V ulti- 
mo testo associato al pulsante? 

Dovremmo calcolarlo, sottraendo da 
&Selected il valore di First e compa- 
rando il risultato con Total. Alquanto ar- 
zigogolato, non è vero? Ecco perché, in- 
vece di usare Selected, ho preferito sal- 
vare l'indice del testo attualmente se- 
lezionato, piuttosto che il puntatore ad 
esso. Tanto quest'ultimo potrà sempre 
essere ricavato dal valore di First e 
Counter come segue: 

Selected = FirstfCounter], 

/* Ignorando ovviamente i vari (cast) */ 

Come vedremo più avanti, sarà l'ope- 
razione modulo a garantirci la «rotazio- 
ne» del testo. 

CreateSpinButtonf) 

Seguendo la stessa suddivisione fun- 
zionale già utilizzata nei casi precedenti, 
la prima funzione è quella che serve a 
definire le varie strutture necessarie ad 
Intuition per disegnare il pulsante a ro- 
tazione. La struttura è analoga a quella 
della CreateButtonO, già utilizzata per i 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


253 




pulsanti a rilascio automatico e manua- 
le. 

Vediamo ora in dettaglio la procedura. 

Per prima cosa vediamo quali para- 
metri vanno passati per definire un pul- 
sante a rotazione. Essi sono otto, e pre- 
cisamente: 


l' identificativo del pulsante, come 
già nei casi precedenti; 


il numero totale dei testi da asso- 
ciare al pulsante; 


il puntatore al vettore dei testi da 
associare al pulsante; 

container 

il puntatore alla solita struttura con- 
tenitore: 


la posizione nel contenitore del pul- 
sante, secondo i soliti criteri, già ampia- 
mente descritti nelle puntate preceden- 


non utilizzata, ma riservata ad una 


possibile sottoclassificazione dei pul- 
santi a rotazione; 

txton 

il numero d'ordine del testo che va 
inizialmente visualizzato (e cioè se il pri- 
mo, il secondo, il terzo, e cosi via), a 
partire da zero. 

Subito dopo le varie dichiarative per 
le variabili locali, c'è il filtro di sicurezza 
che verifica almeno il campo txton. 
Dopodiché, come nei casi precedenti, 
si calcolano le dimensioni delle varie 
aree da allocare. Questa volta sono so- 
lo quattro: una per la struttura Gadget 
associata al pulsante, una per la relati- 
va struttura IntuiText, una per l'unica 
struttura Border che ci serve, come 
vedremo più avanti, ed infine una per il 
vettore di coordinate relativo a que- 
st’ultima. 

Non è necessario allocare un'area 
per il vettore dei testi, dato che questo 
non verrà modificato dal programma e 
quindi possiamo tranquillamente utiliz- 
zare quello passato dal programma 
principale, senza paura di effetti colla- 
terali. Viceversa verrà allocata come al 
solito anche una struttura UsrButton 
Chi volesse tuttavia mettersi al riparo 


da eventuali modifiche a tale vettore da 
parte del chiamante, ed assicurarsi cosi 
anche una maggiore rientranza del co- 
dice, può sempre allocarsi anche un'a- 
rea di memoria intesa a mantenere una 
copia del vettore strettamente associa- 
ta al pulsante. 

A questo punto c'è il blocco che de- 
finisce le caratteristiche principali del 
programma. Ho scelto per il campo 
Activation la segnalazione dell'evento 
di rilascio del bottone del mouse, come 
per i campi automatici. 

Per quello che riguarda invece la tec- 
nica di evidenziazione, questa volta ho 
scelto quella basata sul colore comple- 
mentare, Infatti, dato che l'area di se- 
lezione non occupa tutta la regione co- 
perta dall'immagine del pulsante, ma 
solo il quadrato a sinistra dell’area di 
rotazione, ho pensato questa volta di 
evidenziare la selezione colorando l'in- 
terno del quadrato, piuttosto che utiliz- 
zando un bordo di colore differente. 
Questo ha semplificato il codice della 
funzione, ed il risultato ottenuto e an- 
che piacevole esteticamente. In più ho 
risparmiato memoria, il che non guasta 
mai. 

Le altre assegnazioni sono analoghe 
a quelle già viste in precedenza, com- 
presa l’inizializzazione della struttura di 
servizio con le informazioni descritte 
nella sezione precedente. 

Fatto questo, la funzione calcola la 
lunghezza massima dei testi, ed asse- 
gna al pulsante il testo da visualizzare 
inizialmente. 

Dato poi che i calcoli sul posiziona- 
mento del pulsante vengono effettuati 


254 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


AMIGA 


utilizzando le variabili relative all'area di 
selezione, questa viene temporanea- 
mente definita in modo da ricoprire sia 
l'area effettiva di selezione, che l’area 
di rotazione. 

Quindi, al contrario di quanto fatto 
con i pulsanti a rilascio incrociato, defi- 
niamo il posizionamento del testo in 
modo che tutti i testi risulteranno alli- 
neati a sinistra. 

Questo ci evita di dover centrare il 
testo nella funzione che seleziona il te- 
sto successivo nell'anello di rotazione 
le cioè la SelectSpinButtonO, che ve- 
dremo tra poco), ed è esteticamente 
accettabile. 

A questo punto calcoliamo la posizio- 
ne del pulsante con la tecnica già vista 
per gli altri pulsanti, e definiamo l'unica 
struttura bordo utilizzata per questo ti- 
po di controllo, formata da un quadrato 
affiancato ad un rettangolo. 

Infine riduciamo l'area di selezione 
entro i limiti definiti dal quadrato di si- 
nistra, e ritorniamo al programma chia- 
mante il puntatore al controllo cosi 
creato. 

DeleteSpinButtonf) 

La DeleteSpinButtonsO (vedi figura 

7) ha solo due parametri in ingresso: 

button 

il puntatore alla struttura Gadget 
che identifica il pulsante da eliminare; 

container 

il puntatore alla solita struttura 
contenitore. 

Dato che in effetti non è una funzio- 
ne, ma semplicemente una macro che 
ridefinisce la solita DeleteButtonO, 
non vi ci soffermeremo ulteriormente. 

SelectSpinButtonO 
La SelectSpinButtonsO (vedi figura 

8) ha anch’essa due soli parametri in 
ingresso: 

button 

il puntatore alla struttura Gadget 
che identifica il pulsante selezionato 
dall'utente; 

container 

il puntatore alla solita struttura 
contenitore. 

Per prima cosa la funzione ricava dal- 
la struttura di servizio puntata da User- 
Data tre informazioni necessarie per 
modificare lo stato di selezione del pul- 
sante: 


il numero di testi associati al pul- 
sante; 


l'indice del testo correntemente vi- 
sualizzato; 

text 

il puntatore al vettore dei testi. 

Quindi essa rimuove il pulsante del 
contenitore, come è buona regola pri- 
ma deH'aggiornamento di un qualsiasi 
valore contenuto nelle strutture che de- 
finiscono un controllo. 

A questo punto l'indice viene incre- 
mentato di uno, e quindi ricondotto dal- 
la funzione modulo n nel range di valori 
validi, nel caso avesse raggiunto o su- 
perato n, appunto. 

Fatto questo, viene aggiornato il pun- 
tatore al testo da visualizzare nel pul- 
sante. ed il valore di Counter nella 
struttura di servizio. 

Infine il pulsante viene ripristinato e 
visualizzato con il nuovo testo. 

Questa funzione torna al programma 
chiamante il puntatore a nuovo testo 
del pulsante. 

Considerazioni finali 

Un paio di considerazioni sul disegno 
di questo nuovo tipo di controllo. In- 
nanzi tutto si è deciso di rendere sele- 
zionabile solo il quadrato di sinistra nel 
pulsante. Una scelta alternativa sareb- 
be potuta essere quella di rendere se- 
lezionabile tutto il pulsante, e di usare il 
quadrato di sinistra, magari con all’in- 
terno un simbolo ad indicare la rotazio- 
ne, come elemento distintivo di questo 
tipo di pulsante rispetto agli altri che 
già conosciamo. Un esempio di questo 
tipo di pulsante a rotazione si può tro- 
vare nel programma di configurazione 
del SAS/C 5. 10. 

Oppure avremmo potuto dividere il 
quadrato in due pulsantini distinti, in 
modo da poterci muovere su e giù, in- 
vece di dover scorrere tutto l'anello di 
rotazione per tornare al punto di par- 
tenza. Questa è la scelta effettuata dal- 
la nuova versione 1.3 dell'OS/2. 

Ancora avremmo potuto fare due 
aree di selezione, una a sinistra, ed una 
a destra, per muoversi in entrambi i 
sensi di rotazione. 

Come si vede le scelte sono tante. 
Quella presentata in questa puntata ha 
il vantaggio di essere semplice ed effi- 
ciente, anche se meno sofisticata. 
Questo perché quello che mi interessa- 
va dimostrare era la tecnica di base, ol- 
tre che, ovviamente, mostrare uno dei 
tanti nuovi tipi di controlli che si posso- 
no sviluppare anche con il buon vec- 
chio Intuition 1.3, se non addirittura 
1.2. In attesa, ovviamente, che la 2.0 
sia rilasciata su tutte le macchine Ami- 
ga per la gioia di utenti e, soprattutto, 
sviluppatori. 

In ogni caso, per chi volesse imple- 
mentare una delle alternative proposte, 
se non addirittura tutte, può sempre 


utilizzare il parametro class della Crea- 
teSpinButton() per definire una serie 
di sottoclassi dei pulsanti a rotazione, 
piuttosto che scrivere altre funzioni di 
tipo Create, una per ogni alternativa. 

La risposta al quiz 

Ecco, come promesso, la risposta al 
quiz presentato nella 33 a puntata. 

QUIZ #/!: esiste una verifica che può 
aumentare l'efficienza di questa funzio- 
ne t NdA : SelectXButtonsO Quale ? 

Si, ed è anche molto semplice. Si 
tratta di verificare se il pulsante da se- 
lezionare coincide con quello già sele- 
zionato, ed in quest'ultimo caso ritorna- 
re subito il controllo al chiamante. Si 
evita cosi di rimuovere il gruppo per 
poi restaurarlo. 

Conclusione 

Con questa puntata termina la serie 
di articoli dedicati ai pulsanti. La cosa 
che più mi interessava mostrare è co- 
me esistano molti altri tipi di controlli 
che possono essere sviluppati con l'at- 
tuale versione del sistema operativo 
dell'Amiga. Vi sfido quindi ad inventare 
nuovi tipi di pulsanti, seguendo la strut- 
tura utilizzata in queste ultime puntate, 
e cioè: 

• una funzione di creazione CreateMyBut- 
ton(); 

• una funzione di rimozione DeleteMyBut- 
ton(); 

• una funzione di selezione SelectMyBut- 
ton() 

Ma attenzione: devono essere vera- 
mente nuovi, non solo rielaborazioni di 
quelli già visti. Per l'ispirazione, pensa- 
te al cruscotto di un'automobile, od al 
pannello di un impianto HiFi. Ricordate 
che, più un programma ha un aspetto 
esteriore che ricorda un modo di ope- 
rare noto all'utente, e più il vostro pro- 
gramma sarà considerato usabile. L’u- 
sabilità | usabiHty] di un programma, è 
oggi infatti un aspetto sempre più im- 
portante della programmazione. 

Se volete, potrete mandare i vostri 
programmi su dischetto, completi di 
istruzioni per la compilazione (meglio 
ancora makefile), sorgente ben com- 
mentato, ed eseguibile. Quelli più origi- 
nali saranno pubblicati nella rubrica Ca- 
sella Postale. Non spedite listati a me- 
no che non siano molto, ma molto cor- 
ti. però. Buon lavoro. 

Nella prossima puntata incomincere- 
mo a parlare degli altri tipi di controlli 
che Intuition ci mette a disposizione 

KB 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


255 


MCmicroCAMPUS 

SOFTWARE & UNIVERSITÀ 


dì Gaetano Di Stasio 


Meiko Computing Surface 

Un supercomputer parallelo 
ad architettura riconfigurabile 

di Renato Del Balio e Antonio d'Acierno 


Dopo la presentazione fatta nel precedente numero di MC, del 
laboratorio «Architetture Parallele e Intelligenza Artificiale» 
dell'Istituto per la Ricerca sui Sistemi Informatici Paralleli (IRSIP) 
del CNR di Napoli, in questo numero vogliamo farvi conoscere più 
da vicino uno dei fiori all'occhiello del nostro laboratorio, la 
Computing Surface della Meiko, un computer a parallelismo 
massiccio dalle prestazioni eccezionali 



La Computing Surface (CS) della Mei- 
ko è, vista a grandi linee, un microcom- 
puter array riconfigurabile, in cui il nu- 
mero massimo di processori che lo 
compongono è virtualmente infinito. Ta- 
le sistema è basato su uno dei più po- 
tenti processori VLSI disponibili oggi: il 
transputer. La configurazione attuale in- 
stallata presso l'Istituto è composta da 
256 transputer T800 della INMOS. Tale 
calcolatore a parallelismo massiccio rap- 
presenta, con i suoi 0.5 GFIops (miliardi 
di operazioni floatìng point per secondo) 
di prestazione di picco, uno dei più po- 
tenti computer paralleli installati in Eu- 
ropa, secondo soltanto alla configurazio- 
ne installata presso il Dipartimento di Fi- 
sica dell'Università di Edimburgo. 

Introduzione 

In questi ultimi tempi l'elaborazione 
parallela ha raggiunto un grado di ma- 
turità sufficiente e la disponibilità di nu- 
merose macchine commerciali ne è una 
riprova. Risulta ormai evidente che l'e- 
laborazione parallela su larga scala per- 
mette di raggiungere livelli di perfor- 
mance pari a quelle degli attuali super- 
calcolatori o anche superiori e costitui- 
sce, pertanto, uno degli approcci più 
promettenti alla realizzazione dei super- 
calcolatori della prossima generazione. 


Le soluzioni architetturali adottate do- 
vranno permettere di sfruttare al meglio 
le tecnologie più avanzate sia dal punto 
di vista hardware che software (VLSI, 
linguaggi di programmazione ad altissi- 
mo livello, strumenti di sviluppo, etc.). 
Dal punto di vista hardware, attualmen- 
te, i transputer costituiscono senz'altro 
una delle aree di punta emerse dallo 
sviluppo dell'high tech elettronico e in- 
formatico. Gli interessi suscitati nel 
mondo dell’alta tecnologia nei confronti 
dei transputer sono essenzialmente le- 
gati alle caratteristiche dell'architettura 
hardware, che consentono di utilizzare 
tali chip come building-block per la co- 
struzione di potenti sistemi di calcolo di 
tipo MIMD, secondo la classificazione 
di Flynn. 

Filosofia di base della Meiko 

Quando si vogliono realizzare macchi- 
ne multiprocessore che complessiva- 
mente possano sfruttare le potenzialità 
delle architetture parallele, la struttura 
di comunicazione tra le unità di elabo- 
razione assume un'importanza primaria, 
condizionando le prestazioni del siste- 
ma stesso. 

È evidente, però come una stessa re- 
te di comunicazione possa fornire ottimi 
risultati con una certa classe di problemi 
e, di contro, risultati scadenti con altre 
classi. Appare dunque un miraggio il 
raggiungimento di elevatissime perfor- 
mance elaborative in ogni condizione, 
con l'impiego di molti processori ope- 
ranti in parallelo, a patto di non cambia- 
re volta per volta la geometria della rete 
di connessione. 

L'idea è stata allora quella di proget- 
tare una struttura (Switching System) 
composta di elementi in grado di mo- 
dificare le connessioni fra i processori in 
modo da realizzare una rete di intercon- 
nessione fra i processori riconfigurabile. 

Pertanto, la possibilità di utilizzare una 
macchina multiprocessore secondo 


256 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



MCmicroCAMPUS 

SOFTWARE & UNIVERSITÀ 



schemi differenti è il requisito essenzia- 
le per l'uso efficiente della risorsa di cal- 
colo. 

Questa è la filosofia di base scelta 
dalla Meiko nella progettazione della 
Computing Surface: fornire un sistema 
che per le sue caratteristiche di flessi- 
bilità ed espandibilità. si adatti alle esi- 
genze dell'applicazione e non vicever- 
sa. 


Caratteristiche hardware 
della CS 

La Meiko ha creato un insieme di 
schede (foto 2) basate su transputer la 
cui struttura hardware consente di con- 
figurare computer stand-alone o di es- 
sere collegate ad un host che può es- 
sere VAX. SUN. o anche PC. In una CS 
possono essere connesse un numero 
teoricamente illimitato di schede, toc- 
cando prestazioni paragonabili a quelle 
dei supercomputer o mainframe. 

Ciascun chip T800 (famiglia T8 con 
clock a 20 MHz) è dotato di una CPU da 
10 mips, capace di 1,5 MFIops in sin- 
gola precisione e di 1 MFIops in doppia 
precisione, 54 Kbyte di memoria statica 
veloce da 33 ns ed un hardware per le 
comunicazioni costituito da 4 link seriali, 
bidirezionali, da 20 Mbit/s che operano 
in DMA senza l'ausilio della CPU. 

Inoltre, dalla serie T800 in poi è stata 
integrata «on-chip» una Floating Point 
Unit (FPU), che realizza operazioni arit- 
metiche su operandi a 32 bit in meno di 
1 microsecondo; essa può operare fisi- 
camente in parallelo alla «integer unit» 
contenuta nella CPU. 

Lo Switching System 

La CS della Meiko può essere usata 
come macchina single-user o multi-user 
con un numero variabile di processori 
per ogni utente. Infatti, alla potenza ot- 
tenibile grazie alla costruzione modulare 
dì una Computing Surface, si aggiunge 
la flessibilità messa a disposizione dallo 
Switching System: ogni transputer, me- 
diante questo sistema può collegarsi ad 
un altro, indipendentemente dalla loca- 
zione fisica di quest'ultimo, magari as- 
semblato su un'altra scheda Meiko. 
Grazie ad un tool di configurazione elet- 
tronico è possibile quindi variare dina- 
micamente l'architettura di connessione 
dei transputer presenti su una o più 
schede, in accordo con la configurazio- 
ne richiesta. 

Questo consente all'utente di poter 
scegliere l'architettura che più si adatta 
al suo problema, sperimentando così 
svariate soluzioni. 


Il Supervisor Bus 

Quando si ha a che fare con sistemi 
composti da un elevato numero di pro- 
cessori, connessi tra loro con un set di 
link punto-punto, uno dei maggiori pro- 
blemi è il debugging del sistema qua- 
lora uno dei processori del sistema «fal- 
lisce». La soluzione Meiko a tale proble- 
ma è quella di affidare il sistema di mo- 
nitoraggio centrale al cosiddetto «Su- 
pervisor Bus» che connette tutti i tran- 
sputer al Locai Host (fig. 1). Esso 
provvede, fondamentalmente, all'instra- 
damento dei messaggi di debugging, al 
rilevamento di guasti, al reset e all'ana- 


lisi del funzionamento dei singoli ele- 
menti. Tali funzioni, essendo quindi se- 
parate dall'application-area della macchi- 
na, forniscono un elevato livello di sicu- 
rezza al resto delle applicazioni. 

Schede special-purpose 

Alle schede dedicate alle fasi di ela- 
borazione di tipo general-purpose e con- 
tenenti un quantitativo di transputer e di 
memoria DRAM (Dynamic RAM), la 
Meiko aggiunge un insieme di schede 
special-purpose per la gestione di me- 
moria di massa, di display grafici ad alta 
risoluzione, nonché di segnali video e 



257 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


MCmicroCAMPUS 

SOFTWARE & UNIVERSITÀ 



Foto 3 - Una scheda Quad Board MK060 con 4 
transputer T800. 

per la comunicazione con eventuali 
Host esterni. Ciò consente di definire 
configurazioni orientate a esigenze spe- 
cifiche, quali il trattamento di grandi 
quantità d'informazioni su memoria di 
massa, o la produzione d'immagini di 
elevata qualità grafica. 

Hardware quindi, che raccoglie in sé 
elementi qualitativi quali la potenza teo- 
ricamente illimitata, la flessibilità nelle 
architetture, il controllo mediante il Su- 
pervisor Bus. 

L'ambiente di programmazione 

— Occam Programming System, o 
più semplicemente OPS, è un ambiente 
dedicato allo sviluppo di applicazioni 
scritte in Occam per la Computing Sur- 
face. Esso è in grado di generare un co- 
dice eseguibile su uno o più transputer. 

Il concetto base sul quale OPS si fon- 
da è il folder, un contenitore che rac- 
coglie sorgenti Occam e codice esegui- 
bile. È possibile, in OPS, scrivere pro- 
grammi Occam di tipo EXE, destinati a 
operare su un singolo transputer, oppu- 
re di tipo Program, per l'esecuzione su 
reti di transputer. 

Sono presenti all'interno di OPS, oltre 
alle ovvie utility che permettono di ca- 
ricare ed eseguire i programmi sulla 
Computing Surface, anche utility per 
definire manualmente un’architettura di 


rete o di estrarla da un Program o an- 
cora di collegare codici compilati in altri 
linguaggi con programmi Occam. 

Meiko Multiple Virtual Computing 
Surface (MMVCS) è un sistema opera- 
tivo multiutente grazie al quale la Com- 
puting Surface può essere suddivisa in 
domini definiti staticamente, ciascuno 
dei quali può contenere da uno all’intero 
set di transputer disponibili. Tale siste- 
ma genera anche un ugual numero di 
sistemi di monitoraggio virtuali, permet- 
tendo all'utente che si connette al do- 
minio interessato di avere un accesso 
individuale e protetto alle risorse del Su- 
pervisor Bus. Inoltre, il software 
MMVCS realizza una barriera protettiva 
tra le varie macchine virtuali, assicuran- 
do che i processi in «running» in un do- 
minio, non disturbino, a causa di even- 
tuali bug, il resto della Computing Sur- 
face. Ogni utente, pertanto, opera esat- 
tamente come se si trovasse in una CS 
privata: è in grado di configurare i tran- 
sputer del proprio dominio secondo 
qualsiasi architettura e in modo dinami- 
co, ha la possibilità di utilizzare OSP, 
sviluppare applicazioni ed eseguire pro- 
grammi, senza avere interferenze con 
differenti domini. 

Viene inoltre gestito, con MMVCS, 
l'accesso di più utenti e risorse comuni, 
tipicamente risorse di memoria di mas- 
sa eventualmente collegate in una host 
machine, attraverso il Network Login 
Shell (NLS), che viene associato a ogni 
utilizzatore del sistema. 

La configurazione attuale è composta 
da otto domini, connessi ad una «spina 
dorsale», uno dei quali contiene un Di- 
splay Element Board (MK015) (fig. 2) 
dotato di coprocessore dedicato per ela- 
borazioni grafiche ad alta velocità. Alle 
estremità della catena sono connesse 
una Self Host Board (MK050), che ge- 
stisce il File System, ed una Octal 



Figura 2 - Display element Board MK01S. 


UART (MK041) per la connessione ad 
otto terminali seriali. 

Ogni dominio è composto da schede 
Mono o Quad Board (MK060) (foto 3) 
contenenti 1 o 4 microprocessori Tran- 
sputer T800 con varie configurazioni di 
memoria (foto 4). 

Naturalmente, questa topologia può 
essere ulteriormente espansa aggiun- 
gendo più «vertebre» con i relativi do- 
mini. Una possibile configurazione di un 
dominio di transputer consiste dei se- 
guenti componenti: 

- Host Transputer. L'Host Transputer 
è il transputer sul quale è eseguito 
l'OPS che comprende un editor, un 
compilatore e un debugger. Tale tran- 
sputer è quello che funge da «vertebra» 
e connette il dominio alla «spina dorsa- 
le» della CS. Esso provvede a fornire 
una «terminal emulation» al dominio a 
lui connesso. 

— Root Transputer. Per permettere il 
caricamento della rete, uno dei proces- 
sori della rete deve essere connesso al- 
l’OPS; questo è conosciuto come 
«Root Transputer», 

- Work Transputer, Prima che un'ap- 
plicazione possa essere caricata nella 
rete di transputer, la rete deve essere 
connessa all'Host; pertanto, a partire 
dal Root Transputer, devono essere rea- 
lizzate, via transputer-link, con il sistema 
di «wiring» elettronico, le connessioni 
con tutti gli altri transputer in modo da 
ottenere la topologia di rete desiderata. 

— MeikOS è un sistema operativo in fa- 
se di avanzato sviluppo e frutto di una 
interessante collaborazione tra la statu- 
nitense Meiko e l'Università di Edimbur- 
go. Il sistema proposto è del tipo Unix- 
like e sarà compatibile con Unix System 
V a livello di chiamate primitive del si- 
stema. Questo software ha la capacità 
di gestire l'architettura multiprocessor, 
a differenza di Unix, e non supporta uno 
scheduler di processi, essendo que- 
st'ultimo presente in ogni transputer. 

La disponibilità di Unix-like per com- 
puter basati su transputer è il sintomo 
di una scelta in conformità agli standard 
che sta caratterizzando attualmente la 
produzione di strumenti di sviluppo di 
Meiko, mantenendo sempre come pri- 
mario obiettivo quello di rendere asso- 
lutamente non violento l'impatto del 
programmatore classico con la nuova 
tecnologia emergente dei transputer. 

La progettazione del Software 
su Computing Surface 

Le ricerche sul transputer sono avan- 
zate di pari passo con lo sviluppo di Oc- 
cam, un linguaggio per la programma- 
zione concorrente in grado di fornire 
una specifica formale del transputer 


258 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 



MCmicroCAMPUS 

SOFTWARE & UNIVERSITÀ 


stesso e mediante il quale è possibile 
sfruttare al meglio tutte le caratteristi- 
che di questo processore Risc. L'uso di 
Occam rende il codice compilato sul 
transputer estremamente potente fino 
al punto che l'efficienza di un program- 
ma Occam, in termini di tempi di ese- 
cuzione e occupazione della memoria, è 
paragonabile a quella di un linguaggio 
Assembler. 

È possibile tuttavia organizzare un 
progetto software su Computing Surfa- 
ce in cui le fasi computazionali sequen- 
ziali siano scritte in un linguaggio clas- 
sico (es. C, Fortran. Pascal), demandan- 
do a Occam la gestione della comuni- 
cazione tra processori. In tal caso, su 
ciascun transputer vengono allocati due 
processi concorrenti: il primo, di mìni- 
ma priorità e definito worker, scritto in 
linguaggio tradizionale, esegue il lavoro 
sequenziale; il secondo, con priorità al- 
ta, scritto in Occam, e denominato har- 
ness, gestisce la comunicazione tra i 
transputer connessi. Le uniche esten- 
sioni al linguaggio tradizionale sono fun- 
zioni di libreria per la gestione della co- 
municazione tra il processo worker e 
l'hamess. 

Le aree di impiego 

Applicazioni di tipo scientifico sono le 
prime a beneficiare delle caratteristiche 
elaborative di tale macchina. Applicazio- 
ni di grafica avanzata di CAD-CAM rap- 
presentano un'altra importantissima 
area di impiego. Applicazioni in campo 
medico per la manipolazione e la visua- 
lizzazione di immagini in 3D in reai time, 
in campo chimico per lo sviluppo di nuo- 
vi modelli molecolari, applicazioni di flui- 


dodinamica nel campo aeronautico, ela- 
borazioni in tempo reale di immagini 
SAR nel campo aerospaziale, applicazio- 
ni in campo militare, nel settore finan- 
ziario per lo sviluppo di nuove tecniche 
di modelli, applicazioni di Intelligenza Ar- 
tificiale, Image Processing, Speach Re- 
cognition, Reti Neurali, Database Mana- 
gement, sono soltanto alcune delle ap- 
plicazioni che possono trovare conve- 
nienza e realizzabilità con la Computing 
Surface. 

Evoluzioni future 

— Alleviare l’utente dalla necessità di 
scrivere un proprio harness, realizzando 
strumenti che siano in grado di suppor- 
tare efficacemente lo sviluppo di alcune 
classi di problemi che si adattino a uno 
specifico modello di tipo architetturale e 
implementatìvo. In questo modo l'ope- 
ratore non vede l'harness, né l'architet- 
tura, ma deve soltanto scrivere il codice 
in un linguaggio tradizionale. La comu- 
nicazione è gestita da un modulo tra- 
sparente, con il quale il programma 
utente interagisce mediante la chiamata 
di funzioni di alto livello. 

Alcuni di questi sistemi sono già di- 
sponibili e commercializzati; altri, di più 
aito livello, sono in fase di sviluppo e te- 
st. 

— Dotare il sistema di appositi tool che 
realizzino il routing dei messaggi su ti- 
piche architetture di processori (es. 
mesh, toro, ipercubo...) in modo da evi- 
tare all'utente la costruzione di appositi 
processi che definiscano la configura- 
zione dei processori su cui allocare i vari 
processi costituenti l’algoritmo parallelo 
da implementare. 



Conclusioni 


Nel prossimo appuntamento iniziere- 
mo finalmente l’affascinante viaggio nel 
mondo della Ricerca presentandovi 
PiNa2 System, un sistema multi-style a 
parallelismo massiccio, nato dalla coo- 
perazione del nostro Istituto con il Di- 
partimento di Scienze dell'Informazione 
dell'Università di Pisa. «g 


Vi ricordiamo che è partita la seconda edizione di mìcroCAMPUS: affrettatevi a mandare i vostri lavori. 

Norme per la partecipazione 


— Possono partecipare tutti i lavori/studi scientifico-economici non tesi 
di laurea la fondo informatico) realizzati in ambiente universitario ed ul- 
timati a partire dal settembre 1987 

— Ogni lavoro dovrà essere accompagnato dalle generalità dell'autore, 
recapito telefonico, università di appartenenza, matricola, corso in cui II 
lavoro e stato sviluppato e nome del docente del corso. 

— La documentazione relativa dovrà essere inviata su supporto sia car- 
taceo che magnetico e accompagnata da un commento scritto dall'au- 
tore come presentazione dell'opera. Nel commento dovrà essere sin- 
tetizzato l'argomento trattato, indicati i sistemi hardware e i pacchetti 
software utilizzati e le motivazioni, le difficoltà incontrate e il modo in 
cui sono state superate, il tempo di sviluppo, la bibliografia (se non pre- 
sente già nella documentazione allegata al lavoro) ed ogni altro com- 
mento che si riterrà degno di nota 

— Essendo la partecipazione limitata ai soli lavori non tesi di laurea 
realizzati in ambiente universitario, è gradita ma non obbligatoria una 


breve dichiarazione del docente con il quale la tesina è stata sviluppata. 

— Fra tutti i lavon spediti entro il 30 settembre 1991. ne saranno scelti 
dieci (entro la prima metà di ottobre '91) da una commissione interna 
alla redazione di MCmicrocomputer. Questi saranno argomento di al- 
trettanti articoli (a partire dal numero di novembre) volti a descriverne 
caratteristiche e potenzialità didattiche. 

— Ai dieci autori o gruppi di lavoro, realizzatori dei dieci lavori di cui 
prima, sarà corrisposto un compenso di 300.000 (trecentomila) lire. 

— Fra questi dieci lavori una commissione di docenti universitari ed 
esperti ne sceglierà uno che sarà ricompensato con ulteriori 700.000 
(settecentomila) lire. 

— É d'obbligo l'invio dei sorgenti e della documentazione tecnica e di 
utilizzazione, sia su supporto magnetico che cartaceo. 

— Non è prevista la restituzione del materiale inviato. 

— Con l'invio del lavoro, l'autore ne autorizza la pubblicazione e la dif- 
fusione gratuita come materiale didattico. 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 


259 



Il software MS-DOS, Amiga e Macintosh 
di Pubblico Dominio e Shareware 
distribuito da 



in collaborazione con 
Microforum 


di corrispondere all'autore un contributo indicato al lancio del programma 


TiTOLO&DESCRIZIONE REC HARDWARE 


COMUNICAZIONE 
COM/01 ONE TO ONE 
COM/02 PROCOMM 
COM/03 omegalinÌT 3 

Comunicazione e 
COM/04 BACKCOMM 


mc106 

mc103 


DBS/01 EASY LABELS 

DBS/02 VIDEO DATABASE mc105 Hard disk 

Gestione video casselie 

DBS/03 HOME MANAGER Hard disk 

DataBase, calcolatrice e calendario 


DBS/06 PC-FILE* 
DataBase 

DBS/07 TASK MASTER 


DBS/09 DMS 


EDU/01 ABC FUN KEYS mc103 

Per Imparare le lettere dell'alfabeto 
EDU/02 COMPUTER TUTOR 

Auto-apprendimento del computer 
EDU/03 PC-FASTYPE 


G 10/02 
GIO/03 

GIO/04 

GIOi 05 
GIO/07 
GIO/08 
GIO/09 
GIO/IO 
GIO/11 
GIO/12 


Poker Canadian 
ASTRO BLASTER 

ALDOS ADVENTURE 
Clone di Donkey Kong 
CAESAR 
Strategia 

CLONE INVADERS 


mc103 EGA/VGA 
BASIC*EGAA/GA 


me104 EGA/VGA 


PC-JIGSAW 

Puzzle 

MAHJONG 


Clone di Arkanoid 


T1TOLOSDESCRIZIONE I 


6 EGA GOLF 
Gioco del Goti 
EGA TREK 
Star Trek 
JOUST VGA 
Gioco da bar 


GIO-21 MOSAIX 
Puzzle 

GIO/22 OTHELLO EGA 
Othello 

GIO/23 POKER SOLITAIRE 
Poker da soli 
Gl 0/24 QUATRIS 

Tetris con Bombe eco. 
GIQ/25 SHARKS 

Giocate ai sommozzatori 
GIO/26 SLOT EGA 
Slot Machine 
G 10/27 BASSTOUR 
Pesca d'altura 
GIO/28 BLACKJACK 

Gioco da Casinò 
GIO/29 GALACTIC BATTLE 

Clone di Invadere con sono 
GIOGO HOUSE OF HORRORS 
Casa degli orrori 
GIO/31 NOID 

Consegnale la pizza all'ultii 
GIO/32 PINBALL EGA 

stardÉf* 0 

Missili distruggono la terra. 

0/34 MAHJONG EGA 

Gioco di società orientale 
MRSPOCK 
Filetto 3D 

0/36 MONUMENTS OF MARS 


C HARDWARE 

EGA/VGA 

EGA/VGA 

EGAA/GA 

EGA/VGA 

VGA 

mc104 VGA 
VGA 

mc103 EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 
EGAA/GA 

EGAA/GA 
mclOS EGAA/GA 


0/38 POKER 


GIO/40 TESORI 
^ Utility pei 


mcl08 

mc!08 


gioco Dungeons 8 Dragons 
Tombola al computer stampa delle cartel! 


GRF/01 FINGER PAINT 

Programma di disegno 
GRF/02 PC-KEY-DRAW 

Per lare slide show 
GRF/03 HSP CALENDAR 
Calendario grafico 
GRF/04 PC-DEMO SYSTEM 


CODICE TITOLOSDESCRIZIONE REC. HAI 

GRF/05 GRAPHICWORKSHOP mc106 


AS-EASY-AS mclO 

Spreadsheet compatibile t -2-3 
EXPRESS-CALC mclO 

Richiede solo 256 Kbyle di RAM 
EZ-SPREADSHEET 
Calcoli di budget 
INSTACALC 


SPD/01 

SPD/02 

SPD/03 

SPD/04 

SPD/05 

UTILITY 

UTI/01 

UTI/02 

UTI/03 

UTI/04 

UTI/05 

UTI/06 

UTI/07 

UTI/08 

UTl/09 

UTI/1 


letTSR 


PC-DESK-TEAM 


DISK SPOOL II 
Spooler di slampa 
LOCKTITE 
Protegge i file con pa 
VIRUS SCAN 
Cerca i virus 
LHARC 




Compressore 
DIET 

Compressore di eseguibili 
PKLITE 

Compressore di eseguibili 
NEWSPACE 

Compressore di file dell'Hs 
CATDISK 


mclOS 
mc105 
mc105 

mcl05 
tì Disk 
mc105 

Programma di Back Up 
SHEZ mc106 

Shell per compressori di dati 
ZZAP mct06 

Shell per compressori di dati 
GUARDIAN ANGEL mc107 

Per programmare con i TSR 
STORE mc107 

Per rinominare file in automatico 
TXT mc107 


UTI/20 

im/21 


VARIE 

VAR/01 COMPOSER 


al computer e slampare 


TiTOLOSDESCRIZIONE 


TITOLOSDESCRIZIONE 


REC HARDWARE 


TITOLOSDESCRIZIONE REC HARDWARE 


REC HARDWARE 


VAR/02 CHECK-MATE 

Conlrollo delle finanze personali 
VAR/03 PIANO-MAN mcl04 

VAR/04 8ARTENDER P mc103 
Tutti I cocktail 
VAR/05 DIET DISK 

La dieta al computer 
VAR/06 ELEMENTARY C 

Per programmatori In C 
VAR/07 RECIPES mc104 

Buon numero di ricette in inglese 
VAR'08 PERSONAL CCOMPILER mc105 
Semplice compilatore C 
VAR/09 MOUSE TPU & NEWEXEC mc106 

VAR/10 TRS, PRINT & GESTECC mc106 

Unit In TP per stampa e gestione degli erron 
VAR/lt ARIANNA me106 

Programma di CAE 

VAR1 12 TOTOPROJET melOS CGA 

Gestione schedina 

VAR/13 COVER mclOB 

Stampa etichette musicassette 


WPR/01 W.P.FOR CHILDREN 

Per insegnare ai bambini il WP 
WPR/02 FREEWORD mc103 

Word Processor 

WPR/03 PC-WRITE mc106 

WPR/04 THESAURUS PLUS 

Sinonimi In inglese (TSR) 

WPR/05 GALAXY mcl04 


AMG 1/02 WELLTRIX mc105 

AMG 1/03 SYS mc105 

Sulla falsa rtga di Pac Man 
AMG 1/04 SCOPONE SCIENTIFICO mclOB 
Classico gioco delle carte 


GRAFICA 

AMGR/01 PRINTSTUDIO mc104 

Gestisce la stampa di testi 
AMGR/02 TEXTPAINT mc105 

Editor ANSI 

AMGR/03 SCREENX mc105 

AMGR/04 SETPAL mc105 

Cambia lo schermo da NTSC a PAL 


SPREADSHEET 

AMSP/01 SPREAD mc104 

UTILITY 

AMUT/Ot MACH III mc104 

Tool per mouse 

AMUT/02 RULER mc104 

AMUT/03 HEX mc104 

AMUT/04 MOM mc104 

Aggiunge menu al workbench 

AMUT/05 CB mcl 04 

Log delie funzioni di I/O 

AMUT/06 ZETAVIRUS mc104 

And Virus 

AMUT/07 DIRMASTER mc!05 

Utility per gestire i lile 

AMUT/08 KDC mc105 

AMUT/09 XCOPYIII mc105 

Copiatore veloce 

AMUT/10 CD2TAPE mc105 

Se usate oltre al PC il Cd Audio 

AMUT/11 BBS & Log mclOB 

Gestione Packet Radio 

AMUT/12 Utilities mclOB 

Comandi CLI Dos-Uke 

AMUT/13 View80 II mcl 06 

AMUT/14 Marcale mcl 06 

Matematica matriciale 

AMUT/15 Iconmaster mcl 06 


AMUT/16 Hermit me 106 

Cattura lo schermo 

AMUT/17 Turbo impLoder mcl06 

Compressore di file eseguibili 

AMUT/1B FONTS2PRINTER mc107 

AMUT/19 SVD* mc107 

AMUT/20 MC-PROGRAMS mc107 

Collezione di utility 

AMUT/21 CHP8SAVE-PREFS mcl 07 

Preterence del computer 

AMUT/22 CIDITEIP mcl 08 

AMUT/23 DISKEDITOR mclOB 

Editor di disco 

AMUT/24 5 UtilitY mclOB 

Utility per tutti i gusti 

AMUT/25 OROLOGIO PARLANTE mclOB 
Legge l'ora esatta 

VARIE 

AMVR/01 FRACTUS mclOB 

Frattali per tutti 


MACINTOSH 

EDUCATIVO 

MIE0/01 KID PIX mc107 

Per disegnare 

MIED/02 NUMBER TALK met07 

MIED/03 ALPHA TALK mc107 

Per impare lo spelling in Inglese 

GIOCO 

MfGI/01 Stella Obscura mc106 

Gioco spaziale in 3D 


MIGI/05 Stratego 

Strategia con le carte 
MIGi/06 THE LAWNZAPPER 

MIGI/07 MACTRIS 

Tetris sul Mac 
MIGt/06 CANFIELO 

Solitario con le carte 
MIGI/07 YAHTZEE 

Gioco con I dadi 
MIGI/08 GLIDER 

MIGI/09 MACNINJA P 
Karaté 
MIGI/10 GLIPHA 


mct06 

I 

mcl 06 
mcl 06 
mc106 

mcl 07 
mcl 07 
mclOB 


MIUT/01 OLIVER'S BUTTONS 

INIT che sostituisce Ibot 
MIUT/02 POPCHAR 


mcl 07 
mcl 07 

mcl 08 


Compilare e spedire a: MCmicroc o mp ut e r 

Desidero acquistare il software di seguito elencato al prezzo di L. 8.000 a titolo (ordine 
minimo: tre titoli). Per l’ordinazione inviare l'importo (a mezzo assegno, c/c o vaglia 
postale) alla: Technimedia srl, Via Carlo Perrier 9, 00157 Roma. 


dischetti da 1 1 3.5" 1 1 5.25” 


' Codici' 



Totale dischi CD x 8.000-Lire 

Manuali in italiano: 

□ TSPD/01 AS EASY AS □ TUTI/01 HARD DISK UTILITIES 

□ TVAR/02 CHEKMATE □ TWPR/05 GALAXY 


[Totale manuali 1 1 x 8.000=Lire | 


Nome e Cognome 


Indirizzo 


CAP/Città 


Telefono 


MCmicrocomputer non offre alcuna garanzia e non si assume alcuna responsabilità sugli 
eventuali danni diretti o indiretti derivanti dall'utilizzo del software distribuito 



SEMPRE DI PIÙ ... I MIGLIORI 

RIVENDITORE AUTORIZZATO NEC 
DISTRIBUTORI ESCLUSIVI NAZIONALI DI CONVERTITORI DI PROTOCOLLO 

COAX E TWINAX AXIS 

PERSONAL COMPUTER BASATI SU PIASTRE MADRI ORIGINALI INTEL 
MONITOR MULTISYNC NEC 


NEC 

2A 

14” 

800x600 

0,31 

+ 

SCHEDA 

GRAFICA 

1024x768 

1 Mb 

L. 

1.100.000 

NEC 

3D 

14” 

1024x768 

0,28 

+ 

SCHEDA 

GRAFICA 

1024x768 

1 Mb 

L. 

1.390.000 

NEC 

4D 

16” 

1024x768 

0,28 

+ 

SCHEDA 

GRAFICA 

1024x768 

1 Mb 

L. 

1.950.000 

NEC 

5D 

20” 

1280x1024 

0,31 

+ 

SCHEDA 

GRAFICA 

1280x1024 

2 Mb 

L. 

6.000.000 


A MAGAZZINO A PREZZI IMBATTIBILI TUTTE LE PERIFERICHE NEC, TELEFONATECI PER: 

Stampanti NEC 24 Aghi Risoluzione grafica 360x360 - mod. P20/P30 - P60/P70 - P90 
LASER NEC 6pmm - mod. S60 e S60P - P = (PostScript) 

LASER NEC 8pmm PostScript - mod. LC 890 - LC 890XL a prezzi eccezionali 
TRASFERIMENTO TERMICO NEC - mod. COLORMATE PS PostScript per STAMPE a COLORI 


IL PIÙ PICCOLO E IL PIÙ POTENTE 
CONVERTITORE DI PROTOCOLLO PER IL MONDO IBM* 

Con i nostri convertitori potete incrementare le capacità di 
utilizzo delle Vostre stampanti. 

Una sola stampante per 2 sistemi in contemporanea Per- 
sonal/Host Computer. 

140 PASSI DI PROGRAMMA AD USO UTENTE 

Alimentazione diretta sulla porla parallela della stampante. 

Per le laser piccolo alimentatore da 5V. 

Mod. COBRA A.X.3 TWINAX 
Per IBM* S/34 - S/36 - S/38 - AS/400 
Emulazione IBM* 5219 mod. D01 o D02 
Emulazione IBM* 3812 mod. 1 0 2 E 5219 
Mod. COBRA AX.7 COAX 

Per IBM* 370 • 303x - 308x - 309x - 9370 - 47xx - 43xx 
Controller IBM* 3174 • 3274 - 3276 
Controller MEMOREXMELEX*. ecc. 

Emulazione IBM* 3268 - 3287 - 4214 - 3262 
Stampanti supportate e residenti 35 modelli. Alcune sono: 

EPSON* / OKI* / DIABLO* / MANNESMAN TALLY* / 

FACIT* / SIEMENS* / TOSHIBA* / FUJITSU* / HP LASER 
JET* / JUKI* / CANNON* / AES* / HONEYWELL* / 

XEROX* / KYOCERA* / HP 7475/7550* / NEC* 

SI RICERCANO RIVENDITORI AUTORIZZATI PER 
AFFIDARE ZONE LIBERE. 

• MARCHI REGISTRATI 

Corso Casale, 120 - 10132 TORINO - Tel. (011)8193193/8192241 - Fax (011) 81933877 

Aperti anche al Sabato 



PD SOFTWARE MS-DOS 


Forza Italia! 


a cura dì Paolo Ciardelli 


Il 1 gennaio 1993 è vicino. Da 
più parti arriva l'avvertimento, 
più finanziario che calcistico, 
che l'Italia potrebbe essere 
classificata nell'Europa Unita, 
come nazione di serie B. Non 
sta a me cercare i perché né 
a contraddire tali affermazioni 
di carattere economico, però 
nel campo del software di 
Pubblico Dominio ciò non mi 
sembra vero. Forse la 
quantità non è paragonabile a 
livelli mondiali, ma la qualità è 
più che confrontabile. 

Dunque «Forza Italia!» 


Dedicato a chi registra 
in casa le proprie 
cassette audio. Cover 
permette la scelta 
delle varie opzioni e 
l’accesso a menu 
secondari per mezzo 
di semplici menu posti 
sullo schermo in 
senso verticale. 


Cover 

Autore Cristiano De Mei 


Cover è dedicato a chi vuole crearsi 
delle etichette personalizzate per i pro- 
pria biblioteca musicale registrata. 

Permette la scelta delle varie opzioni 
e l'accesso a menu secondari per mez- 
zo di semplici menu posti sullo schermo 
in senso verticale. 

Ogni menu è posto in una cornice 
che nella sua parte superiore porta il no- 
me del menu o della opzione che si sta 
utilizzando. 

Per scegliere tra le opzioni occorre 
spostarsi con i tasti del movimento del 
cursore e per confermare la scelta oc- 
corre premere Return. 

Per tornare al menu precedente si de- 
ve scegliere l'opzione «Uscita» (che nel 
caso del menu principale equivale all'ab- 
bandonare il programma stesso). 

Nel menu principale si può scegliere 
una delle seguenti opzioni: Edita Cover; 
Carica Cover; Salva Cover; Stampa Co- 
ver; Opzioni; Utility; Cancella Cover. 

Le opzioni «Stampa Cover», «Opzio- 
ni» e «Utility» visualizzano un ulteriore 
menu mentre le altre opzioni forniscono 
immediatamente il loro servizio. 

Edita il Cover permette di entrare im- 


mediatamente nell'editor del program- 
ma Cover. 

Sullo schermo apparirà una schema- 
tizzazione della copertina che poi verrà 
stampata; si tratta di una finestra divisa 
in tre zone. 

Inoltre sulla destra della finestra di 
editing apparirà una lista di opzioni ri- 
chiamabili con i tasti funzione. 

I tasti funzione offrono le seguenti 
possibilità: FI richiama l'Help; F2 per- 
mette di inserire la lunghezza del nastro 
espressa in minuti; F3 centra la linea 
corrente; F4 cancella la riga corrente; 
F5 inserisce una riga vuota nella posi- 
zione corrente. 

Attivando Carica Cover, sullo scher- 
mo apparirà una finestra dove potrà es- 
sere inserito il nome del Cover. 

NeH’inserire tale nome non occorre (e 
non si deve) inserire il Path (cioè il disco 
e le sottodirectory interessate) e l'e- 
stensione (poiché tutte le copertine sal- 
vate andranno sotto l'estensione .COV). 

Se non si vuole caricare nulla basterà 
uscire con il tasto Esc. 

Quando si carica da disco un nuovo Co- 
ver si cancella il contenuto del Cover 
precedente, quindi, in caso di richiamo 
da disco, occorre salvare l'ultimo lavoro 
svolto. 

In caso di errore (file .COV non tro- 
vato, Path inesistente o disco non pron- 
to) il programma visualizza un messag- 
gio d'errore (in basso a destra) ed emet- 
te un suono (beep) di avviso. 

II Path dove il file verrà cercato è 
quello definito nella opzione del sotto- 
menu «Opzioni», «Path Dati». 

Le possibilità offerte dal menu di 
stampa sono: 

Minuti On/Off, Doppio Cover On/Off, 
Stampa, Uscita. 

La prima opzione («Minuti On/Off») 
permette di definire la stampa o l'inibi- 
zione di essa della lunghezza del nastro 
espressa in minuti. 

Se Minuti è posto a On (cioè On è 
evidenziato) allora sulla costina superio- 
re del Cover verrà stampata la lunghez- 
za della cassetta (se definita) in modo 
espanso. 

La seconda opzione («Doppio Cover 



MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


263 




PD SOFTWARE MS-DOS 


On/Off») permette di definire la stampa 
di un Cover a lunghezza doppia o meno. 

Questo tipo di Cover (a lunghezza 
doppia) è completamente uguale al Co- 
ver semplice ed offre la sola possibilità 
di creare una copertina più «solida» 
poiché costituita da un doppio spesso- 
re. 


Infatti in caso di Doppio Cover si do- 
vrà (dopo l'effettuazione della stampa) 
piegare la copertina all'altezza della li- 
nea che delimita la fine della zona de- 
dicata ai titoli delle canzoni. 

La terza opzione consente la stampa 
vera e propria del Cover. 

In caso di stampante spenta, inesi- 


stente o off/line il programma segnalerà 
il malfunzionamento all'utente con un 
messaggio di errore in basso a destra 
sullo schermo e con un beep sonoro di 
avviso. 

Per la completa gestione del pro- 
gramma viene in aiuto il menu Opzioni: 
Path Dati; Minuti; Beep On/Off. 


Toto Projet 

Autore Stefano Monsignori 

Toto Project è un software per lo svi- 
luppo di sistemi Totocalcio. Lo scopo di 
questo programma è quello di fornire a 
chi inizia ad occuparsi di sistemistica, 
una panoramica generale sui concetti di 
base. 

Non è quindi un programma creato 
per professionisti del settore, i quali, 
certamente, avranno altri strumenti più 
potenti con cui lavorare. 

I risultati possibili di una partita, come 
certamente saprete, sono tre: vittoria, 
pareggio o sconfitta per la squadra che 
gioca «in casa». Ad ognuno di questi ri- 
sultati è associato un valore che deter- 
mina sulla schedina la cosidetta colonna 
vincente. 

In sistemistica una combinazione di 


più pronostici su una partita determina 
una variante: se il pronostico è compo- 
sto da due valori si avrà una doppia, se 
è composto da tre valori si avrà una tri- 
pla. 

Per calcolare il numero di colonne di 
un sistema bisogna elevare il 2 (se si 
tratta di una doppia), o il 3 (se si tratta 
di una tripla) alla potenza uguale al nu- 
mero delle varianti. 

Tre doppie sono pari a otto colonne (2 
elevato a 3 = 8), mentre quattro triple 
sono 81 colonne (3 elevato a 4 = 81). 

Le funzioni del programma sono: il 
Pronostico desiderato su tutte le tredici 
partite, anche in quelle che sono a pro- 
nostico fisso; le Condizioni generali 
(minimo e massimo dei segni) la Con- 
secutività minima e massima dei segni 
e delle accoppiate, terzine, quartine; il 
Passo delle accoppiate, terzine, quarti- 
ne; interruzioni minimo e massimo; le 


Colonne condizionate; il Punteggio; la 
Consecutività minima e massima dei 
punti; la Vista Colonne (visualizza le co- 
lonne del sistema in memoria); la Vista 
Percentuali (fornisce la frequenza di ri- 
petizione dei segni per ogni partita 
espressa in percentuale); la Stampa 
prospetto (stampa le condizioni del si- 
stema in memoria) la Stampa Colonne 
(stampa le colonne del sistema in me- 
moria); Salva (salva su disco nella dire- 
ctory corrente il sistema in memoria); 
Carica (carica in memoria i dati relativi 
al file specificato); l'Analisi del sistema 
(permette di avere le percentuali dei 
segni per ogni partita del sistema); la 
Ricerca colonna vincente (per trovare le 
eventuali vincite di prima o seconda ca- 
tegoria); Cancella sistema (azzera tutti i 
dati del sistema in memoria); Tasto 
funzione F5 (elaborazione del sistema 
in memoria). 


Chi si diverte con 
giochi di ruolo quali 
Dungeons & Dragons 
e Advanced Dungeons 
& Dragons, sa quanto 




FI: Help | ft» Hw Eed: Ifave | CI: Esegui | ESC: Esci icau secondino 


Tesori 

Autore Paolo Gai 


Ovvero un programma per la divisio- 
ne dei tesori acquisiti dai personaggi in 
giochi di ruolo quali Dungeons & Dra- 
gons e Advanced Dungeons & Dragons. 

Il programma permette l’immissione 
e la divisione di un tesoro acquisito dai 
personaggi nei 2 giochi di ruolo (D&D e 
AD&D). 

Esso nasce dalla necessità di dividere 
grandi quantità di tesori in poco tempo, 
essendo questo procedimento troppo 
lungo da fare a mano e senza errori, 

Le caratteristiche principali del pro- 
gramma sono: Possibilità di immissione 
di 50 gemme e 50 gioielli di valore e 
quantità diversa, e dei 5 tipi di monete 
permesse nel gioco (MP, MO, ME, MA. 
MR) con un valore compreso fra 0 e 
65535; possibilità di calcolare le divisio- 
ni dividendo i tesori fra vari personaggi 
(da 1 a 10); calcolo del peso dei tesori 


divisi per personaggio secondo le rego- 
le del D&D Basic Set DM Guide e del 
loro valore totale; approssimazione alla 
MR del valore delle divisioni; possibilità 


di ottenere le divisioni su stampante o 
su file ASCII per permettere l’esporta- 
zione su altri programmi; help in linea in 
ogni punto del programma; possibilità 


264 


MCmicrocomputer n 108 - giugno 1991 



PD SOFTWARE MS-DOS 


di salvare i tesori immessi su disco per 
permettere una successiva rilettura; 
Shell al Sistema Operativo; finestra con 
i tasti utilizzabili in ogni Opzione e Me- 
li programma utilizza per colloquiare 
con l'utente un sistema di finestre a 
tendina con menu a barre. 


Il Menu Principale è quel menu che 
appare dopo che il programma ha visua- 
lizzato le informazioni. Esso è formato a 
sua volta dai Menu Secondari dai quali 
si può accedere alle varie Opzioni per- 
messe dal programma. 

Nella parte bassa del video è presen- 
te una Finestra chiamata «Tasti» nella 


quale si trovano i tasti utilizzabili nel Me- 
nu/Opzione corrente. 

I Tasti utilizzabili nel Menu Principale, 
nei Menu Secondari e nelle Opzioni ver- 
ranno descritti insieme alle funzionalità 
degli stessi. 

II programma dispone anche di un 
semplice Help in linea. 



Nim 

Autore Giuseppe Navato 

Nim è un gioco di tipo matematico 
nel quale ci si confronta al computer. 

L’uso del programma è semplice e in- 
tuitivo. Inizialmente compare una scher- 
mata di presentazione, seguita da alcu- 
ne informazioni sull'autore del program- 
ma. 

Di seguito compaiono due menu per 
la scelta del livello di difficoltà e del 
tempo di gioco a disposizione. A questo 
punto la partita ha inizio: sullo schermo 
compare una serie di «campi numerici» 
sui quali bisogna operare. 

È bene precisare che il livello di dif- 
ficoltà scelto non influisce sulla bravura 
deH'awersario-computer, ma serve uni- 
camente a determinare il numero di tali 
«campi», che possono essere tre, sei o 
nove. Trattandosi di un gioco matema- 
tico, possiamo dire che non esistono 
«mosse» più buone e meno buone, ma 
solo «mosse» giuste e «mosse» sba- 
gliate: il computer gioca sempre senza 
commettere errori, ed altrettanto deve 
fare il giocatore per poterlo battere. Il 
giocatore, infatti, ha il vantaggio di fare 
la prima mossa, e questo gli dà la cer- 
tezza matematica di vincere, a meno 
che non commetta qualche errore; in 
tal caso il computer prenderà il soprav- 


vento e la partita sarà irrimediabilmente 
compromessa. 

Ulteriori informazioni sulle regole del 
gioco e sulla strategia da adottare con- 
tro il computer sono contenute nell'help 
del programma, richiamabile durante il 
gioco con il tasto FI. 

Al termine della partita compare un 
menu con due opzioni: la prima permet- 
te di cominciare una nuova partita la- 
sciando invariati il livello di difficoltà e il 


tempo; la seconda permette di cambia- 
re queste impostazioni, tornando ai due 
menu iniziali. 

Per abbandonare il programma pre- 
mere il tasto ESC. Se tale tasto viene 
premuto durante la partita, viene chie- 
sto al giocatore di confermare la sua de- 
cisione; se viene premuto in un altro 
momento, l'abbandono è immediato. Il 
programma è interamente in grafica 
CGA. 


ZapDir 

Autore Stefano Nardone 


ZapDir è stato sviluppato per colmare 
una delle lacune del sistema operativo 
MS-DOS (ndr risolta però dal DR-DOS 
5.0): infatti non esiste nessun comando 
capace di rimuovere in un sol colpo una 
intera directory con tutto il suo contenuto 
di file e di sottodirectory. Questo è proprio 
quello che fa ZapDir: ....zzaaaaapp e la 
directory svanisce. ZapDir è utile a chi 
deve cancellare da un hard disk uno dei 
tanti programmi che si installano con in- 


numerevoli subdir ed enorme numero di 
file, oppure a chi deve visionare tempo- 
raneamente file dati, software, ecc., che 
viene raccolto in subdir temporanee in 
attesa di essere cancellato, oppure sem- 
plicemente a chi deve riorganizzare un 
hard disk molto grosso in modo diverso. 

Avvertenza: poiché ZapDir cancella la 
directory e le sottodirectory con il loro 
contenuto, è molto difficile recuperare 
dette informazioni se l'operazione è av- 
venuta per errore. La cura messa nel- 
l' evi tare che ciò accada non può comun- 
que nulla contro la distrazione dell'uti- 
lizzatore che risponde affermativamente 


all'ultimo avvertimento prima della can- 
cellazione. Verificate quindi che la dire- 
ctory indicata sia veramente quella de- 
siderata. ZapDir compie automatica- 
mente il procedimento che si usa anche 
manualmente per rimuovere una dire- 
ctory: si sposta al suo interno, cancella 
tutti i file, ritorna alla directory prece- 
dente e rimuove la directory specificata. 

È però capace di compiere questo la- 
voro ricorsivamente su tutte le sotto di- 
rectory presenti. Un primo passo è però 
costituito da una scansione dei file pre- 
senti nella directory da rimuovere per 
verificare l'assenza di file con attributo 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


265 





PD SOFTWARE MS-DOS 


READ ONLY, HIDDEN o SYSTEM. Nel 
caso siano presenti file di questo tipo 
ZapDir termina con un messaggio di er- 
rore. La cancellazione dei singoli file av- 
viene, quando non sono specificati i pa- 
rametri «I» oppure «E», un file alla vol- 
ta. Da prove effettuate si riscontra che 
il comando DEL *.* cancella tutti i file 
presenti nella directory in un tempo 
sensibilmente inferiore a quello neces- 
sario alla cancellazione file per file, an- 
che se effettuata con una routine effi- 


ciente. Quindi per velocizzare le cose 
basta poter utilizzare questo comando, 
sfruttando la possibilità di richiamare ed 
eseguire il processore comandi COM- 
MAND.COM e la ridirezione dell'input e 
dell'output dell'MS-DOS. Tale comando 
richiede una conferma da parte dell'u- 
tente sulla effettiva volontà di cancella- 
re tutti i file. Da qui la necessità di in- 
dicare. nel caso si desideri utilizzare 
questa modalità di cancellazione più ra- 
pida, un parametro sulla linea di coman- 


do corrispondente alla versione del MS- 
DOS utilizzata (la conferma, per inter- 
nderci, che è diversa a seconda se la 
versione del MS-DOS è inglese «Y» o 
italiana «S»), Tale parametro è utilizzato 
da ZapDir per costruire la linea di co- 
mando appropriata ed adeguata alla ver- 
sione del Sistema Operativo. È molto 
importante per evitare malfunzionamen- 
ti indicare correttamente il parametro 
che corrisponde alla versione di MS- 
DOS utilizzata! 



Tombola 

Autore Mario Armento 


Forse è prematuro parlare di una ver- 
sione elettronica del gioco della tombo- 
la, ma a me sembra l'unico che finora 
svolge tutte le funzioni desiderate. Può 
essere installato su qualunque personal 
computer operante con sistema MS- 
DOS e richiede una memoria centrale di 
almeno 256 Kbyte. Prestazioni ottimali 
si ottengono disponendo di monitor a 
colori e stampante. 

Consente il gioco a 35 persone, o 
gruppi di persone, e l'utilizzo, oltre di 
quelle standard caricate direttamente 
nel programma, di 48 cartelle personali 
o personalizzate. 

Sia le cartelle standard che quelle 
personali possono essere stampate su 
modulo continuo. 

Delle apposite funzioni consentono: 
la vendita controllata delle cartelle; l'e- 
strazione dei numeri manuale o automa- 
tica; il controllo dell'andamento del gio- 
co; la visualizzazione delle cartelle vin- 
centi; la visualizzazione dei nomi dei 
vincitori; la gestione automatica della 
contabilità di gioco. 

L'uso del programma Tombola è fa- 
cile ed intuitivo grazie alla sua struttura 


a menu. I menu vengono visualizzati 
nella seconda riga a partire dall'alto e le 
opzioni che comprendono sono scritte 
in minuscolo e con colore bianco tranne 
la prima lettera che è scritta in maiusco- 
lo e in rosso. 

La prima è posta in reverse per indi- 
care che è quella di default: pertanto 
per selezionarla è sufficiente premere il 
tasto RETURN. 


Per selezionare un'opzione diversa è 
necessario spostare (per mezzo della 
barra, o dei tasti cursore, o dei tasti + 
e — ) il rettangolino, che pone in reverse 
la prima opzione, su quella desiderata e 
premere il tasto RETURN. 

Per una selezione più immediata pre- 
mere il tasto corrispondente alla prima 
lettera del nome della opzione deside- 
rata (scritta in maiuscolo). 


xSet 

Autore Giorgio Solla 

xSet costituisce un'estensione del 
comando di sistema Set che definisce 
una variabile dell'ambiente operativo in 
modo interattivo. Se xSet viene lanciato 
senza nessuna opzione sulla linea di co- 
mando. presenterà il copyright ed un 
piccolo riassunto delle sua funzionalità. 

L'ambiente operativo è costituito da 
una serie di stringhe in cui una variabile 


di ambiente è associata al suo valore nel 
formato variabile=valore. Il comando 
xSet consente di aggiungere, modificare 
o cancellare una variabile dell'ambiente 
del programma padre di xSet (tipicamente 
il COMMAND.COM). xSet cancella au- 
tomaticamente una variabile che non ha 
un valore associato, prestando però at- 
tenzione al fatto che i caratteri di spazio 
sono considerati caratteri validi al pari de- 
gli altri , Il valore della variabile deve essere 
preceduto da uno o due caratteri che in- 
dicano l’azione da intraprendere con la 


stringa. Le tre azioni possibili d'uso per 
xSet sono: =, += e — =. 

Un programma quindi molto utile a che 
«smanetta» con il computer o ha dime- 
stichezza con file batch, come l'AUTOE- 
XEC. BAT, in cui si può allungare peresem- 
pio il percorso di PATH, associando ad 
un primo percorso un secondo definito 
tramite una stringa. I requisiti minimi del 
programma sono un computer MS-DOS 
con versione del sistema operativo ugua- 
le o superiore alla 2.00 e almeno 65.520 
byte liberi di RAM. /se 


266 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 



Il PD-software dei lettori di 



Lo spazio tradizionalmente dedicato al software dei lettori 
e quello occupato dal PD-software sono stati unificati. 

In queste pagine parleremo di programmi di Pubblico Do- 
minio (FreeWare o Shareware) disponibili in Italia attraver- 
so i vari canali PD. Tutti i programmi presentati saranno 
reperibili anche attraverso il canale MCmicrocomputer. sia 
su supporto magnetico sia su MC-Link. 

Saranno recensiti sia programmi già nei circuiti PD, sia 
quelli che i lettori stessi vorranno inviarci affinché, se rite- 
nuti meritevoli dalla redazione, siano resi di Pubblico Do- 
minio. 

/ lettori di MCmicrocomputer autori dei programmi dei qua- 
li si parlerà in queste pagine (e i cui programmi saranno 
distribuiti come PD dalla rivista) saranno ricompensati con 
un «gettone di presenza» di 100.000 lire. 

E necessario attenersi ad alcune semplici regole nell'in- 
viare ì programmi in redazione. 

1) Il materiale inviato deve essere dì Pubblico Dominio 
(o Shareware) e prodotto dallo stesso lettore che lo invia. 

2) Il programma inviato deve risiedere su supporto ma- 
gnetico (non saranno presi in considerazione listati). 

3) I sorgenti eventualmente ac- 
clusi devono essere sufficientemen- 
te commentati. 

4) Per ogni programma inviato 
l'autore deve includere due file 
(«readme» e «manuale»), il primo 
contenente una breve descrizione 
del programma ed il secondo una ve- 
ra e propria guida all'uso per gli uten- 
ti, con tutte le informazioni necessa- 
rie per un corretto impiego (se il pro- 
gramma è particolarmente semplice 
può essere sufficiente il solo read- 
me, mentre saranno particolarmente 
apprezzati fra i programmi più com- 
plessi quelli dotati di help in linea). In 
calce ad entrambi i file deve essere 
apposto il nome, l'indirizzo ed even- 
tualmente il recapito telefonico del- 
l’autore. 

5) Al lancio, il programma deve 
dichiarare la sua natura PD (o Sha- 
reware), nonché nome e indirizzo 
dell'autore. È ammesso, alternativa- 


mente, che tali informazioni siano richiamabili da program- 
ma con un metodo noto e indicato nelle istruzioni. 

6) Saranno presi in considerazione solo i lavori giunti in 
redazione accompagnati dal talloncino riprodotto in questa 
pagina (o sua fotocopia) debitamente firmato dall'autore. 

/ programmi classificati non come FreeWare ma come 
Shareware (quindi non propriamente di Pubblico Dominio, 
anche se consideratine generalmente parte) comportano 
da parte dell'utente l'obbligo morale di corrispondere al- 
l'autore un contributo a piacere o fisso secondo quanto in- 
dicato dall’autore e conformemente a quanto appare al lan- 
cio del programma. MCmicrocomputer non si assume al- 
cuna responsabilità od obbligo riguardo a questo rapporto 
intercorrente tra autore ed utilizzatore del programma. A 
titolo informativo precisiamo che l'obbligo morale alla cor- 
responsione del contributo scatta non nel momento in cui 
si entra in possesso del programma, ma nel momento in 
cui si passa a fame uso dichiarando implicitamente di ap- 
prezzarne le caratteristiche. 

In nessun caso (per ragioni organizzative) sarà reso noto 
all'autore l'elenco o il numero delle persone che hanno 
eventualmente deciso di entrare in possesso del program- 
ma attraverso il canale MCmicrocomputer. 


Compilare e spedire a 

MCmicrocomputer - Via Carlo Perrier 9, 00157 Roma 


Questo tagliando lo fotocopia o equivalente) deve essere inviato ad MCmicrocom- 
puter, unitamente al materiale da selezionare, da parte degli autori di software che 
presentano i propri lavori per la recensione sulla rivista e l'inserimento nei canali PD. 

Il sottoscritto 

Cognome e Nome . 

Codice Fiscale 

residente in 

invia ’l programma 

dictuaranao di esserne l'autore ed autorizzando MCmicrocomputer alia distribuzione 
secondo le regole ed i canali consueti del Pubblico Dominio 

Data Firma 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991 


267 


PD SOFTWARE AMIGA 


Piatto ricco mi ci ficco 

di Enrico M. Ferrari 
IMC0012 su MC-Link) 


Nessun riferimento a giochi 
d'azzardo o simili: il piatto è 
quello del software di pubblico 
dominio e chi ci «si ficca» 
sempre di più siete proprio voi, 
onorabili lettori, che state 
dimostrando un crescente 
interesse verso questa rubrica se 
è vero, come è vero, che gli 
arrivi di materiale continuano ed 
aumentano con costanza. Piccoli 
suggerimenti: non è necessario 
fare un gran programma perché 
sia giudicato «bello» e 
recensibile, se avete mille 
piccole utility radunatele in una 
directory e speditecele, ma che 
siano ordinate e soprattutto ben 
descritte. Anche l'occhio vuole la 
sua parte e maggiore cura sarà 
posta nel presentare il 
programma (quindi 
documentazioni accurate) 
maggiore la nostra attenzione, 
ricordate che il vostro software 
verrà incluso nel circuito PD e 
tutti dovranno essere in grado di 
capire a cosa sen/e il vostro 
programma. Ennesima 
rimembranza: dovete, DOVETE 
allegare la cedola che trovate su 
MC che ci autorizza a inserire il 
vostro programma nel circuito 
PD, continuano ad arrivarci 
programmi addirittura anonimi ; 
se volete ricevere il compenso in 
caso di pubblicazione (la famosa 
« piotta », come si dice a Roma) 
siate sempre completi nella 
documen fazione 


268 


Ciditeip 

Angelo Mariani è un nome già com- 
parso su queste pagine allorquando re- 
censimmo il suo programma Covertina, 
un divertente e pratico tool per disegna- 
re e stampare le copertine delle casset- 
te audio. Covertina si è evoluto e sono 
state fatte le versioni per MS-DOS e 
Mac (quest'ultima a cura del romano 
Vittorio Dell’Aiuto, attualmente modera- 
tore dell'area Mac su MC-Link) e sfrut- 
tando quell'idea di rendere la vita felice 
ai possessori di cassette e compact di- 
sc Mariani ci propone un programma 
dedicato proprio a questi ultimi. 

Abbiamo già parlato su queste pagine 
del programma CD2TAPE, un utile stru- 
mento per determinare l'ordine ottimale 
dei brani da inserire su una cassetta, in 
modo da non sprecar spazio o, capita 
sempre così, da evitare che l'ultima 
canzone della facciata della cassetta fi- 
nisca brutalmente troncata per pochi 
secondi. 

Ci lamentammo che CD2TAPE non 
aveva la minima interfaccia grafica, eb- 
bene Ciditeip di Mariani è proprio tutto 
ciò che non era quell'originale program- 
ma: la grafica. Come si vede dalla foto 


10 schermo è occupato per la quasi to- 
talità da una sorta di maschera/editor 
nella quale inserire i titoli e le relative 
lunghezze: con il mouse o con il pun- 
tatore è possibile modificare in ogni mo- 
mento qualsiasi campo. Una volta inse- 
riti nomi e durate dei brani si passa ai 
gadget sulla destra: se clicchiamo sul 
gadget «Calculate» ci viene dapprima 
chiesta la durata di una eventuale pausa 
tra i brani, poi ci viene fornita la durata 
totale con la richiesta di specificare la 
durata del nastro: il programma è suf- 
ficientemente evoluto per settarsi su 
una lunghezza di nastro standard (ad es. 
45 minuti) che più si avvicini per ecces- 
so alla durata totale. 

A quel punto il programma parte a 
calcolare tutte le possibili combinazioni 
nel tentativo di trovare quella che lasci 

11 minor spazio sul lato A della cassetta: 
questo è l'unico lato negativo del pro- 
gramma, a causa della struttura dell'A- 
migaBasic nel quale è realizzato il pro- 
gramma, il calcolo è lento e richiede 
spesso parecchi minuti nel caso di nu- 
merosi titoli. Per fortuna il calcolo è di- 
namico: viene visualizzato il minor scar- 
to di tempo fino a quel momento tro- 
vato e volendo si può interrompere il 



MCmicrocomputer n, 108 - giugno 1991 




PD SOFTWARE AMIGA 


calcolo una volta soddisfatti del «resto» 
oppure se non si vuole aspettare fino al- 
la fine. C'è da dire che quasi sin dalle 
prime combinazioni lo scarto trovato nei 
primi secondi di calcolo rappresenta un 
valore talmente buono da poter essere 
utilizzato: probabilmente fare questo la- 
voro a mano avrebbe richiesto un tem- 
po nettamente superiore e arrabbiature 
da record. 

Alla fine del calcolo, o una volta fer- 
mato quest'ultimo, viene visualizzata la 
combinazione di titoli ottimali, le durate 
delle due facciate e lo scarto rimanente 
sulla facciata A. Ma non è finita: a que- 
sto punto si può scegliere di salvare i 
titoli in un formato compatibile con 
quello di Covertina, in questo modo do- 
po aver trovato la combinazione ideale 
potete usare direttamente gli stessi dati 
per stampare la copertina della casset- 
ta. Il gadget «Load» serve per caricare 
copertine già realizzate con Covertina in 
modo da eseguirne il calcolo senza ri- 
battere tutti i titoli. Giudizio complessa- 
mente positivo, ci auguriamo solo che 
Mariani si decida a cambiare linguaggio 
di programmazione in modo da poter 
pienamente realizzare le sue numerose 
idee. 

DiskEditor 

Filippo Biondi della provincia di Enna, 
precisamente di Agira, ci propone un 
pratico programma per poter intervenire 
sui singoli blocchi di un dischetto: si 
può inoltre intervenire sul bootblock per 
salvarlo o manipolarlo in seguito. 

Una volta caricato il programma vi- 
sualizza nella finestra inferiore il settore 
indicato, vengono presentati 256 byte 
per volta, mentre la parte superiore è 
destinata al controllo immediato delle 
varie funzioni tramite gadget, in più so- 
no presenti alcuni menu a tendina. Nella 
finestra inferiore sulla sinistra è possi- 
bile editare i valori esadecimali mentre 
non è possibile intervenire cambiando 
direttamente i valori ASCII sulla destra, 
ma questo a causa della filosofia del 
programma: non si tratta di un file edi- 
tor (per questo il già recensito Hex è im- 
battibile a livello mondiale), ma di uno 
strumento per agire sui blocchi del di- 
sco. 

La parte dedicata alla manipolazione e 
gestione del bootblock è la forza del pro- 
gramma: è presente il gadget «Boot- 
block checkusm» che fornisce il che- 
cksum dei primi due blocchi del disco 
nel drive indicato, utile in caso di mo- 
difica del bootblock. I gadget «Filein» e 
«Fileout» permettono un trasferimento 
da un file verso il bootblock e viceversa. 


Fileout copia il contenuto dei primi 
due blocchi del disco in un file, volendo 
si può scegliere di salvare il file in forma 
di codice oggetto nel caso si voglia di- 
sassemblare o utilizzare il bootblock. 
Con Filein si può letteralmente caricare 
un bootblock sul disco in esame: il file, 
lungo al massimo 1024 byte, sarà ov- 
viamente un codice oggetto, una volta 
caricato un nuovo bootblock si deve 
rieffettuare il calcolo del checksum e 
memorizzare il nuovo settore. Dai menu 
a tendina è possibile effettuare delle ri- 
cerca di stringa nel settore in memoria 
o su tutto il disco. 

Cinque programmi 
con articolo incluso 

Da Maurizio Mangrella riceviamo un 
paccone che da solo merita una men- 


zione: decine di fogli di documentazio- 
ne stampati con laserwriter contenenti 
articoli, descrizioni dettagliate sui suoi 
programmi, listati, proposte. Per ogni fi- 
le allegato sul dischetto Mangrella ha 
scritto un vero e proprio articolo con 
una miriade di informazioni che faranno 
felici i programmatori o quanti volessero 
sviluppare al meglio le sue routine, ve- 
diamo in dettaglio cosa troviamo su 
questo disco. 

Soundtracker story and Utilities 

Uno dei migliori programmi musicali 
in circolazione è sicuramente Soundtra- 
cker, del quale Mangrella fa una tratta- 
zione esauriente ben più di un manua- 
le. Per gli interessati viene descritta 
esaurientemente la struttura dei file IFF 
usata da ST, come vengono salvati i fi- 
le, la struttura degli strumenti e dei 
moduli, tutto insomma, un vero articolo 



269 


MCmicrocomputer n. 108 - giugno 1991